Comunicati.net - Comunicati pubblicati - switchup Comunicati.net - Comunicati pubblicati - switchup Thu, 03 Dec 2020 08:56:31 +0100 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://content.comunicati.net/utenti/19140/1 I vantaggi dell'uso della carta termica per il commercio al dettaglio Wed, 11 Nov 2020 15:04:34 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/varie/671742.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/varie/671742.html switchup switchup Con ogni probabilità, hai un cassetto o uno schedario colmo di ricevute e scontrini vari. Forse non lo sai, ma tutti questi documenti sono fatti con la carta termica. La caratteristica principale di questo tipo di carta è il fatto che può cambiare colore se viene esposta a una fonte di calore intenso - questo, quindi, avviene senza l'uso di nessun inchiostro.

Per imprimere nel modo corretto l'immagine sulla carta termica occorre avvalersi di una stampante termica. Molti dispositivi in uso nelle attività di vendita al dettaglio incorporano una stampante termica: per esempio, è il caso dei registratori di cassa, dei terminali per le carte di credito e dei dispositivi POS (Point of Sale).

A differenza dei normali rotoli di carta, i rotoli di carta termica hanno una superficie rivestita con sostanze chimiche e coloranti. Quando la testina della stampante sfiora questa superficie, ecco che avviene la reazione: il colorante si attiva e sul supporto di carta resta impressa l'immagine che si desidera stampare.

Perché molte imprese preferisco usare la carta termica per emettere scontrini e ricevute fiscali? Esistono diversi vantaggi. Fra i più importanti, è il fatto che la carta termica assicura un risultato più preciso e di buona qualità rispetto alla carta standard. Per un negozio di vendita al dettaglio che si trova a dover stampare decine di ricevute su carta ogni giorno, è essenziale che ogni documento sia perfettamente leggibile, senza eccezioni, cosa non sempre possibile con i rotoli di carta standard - in questi casi, sono piuttosto frequenti macchie d'inchiostro e altre sbavature che possono compromettere la validità del documento stampato.

Un altro vantaggio affatto trascurabile è rappresentato dalla velocità di stampa. La stampante comune impiega più tempo per stampare un qualunque documento, poiché usa i nastri per trasferire l'inchiostro sulla carta.

Al contrario, le stampanti termiche producono l'immagine a una velocità maggiore - di solito, basta qualche frazione di secondo. Il risultato è un'immagine senza sbavature, realizzata in breve tempo - l'immagine si asciuga in modo molto rapido.

Vogliamo poi parlare dei costi? La stampa termica ha il pregio notevole di richiedere una manutenzione ridotta. Anzitutto, chi usa una stampante termica non deve sostituire le cartucce d'inchiostro ogni volta che il colore si esaurisce.

Il costo d'uso di questa tecnologia è inferiore rispetto a quella della stampa con inchiostro, poiché una stampante termica è composta da meno parti. Tutto questo assicura meno guasti e, quindi, meno interventi necessari.

Infine, come già detto, la stampa termica non richiede l'uso dell'inchiostro. Hai idea di quanto costi ogni volta acquistare o ricaricare una o più cartucce d'inchiostro? Ebbene, con una stampante termica, questi costi si azzerano. Basta una pulizia periodica della testina per avere sempre stampe precise, veloci e affidabili.

Questo articolo è offerto da Rotolificio Bergamasco, azienda lombarda da oltre 40 anni specializzata nella produzione di rotoli di carta termica per ogni uso.

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Progettazione di edifici passivi: la nuova frontiera del comfort abitativo Wed, 04 Nov 2020 17:33:37 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/edilizia/670354.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/edilizia/670354.html switchup switchup  

Gli edifici passivi (Passive House) sono costruzioni che assicurano il benessere termico senza produrre energia sfruttando i combustibili fossili, o comunque utilizzandoli in maniera veramente molto trascurabile.

Gli edifici passivi sono chiamati in questo modo perché la somma degli apporti passivi di calore dell'irraggiamento solare trasmessi dalle finestre e il calore interno generato dagli elettrodomestici e dagli occupanti stessi sono quasi sufficienti a compensare le perdite dell'involucro durante la stagione fredda.

 

Ma allora, come funziona una casa passiva?

Un edificio passivo ricava l’energia necessaria a pareggiare il bilancio termico con sistemi non convenzionali, quali possono essere i pannelli solari o una pompa di calore per riscaldare l’aria dell’impianto di ventilazione controllata a recupero energetico.

Un impianto di riscaldamento convenzionale può essere addirittura eliminato se il fabbisogno energetico dell’edificio è molto basso, convenzionalmente inferiore a 15 kWh al m² anno. Queste prestazioni si ottengono con una progettazione molto attenta, specie nei riguardi del sole, stando ben attenti all’isolamento termico e alle murature perimetrali, così come al tetto e alle superfici vetrate.

La collocazione geografica è un altro fattore di grande importanza nella progettazione di edifici certificati passivi, perché a seconda della loro posizione cambiano le “specifiche tecniche” del fabbricato. L’impostazione di base, però, non cambia: lo standard per una casa passiva costruita in Europa in termini di consumo totale di energia è inferiore a di 40 kWh per metro quadro all'anno, compreso il riscaldamento, l'acqua calda e i normali consumi elettrici dell'illuminazione e degli elettrodomestici.

 

Caratteristiche di costruzione

Lo standard di casa passiva non ha specifiche richieste formali o materiche; si raggiunge solo attraverso il soddisfacimento dei suoi requisiti prestazionali. Tutte le possibilità sono ammesse. Ogni proprietario può trovare la sua particolare soluzione per la difesa del clima e per la sostenibilità, ma sempre ottenendo altissimo comfort e senza rinunce.

Di base, un edificio passivo si costruisce seguendo alcuni standard:

·         Per garantire un buon isolamento termico, tutti i componenti della struttura esterna della casa sono isolati fino a raggiungere valori di max. U 0,15 W/(m2K). La forma compatta di questi edifici favorisce l’isolamento.

·         Orientamento verso sud e ombreggiatura, perché l’utilizzo passivo dell'energia solare è un fattore determinante nelle case passive.

·         Vetri e infissi ad alta efficienza energetica: le finestre (sia per quello che riguarda la struttura che la vetratura) devono avere un valore di U non superiore a 0,80 W/(m2K), con un coefficiente di guadagno solare intorno al 50%.

·         Impermeabilità all'aria della struttura esterna: le perdite di aria attraverso fessure e giunti devono essere meno di 0,6 volte il volume totale della casa per ogni ora.

·         Preriscaldamento passivo dell'aria fresca: l’aria fresca può essere introdotta nella casa attraverso condotti sotterranei che effettuano uno scambio di calore con il suolo.

·         Recupero di calore dall’aria in uscita attraverso uno scambiatore di calore aria-aria: buona parte del calore contenuto nell’aria calda espulsa dalla casa viene trasferito all’aria fresca in ingresso, con un recupero di circa l'80% del calore.

·         Produzione di acqua calda attraverso energia rinnovabile, quindi pannelli solari o pompe di calore.

·         Elettrodomestici a basso consumo, indispensabili in una casa passiva.

 

 

Ok, ma chissà quanto costa un edificio passivo!

Una casa passiva progettata attentamente costa il 3 o 5% in più rispetto ad una costruita in edilizia tradizionale. La valutazione costi/benefici, invece è totalmente a favore di questo tipo di costruzioni, sia dal punto di vista dei costi manutentivi e d’esercizio che per il grado di sostenibilità ambientale.

Il valore economico delle costruzioni, che nel caso di una passive house è intrinseco della costruzione, si rafforza ogni giorno di più sul mercato immobiliare. L’investimento nel comfort e nell’efficienza energetica ha come risultato quello di aumentare il plusvalore del settore edile e di creare nuovi e qualificati posti di lavoro per il mercato nazionale.

