Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Galleria Tannaz Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Galleria Tannaz Fri, 18 Oct 2019 15:01:18 +0200 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://content.comunicati.net/utenti/8900/1 Comunicato stampa Fri, 02 Sep 2011 18:13:06 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/varie/177260.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/varie/177260.html Galleria Tannaz Galleria Tannaz Buongiorno, 
vi invio copia del comunicato, dell'invito e un'immagine di un'opera di uno fra gli artisti presenti nella prossima mostra organizzata dalla Galleria Tannaz, con la speranza che possiate essere presenti e darne diffusione.
La mostra avrà luogo a Firenze dal 10 al 20 settembre 2011 presso Galleria Tannaz in Via dell'oche, 9-11r
a cura di Gabriella Anedi e Angelo Minisci.
Inaugurazione 10 settembre ore 18, segue buffet. La mostra resterà aperta fino al venti settembre dalle 16:00 alle 20:00.
Gli artisti presenti sono Piera Antonelli, Eva Basile, Paola Della Pergola, Dino De Simone, Cristiana Di Nardo, Franco Duranti, Armi Heikkinen, Shafiqul Kabir Chandan, Angelo Minisci, Cecilia Natale, Enrico Pinto, Nadia
Odorico, Elisabetta Ozino, Maria Prezioso, Rutsuko Sakata, Radhika Sawhney, Kajsa Willner, Britta Telemann, Matilde Trapassi e Patricia Waller.

Cordiali saluti
Angelo Minisci
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"Perchè l'arte moderna non si capisce" di Alessandro Querci Tue, 16 Nov 2010 11:36:18 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/varie/140353.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/varie/140353.html Galleria Tannaz Galleria Tannaz La Galleria Tannaz presenta il saggio di Alessandro Querci "Perchè l'arte moderna non si capisce?", a cura di Massimo Innocenti e Tannaz Lahiji.

La galleria porta avanti - parallelamente alla sua normale attività

espositiva - una serie di incontri e conferenze come la presentazione del

saggio di Alessandro Querci, autore alla sua prima prova saggistica che

vanta un ricco curriculum di collaborazioni con riviste nazionali (Flash Art)

ed internazionali (ElGuja, Barcellona - BlocNotes, Parigi), istituzioni museali

(Centro Pecci, Prato - Biennale di Venezia - Palazzo Reale, Milano)

e gallerie private(Christian Stein, Milano e Torino - Schema, Firenze -

Margiacchi, Arezzo).

Un testo scritto per i 'non addetti ai lavori' che riesce a sciogliere molti dei

nodi che ostacolano la comprensione dell'arte moderna e contemporanea.

Scritto con sagacia e ironia, ma senza rinunciare ad andare in profondità

sui temi affrontati, questo saggio non soltanto risponde alla domanda del

titolo, ma mira a mettere in luce i fraintesi, sfatare i molti luoghi comuni intorno all'arte in generale - e a quella moderna in particolare - offrendo

una prospettiva nuova e trasversale.

La presentazione vedrà gli interventi di Angela Sanna, storica dellʼarte e

curatrice e Francesco Galluzzi storico e critico dʼarte.

