Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Omnicom PR Group Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Omnicom PR Group Sun, 07 Jun 2020 09:19:26 +0200 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://content.comunicati.net/utenti/14700/1 Norvegia: l'industria ittica conferma il suo ruolo chiave per il rilancio della blue economy nella fase post Covid-19 Thu, 28 May 2020 10:58:46 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/finanza/641267.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/finanza/641267.html Omnicom PR Group Omnicom PR Group La Norvegia è il secondo maggiore esportatore di prodotti ittici al mondo e il più grande produttore di salmone atlantico, solo nel 2019 sono stati consumati 36 milioni di pasti giornalieri a base di pesce norvegese in 149 paesi in tutto il mondo. “Per la Norvegia si presenta oggi l’opportunità per avviare una vera e propria rivoluzione green e mostrare il vero significato della sostenibilità sociale, economica e ambientale. I prodotti ittici possono rappresentare un elemento importante in termini di ricostruzione delle comunità, creazione di posti di lavoro e di produzione alimentare responsabile, a basse emissioni di carbonio. Questo è il momento in cui la blue economy può essere la risposta", sottolinea Trym Eidem Gundersen, direttore del Norwegian Seafood Council Italia.

 

Sono numerosi i settori coinvolti dalla blue economy: oltre alla pesca e all’acquacoltura, il turismo costiero e il trasporto commerciale. Negli ultimi anni la blue economy ha mostrato la sua resilienza rispetto alle crisi finanziarie, riuscendo anche a mitigare parzialmente gli effetti della recessione sulle economie costiere.

 

In Norvegia, come nel resto d’Europa, si sta lentamente ritornando alla normalità e sono iniziati i dialoghi su come dare nuovo impulso all’economia. La scorsa settimana, il primo ministro, Erna Solberg, e il ministro della pesca, Odd Emil Ingebrigtsen, si sono incontrati con i rappresentanti del settore ittico per discutere sul ruolo del settore nella ricostruzione dell'economia. Durante la pandemia, l'industria ittica norvegese è stata pienamente operativa, anche le esportazioni di salmone, merluzzo e altri prodotti sono state relativamente stabili, chiaramente con grandi differenze tra i mercati.

 

Il mondo sta lentamente tornando alla normalità, ma abbiamo ancora molto da fare in termini di cambiamenti climatici; parte della soluzione risiede nel tema della sicurezza alimentare e degli investimenti nel settore della pesca sostenibile. In Norvegia, grazie alla nostra posizione finanziaria privilegiata, abbiamo la possibilità di far decollare rapidamente progetti nuovi e sostenibili nel settore ittico con l’obiettivo di creare nuovi posti di lavoro, coinvolgendo anche i più importanti mercati importatori" conclude Gundersen.

 

L'importante ruolo del settore ittico norvegese nella fase post-Covid viene evidenziato anche dal Professore di Economia industriale dell'Università di Stavanger, Ragnar Tveterås. “Esiste il potenziale per creare posti di lavoro in tutti i livelli della catena produttiva del settore ittico. Dalla crisi finanziaria del 2008 il valore aggiunto nel settore ittico norvegese è triplicato e l'occupazione è aumentata di oltre il 50%. Attraverso un'azione rapida e decisa, l'industria ittica potrebbe creare ancora più posti di lavoro, in particolare per i molti lavoratori specializzati”.

 

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Norvegia: l'industria ittica conferma il suo ruolo chiave per il rilancio della blue economy nella fase post Covid-19 Thu, 28 May 2020 10:57:39 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/finanza/641266.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/finanza/641266.html Omnicom PR Group Omnicom PR Group La Norvegia è il secondo maggiore esportatore di prodotti ittici al mondo e il più grande produttore di salmone atlantico, solo nel 2019 sono stati consumati 36 milioni di pasti giornalieri a base di pesce norvegese in 149 paesi in tutto il mondo. “Per la Norvegia si presenta oggi l’opportunità per avviare una vera e propria rivoluzione green e mostrare il vero significato della sostenibilità sociale, economica e ambientale. I prodotti ittici possono rappresentare un elemento importante in termini di ricostruzione delle comunità, creazione di posti di lavoro e di produzione alimentare responsabile, a basse emissioni di carbonio. Questo è il momento in cui la blue economy può essere la risposta", sottolinea Trym Eidem Gundersen, direttore del Norwegian Seafood Council Italia.

 

Sono numerosi i settori coinvolti dalla blue economy: oltre alla pesca e all’acquacoltura, il turismo costiero e il trasporto commerciale. Negli ultimi anni la blue economy ha mostrato la sua resilienza rispetto alle crisi finanziarie, riuscendo anche a mitigare parzialmente gli effetti della recessione sulle economie costiere.

 

In Norvegia, come nel resto d’Europa, si sta lentamente ritornando alla normalità e sono iniziati i dialoghi su come dare nuovo impulso all’economia. La scorsa settimana, il primo ministro, Erna Solberg, e il ministro della pesca, Odd Emil Ingebrigtsen, si sono incontrati con i rappresentanti del settore ittico per discutere sul ruolo del settore nella ricostruzione dell'economia. Durante la pandemia, l'industria ittica norvegese è stata pienamente operativa, anche le esportazioni di salmone, merluzzo e altri prodotti sono state relativamente stabili, chiaramente con grandi differenze tra i mercati.

 

Il mondo sta lentamente tornando alla normalità, ma abbiamo ancora molto da fare in termini di cambiamenti climatici; parte della soluzione risiede nel tema della sicurezza alimentare e degli investimenti nel settore della pesca sostenibile. In Norvegia, grazie alla nostra posizione finanziaria privilegiata, abbiamo la possibilità di far decollare rapidamente progetti nuovi e sostenibili nel settore ittico con l’obiettivo di creare nuovi posti di lavoro, coinvolgendo anche i più importanti mercati importatori" conclude Gundersen.

 

L'importante ruolo del settore ittico norvegese nella fase post-Covid viene evidenziato anche dal Professore di Economia industriale dell'Università di Stavanger, Ragnar Tveterås. “Esiste il potenziale per creare posti di lavoro in tutti i livelli della catena produttiva del settore ittico. Dalla crisi finanziaria del 2008 il valore aggiunto nel settore ittico norvegese è triplicato e l'occupazione è aumentata di oltre il 50%. Attraverso un'azione rapida e decisa, l'industria ittica potrebbe creare ancora più posti di lavoro, in particolare per i molti lavoratori specializzati”.

 

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Riprese più versatili e maggiore libertà creativa con gli upgrade alle telecamere full-frame VENICE e FX9 di Sony Thu, 21 May 2020 11:53:11 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/tecnologia/639465.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/tecnologia/639465.html Omnicom PR Group Omnicom PR Group Milano, maggio 2020 - Sony espande le funzionalità della telecamera digitale VENICE e del camcorder full-frame FX9 per il 2020, offrendo ai direttori della fotografia e ai loro collaboratori una maggiore espressività e usabilità in produzione e post-produzione. Questi upgrade del firmware si basano sulla straordinaria capacità di acquisizione delle immagini e sulla scienza del colore delle due piattaforme. VENICE offre più opzioni di monitoraggio e High Frame Rate mentre FX9 espande le funzionalità di ripresa e di registrazione per i creatori di contenuti.

 

"Sony è impegnata a dar voce ai filmmaker affinché esprimano la propria visione artistica con telecamere sviluppate da e per i direttori della fotografia," ha commentato Claus Pfeifer, Head of Connected Content Acquisition, Sony Professional Solutions Europe. "Le funzionalità di ripresa e i workflow efficienti sono fattori chiave nella scelta delle telecamere. Ascoltiamo il parere dei nostri clienti e lo usiamo per migliorare costantemente le funzionalità delle telecamere VENICE e FX9, rispondendo al meglio alle loro esigenze in fatto di narrazione visiva."

 

Dal suo lancio nel 2017, VENICE è stata usata per girare più di 200 uscite cinematografiche, broadcast, via cavo e in streaming, inclusi programmi HBO come "The Plot Against America", "Devs" (Rob Hardy) di FX su Hulu e altre sedici serie in uscita nei mesi di marzo e aprile 2020. I costanti aggiornamenti firmware e hardware sono stati fondamentali ai fini dell'ampia adozione di VENICE.

 

Il firmware versione 6.0 di VENICE consentirà di importare file Advanced Rendering Transform (.art) che migliorano la qualità delle immagini nel monitor e le opzioni di visualizzazione sul set. I file .art possono essere generati tramite il software Sony RAW Viewer dai file LUT 3D personali degli utenti. Inoltre, Sony collabora con Technicolor e con i suoi pluripremiati scienziati del colore per creare una nuova “libreria di look” per VENICE, che sarà disponibile online sotto forma di risorsa per creativi che desiderano accedere rapidamente ad alcuni dei look premium di Technicolor ispirati alla storia cinematografica dell'istituzione.

 

Un altro potenziamento nella versione 6.0 del firmware di VENICE è la possibilità di girare con una linea frame per un secondo utente. Le dimensioni più ampie del sensore di VENICE rappresentano un vantaggio per i direttori della fotografia che usano un'unica composizione per la distribuzione orizzontale e verticale.

 

Le funzioni della versione 6.0 di VENICE includono anche:

  • Espansione delle funzionalità HFR – Fino a 72 fps a 5,7K 16:9 e 110 fps a 3,8K 16:9, per semplificare la post-produzione in slow-motion, in particolare per i workflow delle fiction televisive con esigenze rapide di consegna. Inoltre, modalità imager fino a 72 fps a 4K 6:5 per il funzionamento con lente anamorfica.
  • Monitoraggio LUT 3D migliorato – Possibilità di caricare look-up table 3D nel viewfinder della telecamera.
  • Informazioni sul giroscopio nei metadati – I dati relativi a tilt e roll della telecamera possono essere utilizzati dai team VFX.