 

Un comfort abitativo stellare

Siamo la Indoor Generation: la generazione che ha scelto di vivere al chiuso. Per questo è importante ripensare completamente al nostro modo di abitare: negli edifici passivi il benessere abitativo, la tecnologia e il rispetto dell'ambiente si intrecciano indissolubilmente per dare vita a concetti abitativi funzionali e all'avanguardia.

Il fatto poi, che un edificio del genere abbia bisogno di pochissima energia per riscaldarsi, assicura un risparmio in bolletta notevole e una qualità della vita decisamente migliore: avere più denaro da spendere per altre piccole soddisfazioni personali è sicuramente un modo per essere felici!

 

 

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Come scegliere l’affettatrice domestica: caratteristiche da tenere a mente Thu, 17 Sep 2020 16:50:39 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/alimentari/661293.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/alimentari/661293.html switchup switchup L’affettatrice è uno strumento utilissimo per tagliare in fette sottili non solo salumi e formaggi, ma anche pane, verdura e frutta. Il tutto senza sforzo, in pochissimo tempo e in modo decisamente più preciso di quanto si potrebbe fare con un coltello.

Molti pensano che l’affettatrice sia adatta solo a salumerie, negozi di alimentari e ristoranti, ma non è assolutamente vero: in commercio si trovano modelli di affettatrici di design poco ingombranti e facili da utilizzare.

Come scegliere l’affettatrice che risponde meglio alle proprie esigenze? In effetti, esistono molte tipologie di affettatrice: elettriche, manuali, verticali, a gravità… Inoltre, i modelli differiscono per la potenza del motore, per il tipo di lama e per la struttura complessiva dello strumento.

 

Il primo elemento da valutare è la tipologia di affettatrice. In base al funzionamento, se ne distinguono due tipi:

  • affettatrici elettriche, dotate di un motore alimentato da energia elettrica. Hanno un cavo e una spina da attaccare alla presa della corrente. Quelle per uso domestico sono in genere di piccole o medie dimensioni, facili da spostare nonostante il filo, e facili da utilizzare anche se non si è esperti. Ovviamente, la potenza e il consumo dipendono dal wattaggio del motore. Siccome la lama si muove in automatico, una volta avviato l'apparecchio, è importante verificare che sia presente un sistema di sicurezza che ne blocchi il funzionamento in caso di incidenti
  • affettatrici manuali, dotate di una ruota con manopola (detta volano), che va fatta girare manualmente, data l'assenza di motore. Il loro principale vantaggio è che non consumano energia elettrica e possono essere posizionate in qualsiasi punto della cucina, non avendo il filo. Tuttavia, sono più pesanti e difficili da utilizzare rispetto a quelle elettriche, perché richiedono un certo sforzo nel girare il volano. Per questo sono poco diffuse in ambito domestico.

 

Oltre che in base al funzionamento, le affettatrici si classificano anche in base all'inclinazione della lama. Le tipologie sono due:

  • affettatrici verticali, con lama posizionata verticalmente, perpendicolare al piatto d'appoggio. Per raccogliere le fette, senza ferirsi le dita con la lama, è necessario utilizzare un'apposita pinza, come fanno i salumieri. Le affettatrici di questo tipo sono poco sicure per chi non è esperto, quindi sono sconsigliate per uso domestico;
  • affettatrici a gravità, in cui la lama è leggermente inclinata e quindi non perpendicolare al piatto. Grazie a questa angolazione, la forza di gravità fa ricadere automaticamente le fette sul vassoio. Le affettatrici di questo tipo sono più sicure rispetto a quelle manuali, perché non bisogna avvicinare le mani alla lama.

 

 

Motore e lama

Nel caso delle affettatrici elettriche, bisogna valutare la potenza del motore, da cui dipendono i consumi, ma anche il tipo di alimenti che è possibile affettare e per quando tempo si può tenere in funzione l'apparecchio.

Maggiore è la potenza del motore, maggiore è la forza con cui gira la lama, che è quindi in grado di tagliare vari tipi di alimenti, dai salumi al pane duro. Inoltre, un'affettatrice con motore potente è più facile da utilizzare, perché affetta con poco sforzo e velocemente, e può essere utilizzata a lungo, fino a 20 minuti consecutivi, senza surriscaldarsi.

Ovviamente, per essere efficace un'affettatrice non deve avere solo un motore potente, ma anche una lama affilata. Gli elementi da prendere in considerazione per valutare la qualità della lama sono:

·         il diametro: di solito, le affettatrici domestiche hanno una lama che va dai 17 ai 30 mm

·         il profilo, che può essere liscio o ondulato: quelle con profilo liscio servono ad affettare salumi e formaggi, quelle con profilo ondulato sono ideali per il taglio di pane e verdure

·         lo spessore del taglio: dipende dalla distanza tra la lama circolare e la vela, cioè la parte su cui scivola il prodotto. Nella maggior parte delle affettatrici da casa, lo spessore del taglio è tra i 15 e i 20 mm.

Struttura complessiva dello strumento e sicurezza

Nel valutare la struttura complessiva dello strumento, bisogna tenere in considerazione l’ingombro complessivo, ovvero la grandezza dell’apparecchio, ma anche il piatto scorrevole su cui si appoggiano gli alimenti da affettare. Inoltre, gli accessori aggiuntivi dell’affettatrice sono un elemento da considerare in fase d’acquisto, poiché il loro utilizzo migliora le prestazioni della macchina.

Anche la sicurezza è molto importante, soprattutto se non si è pratici con l'uso dell'affettatrice. Innanzitutto, verificate che sulla confezione del prodotto sia presente il marchio CE, che ne assicura la conformità agli standard di sicurezza imposti dall'Unione Europea.

 

Il prezzo: non sempre il risparmio è un affare

Ovviamente non si può valutare il prezzo di un’affettatrice in senso assoluto, perché dipende da troppe variabili. Un consiglio che possiamo darvi, però, è quello di valutare la possibilità di acquistare un’affettatrice tenendo conto della sua qualità, quindi tenendo in considerazione tutte le caratteristiche descritte finora.

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Durometri per compresse: scegli l’affidabilità di Emme 3 Fri, 28 Aug 2020 16:58:20 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/varie/657828.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/varie/657828.html switchup switchup Emme 3, rivenditore esclusivo dei durometri Erweka 
Dal 2010 Emme si occupa della distribuzione nel nostro Paese e nel Canton Ticino dei durometri per compresse Erweka. Grazie alla formazione e all’aggiornamento continuo il team dell’azienda dedicato ai prodotti del catalogo è in grado di accompagnare i propri clienti nella scelta del prodotto più adatto alle loro esigenze. Il catalogo dei prodotti di Erweka si aggiorna costantemente e il team Emme 3 fornisce il migliore supporto tanto sulle ultime novità, quanto sui prodotti più datati.
Ogni modello di durometro digitale a catalogo può essere personalizzato dai clienti con più opzioni per ottimizzare al meglio l’operatività. I modelli si differenziano per il loro grado di automazione e differenti funzionalità software. Multicheck 5.1 è il sistema dedicato a clienti con grandi output di dati ed elevate esigenze di automazione. Il sistema è in grado di smistare i campioni gestiti dal durometro digitale e determinarne ogni caratteristica automaticamente.
Gli apparecchi della serie TBH sono invece strumenti da banco di dimensioni ridotte, facili da utilizzare e da spostare. Oltre alla configurazione base, possono essere dotati di moduli accessori per la lettura di peso, spessore e diametro/lunghezza delle compresse.

Durometri per compresse: a cosa servono?