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Naturae, opere di Massimo Innocenti a cura di Angela Sanna Fri, 05 Nov 2010 16:47:55 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/139065.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/139065.html Galleria Tannaz Galleria Tannaz Galleria Tannaz inaugura una mostra dedicata a Massimo Innocenti, a cura di Angela Sanna. La mostra resterà aperta dal 6 novembre (vernissage ore 18.00) al 30 novembre.
Massimo Innocenti si interessa fin da giovane alle più varie espressioni artistiche partecipando a mostre e organizzando eventi aperti alla poesia, al teatro, al disegno, alla pittura, all'installazione. Intorno alla metà degli anni 90, dopo una fase concettuale, la sua ricerca conosce una svolta riscoprendo il disegno e la pittura e scavando nell'universo del silenzio e della natura. I suoi lavori sono stati esposti in importanti mostre nazionali e internazionali e sono presenti in collezioni private in Italia e all'estero. Da alcuni anni tiene la cattedra di Pittura e dei Linguaggi delle Arti Plastiche alla LABA (Libera Accademia di Belle Arti di Firenze).
La natura, tema d'elezione della ricerca di Massimo Innocenti, non rappresenta, per l'artista, una semplice costante iconografica né un semplice modello cui attingere per la messa in atto del processo creativo. Essa rappresenta piuttosto, attraverso le sue molteplici e mutevoli manifestazioni, una miniera di riferimenti nella quale il pittore sa di poter trovare, volta per volta, quell'ispirazione profonda e quell'impulso a dipingere che lo portano a fondere, nelle sue composizioni, pittura e ambiente, poesia e sentimento, ricordo e tempo presente. Naturae, dunque, come pluralità di visioni, sensazioni e stati d'animo suscitati dall'incontro sempre nuovo con il mondo naturale. Naturae, anche, come risultato di un percorso culturale che l'artista ha intrapreso lasciandosi alle spalle una precedente fase sperimentale e concettuale alla quale si è sostituita un'indagine, più intimista, vissuta nel mondo appartato delle colline toscane. Le riflessioni critiche sui valori dell'arte e sui significati della rappresentazione hanno indotto Massimo Innocenti a riallacciare con la tradizione nell'intento di riavvicinarsi alla funzione costruttiva della pittura mediante lo studio approfondito del `mestiere' e dei grandi maestri.
La pratica costante del disegno e la messa a punto di tecniche raffinate, come la combinazione di materie pittoriche e di materiali preziosi, quali la foglia d'oro e d'argento, e di sostanze meno nobili ma non meno simboliche, come il bitume, sono all'origine di una pittura elaborata, a tratti perfino travagliata, in continua tensione tra osservazione diretta e immagine interiorizzata. Le meditazioni dell'artista sui maestri a lui cari, dai romantici tedeschi e inglesi ai paesaggisti francesi fino ai macchiaioli, si intrecciano con la lettura appassionata della poesia, disciplina che egli considera, prima che una fonte d'ispirazione per i suoi lavori, un rifugio, un diletto, un termine di confronto e una risorsa per la propria crescita esistenziale e artistica. Di qui i dipinti che vibrano di echi romantici e di suggestioni poetiche, dai paesaggi ai soggetti floreali, dove risuonano, rarefatti, i versi di poeti amati da Massimo, come Novalis, Campana, Bertolucci, Calogero, e dove le varie sfaccettature della natura risaltano attraverso una ricerca cromatica e formale sempre sobria e meditata. Sentieri alberati, orizzonti, distese di campi, mazzi di rose non sono dunque pure riproduzioni mimetiche ma presenze vive e pregnanti dalle quali emana una luce evocativa e scintillante, d'oro o d'argento, esaltata dal contrasto con le tonalità scure dei faggi, dei solchi, delle nubi.
L'artista, ci dice Massimo Innocenti, deve essere nuovamente <<capace di guardare e di fermarsi di fronte a un paesaggio, di soffermarsi lungo le sponde di un fiume ed ascoltare>>. L'invito all'ascolto equivale qui al desiderio di staccarsi dal frastuono metropolitano e di ritornare ai suoni naturali e al silenzio che l'artista esige nel dialogo con gli aspetti più semplici della vita e delle cose. La trilogia di dipinti intitolata al Lago, realizzata in tre formati differenti, ne è un esempio eloquente: l'aria brumosa e pacata si diffonde lentamente sulla superficie lacustre suscitando sentimenti di sottile malinconia; così anche i dipinti asimmetrici incentrati sulla Casa, evocazione rarefatta di un luogo lontano e denso di presagi che ci riconduce alle memorie autobiografiche dell'artista. Il dittico Gemelli, dove gli alberi costeggiano una strada nascosta e isolata che sembra simboleggiare la via per un altrove `esistenziale', ci appare a sua volta immerso in una calma luminosa ma al tempo stesso misteriosamente umbratile. L'ambivalenza delle atmosfere che il pittore riesce a evocare con viva partecipazione e maestria rappresenta forse uno degli aspetti più coinvolgenti del suo lavoro. Quiete e tempesta, avvallamenti e prominenze, luce e oscurità sembrano i corrispettivi simbolici delle dicotomie insite nella natura umana, come morte e istinto vitale, desiderio e assenza, amore e odio. E così pure la selva di sentimenti contrastanti che nei dipinti di Massimo scivolano in una dimensione visionaria per poi risalire verso una visione più lucida, come un faro nella notte, come la serenità che scioglie il tormento. Di questi contrasti possiamo individuare una traccia perfino nella resa formale dei dipinti, ora traslucidi ora densi di materia, e composti da pennellate ora impulsive e gestuali ora ordinate e composte. Anche i formati, dal più grande al più piccolo, sembrano partecipare di questa visione composita dell'ambiente naturale, quasi fossero interpreti delle numerose sfumature che possono intercorrere tra una rappresentazione epica della natura e una sua immagine tra le più umili e familiari.
Angela Sanna