 

FX9 è stato presentato nel 2019 e offre immagini full-frame per riprese "run and gun", documentari e produzioni indipendenti. Sebbene adotti il form factor, l'ergonomia e i workflow delle telecamere FS7 e FS7II di Sony, l'FX9 offre la scienza del colore di VENICE e la tecnologia di messa a fuoco automatica (AF) delle fotocamere con ottica intercambiabile Alpha™ di Sony ai creativi che preferiscono un camcorder più compatto.

 

La versione 2.0 del firmware per FX9 supporta la registrazione 4K 60p/50p mediante sovracampionatura da un'area ritagliata in 5K del sensore full-frame 6K. La versione 2.0 offre inoltre il segnale in uscita RAW 4K 16 bit su un registratore esterno con l'accessorio XDCA-FX9 opzionale. Questa profondità in bit aggiuntiva oltre alla registrazione interna a 10 bit della telecamera è ideale per progetti che richiedono interventi più intensivi di post-produzione.

 

Inoltre, il firmware versione 2.0 per FX9 amplierà le potenzialità della tecnologia Eye AF e il funzionamento tramite touch screen della telecamera, per offrire controllo della messa a fuoco e delle impostazioni del menu del viewfinder.

 

Le funzioni della versione 2.0 di FX9 includono anche:

 

Il rilascio della versione 6.0 del firmware VENICE è previsto per novembre 2020, mentre il rilascio della versione 2.0 del firmware dell'FX9 è previsto per ottobre 2020.

 

Ulteriori informazioni sulle telecamere cinematografiche full-frame di Sony e su tutto il portafoglio di soluzioni per le immagini e le produzioni professionali sono disponibili all'indirizzo pro.sony.

 

 

 

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Riprese più versatili e maggiore libertà creativa con gli upgrade alle telecamere full-frame VENICE e FX9 di Sony Thu, 21 May 2020 11:48:45 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/tecnologia/639462.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/tecnologia/639462.html Omnicom PR Group Omnicom PR Group Milano, maggio 2020 - Sony espande le funzionalità della telecamera digitale VENICE e del camcorder full-frame FX9 per il 2020, offrendo ai direttori della fotografia e ai loro collaboratori una maggiore espressività e usabilità in produzione e post-produzione. Questi upgrade del firmware si basano sulla straordinaria capacità di acquisizione delle immagini e sulla scienza del colore delle due piattaforme. VENICE offre più opzioni di monitoraggio e High Frame Rate mentre FX9 espande le funzionalità di ripresa e di registrazione per i creatori di contenuti.

 

"Sony è impegnata a dar voce ai filmmaker affinché esprimano la propria visione artistica con telecamere sviluppate da e per i direttori della fotografia," ha commentato Claus Pfeifer, Head of Connected Content Acquisition, Sony Professional Solutions Europe. "Le funzionalità di ripresa e i workflow efficienti sono fattori chiave nella scelta delle telecamere. Ascoltiamo il parere dei nostri clienti e lo usiamo per migliorare costantemente le funzionalità delle telecamere VENICE e FX9, rispondendo al meglio alle loro esigenze in fatto di narrazione visiva."

 

Dal suo lancio nel 2017, VENICE è stata usata per girare più di 200 uscite cinematografiche, broadcast, via cavo e in streaming, inclusi programmi HBO come "The Plot Against America", "Devs" (Rob Hardy) di FX su Hulu e altre sedici serie in uscita nei mesi di marzo e aprile 2020. I costanti aggiornamenti firmware e hardware sono stati fondamentali ai fini dell'ampia adozione di VENICE.

 

Il firmware versione 6.0 di VENICE consentirà di importare file Advanced Rendering Transform (.art) che migliorano la qualità delle immagini nel monitor e le opzioni di visualizzazione sul set. I file .art possono essere generati tramite il software Sony RAW Viewer dai file LUT 3D personali degli utenti. Inoltre, Sony collabora con Technicolor e con i suoi pluripremiati scienziati del colore per creare una nuova “libreria di look” per VENICE, che sarà disponibile online sotto forma di risorsa per creativi che desiderano accedere rapidamente ad alcuni dei look premium di Technicolor ispirati alla storia cinematografica dell'istituzione.

 

Un altro potenziamento nella versione 6.0 del firmware di VENICE è la possibilità di girare con una linea frame per un secondo utente. Le dimensioni più ampie del sensore di VENICE rappresentano un vantaggio per i direttori della fotografia che usano un'unica composizione per la distribuzione orizzontale e verticale.

 

Le funzioni della versione 6.0 di VENICE includono anche:

  • Espansione delle funzionalità HFR – Fino a 72 fps a 5,7K 16:9 e 110 fps a 3,8K 16:9, per semplificare la post-produzione in slow-motion, in particolare per i workflow delle fiction televisive con esigenze rapide di consegna. Inoltre, modalità imager fino a 72 fps a 4K 6:5 per il funzionamento con lente anamorfica.
  • Monitoraggio LUT 3D migliorato – Possibilità di caricare look-up table 3D nel viewfinder della telecamera.
  • Informazioni sul giroscopio nei metadati – I dati relativi a tilt e roll della telecamera possono essere utilizzati dai team VFX.

 

FX9 è stato presentato nel 2019 e offre immagini full-frame per riprese "run and gun", documentari e produzioni indipendenti. Sebbene adotti il form factor, l'ergonomia e i workflow delle telecamere FS7 e FS7II di Sony, l'FX9 offre la scienza del colore di VENICE e la tecnologia di messa a fuoco automatica (AF) delle fotocamere con ottica intercambiabile Alpha™ di Sony ai creativi che preferiscono un camcorder più compatto.

 

La versione 2.0 del firmware per FX9 supporta la registrazione 4K 60p/50p mediante sovracampionatura da un'area ritagliata in 5K del sensore full-frame 6K. La versione 2.0 offre inoltre il segnale in uscita RAW 4K 16 bit su un registratore esterno con l'accessorio XDCA-FX9 opzionale. Questa profondità in bit aggiuntiva oltre alla registrazione interna a 10 bit della telecamera è ideale per progetti che richiedono interventi più intensivi di post-produzione.

 

Inoltre, il firmware versione 2.0 per FX9 amplierà le potenzialità della tecnologia Eye AF e il funzionamento tramite touch screen della telecamera, per offrire controllo della messa a fuoco e delle impostazioni del menu del viewfinder.

 

Le funzioni della versione 2.0 di FX9 includono anche:

 

Il rilascio della versione 6.0 del firmware VENICE è previsto per novembre 2020, mentre il rilascio della versione 2.0 del firmware dell'FX9 è previsto per ottobre 2020.

 

Ulteriori informazioni sulle telecamere cinematografiche full-frame di Sony e su tutto il portafoglio di soluzioni per le immagini e le produzioni professionali sono disponibili all'indirizzo pro.sony.

 

 

 

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Riprese più versatili e maggiore libertà creativa con gli upgrade alle telecamere full-frame VENICE e FX9 di Sony Thu, 21 May 2020 11:48:10 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/tecnologia/639461.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/tecnologia/639461.html Omnicom PR Group Omnicom PR Group Milano, maggio 2020 - Sony espande le funzionalità della telecamera digitale VENICE e del camcorder full-frame FX9 per il 2020, offrendo ai direttori della fotografia e ai loro collaboratori una maggiore espressività e usabilità in produzione e post-produzione. Questi upgrade del firmware si basano sulla straordinaria capacità di acquisizione delle immagini e sulla scienza del colore delle due piattaforme. VENICE offre più opzioni di monitoraggio e High Frame Rate mentre FX9 espande le funzionalità di ripresa e di registrazione per i creatori di contenuti.

 

"Sony è impegnata a dar voce ai filmmaker affinché esprimano la propria visione artistica con telecamere sviluppate da e per i direttori della fotografia," ha commentato Claus Pfeifer, Head of Connected Content Acquisition, Sony Professional Solutions Europe. "Le funzionalità di ripresa e i workflow efficienti sono fattori chiave nella scelta delle telecamere. Ascoltiamo il parere dei nostri clienti e lo usiamo per migliorare costantemente le funzionalità delle telecamere VENICE e FX9, rispondendo al meglio alle loro esigenze in fatto di narrazione visiva."

 

Dal suo lancio nel 2017, VENICE è stata usata per girare più di 200 uscite cinematografiche, broadcast, via cavo e in streaming, inclusi programmi HBO come "The Plot Against America", "Devs" (Rob Hardy) di FX su Hulu e altre sedici serie in uscita nei mesi di marzo e aprile 2020. I costanti aggiornamenti firmware e hardware sono stati fondamentali ai fini dell'ampia adozione di VENICE.

 

Il firmware versione 6.0 di VENICE consentirà di importare file Advanced Rendering Transform (.art) che migliorano la qualità delle immagini nel monitor e le opzioni di visualizzazione sul set. I file .art possono essere generati tramite il software Sony RAW Viewer dai file LUT 3D personali degli utenti. Inoltre, Sony collabora con Technicolor e con i suoi pluripremiati scienziati del colore per creare una nuova “libreria di look” per VENICE, che sarà disponibile online sotto forma di risorsa per creativi che desiderano accedere rapidamente ad alcuni dei look premium di Technicolor ispirati alla storia cinematografica dell'istituzione.

 

Un altro potenziamento nella versione 6.0 del firmware di VENICE è la possibilità di girare con una linea frame per un secondo utente. Le dimensioni più ampie del sensore di VENICE rappresentano un vantaggio per i direttori della fotografia che usano un'unica composizione per la distribuzione orizzontale e verticale.

 

Le funzioni della versione 6.0 di VENICE includono anche:

  • Espansione delle funzionalità HFR – Fino a 72 fps a 5,7K 16:9 e 110 fps a 3,8K 16:9, per semplificare la post-produzione in slow-motion, in particolare per i workflow delle fiction televisive con esigenze rapide di consegna. Inoltre, modalità imager fino a 72 fps a 4K 6:5 per il funzionamento con lente anamorfica.
  • Monitoraggio LUT 3D migliorato – Possibilità di caricare look-up table 3D nel viewfinder della telecamera.
  • Informazioni sul giroscopio nei metadati – I dati relativi a tilt e roll della telecamera possono essere utilizzati dai team VFX.