I durometri per compresse sono strumenti dedicati alla misurazione della durezza delle compresse farmaceutiche.
Come abbiamo già avuto modo di vedere, i durometri per compresse vengono proposti sul mercato in due versioni: una a basso costo e con esecuzione manuale, l’altra a costo più elevato, ma automatizzata nell’esecuzione del test e posizionamento manuale della compressa.
Per scegliere il durometro per compresse più adatto alle esigenze del tuo laboratorio rivolgiti ai professionisti di Emme 3!
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Stampanti 3D: le novità del mercato Tue, 07 Jul 2020 15:56:32 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/varie/649284.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/varie/649284.html switchup switchup  

Stratasys: quando i veri leader anticipano il mercato

 

Quello delle stampanti 3D è un mercato in continua evoluzione. I modelli a oggi in commercio sono quanto di più innovativo si possa chiedere per il campo della prototipazione rapida. Sappiamo però che dei veri leader si distinguono dagli altri anche perché sanno anticipare le richieste del mercato e arrivare là dove nessuno è ancora arrivato. 

È il caso di Stratasys, leader mondiale nella progettazione e produzione di modelli di stampanti 3D che da sempre si distingue per proposte all’avanguardia in grado di aprire al mercato nuove strade.

 

3D J55: tecnologia e innovazione a un prezzo ragionevole

 

L’ultima arrivata in casa Stratasys è la stampante 3D J55: un vero esempio di innovazione e ricercatezza in grado di esplorare nuovi confini. Il nuovo modello è pensato per rispondere a esigenze lavorative specifiche di progettisti e designer che da oggi a un prezzo ragionevole possono acquistare uno strumento di dimensioni ridotte (occupa infatti solo 0,43 m2), ma dalle ottime prestazioni a sonorità ridotta. 
J55 è infatti in grado di utilizzare cinque materiali di stampa in simultanea (consentendo di ridurre a zero il tempo di fermo della macchina per cambio materiale) e fino a 500 mila colori per restituire un prodotto finito dalle texture realistiche.
Con il nuovo modello di stampante 3D J55 Stratasys si spinge ancora più in là e oltre alle specifiche tecniche di stampa ne migliora anche l’esperienza utente grazie al costante supporto del software GrabCAD Print, che consente un’importazione diretta dei comuni file CAD, e al controllo da remoto che consente il monitoraggio delle operazioni anche a distanza.  
Overmach S.p.A. è un’azienda specializzata nella vendita di stampanti 3D a Parma e rivenditore di soluzioni Stratasys. 
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Edifici a energia quasi zero: l’edilizia che cambia per tutelare l’ambiente Thu, 18 Jun 2020 09:30:41 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/edilizia/645997.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/edilizia/645997.html switchup switchup L’attenzione sul tema dell’efficienza energetica cresce sempre di più: per questo oggi si parla di edifici NZEB o a energia quasi zero. Ogni Paese dell’UE ha recepito le direttive europee e definito criteri e requisiti per la realizzazione di questi edifici a basso impatto ambientale.

In seguito alla crisi energetica verificatasi negli anni ’70, si è definito sempre più il concetto di sviluppo sostenibile nell’edilizia e si è diffusa la sensibilità al tema del risparmio energetico. Da quel periodo ad oggi la strada percorsa a livello normativo è stata moltissima, tanto che si è arrivati all’obbligo di costruire, a partire dal 2021, solo edifici a energia quasi zero.

 

Definizione del termine NZEB

NZEB è l’acronimo dell’inglese Nearly Zero Energy Building, che tradotto letteralmente in italiano significa edifici a energia quasi zero.

Un edificio a energia quasi zero ha prestazioni elevatissime, che riduce il più possibile i consumi di energia per il suo funzionamento e l’impatto nocivo nei confronti dell’ambiente. In pratica, un edificio NZEB ha una domanda energetica per riscaldamento, raffrescamento, ventilazione e produzione di acqua calda sanitaria vicina allo zero. L’efficientamento energetico non riguarda solo gli edifici di nuova costruzione: anche un edificio in edilizia tradizionale può essere trasformato in un edificio NZEB!

Il termine NZEB è stato utilizzato per la prima volta nel pacchetto di direttive europee EPBD (Energy Performance Building Directions) del 2010: dal rilascio del pacchetto, gli stati membri dell’Unione hanno dovuto impegnarsi nell’introduzione di normative nazionali volte alla promozione di un’edilizia più efficiente a livello energetico.

Le direttive specificano il termine ultimo, fissato al 2021 per l’edilizia privata e al 2018 per quella pubblica, entro il quale tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere NZEB. Le direttive contengono la definizione di NZEB ma lasciano margine di manovra agli stati nell’individuazione delle caratteristiche che definiscono un edificio NZEB e nella sua realizzazione, per salvaguardare tradizioni e specificità locali.

In Italia la prima legge a regolare l’efficienza energetica degli edifici è il D.lgs. 192/2005, successivamente modificato dal Decreto Legge 63/2013 e divenuto legge 90/2013, con la quale sono state inserite delle integrazioni richieste dalle direttive EPBD. Con l’entrata in vigore del DM 26 giugno 2015, che definisce le caratteristiche che un edificio deve rispettare, dei requisiti prestazionali minimi, per essere un edificio a energia quasi zero, si è finalmente definito il quadro normativo degli edifici NZEB in Italia.

 

Come è fatto un edificio NZEB?

La costruzione di questa tipologia di edificio non è sottoposta ad una regola univoca: basta rispettare alcuni principi. Ad esempio, bisogna prestare massima attenzione al contesto climatico e ambientale: la forma, l’orientamento e la struttura dell’edificio vanno progettate in base all’irraggiamento, i venti, le temperature e gli ombreggiamenti.

Un edificio NZEB deve saper immagazzinare il calore in inverno ma saperlo rigettare in estate: per questo è opportuno garantire una buona ventilazione naturale, il raffrescamento passivo, una buona illuminazione naturale e fare in modo che le dispersioni siano ridotte allo zero.

Un edificio a energia quasi zero deve tenere conto delle stagioni: in inverno dovrà essere in grado di sfruttare al massimo la luce e il calore solari, in estate dovrà respingerli con un buon isolamento termico e sistemi di ombreggiamento efficienti.

L’energia necessaria al funzionamento dell’edificio può essere fornita da fonti rinnovabili; inoltre, il monitoraggio dei consumi e un sistema domotico permettono di raggiungere livelli di efficienta davvero molto alti.

 

Edifici NZEB in Italia

Nel nostro Paese è attivo un Osservatorio Nazionale degli Edifici a Energia Quasi Zero promosso da Enea, che ha lo scopo di censire e monitorare la costruzione di queste opere. Oltre ad avere uno spaccato sullo stato dell’arte, l’osservatorio vuole poter fornire agli esperti del settore una base di materiale utile alla costruzione di nuovi edifici, con informazioni, case study e procedure.

Si stima che attualmente in Italia esistano tra i 650 e gli 850 edifici NZEB, per lo più nel Nord Italia.

Un esempio di edificio residenziale a energia quasi zero è Casa sul Parco di Montanari Costruzioni S.r.l., realizzato a Fidenza (PR) e inaugurato nel 2018.

(immagini)

Questo complesso di abitazioni private (10 in totale) è stato costruito nel centro storico della città, in totale armonia con il paesaggio naturale e urbano esistente e dotato di tutte le caratteristiche NZEB. Casa sul Parco è in grado di provvedere a se stessa: produce energia per il suo funzionamento e immagazzina quella in eccesso, senza sprechi.

L’edificio non soltanto è green, ma anche esteticamente molto attraente: costruzioni di questo tipo non sono più appannaggio dei Paesi del Nord Europa, ma possono e devono essere realizzati anche in Italia!

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Condizionatore inverter o tradizionale? Differenze e convenienza Wed, 17 Jun 2020 10:00:43 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/edilizia/645738.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/edilizia/645738.html switchup switchup È meglio un condizionatore tradizionale on/off oppure un condizionatore inverter? Quali sono le differenze tra i due sistemi e che convenienza c’è a scegliere uno all’altro?

