Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Omnicom PR Group Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Omnicom PR Group Sat, 28 Mar 2020 13:44:16 +0100 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://content.comunicati.net/utenti/14700/1 Folletto in prima linea nella lotta contro il Coronavirus: interrotte le attività dei 4.500 venditori fino a quando sarà necessario Tue, 17 Mar 2020 11:28:33 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/varie/624553.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/varie/624553.html Omnicom PR Group Omnicom PR Group Folletto si associa allo sforzo di contrasto al Coronavirus promosso dalle principali Istituzioni politiche e sanitarie in Italia e sospende fino a quando sarà necessario tutte le attività di vendita a domicilio attraverso la propria forza di vendita su tutto il territorio nazionale.

Si tratta di 4.500 addetti che ogni giorno, anche in queste difficili settimane, hanno bussato alle porte dei clienti.

“È necessario muoversi con rapidità e decisione. Si tratta di un atto di responsabilità civica a tutela della salute delle nostre persone e dei nostri clienti. La lotta ad oltranza contro il virus ci vede presenti e attivi in questo delicato momento, in cui tutti siamo chiamati a fare dei sacrifici. Torneremo ad aprile ancora più determinati e energici di prima a proporre i nostri prodotti: i venditori Folletto potranno nuovamente stringere le mani dei clienti con gioia” ha detto Fabio Leoni, Direttore Commerciale della Divisione Folletto di Vorwerk Italia .

Rimane attiva la possibilità di reperire informazioni su prodotti e accessori sul sito www.folletto.it.

Vorwerk Italia ricorda inoltre che le vendite di Folletto non vengono mai effettuate attraverso contatto telefonico e che quindi qualsiasi tentativo di questo genere va considerata una potenziale truffa.

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Folletto in prima linea nella lotta contro il Coronavirus: interrotte le attività dei 4.500 venditori fino a quando sarà necessario Tue, 17 Mar 2020 11:27:27 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/varie/624551.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/varie/624551.html Omnicom PR Group Omnicom PR Group Folletto si associa allo sforzo di contrasto al Coronavirus promosso dalle principali Istituzioni politiche e sanitarie in Italia e sospende fino a quando sarà necessario tutte le attività di vendita a domicilio attraverso la propria forza di vendita su tutto il territorio nazionale.

Si tratta di 4.500 addetti che ogni giorno, anche in queste difficili settimane, hanno bussato alle porte dei clienti.

“È necessario muoversi con rapidità e decisione. Si tratta di un atto di responsabilità civica a tutela della salute delle nostre persone e dei nostri clienti. La lotta ad oltranza contro il virus ci vede presenti e attivi in questo delicato momento, in cui tutti siamo chiamati a fare dei sacrifici. Torneremo ad aprile ancora più determinati e energici di prima a proporre i nostri prodotti: i venditori Folletto potranno nuovamente stringere le mani dei clienti con gioia” ha detto Fabio Leoni, Direttore Commerciale della Divisione Folletto di Vorwerk Italia .

Rimane attiva la possibilità di reperire informazioni su prodotti e accessori sul sito www.folletto.it.

Vorwerk Italia ricorda inoltre che le vendite di Folletto non vengono mai effettuate attraverso contatto telefonico e che quindi qualsiasi tentativo di questo genere va considerata una potenziale truffa.

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I trend emergenti per datacenter sostenibili Fri, 13 Mar 2020 12:28:22 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/informatica/varie/624141.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/informatica/varie/624141.html Omnicom PR Group Omnicom PR Group Milano, 10 marzo 2020

 

A cura di Hiren Parekh, VP – Northern Europe, OVHcloud

Sfruttare la tecnologia per migliorare la sostenibilità sta diventando sempre più una priorità per le aziende in tutti i settori. Un recente studio PwC ha mostrato che utilizzando sistemi di intelligenza artificiale, settori come l'agricoltura, i trasporti, l'energia e quello idrico potrebbero contribuire a una riduzione del 4% delle emissioni di gas serra a livello mondiale entro il 2030.

Un ambito che è oggi in prima linea nella sostenibilità è quello dei datacenter. Favorire l'efficienza energetica offre indubbiamente vantaggi all'azienda, ma ha anche un impatto positivo sui clienti e, naturalmente, sul nostro ambiente. Qualunque azienda utilizzi datacenter sa che è essenziale adottare misure adeguate per ridurre l'impatto ambientale della propria struttura. Ma come ci si sta muovendo per rispondere a questa sfida?

 

Un cloud più green e responsabile

Ridurre la quantità di elettricità necessaria per far funzionare un datacenter è un passo importante per migliorare la sostenibilità. La Storage Networking Industry Association (SNIA) ha recentemente evidenziato come il 5% del consumo totale di energia globale sia prodotto da apparecchiature elettroniche e questo dato tenderà a crescere fino almeno al 40% entro il 2030, a meno che le aziende non compiano importanti progressi nella riduzione del consumo di elettricità.

Il raffreddamento dei datacenter rappresenta delle principali voci di costo nella bolletta energetica, e aumenta insieme alla domanda di capacità degli stessi datacenter. Lo sviluppo di sistemi interni di raffreddamento ad acqua è un modo per risolvere questo problema. Ad esempio, i server che utilizzano un elemento idrico per raffreddarsi, in luogo dell'elettricità, riducono il consumo di energia e ottimizzano i flussi d'aria. Questo perché i sistemi di raffreddamento ad acqua sono costruiti all’interno dei rack con scambiatori di calore integrati e unità di distribuzione dell'alimentazione: gli utenti necessitano, così, solamente di un 10% scarso di energia in aggiunta a quella del server. Un tipico datacenter, al contrario, ne consuma tra il 40 e il 100% in più.

I fornitori di servizi di migrazione a tecnologie cloud consentono alle aziende non solo di ridurre i costi delle operazioni e sviluppare nuove funzionalità, ma anche di limitare l’impatto ambientale rispetto alle strutture legacy, generalmente meno efficienti. Concentrare le proprie necessità di cloud computing su grandi fornitori di servizi cloud hyperscale diventa parte della risposta per controllare il rischio sopra menzionato.

Ciò che si osserva, inoltre, è il progressivo spostamento delle aziende verso l'utilizzo di energia idroelettrica, eolica e solare come parte del loro approvvigionamento energetico. Quando individuano potenziali siti di insediamento, i fornitori di servizi cloud si concentrano su aree di approvvigionamento energetico a basse emissioni di carbonio, come gli impianti idroelettrici nella regione del Quebec. In alternativa, i provider cloud possono stipulare accordi con fornitori di energia per garantire che essa provenga da fonti rinnovabili.

 

Semplificare le operazioni dei datacenter

Il traffico globale di dati nei datacenter cloud era di 6 zettabyte (ZB) nel 2016 e si prevede che raggiungerà 19,5 ZB all'anno entro il 2021. Tenendo presente ciò, gli operatori del settore dovranno continuamente investire risorse per mantenere e migliorare la propria efficienza: la buona notizia è che c'è un modo più sostenibile per farlo.

Ad esempio, attraverso un modello industriale completamente integrato, i provider sono in grado di costruire sistemi che sono più efficienti dal punto di vista energetico, puntando sempre a una crescente ottimizzazione dell'uso delle risorse di datacenter e server presso i propri clienti. Ciò può essere realizzato attraverso la virtualizzazione, il riutilizzo o il riciclo dei server e un maggiore ricorso all’energia pulita.

Inoltre, team di ricerca dedicati possono lavorare al fianco della produzione per garantire la funzionalità dei prodotti e valutarne i requisiti di sicurezza prima che vengano realizzati. L'innovazione che si concretizza nel migliorare l'efficienza con meno risorse si traduce in ultima analisi in un rinnovamento continuo, attraverso uno sviluppo agile e la creazione di soluzioni sostenibili. Quindi fornendo i migliori servizi per i clienti.

 

Verso un futuro sostenibile

Quando si tratta di gestire e allestire un datacenter, è chiaro che la sostenibilità deve essere al primo posto. Coloro che si adoperano, oggi, per un consumo di energia alternativa saranno avvantaggiati, in futuro, nel far crescere il loro business in modo sostenibile.

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Il Gruppo Whirlpool presenta i nuovi piani cottura a induzione dei suoi brand! Wed, 11 Mar 2020 10:30:02 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/varie/623719.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/varie/623719.html Omnicom PR Group Omnicom PR Group  

Il mercato dell’induzione continua a crescere anno dopo anno e in Italia, rispetto agli altri paesi europei, presenta ancora grandi opportunità di sviluppo. Complice anche il successo di numerosi format di cucina televisivi, dove la fiamma è sempre più sostituita dall’induzione, un numero crescente di Italiani sceglie questa tecnologia che consente di replicare a casa una varietà di preparazioni complesse, con prestazioni da alta cucina.

E se per molti anni l’elevato consumo energetico è sempre stato il principale ostacolo alla diffusione delle piastre a induzione nel nostro paese, oggi i moderni piani a induzione smentiscono tutto questo. Dal punto di vista dell’efficienza energetica un piano a induzione ha prestazioni superiori rispetto alle altre tipologie di fornelli, poiché la dispersione è minima.

Un trend, quello dell’induzione, che sta prendendo sempre più piede e a cui il Gruppo Whirlpool risponde con tre nuove linee di prodotti, una per ciascun brand Whirlpool, Hotpoint e Indesit, che rispondono ai bisogni di target diversificati: dal più moderno e tecnologico sempre connesso, all’appassionato di cucina sempre alla ricerca delle nuove ricette da far provare a amici e parenti, fino alle famiglie. E grazie alle nuove linee di piani cottura, l’induzione oggi diventa di facile realizzazione anche a casa. Whirlpool Corporation è infatti l’unico produttore di piani cottura a induzione che consente di sostituire il piano a gas e installare autonomamente il nuovo piano a induzione in modo semplice, rapido e sicuro.

Piani cottura a induzione WHIRLPOOL: sperimenta la libertà di cucinare in maniera semplice
Nel vortice della vita moderna, non c'è niente di meglio che godersi la vita senza preoccupazioni ogni volta che cucini. Tutto questo è possibile con i nuovi piani cottura a induzione Whirlpool che grazie alla tecnologia 6° Senso rendono la cottura perfetta senza fatica e sforzi. Dotati di quattro funzioni preimpostate, tra cui Mantenere in caldo, Bollire, Sobbollire, Fondere, mantengono automaticamente la giusta temperatura per ottenere piatti impeccabili. La zona cottura estremamente versatile, consente di spostare pentole e padelle di ogni dimensione liberamente sulla superficie, mentre i semplici sistemi di controllo eliminano lo stress e la fatica del cucinare.

Piani cottura a induzione HOTPOINT: vivi un nuovo viaggio alla scoperta dei sapori
I nuovi piani cottura a induzione di Hotpoint sono perfetti alleati in cucina, sia per uno chef professionista che per chi è alle prime armi. Grazie alla loro utile funzione My Menù che aiuta a raggiungere i risultati desiderati, cucinare diventa così semplice e piacevole da poter esplorare con sicurezza nuove ricette e nuove avventure culinarie.

Piani cottura a induzione INDESIT: efficienza, affidabilità e praticità in un’unica soluzione
I nuovi piani cottura a induzione Push & Go di Indesit sono la sintesi perfetta di efficienza, affidabilità e praticità per garantire le migliori condizioni in cucina e soddisfare le esigenze quotidiane delle famiglie. Le speciali funzioni di cottura Push & Go sono infatti la soluzione ideale per ottenere piatti cucinati alla perfezione senza sforzi e fatica. Attivando la sua funzione Push & Go sulla zona di cottura desiderata, il piano imposta automaticamente il giusto livello di potenza per le preparazioni più comuni, dalla semplice  bollitura dell'acqua, alla preparazione del caffè.

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Work-life effectiveness e parità sul luogo di lavoro: dalla tecnologia un aiuto fondamentale Mon, 09 Mar 2020 10:01:18 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/informatica/information_technology/623503.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/informatica/information_technology/623503.html Omnicom PR Group Omnicom PR Group Gli esperti la chiamano work-life effectiveness, una strategia e un’organizzazione del proprio tempo che punta a una gestione degli impegni professionali e delle necessità personali efficace e di lungo termine. Un obiettivo, ma talvolta anche una necessità, per tutti i lavoratori, spesso impegnati in difficili equilibrismi tra vita privata e lavoro, nel tentativo mai facile di soddisfare le esigenze di entrambi gli ambiti, in maniera tale che essi si possano integrare in modo organico e sostenibile.

