Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Mariangela Palmisano Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Mariangela Palmisano Mon, 26 Aug 2019 06:06:11 +0200 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://content.comunicati.net/utenti/21616/1 Le Banche vendono i nostri debiti, il fisco paga. Confedercontribuenti, li denunciamo per evasione fiscale. Tue, 22 Jan 2019 11:05:44 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/518113.html http://content.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/518113.html Mariangela Palmisano Mariangela Palmisano
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Le Banche vendono i nostri debiti, il fisco paga. Confedercontribuenti, li denunciamo per evasione fiscale.




Il nuovo business delle Banche costa caro ai contribuenti italiani e ancora di piu’ ai clienti delle stesse. Il Presidente di Confedercontribuenti Carmelo Finocchiaro denuncia una situazione ormai insostenibile dovuta ad una legislazione favorevole al mondo della speculazione finanziaria, che fa fare utili agli istituti bancari, grazie alla cessione dei crediti cosiddetti inesigibili. Tali crediti vengono venduti a società di gestione delle cartolarizzazioni, meglio conosciute come società per la gestione degli NPL. Tali Società, in cui le banche attraverso scatole cinesi sono riconducibili alle stesse banche, con sedi spesso all’estero, da un lato vendono i crediti e dall’altro recuperano, attraverso una continua vessazione o minacce estortive nei confronti di chi è in difficoltà economica. Ciò Grazie ad una legislazione che consente di dedurre le perdite dei crediti inesigibili in tempi rapidi. Dunque, da un lato noi contribuenti paghiamo l’ammortamento veloce delle perdite, Dall’altro paghiamo in qualità di clienti delle banche, per non perdere il bene prezioso della casa. In altri casi, regaliamo gli immobili pignorati a prezzi miserevoli agli speculatori delle aste immobiliari. Questo è lo scenario, mentre il mercato internazionale speculativo degli NPL è diventato il nuovo business dei potentati finanziari, Nessun Governo europeo e mondiale e men che meno quello italiano intendono mettere mano a questo fenomeno che arricchisce i potenti e rende piu’ poveri famiglie e imprese in difficoltà. Adesso facciamo appello alla Direzione Nazionale Antimafia, al Comando Generale della Guardia di Finanza e a tutte le autorità preposte di accertare davvero se i crediti ceduti erano inesigibili e se davvero il credito vantato era dovuto, perchè siamo certi che nella stragrande maggioranza potrebbe essere viziato da usura, anatocismo o condizioni contrattuali capestro. Per quanto ci riguarda il tutto lo denunceremo alle autorità competenti.

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Finocchiaro (Pres. Confedercontribuenti): Saldo e Stralcio cartelle esattoriali. Confedercontribuenti, un inganno per i contribuenti Fri, 11 Jan 2019 13:01:19 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/515170.html http://content.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/515170.html Mariangela Palmisano Mariangela Palmisano
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Finocchiaro (Pres. Confedercontribuenti): Saldo e Stralcio cartelle esattoriali. Confedercontribuenti, un inganno per i contribuenti


La norma sul saldo e stralcio delle cartelle esattoriali è un inganno per i contribuenti onesti. Uno strumento inutile e non utilizzabile da milioni di contribuenti in Stato di difficoltà economica. Un tradimento per le imprese, lasciate fuori. Insomma una vergognosa operazione mediatica, inutile a fare uscire dagli incubi milioni di italiani. Lo stesso parametro per identificare i soggetti che possono aderire, ovvero l’isee è un’invenzione che non fa giustizia delle situazioni reali dei contribuenti. Intanto perché non fotografa la situazione dei contribuenti al momento dell’adesione, e perché non tiene conto del reale indebitamento dei contribuenti. A dichiararlo il presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, che chiede al Governo una modifica sostanziale della norma, salvo che il Governo non abbia deciso di proporre una norma inutile, per pura demagogia elettorale. Ma noi contribuenti terremo conto di queste scelte sbagliate. Lo sappiano, conclude Carmelo Finocchiaro.


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Subito Rottamazione Ter per coloro che non hanno potuto pagare quella Bis. Confedercontribuenti, rischio fallimento per le imprese e pignoramenti a migliaia per le famiglie. Mon, 10 Dec 2018 13:16:52 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/508026.html http://content.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/508026.html Mariangela Palmisano Mariangela Palmisano
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Subito Rottamazione Ter per coloro che non hanno potuto pagare quella Bis. Confedercontribuenti, rischio fallimento per le imprese e pignoramenti a migliaia per le famiglie.


Rischio fallimento per migliaia di imprese e pignoramento certo per le famiglie che non hanno potuto pagare la rottamazione bis e dunque a norma attuale non possono aderire a quella ter. Una follia del legislatore, a cui deve porre subito rimedio, negli emendamenti che verranno presentati al Senato. A chiederlo con un grido di allarme, il Presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, che aggiunge fate preso le esattorie sono pronte a far fallire migliaia di imprese, solo un legislatore irresponsabile, potrà far cadere nel baratro tanti soggetti. Se la norma non fosse modificata sarebbe penalizzante per coloro che avevano espresso la volontà di volere aderire e poi non hanno potuto pagare, mentre chi non aveva mai fatto alcuna adesione diventa favorito dalle nuove norme. 

Lillo Venezia
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Stop aste immobiliari prima casa. Confedercontribuenti, serve legge nuova. Una proposta in nome di Nonno Mariano. Verifica preventiva su usura e anatocismo. Mon, 03 Dec 2018 14:33:46 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/507012.html http://content.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/507012.html Mariangela Palmisano Mariangela Palmisano

 

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Stop aste immobiliari prima casa. Confedercontribuenti, serve legge nuova. Una proposta in nome di Nonno Mariano. Verifica preventiva su usura e anatocismo.