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Finissage sabato 23 ottobre ore 18 Fri, 22 Oct 2010 16:20:48 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/varie/137449.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/varie/137449.html Galleria Tannaz Galleria Tannaz 18 (presso la galleria), alla presentazione del catalogo della mostra ALISEO.
Saranno presenti gli artisti provenienti dall'Iran e le loro opere.
Fra gli autori: Arshin Agashteh, Pegah Jamali, Pooya Jamali,
Amirhoshang Ordouei, Bahare Raeesi, Mohammadreza Raeesi, Elahe
Rahimian, Fereshteh Saadatkhah, Shabnam Shabanimirzaee, Rosa Zarshenas
La galleria Tannaz ripresenta questa iniziativa dopo aver vissuto, in
questo periodo della mostra, tutta una serie di problematiche in
riferimento alla partecipazione degli artisti, vista la difficile
situazione politico-culturale che vive l'IRAN e le complicate
burocrazie che hanno impedito il normale svolgimento della mostra.
Vi aspettiamo in Galleria

Galleria Tannaz
Via dell'oche, 9-11r
50122 Firenze


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Materiale mostra Fri, 12 Mar 2010 17:54:02 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/varie/142694.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/varie/142694.html Galleria Tannaz Galleria Tannaz Buonpomeriggio, vi invio il materiale della nuova iniziativa della Galleria Tannaz, relativo alla mostra Kouch, che avrà luogo a Firenze dal 4 al 13 dicembre 2010 da.
 
A.S.I.F. (Associazione degli Studenti Iraniani di Firenze) col sostegno di A.R.D.S.U.
(Azienda Regionale per Diritto allo Studio Universitario di Toscana) e in collaborazione con  
GALLERIA TANNAZ organizza:
 
KOUCH
Transizione, Trasformazione, Metamorfosi 
Mostra delle opere degli Studenti Iraniani
  
Inaugurazione: Sabato 4 dicembre 2010, ore 18:00
Apertura fino al 13 dicembre
tutti i pomeriggi dalle 16:00 alle 20:00 
 
Galleria Tannaz
Via dell'oche, n. 9/r 
tel: 055 2670459 
  
 
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Bildung Fri, 05 Mar 2010 19:33:56 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/varie/106600.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/varie/106600.html Galleria Tannaz Galleria Tannaz  

Galleria Tannaz 

Eva Basile, Silvia Cardini, Lino Centi, Terry Davies, Antonio Dei Rossi, Lucio Diana, Marjon Hoogendyk e Stefano Innocenti

via dell'oche, 9-11 r - 50122 Firenze - tel. 055219274

13 marzo - 13 aprile 2010; orario della mostra: 10-13, 16-20

Manufatti ed artefatti, la clessidra dalla forma complessa. Dialogo a più voce.