Il lavoro non è un luogo in cui andiamo ma quello che facciamo, e in questo senso un primo passo fondamentale è sicuramente l’implementazione di pratiche di smart working che portino a un ripensamento del modo di concepire il lavoro, basato ora su flessibilità, autonomia e responsabilizzazione. Un approccio orientato agli obiettivi e ai risultati, in cui a la misura della produttività è data dalla qualità e non dalle ore trascorse alla scrivania.

Come evidenziato anche dalla community dell’International Women Day (IWD), lo smartworking gioca un ruolo chiave nell'abbattimento delle barriere per le donne che aspirano a ruoli di leadership. La flessibilità è particolarmente necessaria, soprattutto in quei casi e in quelle società in cui le donne rimangono ancora le principali caregiver e coloro che si occupano delle faccende domestiche, per cui è importante che le aziende comprendano e rispettino le incombenze di cui spesso i loro dipendenti si fanno carico. Allo stesso tempo, affinché le aziende possano attrarre talenti – a partire da quelli femminili - in ruoli di leadership, devono offrire non solo una retribuzione equa, ma anche un corretto work/life balance e concrete opportunità di sviluppo personale e attraverso corsi di formazione digitale e corsi di e-learning.

Il progetto europeo Elena (Experimenting flexible Labour tools for Enterprises by engaging men and women) ha analizzato gli effetti – positivi - per uomini e donne della pratica del lavoro flessibile anche in Italia grazie a un esperimento condotto da Marta Angelici e Paola Profeta. In particolare, l’aumento della produttività rispetto a un lavoratore “tradizionale” è risultato pari al 4 per cento, con valori simili a prescindere dal genere. Alcune differenze si riscontrano, invece, riguardo alla “soddisfazione”, che è più elevata per le donne che usufruiscono del lavoro smart in riferimento al proprio reddito, all’attività che svolgono, al tempo libero, al work- life balance (7,9% contro il 5,4% maschile) e alla vita in generale.

Lo smart working, quindi, si dimostra una misura utile per tutti, uomini e donne. Non solo, il lavoro flessibile è particolarmente promettente anche come strumento per assicurare la parità di genere sul mercato del lavoro. Ad esempio, i dati del progetto Elena certificano che grazie al lavoro flessibile, gli uomini hanno dedicato più tempo alla cura dei figli: un passo fondamentale per ridurre le disuguaglianze del carico di cura tra uomini e donne.

Appurati gli effetti positivi di questo approccio, si tratta per le organizzazioni di spingere con ancora maggiore convinzione l’adozione di politiche di smart working, che passano necessariamente da una revisione della cultura organizzativa delle aziende supportata da una adeguata dotazione tecnologica.

POLY - azienda di comunicazione globale che alimenta connessioni e collaborazioni umane significative, combinando una leggendaria esperienza audio e potenti capacità di video e conferenze per superare le distrazioni, la complessità e la distanza che rendono difficile la comunicazione dentro e fuori dal luogo di lavoro - è da tempo impegnata a promuovere questa nuova cultura del lavoro flessibile, attraverso i propri prodotti e attività di consulenza. Sonal Bisht, Head of Corporate Communications EMEA di Poly, sintetizza i quattro principali requisiti tecnologici necessari per creare le condizioni per uno smart working efficiente:

 

 

 

1. Assicurarsi che i dispositivi aziendali  - come la pluripremiata famiglia Poly Studio X, facile da allestire in un paio di minuti per uso domestico o d'ufficio, adatto a sale riunioni fino a 10 persone -  siano compatibili con le piattaforme di comunicazione e collaborazione più diffuse, tra cui Microsoft Teams e Zoom, in modo che i dipendenti possano interagire con clienti, partner e colleghi ovunque, in qualsiasi momento tramite il loro laptop, tablet o smartphone;

2. Investire in un sistema di telefonia intelligente (come Poly Elara 60) per permettere ai propri collaboratori di essere facilmente raggiungibili su un numero, tramite smartphone o telefono fisso;

3. Attrezzarsi con delle cuffie Bluetooth di livello enterprise di qualità dotate multi-connettività e cancellazione attiva del rumore, come i modelli Poly Voyager 4200 o Voyager 5200 della serie Office che garantiscono un audio di alta qualità e la soppressione del rumore indesiderato, consentendo di concentrarsi ovunque;

4. Collegare una EagleEye Mini Camera al proprio laptop per immagini di qualità video HD di classe business, in modo da sentirsi come se si fosse seduti accanto ai propri colleghi e clienti durante le videoconferenze

 

Il ridisegno complessivo dell'organizzazione del lavoro per uomini e donne nel nome della flessibilità è la sfida oggi da cogliere: i dati ne dimostrano i benefici per le aziende e i lavoratori e gli strumenti tecnologici oggi consentono di mettere in pratica quelle pratiche di smart working capaci di contribuire a colmare le diseguaglianze di genere sul lavoro.

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Lo Chef Ivano Ricchebono nominato Ambasciatore dello Stoccafisso di Norvegia 2020 Fri, 06 Mar 2020 14:29:46 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/623290.html http://content.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/623290.html Omnicom PR Group Omnicom PR Group Milano, 6 marzo 2020Lo chef Ivano Ricchebono è stato premiato ieri dal Norwegian Seafood Council con la nomina ad Ambasciatore dello Stoccafisso di Norvegia 2020. Genovese, executive chef del ristorante stellato The Cook (Genova), Ricchebono è considerato uno dei più creativi chef italiani, in quanto reinterpreta la cucina ligure in modo ricercato, innovativo, ma sempre con grande attenzione alla sua terra d’origine e al “suo” mare.

 

La sua cucina si basa essenzialmente su prodotti stagionali e del territorio, all’insegna dell’unione della tradizione gastronomica italiana e l’evoluzione della modernità. Il risultato: personalizzazioni inaspettate delle ricette tipiche della tradizione ligure. Infatti, le sue creazioni lo portano a rivisitare i procedimenti classici, esaltando i sapori degli ingredienti.

The Cook è il suo ristorante situato in un punto strategico nel centro storico di Genova, all’interno del Palazzo Branca Doria, nella sala affrescata da Bernardo Strozzi nel 1600. La cucina, premiata con una Stella Michelin, offre sia raffinati piatti gourmet sia piatti della tradizione. Ivano ha mosso i primi passi sotto l’esperta guida del famoso Chef Stefano Giorgi, per poi mettere in pratica i preziosi insegnamenti in rinomati ristoranti e hotel del territorio ligure, fino all’ingresso nel circuito del grande Gruppo Alberghiero francese Accor. Ha avuto così la possibilità di apprendere tutti i segreti di grandi Chef e assimilare le diverse peculiarità culinarie regionali.

Il Norwegian Seafood Council ha scelto di premiare lo chef Ivano Ricchebono con il titolo di Ambasciatore dello Stoccafisso di Norvegia, come riconoscimento della sua straordinaria capacità di lavorare ed esaltare la semplicità e le potenzialità delle materie prime come lo stoccafisso e per la sua creatività nell’unire, in un mix equilibrato e perfetto, la tradizione e l’innovazione.

 

Sono davvero felice di ricevere questo importante riconoscimento da parte di un ente così prestigioso come il Norwegian Seafood Council”, dichiara Ivano Ricchebono. “Lo stoccafisso fa parte della tradizione culinaria ligure e diventarne l’Ambasciatore è per me motivo di grande orgoglio. Rappresenta il segnale che il mio lavoro e il mio impegno stanno andando nella giusta direzione. È bello sapere di essere apprezzati per la propria cucina e di rappresentare quel legame gastronomico tra due paesi, come la Norvegia e l’Italia, all’apparenza così distanti, ma profondamente uniti da quel fil rouge che è la passione per la cucina e le materie prime eccellenti. Lo Stoccafisso di Norvegia è un prodotto dalle qualità organolettiche uniche, che mi permette ogni volta di riportare, con l’estro che mi contraddistingue, i sapori della nostra tradizione in tavola”.

 

Siamo molto felici di nominare lo chef Ivano Ricchebono come nostro nuovo Ambasciatore dello Stoccafisso - ha affermato Trym Eidem Gundersen, Direttore Italia del Norwegian Seafood Council - Per noi rappresenta uno chef talentuoso, capace di mixare alla perfezione la tradizione culinaria ligure con la modernità per presentare ricette originali e uniche, nel pieno rispetto delle pregiate materie prime. La sua continua sperimentazione, ricerca della perfezione e maniacale cura dei dettagli sono i veri ingredienti dei suoi piatti.

 

 

E da ligure DOC, nella sua cucina non poteva mancare lo stoccafisso, uno dei prodotti ittici norvegesi più pregiati e importanti della tradizione italiana”. 

 

Nel corso della cena di nomina, svoltasi ieri 4 marzo presso il ristorante Savini 1867 Milano, è stato presentato un menù che ha valorizzato al massimo questo ingrediente, a partire da una nuova creazione di Ricchebono: lo “Stoccafisso Antica Genova e non solo”. Un mix di sapori e ingredienti semplici come le patate, lo zafferano, il radicchio, le acciughe e il tocco creativo della spugna al basilico per esaltare il sapore unico dello stoccafisso, attraverso un’interpretazione originale e raffinata.

 

Il premio assegnato dal Norwegian Seafood Council rappresenta il riconoscimento per chi si è distinto nella promozione dello Stoccafisso di Norvegia in Italia. Ivano Ricchebono ha ricevuto il testimone di Ambasciatore dello Stoccafisso dagli chef Enrico e Roberto Cerea, chef a 3 stelle Michelin, del ristorante Da Vittorio a Brusaporto (BG), noti per la loro incredibile capacità di valorizzare una cucina a base di pesce in un territorio, come quello bergamasco, da sempre contraddistinto da una trazione culinaria prevalentemente a base di carne, salumi e formaggi. 

 

Ad oggi, gli Ambasciatori dello Stoccafisso di Norvegia eletti dal Norwegian Seafood Council sono:

 

  • Ivano Ricchebono – The Cook, Genova (GE) - 2020
  • Enrico e Roberto Cerea – Da Vittorio, Brusaporto (BG) - 2019
  • Moreno Cedroni - La Madonnina del Pescatore, Marzocca (AN) - 2018
  • Anthony Genovese – Ristorante Il Pagliaccio, Roma (RM) - 2016
  • Felice Lo Basso – Felix Lo Basso, Milano (MI) – 2015
  • Paolo Barrale – Ristorante Marennà, Sorbo Serpico (AV) - 2014
  • Antonino Rossi – Qafiz, Località Calabretto, Santa Cristina D’Aspromonte (RC) - 2013
  • Franco Favaretto – Ristorante BaccalàDivino, Mestre (VE) - 2012
  • Giovanni Pozzan - Antica Trattoria Due Spade, Sandrigo (VI) – 2009
  • Antonio Chemello – Trattoria da Palmerino, Sandrigo (VI) – 2009
  • Gian Paolo Belloni – Ristorante Zeffirino, Genova (GE) - 2008
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APRE IL NUOVO VORWERK POINT DI FROSINONE Fri, 28 Feb 2020 17:13:27 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/varie/622371.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/varie/622371.html Omnicom PR Group Omnicom PR Group Taglio del nastro per il nuovo Vorwerk Point che apre le porte a Frosinone in via Madonna della Neve 100.

 

Il nuovo punto vendita nasce da una collaborazione con la famiglia Milani, imprenditori attivi da oltre 20 anni sul territorio con un centro assistenza multimarca, che ha dato vita a un’importante opera di ristrutturazione e riqualificazione della storica sede per farla diventare oggi punto di riferimento esclusivo per la clientela Bimby e Folletto.

 

Dislocato su una superficie di circa 70 mq, il nuovo Vorwerk Point ospita un’area espositiva dedicata alla vendita di consumabili, ricambi e accessori Bimby e Folletto, oltre a un’area attrezzata per le riparazioni tecniche e l’assistenza sugli apparecchi.

Al cliente viene offerto un servizio di assistenza a 360 gradi. Dalla consulenza altamente qualificata su tutte le ultime novità Vorwerk a una serie di servizi dedicati, come ritiro a domicilio dell'apparecchio, riparazioni su prenotazione, servizio di consegna lampo, reperimento consumabili e molto altro ancora.

 

Il nuovo punto vendita nasce dalla nostra volontà di presidiare il territorio per offrire un servizio di elevata qualità e affidabilità, proponendo solo materiali originali Vorwerk ai suoi clienti. Ci troviamo sempre più spesso di fronte a improvvisati commercianti che presentano ricambi o prodotti rigenerati come nuovi a prezzi competitivi. Questi prodotti però non sono autorizzati e nell’acquisto il cliente rischia di danneggiare l’originale”, ha commentato Aldo Santini, Responsabile del Retail Vorwerk Italia.

