Comunicati.net - Comunicati pubblicati - GDG Press Comunicati.net - Comunicati pubblicati - GDG Press Thu, 22 Oct 2020 12:06:38 +0200 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://content.comunicati.net/utenti/21449/1 Dubioza Kolektiv: esce oggi #fakenews un ritmo inarrestabile tra feroce sarcasmo e denuncia politica Tue, 28 Jan 2020 12:54:30 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/617370.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/617370.html GDG Press GDG Press

DUBIOZA KOLEKTIV 

Esce oggi #fakenews 

feat. Manu Chao, Earl Sixteen di Dreadzone, Toma Feterman dei Soviet Suprem, e il gruppo messicano Los de Abajo. 

 

UN RITMO INARRESTABILE TRA FEROCE SARCASMO E DENUNCIA POLITICA

 

Novità assoluta: l’esclusiva presenza di Robby Megabyte
 ROBOT ENTERTAINER 

protagonista del nuovo singolo “Take My Job Away” fuori oggi

Ascolta il disco in streaming: https://backl.ink/102965970

Guarda il video “Take my Job Away”: https://bit.ly/38K62fV

 

SCARICA LA CARTELLA STAMPA: https://bit.ly/2RxUt5N

Sarcasmo feroce e ispirata denuncia politica, zero lustrini e molta sostanza.

Torna la band più politically scorrect d’Europa, e sempre fedele a sé stessa presenta un album dai ritmi scatenati: un’irresistibile miscela di ska e punk, un esplosivo cocktail di elettronica e rock. È #fakenews il nuovo disco dei bosniaci Dubioza Kolektiv targato etichetta MENART, fuori il 28 gennaio e disponibile gratuitamente in rete (scelta che li contraddistingue da sempre) sia in download che streaming (ascoltalo qui: https://backl.ink/102965970). Un album che è allo stesso tempo un grido di rabbia e un urlo di amore, per la vita e l’intero genere umano.

Come suggerisce il titolo, ispirazione e tema del progetto sono le fake news, le cosiddette bufale della rete ormai fenomeno dilagante degli ultimi anni.

Ospiti illustri affiancano il gruppo nella realizzazione del disco: accanto a un partner consolidato come Manu Chao, si aggiunge il giamaicano Earl Sixteen di Dreadzone, Toma Feterman dei Soviet Suprem, e il gruppo messicano Los de Abajo. Novità assoluta: l’esclusiva presenza di Robby Megabyte, il robot futura stella del web e non solo.

È lui il protagonista di “Take my Job Away”, il nuovo video in uscita oggi (https://bit.ly/38K62fV). Robby Megabyte è il primo robot dall’aspetto umano nel campo dell’intrattenimento musicale. Una scelta obbligata per i Dubioza Kolektiv, che raccontano ironicamente di essere stati costretti a ricorrere ad avanzate soluzioni di robotica e intelligenza artistica artificiale per sopperire alla totale mancanza di talento nella band e i  tutti i Balcani. 

"Negli ultimi due mesi - spiegano - abbiamo lavorato duramente alle nuove canzoni con Robby Megabyte e siamo davvero contenti del risultato: non solo è più affidabile ed efficiente degli umani, ma mostra anche un incredibile potenziale creativo grazie a processori e software all'avanguardia sviluppati nei laboratori dell'Istituto bosniaco per l'intelligenza Artificiale.

“Take my Job Away” è preceduto dalla clip “Cross the line” (https://www.youtube.com/watch?v=JexrMbqFmao), con Manu Chao. Un inno alla libertà di movimento dei migranti, costretti a fuggire da confini e tempi insanguinati. “La libertà di muoversi, la libertà di attraversare, la libertà non è un crimine”: ribadiscono.

Nell'era delle bufale on line, del giornalismo "acchiappaclic", della propaganda e disinformazione, è difficile capire quale sia la verità. Questo è il motivo per cui le nostre canzoni cercano di ridimensionare e ridicolizzare il fenomeno delle fakenews: immigrati e rifugiati non fanno parte di una grande cospirazione, la marijuana non è una droga di ingresso verso sostanze più pesanti, i robot non ci porteranno via il lavoro e l’intelligenza artificiale non conquisterà il mondo a breve. Quello che invece è più probabile è che la letale combinazione di avidità politica e cambiamento climatico renderanno il mondo sempre più inospitale in un futuro non poi così distante”.

Le canzoni sono in inglese, spagnolo e un ironico francese Google-Traslated, parole semplici e di immediata comprensione anche per chi non conosce la lingua.

La band inizierà un lungo tour internazionale al via il 5 febbraio con le prime tre date già sold out in Repubblica Ceca per poi proseguire in Russia, Regno Unito, Francia, Spagna e Germania e molto altro (qui tutte le date confermate: https://dubioza.org/tour-dates/)

DUBIOZA KOLEKTIV - #fakenews TRACKLIST

MENART, 2020

1. Cross the Line feat. Manu Chao

2. Space Song feat. Earl Sixteen

3. Minimal feat. Soviet Suprem

4. Hoy Marijuana feat. Los de Abajo

5. Take my Job Away feat. Robby Megabyte

6. Don’t Stop

7. French Song

8. Dumb

9. Wild Wild East

 

DUBIOZA KOLEKTIV �“ LA BAND

Almir Hasanbegovic �“ voce

Adis Zvekic �“ voce

Brano Jakubovic �“ tastiere e sampler

Vedran Mujagic - basso

Senad Suta - batteria

Mario Sevarac - sassofono

Jernej Savel - chitarra

Dragan Jakubovic �“ tecnico del suono

  

DUBIOZA KOLEKTIV �“ BIO


C'era una volta, nel lontano 2003, in una terra lontana chiamata Bosnia ed Erzegovina, un gruppo di amici che decide di formare una band. Ma non si trattava di una band normale, e non si formava in circostanze normali.

Se da una parte è vero che insieme alle sonorità locali dei Balcani, si mescolavano influenze musicali provenienti da tutto il mondo come ska, punk, reggae, elettronica, hip-hop, dall’altra però, non esisteva l’ industria musicale, c’erano pochi concerti e nessuno spazio per l’espressione culturale o politica tra i giovani: l’ intera regione era avvolta da una profonda stagnazione morale ed economica. Ma fu proprio a partire da un simile background che sono nati, urlando e scalpitando, i Dubioza Kolektiv. Ed esigevano di essere ascoltati. Da allora la band è andata avanti più forte che mai, affermandosi come una delle migliori e più famose esibizioni dal vivo in Europa orientale.

Per una rapida carrellata della storia della band, il loro primo album autoprodotto Dubioza Kolektiv è stato pubblicato nel 2004, e ha immediatamente incontrato l’entusiasmo del pubblico, come non si vedeva sulla scena bosniaca fin dai tempi pre-bellici. A seguire l’ep Open Wide, questa volta con il poeta dub Benjamin Zephaniah e Mush Khan di Fun-da-mental.

Il secondo album, Dubnamitesegna il debutto della loro popolarità che inizia a diffondersi oltre i confini. Nel 2008, con l’uscita di Firma Ilegal, la loro posizione ferrea contro l’establishment nazionalista li porta alla fama in tutta la regione balcanica. Una delle loro canzoni più popolari è arrivata sul grande schermo con “Blam”, aprendo il film “Na Putu” del vincitore dell’Orso d’ oro a Berlino Jasmila Žbanić.

L’album numero quattro, 5 do12, è stato reso disponibile gratuitamente su www.dubioza.org in segno di aperto affronto alle etichette musicali ultra-capitaliste, oltre che come espressione di impegno nei confronti dei fan.

Fu in questo periodo che Bill Gould di Faith No more ha prodotto il loro quinto album, Wild, Wild East sotto l’etichetta Koolarrow Records, introducendo così i DK sulla scena internazionale a distribuzione mondiale. Successivamente l’album Apsurdistan, pubblicato nel 2013, è stato un enorme successo, con oltre 300.000 download. Il video per il brano “Kažu” è stato visto 15 milioni di volte su YouTube e il loro tour nei Balcani occidentali ha registrato il tutto esaurito in ogni singolo evento. Tutto questo, sommato ad un approccio al tour incessante, ha portato i suoni dei Dubioza Kolektiv in ogni angolo d’Europa. Il che ci porta finalmente ad Happy Machine, ispirato in gran parte agli eventi che si sono susseguiti nel tempo �“ dalle proteste del parco Gezi di Istanbul (“All Equal”), al carcere dei fondatori di The Pirate Bay (“Free.mp3”), alla crisi dei rifugiati siriani e la vergognosa risposta dell’Europa. Happy Machine rappresenta probabilmente il loro album più provocatorio registrato fino ad oggi. Altri spiriti affini nel mondo della musica si sono uniti alla causa, con le apparizioni di Manu ChaoBenji Webbe di SkindredRoy Paci, il cantante punjabi BEE2, la band catalana ska-rumba La Pegatina e il trombettista Dzambo Agusev dalla Macedonia. Le canzoni sono in inglese, spagnolo, italiano e punjabi. Segue Pjesme za djecu i odrasle (“Canzoni per bambini e adulti”) uscito a novembre 2017 e nel 2020 sbarca il loro ultimo dico (il nono): #fakenews.

Niente atteggiamenti da macho, soldi ed ego; niente gangster di “rude boy” di MTV, niente spogliarelliste e lustrini, niente sponsorizzazioni da parte dell’industria della moda internazionale; quanto piuttosto un’esperienza musicale fatta di forme musicali tradizionali modellate da una guerra che ha cambiato le loro vite per sempre, forgiandole con una carica di positività che ti colpisce come una ventata d’aria fresca.

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Rareş: è online il video di “Spalle più”, il nuovo singolo che anticipa l’uscita dell’album di esordio a marzo Mon, 27 Jan 2020 16:19:15 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/617210.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/617210.html GDG Press GDG Press

RAREŞ

 

ONLINE IL VIDEO DI

“SPALLE PIÙ”

IL NUOVO SINGOLO CHE ANTICIPA L’USCITA DELL’ALBUM DI ESORDIO

A MARZO

Guarda il video: https://youtu.be/g1eOdvfatOQ

Rareş

Una camera da letto, enormi sottotitoli in un font da retrogaming che appaiono, si moltiplicano e si scompongono, la schiena di un amico.

È online il video di “Spalle più” (guardalo qui: https://youtu.be/g1eOdvfatOQ), il nuovo singolo di Rareş, il ventiduenne nato in Romania e cresciuto tra il Veneto e l’Emilia, dove si è trasferito per studiare musica elettronica al Conservatorio di Bologna.

Nel video, girato senza tagli, Rareş canta nella propria stanza e sulla schiena dell'amico Vincenzo Della Puppa, mentre le parole del testo compaiono in sovraimpressione sullo schermo in diversi colori, composizioni e dimensioni.

La canzone gli resta addosso per quasi 4 minuti: basso, chitarra, batteria e rhodes creano un brano soul intriso di malinconia e profondità, scritto di getto e generato con piglio pop e tanta verità. Una melodia che cattura fin dal primo ascolto grazie anche al timbro del cantante, dall'identità forte e decisa in bilico fra soul e funky: una voce calda e matura a dispetto della giovane età.

Rareş vince a marzo la prima edizione di Freschissimo, contest dedicato ai talenti dell'Emilia-Romagna, che lo porta a settembre 2019 a suonare al festival bolognese Tutto Molto Bello. A settembre esce il primo singolo “Io non ho parole in più, a novembre esce “Calma” che entra al terzo posto della playlist “nuovo indie” di Spotify. Il suo ultimo singolo “Spalle Più” esce il 15 gennaio. L’ album di esordio uscirà marzo.

Credits video: Produzioni Atlante (idea di Marcello e Tobia Della Puppa)

Schiena di Vincenzo Della Puppa

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GULINO: esce oggi UN GRAMMO DI CIELO, primo singolo che anticipa l’album da solista. Il 21 marzo parte il tour da Bologna Fri, 24 Jan 2020 17:57:16 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/617019.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/617019.html GDG Press GDG Press

GULINO

“UN GRAMMO DI CIELO”

È IL PRIMO SINGOLO CHE ANTICIPA L’USCITA DI “URLO GIGANTE”, L’ALBUM D’ESORDIO DA SOLISTA DELLA VOCE DEI MARTA SUI TUBI IN USCITA A MARZO

ASCOLTA QUI UN GRAMMO DI CIELO: https://lnk.to/ungrammodicieloIN

IL 21 MARZO PARTE DA BOLOGNA L’URLO GIGANTE TOUR

***

Gulino credit Lorenzo Arrigoni

 

Cover "Un grammo di cielo" credit Enrico Rassu

Esce venerdì 24 gennaio “Un grammo di cielo”, nuovo singolo di Gulino e primo vagito per la carriera solista della voce dei Marta sui Tubi. Il suo disco d’esordio “Urlo Gigante” - prodotto da Fabio Gargiulo - sarà pubblicato a marzo da Woodworm/Universal. Ascolta qui un grammo di cielo: https://lnk.to/ungrammodicieloIN

Dopo l'ultimo album dei Marta sui tubi, “lostileostile”, la band ha sentito il bisogno di un lungo periodo di pausa e Giovanni Gulino si è preso il tempo per elaborare un proprio sound che rappresentasse un’evoluzione coerente di tutto il suo ampio bagaglio musicale e umano, a partire dall’eredità raccolta negli oltre quindici anni di carriera con i Marta sui Tubi e dalla nuova esperienza di genitore.