 

FX9 è stato presentato nel 2019 e offre immagini full-frame per riprese "run and gun", documentari e produzioni indipendenti. Sebbene adotti il form factor, l'ergonomia e i workflow delle telecamere FS7 e FS7II di Sony, l'FX9 offre la scienza del colore di VENICE e la tecnologia di messa a fuoco automatica (AF) delle fotocamere con ottica intercambiabile Alpha™ di Sony ai creativi che preferiscono un camcorder più compatto.

 

La versione 2.0 del firmware per FX9 supporta la registrazione 4K 60p/50p mediante sovracampionatura da un'area ritagliata in 5K del sensore full-frame 6K. La versione 2.0 offre inoltre il segnale in uscita RAW 4K 16 bit su un registratore esterno con l'accessorio XDCA-FX9 opzionale. Questa profondità in bit aggiuntiva oltre alla registrazione interna a 10 bit della telecamera è ideale per progetti che richiedono interventi più intensivi di post-produzione.

 

Inoltre, il firmware versione 2.0 per FX9 amplierà le potenzialità della tecnologia Eye AF e il funzionamento tramite touch screen della telecamera, per offrire controllo della messa a fuoco e delle impostazioni del menu del viewfinder.

 

Le funzioni della versione 2.0 di FX9 includono anche:

 

Il rilascio della versione 6.0 del firmware VENICE è previsto per novembre 2020, mentre il rilascio della versione 2.0 del firmware dell'FX9 è previsto per ottobre 2020.

 

Ulteriori informazioni sulle telecamere cinematografiche full-frame di Sony e su tutto il portafoglio di soluzioni per le immagini e le produzioni professionali sono disponibili all'indirizzo pro.sony.

 

 

 

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Riprese più versatili e maggiore libertà creativa con gli upgrade alle telecamere full-frame VENICE e FX9 di Sony Thu, 21 May 2020 11:47:48 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/tecnologia/639460.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/tecnologia/639460.html Omnicom PR Group Omnicom PR Group Milano, 6 maggio 2020 - Sony espande le funzionalità della telecamera digitale VENICE e del camcorder full-frame FX9 per il 2020, offrendo ai direttori della fotografia e ai loro collaboratori una maggiore espressività e usabilità in produzione e post-produzione. Questi upgrade del firmware si basano sulla straordinaria capacità di acquisizione delle immagini e sulla scienza del colore delle due piattaforme. VENICE offre più opzioni di monitoraggio e High Frame Rate mentre FX9 espande le funzionalità di ripresa e di registrazione per i creatori di contenuti.

 

"Sony è impegnata a dar voce ai filmmaker affinché esprimano la propria visione artistica con telecamere sviluppate da e per i direttori della fotografia," ha commentato Claus Pfeifer, Head of Connected Content Acquisition, Sony Professional Solutions Europe. "Le funzionalità di ripresa e i workflow efficienti sono fattori chiave nella scelta delle telecamere. Ascoltiamo il parere dei nostri clienti e lo usiamo per migliorare costantemente le funzionalità delle telecamere VENICE e FX9, rispondendo al meglio alle loro esigenze in fatto di narrazione visiva."

 

Dal suo lancio nel 2017, VENICE è stata usata per girare più di 200 uscite cinematografiche, broadcast, via cavo e in streaming, inclusi programmi HBO come "The Plot Against America", "Devs" (Rob Hardy) di FX su Hulu e altre sedici serie in uscita nei mesi di marzo e aprile 2020. I costanti aggiornamenti firmware e hardware sono stati fondamentali ai fini dell'ampia adozione di VENICE.

 

Il firmware versione 6.0 di VENICE consentirà di importare file Advanced Rendering Transform (.art) che migliorano la qualità delle immagini nel monitor e le opzioni di visualizzazione sul set. I file .art possono essere generati tramite il software Sony RAW Viewer dai file LUT 3D personali degli utenti. Inoltre, Sony collabora con Technicolor e con i suoi pluripremiati scienziati del colore per creare una nuova “libreria di look” per VENICE, che sarà disponibile online sotto forma di risorsa per creativi che desiderano accedere rapidamente ad alcuni dei look premium di Technicolor ispirati alla storia cinematografica dell'istituzione.

 

Un altro potenziamento nella versione 6.0 del firmware di VENICE è la possibilità di girare con una linea frame per un secondo utente. Le dimensioni più ampie del sensore di VENICE rappresentano un vantaggio per i direttori della fotografia che usano un'unica composizione per la distribuzione orizzontale e verticale.

 

Le funzioni della versione 6.0 di VENICE includono anche:

  • Espansione delle funzionalità HFR – Fino a 72 fps a 5,7K 16:9 e 110 fps a 3,8K 16:9, per semplificare la post-produzione in slow-motion, in particolare per i workflow delle fiction televisive con esigenze rapide di consegna. Inoltre, modalità imager fino a 72 fps a 4K 6:5 per il funzionamento con lente anamorfica.
  • Monitoraggio LUT 3D migliorato – Possibilità di caricare look-up table 3D nel viewfinder della telecamera.
  • Informazioni sul giroscopio nei metadati – I dati relativi a tilt e roll della telecamera possono essere utilizzati dai team VFX.

 

FX9 è stato presentato nel 2019 e offre immagini full-frame per riprese "run and gun", documentari e produzioni indipendenti. Sebbene adotti il form factor, l'ergonomia e i workflow delle telecamere FS7 e FS7II di Sony, l'FX9 offre la scienza del colore di VENICE e la tecnologia di messa a fuoco automatica (AF) delle fotocamere con ottica intercambiabile Alpha™ di Sony ai creativi che preferiscono un camcorder più compatto.

 

La versione 2.0 del firmware per FX9 supporta la registrazione 4K 60p/50p mediante sovracampionatura da un'area ritagliata in 5K del sensore full-frame 6K. La versione 2.0 offre inoltre il segnale in uscita RAW 4K 16 bit su un registratore esterno con l'accessorio XDCA-FX9 opzionale. Questa profondità in bit aggiuntiva oltre alla registrazione interna a 10 bit della telecamera è ideale per progetti che richiedono interventi più intensivi di post-produzione.

 

Inoltre, il firmware versione 2.0 per FX9 amplierà le potenzialità della tecnologia Eye AF e il funzionamento tramite touch screen della telecamera, per offrire controllo della messa a fuoco e delle impostazioni del menu del viewfinder.

 

Le funzioni della versione 2.0 di FX9 includono anche:

 

Il rilascio della versione 6.0 del firmware VENICE è previsto per novembre 2020, mentre il rilascio della versione 2.0 del firmware dell'FX9 è previsto per ottobre 2020.

 

Ulteriori informazioni sulle telecamere cinematografiche full-frame di Sony e su tutto il portafoglio di soluzioni per le immagini e le produzioni professionali sono disponibili all'indirizzo pro.sony.

 

 

 

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La sicurezza del cloud ai tempi del Covid-19. Appuntamento con i webinar di OVHcloud Fri, 15 May 2020 17:09:26 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/informatica/information_technology/637963.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/informatica/information_technology/637963.html Omnicom PR Group Omnicom PR Group Milano, 14 Maggio 2020 - Il lungo periodo di quarantena ha costretto numerose aziende italiane a ricorrere al lavoro da remoto in una misura finora sconosciuta e garantirsi una presenza online efficace e sicura, con i responsabili IT impegnati a gestire e sviluppare svariate nuove implementazioni della propria infrastruttura.

 

Tra le conseguenze dello scenario in cui ci si è trovati ad operare anche la necessità rendere queste attività sicure, al riparo da cybercriminali. Una volontà di mitigare i rischi associati alla Cybersecurity che si confronta con una mole di attacchi e una diffusione di programmi e siti dannosi che non accenna a diminuire. Secondo Unit 42 negli ultimi due mesi sono stati creati, in media, oltre 1700 nuovi domini malevoli legati al Covid-19 ogni giorno, per un totale di oltre 100 mila siti che potenzialmente esporrebbero gli utenti che li visitano a infezioni da malware, tentativi di phishing o di attacchi command&control. Nella classifica riguardante la creazione di siti truffaldini l’Italia si trova posizionata in un poco edificante secondo posto dopo gli USA.

Allo stesso tempo Capterra ha condotto una survey su telelavoratori delle PMI, che ha evidenziato come il 37% degli intervistati sia stato vittima di attacchi di phishing nel corso degli ultimi 3 mesi, con un 15% legato esplicitamente a campagne a tema Covid-19 avvenute nell’ultimo periodo. Considerando che la maggior parte di questi lavoratori ha utilizzato un computer personale per svolgere il proprio lavoro, è lecito presupporre che molti dati aziendali siano stati esposti a rischi.

OVHcloud, per fronteggiare questi rischi, ha messo in campo una strategia di ampio respiro, rivolta sia alle realtà di grandi dimensioni sia alle PMI (per queste ultime è stato creato ad hoc un portale di supporto con semplici indicazioni che guidano all’adozione di strumenti di presenza online in massima sicurezza).  All’interno di questa strategia si inquadra il webinar che Marco Scognamiglio - Conformity Manager di OVHcloud- terrà il prossimo 20 maggio dalle ore 16:00 alle 17:00 e che si focalizzerà su:

•            I principali attacchi e rischi informatici associati all'infrastruttura IT

•            Come sviluppare misure di sicurezza per ridurre al minimo i rischi

·              Strategie per aumentare i pilastri della resilienza nei servizi cloud, come l'applicazione di un  
        DRP (Disaster Recovery Plan)

 

A questo link è possibile ottenere informazioni e iscriversi.