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Riformare norme sul CRIF. Confedercontribuenti, migliaia di italiani nella trappola dell’usura Fri, 30 Nov 2018 12:20:27 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/506662.html http://content.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/506662.html Mariangela Palmisano Mariangela Palmisano
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Riformare norme sul CRIF. Confedercontribuenti, migliaia di italiani nella trappola dell’usura



Il documento che attesta la correttezza dei pagamenti a Banche e Finanziaria, attraverso la verifica al CRIF, spesso per le attuali norme, mette nei guai migliaia di famiglie italiani e di imprese. Il documento emesso spesso non rispecchia la situazione debitoria reale o non trascrive i piani di rientro correttamente rispettati dai debitori, specie in presenza di cartolarizzazioni effettuate dagli istituti finanziari. E cosi in migliaia si ritrovano ad aver negato credito “legale” e si ritrovano costretti a ricorrere all’usura criminale, per far fronte ad importanti esigenze finanziarie. A denunciare la situazione il Presidente Nazionale di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, che chiede subito una riforma sulle segnalazioni. E necessario prevedere nel documento, le giustificazioni del debitore, che in molti casi non ha pagato perche’ ha perso il posto di lavoro o per cause e fabbisogni anche legati a malattie, cosi come per le imprese che spesso subiscono slittamenti nei pagamenti da parte dei propri clienti e anche dalla pubblica amministrazione. Inoltre e necessario procedere entro 30 giorni dall’estinzione dei debiti alla cancellazione dal documento informativo, superando i lunghissimi tempi che oggi la normativa prevede. Insomma di fronte ad una crisi cosi’ forte che ha attraversato la nostra economia e al facile credito al consumo che veniva concesso negli anni precedenti, serve con urgenza riformare una norma sulla segnalazione sui cattivi pagatori, che rischiano di diventare clienti della malavita usuraia. In buona pace delle segnalazioni del CRIF:

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Lillo Venezia 
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7 Dicembre, il giorno che rischia di sancire la morte di migliaia di imprese. Confedercontribuenti, cambiare subito norma su rottamazione. Thu, 29 Nov 2018 16:15:15 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/506446.html http://content.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/506446.html Mariangela Palmisano Mariangela Palmisano
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7 Dicembre, il giorno che rischia di sancire la morte di migliaia di imprese. Confedercontribuenti, cambiare subito norma su rottamazione.


Il 7 Dicembre potrebbe costituire la data di morte di migliaia di imprese, che non avendo potuto pagare la rottamazione bis, secondo le scadenze stabilite, per accedere alla Ter dovrebbero in una unica soluzione pagare gli arretrati. Ancora una volta il legislatore si è astratto dalla realtà e ha varato una norma che rischia di fare saltare migliaia di aziende.A denunciarlo il 
Presidente Nazionale di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, che chiede urgentemente di intervenire per evitare una ulteriore moria di imprese ma anche di famiglie in difficoltà’. Infatti dopo quella data per chi non si e’ allineato, scatterebbero le pesanti misure cautelari, prevista dalle leggi sulla riscossione, con il ritorno di ipoteche, pignoramenti e azioni esecutive, e il rischio fallimento per tantissime imprese.


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Lillo Venezia
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Saldo e stralcio cartelle non si fa piu’. Confedercontribuenti rilancia rottam azione con rate al quinto del reddito. Wed, 28 Nov 2018 15:26:47 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/506171.html http://content.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/506171.html Mariangela Palmisano Mariangela Palmisano
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Saldo e stralcio cartelle non si fa piu’. Confedercontribuenti rilancia rottamazione con rate al quinto del reddito.



Il saldo e stralcio delle cartelle esattoriali non si fa piu’. Era purtroppo solo una promessa elettorale. I contribuenti se ne rendano conto. A dirlo Carmelo Finocchiaro, presidente nazionale di Confedercontribuenti, che insieme a Giovanni Mangano di Confedercontribuenti Imprese e di Alessandro Ciolfi vice presidente nazionale, rilanciano l’idea da anni proposta dalla Confederazione, di una rottamazione delle cartelle esattoriali con pagamenti per le aziende e le famiglie che si trovano in difficoltà economiche, con rate che non eccedano il quinto del reddito d’impresa o familiare. Inoltre serve procedere alla sospensione d’ufficio della riscossione per tutti i soggetti privi di reddito, perche’ disoccupati. Una proposta concreta, sottolinea Giovanni Mangano, che potrà dare concrete risposte alla gente che non riesce a pagare, malgrado l’allungamento attuale dei tempi della rottamazione ter. Alessandro Ciolfi aggiunge che chiederemo che nella rottamazione siano reinserite anche IMU e TASI, inspiegabilmente eliminate. Adesso il Governo si pronunci con fatti concreti.


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C.S: “Lo Stato ha consegnato mio padre ai carnefici”: parla la figlia di L uigi Ilardo. Uomo della Cupola dei Corleonesi. Fri, 16 Nov 2018 14:57:47 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/503970.html http://content.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/503970.html Mariangela Palmisano Mariangela Palmisano
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Comunicato stampa

“Lo Stato ha consegnato mio padre ai carnefici”: parla la figlia di Luigi Ilardo
Il ricordo del collaboratore di giustizia, ucciso nel 1996, nei pensieri della figlia: “La nostra famiglia, vittima di scelte scritte senza il nostro consenso”.

Il Quotidiano dei contribuenti (Quotidianocontribuenti.com) ha pubblicato oggi un intervista alla figlia di Luigi Iiardo,un collaboratore di giustizia ucciso dalla mafia  nel 1996 a Catania. Nell’intervista Luana Ilardo accusa lo Stato di avere lasciato solo suo padre, dopo che egli si incontrò a Roma con magistrati e ufficiali dei Carabinieri per deporre e raccontare vicende sulle quali da anni gli inquirenti indagavano. Ebbene Ilardo dopo la deposizione fu lasciato andare senza alcuna protezione, tanto che pochi giorni dopo fu  ucciso per strada. Sono passati anni ed ancora tutto è nel buio più assoluto. La famiglia vive quasi rassegnata, anche se magistrati e carabinieri dovrebbero avere i nomi di chi ucciso Ilardo. L’intervista dimostra ancora una volta di come i collaboratori di giustizia siano lasciati al loro destino dallo Stato ed è quindi una ennesima denuncia dei rapporti oscuri tra Stato e organizzazioni criminali.

by Quotidiano dei contribuenti
16 novembre 2018
 
il testo dell'articolo: 
 
 l ricordo del collaboratore di giustizia, ucciso nel 1996, nei pensieri della figlia: “La nostra famiglia, vittima di scelte scritte senza il nostro consenso”.