 

A questo proposito, oltre ai Vorwerk Point, l’azienda ricorda che i clienti possono rivolgersi ai canali ufficiali quali gli incaricati alla vendita, l’e-shop, i Centri Assistenza Autorizzati presenti su Folletto.it e Bimby.it o contattando i rispettivi numeri verdi, diffidando da qualsiasi altro canale di vendita. Inoltre, è bene ricordare che Folletto non chiama al telefono i propri clienti per fare promozioni né per vendere telefonicamente alcun prodotto. Quindi bisogna diffidare da chi contatta con questa modalità a nome dell’azienda.

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GetResponse: gli italiani nella Top 5 mondiale tra i clienti online più ricettivi a livello globale Tue, 25 Feb 2020 15:31:25 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/621692.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/621692.html Omnicom PR Group Omnicom PR Group  

 

Lo strumento ‘newsletter’ è sicuramente efficace, eppure soltanto il 12% delle PMI lo prevede nella propria strategia di vendita

 

Milano, 25 febbraio 2020 - GetResponse, la piattaforma di online marketing all-in-one, riferisce che i clienti italiani inviano più di 20 milioni di messaggi al mese e creano circa 700 landing page al mese e che l’Italia, con un tasso medio di apertura della newsletter del 33,24%, risulta tra i primi 5 paesi più reattivi al mondo.

Entro il 2040 si prevede che il 95% degli acquisti avverrà tramite e-commerce[1], mentre nel 2020, il numero di acquirenti digitali in tutto il mondo potrebbe raggiungere i 2,05 miliardi, una cifra destinata a crescere nel 2021, raggiungendo 2,14 miliardi[2].

I consumatori italiani sono circa 38 milioni - rappresentando il 62% della popolazione totale - e si prevede che raggiungeranno i 41 milioni entro la fine del 2023[3].

Tuttavia, solo il 12% delle piccole e medie imprese (PMI) italiane vende i propri beni e/o servizi attraverso portali online, nonostante il 55% riferisca di un aumento della produzione e del fatturato.

Qual è, quindi, il motivo per cui la maggior parte delle PMI italiane è ancora diffidente nei confronti del mercato digitale, nonostante ne conosca i vantaggi? Tra i fattori che rallentano la crescita della digitalizzazione vi sono le competenze informatiche limitate, la mancanza di qualifiche, la mancanza di comprensione del funzionamento e dell'implementazione di una piattaforma di e-commerce, nonché dei relativi costi.

Tra quelli già disponibili online vi sono alcuni strumenti pratici che possono realmente aiutare a sviluppare e organizzare al meglio le attività online - quali e-mail, DEM, landing page, newsletter, ecc - e per questi GetResponse risulta estremamente utile nella loro gestione e permette alle aziende di realizzare campagne di marketing di livello superiore.

Le newsletter rappresentano sicuramente un grande vantaggio, nonostante molte PMI non ne riconoscano ancora l’effettiva importanza. Infatti, possono fornire supporto nel condividere informazioni, sponsorizzare un nuovo prodotto o servizio, offrire sconti e promozioni riservati ai clienti e aumentare le visite verso i propri siti Web.

L'utilizzo di uno specifico strumento per accelerare e facilitare questo processo può rappresentare la soluzione ideale, rendendola più semplice nell’implementazione.

Inoltre, GetResponse prevede di estendere ulteriormente le proprie attività nel mercato italiano, come confermato dal feedback positivo che il Paese sta fornendo. A ulteriore conferma, dal 1° febbraio 2020 GetResponse ha iniziato a fornire il primo supporto per i clienti in lingua italiana. Il servizio si integrerà con quello già disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7 via e-mail e chat.

 

Note:

1]  Nasdaq 2017

2]  Oberlo

 

3]  Statista

 

Informazioni su GetResponse 

GetResponse, la piattaforma di on-line marketing all-in-one, aiuta gli imprenditori a generare e organizzare liste di abbonati mirati e inviare newsletter, e-mail, video e campagne di follow-up di grande impatto. Offre servizi di marketing automation, progettazione reattiva di e-mail e fornisce centinaia di modelli pronti all'uso di e-mail e landing page, oltre a utili strumenti di analisi statistica. Più di 350.000 clienti in 183 paesi si affidano alle piattaforme GetResponse, ora disponibili in 27 lingue diverse. La società opera a livello globale con uffici in Polonia, Stati Uniti, Canada, Francia, Spagna, Brasile e Russia con oltre 300 professionisti. GetResponse vanta più di 15 anni di esperienza e continua a fornire eccellenti soluzioni di marketing online agli imprenditori, aiutandoli a far crescere le loro attività.

Per ulteriori informazioni: https://www.getresponse.it/ 

Contatti:

Peter Gzela

EMEA Business Coordinator

peter.gzela@getresponse.com

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Le indicazioni di Panda Security per le dark net: come usarle in sicurezza Wed, 19 Feb 2020 12:05:29 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/informatica/information_technology/620901.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/informatica/information_technology/620901.html Omnicom PR Group Omnicom PR Group  

La maggior parte degli utenti di internet frequenta di rado il dark web, eppure la curiosità che suscita attira ogni anno molti curiosi con l’intento di “sbirciare”. Contrariamente al pensiero comune, non tutti i contenuti del dark web sono illegali e pericolosi. In realtà nelle dark net troviamo maggiormente contenuti simili a quelli presenti sul web tradizionali o modificati, come l’edizione “dark” del New York Times.

Le dark net sono reti parallele (friend to friend o P2P) nate con l’intenzione di creare uno spazio virtuale in cui viene rispettato l’anonimato. Questo bisogno non è esclusivo di chi conduce attività illegali ma anche degli utenti preoccupati dal continuo monitoraggio di internet.  Questo ha reso possibile il fiorire di contenuti innocui sulle principali reti parallele su cui troviamo forum di cucina, portali di informazione come ProPublica, capace di informare utenti di paesi in cui il tradizionale Internet è censurato, la Hidden Wiki ossia una Wikipedia “parallela” oppure Astaroth, il portale che divulga gratuitamente lezioni per qualsiasi livello di istruzione. Difatti si stima che i siti innocui rappresentino il 90% dei contenuti delle dark net, mentre il restante 10% è costituito effettivamente da siti criminali.

Per la navigazione di ogni dark net è necessario scaricare un software specifico: per accedere alla rete Tor, la più grande, basta scaricare il browser omonimo gratuitamente dall’Internet tradizionale. Questa ospita siti con estensione .onion (ad indicare la struttura multilivello della rete), in questo modo il sistema Tor reindirizza i collegamenti sulla rete per mantenere l’anonimato.

Per accedere alle reti più grandi è sufficiente un browser specifico, mentre le più piccole sono reti private ed è necessario un invito per unirsi e ottenere le credenziali di accesso. Per chi ha intenzione di connettersi ad una dark net bisogna chiarire che la connessione viene gestita dal software della rete e sebbene ciò garantisce l’anonimato, rende anche più vulnerabili agli attacchi informatici.

Infatti, i contributi di ogni utente e le enormi risorse a disposizione hanno dotato l’Internet tradizionale di protocolli di sicurezza estremamente efficaci. Quindi i curiosi e/o i riservati che scelgono lecitamente di utilizzare una dark net devono sempre tenere a mente che queste ultime sono molto meno sicure rispetto a Internet.

Per proteggere anche questo tipo di utenza, Panda Security ha elaborato alcuni consigli per accedere e navigare in sicurezza anche sulle dark net:

  • Non condividere dati personali.
  • Non accedere a siti illegali nei quali è facile essere colpiti da malware
  • Non fare acquisti e non inserire i dati della carta di credito in un sito di una dark net.
  • Utilizzare una VPN oltre al software di connessione alla dark net. In questo modo si aggiungerà un livello di sicurezza in più alla propria connessione.
  • Installare un software di cybersicurezza potente.
  • Non scaricare file.

 

Per maggiori informazioni cliccate su: https://www.pandasecurity.com/italy/mediacenter/tecnologia/che-cosa-ce-sulle-dark-net/

Buona visione e buona navigazione (anche nelle dark net)!

 

 

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Le indicazioni di Panda Security per le dark net: come usarle in sicurezza Wed, 19 Feb 2020 12:02:10 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/informatica/information_technology/620899.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/informatica/information_technology/620899.html Omnicom PR Group Omnicom PR Group  

La maggior parte degli utenti di internet frequenta di rado il dark web, eppure la curiosità che suscita attira ogni anno molti curiosi con l’intento di “sbirciare”. Contrariamente al pensiero comune, non tutti i contenuti del dark web sono illegali e pericolosi. In realtà nelle dark net troviamo maggiormente contenuti simili a quelli presenti sul web tradizionali o modificati, come l’edizione “dark” del New York Times.

Le dark net sono reti parallele (friend to friend o P2P) nate con l’intenzione di creare uno spazio virtuale in cui viene rispettato l’anonimato. Questo bisogno non è esclusivo di chi conduce attività illegali ma anche degli utenti preoccupati dal continuo monitoraggio di internet.  Questo ha reso possibile il fiorire di contenuti innocui sulle principali reti parallele su cui troviamo forum di cucina, portali di informazione come ProPublica, capace di informare utenti di paesi in cui il tradizionale Internet è censurato, la Hidden Wiki ossia una Wikipedia “parallela” oppure Astaroth, il portale che divulga gratuitamente lezioni per qualsiasi livello di istruzione. Difatti si stima che i siti innocui rappresentino il 90% dei contenuti delle dark net, mentre il restante 10% è costituito effettivamente da siti criminali.

Per la navigazione di ogni dark net è necessario scaricare un software specifico: per accedere alla rete Tor, la più grande, basta scaricare il browser omonimo gratuitamente dall’Internet tradizionale. Questa ospita siti con estensione .onion (ad indicare la struttura multilivello della rete), in questo modo il sistema Tor reindirizza i collegamenti sulla rete per mantenere l’anonimato.

Per accedere alle reti più grandi è sufficiente un browser specifico, mentre le più piccole sono reti private ed è necessario un invito per unirsi e ottenere le credenziali di accesso. Per chi ha intenzione di connettersi ad una dark net bisogna chiarire che la connessione viene gestita dal software della rete e sebbene ciò garantisce l’anonimato, rende anche più vulnerabili agli attacchi informatici.

Infatti, i contributi di ogni utente e le enormi risorse a disposizione hanno dotato l’Internet tradizionale di protocolli di sicurezza estremamente efficaci. Quindi i curiosi e/o i riservati che scelgono lecitamente di utilizzare una dark net devono sempre tenere a mente che queste ultime sono molto meno sicure rispetto a Internet.

Per proteggere anche questo tipo di utenza, Panda Security ha elaborato alcuni consigli per accedere e navigare in sicurezza anche sulle dark net:

  • Non condividere dati personali.
  • Non accedere a siti illegali nei quali è facile essere colpiti da malware
  • Non fare acquisti e non inserire i dati della carta di credito in un sito di una dark net.
  • Utilizzare una VPN oltre al software di connessione alla dark net. In questo modo si aggiungerà un livello di sicurezza in più alla propria connessione.
  • Installare un software di cybersicurezza potente.
  • Non scaricare file.

 

Per maggiori informazioni cliccate su: https://www.pandasecurity.com/italy/mediacenter/tecnologia/che-cosa-ce-sulle-dark-net/

Buona visione e buona navigazione (anche nelle dark net)!

 

 

 

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Le indicazioni di Panda Security per le dark net: come usarle in sicurezza Wed, 19 Feb 2020 12:01:30 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/informatica/information_technology/620898.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/informatica/information_technology/620898.html Omnicom PR Group Omnicom PR Group La maggior parte degli utenti di internet frequenta di rado il dark web, eppure la curiosità che suscita attira ogni anno molti curiosi con l’intento di “sbirciare”. Contrariamente al pensiero comune, non tutti i contenuti del dark web sono illegali e pericolosi. In realtà nelle dark net troviamo maggiormente contenuti simili a quelli presenti sul web tradizionali o modificati, come l’edizione “dark” del New York Times.