 

Chiariamo innanzitutto la differenza fondamentale che intercorre tra le due tipologie di condizionatore: un climatizzatore tradizionale lavora a potenza erogata, cioè regola la temperatura attraverso l’accensione o lo spegnimento del compressore. Un condizionatore inverter, invece, lavora a potenza erogata variabile in funzione della temperatura dell’ambiente da raffreddare o riscaldare: ovvero, è in grado di modificare la potenza erogata.

Ma come funziona realmente in condizionatore inverter?

I sistemi inverter raggiungono molto velocemente la temperatura ambiente desiderata, con un consumo di energia elettrica decisamente ottimizzato: una volta raggiunta la temperatura ideale, infatti, il condizionatore inverter rallenta la velocità e funziona al minimo, mantenendo la temperatura impostata costante. Così facendo, non consuma energia per fermarsi e poi ripartire: i condizionatori inverter permettono un risparmio del 30% ogni 8 ore di utilizzo, rispetto a un climatizzatore tradizionale.

Gli inverter hanno una tecnologia “modulante” e funzionano tramite una centralina elettronica. Il compressore produce aria fredda oppure aria fredda e calda, se si tratta di un condizionatore inverter a pompa di calore: questo è associato a un sistema elettronico che eroga solo la potenza necessaria per raggiungere la temperatura richiesta e gestisce la risposta del compressore in base al fabbisogno di freddo della stanza. La potenza erogata quindi è maggiore o minore in base a quanto richiesto dall’ambiente in cui il condizionatore è posizionato.

Differenza tra condizionatore tradizionale e inverter

Tornando alle differenze tra le tipologie di condizionatori, possiamo senza dubbio elencarne 3:

Consumi di energia

In un condizionatore con sistema di controllo inverter, la velocità di rotazione del compressore viene regolata costantemente: questo permette di avere prestazioni ottimali in qualsiasi condizioni di impiego, rispetto a un climatizzatore normale. Nei modelli di condizionatori on-off, i consumi energetici sono più elevati perché il compressore, appena viene acceso l’apparecchio, lavora al massimo della potenza fino allo spegnimento e riparte al massimo quando la temperatura impostata non coincide con quella della stanza.

Benessere

Un climatizzatore inverter assicura un comfort maggiore, poiché la temperatura si mantiene costante con buona precisione.

Rumorosità

L’inverter è più silenzioso, perché una volta che l’ambiente ha raggiunto la temperatura desiderata, il climatizzatore inverter rallenta, e quindi è meno rumoroso. Il condizionatore tradizionale on/off, invece, continua a funzionare alla massima potenza oppure si spegne se la temperatura è nel range di tolleranza.

Quando conviene acquistare un condizionatore inverter?

Il condizionatore inverter è consigliato per coloro che usano il condizionatore per molte ore di fila al giorno: anche se al momento dell’acquisto andrai incontro ad un costo leggermente più alto rispetto ad un condizionatore tradizionale, questo verrà ammortizzato nella bolletta della luce, poiché la quantità di energia elettrica consumata sarà minore.

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Affettatrici a volano: non solo Berkel! Mon, 15 Jun 2020 17:17:48 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/alimentari/645330.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/alimentari/645330.html switchup switchup Se si pensa alle affettatrici a volano la nostra mente vola a Berkel e alle sue invenzioni: il settore della lavorazione delle carni deve molto al macellaio olandese, ma grandi esempi di realizzazione di affettatrici a volano si trovano anche nella nostra Italia.

Per capire di più di questo grande strumento di lavoro occorre ritornare al quel lontano 1898, quando Wilhelmus Adrianus van Berkel fonda a Rotterdam la prima fabbrica di affettatrici a volano della storia. L’invenzione risale a qualche anno prima: Berkel era poco più che ventenne quando gli venne l’idea che rivoluzionò la sua vita e quelle dei macellai dopo di lui. Sostanzialmente, l’affettatrice di Berkel funziona in un modo molto semplice: una lama concava in grado di ruotare perpendicolarmente contro un piatto mobile, che scorre avanti e indietro.

L’invenzione di Berkel è il frutto di una necessità trasformata in virtù: egli era un macellaio con una grande passione per la meccanica, che voleva tagliare la carne più velocemente e in maniera più pratica senza ricorrere all’uso del coltello. Da questa intuizione sono trascorsi 120 anni e moltissime altre aziende hanno sfruttato l’invenzione di Berkel per produrre affettatrici a volano.

 

A Parma, ad esempio, Poligoni Design produce la Tomaga Imperial I33, un’affettatrice meccanica a volano dalle altissime capacità di taglio e ispirata, a sua volta, a un’affettatrice prodotta negli anni Cinquanta dai fratelli Allegri, L’Artigiana B33. La Tomaga Imperial I33 è una versione vintage e “stilizzata” de L’Artigiana; destinata ad una clientela di privati e professionisti, lo strumento ha un’estetica incomparabile.

 

 

Vediamo le caratteristiche tecniche dell’affettatrice Tomaga Imperial I33:

-          Struttura in ghisa

-          Lama concava in acciaio temprato, con diametro da 330 mm

-          Capacità circolare di taglio: 235 mm

-          Sistema di protezione della lama

-          Sistema di scorrimento con carrello su cuscinetti con guida autopulente

-          Spessore di taglio: 0-20 mm

-          Cromature e parti metalliche lucide a specchio

-          Maniglie in legno sagomato e verniciato

-          Volano decorato con decori in ottone

-          Vano segreto con contenitore d’olio lubrificante

-          Certificazione CE contatto con gli alimenti: 2002/72/EEC, Regl 1935/2004/EEC, 2002/95/CE (ROHS), 2006/42/EEC

-          Affilatoio incorporato

-          Dimensioni esterne: L. 808 X l. 592 X H. 616 mm

-          Peso: 55 Kg

 

La Tomaga Imperial I33 è disponibile in varie colorazioni e finiture; fa parte della Linea Tomaga Industries, nella quale troviamo anche altri interessanti prodotti dedicati al mondo del food, come il Tagliere Tomaga Mastercut, il set di coltelli composto dal coltello da disosso, il coltello per taglio a mano e acciarino (completi di custodia in cuoio scamosciato), e il piedistallo in ghisa per l’affettatrice Imperial I33.

 

Per info e contatti: www.poligoni.eu

 

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Spedizione pacchi: la proposta di Transmart Fri, 29 May 2020 11:54:45 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/trasporti/641627.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/trasporti/641627.html switchup switchup Questi mesi di pandemia hanno reso il servizio di spedizione pacchi ancora più importante e necessario nella vita di tutti noi. Ma quali sono le caratteristiche di questo servizio nel post emergenza e le proposte messe in campo dai leader del settore?

 

I punti principali post emergenza Covid-19

 

Quello delle spedizioni e della logistica è stato uno dei settori meno colpiti dall’emergenza sanitaria. Durante il periodo di lock down infatti ha proseguito in maniera regolare le proprie attività, seppur con qualche cambiamento. Alcune limitazioni e normative hanno infatti costretto i corrieri ad adeguarsi a nuove modalità per svolgere il loro lavoro. Tra questi, la decaduta necessità di firmare il ritiro del pacco da parte del ricevente, soprattutto per adeguarsi a un’altra importante novità: mantenere almeno un metro di distanza tra le persone, in questo caso tra chi effettua la consegna e chi al riceve.


Non dimentichiamo poi che per alcune zone d’Italia duramente colpite dall’emergenza sanitaria il servizio di spedizione pacchi era stato momentaneamente sospeso proprio per limitare la diffusione del virus. Un lento ritorno alla normalità anche in queste aree ha permesso una ripresa delle attività di spedizione.