Il primo risultato di questo nuovo percorso artistico è una canzone contemporanea e multisfaccettata, in cui i punti cardinali melodici e lirici di Gulino vengono ri-orientati da un uso sapiente e mirato dell’elettronica e dalle vibranti sfumature tratteggiate dagli archi, che arricchiscono il ritornello di emozione e di profondità. Nel brano, il cantautore siciliano scava fra i “non detti” di una storia d’amore erosa dalla costante ricerca di conferme e da quei freni emotivi che impediscono di mostrarsi in toto per ciò che si è. Un ritratto per nulla didascalico di una relazione che anela a “istanti da proteggere”, ad attimi in cui sentirsi nudi, davvero.

“Un grammo di cielo” rappresenta il ritorno in pista di un artista raffinato e aperto alle sfide, capace di rimescolare le carte nella sua mano per proporre sotto una nuova veste il suo talento autoriale mai banale.

Il 21 marzo partirà dal Locomotiv club di Bologna l’Urlo Gigante Tour, un’occasione imperdibile per ascoltare dal vivo i nuovi brani del disco di Gulino insieme a una selezione dei grandi successi dei Marta sui Tubi. Il tour proseguirà nei club delle principali città italiane, queste le prime date confermate:

  

URLO GIGANTE TOUR

21 Marzo - Bologna @Locomotiv Club

26 Marzo - Torino @Hiroshima Mon Amour

27 Marzo - Brescia @Latteria Molloy

3 Aprile - Palermo @I Candelai

15 Aprile - Milano @Santeria Toscana 31

16 Aprile - Roma @Spazio Rossellini

18 Aprile - Livorno @The Cage

Prevendite al link: linktr.ee/urlogigante.


***

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GENERIC ANIMAL: esce oggi 1400, il nuovo singolo che anticipa PRESTO, l’album in uscita il 21 febbraio Fri, 24 Jan 2020 12:28:36 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/616985.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/616985.html GDG Press GDG Press

  

GENERIC ANIMAL

1400


Da oggi 24 gennaio in radio e nelle piattaforme digitali il nuovo singolo

 che anticipa PRESTO, il prossimo album in uscita il 21 febbraio 2020

Ascoltalo qui https://isl.lnk.to/1400

(1400 - cover)

 

(Generic Animal - foto di Guido Borso)

Esce oggi venerdì 24 gennaio in radio e nelle piattaforme digitali 1400, il nuovo singolo che anticipa Presto, l'album di Generic Animal in uscita il 21 febbraio per La Tempesta/Universal. Dopo Sorry e Presto, 1400 è una ulteriore tappa verso l’attesissimo prossimo disco di GA. 

1400 è una traccia scandita da un ritmo iper-urbano che si apre in un respiro R’N’B: un muro di bassi e voci, cucinato a 4 mani con il produttore Fight Pausa, esplode in un assolo batteria a metà del brano: una scheggia che torna dritta dal passato, da un pezzo dei Leute, esperienza precedente di Luca Galizia aka Generic Animal.

Avvolto da un allegro senso di straniamento, Generic Animal canta il disagio che nasce in una fase di passaggio esistenziale e lavorativa: diventare adulti, diventare professionisti (“Mi viene da vomitare su sto palco / Da svenire manco fossi a san siro” e poi in chiusura “E non è come l’università / Ne sbagli 2 cancelli e si rifà / Perdo la metro mi addormento qua”)

La canzone “parla di come il fatto di avere solo 1400 euro in banca dopo 70 date di tour fosse abbastanza, tanto quanto un motivo per sentirsi con l’acqua alla gola costantemente. Salire su un palco di una città con il coraggio di un leone per poi ripartire il giorno dopo e avere una paura ingestibile di fallire, come quando stavo in università. La paura di perdere il controllo. Quel controllo che con leggerezza invece hai sempre avuto” scrive Generic Animal.

Il nuovo album di Generic Animal sarà realizzato con il sostegno del MiBACT e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”.

Generic Animal ha annunciato una serie di concerti nei club italiani, sul palco sarà accompagnato per la prima volta da una band vera e propria. Queste le prime date confermate: 

 

GENERIC ANIMAL IN TOUR

26 febbraio �“ Santeria Toscana 31 �“ Milano

6 marzo �“ Viper �“ Firenze

7 marzo �“ Monk �“ Roma

13 marzo �“ New Age Club �“ Roncade (TV)

14 marzo �“ Bronson �“ Ravenna

19 marzo �“ Hiroshima Mon Amour �“ Torino

21 marzo �“ The Cage �“ Livorno

28 marzo �“ Latteria Molloy �“ Brescia

4 aprile �“ Locomotiv �“ Bologna

8 aprile �“ Mangiadischi Live Club �“ Pescara

9 aprile �“ Mercato Nuovo �“ Taranto

 Calendario in aggiornamento, info su www.bpmconcerti.com

Bio

Generic Animal è lo pseudonimo e progetto solista di Luca Galizia. Luca è del ’95, vive a Milano, viene dalla provincia di Varese. Suona vari strumenti, disegna, scrive con la chitarra e con GarageBand. Luca arriva dall’hardcore e dall’emo, come dimostra il suo precedente progetto Leute. Il nome Generic Animal nasce da un disegnino di un animaletto da lui fatto qualche anno fa, un animale senza sesso e senza specie.

Il primo singolo “Broncio” esce il 10 novembre 2017 ed a gennaio 2018 esordisce con il suo primo omonimo disco, edito da La Tempesta. L'album è prodotto da Marco Giudici, i testi sono scritti da Jacopo Lietti, il suono va dall’hip-hop all’emo midwest con un pizzico di sapore medievale. Il disco viene accolto molto bene da pubblico e critica e ne segue un tour che lo porta a suonare in più di ottanta locali in tutta Italia. 

Poco dopo, a luglio dello stesso anno, Generic Animal pubblica due singoli con i primi veri testi personali: “Aeroplani” (prodotto da RIVA) e “Gattino”, che preannunciano l’uscita di “Emoranger”, il secondo album, prodotto da Zollo (tecnico e produttore del primo tour del progetto), un disco scritto con un imprinting più trap ed edulcorato, lavorato in cooperazione tra La Tempesta e Bomba Dischi.

Nello stesso periodo Luca comincia a collaborare con vari esponenti della scena hip-hop e trap romana, lavorando alla produzione artistica del primo album di Ketama 126 “Rehab” (sui pezzi “Lucciole" e “Rehab”, oltre al feat. nel successivo brano “Babe”), di “Romanzo Rosa” di Pretty Solero e apparendo nelle tracce “Un drink o due” e “Non dormo mai” di Mecna. Nell’ultimo periodo collabora al grande esordio di Massimo Pericolo (nel brano “Sabbie d’oro”) e più di recente al tour estivo di Rkomi, come chitarrista e voce addizionale.

Recentemente ha ricominciato a collaborare con il suo amico di lunga data e produttore Fight Pausa (72-HOUR POST FIGHT, Leute).

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https://www.facebook.com/genericanimal/

https://www.instagram.com/generic_animal/

Ufficio stampa Generic Animal: Giulia Di Giovanni info@gdgpress.com

Promozione Island: Claudia Attanasi claudia.attanasi@umusic.com

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GULINO: esce il 24/01 UN GRAMMO DI CIELO, primo singolo che anticipa l’album da solista della voce dei Marta sui Tubi Wed, 22 Jan 2020 14:36:38 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/616772.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/616772.html GDG Press GDG Press

GULINO

“UN GRAMMO DI CIELO”

È IL PRIMO SINGOLO CHE ANTICIPA L’USCITA DI “URLO GIGANTE”, L’ALBUM D’ESORDIO DA SOLISTA DELLA VOCE DEI MARTA SUI TUBI IN USCITA A MARZO

IL 21 MARZO PARTE DA BOLOGNA L’URLO GIGANTE TOUR

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Gulino credit Lorenzo Arrigoni

 

Cover "Un grammo di cielo" credit Enrico Rassu

Esce venerdì 24 gennaio “Un grammo di cielo”, nuovo singolo di Gulino e primo vagito per la carriera solista della voce dei Marta sui Tubi. Il suo disco d’esordio “Urlo Gigante” - prodotto da Fabio Gargiulo - sarà pubblicato a marzo da Woodworm/Universal.

Dopo l'ultimo album dei Marta sui tubi, “lostileostile”, la band ha sentito il bisogno di un lungo periodo di pausa e Giovanni Gulino si è preso il tempo per elaborare un proprio sound che rappresentasse un’evoluzione coerente di tutto il suo ampio bagaglio musicale e umano, a partire dall’eredità raccolta negli oltre quindici anni di carriera con i Marta sui Tubi e dalla nuova esperienza di genitore.

Il primo risultato di questo nuovo percorso artistico è una canzone contemporanea e multisfaccettata, in cui i punti cardinali melodici e lirici di Gulino vengono ri-orientati da un uso sapiente e mirato dell’elettronica e dalle vibranti sfumature tratteggiate dagli archi, che arricchiscono il ritornello di emozione e di profondità. Nel brano, il cantautore siciliano scava fra i “non detti” di una storia d’amore erosa dalla costante ricerca di conferme e da quei freni emotivi che impediscono di mostrarsi in toto per ciò che si è. Un ritratto per nulla didascalico di una relazione che anela a “istanti da proteggere”, ad attimi in cui sentirsi nudi, davvero.

“Un grammo di cielo” rappresenta il ritorno in pista di un artista raffinato e aperto alle sfide, capace di rimescolare le carte nella sua mano per proporre sotto una nuova veste il suo talento autoriale mai banale.

Il 21 marzo partirà dal Locomotiv club di Bologna l’Urlo Gigante Tour, un’occasione imperdibile per ascoltare dal vivo i nuovi brani del disco di Gulino insieme a una selezione dei grandi successi dei Marta sui Tubi. Il tour proseguirà nei club delle principali città italiane, queste le prime date confermate:

  

URLO GIGANTE TOUR

21 Marzo - Bologna @Locomotiv Club

26 Marzo - Torino @Hiroshima Mon Amour

27 Marzo - Brescia @Latteria Molloy

3 Aprile - Palermo @I Candelai

15 Aprile - Milano @Santeria Toscana 31

16 Aprile - Roma @Spazio Rossellini

18 Aprile - Livorno @The Cage

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GENERIC ANIMAL: esce venerdì 24 gennaio "1400", il nuovo singolo che anticipa l’album in uscita il 21 febbraio Tue, 21 Jan 2020 15:25:05 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/616590.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/616590.html GDG Press GDG Press

  

GENERIC ANIMAL

1400


Dal 24 gennaio in radio e nelle piattaforme digitali il singolo

 che anticipa il nuovo album in uscita il 21 febbraio 2020

https://umusic.digital/1400/

 

Esce venerdì 24 gennaio in radio e nelle piattaforme digitali 1400, il nuovo singolo che anticipa il prossimo album di Generic Animal in uscita il 21 febbraio per La Tempesta/Universal. Dopo Sorry e Presto, 1400 è una ulteriore tappa verso l’attesissimo prossimo disco di GA. 

1400 è una traccia scandita da un ritmo iper-urbano che si apre in un respiro R’N’B: un muro di bassi e voci, cucinato a 4 mani con il produttore Fight Pausa, esplode in un assolo batteria a metà del brano: una scheggia che torna dritta dal passato, da un pezzo dei Leute, esperienza precedente di Luca Galizia aka Generic Animal.

Avvolto da un allegro senso di straniamento, Generic Animal canta il disagio che nasce in una fase di passaggio esistenziale e lavorativa: diventare adulti, diventare professionisti (“Mi viene da vomitare su sto palco / Da svenire manco fossi a san siro” e poi in chiusura “E non è come l’università / Ne sbagli 2 cancelli e si rifà / Perdo la metro mi addormento qua”)

La canzone “parla di come il fatto di avere solo 1400 euro in banca dopo 70 date di tour fosse abbastanza, tanto quanto un motivo per sentirsi con l’acqua alla gola costantemente. Salire su un palco di una città con il coraggio di un leone per poi ripartire il giorno dopo e avere una paura ingestibile di fallire, come quando stavo in università. La paura di perdere il controllo. Quel controllo che con leggerezza invece hai sempre avuto” scrive Generic Animal.

Il nuovo album di Generic Animal sarà realizzato con il sostegno del MiBACT e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”.

Generic Animal ha annunciato una serie di concerti nei club italiani, sul palco sarà accompagnato per la prima volta da una band vera e propria. Queste le prime date confermate: 

 

GENERIC ANIMAL IN TOUR

26 febbraio �“ Santeria Toscana 31 �“ Milano

6 marzo �“ Viper �“ Firenze

7 marzo �“ Monk �“ Roma

13 marzo �“ New Age Club �“ Roncade (TV)

14 marzo �“ Bronson �“ Ravenna

19 marzo �“ Hiroshima Mon Amour �“ Torino

21 marzo �“ The Cage �“ Livorno

28 marzo �“ Latteria Molloy �“ Brescia

4 aprile �“ Locomotiv �“ Bologna

8 aprile �“ Mangiadischi Live Club �“ Pescara

9 aprile �“ Mercato Nuovo �“ Taranto

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Bio

Generic Animal è lo pseudonimo e progetto solista di Luca Galizia. Luca è del ’95, vive a Milano, viene dalla provincia di Varese. Suona vari strumenti, disegna, scrive con la chitarra e con GarageBand. Luca arriva dall’hardcore e dall’emo, come dimostra il suo precedente progetto Leute. Il nome Generic Animal nasce da un disegnino di un animaletto da lui fatto qualche anno fa, un animale senza sesso e senza specie.