OVHcloud

OVHcloud è un provider globale e il leader europeo del cloud che gestisce 400.000 server nei propri 30 data center in 4 continenti. Da 20 anni il Gruppo si avvale di un modello integrato che fornisce il pieno controllo della catena del valore, dalla progettazione dei propri server alla gestione dei data center fino all'orchestrazione della propria rete in fibra ottica. Questo approccio unico permette a OVHcloud di coprire, in modo indipendente, l'intero spettro di casi d'uso per i 1,5 milioni di clienti in oltre 130 Paesi. OVHcloud offre ai clienti soluzioni di ultima generazione che combinano prestazioni elevate, prezzi prevedibili e piena sovranità dei dati per sostenere la loro crescita incondizionata.

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Western Union rende onore agli operatori in prima linea e ai lavoratori dei servizi essenziali in Italia Thu, 14 May 2020 09:40:11 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/tecnologia/637364.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/tecnologia/637364.html Omnicom PR Group Omnicom PR Group  

 

Western Union offre una riduzione delle commissioni agli operatori in prima linea e ai lavoratori dei servizi essenziali come parte dell'impegno costante dell'azienda nel fornire servizi essenziali di trasferimento di denaro e di pagamento nel contesto della pandemia di COVID-19

 

ROMA, 13 maggio 2020 Western Union°(NYSE: WU), leader nella movimentazione transfrontaliera e transvalutaria di denaro, ha reso nota oggi una riduzione delle commissioni1 del 50% per gli operatori in prima linea e i lavoratori dei servizi essenziali che invieranno denaro a livello globale attraverso i canali digitali dell'azienda per le prossime due settimane. La promozione è un piccolo segno di ringraziamento da parte dell'azienda verso questi clienti per il loro enorme impegno nei confronti delle comunità locali e la dedizione nel preservare le infrastrutture e le risorse necessarie per salvaguardare le economie locali.

Secondo la business intelligence di Western Union, oltre il 65% dei cittadini che lavorano e vivono in tutto il mondo opera nell'ambito del primo soccorso o dei settori dei servizi essenziali. I cittadini del mondo che svolgono ruoli di questo genere occupano un posto di rilievo in tutti i paesi principali: 63% negli Stati Uniti; 67% nel Regno Unito; 68% in Francia; 70% in Germania; 62% in Australia; 58% negli Emirati Arabi Uniti e 71% in Arabia Saudita. "Quando il mondo si è fermato, gli operatori in prima linea e i lavoratori dei servizi essenziali hanno continuato ad andare avanti", ha detto Hikmet Ersek, presidente e CEO di Western Union. "Hanno continuato a lavorare, giorno dopo giorno, per consentire alle nostre comunità e alle nostre economie di andare avanti". "Molti degli operatori in prima linea e dei lavoratori dei servizi essenziali sono cittadini del mondo che inviano regolarmente denaro ai propri cari in patria. Noi di Western Union traiamo ispirazione dai nostri clienti che affidano a noi il denaro guadagnato con tanta fatica. Vogliamo esprimere un riconoscimento della loro dedizione nel mantenere le rimesse in movimento verso le comunità e le economie di tutto il mondo che dipendono soprattutto da loro e sostenerli mentre continuano a tutelare la salute e la sicurezza delle comunità attorno a loro".

La riduzione della commissione, valida con il codice di trasferimento THANKS2020, si applica a qualsiasi transazione effettuata nella maggior parte dei paesi abilitati ai servizi digitali di Western Union da westernunion.com o tramite la app Western Union e ricevuta ovunque arrivi la rete globale di Western Union: con pagamento tramite conto bancario o wallet in più di 100 paesi e presso le agenzie di 200 paesi e aree geografiche. La riduzione delle commissioni verrà applicata da oggi al 20 maggio 2020 ed è riservata agli operatori di primo soccorso del settore sanitario, della polizia e dei vigili del fuoco e ai lavoratori dei servizi essenziali dei settori alimentare, dei trasporti, dei servizi pubblici e di altre industrie essenziali, comprese quelle manifatturiera e dell'edilizia.

Secondo la Banca Mondiale, nel 2018 l'Italia era uno dei primi dieci Paesi al mondo per invio di rimesse. I principali Paesi destinatari delle rimesse sono stati Francia, Cina, Romania, Nigeria e Marocco. "Siamo grati a questa comunità di cittadini del mondo per aver dato il proprio contributo qui in Italia e al contempo per aver supportato e sostenuto le loro famiglie in patria", ha detto Gabriel Sorbo, Head of Network, Western Europe, Western Union.

Il mese scorso Western Union ha annunciato l'espansione dei suoi servizi digitali di trasferimento di denaro, il ramo di attività a crescita più rapida nel 2019, in più di 75 paesi. La copertura end-to-end assicura che questi servizi digitali, pratici e sicuri, rimangano a disposizione di milioni dei clienti più attivi del mondo, soprattutto in tempi di COVID-19. Il mese scorso la società ha annunciato anche "Agenzia digitale", un servizio di assistenza telefonica che ha lo scopo di aiutare i clienti a completare le transazioni digitali rimanendo a casa al sicuro, e la consegna a domicilio dei fondi di rimessa per determinati mercati.

Western Union e la Western Union Foundation, insieme ai propri partner, si sono impegnate a devolvere oltre un milione di dollari per la lotta contro la COVID-19. La fondazione sta dando priorità alle iniziative che includono il rafforzamento dei sistemi sanitari in tutto il mondo, al servizio delle popolazioni vulnerabili, inclusi rifugiati e migranti. Inoltre, la Fondazione continuerà a sostenere le organizzazioni no-profit locali e globali che garantiscono l'accesso ai servizi essenziali, tra cui aiuti alimentari, formazione medica, istruzione, forniture e attrezzature per gli operatori sanitari in prima linea.

Inoltre, la piattaforma WU® NGO GlobalPay di Western Union Business Solutions ha permesso alle ONG di concentrarsi sul lavoro vitale da svolgere per operazioni internazionali critiche a sostegno delle comunità in difficoltà. Dal 2012, più di 2.000 ONG hanno inviato quasi 8 miliardi di dollari in tutto il mondo in 132 valute in più di 200 paesi attraverso la piattaforma.

Tutte le risposte e le iniziative di Western Union relative alla COVID-19 sono accessibili attraverso il nostro Centro Risorse dedicato  qui.

WU-G

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Informazioni su Western Union

Western Union (NYSE:WU) è leader globale nei pagamenti e nella movimentazione transfrontaliera intervalutaria di denaro. La nostra piattaforma omnicanale collega il mondo digitale con quello fisico, consentendo ai consumatori e alle aziende di ricevere e inviare denaro ed effettuare pagamenti in modo rapido, facile e affidabile. Al 31 Marzo 2020 la nostra rete comprendeva oltre 550.000 agenzie al dettaglio eroganti servizi a marchio Western Union in oltre 200 paesi e aree geografiche, con possibilità di inviare denaro a miliardi di conti. Inoltre, westernunion.com, il nostro canale a più rapida crescita nel 2019, è disponibile in oltre 75 paesi e altre aree geografiche per movimentare denaro in ogni parte del mondo. Grazie alla sua presenza globale, Western Union movimenta il denaro in modo ottimale connettendo tra loro famiglie, amici e attività al fine di favorire l’inclusione finanziaria e sostenere la crescita economica. Per maggiori informazioni, visitare il sito www.westernunion.com.

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Western Union rende onore agli operatori in prima linea e ai lavoratori dei servizi essenziali in Italia Thu, 14 May 2020 09:35:34 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/tecnologia/637363.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/tecnologia/637363.html Omnicom PR Group Omnicom PR Group  

 

Western Union offre una riduzione delle commissioni agli operatori in prima linea e ai lavoratori dei servizi essenziali come parte dell'impegno costante dell'azienda nel fornire servizi essenziali di trasferimento di denaro e di pagamento nel contesto della pandemia di COVID-19

 

ROMA, 13 maggio 2020 Western Union°(NYSE: WU), leader nella movimentazione transfrontaliera e transvalutaria di denaro, ha reso nota oggi una riduzione delle commissioni1 del 50% per gli operatori in prima linea e i lavoratori dei servizi essenziali che invieranno denaro a livello globale attraverso i canali digitali dell'azienda per le prossime due settimane. La promozione è un piccolo segno di ringraziamento da parte dell'azienda verso questi clienti per il loro enorme impegno nei confronti delle comunità locali e la dedizione nel preservare le infrastrutture e le risorse necessarie per salvaguardare le economie locali.

Secondo la business intelligence di Western Union, oltre il 65% dei cittadini che lavorano e vivono in tutto il mondo opera nell'ambito del primo soccorso o dei settori dei servizi essenziali. I cittadini del mondo che svolgono ruoli di questo genere occupano un posto di rilievo in tutti i paesi principali: 63% negli Stati Uniti; 67% nel Regno Unito; 68% in Francia; 70% in Germania; 62% in Australia; 58% negli Emirati Arabi Uniti e 71% in Arabia Saudita. "Quando il mondo si è fermato, gli operatori in prima linea e i lavoratori dei servizi essenziali hanno continuato ad andare avanti", ha detto Hikmet Ersek, presidente e CEO di Western Union. "Hanno continuato a lavorare, giorno dopo giorno, per consentire alle nostre comunità e alle nostre economie di andare avanti". "Molti degli operatori in prima linea e dei lavoratori dei servizi essenziali sono cittadini del mondo che inviano regolarmente denaro ai propri cari in patria. Noi di Western Union traiamo ispirazione dai nostri clienti che affidano a noi il denaro guadagnato con tanta fatica. Vogliamo esprimere un riconoscimento della loro dedizione nel mantenere le rimesse in movimento verso le comunità e le economie di tutto il mondo che dipendono soprattutto da loro e sostenerli mentre continuano a tutelare la salute e la sicurezza delle comunità attorno a loro".