Durante questo periodo di emergenza si è registrato inoltre un aumento delle tariffe di spedizione. Questo incremento naturale e del tutto previsto è giustificato dall’aumento delle spese di sanificazione che le aziende di trasporto hanno dovuto sostenere per rendere mezzi e luoghi adibiti alle attività.


Transmart: una realtà dinamica per spedizione pacchi in tutto il mondo

Transmart Srl è un’azienda che si occupa di spedizione pacchi a Parma e Piacenza. L’azienda mette a disposizione dei propri clienti un ampio ventaglio di soluzioni per offrire un servizio adeguato alle esigenze di tutti.

Collegandosi all’area riservata del sito web si ha la possibilità di mettere a confronto i prezzi dei principali corrieri nazionali e internazionali e scegliere la soluzione più adeguata e conveniente. 

Il servizio di spedizione pacchi di Transmart è attivo in tutto il mondo e permette ai clienti di spedire a prezzi contenuti tutto ciò che desiderano grazie a un’unica piattaforma e a un unico interlocutore. Transmart infatti si fa carico della contrattazione delle tariffe con i migliori corrieri sul mercato, forte dei grandi volumi di spedizioni gestite e del loro smistamento.


Oltre al servizio di spedizione pacchi Transmart mette a disposizione dei propri clienti: 

- carichi parziali

- carichi completi

- logistica integrata

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Macchine utensili: Overmach Spa riapre dopo l’emergenza Wed, 06 May 2020 15:58:33 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/varie/635333.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/varie/635333.html switchup switchup La ripartenza dopo l'emergenza

 

Overmach Spa, importante punto di riferimento per la vendita di macchine utensili a Parma, ha finalmente riavviato le proprie attività dopo l’emergenza COVID-19. 

    
In data lunedì 4 maggio infatti, come da Decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri del 26 aprile 2020, il Gruppo ha potuto riprendere le proprie attività.  
I reparti e le divisioni dell’azienda tornano quindi a essere operativi dopo la chiusura imposta dall’emergenza sanitaria.

Grande attenzione da parte del Gruppo per il rispetto delle norme sanitarie e per i protocolli di sicurezza al fine di salvaguardare la salute dei propri lavoratori.

Alcune aree aziendali, come lo showroom, vengono riaperti alle visite esterne, previo appuntamento.

 

Gruppo Overmach: oltre 40 anni di successi

Il Gruppo nasce nel 1978 e a oggi è specializzato nella vendita di macchine utensili. La sede generale del Gruppo è a Parma dove ha a disposizione un'area di oltre 60 mila metri quadrati dedicata a show room e uffici, a cui si aggiungono 22 mila metri quadrati di magazzini. 

Negli anni il Gruppo ha saputo far crescere la propria professionalità arrivando a essere riconosciuto oggi come partner affidabile.
Overmach Spa ha inoltre sede a Modena, Brescia, Torino, Vicenza, Tortona e Cuggiono (nella provincia di Milano).

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Refrigeranti ad alto GWP: linee guida per il retrofit Wed, 15 Apr 2020 16:59:56 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/varie/629955.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/varie/629955.html switchup switchup Il Comitato Tecnico Scientifico dell’Associazione dei Tecnici Italiani del Freddo, nello scorso maggio, ha approvato la Linea Guida per il retrofit dei refrigeranti HFC ad alto GWP con refrigeranti a minor GWP non infiammabili.

Vista la molta confusione nel settore riguardo al retrofit tra i “vecchi gas” e i “nuovi”, il comitato ha stabilito che fosse necessario emanare una circolare con le buone pratiche di retrofit indicando, ancora una volta, che lo stesso si può eseguire solo con refrigerante non infiammabile.

 

Il Regolamento n. 517/2014 dell’Unione Europea ha stabilito un sistema di quote che, dal 2017, ha imposto una severa restrizione alla vendita di refrigeranti ad alto GWP, largamente diffusi negli impianti di refrigerazione e negli impianti di condizionamento.

 

La sigla GWP sta per global warming potential, in italiano potenziale di riscaldamento globale. Questo potenziale esprime il contributo all’effetto serra di un gas serra relativamente all’effetto della CO2. La maggior parte dei refrigeranti alternativi non risultano infatti consoni all’utilizzo all’interno degli impianti già funzionanti per colpa di alcune loro caratteristiche di infiammabilità, tossicità e/o alle elevate pressioni operative.

 

Per questi motivi, stiamo assistendo ad una crescente attenzione dei produttori di refrigeranti nello sviluppo di miscele basate sui refrigeranti HFO, che possano così risultare idonee per la conversione degli impianti esistenti.

 

Gli HFO (Hidro Fluoro Olefine) sono idrocarburi fluorurati e oggi rappresentano la 4° generazione di gas refrigeranti fluorurati, e sono attualmente la miglior risposta a un mercato che chiede prodotti sicuri per gli utilizzatori e rispettosi dell’ambiente.

 

Per la sostituzione dei refrigeranti, è consigliabile tener conto dei seguenti criteri (basati sulle indicazioni che ci sono fornite dalla EN 378-4:2016):

·         Infiammabilità: alcune miscele sono leggermente infiammabili e non adatte a molti impianti esistenti

·         Prestazioni: in caso di sovradimensionato, è permessa una piccola riduzione della capacità frigorifera. Quello che non dovrebbe mai essere consentito è la riduzione dell’efficienza energetica.

·         Pressione: nel caso in cui i nuovi refrigeranti abbiano una pressione operativa e di fermo impianto maggiore, vi sono conseguenze sulla pressione massima ammissibile dell’impianto.

·         Temperatura di scarico: per molte miscele la temperatura di scarico risulta essere maggiore di quella dei vecchi refrigeranti e ciò può rappresentare un problema.

·         Oil: è necessari verificare che l’olio utilizzato nel circuito sia compatibile con il refrigerante.

·         Compatibilità con i componenti: prima di eseguire il retrofit è necessario consultare il produttore in modo da non invalidare le garanzie e da assicurare che le prestazioni e la capacità frigorifera originale siano rispettate.

 

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Prototipazione Rapida: Cos'è e Perché è Importante per le Imprese Fri, 27 Mar 2020 18:09:28 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/tecnologia/626492.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/tecnologia/626492.html switchup switchup  

Nel settore industriale, soprattutto per quello più innovativo e competitivo, realizzare prototipi perfetti e in breve tempo è sempre più necessario. La prototipazione è proprio quell'insieme di tecniche necessarie per la creazione di un prototipo fatto e finito. Un prototipo di cosa? Di qualunque macchina o componente o prodotto destinato a una successiva realizzazione in serie, su ampia scala.

La sfida che molte aziende sono chiamate a vincere oggi è proprio quella di ridurre al minimo i tempi di produzione, per arrivare sul mercato con la propria novità prima della concorrenza. In questa corsa senza sosta apparente, è importante poter avere a disposizione un modello reale dell'oggetto che si desidera vendere nel più breve tempo possibile.

Da alcuni anni, la tecnologia di stampa 3D è arrivata in soccorso delle imprese di tutto il mondo per consentire di creare in modo rapido l'esatta riproduzione tridimensionale di qualunque modello digitale elaborato al computer.

I vantaggi della prototipazione rapida con stampanti 3D professionali sono sotto gli occhi di tutti. Infatti, una stampante 3D professionale permette di:

- realizzare qualunque forma desiderata;

- abbattere i tempi di realizzazione;

- tagliare i costi economici;

- creare il prototipo del prodotto già con il materiale finale, in modo da poter testare subito l'oggetto nelle sue condizioni ideali.

 

Le tecniche principali di prototipazione rapida sono tre:

- la tecnica additiva;

- la tecnica sottrattiva;

- la tecnica per fusione.