Il primo singolo “Broncio” esce il 10 novembre 2017 ed a gennaio 2018 esordisce con il suo primo omonimo disco, edito da La Tempesta. L'album è prodotto da Marco Giudici, i testi sono scritti da Jacopo Lietti, il suono va dall’hip-hop all’emo midwest con un pizzico di sapore medievale. Il disco viene accolto molto bene da pubblico e critica e ne segue un tour che lo porta a suonare in più di ottanta locali in tutta Italia. 

Poco dopo, a luglio dello stesso anno, Generic Animal pubblica due singoli con i primi veri testi personali: “Aeroplani” (prodotto da RIVA) e “Gattino”, che preannunciano l’uscita di “Emoranger”, il secondo album, prodotto da Zollo (tecnico e produttore del primo tour del progetto), un disco scritto con un imprinting più trap ed edulcorato, lavorato in cooperazione tra La Tempesta e Bomba Dischi.

Nello stesso periodo Luca comincia a collaborare con vari esponenti della scena hip-hop e trap romana, lavorando alla produzione artistica del primo album di Ketama 126 “Rehab” (sui pezzi “Lucciole" e “Rehab”, oltre al feat. nel successivo brano “Babe”), di “Romanzo Rosa” di Pretty Solero e apparendo nelle tracce “Un drink o due” e “Non dormo mai” di Mecna. Nell’ultimo periodo collabora al grande esordio di Massimo Pericolo (nel brano “Sabbie d’oro”) e più di recente al tour estivo di Rkomi, come chitarrista e voce addizionale.

Recentemente ha ricominciato a collaborare con il suo amico di lunga data e produttore Fight Pausa (72-HOUR POST FIGHT, Leute).

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MASSIMO ZAMBON esce il 31 gennaio "LA MACCHIA MONGOLICA". Un disco, ma anche un libro e un film. A febbraio gli instore. Tue, 21 Jan 2020 14:00:45 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/616577.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/616577.html GDG Press GDG Press  

MASSIMO ZAMBONI
LA MACCHIA MONGOLICA

Il nuovo album esce il 31 gennaio per Universal

La Macchia Mongolica è anche un libro edito da Baldini e Castoldi
e un film diretto da Piergiorgio Casotti

Cover La Macchia Mongolica

 

Dopo l’ideale ritorno nella Berlino dei primi anni ’80 del precedente Sonata a Kreuzberg, Massimo Zamboni compie un nuovo viaggio verso un luogo stavolta segnato da un tempo senza tempo, in cui passato ancestrale, passato recente, presente e futuro si ritrovano sullo stesso orizzonte. Esce il 31 gennaio per Universal La Macchia Mongolica, il nuovo album del musicista e scrittore, co-fondatore dei CCCP �“ fedeli alla linea prima e dei CSI dopo.

A oltre venti anni di distanza, Zamboni torna in quella Mongolia che aveva visitato insieme alla moglie e a Giovanni Lindo Ferretti e che aveva ispirato il terzo e ultimo disco dei CSI, Tabula Rasa Elettrificata. In quella terra mitica �“ resa immortale dalle gesta di Gengis Khan, attraversata da Marco Polo, conquistata dalla Russia sovietica �“ Massimo aveva scoperto un’appartenenza ancestrale, pari solo a quella dei boschi emiliani. E aveva scoperto, per la prima volta nella sua vita, il desiderio di avere un figlio. Caterina nascerà due anni dopo, con una macchia inequivocabile: un piccolo livido destinato a scomparire nel tempo, la cosiddetta macchia mongolica, un segno che caratterizza oltre il 90% dei neonati mongoli e pochi altri al mondo. Questo segno sancirà in lei (e in Zamboni) l’appartenenza a due mondi spirituali e fisici, l’Emilia dei padri e la Mongolia del desiderio. Compiuti i diciotto anni, Caterina vuole andare in Mongolia, come se volesse tornare a casa.

La Macchia Mongolica è l’anima musicale di questo nuovo viaggio (prima tutti insieme, poi Caterina da sola) che Zamboni plasma in 13 tracce quasi interamente strumentali, da lui composte e suonate insieme a Cristiano Roversi e a Simone Beneventi: le chitarre di Massimo a volte dolci e placide, altre volte taglienti e acide, a tratti con virate psichedeliche, incontrano le percussioni sciamaniche di Simone e i bassi avvolgenti di Cristiano in un disco che ha una natura cerimoniale e rituale. Fra animali mitologici, leggende antichissime, paesaggi che diventano luoghi dello spirito, il disco di Zamboni è la colonna sonora di un’immersione spirituale, di un’indagine sull’Altrove che è in noi, di un’esplorazione necessaria tra le stanze della memoria più intima.

“Senza portarne i segni sulla pelle, mi sento punto anch’io da una macchia mongolica. Ed è come se ognuna delle due vite, quella reale di casa, quella irreale qua �“ o è viceversa? �“ fosse contaminata dalla presenza dell’altra” scrive Zamboni a proposito di Lunghe d’Ombra, l’unica traccia del disco con un testo cantato.

La Macchia Mongolica è anche un libro, scritto insieme a Caterina Zamboni Russia e edito da Baldini e Castoldi, e un film diretto da Piergiorgio Casotti.

Scheda album

L’album si apre con Ome Ewe: è un frammento di reale, subito risucchiato nella dimensione del mito. L’ipnotica e solenne voce di Byambaa, l’autista della Uaz, fuoristrada d’epoca sovietica, racconta la leggenda all’origine della macchia mongolica. Fra suoni di chitarre che si allungano �“ come ad evocare il volo degli uccelli nel cielo che sovrasta la foresta di pini d’oro e d’argento, lì dove la vecchia levatrice Ome Ewe schiaffeggia il coccige dei nascituri �“ e un coro di synth distorti che sembra il respiro profondo del mondo, l’atmosfera del brano è cerimoniale, a celebrare il passaggio attraverso un portale che conduce a un mondo superiore. La traccia successiva, La Macchia Mongolica, si apre con linee di chitarra più dolci che subito si moltiplicano e si sovrappongono, fino a diventare una marea sonora che esplode poi grazie a percussioni tribali e giri di basso avvolgenti. È il rito di iniziazione che diventa festa collettiva, è la celebrazione di un segno divino di vita e di forza, un segno blu come il cielo padre e come l’antico lupo che ha dato il colore alla nazione.

Heavy desert, la terza traccia: adesso si parte e ci si ritrova subito nel deserto, avvolti dalle chitarre taglienti di Zamboni e da una sinfonia di seghe metalliche suonate da Simone Beneventi, ad amplificare la percezione allucinatoria di un percorso lungo 350km, no water, only rocks, una strada che sembra non finire mai e che Massimo ricollega direttamente alla Waste Land di T. S. Eliot. Un’infinità di pelli, legni e metalli percossi da Beneventi, il basso ipnotico di Roversi e le chitarrine melodiche di Zamboni raccontano invece di avamposti umani laddove non sembra esserci vita. Gher, bestie e fuochi in una catena di montagne severe dove il ghiaccio nulla concede. Sugli Altaji, la traccia numero quattro. Il brano seguente trasporta una figura della cultura araba (uno spirito che congiunge il mondo dei vivi con quello dei morti) nel deserto del Gobi: Djinn è una traccia rarefatta che crea un clima di sospensione inquieta, condizione indispensabile per entrare in contatto con questi spiriti. Un’atmosfera sospesa che si prolunga anche nella successiva Altopiano ruota.

La traccia numero sette, Casco in volo, è un riarrangiamento del brano già presente in L’estinzione di un colloquio amoroso, album del 2010. Il testo del brano originale è scomparso, sostituite da una corda metallica suonata con l'archetto e resa rimbombante da una cassa di tamburo; e da una sinfonia di chitarre che si sovrappongono sul finale, dando il senso di una liberazione. “Come guardare una moto d'epoca solcare la steppa per chilometri infiniti, o un volo di falco alto sulla nostra tenda”. Campane di varia natura e chitarre placide si fondono insieme in Shu, un brano che è il suono di un’ancestrale armonia fra uomini e animali, quell’armonia che tuttora rivive quando i mongoli pronunciano “shu” nelle orecchie dei loro cavalli per farli partire al galoppo. Un comando che spesso è semplicemente un sussurro. Huu è invece il ricordo grato di un’anziana musicista mongola incontrata vent’anni prima, durante il primo viaggio, con le chitarre che si allungano in quattro direzioni e un coro di monaci registrato allora, mentre la traccia numero nove è l’unica canzone propriamente detta, con un testo (e intenzioni di strofa e ritornello) che racconta la condizione di Massimo di fronte a questo progetto: “essere qui e là separando corpo e mente: solo in questo mi pare di intuire l’eventualità di un equilibrio”.

La percezione allucinatoria scaturita a partire da Heavy desert si trasforma in miraggio vero e proprio quando si arriva a Khovd, la cui vista in un solo colpo d’occhio la fa apparire quasi “come una scintillante capitale del pianeta Marte”. I suoi tetti colorati in varie gradazioni spezzano l’infinito immobile del deserto. Si parte alla conquista dell’antica città, del suo cuore pulsante secoli, al galoppo di chitarre e bassi che sanno di deserto africano, di vecchio far west, di steppa e di Siberia, fino a non capire più dove ci si trovi realmente. I cammelli di Bactriana, il penultimo brano, parte invece come un intermezzo rumoristico che evoca la natura di questi cammelli in transito dall’Afghanistan al Gobi, per aprirsi a metà brano in una chitarra allungata che sembra disegnare la linea dell’orizzonte.

L’album si chiude con Mongolia interna, una traccia distesa in una traiettoria discensionale, un movimento reso fluido dai vocalizzi di Silvia Orlandi. “Forse questo è il modo per assolvere i debiti contratti con le terre che ci tengono legati: accettare questa lacerazione, saperla nostra, nell’impossibilità di compiere una vita doppia, o tripla, come si vorrebbe. Lasciare che guidi le nostre scelte, senza ritenere di poterla rimarginare. Sentire la Mongolia in discesa in noi, comprendere l'Altrove che reca con sé” scrive Zamboni.

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Tracklist

  1. 1.      La macchia mongolica
  2. 2.      Sugli Altaj
  3. 3.      Khovd
  4. 4.      Shu
  5. 5.      Huu
  6. 6.      Altopiano ruota
  7. 7.      I cammelli di Bactriana
  8. 8.      Ome Ewe
  9. 9.      Djinn
  10. 10.  Mongolia interna
  11. 11.  Casco in volo
  12. 12.  Heavy desert
  13. 13.  Lunghe d'ombre

Crediti

compositore: Massimo Zamboni

Massimo Zamboni: chitarra �“ basso �“ voce - programmazioni
Cristiano Roversi: tastiere - basso fretless - samples
Simone Beneventi: Violoncassa �“ Sega - Tumbarinos di Gavoi - Tamburo Africano - Cowbells gravi intonati - Campaneddas ladas - Ischigliottos - Triangolo di Gavoi - Dobatchi preparati con biglie Piatti tibetani - Piatto cinese �“ Incudine - Woodblock grave - Claves tripla - Maracas di metallo- Maracas di bamboo - Shekerè africano �“ Rute - Saggina- Catene �“ Octopad

Byambaa: voce narrante in Ome Ewe

Registrazioni: Massimo Zamboni, Cristiano Roversi
Mix: Massimo Zamboni, Cristiano Roversi presso ARCI TOM, Mantova
Fotografia: Piergiorgio Casotti
Grafica: Diego Cuoghi 

Prossimi appuntamenti

Bologna | DISCO + LIBRO | Feltrinelli P.zza Ravegnana - 18.00 | 04 FEB 2019
Roma | DISCO + LIBRO | Feltrinelli - 18.00 | 06 FEB 2019
Roma | DISCO + FILM + LIBRO | Circolo Sparwasser - 21.30 | 06 FEB 2019
Trequanda (SI) | DISCO + FILM + LIBRO | Circolo ARCI Trequanda - 21.30 | 07 FEB 2019
Firenze | DISCO + LIBRO | Feltrinelli RED - 18.00 | 07 FEB 2018
Carpi | DISCO + LIBRO | Auditorium LORIA - 17.30 | 08 FEB 2018

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Disco

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Alessandro Gambino 
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BON IVE unica data italiana il 9 novembre al Mediolanum Forum di Milano Tue, 21 Jan 2020 10:06:30 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/616454.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/616454.html GDG Press GDG Press

DNA concerti

è orgogliosa di presentare

 

UNICA DATA ITALIANA A NOVEMBRE!