Le dark net sono reti parallele (friend to friend o P2P) nate con l’intenzione di creare uno spazio virtuale in cui viene rispettato l’anonimato. Questo bisogno non è esclusivo di chi conduce attività illegali ma anche degli utenti preoccupati dal continuo monitoraggio di internet.  Questo ha reso possibile il fiorire di contenuti innocui sulle principali reti parallele su cui troviamo forum di cucina, portali di informazione come ProPublica, capace di informare utenti di paesi in cui il tradizionale Internet è censurato, la Hidden Wiki ossia una Wikipedia “parallela” oppure Astaroth, il portale che divulga gratuitamente lezioni per qualsiasi livello di istruzione. Difatti si stima che i siti innocui rappresentino il 90% dei contenuti delle dark net, mentre il restante 10% è costituito effettivamente da siti criminali.

Per la navigazione di ogni dark net è necessario scaricare un software specifico: per accedere alla rete Tor, la più grande, basta scaricare il browser omonimo gratuitamente dall’Internet tradizionale. Questa ospita siti con estensione .onion (ad indicare la struttura multilivello della rete), in questo modo il sistema Tor reindirizza i collegamenti sulla rete per mantenere l’anonimato.

Per accedere alle reti più grandi è sufficiente un browser specifico, mentre le più piccole sono reti private ed è necessario un invito per unirsi e ottenere le credenziali di accesso. Per chi ha intenzione di connettersi ad una dark net bisogna chiarire che la connessione viene gestita dal software della rete e sebbene ciò garantisce l’anonimato, rende anche più vulnerabili agli attacchi informatici.

Infatti, i contributi di ogni utente e le enormi risorse a disposizione hanno dotato l’Internet tradizionale di protocolli di sicurezza estremamente efficaci. Quindi i curiosi e/o i riservati che scelgono lecitamente di utilizzare una dark net devono sempre tenere a mente che queste ultime sono molto meno sicure rispetto a Internet.

Per proteggere anche questo tipo di utenza, Panda Security ha elaborato alcuni consigli per accedere e navigare in sicurezza anche sulle dark net:

  • Non condividere dati personali.
  • Non accedere a siti illegali nei quali è facile essere colpiti da malware
  • Non fare acquisti e non inserire i dati della carta di credito in un sito di una dark net.
  • Utilizzare una VPN oltre al software di connessione alla dark net. In questo modo si aggiungerà un livello di sicurezza in più alla propria connessione.
  • Installare un software di cybersicurezza potente.
  • Non scaricare file.

 

Per maggiori informazioni cliccate su: https://www.pandasecurity.com/italy/mediacenter/tecnologia/che-cosa-ce-sulle-dark-net/

Buona visione e buona navigazione (anche nelle dark net)!

 

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Uno studio europeo sul consumo sostenibile realizzato da Oney mostra che il 90% dei consumatori si aspetta che le aziende si impegnino a supportarli nel migliorare le loro scelte Wed, 19 Feb 2020 10:47:37 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/finanza/620868.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/finanza/620868.html Omnicom PR Group Omnicom PR Group Oney, banca internazionale con oltre 35 anni di esperienza e presente in 11 Paesi con soluzioni di pagamento innovative, ha maturato esperienza nei processi di acquisto e pagamento consentendogli di comprendere il comportamento dei consumatori europei e di decifrare le tendenze che trasformeranno gli acquisti di domani. In collaborazione con OpinionWay, Oney ha realizzato uno studio sulle aspettative e le preoccupazioni dei consumatori in quattro paesi - Francia, Spagna, Portogallo e Ungheria - prestando un'attenzione particolare al consumo sostenibile.

 

I cittadini sono consapevoli della realtà del riscaldamento globale e dell'esaurimento delle risorse. Ma vale lo stesso per i consumatori? Sono pronti a cambiare il loro paradigma per quanto riguarda le sfide ambientali? Quali sono le loro abitudini di consumo? Quali azioni stanno attuando? Lo studio condotto da Oney e OpinionWay risponde a queste domande.

 

Una preoccupazione pan-europea

 

Il 90% dei consumatori europei afferma di essere sensibile al consumo sostenibile e si adopera per raggiungere questo obiettivo. Per definire questo concetto di consumo sostenibile, gli intervistati hanno avanzato 3 criteri principali:

 

Lo spreco alimentare è la principale preoccupazione.

L'obsolescenza pianificata si colloca al secondo posto con quasi il 50% degli intervistati.

Il metodo di fabbricazione dei prodotti si colloca al terzo posto (oltre il 30% in totale).

 

Questi rappresentano solo alcuni punti di partenza su cui lavorare per raggiungere abitudini di consumo consapevoli.

 

Gli europei desiderosi di orientarsi verso un modello più virtuoso ...

 

Sulla base di queste considerazioni, l’obiettivo di Oney era capire se le aspirazioni ambientali dei consumatori avessero un impatto sui modelli di consumo. Lo studio rileva che nel corso degli ultimi 3 anni sono aumentate le pratiche responsabili e quasi un consumatore su due sta acquistando un maggior numero di prodotti biologici, più prodotti di produzione locale, sta smistando i propri rifiuti e acquista prodotti riciclabili o riciclati. Mylène Engelspach, Direttore Elaborazione, Comunicazione e CSR di Oney, ha commentato: “Questo studio è un indicatore importante che dovrebbe consentire a Oney di rafforzare il proprio posizionamento a favore di un consumo sostenibile a beneficio di tutti i consumatori europei”.

 

 

Inoltre, i consumatori stanno valutando metodi di acquisto alternativi, tra cui i prodotti di seconda mano; l'80% del campione infatti afferma di aver già acquistato questo tipo di beni. Le innovazioni tecnologiche non sono estranee a queste nuove pratiche, poiché circa il 60% dei consumatori ha effettuato i propri acquisti tramite piattaforme digitali. Inoltre, oltre il 50% degli intervistati ha dichiarato di aver effettuato acquisti direttamente con privati.

 

Mentre il prezzo rimane un criterio inevitabile, stanno emergendo nuovi fattori per la selezione. L'impatto sulla salute è il secondo criterio più importante, considerato dalla maggior parte degli intervistati un fattore chiave nella scelta di un bene, insieme alla prestazione e alla durata di vita dei prodotti. Allo stesso modo la reputazione delle aziende sembra essere un fattore rilevante e che viene preso in considerazione al momento dell’acquisto.

 

... Ma chiedendo un coinvolgimento proattivo del marchio

 

Se i consumatori stanno agendo quotidianamente per cambiare le loro abitudini di consumo, gran parte di loro rimane pessimista sulla capacità delle aziende di rispondere alle proprie aspettative in materia di sviluppo sostenibile e consumo responsabile. Più della metà degli intervistati non crede alle promesse dei marchi in materia di sostenibilità e sono estremamente scettici sulla possibilità di rispondere ai cambiamenti climatici attraverso innovazioni tecnologiche.

 

I consumatori inoltre, desiderano che le aziende li aiutino a migliorare le proprie abitudini offrendo loro supporto con prodotti e pratiche più responsabili. Queste pratiche dovrebbero essere viste nel contesto di una tendenza in corso, quella della riduzione dei consumi, che è considerata inevitabile dalla maggior parte degli intervistati.

 

Pertanto, è fondamentale che le aziende soddisfino le aspettative e le aspirazioni dei consumatori, poiché sono in gran parte pronti a cambiare le loro abitudini allineandosi con il consumo sostenibile: oltre l'80% degli intervistati è disposto a consumare più prodotti biologici, pagare di più per un prodotto proveniente da fonti responsabili e favorire modalità di trasporto alternative.

 

 

 

Il settore bancario al centro di questo cambiamento di paradigma

 

Le aspettative dei consumatori nei confronti delle banche stanno chiaramente cambiando. Oggi le relazioni con i clienti e le consulenze sono considerate un prerequisito e non più un servizio aggiuntivo, poiché oltre l'80% degli intervistati vuole poter beneficiare di una consulenza gratuita al fine di ottimizzare il proprio budget. Tuttavia, questa relazione non è più riservata all'ottimizzazione personale, poiché i clienti vorrebbero che gli aspetti ambientali fossero presi in considerazione: quasi l'80% dei consumatori vorrebbe che le banche mettessero in atto strumenti per misurare l'impatto delle emissioni di carbonio.

 

Inoltre, gli europei sono pronti a premiare le buone prestazioni. Il 75% degli intervistati è pronto a scegliere la propria banca in base ai suoi impegni consapevoli e sostenibili, come la creazione di prestiti a basso interesse per acquisti sostenibili o partnership con aziende impegnate nel rispetto dell'ambiente. La novità è che quasi il 50% dei consumatori è propenso a partecipare allo sforzo, poiché afferma di essere disposto a pagare da 5 a 10 % in più per sostenere le azioni della propria banca, segno che l'impegno di un'azienda per un consumo sostenibile è un criterio tanto importante quanto il suo prezzo.

 

Oney, un giocatore impegnato nel consumo sostenibile

 

Come leader nel campo della soluzione di pagamento innovativa e del percorso di acquisto, Oney è consapevole di questi nuovi criteri e del suo ruolo in un mondo in cui le sfide ambientali rappresentano una priorità. Oney si sta quindi impegnando per incoraggiare i suoi stakeholder ad attuare pratiche di consumo più consapevoli.

 

Ad esempio in Italia in collaborazione con e-Price, leader italiano dell’e-Commerce e quotato sul segmento STAR di Borsa Italiana, Oney ha avviato un nuovo servizio dii finanziamento - attivata lo scorso Dicembre 2019 - per tutti gli acquisti di elettrodomestici ad alta efficienza energetica. Questo tipo di soluzione può essere estesa a tutti i paesi in cui il gruppo è presente, in collaborazione con i suoi partner, in linea con l’obiettivo di Oney di contribuire a un mondo più giusto, più umano e più sostenibile.

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Uno studio europeo sul consumo sostenibile realizzato da Oney mostra che il 90% dei consumatori si aspetta che le aziende si impegnino a supportarli nel migliorare le loro scelte Wed, 19 Feb 2020 10:46:54 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/finanza/620866.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/finanza/620866.html Omnicom PR Group Omnicom PR Group Oney, banca internazionale con oltre 35 anni di esperienza e presente in 11 Paesi con soluzioni di pagamento innovative, ha maturato esperienza nei processi di acquisto e pagamento consentendogli di comprendere il comportamento dei consumatori europei e di decifrare le tendenze che trasformeranno gli acquisti di domani. In collaborazione con OpinionWay, Oney ha realizzato uno studio sulle aspettative e le preoccupazioni dei consumatori in quattro paesi - Francia, Spagna, Portogallo e Ungheria - prestando un'attenzione particolare al consumo sostenibile.

 

I cittadini sono consapevoli della realtà del riscaldamento globale e dell'esaurimento delle risorse. Ma vale lo stesso per i consumatori? Sono pronti a cambiare il loro paradigma per quanto riguarda le sfide ambientali? Quali sono le loro abitudini di consumo? Quali azioni stanno attuando? Lo studio condotto da Oney e OpinionWay risponde a queste domande.

 

Una preoccupazione pan-europea

 

Il 90% dei consumatori europei afferma di essere sensibile al consumo sostenibile e si adopera per raggiungere questo obiettivo. Per definire questo concetto di consumo sostenibile, gli intervistati hanno avanzato 3 criteri principali:

 

Lo spreco alimentare è la principale preoccupazione.

L'obsolescenza pianificata si colloca al secondo posto con quasi il 50% degli intervistati.

Il metodo di fabbricazione dei prodotti si colloca al terzo posto (oltre il 30% in totale).

 

Questi rappresentano solo alcuni punti di partenza su cui lavorare per raggiungere abitudini di consumo consapevoli.

 

Gli europei desiderosi di orientarsi verso un modello più virtuoso ...

 

Sulla base di queste considerazioni, l’obiettivo di Oney era capire se le aspirazioni ambientali dei consumatori avessero un impatto sui modelli di consumo. Lo studio rileva che nel corso degli ultimi 3 anni sono aumentate le pratiche responsabili e quasi un consumatore su due sta acquistando un maggior numero di prodotti biologici, più prodotti di produzione locale, sta smistando i propri rifiuti e acquista prodotti riciclabili o riciclati. Mylène Engelspach, Direttore Elaborazione, Comunicazione e CSR di Oney, ha commentato: “Questo studio è un indicatore importante che dovrebbe consentire a Oney di rafforzare il proprio posizionamento a favore di un consumo sostenibile a beneficio di tutti i consumatori europei”.

 

 

Inoltre, i consumatori stanno valutando metodi di acquisto alternativi, tra cui i prodotti di seconda mano; l'80% del campione infatti afferma di aver già acquistato questo tipo di beni. Le innovazioni tecnologiche non sono estranee a queste nuove pratiche, poiché circa il 60% dei consumatori ha effettuato i propri acquisti tramite piattaforme digitali. Inoltre, oltre il 50% degli intervistati ha dichiarato di aver effettuato acquisti direttamente con privati.