La stampa in tre dimensioni si avvale della tecnica additiva, la più rapida, soprattutto se si tratta di realizzare piccoli lotti di prototipi. In questo caso, la stampante 3D non fa altro che recepire il modello digitale creato al computer con un apposito programma, per esempio AutoCAD o simile, per riprodurlo tramite l'aggiunta del materiale strato dopo strato: ogni strato, unito al precedente tramite apposito collante, andrà a comporre il prototipo reale, già pronto per essere collaudato dal reparto ricerca e sviluppo. Questa tecnica consente di ottenere in poco tempo prototipi di eccellente qualità e con una definizione perfetta.

Insomma, le nuove tecnologie 3D permettono di raggiungere risultati impensabili solo qualche decennio fa, a tutto vantaggio della qualità dei prodotti offerti dalle imprese sul mercato.

 

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Edifici a energia quasi zero (NZEB): Casa sul Parco, un caso tutto italiano Mon, 23 Mar 2020 17:45:54 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/edilizia/625616.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/edilizia/625616.html switchup switchup  

In Italia diversi comuni, provincie e regioni stanno attuando dei processi per diventare enti che implementano i principi di Passive House, con l’integrazione di sistemi a fonti rinnovabili: una vera opportunità per il nostro Paese.

In Emilia-Romagna, in provincia di Parma, si sono ottenuti sviluppi interessanti con un edificio esemplare: Casa sul Parco. Il progetto è nato nel 2007 (in barba alla crisi economica) ed è stato realizzato in un paese di 27.000 abitanti da una ditta con 30 dipendenti e un pool di tecnici che hanno preso sul serio questa sfida.

Casa sul Parco è un gioiello architettonico e d’ingegneria che sta facendo notizia in tutto il mondo: un nuovo modo di fare housing, in assoluto il primo fabbricato (in opera, ovvero non in legno) condominiale in tutta la regione e il primo veramente tale in Italia ad aver ottenuto la certificazione di casa passiva da parte del più severo dei certificatori, il Passive House Institute di Bolzano, nonché la certificazione di casa attiva.

Casa sul Parco di Fidenza è un edificio a energia quasi zero: il termine NZEB, acronimo di Nearly Zero Energy Building, viene utilizzato per definire un edificio il cui consumo energetico è quasi pari a zero. Gli NZEB, quindi, sono edifici ad elevata prestazione che riducono il più possibile i consumi per il loro funzionamento e l’impatto nocivo sull’ambiente. Questo vuol dire che la domanda energetica per riscaldamento, raffrescamento, ventilazione, produzione di acqua calda sanitaria ed elettricità è davvero molto bassa.

Casa sul Parco sorge nel centro storico di Fidenza, in un’area sottoposta a vincoli da parte della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici, e nasce dalla volontà di Montanari Costruzioni di realizzare un’opera contemporanea e sostenibile in un luogo ricco di memoria per la città.

 

 

Montanari Costruzioni, assieme ai progettisti dello Studio DelBoca+Partners e gli architetti Giovanni e Simona Rossi di Fidenza, è riuscita a realizzare un edificio altamente efficiente in totale armonia con gli elementi del contesto urbano. Tutto ciò attraverso lo studio delle visuali, delle prospettive e un utilizzo ricercato del verde come materiale indispensabile.

Il risultato è un complesso di 10 unità residenziali con un dinamismo fatto di logge e terrazzi, in cui materiali tradizionali come l’intonaco delle pareti di facciata o la pietra degli spazi comuni incontra il vetro dei parapetti e l’alluminio verniciato dei frangisole. Il progetto prevede diverse metrature di appartamenti, tutti strutturati secondo uno schema tipologico flessibile dove gli spazi regolari si affacciano direttamente sull’esterno.

Per maggiori informazioni: www.montanaricostruzioni.it.

 

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Raccordi in acciaio per industria: durata e sicurezza Tue, 17 Mar 2020 16:41:33 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/metallurgia_e_siderurgia/624646.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/metallurgia_e_siderurgia/624646.html switchup switchup I raccordi in acciaio inossidabile sono un potente strumento nelle industrie alimentari, chimiche e farmaceutiche. Estremamente sicuri e resistenti, anche in ambienti aggressivi ed estremi, devono sempre essere di ottima qualità e certificati.

 

Nell’impiantistica industriale è necessario creare le condizioni di durata e sicurezza, soprattutto in caso di utilizzo di fluidi o processi aggressivi. Particolare attenzione, poi, va riposta nella sicurezza delle persone: una tubazione difettosa o un raccordo malfunzionante può rivelarsi un vero pericolo all’interno dello stabilimento produttivo!

Ma come devono essere realizzati i raccordi in acciaio per l’industria, per assicurare una lunga durata nel tempo e la sicurezza del luogo di lavoro in cui viene utilizzato? Innanzitutto, vanno utilizzati acciai inossidabili adeguati allo scopo della produzione. Inoltre, la realizzazione migliore passa attraverso collegamenti saldati sia a tasca che collegati di testa, oppure flangiati. Esiste, però, anche una gamma di raccordi filettati che possono essere utilizzati in situazioni meno critiche.

La scelta avviene in fase progettuale e deve essere coerente all’utilizzo che ne va fatto, e a tale scopo va concordato con il fornitore anche il tipo di certificazioni necessarie che devono accompagnare gli articoli all’uscita del nostro magazzino. Di fatto, ogni articolo che lascia l’azienda produttrice o che distribuisce i raccordi è corredato da un certificato redatto secondo quanto richiesto dalla normativa EN 10204 e il cui livello di accuratezza dipende dall’impiego finale. Come accuratezza si intende il livello di prove a cui devono essere sottoposti i prodotti prima di essere messi sul mercato.

 

Non è facile scegliere tutti i parametri necessari per l’acquisto di un raccordo da mettere in opera nella maniera più sicura possibile: il pregio dell’acciaio inossidabile è quello di resistere in ambienti aggressivi anche ad alte temperature, che solitamente sono presenti in concomitanza in ambienti industriali ma anche alimentari!

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Affettatrice meccanica a volano Tomaga: design made in Italy di qualità Fri, 10 Jan 2020 17:20:49 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/arredamento/614924.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/arredamento/614924.html switchup switchup Chi ha detto che affettare salumi non possa diventare una forma d’arte? Nella terra del Prosciutto di Parma e del Culatello si prestano amorevoli cure in tutte le fasi di vita degli affettati: la preparazione e la stagionatura, fatta da sapienti salatori sulle colline parmensi, e sottoposta a rigidi controlli e ad un lungo iter produttivo che ne garantisce la genuinità, è solo l’inizio di un percorso gastronomico che culmina con la degustazione di uno dei gioielli italiani conosciuti e imitati in tutto il mondo.   

Per tagliare un salume che a buon diritto può essere proclamato il re della categoria, è richiesta un’affettatrice all’altezza del suo rango: le affettatrici a volano di Poligoni Design sono una vera e propria opera d’arte, frutto di un grandissimo lavoro di riscoperta della tradizione salumiera di Parma e di applicazione di nuove tecnologie e materiali, in completa sintonia con la necessità di preservare intatto il gusto e l’aroma del prosciutto.

La Tomaga Imperial i33 ad esempio, che si ispira all’Artigiana b33 prodotta a Parma negli Anni ’50, è un prodotto di altissima gamma e fiore all’occhiello del design made in Italy. Questa affettatrice è una versione vintage stilizzata della sua “antenata” parmigiana, ed è destinata ad un pubblico di privati e professionisti del settore: realizzata completamente a mano, si compone di 237 parti assemblate con un lavoro di 8 ore! La Tomaga Imperial i33 è un prodotto con un’estetica incomparabile, un’affettatrice di design con ingombro limitato e precisione di taglio notevole. Questa affettatrice risulta essere un oggetto apparentemente semplice, ma nasconde in sé una complessità tecnica e di realizzazione elevata; è un prodotto altamente professionale, resistente e affidabile.