 

BON IVER

9 novembre 2020

MILANO - MEDIOLANUM FORUM

Info: www.dnaconcerti.com

Prevendite disponibili dal 24 gennaio alle 10:00

www.ticketone.it

 

Uno dei pochi gruppi che riesce nella magia di tenere il pubblico, generalmente rumoroso e dalla chiacchiera facile, in un magico silenzio estasiato

Michele Baroni per Rockol

 “Uno dei migliori live dell’anno

Sentireascoltare

Un evento evocativo e intimo, pregno di atmosfera e di godimento. Si viene trasportati in universi quasi mistici, colorati, sintetici, eppure così vivi e tangibili

Rockon

“Il concerto di Bon Iver è stato un sogno di una notte di mezza estate.”

Lorenzo Lamperti - Affari italiani


Non sarà necessario aspettare 7 anni come l’ultima volta, tanto era stata la distanza tra un live e l’altro. 

Sei mesi dopo l’incredibile concerto al Castello Scaligero di Villafranca di Verona che ha registrato il tutto esaurito a luglio, Bon Iver annuncia una nuova e unica data in Italia: il 9 novembre a Milano. Sarà il Mediolanum Forum di Assago a ospitare le note indie folk della creatura artistica di Justin Vernon, che dal freddo Wisconsin ha conquistato il mondo con le sue melodie mitologiche e primordiali. Un sospiro di sollievo per tutti i fan italiani, che avevano visto l’Italia fuori dalle date europee di primavera annunciate a settembre. Una ventata di gioia per tutti coloro che aspettavano di ascoltare dal vivo i, i l’ultimo disco uscito ad agosto (sempre con l’indipendente etichetta Jagjaguwar) e candidato a tre Grammy (due Bon Iver li aveva già portati a casa nel 2012).

i, i è il loro quarto album, registrato in Texas al Sonic Ranch - non lontano dal confine messicano - a 1500 miglia da quel Wisconsin da dove tutto ha avuto inizio. Una nuova stagione: come lo stesso gruppo ha definito il progetto. Quando Bon Iver pubblicò per la prima volta For Emma, Forever Ago all'inizio del 2008, Justin Vernon apparve come uno dei più talentuosi cantautori della sua generazione e rivelò un suono legato a una stagione di contemplazione, come un freddo e cupo inverno. Quattro anni dopo, con Bon Iver, Bon Iver il clima era diverso: si avvertiva freschezza, speranza, linfa e movimento. Era il ronzio della primavera. Nel 2016 arrivava 22, A Million: di nuovo qualcosa di diverso, che la band definiva “il nostro disco di pazza energia estiva”. Ora il ciclo si chiude con i,i: un album dai colori autunnali, intimo e riflessivo.

“Sembra il nostro lavoro più adulto, il più completo”: dice Justin Vernon. “È come quando attraversi tutta una vita, quando il sole inizia a tramontare e allora inizi a guardare in prospettiva”.

Le registrazioni al Sonic Ranch hanno portato a uno stato di calma creativa incanalata nel cuore di ogni canzone. Liberato dalla distorsione vocale che un tempo rispecchiava un periodo di paura e panico, Vernon ora canta dell’equilibrio tra individuo e comunità, ispirazione e creazione.

Il titolo del disco può voler dire qualunque cosa rappresenti per voi o per me. È un disco sull’identità. Quanto sia importante o inutile essere sé stessi, quanto in verità siamo tutti connessi”.

Le prevendite saranno disponibili dalle 10:00 di venerdì 24 gennaio direttamente sul circuito Ticket One - www.ticketone.it

BIOGRAFIA

Re incontrastato dell’indie americano, vincitore di due Grammy Awards e autore di quattro album di culto, BON IVER �“ la creatura dai tratti mitologici guidata dal trentottenne Justin Vernon - è acclamato dalla stampa e dal pubblico di tutto il mondo. Nel disco di esordio For Emma, Forever Ago, uscito nel 2007, Justin Vernon suona tutti gli strumenti e partorisce un album che diventa in brevissimo tempo il manifesto di una intera generazione: testi brevi ed evocativi, incredibile attenzione alla melodia, intimismo struggente, purezza compositiva. Nel 2011, per la prestigiosa etichetta 4AD, esce Bon Iver, Bon Iver e immediatamente si afferma come un assoluto capolavoro, disco dell’anno di Pitchfork e di molte altre prestigiose testate musicali. Qui la tavolozza sonora dell’artista si espande oltre lo scarno suono acustico dell’album di debutto. Bon Iver, Bon Iver è un paesaggio lussureggiante che si stende su delicate chitarre elettriche, intricate tastiere, e sottili suoni di fiati e sezioni d’archi, conservando intatti i cori spettrali e i densi strati vocali per i quali Bon Iver è universalmente riconoscibile. 

L’album è stato registrato e mixato all’April Base Studios, un’ex clinica veterinaria in Fall Creek, WI, trasformata in uno studio di registrazione da Vernon e suo fratello. Dopo la pubblicazione di questo album, Bon Iver raggiunge una fama e un successo planetari, e collabora con artisti come The Roots, James Blake, Flaming Lips, The National. La voce di Justin è in due brani di Kanye West, uno dei quali è stato usato anche per la colonna sonora di New Moon, il secondo capitolo della saga Twilight. La musica di Bon Iver è inoltre presente anche nella colonna sonora del film di Gus Van Sant Restless - l'amore che resta e del film di di Alexander Payne con George Clooney Paradiso Amaro. Il 30 settembre 2016 arriva finalmente il terzo album 22, A Million e di nuovo Justin riesce a spiazzare tutti abbracciando sonorità elettroniche, dissonanti, e costruendo un universo che è giungla elaboratissima di simboli visivi e sonori. Le dieci canzoni che compongono il nuovo lavoro sono una raccolta di momenti sacri, di tormenti sentimentali e allo stesso tempo di salvezza, di ricordi intensi, di segni che si possono incatenare o ignorare come coincidenze. Un album calibrato e pensato in ogni movimento che ottiene come sempre un grande successo.

i, i è il loro quarto e ultimo lavoro: il loro più intimo e profondo, probabilmente. Vernon canta della sua ansia, di Donald Trump, di cambiamenti climatici, di sua madre. Un album ricco di collaborazioni prestigiose: oltre ai partner di fiducia come James Blake e i fratelli Dessner dei National, partecipano al disco Bruce Hornsby, Moses Sumney, BJ Burton e Francis Starlite. Un disco in cui la dimensione elettronica si sposa con quella acustica, generando tra synth, chitarre, archi e fiati un’atmosfera eterea in cui la voce di Vernon rimane libera di muoversi in qualsiasi direzione, come le foglie dell’autunno colpite dal vento.

Bon Iver in concerto il 9 novembre 2020 - Milano - Mediolanum Forum

Le prevendite saranno disponibili dalle 10:00 di venerdì 24 gennaio direttamente sul circuito Ticket One - www.ticketone.it

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PREZZI:

Tribuna A numerata: 51 euro + d.p.

Tribuna gold numerata: 46 euro +  d.p.

Anello B: 41 euro + d.p.

Anello C frontale: 36 euro + d.p.

Anello C: 31 euro + d.p.

Parterre in piedi: 41 euro + d.p.

 

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Il Palladium guarda al futuro: il 20 gennaio protagonista l’intelligenza artificiale con Roberto Cingolani Fri, 17 Jan 2020 15:51:17 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/616055.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/616055.html GDG Press GDG Press

“Il futuro è uno spazio ospitale”

Dal 20 gennaio al 25 maggio cinque appuntamenti con esponenti del mondo scientifico, universitario e industriale per parlare alle nuove generazioni di futuro e innovazione

in collaborazione con Fondazione Leonardo �“ Civiltà delle Macchine

Ingresso libero

Roberto Cingolani

Dal 20 gennaio al 25 maggio il Teatro Palladium ospita in collaborazione con la Fondazione Leonardo  - Civiltà delle Macchine - nata dall'omonima azienda italiana fra le prime dieci al mondo nel settore dell'aerospazio, difesa e sicurezza �“ il ciclo di incontri  “Il futuro è uno spazio ospitale”. Cinque appuntamenti per parlare alle nuove generazioni di futuro e innovazione con alcuni tra i più importanti esponenti del mondo scientifico, universitario e industriale. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di incentivare la condivisione di conoscenze e opportunità, contribuendo alla divulgazione della cultura scientifica affinché sia a disposizione di tutti.

Le conversazioni spazieranno dal tema dell’intelligenza artificiale e il suo rapporto con l’intelligenza umana, allo spazio, che pone l’interrogativo dell’uomo su Marte, proseguendo con le implicazioni che la scoperta del bosone di Higgs ha per la scienza e la vita, fino alle energie del futuro e alla salute circolare.

Protagonisti degli incontri sono: Roberto Cingolani (Chief Technology e Innovation Officer Leonardo), Eleonora Ammannito (Scientific Researcher ASI �“ Agenzia Spaziale Italiana), Fabiola Gianotti (Direttore Generale Cern), Valeria Termini (Professore ordinario di Economia politica �“ Università Roma Tre) e Ilaria Capua (Virologa e direttrice del One Health Center of Excellence, Florida University).

Il primo appuntamento in programma lunedì 20 gennaio alle ore 18 affronta il tema dell’ intelligenza artificiale e intelligenza naturale. Siamo pronti a convivere con un’altra specie capace di decidere ma incapace di volere? Il digitale è una vera rivoluzione?  Esistono davvero due intelligenze, naturale e artificiale? Quali saranno i codici del futuro? Proverà a dare una risposta Roberto Cingolani, Chief Technology & Innovation Officer di Leonardo da settembre 2019, dopo essere stato Direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia dal 2005 al 2019.

 Programma: 

20 gennaio ore 18.00 - Roberto Cingolani, Chief Technology e Innovation Officer Leonardo �“ “L’altra specie: rapporti tra I.A. e intelligenza naturale"

24 febbraio ore 18.00 - Eleonora Ammannito, Scientific Researcher ASI �“ Agenzia Spaziale Italiana - “Andare su Marte: come, quando e perché”

23 marzo ore 18.00 - Fabiola Gianotti, Direttore Generale Cern - “Il bosone di Higgs: implicazioni per la scienza e per la vita”

27 aprile ore 18.00 - Valeria Termini, Professore ordinario di Economia politica �“ Università degli Studi Roma Tre - ”Dopo il petrolio: l’energia del futuro”

25 maggio ore 18.00 - Ilaria Capua, Virologa e direttrice del One Health Center of Excellence, Florida University - “Salute circolare”

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Teatro Palladium

Piazza Bartolomeo Romano, 8 �“ Roma - Tel: 06 5733 2772
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TUTTI FENOMEN esce oggi per 42 Records e Sony "Merce Funebre" il primo album. Il 12 marzo parte da Roma il primo tour nei club Fri, 17 Jan 2020 12:38:13 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/615983.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/615983.html GDG Press GDG Press

  

TUTTI FENOMENI

 ESCE OGGI “MERCE FUNEBRE”

L'ATTESO PRIMO ALBUM

IL 12 MARZO PARTE DA ROMA IL TOUR NEI CLUB

Ascoltalo qui: https://bit.ly/3amlKzp

Tutti Fenomeni

Cover "Merce Funebre"

Nuntio vobis gaudium magnum: habemus Merce Funebre!

Esce oggi 17 gennaio il primo album di Tutti Fenomeni. Interamente prodotto da Niccolò Contessa (che insieme a Tutti Fenomeni ha composto anche le musiche) e anticipato dai singoli Valori aggiunti, Trauermarsch e Qualcuno che si esplode "Merce funebre" è il primo disco di Giorgio Quarzo Guarascio, vero nome di Tutti Fenomeni, 23enne romano emerso dalla scena del Soundcloud rap ma che da subito si è spostato verso territori altri, inediti e inafferrabili. Ascoltalo qui: https://bit.ly/3amlKzp

Tutti Fenomeni è l'onda anomala che travolgerà la musica italiana. È nuovo e vecchio insieme. Classico e moderno. Passato e futuro.

Un cantautore post-moderno, un Battiato cresciuto nell'era della trap. La versione pericolosa e lisergica dell'itpop. Oppure la negazione perfetta di tutto quanto scritto poco sopra.

Niente potrebbe essere reale, tutto potrebbe essere solo frutto della vostra immaginazione.

Oppure no. Oppure chissà.

Le canzoni di Tutti Fenomeni sono come un frullatore dentro il quale convivono le influenze musicali più disparate, ma anche un gusto notevole per lo sberleffo che si evince fin dal modo in cui vengono scritti i testi: un insieme di citazioni pescate dagli ambiti più diversi (come ad esempio testi di filosofia e brani della Dark Polo Gang, sembra impossibile ma è così) e decontestualizzate fino al punto di acquisire nuovi significati. Ma non pensate che sia nonsense, perché il senso c'è eccome.

Basta ascoltare il nuovo singolo Qualcuno che si esplode, un brano che sembra un piccolo manifesto generazionale senza per forza volerlo essere.