 

Mentre il prezzo rimane un criterio inevitabile, stanno emergendo nuovi fattori per la selezione. L'impatto sulla salute è il secondo criterio più importante, considerato dalla maggior parte degli intervistati un fattore chiave nella scelta di un bene, insieme alla prestazione e alla durata di vita dei prodotti. Allo stesso modo la reputazione delle aziende sembra essere un fattore rilevante e che viene preso in considerazione al momento dell’acquisto.

 

... Ma chiedendo un coinvolgimento proattivo del marchio

 

Se i consumatori stanno agendo quotidianamente per cambiare le loro abitudini di consumo, gran parte di loro rimane pessimista sulla capacità delle aziende di rispondere alle proprie aspettative in materia di sviluppo sostenibile e consumo responsabile. Più della metà degli intervistati non crede alle promesse dei marchi in materia di sostenibilità e sono estremamente scettici sulla possibilità di rispondere ai cambiamenti climatici attraverso innovazioni tecnologiche.

 

I consumatori inoltre, desiderano che le aziende li aiutino a migliorare le proprie abitudini offrendo loro supporto con prodotti e pratiche più responsabili. Queste pratiche dovrebbero essere viste nel contesto di una tendenza in corso, quella della riduzione dei consumi, che è considerata inevitabile dalla maggior parte degli intervistati.

 

Pertanto, è fondamentale che le aziende soddisfino le aspettative e le aspirazioni dei consumatori, poiché sono in gran parte pronti a cambiare le loro abitudini allineandosi con il consumo sostenibile: oltre l'80% degli intervistati è disposto a consumare più prodotti biologici, pagare di più per un prodotto proveniente da fonti responsabili e favorire modalità di trasporto alternative.

 

 

 

Il settore bancario al centro di questo cambiamento di paradigma

 

Le aspettative dei consumatori nei confronti delle banche stanno chiaramente cambiando. Oggi le relazioni con i clienti e le consulenze sono considerate un prerequisito e non più un servizio aggiuntivo, poiché oltre l'80% degli intervistati vuole poter beneficiare di una consulenza gratuita al fine di ottimizzare il proprio budget. Tuttavia, questa relazione non è più riservata all'ottimizzazione personale, poiché i clienti vorrebbero che gli aspetti ambientali fossero presi in considerazione: quasi l'80% dei consumatori vorrebbe che le banche mettessero in atto strumenti per misurare l'impatto delle emissioni di carbonio.

 

Inoltre, gli europei sono pronti a premiare le buone prestazioni. Il 75% degli intervistati è pronto a scegliere la propria banca in base ai suoi impegni consapevoli e sostenibili, come la creazione di prestiti a basso interesse per acquisti sostenibili o partnership con aziende impegnate nel rispetto dell'ambiente. La novità è che quasi il 50% dei consumatori è propenso a partecipare allo sforzo, poiché afferma di essere disposto a pagare da 5 a 10 % in più per sostenere le azioni della propria banca, segno che l'impegno di un'azienda per un consumo sostenibile è un criterio tanto importante quanto il suo prezzo.

 

Oney, un giocatore impegnato nel consumo sostenibile

 

Come leader nel campo della soluzione di pagamento innovativa e del percorso di acquisto, Oney è consapevole di questi nuovi criteri e del suo ruolo in un mondo in cui le sfide ambientali rappresentano una priorità. Oney si sta quindi impegnando per incoraggiare i suoi stakeholder ad attuare pratiche di consumo più consapevoli.

 

Ad esempio in Italia in collaborazione con e-Price, leader italiano dell’e-Commerce e quotato sul segmento STAR di Borsa Italiana, Oney ha avviato un nuovo servizio dii finanziamento - attivata lo scorso Dicembre 2019 - per tutti gli acquisti di elettrodomestici ad alta efficienza energetica. Questo tipo di soluzione può essere estesa a tutti i paesi in cui il gruppo è presente, in collaborazione con i suoi partner, in linea con l’obiettivo di Oney di contribuire a un mondo più giusto, più umano e più sostenibile.

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Uno studio europeo sul consumo sostenibile realizzato da Oney mostra che il 90% dei consumatori si aspetta che le aziende si impegnino a supportarli nel migliorare le loro scelte Wed, 19 Feb 2020 10:46:04 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/finanza/620864.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/finanza/620864.html Omnicom PR Group Omnicom PR Group Oney, banca internazionale con oltre 35 anni di esperienza e presente in 11 Paesi con soluzioni di pagamento innovative, ha maturato esperienza nei processi di acquisto e pagamento consentendogli di comprendere il comportamento dei consumatori europei e di decifrare le tendenze che trasformeranno gli acquisti di domani. In collaborazione con OpinionWay, Oney ha realizzato uno studio sulle aspettative e le preoccupazioni dei consumatori in quattro paesi - Francia, Spagna, Portogallo e Ungheria - prestando un'attenzione particolare al consumo sostenibile.

 

I cittadini sono consapevoli della realtà del riscaldamento globale e dell'esaurimento delle risorse. Ma vale lo stesso per i consumatori? Sono pronti a cambiare il loro paradigma per quanto riguarda le sfide ambientali? Quali sono le loro abitudini di consumo? Quali azioni stanno attuando? Lo studio condotto da Oney e OpinionWay risponde a queste domande.

 

Una preoccupazione pan-europea

 

Il 90% dei consumatori europei afferma di essere sensibile al consumo sostenibile e si adopera per raggiungere questo obiettivo. Per definire questo concetto di consumo sostenibile, gli intervistati hanno avanzato 3 criteri principali:

 

Lo spreco alimentare è la principale preoccupazione.

L'obsolescenza pianificata si colloca al secondo posto con quasi il 50% degli intervistati.

Il metodo di fabbricazione dei prodotti si colloca al terzo posto (oltre il 30% in totale).

 

Questi rappresentano solo alcuni punti di partenza su cui lavorare per raggiungere abitudini di consumo consapevoli.

 

Gli europei desiderosi di orientarsi verso un modello più virtuoso ...

 

Sulla base di queste considerazioni, l’obiettivo di Oney era capire se le aspirazioni ambientali dei consumatori avessero un impatto sui modelli di consumo. Lo studio rileva che nel corso degli ultimi 3 anni sono aumentate le pratiche responsabili e quasi un consumatore su due sta acquistando un maggior numero di prodotti biologici, più prodotti di produzione locale, sta smistando i propri rifiuti e acquista prodotti riciclabili o riciclati. Mylène Engelspach, Direttore Elaborazione, Comunicazione e CSR di Oney, ha commentato: “Questo studio è un indicatore importante che dovrebbe consentire a Oney di rafforzare il proprio posizionamento a favore di un consumo sostenibile a beneficio di tutti i consumatori europei”.

 

 

Inoltre, i consumatori stanno valutando metodi di acquisto alternativi, tra cui i prodotti di seconda mano; l'80% del campione infatti afferma di aver già acquistato questo tipo di beni. Le innovazioni tecnologiche non sono estranee a queste nuove pratiche, poiché circa il 60% dei consumatori ha effettuato i propri acquisti tramite piattaforme digitali. Inoltre, oltre il 50% degli intervistati ha dichiarato di aver effettuato acquisti direttamente con privati.

 

Mentre il prezzo rimane un criterio inevitabile, stanno emergendo nuovi fattori per la selezione. L'impatto sulla salute è il secondo criterio più importante, considerato dalla maggior parte degli intervistati un fattore chiave nella scelta di un bene, insieme alla prestazione e alla durata di vita dei prodotti. Allo stesso modo la reputazione delle aziende sembra essere un fattore rilevante e che viene preso in considerazione al momento dell’acquisto.

 

... Ma chiedendo un coinvolgimento proattivo del marchio

 

Se i consumatori stanno agendo quotidianamente per cambiare le loro abitudini di consumo, gran parte di loro rimane pessimista sulla capacità delle aziende di rispondere alle proprie aspettative in materia di sviluppo sostenibile e consumo responsabile. Più della metà degli intervistati non crede alle promesse dei marchi in materia di sostenibilità e sono estremamente scettici sulla possibilità di rispondere ai cambiamenti climatici attraverso innovazioni tecnologiche.

 

I consumatori inoltre, desiderano che le aziende li aiutino a migliorare le proprie abitudini offrendo loro supporto con prodotti e pratiche più responsabili. Queste pratiche dovrebbero essere viste nel contesto di una tendenza in corso, quella della riduzione dei consumi, che è considerata inevitabile dalla maggior parte degli intervistati.

 

Pertanto, è fondamentale che le aziende soddisfino le aspettative e le aspirazioni dei consumatori, poiché sono in gran parte pronti a cambiare le loro abitudini allineandosi con il consumo sostenibile: oltre l'80% degli intervistati è disposto a consumare più prodotti biologici, pagare di più per un prodotto proveniente da fonti responsabili e favorire modalità di trasporto alternative.

 

 

 

Il settore bancario al centro di questo cambiamento di paradigma

 

Le aspettative dei consumatori nei confronti delle banche stanno chiaramente cambiando. Oggi le relazioni con i clienti e le consulenze sono considerate un prerequisito e non più un servizio aggiuntivo, poiché oltre l'80% degli intervistati vuole poter beneficiare di una consulenza gratuita al fine di ottimizzare il proprio budget. Tuttavia, questa relazione non è più riservata all'ottimizzazione personale, poiché i clienti vorrebbero che gli aspetti ambientali fossero presi in considerazione: quasi l'80% dei consumatori vorrebbe che le banche mettessero in atto strumenti per misurare l'impatto delle emissioni di carbonio.

 

Inoltre, gli europei sono pronti a premiare le buone prestazioni. Il 75% degli intervistati è pronto a scegliere la propria banca in base ai suoi impegni consapevoli e sostenibili, come la creazione di prestiti a basso interesse per acquisti sostenibili o partnership con aziende impegnate nel rispetto dell'ambiente. La novità è che quasi il 50% dei consumatori è propenso a partecipare allo sforzo, poiché afferma di essere disposto a pagare da 5 a 10 % in più per sostenere le azioni della propria banca, segno che l'impegno di un'azienda per un consumo sostenibile è un criterio tanto importante quanto il suo prezzo.

 

Oney, un giocatore impegnato nel consumo sostenibile

 

Come leader nel campo della soluzione di pagamento innovativa e del percorso di acquisto, Oney è consapevole di questi nuovi criteri e del suo ruolo in un mondo in cui le sfide ambientali rappresentano una priorità. Oney si sta quindi impegnando per incoraggiare i suoi stakeholder ad attuare pratiche di consumo più consapevoli.

 

Ad esempio in Italia in collaborazione con e-Price, leader italiano dell’e-Commerce e quotato sul segmento STAR di Borsa Italiana, Oney ha avviato un nuovo servizio dii finanziamento - attivata lo scorso Dicembre 2019 - per tutti gli acquisti di elettrodomestici ad alta efficienza energetica. Questo tipo di soluzione può essere estesa a tutti i paesi in cui il gruppo è presente, in collaborazione con i suoi partner, in linea con l’obiettivo di Oney di contribuire a un mondo più giusto, più umano e più sostenibile.

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Uno studio europeo sul consumo sostenibile realizzato da Oney mostra che il 90% dei consumatori si aspetta che le aziende si impegnino a supportarli nel migliorare le loro scelte Wed, 19 Feb 2020 10:45:13 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/finanza/620863.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/finanza/620863.html Omnicom PR Group Omnicom PR Group Oney, banca internazionale con oltre 35 anni di esperienza e presente in 11 Paesi con soluzioni di pagamento innovative, ha maturato esperienza nei processi di acquisto e pagamento consentendogli di comprendere il comportamento dei consumatori europei e di decifrare le tendenze che trasformeranno gli acquisti di domani. In collaborazione con OpinionWay, Oney ha realizzato uno studio sulle aspettative e le preoccupazioni dei consumatori in quattro paesi - Francia, Spagna, Portogallo e Ungheria - prestando un'attenzione particolare al consumo sostenibile.

 

I cittadini sono consapevoli della realtà del riscaldamento globale e dell'esaurimento delle risorse. Ma vale lo stesso per i consumatori? Sono pronti a cambiare il loro paradigma per quanto riguarda le sfide ambientali? Quali sono le loro abitudini di consumo? Quali azioni stanno attuando? Lo studio condotto da Oney e OpinionWay risponde a queste domande.