Poligoni Design si contraddistingue anche per altre creazioni di design made in Italy: l’azienda, con sede a Fidenza, in provincia di Parma, realizza anche complementi d’arredo per interni ed esterni, e si occupa dell’arredamento di esercizi commerciali come bar e ristoranti. Nella linea Tomaga Industries, della quale fa parte l’affettatrice Tomaga Imperial i33, Poligoni propone inoltre una serie di accessori di design per la cucina, come taglieri, grembiuli, coltelli e anche un piedistallo pensato per sorreggere l’affettatrice.

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Interphone WayOut: in vacanza con gli interfoni per moto! Wed, 11 Dec 2019 11:09:06 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/varie/610946.html http://content.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/varie/610946.html switchup switchup Una vacanza organizzata con altri motociclisti e con un equipaggiamento di altissimo livello: interfoni per moto e altri accessori indispensabili a marchio Interphone Cellularline!

 

Il 2020 sarà l’anno dei viaggi in moto e della condivisione di esperienze uniche, grazie a Interphone WayOut! 4 tour in moto in 4 periodi dell’anno diversi, tutti caratterizzati da un’accurata selezione dei servizi offerti: dalla costruzione dei percorsi agli hotel scelti, per non parlare delle esperienze extra che saranno diverse per ogni tour.

Oltre alla possibilità di conoscere panorami spettacolari e unici al mondo, i partecipanti ai tour potranno effettuare prove su strada dei prodotti dei brand partner dell’iniziativa e viaggiare anche off-road. Per offrire un’esperienza utente unica, Interphone ha pensato anche al trasporto bagagli, al servizio di cambio gomme e a un’assistenza h24 in caso di necessità. Inoltre, piloti professionisti saranno a disposizione dei partecipanti, per aiutarli a migliorare le proprie abilità di guida.

Oltre a poter provare i prodotti dei partner (tra i tanti: Yamaha, Airoh e TomTom) i riders avranno la possibilità di provare i tantissimi prodotti a marchio Interphone Cellularline: interfoni per moto, faretti o custodie per cellulari.

Una buona causa accompagnerà l’intera iniziativa: Interphone ha deciso di supportare una causa green attraverso la piattaforma Treedom, l’unica al mondo che permette di piantare un albero a distanza e seguirlo online. Sarà coltivata una piantina per ogni partecipante a WayOut, per pulire l’aria dall’inquinamento!

 

I 4 tour di WayOut

Da aprile a settembre 2020, ecco i tour di WayOut:

·         Sardegna – 25 Aprile/2 Maggio

·         Pirenei – 30 Maggio/6 Giugno

·         Montecarlo tour delle Alpi – 26 Settembre/1° Ottobre

·         Trieste Sanremo – 12/19 Settembre

Per maggiori informazioni: https://www.interphone.com/it-it/wayoutviaggiinmoto

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la casa domotica non è più fantascienza! Tue, 10 Dec 2019 17:22:25 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/edilizia/610847.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/edilizia/610847.html switchup switchup Sono molti quelli che credono ancora che un impianto domotico in casa sia appannaggio solo di persone estremamente benestanti, e che la domotica abbia un costo ancora troppo elevato.

C’è da considerare però che, a fronte di un investimento iniziale un po’ più alto rispetto a un tradizionale impianto elettrico, un impianto domotico nella propria abitazione permette un sensibile risparmio energetico sul lungo periodo, che certamente va a compensare una spesa iniziale un pochino più elevata.

Attraverso un impianto domotico, infatti, si può avere un ritorno economico sui costi energetici, che includono quelli per l’illuminazione della casa, per il funzionamento degli elettrodomestici e per il riscaldamento o raffreddamento dell’abitazione. C’è da considerare, inoltre, che un impianto domotico ben fatto è totalmente su misura: viene progettato secondo le necessità e le esigenze di chi lo commissiona.

Come mai la domotica permette questi alti standard di comfort abitativo ed energetico? Gli impianti elettrici domotici si basano su un sistema di comunicazione che collega molteplici periferiche di un sistema elettronico e consente loro di dialogare. Le tipologie di dispositivi coinvolti sono due: quelli di comando e i dispositivi di potenza.

Per dispositivi di comando si intendono pulsanti, interruttori, sensori e touch screen: interfacce distribuite all’interno dell’abitazione che raccolgono o inviano i segnali che vengono utilizzati per il controllo delle diverse funzionalità. Con dispositivi di potenza, invece, si intendono i dispositivi che si interfacciano con la rete elettrica e i vari componenti dell’impianto, raccogliendo segnali che provengono dai dispositivi d’uscita.

Attraverso il dialogo tra i vari dispositivi e la possibilità di poter comandare elettrodomestici e illuminazione di casa anche a distanza con il proprio cellulare, la domotica migliora notevolmente la qualità della vita! Grazie alla domotica, chi ha un giardino può accendere e spegnere l’impianto di irrigazione, programmare l’illuminazione esterna, abbassare o alzare le tende alle finestre.

Ma i benefici della domotica non si esauriscono agli esterni di un’abitazione: programmare il riscaldamento, avviare la lavastoviglie o la lavatrice, regolare l’intensità delle luci sono solo alcuni esempi di come, grazie ad un impianto personalizzato e un cellulare, si possa finalmente vivere nel futuro!

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Trattamento e purificazione acqua: uno sguardo alle tipologie di filtri Tue, 10 Dec 2019 17:16:24 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/meccanica/610845.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/meccanica/610845.html switchup switchup Che cos’è il filtro dell’acqua e a cosa serve? Come dice la stessa parola, il filtro dell’acqua è uno strumento che ha l’obiettivo di purificare il flusso idrico da sostanze nocive, inquinanti e corrosive. Ne esistono diverse tipologie, alcune più adatte ad un utilizzo di tipo privato e domestico, altre prettamente indicate per l’utilizzo industriale.

Ogni tipologia utilizza una tecnologia differente:

-          Carbone attivo

-          Osmosi inversa

-          Filtraggio fisico o meccanico

-          Addolcimento

In più va fatta un’altra distinzione legata all’impiego finale dell’acqua, che può essere:

-          Caraffa

-          Rubinetto

-          Doccia

-          Caldaia

-          Intero impianto

Sulla base della provenienza dell’acqua (pozzo, rete idrica…), può essere quindi necessario analizzare e intervenire su alcuni suoi parametri per migliorarne la qualità. Tutto questo per un duplice vantaggio: per la nostra salute in primis, ma anche per un corretto preservamento degli elettrodomestici e del sistema di riscaldamento o della caldaia. Con la filtrazione acqua è così possibile limitare o eliminare il calcare e tutte quelle tipologie di sostanze che possono causare incrostazioni delle tubature.

 

Uno squadro ai vari tipi di filtri per l’acqua

·         Filtri a cartuccia filtrante: Sistema di filtraggio puramente meccanico in cui i filtri a cartuccia filtrante trattengono le particelle in sospensione e sono idonei per ridurre la torbidità dell’acqua.

·         Filtri a polifosfati: Sistema di filtrazione che integra un composto attivo per limitare o eliminare qualsiasi presenza di calcare, agendo chimicamente sui suoi componenti e impedendone la formazione.

·         Filtri magnetici: Come quelli a polifosfati, i filtri magnetici possono limitare o eliminare le incrostazioni o il calcare. I filtri magnetici hanno però il vantaggio di non utilizzare materiali di consumo (né energia per i modelli con magneti permanenti).

·         Filtri a carboni attivi: Questi filtri sono capaci di rimuovere o ridurre la presenza di vari prodotti chimici nell’acqua ed in una certa misura la torbidità e la concentrazione di alcuni metalli pesanti.