Il 12 marzo al Monk di Roma Tutti Fenomeni debutterà per la prima volta dal vivo per poi proseguire con un tour di concerti nei club delle principali città italiane. Il tour è organizzato da Dna Concerti, queste le prime date confermate:

12/03/2020  ROMA MONK

13/03/2020  BARI OFFICINA DEGLI ESORDI

20/03/2020  MARGHERA (VE) ARGO 16

21/03/2020  PISA CINEMA LUMIERE

27/03/2020  BOLOGNA COVO CLUB

03/04/2020  MILANO SERRAGLIO

04/04/2020  TORINO SPAZIO 211 

Prevendite disponibili da lunedì 20 gennaio alle ore 11 su Ticketone

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 42 Records

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Dna Concerti

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Uno Shakespeare politico ed essenziale: da domani in prima romana al Teatro Palladium "Un Principe" di Occhisulmondo Thu, 16 Jan 2020 15:56:12 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/615852.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/615852.html GDG Press GDG Press

 

OCCHISULMONDO

Un Principe

Ispirato ad Amleto di William Shakespeare

PRIMA ROMANA

***

Produzione OCCHISULMONDO
Con
Daniele Aureli, Amedeo Carlo Capitanelli, Giulia Zeetti, Andrey Maslonkin, Greta Oldoni, Matteo Svolacchia, Raffaele Ottolenghi
Costumi Francesco Marchetti “Skizzo”
realizzazione costumi Elsa Carlani Cashmere
assistente alla regia Matteo Svolacchia
drammaturgia e regia Massimiliano Burini

 ***

venerdì 17 e sabato 18 gennaio, ore 20,30

Biglietti: intero 15€, ridotto 12 €, studenti 8 €

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"Una delle versioni più emozionanti viste in questi ultimi anni del capolavoro di Shakespeare" come ha scritto qualche tempo fa il critico, autore e regista Mario Bianchi. Arriva finalmente a Roma Un Principe, lo spettacolo ispirato all’Amleto realizzato dalla compagnia Occhisulmondo, fra le realtà più interessanti della nuova scena teatrale italiana. Domani venerdì 17 e sabato 18 gennaio al Teatro Palladium, ore 20.30, in prima romana.

Nessun orpello in scena, lo spazio vuoto e 7 attori: niente di più. Fedele a una poetica fortemente incentrata sul linguaggio del corpo e sulla figura attoriale, Occhisulmondo realizza una messa in scena dell’opera più famosa del Bardo tutta concentrata sull’evocazione di un ambiente e di un momento preciso, in cui è lo spettatore stesso, insieme all’attore, a compiere l’atto creativo attraverso l’immaginazione. Da Amleto a Gertrude, da Rosencratz a Guildenstern, i personaggi, vestiti di rosso e di nero, si muovono a scatti, in un mondo cupo, come pedine di una scacchiera.

Scritto e diretto da Massimiliano Burini, Un Principe collega l’Amleto direttamente al nostro tempo, mettendo in risalto la dimensione più politica dell'opera di Shakespeare, grazie a una drammaturgia che lavora sui temi cardine: la caduta di uno Stato, il marciume della società, l’avidità e la perdita di responsabilità. C’è del marcio in Danimarca, c’è del marcio in Italia, c’è del marcio in questa società. Gli uomini dimenticano, troppo impegnati a compiere il loro cammino personale, i loro vizi, i loro desideri, le loro priorità.
Dimenticano, e uno Stato marcisce. Tutto è alla deriva, è la follia. Ognuno di noi è un Principe, circondato da marionette, manipolato dal sistema e in lotta con la propria coscienza. Ognuno di noi è chiamato alla responsabilità.

Essere o non essere. Tutto qui.

***

OCCHISULMONDO

La compagnia Occhisulmondo, fondata nel 2005 da Massimiliano Burini e Arianna Cianchi, insieme a Daniele Aureli, Amedeo Carlo Capitanelli, Matteo Svolacchia, Daniel Anton Taylor e Michele Bigerna debutta sulla scena nel 2008 riscuotendo interesse e curiosità. Il gruppo, oggi arricchito dalla presenza permanente di Greta Oldoni e Giusi De Santis, è caratterizzato dal lavoro costante dei suoi membri provenienti da esperienze formative e professionali diverse, maturate in realtà nazionali ed internazionali. Quello messo in scena da Occhisulmondo è un Teatro che indaga il linguaggio del corpo e il significato del movimento nello spazio, attraverso lo studio delle azioni e dei processi emotivi. Il personale percorso di ricerca della Compagnia si orienta in modo trasversale su piani differenti: lo spazio il corpo, la drammaturgia.

PRODUZIONI

Cloch-Art
2007

1viaggio.1incontro
2009 �“ Selezione Nazionale vetrina IN Anticorpi �“ Festival Ammutinamenti �“ SEED �“ Scenario Pubblico Centro Coreografico Internazionale

2feel romeoegiulietta
2009 Festival Nutrimenti Terni �“ Co-produzione Teatro Stabile Innovazione Fontemaggiore Perugia.

Le babbucce del buon re
2010 �“ Con il sostegno di Teatro Stabile di Innovazione Fontemaggiore �“ Centro di Palmetta Residenza Artistica.

Le pupe
2011 �“ Con il sostegno di Centrodanza Spazio Performativo e Centro Coreografico Internazionale Scenario Pubblico Catania.

IOMIODIO
2011 �“ Semifinalista premio scenario 2011 �“ Finalista E45 fringe festival 2012

Quando c’era Pippo
2012 �“ Finalista premio scenario infanzia 2012

Un Principe | da Amleto di William Shakespeare
2013 �“ Coproduzione �“ Teatro stabile dell’Umbria con il sostegno di Teatro Cucinelli, Teatro Mengoni Magione, Centro di Palmetta, Centrodanza Spazio performativo.

Greta La Matta
2014 �“ Spettacolo Menzione Speciale Premio Scenario Infanzia 2014

Alice Drag Store
2015  �“ Semifinalista al Premio Dante Cappelletti Roma �“ Co-Produzione 2015 con Teatro Stabile dell’Umbria -Festival Kilowatt Sansepolcro �“ Armunia Festival Costa degli Etruschi �“ Teatro Argot Studio �“ European Theatre House di Lingen

Radio Golgota
2017 �“ Una produzione Fontemaggiore Centro di Produzione �“ Occhisulmondo �“ VersiliaDanza

Il mio amico Frankie
2018 �“ Una produzione Fontemaggiore Centro di Produzione �“ Teatro del Buratto �“  Occhisulmondo

Teoria del Cracker
2018 �“ Vincitore premio Giuria Popolare Tuttoteatro.com Dante Cappelletti 2017 | Una produzione  Occhisulmondo- con il sostegno di Fontemaggiore �“ Corsia OF centro di creazione contemporanea �“ Spazio Zut �“ Teatro Thesorieri di Cannara

INFO

Occhisulmondo
http://www.occhisulmondo.org/
www.facebook.com/occhisulmondo
https://vimeo.com/occhisulmondo

Teatro Palladium
Piazza Bartolomeo Romano, 8 �“ Roma - Tel: 06 5733 2772
http://teatropalladium.uniroma3.it/ - teatro@uniroma3.it -https://www.facebook.com/teatropalladium/

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Rareş, “Spalle più” è il nuovo singolo che anticipa l’uscita dell’album di esordio a marzo Wed, 15 Jan 2020 14:32:32 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/615610.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/615610.html GDG Press GDG Press

RAREŞ

 “SPALLE PIÙ”  

È IL NUOVO SINGOLO CHE ANTICIPA L’USCITA DELL’ALBUM DI ESORDIO A MARZO

Ascolta “Spalle più” su Spotify: https://spoti.fi/2QSZ2r4

In foto Rareş 

In foto la cover di “Spalle più

Una voce calda e matura a dispetto della giovane età, un timbro dall'identità forte e decisa che si muove in bilico fra soul e funky. Basso, chitarra, batteria e rhodes, per una canzone soul scritta di getto, intrisa di malinconia e profondità e generata con piglio pop e tanta verità. Una melodia che cattura al primo ascolto.

Esce oggi “Spalle più” (qui il link Spotify: https://spoti.fi/2QSZ2r4), nuovo singolo di Rareş, ventiduenne nato in Romania e cresciuto tra il Veneto e l’Emilia, dove si è trasferito per studiare musica elettronica al Conservatorio di Bologna.

Rareş vince a marzo la prima edizione di Freschissimo, contest dedicato ai talenti dell'Emilia-Romagna, che lo porta a settembre 2019 a suonare al festival bolognese Tutto Molto Bello.  A settembre esce il primo singolo “Io non ho parole in più", a novembre esce “Calma” che entra al terzo posto della playlist “nuovo indie” di Spotify. Il suo album di esordio uscirà marzo.

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Preascolto riservato di "Merce Funebre", il primo album di Tutti Fenomeni in uscita il 17 gennaio per 42 Records Mon, 13 Jan 2020 15:00:37 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/615220.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/615220.html GDG Press GDG Press Ciao , come stai?

Ti invio il preascolto riservato di "Merce Funebre", il primo disco di Tutti Fenomeni all'anagrafe Giorgio Quarzo Guarascio, 23enne romano emerso dalla scena del Soundcloud rap ma che da subito si è spostato verso territori altri.

Il disco è prodotto da Niccolò Contessa che insieme a Tutti Fenomeni ha composto anche le musiche ed esce il 17 gennaio per 42 Records. Le canzoni di Tutti Fenomeni sono come un frullatore dentro il quale convivono le influenze musicali più disparate, ma anche un gusto notevole per lo sberleffo che si evince fin dal modo in cui vengono scritti i testi: un insieme di citazioni pescate dagli ambiti più diversi (come ad esempio testi di filosofia e brani della Dark Polo Gang) e decontestualizzate fino al punto di acquisire nuovi significati. 

Di seguito il comunicato stampa

Qui il link al download RISERVATO in mp3: https://www.dropbox.com/sh/sd1ork5jdeq6qam/AABkmRhOVECDAN1Z-70MeyI2a?dl=0

Qui il link RISERVATO alla cartella stampa completa di comunicato stampa, tracklist, testi, crediti e cover: https://www.dropbox.com/sh/bv3k1vjv5lcu5xr/AAAI6EAECwwdmfHTq-qrkO-Ea?dl=0

Le recensioni possono uscire dal 17 gennaio in poi. 

Fammi sapere che cosa ne pensi e se riuscirai a scriverne.

Grazie mille, buona giornata e buon lavoro,

Giulia

  

   

TUTTI FENOMENI

Il 17 GENNAIO ESCE “MERCE FUNEBRE”

L'ATTESO PRIMO ALBUM

Cover "Merce Funebre"

Tutti Fenomeni

Ci siamo!

Nuntio vobis gaudium magnum: habemus Merce Funebre!

Il primo album di Tutti Fenomeni ha un titolo e una data di uscita: il 17/01/2020.

Interamente prodotto da Niccolò Contessa (che insieme a Tutti Fenomeni ha composto anche le musiche) e anticipato dai singoli Valori aggiunti, TrauermarschQualcuno che si esplode (Ascoltalo qui: https://SMI.lnk.to/qcse), "Merce funebre" è il primo disco di Giorgio Quarzo Guarascio, vero nome di Tutti Fenomeni, 23enne romano emerso dalla scena del Soundcloud rap ma che da subito si è spostato verso territori altri, inediti e inafferrabili.

Tutti Fenomeni è l'onda anomala che travolgerà la musica italiana. È nuovo e vecchio insieme. Classico e moderno. Passato e futuro.

Un cantautore post-moderno, un Battiato cresciuto nell'era della trap. La versione pericolosa e lisergica dell'itpop. Oppure la negazione perfetta di tutto quanto scritto poco sopra.

Niente potrebbe essere reale, tutto potrebbe essere solo frutto della vostra immaginazione.

Oppure no. Oppure chissà.

Le canzoni di Tutti Fenomeni sono come un frullatore dentro il quale convivono le influenze musicali più disparate, ma anche un gusto notevole per lo sberleffo che si evince fin dal modo in cui vengono scritti i testi: un insieme di citazioni pescate dagli ambiti più diversi (come ad esempio testi di filosofia e brani della Dark Polo Gang, sembra impossibile ma è così) e decontestualizzate fino al punto di acquisire nuovi significati. Ma non pensate che sia nonsense, perché il senso c'è eccome.

Basta ascoltare il nuovo singolo Qualcuno che si esplode, un brano che sembra un piccolo manifesto generazionale senza per forza volerlo essere.

"Merce funebre" uscirà il prossimo venerdì 17 gennaio per 42 Records e Sony Music.

Ma tante altre novità sono in arrivo.

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Tutti Fenomeni: "Merce Funebre" è il primo album, in uscita il 17 gennaio. Ascolta il nuovo singolo "Qualcuno che si esplode" Fri, 03 Jan 2020 12:26:33 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/613862.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/613862.html GDG Press GDG Press

  

   

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ASCOLTA IL NUOVO BRANO QUALCUNO CHE SI ESPLODE

Ascolta qui Qualcuno che si esplode: https://SMI.lnk.to/qcse

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Cover "Merce Funebre"

Tutti Fenomeni

Ci siamo!

Nuntio vobis gaudium magnum: habemus Merce Funebre!

Il primo album di Tutti Fenomeni ha un titolo e una data di uscita: il 17/01/2020.