Di Livio Mario Cortese

Luigi Ilardo: uomo d’onore, confidente dei Carabinieri, vittima d’un sistema al quale aveva scelto di non appartenere più; la sua esistenza si chiude il 10 Maggio 1996, a Catania, sul selciato di via Quintino Sella.

Ventidue anni dopo (mentre vicende giudiziarie mai concluse continuano a suggerire i più inquietanti sviluppi dell’ipotesi “rapporti Stato-mafia”) la figlia Luana porta nel presente il ricordo del padre nella sua dimensione d’uomo, fuori da ogni contesto criminoso. Una divaricazione dolorosa per l’animo di molti, alla quale non sempre si sopravvive: e il pensiero va alle vicende di Rita Atria o della famiglia Impastato. Chi era dunque Luigi Ilardo? “Solo mio padre: il mio eroe, il mio principe, il mio amore. Credo funzioni così per tutte le figlie del mondo”: così esordisce Luana Ilardo, consapevole che il discorso non sia semplice: “Mio padre era capace di svolgere le mansioni di ‘uomo d’onore’, ma non ne aveva l’indole. Come dire: se fosse nato in una famiglia Rossi, avrebbe concluso gli studi per diventare geometra o ingegnere. Credo che la sua passione per i cavalli sarebbe diventata anche una professione.”. Non si tratta, insomma, di dar giustificazioni: ma di comprendere e far comprendere: “Mio padre è rimasto schiacciato dal peso della parentela alla quale siamo legati: quando non ne poté più, cercò di sottrarvisi”. Una certezza arriva ad alleggerire l’animo: “Anche dal punto di vista processuale il suo nome non e’ mai stato macchiato da nessuna imputazione di omicidio o altri feroci crimini”. Anche così, per le due figlie i primi anni non sono stati semplici: “Io e mia sorella siamo cresciute andando a trovare mio padre in carcere.

Ogni colloquio, una profusione di amore del quale facevamo incetta in attesa della volta successiva: quei momenti tristissimi erano giornate di festa. Liberato dopo tredici anni, poté occuparsi dell’azienda di famiglia: allora lo abbiamo vissuto quotidianamente… per troppo poco”. Altri ricordi, più sereni, hanno l’impronta d’una scelta di vita decisamente sofferta: “Viveva col pensiero che gli animali non ricevessero abbastanza foraggio, che le piante non avessero acqua a sufficienza. Aveva a cuore la famiglia, e non nel senso che si potrebbe pensare: parlo di nucleo familiare. Doveva però assolvere agli usi del contesto in cui era nato. Niente era più lontano dall’indole di mio padre quanto la criminalità: però se nasci in una famiglia di idraulici, al 90% diventi un idraulico, magari un ingegnere idraulico. Ma resti in quell’ambito…”. Eppure Luigi Ilardo quel passo, coraggioso e destabilizzante, lo aveva compiuto al momento in cui la mafia “vecchio stampo” aveva aggiunto alla propria natura criminale un aspetto particolarmente distruttivo, sbarazzandosi delle ultime tracce di etica. Collaborare con le forze dell’ordine diveniva perciò una naturale conseguenza. Nella sua unica deposizione scritta dichiarava di volersi dissociare da un organizzazione delle cui idee non si sentiva più partecipe; condannava l’omicidio del figlio di Santino Di Matteo e della moglie di Nitto Santapaola. Le regole mafiose, per quanto opinabili, avevano come imprescindibile credo il divieto di toccare donne e bambini”.

Il pensiero della famiglia, nella sua accezione più felice, era stato un motivo importante: “Voleva proteggere almeno i miei fratelli, evitando loro il calvario che io e mia sorella abbiamo dovuto patire fin dalla nascita”.

Sull’omicidio del padre, Luana Ilardo non ha mezzi termini. “Apparteneva ad un’organizzazione dotata di proprie regole: per brutali che siano, vanno rispettate dagli accoliti. Anche lo Stato ha delle leggi. Quando lui ha rotto con l’ambiente mafioso, ha pagato: ma ciò è accaduto perché lo Stato stesso non ha mantenuto il proprio impegno. Mio padre, che in quell’istituzione riponeva ogni aspettativa di rinascita, è stato consegnato ai suoi carnefici. Per quanto io aborrisca la mafia, le sue regole e chi ha dato l’ordine e premuto il grilletto, non posso che ammetterne la coerenza! Condanno molto più quegli uomini di Stato corrotti”.

Ripercorrendo gli ultimi giorni del padre, che a Roma aveva incontrato magistrati e ufficiali dell’Arma, il dolore e la rabbia di Luana Ilardo non risparmiano un insigne ufficiale che, a suo parere, avrebbe non poche responsabilità morali nell’omicidio. “Mio padre venne portato al Comando del R.O.S. dal colonnello Michele Riccio: a lui aveva praticamente affidato la propria vita. Erano presenti anche i magistrati Tinebra, Caselli e Principato. Nelle sue memorie, Riccio scrive di aver ritenuto che mio padre rischiasse la vita…ma lo ha lasciato solo, l’ha rimandato a casa, dov’è stato ucciso pochi giorni dopo. Uno dei miei fratelli porta il nome del colonnello: per mio padre era un uomo al quale dedicare il nome del proprio figlio”.