·         Filtri a sedimenti: Vengono chiamati anche pre-filtri e il loro obiettivo è quello di proteggere il filtro situato a valle trattenendo i materiali più grossi presenti nell’acqua.

·         Filtri ad osmosi inversa: Questa tipologia di filtro basa il suo funzionamento sulla base di un processo fisico che vuole le particelle più grosse rimosse dall’acqua per mezzo di una “membrana a osmosi permeabile”.

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Progettazione di edifici passivi: cosa rende un edificio una vera Passive House Tue, 12 Nov 2019 12:27:36 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/edilizia/606393.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/edilizia/606393.html switchup switchup Cosa significa progettare un edificio passivo? Quali sono le caratteristiche costruttive e gli impianti che rendono un immobile una Passive House? Parliamo di impiantistica, ventilazione e riscaldamento dell’edificio!

 

Un edificio passivo è un immobile caratterizzato da una grande performatività in termini energetici, progettato sullo studio reale del clima di un territorio e sull’efficienza degli impianti installati. L’involucro performante, infatti, non basta da solo a definire un edificio passivo: le caratteristiche di una Passive House non possono prescindere dalla tipologia di impianti in dotazione all’edificio.

La caratteristica necessaria per la definizione di un edificio passivo è la potenza specifica massima richiesta dal fabbricato, che è pari a 10,0 W/m2. Questo valore non è casuale, ma è dovuto a un limite impiantistico: la possibilità di fornire la potenza termica necessaria all’edificio mediante un sistema di ventilazione meccanica controllata alla portata minima strettamente necessaria per la corretta ventilazione dell’edificio stesso e nel rispetto di scrupolosi parametri di comfort.

Gli impianti degli edifici passivi, inoltre, non sono concepiti come gli impianti presenti negli edifici tradizionali, ma sono ridotti all’essenziale e tuttavia hanno un “peso” diverso in termini di consumi e impatto ambientale. Ad esempio, in un edificio passivo, è del tutto trascurabile l’orientamento di una parete. La potenza che viene dissipata nel periodo invernale da una parete esposta a nord come da una esposta a sud è equivalente, in virtù di una coibentazione molto elevata.

 

Impiantistica e ventilazione meccanica controllata

In una Passive House, i sistemi tradizionali di distribuzione ed emissione di energia dell’impiantistica tradizionale sono superflui, poiché gli impianti usano la portata d’aria di ventilazione già presente, trasformandola in un vettore energetico per riscaldamento e raffrescamento. In sostanza, gli edifici passivi non inventano nuove tipologie di distribuzione dell’energia: gli impianti ad aria sono utilizzati già da decenni!

Ciò che cambia sono le portate necessarie: per un’abitazione passiva sono sufficienti 0,3 volumi/ora di portata media, ovvero una portata 15-20 volte inferiore rispetto a un edificio tradizionale. Questo comporta un consistente risparmio sulla grandezza dei dispositivi, sugli spazi occupati e sui costi di gestione dell’edificio.

L’impianto per eccellenza degli edifici passivi è la ventilazione meccanica controllata (VMC): le Passive House, infatti, hanno una notevole tenuta dell’aria e ciò richiede una corretta ventilazione per garantire salubrità e comfort abitativo. La VMC permette un recupero parziale dell’energia durante la ventilazione, mentre l’apertura manuale dei serramenti provoca una dispersione di energia notevole!

Nella progettazione di edifici passivi, la problematica relativa al corretto bilanciamento e al corretto utilizzo degli impianti di ventilazione meccanica controllata, deve prendere in considerazione una molteplicità di esigenze che non possono essere esaurite nella logica di far “quadrare i conti”. Bisogna raggiungere obiettivi di qualità come un ricambio di 0,3 volumi/ora per l’edilizia residenziale. Valori inferiori, infatti, non garantiscono il comfort abitativo, mentre valori superiori portano ad un dispendio troppo elevato di energia.

 

Riscaldamento e raffrescamento dell’edificio

In una Passive House è possibile, ma non necessario, utilizzare gli impianti tradizionali per riscaldamento e raffrescamento tramite pompe di calore e caldaie abbinate a pavimenti radianti o stufe a biomassa. Nel caso degli involucri passivi è possibile integrare una sorgente di energia con la ventilazione meccanica già presente. Sarà la portata d’aria di ventilazione che, opportunamente preriscaldata o preraffreddata, trasporterà le calorie o le frigorie nei vari locali, riducendo anche i costi di realizzazione.

 

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Casa domotica: come progettarla? Fri, 18 Oct 2019 12:05:46 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/edilizia/603589.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/edilizia/603589.html switchup switchup Progettare una casa domotica richiede l’utilizzo di software specializzati, per fare in modo che i sistemi interni, dall’illuminazione alle tende, siano controllati da un apposito impianto.

 

Una casa domotica ha innumerevoli vantaggi: oltre al sensibile risparmio energetico che un impianto di questo tipo comporta, c’è anche l’aspetto del comfort e della comodità di controllare tutto dallo smartphone con un’App. Cosa significa, infatti, avere una casa domotica? In poche parole, significa poter gestire tutti i sistemi interni, come illuminazione, elettrodomestici, tende, irrigazione e tapparelle con una semplicità estrema.

Per progettare una casa dotata di impianto domotico, molto dipende dalla disponibilità economica che si ha a disposizione e da quello che si vuole effettivamente installare. Ogni azienda specializzata nell’installazione di impianti domotici ha i suoi metodi specifici per rendere più o meno elaborata la realizzazione di una casa “intelligente”.

 

Il progetto: serve un esperto

Come per un impianto elettrico tradizionale, anche per l’impianto domotico hai bisogno che un esperto venga a casa tua per fare un sopralluogo e capire quali sono le tue esigenze e cosa si può effettivamente realizzare. L’elettricista esperto nell’installazione di impianti domotici spesso si appoggia a un architetto che conosce la materia: infatti, in una casa domotica tutto deve essere non solo funzionante, ma anche e soprattutto esteticamente armonioso.

 

Come è fatto un impianto domotico

Un impianto domotico è costituito dai carichi controllati per il sistema di illuminazione, i moduli ricevitori, i pulsanti di comando e dei moduli trasmettitori. I moduli comunicano tra loro attraverso un sistema di onde convogliate, radiofrequenza e BUS di campo. Un impianto domotico funziona, a grandi linee, in questa maniera. Prendiamo per esempio l’illuminazione:

·         attraverso un pulsante dal sistema centrale si accendono tutte le luci della casa, oppure solo quella della stanza desiderata

·         Attraverso il modulo trasmettitore viene inviato il comando dell’accensione del carico (in questo esempio, le luci di casa)

·         Il modulo ricevitore prende il comando e azione l’ordine ricevuto.

Lo scopo di tutte queste operazioni e quello di controllare, in un’unica azione, il sistema di illuminazione della casa. Il vantaggio estremo è che tutto questo è possibile anche da remoto, quando non sei fisicamente a casa: basta un tablet o il cellulare e un’apposita App!

 

Quanto costa il progetto?

La casa domotica è indubbiamente bella e comoda, ma un po’ costosa. Considera, però, che puoi scegliere anche solo di attivare alcune funzioni domotiche da installare in casa, pe ridurre i costi iniziali. La metratura della casa, il numero di stanze, prese e punti luce incidono sui costi della domotica, e possiamo affermare che rappresentano l’1% del valore dell’immobile.

Si tratta di un investimento importante, ma tieni presente che a lungo andare risparmierai sicuramente sulle bollette, accrescendo il valore dell’immobile e contribuirai ad un sensibile risparmio delle risorse energetiche. Senza contare, ovviamente, il miglioramento della qualità della tua vita!

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