La riduzione della commissione, valida con il codice di trasferimento THANKS2020, si applica a qualsiasi transazione effettuata nella maggior parte dei paesi abilitati ai servizi digitali di Western Union da westernunion.com o tramite la app Western Union e ricevuta ovunque arrivi la rete globale di Western Union: con pagamento tramite conto bancario o wallet in più di 100 paesi e presso le agenzie di 200 paesi e aree geografiche. La riduzione delle commissioni verrà applicata da oggi al 20 maggio 2020 ed è riservata agli operatori di primo soccorso del settore sanitario, della polizia e dei vigili del fuoco e ai lavoratori dei servizi essenziali dei settori alimentare, dei trasporti, dei servizi pubblici e di altre industrie essenziali, comprese quelle manifatturiera e dell'edilizia.

Secondo la Banca Mondiale, nel 2018 l'Italia era uno dei primi dieci Paesi al mondo per invio di rimesse. I principali Paesi destinatari delle rimesse sono stati Francia, Cina, Romania, Nigeria e Marocco. "Siamo grati a questa comunità di cittadini del mondo per aver dato il proprio contributo qui in Italia e al contempo per aver supportato e sostenuto le loro famiglie in patria", ha detto Gabriel Sorbo, Head of Network, Western Europe, Western Union.

Il mese scorso Western Union ha annunciato l'espansione dei suoi servizi digitali di trasferimento di denaro, il ramo di attività a crescita più rapida nel 2019, in più di 75 paesi. La copertura end-to-end assicura che questi servizi digitali, pratici e sicuri, rimangano a disposizione di milioni dei clienti più attivi del mondo, soprattutto in tempi di COVID-19. Il mese scorso la società ha annunciato anche "Agenzia digitale", un servizio di assistenza telefonica che ha lo scopo di aiutare i clienti a completare le transazioni digitali rimanendo a casa al sicuro, e la consegna a domicilio dei fondi di rimessa per determinati mercati.

Western Union e la Western Union Foundation, insieme ai propri partner, si sono impegnate a devolvere oltre un milione di dollari per la lotta contro la COVID-19. La fondazione sta dando priorità alle iniziative che includono il rafforzamento dei sistemi sanitari in tutto il mondo, al servizio delle popolazioni vulnerabili, inclusi rifugiati e migranti. Inoltre, la Fondazione continuerà a sostenere le organizzazioni no-profit locali e globali che garantiscono l'accesso ai servizi essenziali, tra cui aiuti alimentari, formazione medica, istruzione, forniture e attrezzature per gli operatori sanitari in prima linea.

Inoltre, la piattaforma WU® NGO GlobalPay di Western Union Business Solutions ha permesso alle ONG di concentrarsi sul lavoro vitale da svolgere per operazioni internazionali critiche a sostegno delle comunità in difficoltà. Dal 2012, più di 2.000 ONG hanno inviato quasi 8 miliardi di dollari in tutto il mondo in 132 valute in più di 200 paesi attraverso la piattaforma.

Tutte le risposte e le iniziative di Western Union relative alla COVID-19 sono accessibili attraverso il nostro Centro Risorse dedicato  qui.

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Informazioni su Western Union

Western Union (NYSE:WU) è leader globale nei pagamenti e nella movimentazione transfrontaliera intervalutaria di denaro. La nostra piattaforma omnicanale collega il mondo digitale con quello fisico, consentendo ai consumatori e alle aziende di ricevere e inviare denaro ed effettuare pagamenti in modo rapido, facile e affidabile. Al 31 Marzo 2020 la nostra rete comprendeva oltre 550.000 agenzie al dettaglio eroganti servizi a marchio Western Union in oltre 200 paesi e aree geografiche, con possibilità di inviare denaro a miliardi di conti. Inoltre, westernunion.com, il nostro canale a più rapida crescita nel 2019, è disponibile in oltre 75 paesi e altre aree geografiche per movimentare denaro in ogni parte del mondo. Grazie alla sua presenza globale, Western Union movimenta il denaro in modo ottimale connettendo tra loro famiglie, amici e attività al fine di favorire l’inclusione finanziaria e sostenere la crescita economica. Per maggiori informazioni, visitare il sito www.westernunion.com.

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Sondaggio PANDA sulle password degli italiani: ancora in troppi utilizzano sempre la stessa Mon, 11 May 2020 18:21:25 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/informatica/information_technology/636494.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/informatica/information_technology/636494.html Omnicom PR Group Omnicom PR Group Il 7 maggio 2020 si celebra l’ottava giornata mondiale della password, istituita nel 2013 da Intel Security per sensibilizzare le persone su quanto sia importante proteggere i propri account. Tuttavia, fino all’anno scorso, le ricerche suggerivano che molti utenti continuano a utilizzare password deboli e non sono coscienti dei rischi che corrono. Pertanto Panda Security ha condotto un breve sondaggio online con Google Survey per chiedere agli italiani come utilizzano le password.

 

Le password degli italiani

Tanto per cominciare, i dati raccolti dalle 2048 risposte ottenute sono coerenti con le tendenze rilevate dagli studi internazionali degli ultimi anni, per cui il comportamento degli italiani è simile a quello degli altri internauti del mondo.

Il 20% degli intervistati ha più di 5 account e il 37% non ricorda neanche quanti ne ha. Come riportava Nuance nel 2019, l’utente medio ha 11 account online protetti da ID e password. E’ dunque evidente come la maggior parte di noi ha tanti, troppi account online di cui ricordare le password.

Ma i dati chiave sono i seguenti: il 34% dei partecipanti al sondaggio utilizza sempre la stessa password o varianti di una password principale. Inoltre, il 49% delle persone modifica la propria password una volta all’anno o non la cambia mai. Queste percentuali troppo alte indicano che ci sono ancora tantissime persone che utilizzano le password nel modo sbagliato e i cui account sono a rischio.

Infine, per quanto riguarda la gestione, il 25% scrive le password su un foglio di carta, il 38% le memorizza e solo il 7,4% utilizza un password manager. A prima vista la memorizzazione può sembrare una buona tecnica, ma l’alta percentuale di utenti che vi ricorre indica che molti utilizzano password facili da ricordare e quindi anche da indovinare con attacchi di forza bruta e tecniche di social engineering. Più in generale, la maggior parte degli utenti ha bisogno di un metodo sicuro per memorizzare e soprattutto aggiornare periodicamente le proprie password, e una pagina di un quaderno non rientra in questa categoria.

 

Poche password deboli e vecchie

Grazie ai dati appena elencati, è possibile ricomporre un’immagine piuttosto fedele di come vengono utilizzate le password dagli italiani e del perché è così importante continuare a educare le persone alla sicurezza informatica, anche grazie a eventi come la Giornata mondiale della password.

Ecco quali sono i punti deboli delle password degli italiani:

  1. Uso della stessa password per più account. Hackerato uno, compromessi tutti.
  2. Utilizzo di password deboli, facili da memorizzare e quindi anche da indovinare.
  3. Conservazione delle password in luoghi poco sicuri, come un foglio di carta, un file pertanto possono essere facilmente smarriti o rubati. Nel caso di chi impara le password a memoria il rischio è che possano essere dimenticate.
  4. Mancato aggiornamento delle password. Cambiare le password regolarmente previene gli attacchi con password salvate o registrate con keylogger e riduce le possibilità di accesso continuato.

Quanto è utile un password manager?

La buona notizia è che per correggere questi comportamenti sbagliati basta utilizzare un password manager, ovvero un semplice programma di gestione delle password, un piccolo software intelligente che memorizza le password al posto dell’utente e le inserisce quando ne ha bisogno. IN questo modo occorre memorizzare solo la password maestra che permette di accedere al programma.

La filosofia di Panda Security è che un software di cybersicurezza deve essere il più completo e semplice possibile, altrimenti la sicurezza non è reale. Per questo abbiamo creato Panda Dome Passwords, il nostro password manager che oltre alla gestione delle password offre molte funzioni.

Ecco i vantaggi di Panda Dome Passwords:

  • Salva tutte le password, per cui è necessario ricordarne solo una (master key)
  • Crea automaticamente password efficaci
  • Completa automaticamente i moduli di login
  • Si sincronizza su tutti i dispositivi dell’utente (computer e mobile)
  • Crea una copia di backup delle password
  • Ha una cassaforte virtuale per note e dati criptati, come il numero della carta di credito o un indirizzo privato
  • Consente il logout e l’eliminazione dei dati da remoto
  • Invia avvisi periodici per ricordare di aggiornare le password

Il password manager di Panda aiuta a creare velocemente password complicate e le memorizza, sincronizzando i dati su tutti i dispositivi e avvisando l’utente quando è l’ora di cambiare una password. In questo modo tutti i problemi di sicurezza legati all’uso delle password vengono risolti.

 

Il consiglio di Panda Security è quello di dedicare un momento di riflessione ogni anno alle password, visto che sono di fatto una potente arma per proteggere gli account online in cui si conservano denaro, dati personali, pensieri, foto intime e tanti altri oggetti virtuali di valore.

La sicurezza informatica non è più una scelta facoltativa ma una necessità universale, sia per le grandi aziende multinazionali sia per il singolo individuo che naviga su Internet. Inizia dalle password e continua a migliorare la sicurezza dei tuoi dati e dei tuoi dispositivi con il password manager di Panda.

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Panda Security “World Password Day” – Come gestire e difendere le nostre password, aumentate a dismisura durante la quarantena da Covid-19 Mon, 11 May 2020 18:19:47 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/informatica/information_technology/636493.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/informatica/information_technology/636493.html Omnicom PR Group Omnicom PR Group Con la pandemia che ha visto esplodere gli acquisti online della GDO, toccando picchi di +80% rispetto allo scorso anno (fonte Nielsen), le registrazioni a piattaforme di entertainment (Netflix, Spotify, etc…), ma anche la richiesta di serivizi istituzionali digitali tramite SPID con un raddoppio delle identità digitali erogate rispetto allo scorso anno (fonte AGid) si intuisce come le password che gli italiani sono chiamati a gestire siano cresciute in maniera importante.