In cosa ha mancato l’ufficiale dei Carabinieri? “Avrebbe dovuto stargli accanto finché il programma di protezione non fosse iniziato: mio padre aveva riversato tutte le sue speranze in quelle registrazioni, in quei racconti. Riccio scrive di aver sospettato che i suoi superiori lo stavano ostacolando: perché non è andato ad arrestare Provenzano? Più di qualcosa non quadra: dell’incontro al Comando del  R.O.S.  non esiste un solo appunto. In questa vicenda, compresa la mancata perquisizione al covo di Riina, lo Stato fa una figura pessima. Mi rincuora il fatto che altri uomini s’impegnino in nome della verità: per me la verità -anche dolorosa- è sempre sinonimo di giustizia. Anche se il concetto di giustizia non sempre collima con quello di legalità. Chi è oggi Luana Ilardo? “Una mamma: cerco di esserlo nei miglior modo possibile. Volontaria della Protezione Civile, ho imparato a esorcizzare il mio dolore cercando di preservare gli altri. Leggo moltissimo: avrei voluto continuare gli studi, altre sono state le priorità…cerco di continuare a vivere con la dignità necessaria”.

L’identità familiare poggia sugli antenati più recenti, considerandone passioni e professioni:Mia nonna era insegnante, come pure mia zia; mio nonno allevava muli e cavalli che forniva anche ad Esercito e Carabinieri. Siamo una famiglia qualsiasi, pur essendo il nucleo Ilardo-Madonia. Per quanto bizzarro possa apparire, siamo vittime di scelte e storie scritte senza il nostro consenso. Oggi non abbiamo più nulla: condividiamo affanni, pene, gioie e ricorrenze come qualsiasi famiglia”.

 

https://www.quotidianocontribuenti.com/new/lo-stato-ha-consegnato-mio-padre-ai-carnefici-parla-la-figlia-di-luigi-ilardo/



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Alto tradimento nei confronti dei contribuenti italiani. Il Governo rinnega la “Pace Fiscale” Tue, 16 Oct 2018 12:01:12 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/497103.html http://content.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/497103.html Mariangela Palmisano Mariangela Palmisano
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Comunicato Stampa

Alto tradimento nei confronti dei contribuenti italiani.  Il Governo rinnega la “Pace Fiscale”

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COMUNICATO STAMPA: CONFEDERCONTRIBUENTI - SENZA “PACE FISCALE” È FALLITA L’AZIONE DI QUESTO GOVERNO. Wed, 10 Oct 2018 15:24:45 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/495973.html http://content.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/495973.html Mariangela Palmisano Mariangela Palmisano

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CONFEDERCONTRIBUENTI - SENZA “PACE FISCALE” È FALLITA L’AZIONE DI QUESTO GOVERNO.

 

10 Ottobre 2018 �“ Nella nuova legge di stabilità varata dal governo formato da Lega e Movimento 5 Stelle non sembra più esserci spazio per quella “Pace Fiscale 2019” immaginata in fase di campagna elettorale. Alla presentazione delle proposte, Carmelo Finocchiaro �“ Presidente Nazionale Confedercontribuenti replica duramente: “Non serve che questo Governo riproponga l’ennesima versione della rottamazione dei ruoli, modello Renzi, che seppur con i tempi di pagamento prolungati, è insufficiente a risolvere i problemi delle famiglie e delle imprese. Questo Governo è stato votato in larga maggioranza dagli italiani, proprio perché uno dei punti cardine della proposta elettorale proponeva quella pace che chiudeva i conti usurai con lo Stato.”

 Ma così non sembra essere. Appare ben chiaro che neanche l’abbassamento delle tasse avverrà. Anzi si prospetta un aumento.

Carmelo Finocchiaro continua: “La bocciatura del DEF ci porta verso una ulteriore instabilità economica, con gravi ripercussioni sui bilanci pubblici: un danno per coloro che pagano i mutui, un danno per le imprese, un danno per la ripresa economica del Paese. Facciamo appello ad abbandonare le politiche dell’assistenzialismo dannoso, come sarà il reddito di cittadinanza, pensare ed attuare altresì scelte strutturali che risollevino le sorti del Paese.” Troppe gaffe sono state commesse in questi mesi di Governo, che stanno producendo solo gravi danni. “Cambiate. Questo è il nostro appello. O certamente non sarete il Governo del cambiamento, ma solo e soltanto del fallimento.

Da sempre Confedercontribuenti richiede una pace fiscale seria e chiara. Questa norma potrebbe costituire, insieme ad una più complessiva revisione del sistema fiscale, un tassello fondamentale per la centralità della difesa degli interessi nazionali, che per noi hanno due punti centrali: l’uscita dalla crisi delle famiglie e la rinascita del sistema della piccola e media impresa da sempre una risorsa insostituibile del nostro Paese.


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Mamma di due adolescenti, rischia di perdere la casa, ma Unicredit fa muro. Confedercontribuenti chiede incontro al Governo. Tue, 26 Jun 2018 10:11:58 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/484213.html http://content.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/484213.html Mariangela Palmisano Mariangela Palmisano
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Mamma di due adolescenti, rischia di perdere la casa, ma Unicredit fa muro. Confedercontribuenti chiede incontro al Governo.


Lorena Agnello mamma di due adolescenti di 14 e 11 anni, romana, ha contratto  tredici anni fa un mutuo per ristrutturazione  della prima casa con l’allora Banco di Roma di 50.000€, poi diventato Unicredit. A quel tempo la signora era sposata , lavorava a tempo pieno con un reddito familiare che gli consentiva di potere pagare regolarmente le rate del mutuo. Poi giunse la crisi familiare e la separazione , con nessun sostegno da parte del marito. Ma al danno la beffa di avere perso il lavoro e di essere stata riassunta a part. time da una azienda con uno stipendio di circa 550,00 euro al mese . Nel 2014 è costretta ad interrompere  il regolare pagamento delle rate , ma malgrado la situazione di difficoltà la signora ha cercato di fare fronte al residuo debito di 40.000 euro, anche pagando acconti da 50 euro. Ma Unicredit ha ceduto a Do-Bank il credito e nonostante  i tentativi della Signora , di proporre un piano di pagamento a 200 euro mese o in alternativa grazie all’aiuto del padre   un saldo e stralcio di 25.000,00 , dagli uffici della società di riscossione crediti arriva un netto no a qualsiasi ipotesi di chiusura della posizione debitoria , con la consueta minaccia di una prossima messa all’asta dell’immobile. Un caso come migliaia , dicono da Confedercontribuenti che sta seguendo il caso, e intende porlo all’attenzione del Governo e del Ministero competente, visto che gli istituti bancari continuano a cedere i loro crediti a società specializzate ad un valore medio che non va oltre il 20% (i famosi NPL) e invece non accetta una proposta transattiva, fatta dalla Signora in cui l’istituto recuperebbe il 62.5%. Diventa assolutamente necessario che il Governo, afferma Carmelo Finocchiaro, presidente nazionale di Confedercontribuenti,   si faccia carico di una norma legislativa per cui diventa “prioritario” cartolarizzare” i debiti in contenzioso direttamente con il soggetto contraente. Aspettiamo sottolinea Giovanni Mangano della direzione Confedercontribuenti, un cambio di passo nelle politiche bancarie, che possano portare alla tutela delle giuste esigenze del debitore e del creditore, nel momento in cui la grave crisi economica ha prodotto centinaia di situazioni uguali a quelli della Signora Lorena. Lo diciamo perche’  tanta gente disperata ha intrapreso in un recente passato scelte drammatiche.