L’arte contemporanea nella produzione di manufatti si esprime in tre modi principali, autonomi ma interrelati: Arte, Design, Artigianato Artistico. La terminologia in uso oggi appare ambigua ed obsoleta. Forse la creatività contemporanea non può più essere riconducibile alle divisioni storiche e alle loro implicite gerarchie di valori. I tre sistemi dovrebbero essere considerati equivalenti nel loro momento ideativo e progettuale e distinguibili e apprezzabili secondo i modi di produzione, di distribuzione e di consumo che li caratterizzano e le loro strategie di immagine e di comunicazione. Un'idea efficacemente strutturata ci viene da Alberto Bassi, storico e critico: “La seconda metà dell’Ottocento e tutto il Novecento sono state caratterizzate dalla battaglia teorico-pratica, e soprattutto ideologica, che ha condotto a definire, affermare e esercitare il design come metodo e modalità idonea alla progettazione di artefatti nell’età industriale. Tutto quanto realizzato, insomma, ha adottato questa comoda ed unificante etichetta, garanzia di modernità, buon prodotto, sicuro o probabile successo sul mercato. Un’utile generalizzazione che, se dal punto di vista del metodo ha contribuito a diffondere modi di progettazione e produzione ‘alti’, quantitativamente e di frequente qualitativamente ha però appiattito le differenze e le specificità. Non tutti gli artefatti infatti possono definirsi industriali, ma sono risultato, ad esempio, di produzione manuale oppure di decorazione. Volendo guardare l’esecuzione ci sarebbe da riscrivere l’intera storia del disegno industriale italiano; parecchio di quanto è passato come design è per lo più produzione artigianale, pezzo unico, piccola serie”. Guardando altrove la fortissima identità dell'oggetto prevarica ogni altro soggetto significativo; e questo oggettivismo post-reale è anche un modo “diverso” per osservare il sistema sociale, la sua analisi del profondo attraverso la forma estesa della superficie produttiva, quale appunto è nella logica stessa del design e delle sue applicazioni. Anche quando l'arte presiedeva una volontà rappresentativa dell'immagine visiva, quale ad esempio la fotografia, questa volontà si realizzava per mezzo di una sorta di visione pellicolare che quasi riproduceva nei suoi ambiti limitrofi la stessa progettualità che è nel design. Adesso tutto ciò lo chiamiamo postmoderno adulto e maturo, poiché ne valutiamo l'estetica nella sua irraggiungibile volubilità dell’immagine stessa. Celant aveva dato di questo fenomeno una visione "in espressionista", Bonito Oliva ne discuteva in termini di “processualità” trasversale, altri, come Barilli - che nella Biennale del '90 era il curatore di Aperto - valutava la ragione dell'oggetto in ordine alle categorie di "caldo" e "freddo". Naturalmente sono molteplici le categorie circostanziali che ciascuno di noi può approntare, ma nel caso del sistema a cavallo degli anni Novanta la complessità dell'oggetto esprimeva senza ombra di dubbio un raffreddamento progettuale - quale appunto quello da design - e che su Flash Art era divenuto parte integrata del discorso sull'arte attraverso la sezione curata da Giacinto Di Pietrantonio. Il design era l'arte perché l'arte era design in quegli anni. Gli oggetti di produzione erano presi, sottratti ed esposti. Quella ideologia che era già data per morta nel crollo dei sistemi politici si ridefiniva nei sistemi rappresentativi del potere di cui la tecnologia era ed è snodo fondamentale. Il codice a barre quale simbolo sacrale dei nuovi mercati dipinto da Pierre Cornette de Saint-Cyr non avrebbe tuttavia retto a lungo l'apoteosi di questo nuovo "impero" degli oggetti di consumo del mercato globalizzato. L'arte contemporanea non si dilegua dal mondo della tecnologia e del "progetto" ma ne acquisisce piuttosto i movimenti anteriori al suo formalizzarsi, ovvero si fa indagine sul lavorio cerebrale, o acquisizione di indagine sui lavori di gruppo, di squadra o anche di impresa. E’ luogo comune parlare dell’oggi come di una situazione caratterizzata da grandi trasformazioni nel nostro modo di relazionarsi con gli altri e con le cose. L’errore più comune è quello di leggere il nuovo come intrusione in un ventaglio di opzioni immutabili, e non considerarlo invece come elemento capace di mettere in gioco l’intero sistema di conoscenze e conseguentemente di scelte operative. La post-realtà dell'arte e della forma, la fiction immateriale si concludono con il smascheramento lì dove il microscopio della ricerca tecnologica decide i labirinti relazionali che danno origine ai percorsi di memoria e di funzione nella macchina del presente, in vista già di un futuro in cui la progettualità risulti essere consapevole del suo peso specifico, ovvero di ciò che negli anni dell'apoteosi virtuale avevamo dimenticato: di quella radice reale che è anche nell'esasperata tecnologia dell'elettronica, il peso specifico di un file, la sua impossibile riduzione ad oggetto, ma allo stesso tempo la sua irriducibile consistenza materiale. Bildung è una sorta di visione trasversale, in cui materiali diversi, mani del fare diversi, insieme fanno altri mondi. Una visione capace di costruire la forza stessa, una collisione fra parti che diventa tentativo anche scontato di creare scambio, un “éclat”, una scintilla, un piccolo fuoco, un insistere sulle differenze come valore. E’ un nuovo inizio,  il progetto non è l'inseguimento di problemi che sembrano correre troppo veloci ma il fermarci a riflettere sull'essenza stessa di questi problemi, perché solo ponendoci l'obiettivo di un modello di trasformazione riusciamo anche a dare senso al nostro progetto. La strada appare in salita e da un'analisi più attenta emerge che, come scrive J. L. Le Moigne, "la complessità è nel codice e non nella natura delle cose... e dunque... se costruita, la complessità più inestricabile diventa progettabile". Il fenomeno prodotto non è in sé né semplice né complesso; quindi è chi lo osserva che lo percepisce, sulla base della sua esperienza cognitiva ed emozionale in termini di disordine, molteplicità di elementi, difficoltà...Potremmo ridefinirla come una poetica del frammento. Una espressione non ermetica ma ricca,  diversa, capace di trasmettere un emozione sottilissima.