Interamente prodotto da Niccolò Contessa (che insieme a Tutti Fenomeni ha composto anche le musiche) e anticipato dai singoli Valori aggiunti, Trauermarsch e, ora, Qualcuno che si esplode (Ascoltalo qui: https://SMI.lnk.to/qcse), "Merce funebre" è il primo disco di Giorgio Quarzo Guarascio, vero nome di Tutti Fenomeni, 23enne romano emerso dalla scena del Soundcloud rap ma che da subito si è spostato verso territori altri, inediti e inafferrabili.

Tutti Fenomeni è l'onda anomala che travolgerà la musica italiana. È nuovo e vecchio insieme. Classico e moderno. Passato e futuro.

Un cantautore post-moderno, un Battiato cresciuto nell'era della trap. La versione pericolosa e lisergica dell'itpop. Oppure la negazione perfetta di tutto quanto scritto poco sopra.

Niente potrebbe essere reale, tutto potrebbe essere solo frutto della vostra immaginazione.

Oppure no. Oppure chissà.

Le canzoni di Tutti Fenomeni sono come un frullatore dentro il quale convivono le influenze musicali più disparate, ma anche un gusto notevole per lo sberleffo che si evince fin dal modo in cui vengono scritti i testi: un insieme di citazioni pescate dagli ambiti più diversi (come ad esempio testi di filosofia e brani della Dark Polo Gang, sembra impossibile ma è così) e decontestualizzate fino al punto di acquisire nuovi significati. Ma non pensate che sia nonsense, perché il senso c'è eccome.

Basta ascoltare il nuovo singolo Qualcuno che si esplode, un brano che sembra un piccolo manifesto generazionale senza per forza volerlo essere.

"Merce funebre" uscirà il prossimo venerdì 17 gennaio per 42 Records e Sony Music.

Ma tante altre novità sono in arrivo.

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Andrea Laszlo De Simone: il mediometraggio completo di "Immensità" chiude il suo straordinario 2019 Thu, 02 Jan 2020 16:52:08 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/613718.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/613718.html GDG Press GDG Press

  

LO STRAORDINARIO 2019 DI

ANDREA LASZLO DE SIMONE

SI È CHIUSO CON UNA SORPRESA:

IL MEDIOMETRAGGIO COMPLETO DI "IMMENSITÀ"

Guardalo qui: https://youtu.be/5UuFMv7BGKk

Il 31 dicembre del 2018 Andrea Laszlo De Simone chiudeva il percorso di "Uomo Donna" con la pubblicazione a sorpresa del video di Sparite tutti e lasciava un personale messaggio di arrivederci rivolto al futuro e a tutti gli ascoltatori della sua musica.

Un futuro che si è manifestato in questo 2019 appena passato, ricco di sorprese, di nuove scoperte e appuntamenti importanti partito con la menzione da parte dei The Lumineers e il successivo invito da parte della band americana ad aprire la loro data italiana davanti a migliaia di persone all’Alcatraz di Milano e conclusosi - appunto - con la pubblicazione di "Immensità".

L'ultimo lavoro di Andrea (pubblicato come il precedente da 42 Records) ha dominato quasi tutte le classifiche di fine anno pubblicate dai media musicali italiani, affermando ancora una volta Andrea Laszlo De Simone come un artista unico nel suo genere.

Un mini-tour che lo ha visto sul palco insieme ad altri otto musicisti in una formazione orchestrale registrando il tutto esaurito in ognuna delle quattro tappe. (Roma, Torino, Padova, Milano)

Non solo: due brani estratti proprio da "Immensità" - La nostra fine e Immensità - sono stati selezionati dalla regista Elisa Fuksas per il suo film "The App", uscito su Netflix lo scorso 26 dicembre.

Un anno fortunato quindi, che ha confermato Andrea come uno dei talenti più puri del panorama musicale italiano. Un vero e proprio artigiano della canzone: Andrea Laszlo De Simone non è, infatti, solo un cantautore, ma anche un compositore, un arrangiatore e un produttore. Andrea è un artista che aderisce alla più tradizionale idea di musica d’autore italiana e proprio per questo nel contesto attuale pare sorprendere e acquisire il merito di essere un innovatore. Ogni aspetto della sua musica è curato in prima persona, in un’intimità creativa che gli è sempre stata necessaria e che, questa volta, ha dato vita ad una composizione dall’aria classica, ripresa e riarrangiata dallo stesso per le parti musicali consegnate agli elementi della sua piccola orchestra. 

Non è di minore importanza l’attenzione che Andrea riserva da sempre anche alla parte visuale del suo lavoro, scrivendo e co-firmando la regia di tutti i suoi videoclip.

A coronamento di questo percorso e in assoluta coerenza con il concept di circolarità del tempo della suite, l’ultimo dell’anno Andrea ha pubblicato il mediometraggio di "Immensità", del quale ha curato il soggetto e in alcune parti anche la regia e il montaggio. Un’opera filmica empirica che ha l’obiettivo di unire in un’unica trama i 4 videoclip delle canzoni, di fatto i 4 capitoli della suite, che prossimamente verrà pubblicata anche in Francia da Ekleroshock/Hamburger Records (Polo&Pan, Benjamin Clementine, Limousine e molti altri) che porteranno la musica di Andrea al di fuori dei confini nazionali.

Vogliamo riportare le parole di Andrea, che ha presentato così il mediometraggio di “Immensità” sui suoi canali social:

“Alla vigilia dell’ultimo giorno dell’anno fare un bilancio è inevitabile. Questo è stato un anno indimenticabile. Da un disco nuovo ad una figlia nuova di zecca.

E’ successo tutto.

Collaborazioni con registi, videomaker, musicisti francesi e italiani, l’amicizia sincera con i The Lumineers, il tour, un piccolo studio messo su con un piccolo grande pugno di amici, la seconda elementare di mio figlio, una marea di canzoni nuove, idee, progetti. Un anno che ne vale 10, forse 20.

Per certi versi si potrebbe dire che le cose via via si sono fatte sempre più serie, che sono diventato adulto.

Ma io vengo dal gioco e dall’amatoriale. Dalle idee completamente fini a se stesse e senza pretese.

Ed è con questo spirito che ormai parecchi mesi fa ho cominciato un piccolo gioco portato avanti part-time, l’ennesimo esempio di quanto io sia assolutamente privo di senso pratico e di senso degli affari.

Per il nuovo album “Immensità” avevo previsto di fare 4 video clip.

Quello che non avevo assolutamente previsto è che avrei disseminato ogni video con piccoli elementi, spiragli che mi avrebbero dato la possibilità di giocare, in maniera del tutto amatoriale, ad unire ogni videoclip sotto un’ unica trama, creando un mediometraggio a dir poco assurdo, scomposto e grottesco.

Qualsiasi critico o analista potrebbe liquidare tutto ciò in un attimo, perché se uno guardasse questo “mini film” come un “prodotto” o una “proposta” saprebbe bene che è attaccabile sotto ogni punto di vista.

Ma questo è un gioco, non è arte, non è materia da critici ne da chi guarda il mondo pensando a ciò che funziona, a ciò che vale la pena fare o non fare ai fini commerciali o del vanto personale.

Questo sono io che gioco con il pongo insieme ai miei figli, che bevo un amaro insieme ai miei amici, che parlo di politica con i miei genitori o che disegno con la mia fidanzata.

E’ questa per me l’immensità. E’ un indefinito campo di possibilità.

E’ un gioco che non pretende niente e che tutto da o che tutto pretende e niente da.

E’ la voglia che nessuno potrà togliermi mai.”


facebook.com/andrealaszlomusica
instagram.com/andrea_laszlo_de_simone


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GENERIC ANIMAL feat. FRANCO126: da oggi online il video di "Presto", nuovo singolo che anticipa l’album in uscita a inizio 2020 Fri, 20 Dec 2019 14:10:14 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/612480.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/612480.html GDG Press GDG Press

  

GENERIC ANIMAL

è online il video di

Presto
feat. Franco126

 

Il nuovo singolo che anticipa l'album in uscita a inizio 2020

 

http://www.youtube.com/watch?v=ZrFdRTeq8PI

 

 

 

Un mondo truccato di viola. La vita vissuta in un vagone della metro che non si sa da dove parte né dove arriva, tanto il tragitto è sempre uguale. Un surreale personaggio urbano che gioca e dialoga con una telecamerina di sorveglianza per trasfigurarsi poi in un avatar, abitante di un micro-universo racchiuso in una game app da smartphone.

Diretto da No Text Azienda, è on line da oggi il video di Presto feat. Franco 126, nuovo singolo uscito in radio e in digitale venerdì 6 dicembre, che anticipa l’album di Generic Animal in uscita a inizio 2020. Un video che trasporta le difficoltà relazionali al centro della canzone in una dimensione di claustrofobia metropolitana, dove la realtà, che fa capolino in chiusura, si riduce comunque all’esterno notte di un quartiere newyorkese circondato da grattacieli e ripreso con una camerina digitale dall’interno di un appartamento.

Guarda il video: http://www.youtube.com/watch?v=ZrFdRTeq8PI

Prodotto da Fight Pausa (72-HOUR POST FIGHT, Massimo Pericolo, Leute), il singolo “Presto” è una ballad aperta da un arpeggio di basso distorto, un brano che rimane in testa al primo ascolto. Un flusso di coscienza per raccontare la difficoltà di una relazione di coppia e il senso di inadeguatezza nei confronti della persona che si ama. 

 Il nuovo album di Generic Animal sarà realizzato con il sostegno del MiBACT e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”.

Generic Animal ha annunciato una serie di concerti nei club italiani, sul palco sarà accompagnato per la prima volta da una band vera e propria. Queste le prime date confermate:

 

GENERIC ANIMAL IN TOUR

 

26 febbraio �“ Santeria Toscana 31 �“ Milano

6 marzo �“ Viper �“ Firenze

7 marzo �“ Monk �“ Roma

13 marzo �“ New Age Club �“ Roncade (TV)

14 marzo �“ Bronson �“ Ravenna

19 marzo �“ Hiroshima Mon Amour �“ Torino

21 marzo �“ The Cage �“ Livorno

28 marzo �“ Latteria Molloy �“ Brescia

4 aprile �“ Locomotiv �“ Bologna

8 aprile �“ Mangiadischi Live Club �“ Pescara

9 aprile �“ Mercato Nuovo �“ Taranto

11 aprile �“ Galleria 19 �“ Napoli

 

Calendario in aggiornamento, info su www.bpmconcerti.com

 

Bio

Generic Animal è lo pseudonimo e progetto solista di Luca Galizia. Luca è del ’95, vive a Milano, viene dalla provincia di Varese. Suona vari strumenti, disegna, scrive con la chitarra e con GarageBand. Luca arriva dall’hardcore e dall’emo, come dimostra il suo precedente progetto Leute. Il nome Generic Animal nasce da un disegnino di un animaletto da lui fatto qualche anno fa, un animale senza sesso e senza specie.

Il primo singolo “Broncio” esce il 10 novembre 2017 ed a gennaio 2018 esordisce con il suo primo omonimo disco, edito da La Tempesta. L'album è prodotto da Marco Giudici, i testi sono scritti da Jacopo Lietti, il suono va dall’hip-hop all’emo midwest con un pizzico di sapore medievale. Il disco viene accolto molto bene da pubblico e critica e ne segue un tour che lo porta a suonare in più di ottanta locali in tutta Italia. 

Poco dopo, a luglio dello stesso anno, Generic Animal pubblica due singoli con i primi veri testi personali: “Aeroplani” (prodotto da RIVA) e “Gattino”, che preannunciano l’uscita di “Emoranger”, il secondo album, prodotto da Zollo (tecnico e produttore del primo tour del progetto), un disco scritto con un imprinting più trap ed edulcorato, lavorato in cooperazione tra La Tempesta e Bomba Dischi.

Nello stesso periodo Luca comincia a collaborare con vari esponenti della scena hip-hop e trap romana, lavorando alla produzione artistica del primo album di Ketama 126 “Rehab” (sui pezzi “Lucciole" e “Rehab”, oltre al feat. nel successivo brano “Babe”), di “Romanzo Rosa” di Pretty Solero e apparendo nelle tracce “Un drink o due” e “Non dormo mai” di Mecna. Nell’ultimo periodo collabora al grande esordio di Massimo Pericolo (nel brano “Sabbie d’oro”) e più di recente al tour estivo di Rkomi, come chitarrista e voce addizionale.

Recentemente ha ricominciato a collaborare con il suo amico di lunga data e produttore Fight Pausa (72-HOUR POST FIGHT, Masssimo Pericolo, Leute).

 

Credits

 

Art direction: Alvin Sonic e Daniel Sansavini.
Video team: Michele Zanotti, Domenico Nicoletti e Alvin Sonic.
Styling: Anna Carraro.

Grazie a: Giorgio Cassano, Illegal kikko, Iuter, Vitelli.

©️2019 No Text Azienda

Testo di Luca Galizia e Federico Bertollini.
Composto e suonato da Luca Galizia e Carlo Luciano Porrini.
Voce addizionale di Federico Bertollini.
Prodotto da Fight Pausa.