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Mamma di due adolescenti, rischia di perdere la casa, ma Unicredit fa muro. Confedercontribuenti chiede incontro al Governo. Tue, 26 Jun 2018 10:00:58 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/484210.html http://content.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/484210.html Mariangela Palmisano Mariangela Palmisano

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Mamma di due adolescenti, rischia di perdere la casa, ma Unicredit fa muro. Confedercontribuenti chiede incontro al Governo.


Lorena Agnello mamma di due adolescenti di 14 e 11 anni, romana, ha contratto  tredici anni fa un mutuo per ristrutturazione  della prima casa con l’allora Banco di Roma di 50.000€, poi diventato Unicredit. A quel tempo la signora era sposata , lavorava a tempo pieno con un reddito familiare che gli consentiva di potere pagare regolarmente le rate del mutuo. Poi giunse la crisi familiare e la separazione , con nessun sostegno da parte del marito. Ma al danno la beffa di avere perso il lavoro e di essere stata riassunta a part. time da una azienda con uno stipendio di circa 550,00 euro al mese . Nel 2014 è costretta ad interrompere  il regolare pagamento delle rate , ma malgrado la situazione di difficoltà la signora ha cercato di fare fronte al residuo debito di 40.000 euro, anche pagando acconti da 50 euro. Ma Unicredit ha ceduto a Do-Bank il credito e nonostante  i tentativi della Signora , di proporre un piano di pagamento a 200 euro mese o in alternativa grazie all’aiuto del padre   un saldo e stralcio di 25.000,00 , dagli uffici della società di riscossione crediti arriva un netto no a qualsiasi ipotesi di chiusura della posizione debitoria , con la consueta minaccia di una prossima messa all’asta dell’immobile. Un caso come migliaia , dicono da Confedercontribuenti che sta seguendo il caso, e intende porlo all’attenzione del Governo e del Ministero competente, visto che gli istituti bancari continuano a cedere i loro crediti a società specializzate ad un valore medio che non va oltre il 20% (i famosi NPL) e invece non accetta una proposta transattiva, fatta dalla Signora in cui l’istituto recuperebbe il 62.5%. Diventa assolutamente necessario che il Governo, afferma Carmelo Finocchiaro, presidente nazionale di Confedercontribuenti,   si faccia carico di una norma legislativa per cui diventa “prioritario” cartolarizzare” i debiti in contenzioso direttamente con il soggetto contraente. Aspettiamo sottolinea Giovanni Mangano della direzione Confedercontribuenti, un cambio di passo nelle politiche bancarie, che possano portare alla tutela delle giuste esigenze del debitore e del creditore, nel momento in cui la grave crisi economica ha prodotto centinaia di situazioni uguali a quelli della Signora Lorena. Lo diciamo perche’  tanta gente disperata ha intrapreso in un recente passato scelte drammatiche.


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Il governo dopo 90 giorni: cosa ci riserverà tra impegni europei e ipotesi aumenti IVA? Fri, 01 Jun 2018 11:52:10 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/481515.html http://content.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/481515.html Mariangela Palmisano Mariangela Palmisano
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Il governo dopo 90 giorni: cosa ci riserverà tra impegni europei e ipotesi aumenti IVA?

Il commento del presidente nazionale di Confedercontribuenti Carmelo Finocchiaro

Sembra il titolo di un film ma è la realtà,  dopo 90 giorni finalmente il Paese ha un nuovo Governo le cui vicissitudini passeranno alla storia. Come non si potranno dimenticare le offese al Capo dello Stato  e alla rappresentanza femminile del Paese.

“Auguro al nuovo esecutivo guidato da Giuseppe Conte di lavorare subito per il bene del paese ma non come avvocato difensore perché il cittadino e quindi il contribuente non è colpevole.  Come organizzazione abbiamo lanciato il patto tra Stato e Contribuenti e lo porteremo avanti  perché il compito del governo, secondo noi, è fare riforme che portano imprese e famiglie ad avere un fisco amico e coerente con le capacità di reddito, un sistema bancario più trasparente e contrastando eventuali abusi che portano per esempio ad usura ed anatocismo.” �“ interviene Carmelo Finocchiaro presidente di Confedercontribuenti.

Tra le informazioni trapelate pare che il neo ministro  all’economia Tria sia favorevole alla flat tax e favorevole all’aumento dell’Iva previsto dalle clausole di salvaguardia  allo scopo di finanziare la riforma fiscale prevista dal contratto. 

“Lo hanno definito un governo del cambiamento, speriamo non lo sia troppo in rosso per i contribuenti”- continua Finocchiaro.

Nella lista dei vari dicasteri si nota poca presenza femminile e la nomina al MIBACT, un settore importante nel nostro Paese, di un  manager della formazione, moda e design.