Ogni giorno di più dobbiamo destreggiarci fra decine di account di app, negozi online, social network e siti di vario genere, ognuno dei quali prevede un protocollo di sicurezza incentrato sulle password. Per questo dobbiamo ringraziare, specialmente nella giornata del World Password Day, Fernando Corbatò, professore emerito di informatica del Massachusetts Institute of Technology (Mit), ed il suo lavoro sul time-sharing che portò alla creazione del personal computer con relativa password di accesso, risalente al 1964. Difficile che il professore potesse all’epoca immaginare il numero di password che un giorno avremmo inserito in un dispositivo.

 

Proprio per amministrare e rendere sicure numerose credenziali che sono nati i “password manager”, programmi che permettono di memorizzare nomi utente, password, dati di carte di credito e altre informazioni sensibili proteggendo il tutto a loro volta con una password. Esistono ormai diversi software, gratuiti o a pagamento, che sono in grado di esaudire tutte le necessità degli utenti. Ciononostante, la propensione alla convenienza o la mancata conoscenza di questi tool portano la maggioranza degli utenti a salvare le credenziali direttamente nel browser usufruendo dei password manager integrati.

Questi sistemi sono affetti da problematiche di sicurezza che consentono ad un cyber criminale di attingere direttamente dalla workstation di un singolo utente, sfruttando le password usate per i social media e/o altre credenziali memorizzate sul dispositivo.

 

Ma quali sono i principali attacchi per sottrarre le password e in quali modi è possibile difendersi?

Panda Security ha voluto descrivere le diverse modalità in cui un cybercriminale può rubare o scoprire una password, oltre a consigliarvi quale strategia difensiva attuare per prevenirli.

 

Password alfanumeriche – Attacchi di “forza bruta”

Esistono software che testano migliaia di combinazioni diverse per indovinare una password alfanumerica. Dal momento che sono alfanumeriche le password più utilizzate e le più facili da scoprire (la più diffusa è ancora “123456”), gli attacchi di “forza bruta” rappresentano un metodo tuttora efficace per impossessarsi di informazioni personali. Non solo elementari serie numeriche ma anche date di nascita sono facilmente smascherabili. I software di ricerca delle password come Brutus, RainbowCrack e Wfuzz e possono essere reperiti gratuitamente dalla rete.

Ovviamente password lunghe e complesse costringono gli hacker ad impiegare altri metodi.

 

Attacchi “a dizionario”

I software di attacco “a dizionario” utilizzano un elenco prestabilito di termini, provando varie combinazioni e variazioni delle parole.  Gli elenchi spesso vengono arricchiti con password rubate, reperite tramite il deep web, e non utilizzate per attaccare ma per determinare le password più utilizzate. Approfittano della prevedibilità umana per restringere le ricerche e indirizzare più precisamente i loro attacchi.

Questa pratica è diffusa anche tra aziende legali che acquistano password rubate per cercare di proteggere le informazioni dei propri clienti.

Sono, inoltre, consultabili online dei database che  valutano l’efficacia delle password confrontandole con una “lista nera” di password non accettabili.

 

Attacchi mediante monitoraggio del Wi-Fi

Una rete Wi-Fi pubblica potrebbe fare da tramite per un cybercriminale nel rubare delle credenziali. Esistono dei software in grado di segnalare uno o più utenti connessi ad un Wi-Fi pubblico, l’hacker così può intercettare password, comunicazioni e i dati trasmessi.

 

Attacchi di phishing

L’utilizzo di e-mail e siti web fraudolenti per rubare le password forse è la forma più nota di attacco.

La maggior parte dei phishing consiste nell’invio di un’e-mail che sembra provenire da un’organizzazione reale e legittima, ad esempio una banca, una piattaforma online o un ente pubblico. Queste e-mail contengono un allegato da scaricare o un link a un sito web falso in cui viene richiesto di eseguire l’accesso con le proprie credenziali così da poterle rubare.

Queste sono solamente alcune delle tipologie più frequenti di attacco.

Per la gestione e la sicurezza delle proprie credenziali, Panda security consiglia l’utilizzo di Password Manager dedicati. I password manager dedicati sono una buona opzione se si parla di uso personale e possono aiutare a migliorare la sicurezza dei dispositivi e delle informazioni digitali. Questi consentono di salvare, generare e aggiornare tutte le password in una posizione crittografata protetta da un’unica password primaria (o da altri metodi: file key o altro ancora). Inoltre, non essendo esposti direttamente alla rete, sono molto più difficili da raggiungere da attacchi esterni.

Queste risorse sono molto utilizzate da utenti privati e/o aziende anche se, come la maggior parte delle tecnologie, non garantiscono la totale prevenzione da rischi: rappresentano, però, sicuramente la migliore soluzione di difesa esistente. 

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Scegli il giusto cloud per la tua azienda Mon, 11 May 2020 15:01:56 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/tecnologia/636448.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/tecnologia/636448.html Omnicom PR Group Omnicom PR Group Hiren Parekh, VP – Northern Europe, OVHcloud

 

L'introduzione di nuove iniziative a livello aziendale può essere scoraggiante per i CIO, soprattutto quando si tratta di valutare il miglior cloud per l’azienda. E se è assodato che i manager IT considerino strategico per il loro business l'uso dei servizi cloud, la realizzazione e la manutenzione di questi servizi non è però sempre fluida. Secondo un recente studio, condotto da Freeform Dynamics per conto di OVHcloud, più del 40% dei CIO sostiene che la gestione di questi servizi sia dispendiosa in termini di tempo e di impegno richiesto.

 

Nonostante l'entusiasmo per la digital transformation, la creazione di nuovi processi aziendali non avrà successo senza un'infrastruttura di base che offra la massima flessibilità. Ritengo che l'adozione di un approccio multi-cloud sia la chiave per procedere verso tale trasformazione, in quanto consente alle aziende di soddisfare le loro esigenze individuali, in luogo di una logica one fits all.

 

È chiaro che l’adozione di nuova metodologia porta con sé nuove sfide: molte piattaforme cloud pongono di fronte a una gamma più ampia di possibili vulnerabilità. In questo senso è necessario un maggiore impegno per assicurare l’efficacia delle politiche di sicurezza, governance e compliance adottate. Oggi, tuttavia, le aziende possono riappropriarsi effettivamente di elementi di controllo su gran parte della loro security e compliance. Ciò include una formazione obbligatoria del personale IT per evitare problemi di sicurezza, per reagire alle violazioni e alla perdita di dati.

Avendo ben presente quanto appena esposto, si può procedere con l’analisi dei fattori che le aziende devono considerare lungo il percorso di adozione del multi-cloud.

 

Optare per la flessibilità

Un approccio multi-cloud fornisce una combinazione efficace delle caratteristiche di public e private cloud, che non necessariamente devono essere integrati, a differenza di quanto accade con il cloud ibrido. Inoltre, le aziende oggi non devono vincolarsi ad un unico provider: molte piattaforme sono costruite su tecnologie open source, come Openstack, che sono ampiamente supportate da una serie di fornitori di servizi cloud e provider come OVHcloud. Optare per un open cloud offre alle aziende, quantomeno, un ulteriore elemento di flessibilità.

È importante ricordare che i servizi sono raramente utilizzati in isolamento, quindi l'attivazione di soluzioni multi-cloud e hybrid cloud con sistemi on-premise, rappresenta la chiave per il successo con i clienti, poiché ciò contribuisce a superare le sfide legate ai costi, alla flessibilità e alla visibilità.

La combinazione di infrastrutture on-premise e cloud attraverso una strategia multi-cloud ha permesso ai nostri clienti di connettersi alle reti in modo totalmente isolato e sicuro, attraverso numerosi Point of Presence (POP) in tutto il mondo.

Di conseguenza, le organizzazioni sono in grado di passare al cloud secondo le proprie tempistiche e adottare un approccio flessibile - il tutto rispondendo ai loro obiettivi strategici. Ciò significa che le aziende possono controllare e gestire un'applicazione, i carichi di lavoro o i dati in cloud (public, private e hybrid) in base ai propri specifici requisiti tecnici.

Scegliere un approccio basato sui costi

Un elemento da considerare, quando si opta per un cloud diversificato, è mantenere il controllo del budget. Al fine di garantire la massima efficienza con una strategia multi-cloud, può essere utile avere un team interno in grado di consolidare i dati e fornire un'analisi costi/benefici per l'organizzazione. È anche importante monitorare il costo del cloud e affinare i budget a seconda dei progetti attuali e futuri.

I nostri clienti testimoniano che una maggiore trasparenza dei prezzi e lo spegnimento automatico dei sistemi non utilizzati sono priorità chiave. Pensano, infatti, di non dover faticare per comprendere il costo di ogni singolo componente che costituisce un servizio, ma desiderano un modo più semplice per calcolare la spesa per il loro cloud e prevedere i costi futuri. Per semplificare ulteriormente il controllo del budget, abbiamo preso la decisione di non addebitare il traffico di ingresso o uscita perché capiamo che ciò può rappresentare un ostacolo allo spostamento dei dati tra i diversi provider di cloud. Questo è solo uno dei modi in cui provider possono operare per mitigare quelle che sono percepite, da alcuni utenti, come difficoltà inevitabili dello spostamento verso e tra i cloud.

Questo perché, oggi, gli utenti dei servizi cloud sono più esperti e la loro esperienza precedente, spesso con provider molto grandi, ha dimostrato che il costo non è solamente uno dei principali fattori differenzianti: esso è anche misurabile e comprensibile, quindi un parametro importante. Di conseguenza, i fornitori cercano di distinguersi proponendo modelli di prezzi sostenibili per i principali workload dell’azienda.

 

E’ arrivata l’ora del multi-cloud

Oggi non si discute più se adottare il cloud, ma quando farlo. È importante sottolineare che, se un'azienda affronta una fase di transizione, ci sono numerosi ambienti cloud in grado di facilitare la gestione di tale cambiamento. Inoltre, man mano che la tecnologia progredisce, un’infrastruttura in cloud diventa sempre più requisito indispensabile per le aziende di tutte le dimensioni che vogliano svilupparsi e crescere. Per soddisfare le mutevoli esigenze di ogni organizzazione, OVHcloud supporta con ancora più forza le aziende nell’implementazione di un approccio multi-cloud, capace di soddisfare le loro esigenze di trasformazione digitale.