 

Una preoccupazione pan-europea

 

Il 90% dei consumatori europei afferma di essere sensibile al consumo sostenibile e si adopera per raggiungere questo obiettivo. Per definire questo concetto di consumo sostenibile, gli intervistati hanno avanzato 3 criteri principali:

 

Lo spreco alimentare è la principale preoccupazione.

L'obsolescenza pianificata si colloca al secondo posto con quasi il 50% degli intervistati.

Il metodo di fabbricazione dei prodotti si colloca al terzo posto (oltre il 30% in totale).

 

Questi rappresentano solo alcuni punti di partenza su cui lavorare per raggiungere abitudini di consumo consapevoli.

 

Gli europei desiderosi di orientarsi verso un modello più virtuoso ...

 

Sulla base di queste considerazioni, l’obiettivo di Oney era capire se le aspirazioni ambientali dei consumatori avessero un impatto sui modelli di consumo. Lo studio rileva che nel corso degli ultimi 3 anni sono aumentate le pratiche responsabili e quasi un consumatore su due sta acquistando un maggior numero di prodotti biologici, più prodotti di produzione locale, sta smistando i propri rifiuti e acquista prodotti riciclabili o riciclati. Mylène Engelspach, Direttore Elaborazione, Comunicazione e CSR di Oney, ha commentato: “Questo studio è un indicatore importante che dovrebbe consentire a Oney di rafforzare il proprio posizionamento a favore di un consumo sostenibile a beneficio di tutti i consumatori europei”.

 

 

Inoltre, i consumatori stanno valutando metodi di acquisto alternativi, tra cui i prodotti di seconda mano; l'80% del campione infatti afferma di aver già acquistato questo tipo di beni. Le innovazioni tecnologiche non sono estranee a queste nuove pratiche, poiché circa il 60% dei consumatori ha effettuato i propri acquisti tramite piattaforme digitali. Inoltre, oltre il 50% degli intervistati ha dichiarato di aver effettuato acquisti direttamente con privati.

 

Mentre il prezzo rimane un criterio inevitabile, stanno emergendo nuovi fattori per la selezione. L'impatto sulla salute è il secondo criterio più importante, considerato dalla maggior parte degli intervistati un fattore chiave nella scelta di un bene, insieme alla prestazione e alla durata di vita dei prodotti. Allo stesso modo la reputazione delle aziende sembra essere un fattore rilevante e che viene preso in considerazione al momento dell’acquisto.

 

... Ma chiedendo un coinvolgimento proattivo del marchio

 

Se i consumatori stanno agendo quotidianamente per cambiare le loro abitudini di consumo, gran parte di loro rimane pessimista sulla capacità delle aziende di rispondere alle proprie aspettative in materia di sviluppo sostenibile e consumo responsabile. Più della metà degli intervistati non crede alle promesse dei marchi in materia di sostenibilità e sono estremamente scettici sulla possibilità di rispondere ai cambiamenti climatici attraverso innovazioni tecnologiche.

 

I consumatori inoltre, desiderano che le aziende li aiutino a migliorare le proprie abitudini offrendo loro supporto con prodotti e pratiche più responsabili. Queste pratiche dovrebbero essere viste nel contesto di una tendenza in corso, quella della riduzione dei consumi, che è considerata inevitabile dalla maggior parte degli intervistati.

 

Pertanto, è fondamentale che le aziende soddisfino le aspettative e le aspirazioni dei consumatori, poiché sono in gran parte pronti a cambiare le loro abitudini allineandosi con il consumo sostenibile: oltre l'80% degli intervistati è disposto a consumare più prodotti biologici, pagare di più per un prodotto proveniente da fonti responsabili e favorire modalità di trasporto alternative.

 

 

 

Il settore bancario al centro di questo cambiamento di paradigma

 

Le aspettative dei consumatori nei confronti delle banche stanno chiaramente cambiando. Oggi le relazioni con i clienti e le consulenze sono considerate un prerequisito e non più un servizio aggiuntivo, poiché oltre l'80% degli intervistati vuole poter beneficiare di una consulenza gratuita al fine di ottimizzare il proprio budget. Tuttavia, questa relazione non è più riservata all'ottimizzazione personale, poiché i clienti vorrebbero che gli aspetti ambientali fossero presi in considerazione: quasi l'80% dei consumatori vorrebbe che le banche mettessero in atto strumenti per misurare l'impatto delle emissioni di carbonio.

 

Inoltre, gli europei sono pronti a premiare le buone prestazioni. Il 75% degli intervistati è pronto a scegliere la propria banca in base ai suoi impegni consapevoli e sostenibili, come la creazione di prestiti a basso interesse per acquisti sostenibili o partnership con aziende impegnate nel rispetto dell'ambiente. La novità è che quasi il 50% dei consumatori è propenso a partecipare allo sforzo, poiché afferma di essere disposto a pagare da 5 a 10 % in più per sostenere le azioni della propria banca, segno che l'impegno di un'azienda per un consumo sostenibile è un criterio tanto importante quanto il suo prezzo.

 

Oney, un giocatore impegnato nel consumo sostenibile

 

Come leader nel campo della soluzione di pagamento innovativa e del percorso di acquisto, Oney è consapevole di questi nuovi criteri e del suo ruolo in un mondo in cui le sfide ambientali rappresentano una priorità. Oney si sta quindi impegnando per incoraggiare i suoi stakeholder ad attuare pratiche di consumo più consapevoli.

 

Ad esempio in Italia in collaborazione con e-Price, leader italiano dell’e-Commerce e quotato sul segmento STAR di Borsa Italiana, Oney ha avviato un nuovo servizio dii finanziamento - attivata lo scorso Dicembre 2019 - per tutti gli acquisti di elettrodomestici ad alta efficienza energetica. Questo tipo di soluzione può essere estesa a tutti i paesi in cui il gruppo è presente, in collaborazione con i suoi partner, in linea con l’obiettivo di Oney di contribuire a un mondo più giusto, più umano e più sostenibile.

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Uno studio europeo sul consumo sostenibile realizzato da Oney mostra che il 90% dei consumatori si aspetta che le aziende si impegnino a supportarli nel migliorare le loro scelte Wed, 19 Feb 2020 10:44:42 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/finanza/620862.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/finanza/620862.html Omnicom PR Group Omnicom PR Group Oney, banca internazionale con oltre 35 anni di esperienza e presente in 11 Paesi con soluzioni di pagamento innovative, ha maturato esperienza nei processi di acquisto e pagamento consentendogli di comprendere il comportamento dei consumatori europei e di decifrare le tendenze che trasformeranno gli acquisti di domani. In collaborazione con OpinionWay, Oney ha realizzato uno studio sulle aspettative e le preoccupazioni dei consumatori in quattro paesi - Francia, Spagna, Portogallo e Ungheria - prestando un'attenzione particolare al consumo sostenibile.

 

I cittadini sono consapevoli della realtà del riscaldamento globale e dell'esaurimento delle risorse. Ma vale lo stesso per i consumatori? Sono pronti a cambiare il loro paradigma per quanto riguarda le sfide ambientali? Quali sono le loro abitudini di consumo? Quali azioni stanno attuando? Lo studio condotto da Oney e OpinionWay risponde a queste domande.

 

Una preoccupazione pan-europea

 

Il 90% dei consumatori europei afferma di essere sensibile al consumo sostenibile e si adopera per raggiungere questo obiettivo. Per definire questo concetto di consumo sostenibile, gli intervistati hanno avanzato 3 criteri principali:

 

Lo spreco alimentare è la principale preoccupazione.

L'obsolescenza pianificata si colloca al secondo posto con quasi il 50% degli intervistati.

Il metodo di fabbricazione dei prodotti si colloca al terzo posto (oltre il 30% in totale).

 

Questi rappresentano solo alcuni punti di partenza su cui lavorare per raggiungere abitudini di consumo consapevoli.

 

Gli europei desiderosi di orientarsi verso un modello più virtuoso ...

 

Sulla base di queste considerazioni, l’obiettivo di Oney era capire se le aspirazioni ambientali dei consumatori avessero un impatto sui modelli di consumo. Lo studio rileva che nel corso degli ultimi 3 anni sono aumentate le pratiche responsabili e quasi un consumatore su due sta acquistando un maggior numero di prodotti biologici, più prodotti di produzione locale, sta smistando i propri rifiuti e acquista prodotti riciclabili o riciclati. Mylène Engelspach, Direttore Elaborazione, Comunicazione e CSR di Oney, ha commentato: “Questo studio è un indicatore importante che dovrebbe consentire a Oney di rafforzare il proprio posizionamento a favore di un consumo sostenibile a beneficio di tutti i consumatori europei”.

 

 

Inoltre, i consumatori stanno valutando metodi di acquisto alternativi, tra cui i prodotti di seconda mano; l'80% del campione infatti afferma di aver già acquistato questo tipo di beni. Le innovazioni tecnologiche non sono estranee a queste nuove pratiche, poiché circa il 60% dei consumatori ha effettuato i propri acquisti tramite piattaforme digitali. Inoltre, oltre il 50% degli intervistati ha dichiarato di aver effettuato acquisti direttamente con privati.

 

Mentre il prezzo rimane un criterio inevitabile, stanno emergendo nuovi fattori per la selezione. L'impatto sulla salute è il secondo criterio più importante, considerato dalla maggior parte degli intervistati un fattore chiave nella scelta di un bene, insieme alla prestazione e alla durata di vita dei prodotti. Allo stesso modo la reputazione delle aziende sembra essere un fattore rilevante e che viene preso in considerazione al momento dell’acquisto.

 

... Ma chiedendo un coinvolgimento proattivo del marchio

 

Se i consumatori stanno agendo quotidianamente per cambiare le loro abitudini di consumo, gran parte di loro rimane pessimista sulla capacità delle aziende di rispondere alle proprie aspettative in materia di sviluppo sostenibile e consumo responsabile. Più della metà degli intervistati non crede alle promesse dei marchi in materia di sostenibilità e sono estremamente scettici sulla possibilità di rispondere ai cambiamenti climatici attraverso innovazioni tecnologiche.

 

I consumatori inoltre, desiderano che le aziende li aiutino a migliorare le proprie abitudini offrendo loro supporto con prodotti e pratiche più responsabili. Queste pratiche dovrebbero essere viste nel contesto di una tendenza in corso, quella della riduzione dei consumi, che è considerata inevitabile dalla maggior parte degli intervistati.

 

Pertanto, è fondamentale che le aziende soddisfino le aspettative e le aspirazioni dei consumatori, poiché sono in gran parte pronti a cambiare le loro abitudini allineandosi con il consumo sostenibile: oltre l'80% degli intervistati è disposto a consumare più prodotti biologici, pagare di più per un prodotto proveniente da fonti responsabili e favorire modalità di trasporto alternative.

 

 

 

Il settore bancario al centro di questo cambiamento di paradigma

 

Le aspettative dei consumatori nei confronti delle banche stanno chiaramente cambiando. Oggi le relazioni con i clienti e le consulenze sono considerate un prerequisito e non più un servizio aggiuntivo, poiché oltre l'80% degli intervistati vuole poter beneficiare di una consulenza gratuita al fine di ottimizzare il proprio budget. Tuttavia, questa relazione non è più riservata all'ottimizzazione personale, poiché i clienti vorrebbero che gli aspetti ambientali fossero presi in considerazione: quasi l'80% dei consumatori vorrebbe che le banche mettessero in atto strumenti per misurare l'impatto delle emissioni di carbonio.

 

Inoltre, gli europei sono pronti a premiare le buone prestazioni. Il 75% degli intervistati è pronto a scegliere la propria banca in base ai suoi impegni consapevoli e sostenibili, come la creazione di prestiti a basso interesse per acquisti sostenibili o partnership con aziende impegnate nel rispetto dell'ambiente. La novità è che quasi il 50% dei consumatori è propenso a partecipare allo sforzo, poiché afferma di essere disposto a pagare da 5 a 10 % in più per sostenere le azioni della propria banca, segno che l'impegno di un'azienda per un consumo sostenibile è un criterio tanto importante quanto il suo prezzo.

 

Oney, un giocatore impegnato nel consumo sostenibile

 

Come leader nel campo della soluzione di pagamento innovativa e del percorso di acquisto, Oney è consapevole di questi nuovi criteri e del suo ruolo in un mondo in cui le sfide ambientali rappresentano una priorità. Oney si sta quindi impegnando per incoraggiare i suoi stakeholder ad attuare pratiche di consumo più consapevoli.