 “Avrà sicuramente  una alta concezione del bello auspichiamo però che abbia anche preparazione e dimestichezza nel risolvere i problemi in ballo per esempio per le professioni turistiche che meritano di essere tutelate e dotate di una normativa a livello nazionale.  Inoltre  �“ conclude Finocchiaro - altra nota stonata soprattutto per chi dopo anni ha visto con la Legge del ‘Dopo di Noi’  un trampolino per il riconoscimento dei diritti delle persone ‘speciali’ , leggere  di una Ministero per la Disabilità porta indietro di anni pur parlando di terza repubblica”.

 

 

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Confedercontribuenti: TARI, quanto e perché mi costi? Tue, 10 Apr 2018 10:11:21 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/475762.html http://content.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/475762.html Mariangela Palmisano Mariangela Palmisano
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Confedercontribuenti: TARI, quanto  e perché mi costi?

 In quale misura i Comuni sono legittimati a richiedere il pagamento della Tari? E quali criteri utilizzano per la determinazione delle tariffe da applicare al tributo in esame? Questi sono interrogativi che molto spesso affliggono i possessori di immobili, soprattutto se questi sono destinati ad usi commerciali o produttivi.

 

Nell’ultimo decennio abbiamo assistito ad una autentica proliferazione, sia qualitativa che quantitativa, dei tributi gravanti sul comparto immobiliare, particolarmente quello a vocazione non residenziale, con il risultato, in aggiunta alla depauperazione di valore del più classico e diffuso investimento nostrano, di un congelamento dell’intero mercato immobiliare. Il risultato è sotto gli occhi di tutti e si traduce in serrande abbassate e delocalizzazione della produzione. La Tari si inserisce a pieno titolo in questo trend.

L’avv.to Michela Russo, responsabile nazionale ufficio legale di Confedercontribuenti, ci spiega: “la Tari, tassa rifiuti, è stata introdotta dal legislatore con la L. 147/ 2013 (c.d. Legge di Stabilità 2014) al fine di riunire in un’unica tassa le precedenti imposte sui rifiuti e l’ambiente (TIA, TARSU e TARES) e, pertanto formare, insieme all’IMU (Imposta Municipale) ed alla TASI (Tassa per i Servizi Indivisibili), la IUC ossia l’Imposta Comunale Unica.  Presupposto costitutivo della TARI è il principio del cosiddetto “chi inquina paga” dettato dalla direttiva comunitaria n. 2004/35/CE e ripreso dal legislatore italiano all’art. 1 comma 641 della Legge di stabilità 2014, dove ha stabilito che la conditio sine qua non per la costituzione della TARI è il possesso  o  la  detenzione a qualsiasi titolo di locali o di aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani.  Va da sé che,qualora si sia proprietari o detentori di aree o locali non produttive di rifiuti o allorché quest’ultimi vengano smaltiti con modalità alternative, la TARI non sarebbe dovuta all’amministrazione comunale richiedente.  Il principio europeistico del ‘chi inquina paga’ deve essere inderogabilmente osservato dal legislatore locale nel momento della determinazione della tariffa, come espressamente stabilito dall’art.1 comma 652 della Legge di Stabilità 2014; il Comune, infatti, ha il dovere di stabilire, motivare ed aggiornare annualmente la tariffa da applicare alla Tari in relazione alla quantità ed alla qualità dei rifiuti prodotti dall’immobile valutato. Non solo, altrettanto pregnante è il portato dell’art. 53 della nostra Costituzione, ispirato al principio del raggiungimento del massimo grado di utile per la collettività con il minor sacrificio per ognuno dei suoi componenti, verso il quale dovrebbe tendere, e certamente mai prescindere, tutta la politica fiscale del nostro paese. Spesso i Comuni, nello stabilire le tariffe, non rispettano appieno tali vincolanti principi: nelle delibere relative alla determinazione del tributo il più delle volte non è esplicitata la motivazione circa la decisione di una determinata tariffa, né si comprende con quali modalità il Comune stabilisca le categorie e le sottoponga alle relative tariffe”.

Come difendersi, allora?

“Per le annualità anteriori al 2018 �“ continua l’avv.to Michela Russo - il contribuente può impugnare, innanzi alla Commissione Tributaria Competente, gli avvisi di accertamento del tributo: il ricorso deve essere presentato entro e non oltre sessanta giorni dal ricevimento dell’avviso di accertamento TARI. Per il 2018, invece, la Confedercontribuenti Piemonte  in particolare sta predisponendo dei ricorsi collettivi  ai TAR territorialmente competenti per impugnare le delibere di determinazione delle tariffe”.

Per informazioni contattare Confedercontribuenti.

 


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Invio comunicato stampa: BANCA BASE: Confedercontribuenti ha incontrato il commissario straordinario e i vertici di Banca d’Italia di Catania Wed, 21 Mar 2018 19:21:15 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/474072.html http://content.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/474072.html Mariangela Palmisano Mariangela Palmisano
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BANCA BASE: Confedercontribuenti ha incontrato il commissario straordinario e i vertici di Banca d’Italia di Catania

Come  previsto nella tarda mattinata di oggi si è tenuto  l’incontro tra il commissario straordinario di Banca Base e la delegazione di Confedercontribuenti che si dichiara soddisfatta del confronto. Nel pomeriggio la conferenza stampa affinché non si spengano i riflettori e l’interesse su tale problema.

Roma, 21 marzo 2018 - La delegazione di Confedercontribuenti guidata dal presidente nazionale Carmelo Finocchiaro composta  dal Vice presidente Bruno Viaggio e dagli Avv. Concetta Italia e Alessandro Palermo dell'Ufficio Legale e da Giovanni Mangano in rappresentanza dei correntisti e clienti è stata ricevuta dal Commissario straordinario prof. avv. Antonio Blandini e dai vertici di Banca d’Italia della città etnea.

E’ stato un incontro in cui si è evidenziata la volontà di tutelare il più possibile i correntisti e risparmiatori. �“ dichiara Carmelo Finocchiaro all’uscita della sede di Banca d’Italia. - La situazione per cui Banca Base è stata commissariata non era rosea con evidenti problemi di liquidità che hanno portato a mettere in pratica l’art. 74 del TUB. Ma abbiamo avuto la sensazione �“ continua Finocchiaro - che si stia lavorando in maniera determinata per salvare l'Istituto e dunque i risparmi dei clienti. Una mattinata all'insegna di un sereno e chiaro confronto e la certezza che nulla sarà lasciato d'intentato per risollevare le sorti dell'istituto commissariato”.