Registrato al Cabinessence Studio di Marco Giudici, Milano.
Missato da Giovanni Ferliga al Tapewave Studio, Milano.
Masterizzato da Giovanni Versari presso La Maestà Studio, Tredozio (FC).
Batterie registrate da Enrico Bondi al Monnalisa Studio, Milano

Realizzato con il sostegno del MiBACT e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”.

La Tempesta Dischi, sotto licenza esclusiva di Island Records.

#GenericAnimal #Franco126 #Presto #LaTempesta #NoText #Island

 

 

LINK UTILI

https://www.facebook.com/genericanimal/

https://www.instagram.com/generic_animal/

 

Ufficio stampa Generic Animal: Giulia Di Giovanni info@gdgpress.com

Promozione Island: Claudia Attanasi claudia.attanasi@umusic.com

 

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Palladium, "Aspettando Garbatella 100": una giornata dedicata allo storico quartiere romano e ai suoi abitanti Wed, 18 Dec 2019 14:52:11 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/612038.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/612038.html GDG Press GDG Press

“Il segno dell’utopia. Aspettando Garbatella 100”

 

20 dicembre 2019

Teatro Palladium, Piazza Bartolomeo Romano 8

 

Ore 17,30 Incontro di studio

Ore 20,30  Spettacolo

Ingresso gratuito

 

Albergo Rosso- Garbatella

Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.

                                                                                                            Cesare Pavese - La luna e i falò

Il 2020 sarà un anno speciale per lo storico quartiere romano Garbatella, festeggerà infatti 100 anni dalla sua fondazione. Il Teatro Palladium, tra i simboli storici del quartiere parteciperà ai festeggiamenti promossi e realizzati dal Municipio VIII di Roma in programma per il prossimo anno.

Anticipazione di quello che sarà è l’appuntamento “Il segno dell’utopia. Aspettando Garbatella 100” in programma venerdì 20 dicembre a partire dalle ore 17,30. Una giornata dedicata al quartiere, alle realtà associative e ai cittadini che la abitano, con l'unico scopo di restituire centralità a coloro che meglio di chiunque altro conoscono il quartiere dei lotti popolari e dei cortili, degli alberghi rossi e della fontana Carlotta.

L’appuntamento si apre alle 17,30 con un incontro di studio sul tema dell’utopia della città giardino, alla base della fondazione di Garbatella, e sui naturali legami che nel tempo si sono instaurati tra il quartiere e le arti (cinema, musica, teatro). Intervengono durante l’incontro, moderato da Luca Aversano (Presidente della Fondazione Roma Tre Teatro Palladium e musicologo): Silvia Carandini (storica del teatro); Stefano De Matteis (antropologo); Dario Gentili (filosofo); Paola Porretta (architetto) e Francesca Romana Stabile (architetto).

Segue, alle ore 19,30, lo spettacolo. Sul palco del Palladium si susseguiranno le voci ed i volti dei veri protagonisti del centenario: i suoi abitanti. Murga Patas Arriba del centro sociale La Strada, artisti di strada il cui nome deriva dal Carnevale di Buenos Aires; Gli Sgarbatelli Drum Circle,  gruppo folk composto da sessanta giovani musicisti, le allieve attrici della scuola media Macinghi Strozzi con l'Ass.ne Culturale Colibrì; Paolo Moccia, rappresentante del comitato di quartiere per la cura e la salvaguardia di Garbatella; Hope Ayozie, mediatrice culturale; Giorgio Tiburzi, direttore del centro sociale anziani Pullino e gli studenti di Roma Tre raccontano attraverso  musica e parole, video interviste e ritratti, alcune delle storie collettive ed individuali, intime e pubbliche, che hanno reso la Garbatella un quartiere singolare per le sue caratteristiche umane e architettoniche, con l'obiettivo di conservarne la memoria, ma soprattutto di rilanciarla verso un futuro migliore, di progresso, condivisione ed ospitalità.

Il progetto è realizzato grazie al contributo gratuito di: Progetto Garbatella 20/20 (Università Roma Tre �“ Dipartimento di architettura), Gianni Rivolta, Claudio D'Aguanno, Simone Bobini, Federica Novelli, Luca Nicolini, Serena Della Monica, Casetta Rossa S.P.A., Centro sociale anziani Pullino, CDQ per la cura e la salvaguardia di Garbatella, CSOA La Strada, La Villetta Social Lab, Orti urbani Garbatella, Scout gruppo Roma33, Casa Pecile, Le Ca7 in Action, La Tana del Libro.

Progetto realizzato col finanziamento del bando di Roma Capitale (Municipio Roma VIII) DD n. CM/2035/2019 del 16/10/2019.

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Teatro Palladium
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ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO: esce oggi in una versione inedita il “Va’ Pensiero” di Verdi. Nuove date dell'OPV all'Opera Wed, 18 Dec 2019 11:20:15 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/612009.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/612009.html GDG Press GDG Press

 

Il “Va’ Pensiero” di Giuseppe Verdi  in una versione inedita firmata dall’ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO: un inno alla libertà e all’inclusione

regia di Francesco Cabras

https://youtu.be/h4cEcW8opSY

Annunciate le nuove date de “L’Orchestra di Piazza Vittorio all’Opera”

 

La multietnica Orchestra di Piazza Vittorio, l’ensemble di musicisti che racchiude tutto il mondo, torna ad esplorare in chiave ultra-contemporanea i territori della lirica con uno dei più celebri cori del repertorio operistico, il Va’ pensiero del terzo atto del Nabucco di Giuseppe Verdi.

Il video diretto da Francesco Cabras e online da oggi, gioca sui piani ravvicinati che inquadrano i vari componenti dell’Orchestra, come a voler ribadire che da qualunque parte del mondo si provenga, siamo tutti esseri umani, individui, ognuno con la propria storia, il proprio vissuto, la propria vita. Alle spalle, una tenda mossa dal vento, un richiamo simbolico al drappo di una bandiera, un'esortazione a prendere coscienza che è arrivato il momento di far cambiare aria a chi la sta infettando.

L’OPV si riappropria così di una composizione musicale �“ nell’opera verdiana riferita agli ebrei prigionieri in Babilonia �“ che è un inno malinconico alla patria perduta per dargli una nuova sfumatura di senso: in questo caso la patria perduta non è un passato idealizzato di purezza cui guardare con nostalgia, non è quel sentimento di rivalsa contro la modernità e la globalizzazione che sta animando i sovranismi di mezzo mondo. E' al contrario un canto di speranza, un invito a ritrovare quel senso di comunità, quella civiltà fondata �“ dopo i traumi del nazismo, dell’olocausto e della seconda guerra mondiale �“ sui valori di rispetto della dignità umana, della solidarietà e della convivenza civile, quei valori della nostra Costituzione che soltanto in questi ultimi anni sono stati messi in discussione da narrazioni che hanno trovato terreno fertile nelle contraddizioni della globalizzazione. L’OPV si riappropria così di un patrimonio culturale storico e musicale per restituirlo a noi tutti. Perché l’Orchestra è sì multietnica ma di fatto è italianissima. Una realtà unica al mondo che è per sua natura stessa realtà politica. Come è un atto politico la scelta, oggi, di reinterpretare il Va’ Pensiero, per strapparlo a chi indebitamente in questi anni voleva farlo diventare un inno secessionista.

Questa versione inedita del Va’ pensiero, è inclusa nel repertorio de “L’Orchestra di Piazza Vittorio all’Opera”, concerto che propone le arie tratte dalle opere che negli ultimi dieci anni di attività l’Orchestra ha reinterpretato (Il Flauto Magico e il Don Giovanni di Mozart, la Carmen di Bizet), traendo ispirazione dai musicisti dell’Ottocento che nei vicoli di Napoli rappresentavano le partiture di maggiore ispirazione popolare per coinvolgere le classi meno abbienti. Prossime date dell’OPV all’Opera: 21 febbraio a Pesaro, 6 e 7 marzo a Modena, 8 marzo a Cesena, 9 marzo a Gonzaga (MN) e il 10 marzo a Cremona.

Nata nel 2002 sulla spinta di artisti, intellettuali e operatori culturali con la volontà di valorizzare l’omonima Piazza dell’Esquilino di Roma, per antonomasia il rione multietnico della città, l’OPV ideata e creata da Agostino Ferrente e Mario Tronco, ha accolto dalla sua nascita oltre 100 musicisti provenienti da ogni parte del mondo e da ambiti musicali differenti, la maggior parte dei quali ha trovato proprio nell’Orchestra un’occasione di riscatto e ha acquisito la cittadinanza italiana. 

Il video è stato realizzato grazie al contributo della “Fondazione Cultura e Arte", ente strumentale della "Fondazione Terzo Pilastro �“ Internazionale", presieduta dal Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele. 

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Prossime date de “L’Orchestra di Piazza Vittorio all’Opera”

21 febbraio, Pesaro

6 e 7 marzo, Modena

8 marzo, Cesena  

9 marzo, Gonzaga (MN)

10 marzo, Cremona

ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO

Voce Mama Marjas

Voce Hersi Matmuja         

Voce Houcine Ataa

Voce Carlos Paz Duque    

Pianoforte, sintetizzatore Leandro Piccioni     

Oud, Voce Ziad Trabelsi

Chitarre Emanuele Bultrini

Tastiere Duilio Galioto

Percussioni, Voce Pap Yeri Samb

Percussioni, Voce Raul Scebba

Basso, contrabbasso Pino Pecorelli        

Batteria, Voce Ernesto Lopez Maturell

Info

https://www.orchestrapiazzavittorio.it/

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Giulia Di Giovanni, info@gdgpress.com

Michela Rossetti, 3479951730, gdgpress@gmail.com

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Ariano Folkfestival Winter Edition: dal 27 al 29 dicembre tre giorni di concerti gratuiti nel cuore dell'Irpinia Tue, 17 Dec 2019 14:38:15 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/611828.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/611828.html GDG Press GDG Press

DAL 27 DICEMBRE AL 29 DICEMBRE

TORNA AD ARIANO IRPINO

ARIANO FOLK FESTIVAL WINTER EDITION

  

AFRICA UNITE, PEPPE VOLTARELLI, LENNON KELLY, SOSSIO BANDA

NAPOLI STOCC ‘E PATANE ORCHESTRA, NAPOLI ROCKERS SYNDICATE

 INGRESSO GRATUITO

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Africa Unite e Architorti

Dopo il successo della XXIV edizione dell’Ariano Folkfestival, torna, per il quarto anno consecutivo, l’Ariano Folkfestival Winter Edition, edizione invernale del festival di world, folk e gipsy music che da ormai ventiquattro anni è un appuntamento non solo di musica, ma anche e soprattutto di cultura, inclusione, divertimento e conoscenza di altre tradizioni. La ricerca che consente di attraversare le nazioni e i continenti per portare, poi, ad Ariano Irpino i suoni e le musiche di altre tradizioni non si ferma, ed anche quest’anno regala una tre giorni invernale completamente gratuita. Un progetto, quello della Winter Edition, finanziato dalla Regione Campania con POC 2014/2020 e co-finanziato dal Comune di Ariano Irpino. Dal 27 al 29 dicembre appuntamento a Piazza Enea Franza, meglio conosciuta come Piazzale Calvario dove una tendostruttura riscaldata ospiterà, tra gli altri, Africa Unite, Peppe Voltarelli, Lennon Kelly.

La line up, anche per questa edizione, è stata curata nel dettaglio e soprattutto è stata curata per appagare gusti e udito di tutti coloro che frequentano il festival e per i neofiti dell’evento. Si parte il 27 dicembre con Peppe Voltarelli. Cosentino di nascita, nell’88 si è trasferito a Bologna dove poi ha dato vita al gruppo Il Parto delle Nuvole Pesanti che, con il suo folk in salsa calabrese, ha conquistato l’Italia intera. Da qualche anno continua la sua carriera come solista. A seguire Napoli Stocc ‘E Patane Orchestra, che affonda le sue radici nella tradizione musicale del Sud Italia e, più in generale, del Mediterraneo.

Il 28 dicembre apre la serata la Sossio Banda, considerata tra le proposte musicali più originali nel panorama del nuovo folk mediterraneo: una formazione di sette musicisti guidata da Francesco Sossio, compositore e sassofonista,  che per anni è stata al fianco di Enzo Avitabile. La musica della Sossio Banda nasce da sonorità dell’Alta Murgia pugliese contaminate da molteplici ritmi e suggestioni, attraverso l’utilizzo di strumenti tradizionali e contemporanei. Sul palco sarà poi la volta dei Lennon Kelly. Nati nel 2011 a Cesena, fondono le melodie irlandesi con il punk e il rock, aggiungendo a jigs e reels sfumature elettriche e graffianti su testi a volte cantautoriali,  a volte diretti e rabbiosi.

Il 29 dicembre sarà la volta di un gruppo di giovani musicisti campani uniti dalla smisurata passione per la musica giamaicana: Napoli Rockers Syndicate che, attraverso la musica reggae, esprime sentimenti di uguaglianza, rispetto ed integrazione. Fin dal momento della sua formazione la band si riconosce nel filone musicale Roots Rockers.