 

Ad esempio in Italia in collaborazione con e-Price, leader italiano dell’e-Commerce e quotato sul segmento STAR di Borsa Italiana, Oney ha avviato un nuovo servizio dii finanziamento - attivata lo scorso Dicembre 2019 - per tutti gli acquisti di elettrodomestici ad alta efficienza energetica. Questo tipo di soluzione può essere estesa a tutti i paesi in cui il gruppo è presente, in collaborazione con i suoi partner, in linea con l’obiettivo di Oney di contribuire a un mondo più giusto, più umano e più sostenibile.

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Grazie a Poly le aziende europee possono realizzare una Zoom-room in 48 ore Wed, 12 Feb 2020 14:53:53 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/informatica/information_technology/619803.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/informatica/information_technology/619803.html Omnicom PR Group Omnicom PR Group Amsterdam, 12 febbraio 2020  Plantronics, Inc. ("Poly" - precedentemente Plantronics e Polycom), società di comunicazione globale che facilita le connessioni e collaborazioni umane significative, ha annunciato che si impegnerà a fornire a tutti i clienti che utilizzano Zoom un device Poly entro due giorni. Per offrire tale servizio esclusivo per i clienti Zoom, Poly collabora con Starin Marketing Inc. una società Midwich Group e un distributore AV leader specializzato in soluzioni audio, video, multimediali, di illuminazione e di comunicazione. La video bar nativa Zoom Poly Studio X, sarà una delle prime soluzioni ad essere disponibile per i clienti europei come parte di questo accordo strategico.

Le video bar Studio X dispongono di una semplice configurazione plug-and-play che porta Zoom Room fuori dal laptop con un clic e dentro sale riunioni o aree di lavoro collaborative come le huddle room. I dispositivi riportano l’entusiasmo in riunioni con una tecnologia facile da implementare, gestire e usare.

 

"Le nostre soluzioni next-gen sono la forza trainante per una comunicazione sul posto di lavoro produttiva, autentica e significativa", ha affermato Nick Tidd, vice presidente, responsabile dei canali di vendita globale di Poly. “Abbiamo creato Poly Studio X per offrire un'esperienza Zoom Room semplicissima. L'annuncio di oggi fa parte del nostro impegno a rendere la distribuzione di Zoom Rooms ancora più rapida per i nostri clienti europei e amplia ulteriormente la nostra visione di un mondo del lavoro ancora più collaborativo, produttivo e meno complicato”.

 

 

"Zoom ha una partenrship di lunga data con Poly, così come con Starin, e la nostra missione è rendere la collaborazione video più semplice e intelligente", ha affermato Jeff Smith, responsabile di Zoom Rooms. "I clienti fanno sempre più affidamento su Zoom Room per le loro riunioni e Poly Studio X sta migliorando le huddle rooms con un'appliance appositamente progettata per offrire un'esperienza di collaborazione positiva".

 

La distribuzione della famiglia Studio X, supportata da Starin, inizierà in Europa oggi. Altre soluzioni Poly verranno aggiunte alla distribuzione di Starin nei prossimi mesi per creare un portfolio tecnologico di sale riunioni end-to-end tra cui scegliere, come la soluzione Poly Studio USB, il Poly G7500 all-in-one meeting room e le soluzioni di conference phones Poly Trio.

 

"Uno degli obiettivi strategici di Starin è aiutare un numero crescente di clienti a districarsi nel mercato dell’UC plug-and-play, in cui Poly Studio X è già molto richiesto", ha affermato Bobby Swartz, presidente di Starin “La nostra partnership con Poly rafforzerà il nostro programma di espansione europeo e si adatta al nostro ruolo di partner distributivo di alto valore di Zoom e di attore di primo piano del mercato globale nel settore UC. "

 

 

Questa settimana Poly esporrà alla UC Hall di Integrated System Europe 2020 la gamma di prodotti dell'azienda presso gli stand 11 B-140 e 11 A-150, incluso il Poly Studio X, per mostrare i device di nuova generazione pensati per le huddle rooms. Le altre soluzioni disponibili includono le cuffie serie Poly Savi 8200 Office e UC, le cuffie serie Poly Voyager con cancellazione del rumore attiva (ANC), la mobile phone station Poly Elara serie 60 e il Poly G7500, una soluzione one-stop per le meeting room.

 

 

Informazioni su Poly

Plantronics (“Poly” " – precedentemente Plantronics e Polycom) (NYSE: PLT) è una società di comunicazione globale che alimenta una significativa connessione e collaborazione umana. Poly combina la leggendaria esperienza audio e le potenti funzionalità di video e conferenza per colmare le distrazioni, la complessità e la distanza che rendono difficile la comunicazione dentro e fuori dal luogo di lavoro. Poly crede nelle soluzioni che semplificano la vita quando si lavora insieme e con i servizi dei partner. I nostri auricolari, software, desk phone, audio e videoconferenza, analytics e servizi sono utilizzati in tutto il mondo e rappresentano la scelta migliore per ogni tipo di spazio di lavoro. Per maggiori informazioni visita: www.poly.com

Poly e il design dell'elica sono marchi commerciali di Plantronics, Inc. Tutti gli altri marchi sono di proprietà dei rispettivi proprietary.

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2019 anno record per le esportazioni di prodotti ittici norvegesi con un valore di 107 miliardi di NOK Wed, 12 Feb 2020 14:47:53 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/finanza/619801.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/finanza/619801.html Omnicom PR Group Omnicom PR Group ·         La Norvegia ha esportato 2,7 milioni di tonnellate di prodotti ittici raggiungendo un nuovo record pari a 107 miliardi di NOK nel 2019

·         Con un aumento del +8% in termini di valore, pari a 8,3 miliardi NOK, rispetto al 2018

·         Il salmone ha la quota maggiore tra tutte le specie sia in termini di volume delle esportazioni sia in termini di valore

·         In Italia l’export diretto di salmone norvegese è pari a 61.568 tonnellate per un valore di 388 milioni di euro

Milano, 10 febbraio 2020 - “L'industria ittica norvegese è la risposta perfetta alle nuove tendenze di consumo a livello globale. I consumatori di tutto il mondo ricercano, infatti, alimenti sani, sostenibili e gustosi e i nostri prodotti ittici vanno incontro proprio a queste richieste. Sia il settore dell'acquacoltura sia quello della pesca sono stati fondamentali per permetterci di raggiungere un valore record delle esportazioni nel 2019” afferma Renate Larsen, CEO del Norwegian Seafood Council.

Il rapporto tra acquacoltura e pesca è cambiato poco rispetto al 2018.

L'acquacoltura ha rappresentato il 71% del valore delle esportazioni e il 44,6% del volume delle esportazioni totali di pesce nel 2019. La Norvegia ha esportato 1,2 milioni di tonnellate di pesce d'acquacoltura per un valore di 76,5 miliardi di NOK (corona norvegese) nel 2019. Il volume è aumentato del +7%, mentre il valore delle esportazioni è aumentato di 5,6 miliardi di NOK, pari all’8%, rispetto al 2018.

 

La pesca rappresenta il 29% in valore e il 55,4% in volume. La Norvegia ha esportato 1,5 milioni di tonnellate di pesce e frutti di mare per un valore totale di 30,8 miliardi di NOK nel 2019. Si tratta di una riduzione del 10% in termini di volume, ma di un aumento di valore del +10%, pari a 2,7 milioni di NOK.

 

Il valore delle esportazioni ha subito l’influenza dalla situazione valutaria, data la debolezza della corona norvegese, generando un aumento dei prezzi per le esportazioni di prodotti ittici norvegesi nei mercati dell'euro e del dollaro. La somma di questi fattori ha generato un anno record per le esportazioni norvegesi di pesce" afferma Tom-Jørgen Gangsø, direttore Market Insight e Market Access del Norwegian Seafood Council.

Il salmone ha la quota maggiore tra tutte le specie in termini sia di volume delle esportazioni sia di valore. La Norvegia ha esportato 1,1 milioni di tonnellate di salmone per un valore pari a 72,5 miliardi di NOK nel 2019. Si tratta di un aumento del volume del +6% e di un aumento del valore del +4,8 miliardi di NOK, pari al 7%, rispetto al 2018. L'indebolimento della corona norvegese e l'aumento della domanda di salmone norvegese sono i due fattori principali dell'aumento di valore nel 2019.

Per quanto riguarda il pesce pescato, il merluzzo è la specie più importante in termini di valore. La Norvegia ha esportato nel 2019 181.000 tonnellate di merluzzo bianco per un valore di 10,1 miliardi di NOK. Si tratta di un calo dell’8% rispetto alle cifre del 2018, ma di un aumento di valore di 660 milioni di NOK, pari al +7%,

 

rispetto all’anno scorso. Il calo dei volumi delle esportazioni del merluzzo è dovuto alla riduzione delle quote rispetto all'anno di punta per il merluzzo che è stato il 2013. Un aumento significativo dei prezzi per tutti i

 

principali prodotti derivanti dal merluzzo è il fattore che ha determinato la crescita del valore. La diminuzione di volume, aiutata da una corona norvegese debole, unita alla crescita della domanda, spiega l'aumento dei prezzi.

 

 

 

Per quanto riguarda i prodotti lavorati:

·         le esportazioni di stoccafisso nel 2019 si attestano in 5.600 tonnellate, per un valore di 822 milioni di NOK. Il volume è diminuito del 24% mentre il valore è aumentato di 67 milioni di NOK pari al 9% rispetto al 2018. Dopo diversi anni di calo delle esportazioni di stoccafisso in Italia, c'è stato un aumento del volume: l’export diretto si è attestato sulle 2.482 tonnellate per un valore di 56 milioni di euro.

 

·         l'esportazione di baccalà nel 2019 si attesta a 91.800 tonnellate pari a 4,8 milioni di NOK in termini di valore, segnando così un aumento pari a 529 milioni di NOK ovvero +12% rispetto al 2018. I bassi livelli di esportazione del pesce salato, insieme a un buon sviluppo del mercato portoghese, spiegano la crescita del valore per il merluzzo, soprattutto nella seconda metà del 2019.

 

La Norvegia ha esportato 1,6 milioni di tonnellate di prodotti ittici nell'UE per un valore di 68 miliardi di NOK. Questo rappresenta un aumento del +7% in termini di volume e un aumento del valore delle esportazioni di 2,4 miliardi di NOK, pari al +4%, rispetto al 2018.

 

Nel 2019 sono state esportate in Asia 506.000 tonnellate di prodotti ittici per un valore di 21,4 miliardi di NOK. Si tratta di una crescita del +6% in volume e di 3,7 miliardi di NOK, pari al +21% in termini di valore rispetto al 2018. Mentre in Europa orientale il volume delle esportazioni è stato di 168.000 tonnellate con un valore delle esportazioni che si attesta sui 4,3 miliardi di NOK. Ciò rappresenta una diminuzione del -2%, ma un aumento del valore di 676 milioni di NOK pari al 19% su base annua.

 

Il valore delle esportazioni potrebbe potenzialmente raddoppiare entro il 2030. Nell’acquisto dei prodotti alimentari, il consumatore oggigiorno è sempre più informato e consapevole, in particolare presta grande attenzione agli aspetti qualitativi, alla provenienza e alle certificazioni. Di conseguenza, i consumatori sono più propensi ad acquistare prodotti anche a prezzo maggiorato se considerati sani, sicuri ed ecosostenibili.

I nostri studi mostrano che i consumatori di tutto il mondo percepiscono già i prodotti ittici norvegesi come sicuri, sostenibili e di alta qualità. Se saremo in grado di posizionare il pesce norvegese come l'opzione più sostenibile sul mercato, possiamo prevedere che il valore delle esportazioni potrebbe potenzialmente raddoppiare nel prossimo decennio, raggiungendo i 200 miliardi di NOK”, conclude Renate Larsen, CEO del Norwegian Seafood Council.

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2019 anno record per le esportazioni di prodotti ittici norvegesi con un valore di 107 miliardi di NOK Wed, 12 Feb 2020 14:47:16 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/finanza/619800.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/finanza/619800.html Omnicom PR Group Omnicom PR Group ·         La Norvegia ha esportato 2,7 milioni di tonnellate di prodotti ittici raggiungendo un nuovo record pari a 107 miliardi di NOK nel 2019

·         Con un aumento del +8% in termini di valore, pari a 8,3 miliardi NOK, rispetto al 2018

·         Il salmone ha la quota maggiore tra tutte le specie sia in termini di volume delle esportazioni sia in termini di valore

·         In Italia l’export diretto di salmone norvegese è pari a 61.568 tonnellate per un valore di 388 milioni di euro

Milano, 10 febbraio 2020 - “L'industria ittica norvegese è la risposta perfetta alle nuove tendenze di consumo a livello globale. I consumatori di tutto il mondo ricercano, infatti, alimenti sani, sostenibili e gustosi e i nostri prodotti ittici vanno incontro proprio a queste richieste. Sia il settore dell'acquacoltura sia quello della pesca sono stati fondamentali per permetterci di raggiungere un valore record delle esportazioni nel 2019” afferma Renate Larsen, CEO del Norwegian Seafood Council.