Oltre alla salute della banca come entità astratta quello che sta più a cuore è lo stato di insolvenza per eventuali rate non pagate durante il blocco, scadenze con il fisco non rispettate o altri impegni importanti presi dalla clientela che non è stato possibile  onorare.

“Abbiamo fatto presente tale situazione interessando Banca d’Italia a farsi  portavoce presso l’Agenzia delle Entrate di sospendere eventuali provvedimenti di messa in mora. Consigliamo comunque   di comunicare ufficialmente ai debitori, se non lo si è già fatto, dell’impossibilità di onorare temporaneamente  i pagamenti a causa  della sospensione ai sensi dell’articolo 74 del TUB  nei confronti del proprio istituto di credito. �“ aggiunge Finocchiaro, che concludendo lancia un messaggio di fiducia nei confronti degli organismi della procedura: -  “Oggi si sono mostrati estremamente attenti ai problemi dei correntisti, seppur vincolati nella loro azione dai rigidi parametri previsti dalle norme in vigore”.  



 





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Invio comunicato stampa: BANCA BASE: Confedercontribuenti ha incontrato il commissario straordinario e i vertici di Banca d’Italia di Catania Wed, 21 Mar 2018 19:11:51 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/474069.html http://content.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/474069.html Mariangela Palmisano Mariangela Palmisano
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BANCA BASE: Confedercontribuenti ha incontrato il commissario straordinario e i vertici di Banca d’Italia di Catania

Come  previsto nella tarda mattinata di oggi si è tenuto  l’incontro tra il commissario straordinario di Banca Base e la delegazione di Confedercontribuenti che si dichiara soddisfatta del confronto. Nel pomeriggio la conferenza stampa affinché non si spengano i riflettori e l’interesse su tale problema.

Roma, 21 marzo 2018 - La delegazione di Confedercontribuenti guidata dal presidente nazionale Carmelo Finocchiaro composta  dal Vice presidente Bruno Viaggio e dagli Avv. Concetta Italia e Alessandro Palermo dell'Ufficio Legale e da Giovanni Mangano in rappresentanza dei correntisti e clienti è stata ricevuta dal Commissario straordinario prof. avv. Antonio Blandini e dai vertici di Banca d’Italia della città etnea.

E’ stato un incontro in cui si è evidenziata la volontà di tutelare il più possibile i correntisti e risparmiatori. �“ dichiara Carmelo Finocchiaro all’uscita della sede di Banca d’Italia. - La situazione per cui Banca Base è stata commissariata non era rosea con evidenti problemi di liquidità che hanno portato a mettere in pratica l’art. 74 del TUB. Ma abbiamo avuto la sensazione �“ continua Finocchiaro - che si stia lavorando in maniera determinata per salvare l'Istituto e dunque i risparmi dei clienti. Una mattinata all'insegna di un sereno e chiaro confronto e la certezza che nulla sarà lasciato d'intentato per risollevare le sorti dell'istituto commissariato”.

Oltre alla salute della banca come entità astratta quello che sta più a cuore è lo stato di insolvenza per eventuali rate non pagate durante il blocco, scadenze con il fisco non rispettate o altri impegni importanti presi dalla clientela che non è stato possibile  onorare.

“Abbiamo fatto presente tale situazione interessando Banca d’Italia a farsi  portavoce presso l’Agenzia delle Entrate di sospendere eventuali provvedimenti di messa in mora. Consigliamo comunque   di comunicare ufficialmente ai debitori, se non lo si è già fatto, dell’impossibilità di onorare temporaneamente  i pagamenti a causa  della sospensione ai sensi dell’articolo 74 del TUB  nei confronti del proprio istituto di credito. �“ aggiunge Finocchiaro, che concludendo lancia un messaggio di fiducia nei confronti degli organismi della procedura: -  “Oggi si sono mostrati estremamente attenti ai problemi dei correntisti, seppur vincolati nella loro azione dai rigidi parametri previsti dalle norme in vigore”.  



 





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BANCA BASE: Conferenza stampa di Confedercontribuenti - INVITO Tue, 20 Mar 2018 17:33:43 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/473897.html http://content.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/473897.html Mariangela Palmisano Mariangela Palmisano
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A seguito dell’incontro previsto nella tarda mattinata di domani, 21 marzo, con il commissario straordinario di Banca Base, Confedercontribuenti indice una conferenza stampa aperta anche ai clienti della banca etnea

Mi pregio invitare codesta redazione per domani, 21 marzo  alle ore 16 di mercoledì 21 marzo a Catania presso l’ex Motel Agip in via Messina 626, alla conferenza stampa per gli aggiornamenti.

In attesa di cortese cenno di riscontro, cordiali saluti
Mariangela Palmisano 

 

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CONFEDERCONTRIBUENT LE NUOVE MODALITA’ DI BLOCCO DEI PAGAMENTI DALLA P.A. IN PRESENZA DI DEBITI RAPPRESENTA LA SORDITA’ DELLA CLASSE POLITICA AI BISOGNI D EL PAESE. Thu, 15 Mar 2018 16:01:27 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/473419.html http://content.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/473419.html Mariangela Palmisano Mariangela Palmisano
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CONFEDERCONTRIBUENTI: LE NUOVE MODALITA’ DI BLOCCO DEI PAGAMENTI DALLA P.A. IN PRESENZA DI DEBITI  RAPPRESENTA LA SORDITA’ DELLA CLASSE POLITICA AI BISOGNI DEL PAESE.

A partire dal 1° marzo 2018 sono entrate  in vigore le nuove disposizioni previste dal comma 986 al 989 della Legge n. 205/2017 (Legge di Bilancio 2018) sul blocco dei pagamenti della PA in presenza di cartelle esattoriali, nate per essere in di contrasto all’evasione ma nei fatti rappresenterà il tramonto delle attività produttive.