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Come utilizzare in sicurezza gli App Store Alternativi Tue, 28 Apr 2020 18:23:19 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/informatica/information_technology/633219.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/informatica/information_technology/633219.html Omnicom PR Group Omnicom PR Group Gli utenti meno esperti forse non sanno che gli store di Apple e Google non sono gli unici da cui è possibile scaricare app per gli smart device. Anzi, a volte sui cosiddetti “app store alternativi” possiamo avere molta più scelta e trovare software e versioni di giochi molto interessanti. Tuttavia, molte persone hanno paura a scaricare app e file APK (Android packaging) da store e siti diversi da quelli ufficiali, perché ritengono che possano contenere malware e dunque meno sicuri.

Panda Security in un periodo in cui la curiosità e la noia da quarantena potrebbero portare molti utenti ad essere tentati dagli “scaffali” degli store alternativi, ha presentato una lista dei principali store non ufficiali ed ha indicato delle linee guida per servirsene in sicurezza.

Innanzitutto, è bene sapere che, oltre agli store alternativi, è possibile installare app sul proprio device direttamente da siti online accessibili tramite i normali browser di Internet. Per installare un file apk da origini esterne, una volta effettuato il download, è necessario autorizzare l’installazione nelle impostazioni e consentire il funzionamento poiché sia il sistema Android che iOS non riconoscono la app come scaricata da una fonte autorizzata. È un processo più rischioso rispetto ai canali alternativi: se non si conosce bene la fonte dei dati e chi è responsabile dello sviluppo è auspicabile evitare questa modalità.

Invece le app degli store alternativi non è possibile trovarle sui canali tradizionali, ma occorre scaricarli dai siti degli sviluppatori. Ecco la lista redatta da Panda Security degli store alternativi a Google Play, evidenziando i punti di forza di ciascun portale:

·         Aptoide: sicuro, fornito e disponibile sia per dispositivi mobili che per TV-Box.

·         Fdroid: progetto open-source, proprio come i software che pubblica.

·         Uptodown: interfaccia in italiano, molte app gratuite, buon sistema di sicurezza.

·         Amazon App Store: vantaggioso per chi utilizza le Amazon Coins, la moneta virtuale di Amazon.

·         APKPure: affidabile, ha un’ottima interfaccia e offre classifiche e recensioni degli utenti.

·         APKMirror: insieme ad APKPure, APKMirror è uno dei due grandi portali da cui scaricare APK. Completi e affidabili, questi servizi non hanno niente da invidiare a Google Play.

·         SlideME, un marketplace di app per Android indipendente e dedicato all’accessibilità. Il punto forte di SlideME è il processo di selezione e approvazione a cui vengono sottoposte tutte le app prima di essere pubblicate.

 

Per gli utenti iOS, fino a poco fa era necessario il Jailbreak del proprio dispositivo, ma oggi invece è possibile installare questi store senza effettuarlo. Inoltre, Panda Security sconsiglia il ricorso a questa pratica in quanto potenzialmente dannosa per la sicurezza dei dispositivi iOS.

 Ecco una breve selezione di market alternativi per iOS:

·         AppValley: app gratuite, contenuti non ufficiali e versioni modificate di app e giochi (le cosiddette MOD).

·         TweakBox: un app store dedicato principalmente ad app alternative, contenuti non approvati da Apple e versioni ottimizzate e modificate di app.

·         Ipa4ios: app store alternativo dedicato principalmente ad app++ e versioni ottimizzate.

·         Tutuapp (disponibile anche per Android): una rete alternativa per sviluppatori e utenti, che cerca di abbattere le barriere geografiche che limitano la diffusione delle app su scala globale.

Se invece per altri motivi avete effettuato il Jailbreak, allora l‘app store alternativo più completo è Cydia.

Bisogna tener presente che Google Play e App Store dispongono di sistemi di sicurezza e monitoraggio del malware capillari e potenti, di cui gli store alternativi non godono. Tuttavia, non è la sicurezza dello store a preoccupare maggiormente ma la sicurezza delle app che troviamo a disposizione.

Panda Security consiglia queste misure di sicurezza per limitare i pericoli derivanti da una app scaricata in uno store alternativo:

·         Controllare la fonte (ufficiale, conosciuta o meno) e cercare informazioni online.

·         Guardare se l’app è stata verificata/approvata dall’app store (ormai, la maggior parte degli store verifica tutte le app prima di pubblicarle).

·         Lanciare e aggiornare periodicamente il tuo antivirus.

·         Dopo aver scaricato l’app e prima di installarla, eseguire una scansione del file con un antivirus (come Panda Antivirus per Android).

·         Dopo aver installato app sconosciute, tenere sotto controllo il dispositivo per qualche tempo e se noti comportamenti strani (rallentamento, calo delle prestazioni o della durata della batteria e così via), provare a disinstallarla.

Gli app store alternativi sono sicuri quasi quanto i due colossi di Google e Apple, e in più offrono accesso a un mondo di app e versioni non ufficiali che per molti sono la vera e propria “anima di Internet”. Come sempre, quando si prendono sentieri alternativi, basta essere informati per non esporsi ai rischi della rete.

Buona navigazione e buon download alternativo!

Per ulteriori informazioni: https://www.pandasecurity.com/italy/mediacenter/mobile-news/app-store-alternativi-sicuri/

 

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La nuova gamma OVHcloud VPS porta semplicità e alte prestazioni per tutte le aziende Thu, 23 Apr 2020 11:42:20 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/informatica/information_technology/631837.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/informatica/information_technology/631837.html Omnicom PR Group Omnicom PR Group Milano, 23 Aprile 2020 – OVHcloud rafforza ulteriormente la propria offerta di Server Privati Virtuali (VPS), progettati per i DevOps e le PMI. Ciò si traduce in una gamma più ampia e scalabile, ancora più adatta alle esigenze delle aziende e accessibile con pochi clic all'indirizzo www.ovhcloud.com.

Il mercato dei VPS è stato stimato a 1,1 miliardi di dollari nel 2018 e si prevede che supererà i 2,5 miliardi di dollari entro il 2025.[1]  Questa crescita è dovuta in particolare all'aumento del numero di siti web di e-commerce, che richiedono flessibilità per soddisfare picchi di domanda una tantum o stagionali. Fornendo un eccellente compromesso tra la libertà di amministrazione dei server bare metal e la flessibilità offerta dalla virtualizzazione, i server privati virtuali soddisfano anche le esigenze delle aziende in termini di monitoraggio dell'infrastruttura, test in ambienti di pre-produzione e hosting di siti web.

Interessante rapporto prestazioni/costo

Facili da configurare e gestire con pochi clic, i nuovi VPS OVHcloud offrono una grande flessibilità e vantano prestazioni fino al 50% superiori rispetto alla gamma precedente.

Grazie al controllo completo della propria catena del valore, OVHcloud offre questa nuova gamma di Server Privati Virtuali che combinano prestazioni e accessibilità con la massima leggibilità. Sono ora disponibili cinque configurazioni, che vanno da Starter a Elite, tutte caratterizzate da prezzi trasparenti e convenienti, da 3 a 100 euro al mese IVA esclusa, e garantiscono costi sotto controllo. Disponibili nei data center in Asia-Pacifico (APAC), Canada, Stati Uniti ed Europa, questi nuovi VPS includono un traffico illimitato con una larghezza di banda massima fino a 2 Gbps[2].

I VPS Elite personalizzabili offrono anche grandi capacità di vCPU, RAM e di storage. E, affinché l’infrastruttura sia scalabile in funzione delle operazioni, i clienti possono ora monitorare l'utilizzo delle loro risorse e ridimensionarle, se necessario, in pochi click dal proprio spazio dedicato.

Molti servizi integrati

Sia per lo sviluppo di progetti personali che per l'implementazione di istanze virtuali in un ambiente multi-cloud, la gamma VPS offre tutti i vantaggi esclusivi delle soluzioni OVHcloud, tra cui la protezione anti-DDoS integrata, la scelta della residenza dei dati, nonché la reversibilità e l'interoperabilità del codice cliente completamente garantita. Inoltre, le opzioni disponibili includono dischi aggiuntivi, snapshot, IP fail-over e backup automatico, il tutto a prezzi trasparenti e prevedibili.

 

Note: 

[1] Fonte: Global Market Insights

[2] Ad eccezione dei data center situati in APAC

 

OVHcloud

OVHcloud è un provider globale e il leader europeo del cloud che gestisce 400.000 server nei propri 30 data center in 4 continenti. Da 20 anni il Gruppo si avvale di un modello integrato che fornisce il pieno controllo della catena del valore, dalla progettazione dei propri server alla gestione dei data center fino all'orchestrazione della propria rete in fibra ottica. Questo approccio unico permette a OVHcloud di coprire, in modo indipendente, l'intero spettro di casi d'uso per i 1,5 milioni di clienti in oltre 130 Paesi. OVHcloud offre ai clienti soluzioni di ultima generazione che combinano prestazioni elevate, prezzi prevedibili e piena sovranità dei dati per sostenere la loro crescita incondizionata.



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Piattaforme E-learning: i suggerimenti di Panda Security su come renderle sicure Thu, 16 Apr 2020 10:37:17 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/informatica/information_technology/630064.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/informatica/information_technology/630064.html Omnicom PR Group Omnicom PR Group L’epidemia di coronavirus ha ed avrà un profondo impatto sull’istruzione italiana, in cui è in corso una sperimentazione di metodi di didattica online.  Il principio di e-learning, l’apprendimento online, si basa su tre concetti chiave: Interattività, Dinamicità, Modularità, e prevede l’utilizzo di una piattaforma di apprendimento online, nota come learning management system (LMS), in cui vengono diffusi i contenuti e dove si incontrano virtualmente le persone che partecipano al programma.