A chiudere la quarta Winter Edition dell’AFF sarà una delle band più longeve e rappresentative del reggae made in Italy: gli Africa Unite. Lo scorso 10 maggio è uscito l’album “In Tempo Reale”, un’opera musicale che porta dentro scelte stilistiche coraggiose. Realizzato insieme agli Architorti, un quintetto d’archi dalla formazione classica, tratta il tema attualissimo dei social, della rete e gli effetti, non sempre positivi, della comunicazione 2.0. Sound liquido, basi elettroniche, gli archi sono la nota che non stona. Un album che fotografa l'Italia di adesso, e ne stampa le conseguenze.

Ariano Folkfestival non è solo musica. Come sempre il programma prevede diverse attività collaterali, a conferma della grande onda culturale e di conoscenza che riesce a sollevare: “Racconti di Viaggio”, il 26, 28 e 29 dicembre alle ore 18, è un talk dove i protagonisti del festival si raccontano senza filtri al pubblico in un ambiente intimo e rilassante come la Libreria Guida. “Spazio Teatro”, curato dalla Compagnia Teatrale “La Fermata” e dedicato al teatro, propone il 28 e 29 dicembre alle 18:30 presso il Palazzo degli Uffici in Via D’Afflitto la rappresentazione di “Così parlò Bellavista”. Sono due i locali coinvolti nel festival: l’Ex Corazone presso l’Ex Sanacore in piazzetta Ettore Scola, un posto accogliente, dove poter godere di ottimi aperitivi e ascoltare buona musica aspettando i concerti del Main Stage. E il Loud Sound Bar dove si tiene l’“After Fest”, perché dopo i concerti l’Ariano Folkfestival non si ferma e invita il suo pubblico a trascorrere anche la notte insieme.

Con la sua storia ultraventennale l’Ariano Folkfestival è punto di riferimento, ormai internazionale, nel panorama degli eventi musicali di tutto il mondo. Numeri che parlano da soli. Oltre 20 mila presenze ogni anno, più di 300 artisti ospitati nelle diverse edizioni. E per artisti intendiamo nomi quali Calypso Rose, Calexico, Gogol Bordello, Goran Bregovic, Instituto Mexicano del Sonido, Balkan Beat Box, Tony Allen, Omar Souleyman, 47Soul, Gaye Su Akyol, Mercedes Peón, The Bongo Hop, Eskorzo, Dubioza Kolektiv, solo per citarne alcuni.

Per info:

www.arianofolkfestival.it

info@arianofolkfestival.it

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GIANNI MAROCCOLO: esce oggi per Contempo Records ALONE Vol. III, nuovo episodio del suo "disco perpetuo" Tue, 17 Dec 2019 13:32:24 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/611824.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/611824.html GDG Press GDG Press  

GIANNI MAROCCOLO

Esce oggi 17 dicembre per Contempo Records

ALONE vol. III - Palude

con le illustrazioni di Marco Cazzato
e i racconti di Mirco Salvadori e Nina Maroccolo

https://backl.ink/105461527

 

Copertina di ALONE VOL III Credits artwork: Marco Cazzato

Gianni Maroccolo. Credits Francesco Ballestrazzi

 “Non possiedo nome eppure m’invadono tutti”

Nina Maroccolo

Dopo la gelida tundra e le profondità dell’abisso, è giunto il tempo di attraversare la melmosa palude.

Esattamente un anno dopo l’uscita del primo capitolo, esce oggi 17 dicembre per Contempo Records Alone vol. III, nuova tappa del “disco perpetuo” di Gianni Maroccolo: un progetto musicale che andrà avanti all’infinito (con due release l’anno, il 17 dicembre e il 17 giugno).

Ascolta qui Alone vol. III: https://backl.ink/105461527

Anche questo album è accompagnato dalle splendide illustrazioni, tra cui l’artwork di copertina, dell’artista visivo Marco Cazzato e dai racconti immaginifici dello scrittore e critico musicale Mirco Salvadori. La post-produzione sonora e il mastering sono affidati a Lorenzo “moka” Tommasini, mentre la supervisione è di Alessandro Nannucci, aka il Tozzo.

Palude è il sottotitolo di questo terzo volume, che affronta un tema difficile ed estremamente sensibile: quello della violenza contro i più deboli, in particolare donne e bambini.

Due gli artisti ospiti: l’autore e compositore Luca Swanz Andriolo e Nina Maroccolo, che ispirandosi al tema del disco ha scritto “Non possiedo nome eppure m’invadono tutti”. Un testo che viene recitato da Andriolo in alcuni punti dell’album, facendo scaturire una meditazione introspettiva e di rara impatto emotivo.

L’animale-simbolo scelto per questo terzo capitolo è la libellula, figura dal forte significato simbolico. Questo insetto leggiadro ed elegante, il cui habitat naturale è la palude, nella cultura occidentale è emblema di equilibrio, pace e libertà. Nata come larva nel fondo fangoso di uno stagno, la libellula riesce ad evaderne, trasformandosi in un animale alato in grado di elevarsi da terra. La libellula rappresenta dunque la trasformazione, la ricerca della verità e la transizione dall’infanzia all’età adulta.

La violenza si manifesta in vari modi: fisica, sessuale, psicologica, economica. Chi commette volontariamente atrocità verso chi non è in grado di difendersi è assimilabile a una larva intrappolata in un’oscurità profonda. Difficilmente riesce a fuggire da quell’abisso, a cambiare e spiccare il volo, talvolta non lo vuole neppure.

Il desiderio di vendetta delle vittime è comprensibile ma, come affermava il Mahatma Gandhi, “occhio per occhio, e tutto il mondo diventa cieco”.

Il nostro destino dovrebbe essere quello di Vedere: spesso però siamo imprigionati in noi stessi, stimolati a diventare quelle larve umane immerse nella palude che descrive il Volume III, bloccati come i corpi in fondo al mare narrati nel Volume II o come il solitario bue muschiato perso nella tormenta del Volume I. Questa prigionia, questa tentazione verso il buio e il negativo sono i tratti che legano i tre volumi pubblicati fin qui. Marok li mette in musica per trasformarli in un inno alla Vita, non più alla sua negazione.

La vita della libellula è caratterizzata da due stadi distinti, seppur connessi tra loro: quello di larva e quello di insetto alato. Ecco perché anche il Volume III è suddiviso in due parti (The Slash e Catene), come due movimenti di un’opera anticipati da una breve ouverture (Storia di Loletta, il cui video ha anticipato l’uscita del disco: https://youtu.be/tQLX_xSM8mY ).

Alone vol. III è una sorta di “piccola opera musicale moderna”, che vive e si sviluppa senza soluzione di continuità, come accade nella musica sinfonica e/o in quella elettronica di inizio ’900 o nel minimalismo degli anni ’70/’80.

Era lo strappo, la caduta sul duro pavimento, il primo calcio ricevuto, il dolore atroce, i capelli usati come si usa una corda per trascinare la bestia al macello, erano le bestemmie seguite dal rumore sordo della porta che sbatteva dietro le sue spalle per una, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto, nove, diecimila volte! Era la tenebra della disperazione nella quale riecheggiava il rumore sordo di un primo pugno allo stomaco.

(Mirco Salvadori)

TRACKLIST

LATO A
Storia di Loletta (4’01”)
The Slash (20’59”)

LATO B
Catene (24’07”)

Tutte le composizioni sono di Gianni Maroccolo.
Testo recitato di Nina Maroccolo.

BIOGRAFIE

GIANNI MAROCCOLO

Nasce in Toscana nel 1960, trascorre l'infanzia in Sardegna e si stabilisce a Firenze nei primi anni Ottanta. Studia contrabbasso, musica elettronica e fonologia al Conservatorio e fonda i Litfiba con Piero Pelù, Ghigo Renzulli, Antonio Aiazzi e Ringo De Palma. Nel 1990, produce Epica, Etica, Etnica, Pathos, l'ultimo album dei CCCP. nel 1992, con Giovanni Lindo Ferretti, Massimo Zamboni, Giorgio Canali, Francesco Magnelli, fonda il Consorzio Suonatori Indipendenti (C.S.I.). Parallelamente, nasce il Consorzio Produttori Indipendenti. Nel 2001, i C.S.I. si evolvono nei PGR. Nel 2004, pubblica l'album solista “A.C.A.U. �“ La nostra meraviglia”, con i contributi di Battiato, Pelù, Raiz, Consoli, Donà, Jovanotti, Agnelli e altri. Si unisce ai Marlene Kuntz per due album e un tour. Partecipa a diversi progetti paralleli: sonorizzazioni (con i Masbedo, sopra tutti), il quintetto sperimentale Beautiful (con Howie B), un'etichetta indipendente d'arte (Al-kemi Lab). Con Claudio Rocchi compone e produce “vdb23”. L'album genera il tour “Nulla è andato perso”, documentato dall'omonimo triplo vinile (disco dell'anno 2017 per Classic Rock). Fa parte dei Deproducers, assieme a Vittorio Cosma, Max Casacci e Riccardo Sinigallia. Con loro realizza sonorizzazioni di conferenze scientifiche e colonne sonore. Nel corso della sua carriera si è dedicato anche a innumerevoli produzioni artistiche, ha composto numerose colonne sonore per cinema e teatro e ha svolto diverse attività didattiche. Il progetto più recente è “Alone”: un album “perpetuo” suddiviso in capitoli pubblicati con cadenza semestrale.

MIRCO SALVADORI

Mirco Salvadori nasce e vive a Venezia. È DJ e conduttore radiofonico indipendente dai primi '80 fino alla fine del primo decennio del 2000. Assieme a Massimo Caner crea lo storico programma radiofonico “Nocturnal Emission”. Critico musicale (area elettronica, di ricerca, raramente rock), collabora dal 1983 con il mensile Rockerilla, dove cura anche una pagina sul suono in modalità Creative Commons, scaricabile gratuitamente e legalmente. Scrive come freelance per web-zines musicali come Sherwood.it/Diserzioni, è co-owner e art-director delle etichette digitali indipendenti Laverna e Falerna. Libero scrittore, ha pubblicato racconti e articoli sul blog letterario collettivo Nazione Indiana e sulla rivista internazionale SUD. Nel 2016, pubblica la sua prima raccolta intitolata “Hazkarà” (13_Silentes) con l'apporto musicale di Gigi Masin e le fotografie di Stefano Gentile e Monica Testa. Un racconto scritto a quattro mani assieme a Francesco Forlani appare nella raccolta “Deaths in Venice” curata da Laura Liberale per Carteggi Letterari. In uscita con una nuova incursione letteraria in compagnia di Francesco Forlani all’interno del progetto poetico “Inside-me” ideato e curato da Laura Liberale

MARCO CAZZATO

Marco Cazzato nasce nel 1975. Vive e lavora a Torino. Collabora, negli anni, con La Stampa, Tuttolibri, Einaudi, Corriere della Sera, Il Sole 24Ore, GRRRz Comic Art Books, Slow Food, Penguin Random House, Linus, Sony, Baldini Castoldi Editore,  ANIMAls Coniglio Editore, Torino Film Festival, Stresa Festival, Teatro Metastasio e molti altri. Nel 2010 esce per Grrrzetic Editore il suo libro Mood, un’antologia ragionata sugli stati d’animo. Nel 2016 il suo ultimo libro Album per GRRRz Comic Art Books. Tra le collaborazioni in ambito musicale ha realizzato le copertine dell’album “Canzoni per un figlio” dei Marlene Kuntz , di  “C’eravamo abbastanza amati” di Luci della centrale elettrica e “Alone” di Gianni Maroccolo. Sempre per i Marlene Kuntz, ha curato il video “Il Partigiano” per la regia di Flavio Nani, mentre per Gianni Maroccolo ha curato insieme a Michele Bernardi il video in animazione de ” l’ Altrove”. Ha realizzato inoltre  manifesti e curato l’immagine per molti eventi, tra i quali il Torino Film Festival 2011 e per La Traviata di Giuseppe Verdi e Tosca di Giacomo Puccini per la Stagione lirica di Spoleto 2012 e 2013, Guido Catalano Tour e molti altri. Best Illustrations European Newspaper Award 2014. Gold Medal ( editoria e periodici) Annual Autori di Immagini 2015.

ALESSANDRO NANNUCCI

Alessandro Nannucci, universalmente noto con il soprannome di Tozzo, nasce a Firenze l’otto febbraio dell’anno in cui l’Arno strabocca. Inizia a occuparsi di musica estrema nel 1982, lanciando la fanzine “Molten Metal”, che si occupa di Thrash Metal, Hardcore, Crossover, Punk. Questa avventura editoriale prosegue per due anni e pubblica sette numeri, diventando anche un programma radiofonico. Nel corso del tempo, si trasforma in una casa discografica ancora in vita a Londra, la seconda casa di Tozzo. Alla fine degli anni '80 lavora come roadie al seguito di artisti come Joe Cocker, Miles Davis, Andy Summers, Zucchero e altri. Nel 1991 inizia a lavorare per Contempo International, che abbandona dopo un paio d'anni per specializzarsi nelle ristampe in vinile di marchi come Get Back, ESP-Disk ed Earmark. Di quest'ultima etichetta (creata in joint veture con Sanctuary) rimane label manager fino alla fine. Parallelamente, si occupa anche di management. Dopo una parentesi di vita a Praga, rientra a Contempo circa cinque anni fa e fa ripartire la casa discografica assieme a Giampiero e Marco Barlotti. Il resto lo sapete.

Info
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