Le pubbliche amministrazioni dovranno effettuare la verifica degli inadempimenti prima dell’erogazione del pagamento che già nei casi normali sono gravati da ritardi e cavilli burocratici.

Nel caso di cartelle esattoriali di importo pari almeno all’ammontare del pagamento dovuto dalla PA l’importo sarà pignorato dallo Stato, di modo da consentire all’Agenzia delle Entrate - Riscossione, di riscuotere la somma evasa. L’ importo che farà scattare i controlli con la legge di bilancio è stato ridotto da 10.000  a 5.000 euro. La Legge di Bilancio 2018 non ha soltanto ridotto la soglia di pagamento ma ha altresì previsto che, nel caso in cui l’esito del controllo preventivo dovesse esser positivo, i soggetti pubblici potranno sospendere il pagamento fino a 60 giorni.

“Molto spesso gli importi che sarebbero oggetto del blocco servono per il pagamento degli operai o forniture �“ interviene Carmelo Finocchiaro presidente nazionale di Confedercontribuenti - Non consentendo un rientro dei debiti equo come in questo caso o nella  rottamazione non si risolve il problema. E’ necessario che si metta in condizione il contribuente sia esso impresa o famiglia, soprattutto in questo periodo di crisi, di poter lavorare e al netto del necessario per vivere  onorare il debito”.

Confedercontribuenti ha in molte occasioni fatto presente questa problematica anche proponendo emendamenti durante la stesura della Legge di Bilancio che però sarebbero stati bocciati dalle forze politiche di governo ignorando le reali necessità del Paese.

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CONFEDERCONTRIBUENT LE NUOVE MODALITA’ DI BLOCCO DEI PAGAMENTI DALLA P.A. IN PRESENZA DI DEBITI RAPPRESENTA LA SORDITA’ DELLA CLASSE POLITICA AI BISOGNI D EL PAESE. Thu, 15 Mar 2018 15:08:34 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/473414.html http://content.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/473414.html Mariangela Palmisano Mariangela Palmisano
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CONFEDERCONTRIBUENTI: LE NUOVE MODALITA’ DI BLOCCO DEI PAGAMENTI DALLA P.A. IN PRESENZA DI DEBITI  RAPPRESENTA LA SORDITA’ DELLA CLASSE POLITICA AI BISOGNI DEL PAESE.

A partire dal 1° marzo 2018 sono entrate  in vigore le nuove disposizioni previste dal comma 986 al 989 della Legge n. 205/2017 (Legge di Bilancio 2018) sul blocco dei pagamenti della PA in presenza di cartelle esattoriali, nate per essere in di contrasto all’evasione ma nei fatti rappresenterà il tramonto delle attività produttive.

Le pubbliche amministrazioni dovranno effettuare la verifica degli inadempimenti prima dell’erogazione del pagamento che già nei casi normali sono gravati da ritardi e cavilli burocratici.

Nel caso di cartelle esattoriali di importo pari almeno all’ammontare del pagamento dovuto dalla PA l’importo sarà pignorato dallo Stato, di modo da consentire all’Agenzia delle Entrate - Riscossione, di riscuotere la somma evasa. L’ importo che farà scattare i controlli con la legge di bilancio è stato ridotto da 10.000  a 5.000 euro. La Legge di Bilancio 2018 non ha soltanto ridotto la soglia di pagamento ma ha altresì previsto che, nel caso in cui l’esito del controllo preventivo dovesse esser positivo, i soggetti pubblici potranno sospendere il pagamento fino a 60 giorni.

“Molto spesso gli importi che sarebbero oggetto del blocco servono per il pagamento degli operai o forniture �“ interviene Carmelo Finocchiaro presidente nazionale di Confedercontribuenti - Non consentendo un rientro dei debiti equo come in questo caso o nella  rottamazione non si risolve il problema. E’ necessario che si metta in condizione il contribuente sia esso impresa o famiglia, soprattutto in questo periodo di crisi, di poter lavorare e al netto del necessario per vivere  onorare il debito”.

Confedercontribuenti ha in molte occasioni fatto presente questa problematica anche proponendo emendamenti durante la stesura della Legge di Bilancio che però sarebbero stati bocciati dalle forze politiche di governo ignorando le reali necessità del Paese.

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invio comunicato urgente: PROROGA SOSPENSIONE PAGAMENTI AI CLIENTI DI BANCA BASE, L’APPELLO DI CONFEDERCONTRIBUENTI Tue, 13 Mar 2018 21:33:53 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/473104.html http://content.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/473104.html Mariangela Palmisano Mariangela Palmisano
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PROROGA DELLA SOSPENSIONE DEI PAGAMENTI AI CLIENTI DI BANCA BASE, L’APPELLO DI CONFEDERCONTRIBUENTI

E’ arrivato con qualche ora di anticipo rispetto al previsto il tanto atteso  comunicato di Banca Base che conferma la proroga dei pagamenti per altri 30 giorni.

13 marzo 2018 - In serata sul sito istituzionale di Banca Base si legge il comunicato in cui come un macigno si legge: “Il Commissario Straordinario di Banca Base S.p.A. in a.s., con riferimento alla sospensione dei pagamenti disposta con provvedimento del 13 febbraio 2018, comunica di avere richiesto all’Autorità di Vigilanza �“ che ha concesso in data 13 marzo 2018 la richiesta autorizzazione - di prorogare la misura di sospensione dei pagamenti ex art. 74 t.u.b. per Banca Base S.p.A. in a.s. per un ulteriore mese”.

“Basta blocchi! Non paghino i correntisti! �“ questo l’ appello del presidente nazionale di Confedercontribuenti Carmelo Finocchiaro  a seguito della lettura del comunicato. La Procura apra un’inchiesta e accerti le responsabilità con urgenza.

Mentre pensionati, imprese e famiglie continuano la loro agonia  pur avendo proprie disponibilità,  il commissario straordinario non risponde a richieste ufficiali di incontro e la Politica tutta tace, Confedercontribuenti preannuncia lo studio di nuove azioni che salvaguardino i correntisti.

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