Il rapporto tra acquacoltura e pesca è cambiato poco rispetto al 2018.

L'acquacoltura ha rappresentato il 71% del valore delle esportazioni e il 44,6% del volume delle esportazioni totali di pesce nel 2019. La Norvegia ha esportato 1,2 milioni di tonnellate di pesce d'acquacoltura per un valore di 76,5 miliardi di NOK (corona norvegese) nel 2019. Il volume è aumentato del +7%, mentre il valore delle esportazioni è aumentato di 5,6 miliardi di NOK, pari all’8%, rispetto al 2018.

 

La pesca rappresenta il 29% in valore e il 55,4% in volume. La Norvegia ha esportato 1,5 milioni di tonnellate di pesce e frutti di mare per un valore totale di 30,8 miliardi di NOK nel 2019. Si tratta di una riduzione del 10% in termini di volume, ma di un aumento di valore del +10%, pari a 2,7 milioni di NOK.

 

Il valore delle esportazioni ha subito l’influenza dalla situazione valutaria, data la debolezza della corona norvegese, generando un aumento dei prezzi per le esportazioni di prodotti ittici norvegesi nei mercati dell'euro e del dollaro. La somma di questi fattori ha generato un anno record per le esportazioni norvegesi di pesce" afferma Tom-Jørgen Gangsø, direttore Market Insight e Market Access del Norwegian Seafood Council.

Il salmone ha la quota maggiore tra tutte le specie in termini sia di volume delle esportazioni sia di valore. La Norvegia ha esportato 1,1 milioni di tonnellate di salmone per un valore pari a 72,5 miliardi di NOK nel 2019. Si tratta di un aumento del volume del +6% e di un aumento del valore del +4,8 miliardi di NOK, pari al 7%, rispetto al 2018. L'indebolimento della corona norvegese e l'aumento della domanda di salmone norvegese sono i due fattori principali dell'aumento di valore nel 2019.

Per quanto riguarda il pesce pescato, il merluzzo è la specie più importante in termini di valore. La Norvegia ha esportato nel 2019 181.000 tonnellate di merluzzo bianco per un valore di 10,1 miliardi di NOK. Si tratta di un calo dell’8% rispetto alle cifre del 2018, ma di un aumento di valore di 660 milioni di NOK, pari al +7%,

 

rispetto all’anno scorso. Il calo dei volumi delle esportazioni del merluzzo è dovuto alla riduzione delle quote rispetto all'anno di punta per il merluzzo che è stato il 2013. Un aumento significativo dei prezzi per tutti i

 

principali prodotti derivanti dal merluzzo è il fattore che ha determinato la crescita del valore. La diminuzione di volume, aiutata da una corona norvegese debole, unita alla crescita della domanda, spiega l'aumento dei prezzi.

 

 

 

Per quanto riguarda i prodotti lavorati:

·         le esportazioni di stoccafisso nel 2019 si attestano in 5.600 tonnellate, per un valore di 822 milioni di NOK. Il volume è diminuito del 24% mentre il valore è aumentato di 67 milioni di NOK pari al 9% rispetto al 2018. Dopo diversi anni di calo delle esportazioni di stoccafisso in Italia, c'è stato un aumento del volume: l’export diretto si è attestato sulle 2.482 tonnellate per un valore di 56 milioni di euro.

 

·         l'esportazione di baccalà nel 2019 si attesta a 91.800 tonnellate pari a 4,8 milioni di NOK in termini di valore, segnando così un aumento pari a 529 milioni di NOK ovvero +12% rispetto al 2018. I bassi livelli di esportazione del pesce salato, insieme a un buon sviluppo del mercato portoghese, spiegano la crescita del valore per il merluzzo, soprattutto nella seconda metà del 2019.

 

La Norvegia ha esportato 1,6 milioni di tonnellate di prodotti ittici nell'UE per un valore di 68 miliardi di NOK. Questo rappresenta un aumento del +7% in termini di volume e un aumento del valore delle esportazioni di 2,4 miliardi di NOK, pari al +4%, rispetto al 2018.

 

Nel 2019 sono state esportate in Asia 506.000 tonnellate di prodotti ittici per un valore di 21,4 miliardi di NOK. Si tratta di una crescita del +6% in volume e di 3,7 miliardi di NOK, pari al +21% in termini di valore rispetto al 2018. Mentre in Europa orientale il volume delle esportazioni è stato di 168.000 tonnellate con un valore delle esportazioni che si attesta sui 4,3 miliardi di NOK. Ciò rappresenta una diminuzione del -2%, ma un aumento del valore di 676 milioni di NOK pari al 19% su base annua.

 

Il valore delle esportazioni potrebbe potenzialmente raddoppiare entro il 2030. Nell’acquisto dei prodotti alimentari, il consumatore oggigiorno è sempre più informato e consapevole, in particolare presta grande attenzione agli aspetti qualitativi, alla provenienza e alle certificazioni. Di conseguenza, i consumatori sono più propensi ad acquistare prodotti anche a prezzo maggiorato se considerati sani, sicuri ed ecosostenibili.

I nostri studi mostrano che i consumatori di tutto il mondo percepiscono già i prodotti ittici norvegesi come sicuri, sostenibili e di alta qualità. Se saremo in grado di posizionare il pesce norvegese come l'opzione più sostenibile sul mercato, possiamo prevedere che il valore delle esportazioni potrebbe potenzialmente raddoppiare nel prossimo decennio, raggiungendo i 200 miliardi di NOK”, conclude Renate Larsen, CEO del Norwegian Seafood Council.

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Poly presenta Poly Lens, piattaforma di servizi cloud e Video Endpoint Management Wed, 12 Feb 2020 12:40:56 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/informatica/information_technology/619765.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/informatica/information_technology/619765.html Omnicom PR Group Omnicom PR Group AMSTERDAM – 11 Febbraio 2020 -  Plantronics, Inc. ("Poly" - precedentemente Plantronics e Polycom), società di comunicazione globale che facilita le connessioni e collaborazioni umane significative, presenta Poly Lens, un nuovo servizio di analisi e gestione cloud. Inizialmente disponibile  come Commercial Preview completamente supportata, Poly Lens combina strumenti di gestione e analisi con una visione approfondita del modo in cui i dispositivi Poly vengono effettivamente utilizzati per offrire maggiore controllo e semplicità ai dipartimenti IT.

Poly Lens entra a far parte del portfolio di soluzioni unificate end-to-end dell'azienda presentati all’Integrated Systems Europe 2020 (UC Hall; Booths 11-B140 and 11 A-150).

"Le aziende di oggi sono consapevoli che i giusti strumenti di comunicazione e collaborazione possono aumentare la produttività, ma che ci possono essere dei problemi quando si tratta di come questi strumenti vengono adottati e utilizzati dalla loro forza lavoro", ha affermato Beau Wilder, vicepresidente e general manager delle infrastrutture, cloud e analytics di Poly. "Poly Lens offre un next-level di visibilità negli spazi di collaborazione e nell’utilizzo del device senza la necessità di installare infrastrutture aggiuntive."

Le aziende necessitano di trasparenza e desiderano informazioni relative sia ai successi sia ai problemi delle implementazioni dello spazio di lavoro, incluso l’utilizzo di nuovi strumenti o dispositivi. Poly Lens raggruppa i dati e offre ai clienti una panoramica unica che consente loro di trasformare gli insight in azioni.

Poly continuerà ad aggiornare la Commercial Preview di Poly Lens per aggiungere nuove funzionalità, trasformando le soluzioni di gestione degli endpoint di Poly in un unico comodo servizio. Oggi Poly Lens offre già funzionalità di gestione e aggiornamento sia ai nuovi Poly Studio X sia al Poly G7500.  E’ inoltre previsto che, in un secondo momento, Poly Lens supporti gli auricolari Poly e le soluzioni di telefonia oltre a una serie sempre crescente di nuove funzionalità.

Le caratteristiche principali di Poly Lens includono:

·         Device Management​ – Poly Lens ti aiuta a comprendere le potenzialità del device senza difficoltà, a configurare le impostazioni, la gestione dell'inventario basata su mappe e aggiornamenti software. Ad esempio, i clienti possono utilizzare Poly Lens per assicurarsi che i loro Studio X e le soluzioni G7500 abbiano sempre accesso alle più recenti funzionalità di Poly MeetingAI. Avere a disposizione la tecnologia e gli strumenti giusti è fondamentale per aiutare l'IT a implementare rapidamente e correttamente i dispositivi, i servizi e i sistemi di collaborazione mission-critical più adatti. Poly Lens fornisce un'interfaccia semplice e moderna per aiutare i manager e gli amministratori IT a gestire i propri dispositivi Poly in modo rapido ed efficace.

 

·         Intelligent Insights – Poly Lens identifica e dà la priorità a insights attuabili che aiutano a massimizzare l'adozione e il tempo di utilizzo del dispositivo degli utenti attraverso un feed di notizie intelligente. Il feed delle notizie garantisce che le informazioni più importanti e urgenti siano sempre in cima al feed, aiutando i responsabili IT a risolvere in modo più efficace eventuali problemi che potrebbero sorgere. Prossimamente, Poly Lens fornirà room-based insights per aiutare gli IT e i facilities planners a ottimizzare il loro spazio di lavoro nel presente e in futuro.

 

·         Cloud​-based Service Con un numero crescente di aziende che spostano le proprie attività su cloud, Poly Lens offre una soluzione flessibile e sicura che consente alle aziende di essere più smart e innovative.  I clienti possono migrare tra i provider Vass (video – as- a- service) senza perdere insight storici e di valore.

 

“Le aziende stanno cercando il giusto compromesso tra il numero di dispositivi da adottare e i costi relativi alla creazione di spazi lavorativi adeguati” ha Melissa Fremeijer, Senior Research Analyst, European Telecommunications and Networking, IDC. “Ora più che mai, le aziende devono ottimizzare l'utilizzo degli spazi di lavoro e gli strumenti condivisi per rimanere competitivi. Ciò continuerà ad alimentare la necessità di dispositivi intelligenti che forniscano approfondimenti basat su data-driven che possano essere implementati in modo semplice e scalabile. "

 

Disponibilità Poly Lens

Poly Lens è ora disponibile in tutto il mondo come Commercial Preview. Maggiori dettagli su prezzi e commercializzazione saranno disponibili nella prima metà del 2020. Per ulteriori informazioni su Poly Lens, visita: Lens.poly.com

 

Incontra Poly a ISE 2020

Poly Lens fa parte di una serie di soluzioni Poly che si collegano attraverso piattaforme di comunicazione unificate per ridurre le distrazioni, la complessità e la distanza nelle modern aree di lavoro. Oltre a Poly Lens, Poly presenterà i nuovi Poly Studio X, le cuffie Poly Savi 8200 Office e UC Series, le cuffie Voyager Office Series con Active Noise Cancelling (ANC), la mobile phone station Poly Elara 60 Series e Poly G7500.

Le soluzioni Poly saranno inoltre esposte nei seguenti stand ISE:

• Microsoft, stand B-130, padiglione 11

• Zoom, stand B-225, padiglione 15

 

Informazioni su Poly

Plantronics (“Poly” " – precedentemente Plantronics e Polycom) (NYSE: PLT) è una società di comunicazione globale che alimenta una significativa connessione e collaborazione umana. Poly combina la leggendaria esperienza audio e le potenti funzionalità di video e conferenza per colmare le distrazioni, la complessità e la distanza che rendono difficile la comunicazione dentro e fuori dal luogo di lavoro. Poly crede nelle soluzioni che semplificano la vita quando si lavora insieme e con i servizi dei partner. I nostri auricolari, software, desk phone, audio e videoconferenza, analytics e servizi sono utilizzati in tutto il mondo e rappresentano la scelta migliore per ogni tipo di spazio di lavoro. Per maggiori informazioni visita: www.poly.com

Poly e il design dell'elica sono marchi commerciali di Plantronics, Inc. Tutti gli altri marchi sono di proprietà dei rispettivi proprietary.

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