Angelo Minisci
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Auguri Buone Feste Galleria Tannaz Sat, 02 Jan 2010 13:15:34 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/varie/106126.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/varie/106126.html Galleria Tannaz Galleria Tannaz  
Con l'occasione, Vi Ricorda che la galleria e le sue esposizioni sono aperte al pubblico.
 
 
Roberta La Rosa,
Responsabile Ufficio Stampa
Galleria Tannaz
 
via dell'Oche, 9 - 11 r
firenze
tel. 055 219274
cell 339 1511848]]>
Invito Inaugurazione Galleria Tannaz - Sabato 19 dicembre 2009 Sat, 19 Dec 2009 13:00:18 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/varie/101978.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/varie/101978.html Galleria Tannaz Galleria Tannaz Vi ricordiamo che siete attesi all'Inaugurazione delle Mostre "Incipit" e "Private vase"
presso la Galleria Tannaz, in via dell'oche, 9 - 11 r - Firenze che avrà luogo
oggi pomeriggio dalle ore 18.00 alle ore 21.00.
Cordialmente,
Roberta La Rosa
responsabile ufficio stampa
Galleria Tannaz
055 219274]]>
Invito Inaugurazione Galleria Tannaz - Sabato 19 dicembre 2009 Wed, 09 Dec 2009 23:24:30 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/varie/100921.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/varie/100921.html Galleria Tannaz Galleria Tannaz

Incipit

Caterina Arcuri, Fabio Cresci, Giulio De Mitri, Massimo Innocenti,

Francesco Landucci, Mauro Manetti, Walter Puppo, Addo L. Trinci

 

inaugurazione: sabato 19 dicembre 2009 ore 18.00

sede espositiva: Galleria Tannaz - Via dell’oche, 9 – 11/r  - 50122 Firenze

date: 19 dicembre 2009 – 20 febbraio 2010

orario: da martedì a sabato ore 10 -13, 16 -20

 

 

 

Galleria Tannaz ha l’obiettivo di divenire “luogo di cultura” e sede espositiva, in linea con le tendenze europee sull’arte contemporanea, e di aprire uno spiraglio sull’arte e la cultura a Firenze. La nuova galleria d’arte presenta una interessante iniziativa culturale e realizza una commistione significativa fra otto artisti dell’arte contemporanea. La rassegna, significativamente intitolata incipit, vede riuniti i lavori di Caterina Arcuri, Fabio Cresci, Giulio De Mitri, Massimo Innocenti, Francesco Landucci, Mauro Manetti, Walter Puppo, Addo L. Trinci, a cura di Angela Sanna. Le opere cercano, toccano, indagano la dimensione dell'inizio, ricongiungendosi naturalmente nella loro diversità e manifestandosi come parte simbolica di un tutt'uno universale al cui equilibrio e alla cui complessità concorrono la più elementare delle particelle, il più semplice dei gesti, il più remoto dei pensieri.

Le opere degli otto artisti formano un insieme dove, attraverso indagini diversificate, espresse in linguaggi altrettanto differenti, l'incipit, spogliandosi della sua definizione di parola iniziale o di attacco del racconto, esprime un cominciamento lato sensu oltre precise coordinate di tempo e spazio. Un insieme all'interno del quale le sinergie non devono assecondare principi estetici, affinità tecniche, armonie cromatiche, ma sperimentare l'unione e il contrasto di diverse visioni dell'inizio, scaturite da una sensibilità e da una riflessione sì personali ma non meramente autobiografiche, tanto che memoria, natura, figure archetipe, spiritualità, ne costituiscono alcuni dei temi ispiratori.]]>