In Italia siamo ancora lontani da questo livello: l’Ocse ha infatti bocciato il Bel Paese sulla didattica online in quanto mancherebbero le basi stesse di un’educazione al digitale. Tuttavia, varie sono le piattaforme e i programmi di didattica virtuale attualmente in uso da docenti e studenti in tutta la nazione.

Trattandosi di soluzioni tecnologiche relativamente nuove, gli sforzi degli sviluppatori si sono concentrati sulle funzionalità e sull’elaborazione di interfacce semplici da usare. Qui il monito di Panda Security a non tralasciare un aspetto molto importante: la cybersicurezza.

I principali problemi di sicurezza delle piattaforme possono essere gli stessi che attanagliano tutti i servizi online come malware, violazioni legate al furto dei dati, oppure problematiche create da BYOD o da semplici errori di sistema o umani.

È necessario dunque, sia come utenti sia come fornitori di servizi, agire su più fronti per integrare in maniera più efficiente le tecnologie digitali nell’istruzione e per renderle più sicure. Panda Security ha elaborato alcuni consigli per limitare i rischi di una piattaforma e-learning:

  • Stabilire norme di utilizzo e governance
  • Utilizzare firewall
  • Fornire un software antivirus agli utenti con un tutorial per le impostazioni
  • Fornire credenziali di accesso alla piattaforma per creare password molto più resistenti
  • Limitare le forme di upload degli utenti
  • Mantenere aggiornati i sistemi

Inoltre, è necessario preparare adeguatamente docenti e studenti all’utilizzo delle tecnologie di e-learning e al cambio di mentalità richiesto dai nuovi metodi di apprendimento, oltre che ad un loro uso in totale sicurezza.

Per un approfondimento di questo tema: https://www.pandasecurity.com/italy/mediacenter/mobile-news/e-learning-litalia-e-pronta/

 

 

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Perdite dati dalla VPN durante lo Smart Working? La guida di Panda Security per rendere sicura la vostra VPN Wed, 15 Apr 2020 10:41:21 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/informatica/information_technology/629790.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/informatica/information_technology/629790.html Omnicom PR Group Omnicom PR Group  

Il coronavirus ha cambiato il modo di lavorare obbligando le aziende ad accelerare la propria trasformazione digitale per permettere lo smart working. Il principale strumento che ha reso possibile per imprese private e pubbliche il lavoro da casa è la VPN: Virtual Private Network.

Le VPN sono state originariamente create per aggirare le restrizioni geografiche imposte sulla rete e soprattutto per mantenere privata la navigazione sul web. Oggi impiegate come soluzioni per lo smart working, le VPN proteggono sempre le informazioni online scambiate all’interno del network aziendale, consentendo l’accesso ai server aziendali unicamente da device configurati e con credenziali personalizzate. In questo modo ogni dipendente è in grado di accedere ai documenti di cui necessita in qualunque luogo e momento.

Ma se ogni lavoratore in ufficio dispone di una postazione collegata alla rete aziendale protetta da una serie di strumenti e soluzioni - software e hardware specifici, firewall, proxy, limitazione della navigazione web, messaggistica ed e-mail sicure e perfino controlli tramite sistemi antintrusione, è possibile garantire la stessa protezione lavorando da casa propria?

Il moltiplicarsi di connessioni da server diversi, da pc non protetti e mai aggiornati porta ad aumentare il rischio di leaks della VPN e di perdita di informazioni. Per questo motivo Panda Security consiglia, durante un momento di utilizzo straordinario della VPN come questo, di controllare regolarmente la presenza di possibili leak di rete alle proprie VPN.

Prima, però, è bene fare chiarezza sulle tre tipologie di perdite dati legati all’utilizzo di VPN:

-          IP Leak: il primo vantaggio nell’utilizzare una VPN è nascondere il proprio indirizzo IP così da evitare ad esempio bombardamenti di pubblicità, servizi non richiesti e rischi di attacchi. Oggi esistono due tipi di indirizzi IP: il protocollo originale IPv4 ed il protocollo più recente IPv6. Attualmente, molti provider di servizi VPN offrono supporto solo per gli indirizzi IPv4, il che causa perdite per i sistemi più aggiornati che utilizzano indirizzi IPv6.

 

-          DNS Leak: DNS, o Domain Name Systems, convertono gli indirizzi IP in URL con nomi di dominii familiari e viceversa.  Il sistema operativo invia una richiesta DNS per ottenere l'indirizzo IP associato al dominio. La richiesta viene inviata attraverso il tunnel creato dalla VPN fino ai server DNS della vostra VPN, anziché quelli del vostro provider; in questo modo, rimarrete anonimi e protetti durante la navigazione in internet. Tuttavia, se la vostra VPN dovesse riscontrare un DNS leak, non potrete più godere dell’anonimato e sareste esposti alla perdita dati.

 

-          WebRTC leak: La Web Real-Time Communication consente essenzialmente la condivisione istantanea di video, voce e messaggi all'interno del browser.  Questo è molto utile per la comunicazione peer-to-peer, basata sul browser, ma sono state rivelate delle vulnerabilità, come l’esposizione dell’indirizzo IP e della posizione nella VPN aperte dalla WebRTC.

 

 

 

Panda Security ha elaborato alcuni semplici consigli per verificare la sicurezza delle vostre VPN durante lo smart working:

·         Verificare che il provider VPN supporti gli indirizzi IPv6 in modo che non si verifichino perdite di IP.

Per fugare eventuali dubbi scollegate la VPN è cercate il vostro indirizzo IP (digitando la richiesta anche sulla barra di ricerche di Google). Una volta trovato ripetete il processo ma connettendovi prima alla VPN: se i due IP corrispondono potreste subire perdite di dati

 

·         Verificare con il provider VPN che il servizio non consenta perdite di DNS. Se utilizzate una VPN non per lo smart working potete scegliere un server al quale agganciarvi. Se selezionate un server di un altro paese provate a visitare un sito web geo-limitato, ad esempio un servizio di streaming di contenuti per il paese selezionato. Se vi è impossibile accedere al sito avete probabilmente un DNS Leak.

 

·         Per scongiurare un WebRTC leak basterà disattivare questa funzione nelle impostazioni del browser utilizzato oppure aggiungere un’estensione per evitare leak.

 

·         Se volete evitare di effettuare procedure manuali con il pc aziendale esistono diversi tool gratuiti, scaricabili dagli store ufficiali, o siti internet che eseguono test di IP e DNS. Se avete dubbi sulla tenuta della VPN potete utilizzarli a patto di verificare sempre il produttore e l’affidabilità.

 

Se durante lo smart working rilevate o pensate di essere vittime di leak della VPN, Panda Security consiglia innanzitutto di segnalarli ai datori di lavoro e alle unità di IT della propria azienda per limitare il rischio di dispersione di dati e di proprietà intellettuali della stessa.  Se risultano perdite frequenti ad una VPN aziendale andrebbe preso in considerazione il cambio di fornitore del servizio VPN per proteggere l’attività online dei propri dipendenti.

Panda Security vi augura buon lavoro e buona navigazione tramite la VPN.

 

 

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Perdite dati dalla VPN durante lo Smart Working? La guida di Panda Security per rendere sicura la vostra VPN Wed, 15 Apr 2020 10:40:54 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/informatica/information_technology/629789.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/informatica/information_technology/629789.html Omnicom PR Group Omnicom PR Group Il coronavirus ha cambiato il modo di lavorare obbligando le aziende ad accelerare la propria trasformazione digitale per permettere lo smart working. Il principale strumento che ha reso possibile per imprese private e pubbliche il lavoro da casa è la VPN: Virtual Private Network.

Le VPN sono state originariamente create per aggirare le restrizioni geografiche imposte sulla rete e soprattutto per mantenere privata la navigazione sul web. Oggi impiegate come soluzioni per lo smart working, le VPN proteggono sempre le informazioni online scambiate all’interno del network aziendale, consentendo l’accesso ai server aziendali unicamente da device configurati e con credenziali personalizzate. In questo modo ogni dipendente è in grado di accedere ai documenti di cui necessita in qualunque luogo e momento.

Ma se ogni lavoratore in ufficio dispone di una postazione collegata alla rete aziendale protetta da una serie di strumenti e soluzioni - software e hardware specifici, firewall, proxy, limitazione della navigazione web, messaggistica ed e-mail sicure e perfino controlli tramite sistemi antintrusione, è possibile garantire la stessa protezione lavorando da casa propria?

Il moltiplicarsi di connessioni da server diversi, da pc non protetti e mai aggiornati porta ad aumentare il rischio di leaks della VPN e di perdita di informazioni. Per questo motivo Panda Security consiglia, durante un momento di utilizzo straordinario della VPN come questo, di controllare regolarmente la presenza di possibili leak di rete alle proprie VPN.

Prima, però, è bene fare chiarezza sulle tre tipologie di perdite dati legati all’utilizzo di VPN:

-          IP Leak: il primo vantaggio nell’utilizzare una VPN è nascondere il proprio indirizzo IP così da evitare ad esempio bombardamenti di pubblicità, servizi non richiesti e rischi di attacchi. Oggi esistono due tipi di indirizzi IP: il protocollo originale IPv4 ed il protocollo più recente IPv6. Attualmente, molti provider di servizi VPN offrono supporto solo per gli indirizzi IPv4, il che causa perdite per i sistemi più aggiornati che utilizzano indirizzi IPv6.

 

-          DNS Leak: DNS, o Domain Name Systems, convertono gli indirizzi IP in URL con nomi di dominii familiari e viceversa.  Il sistema operativo invia una richiesta DNS per ottenere l'indirizzo IP associato al dominio. La richiesta viene inviata attraverso il tunnel creato dalla VPN fino ai server DNS della vostra VPN, anziché quelli del vostro provider; in questo modo, rimarrete anonimi e protetti durante la navigazione in internet. Tuttavia, se la vostra VPN dovesse riscontrare un DNS leak, non potrete più godere dell’anonimato e sareste esposti alla perdita dati.

 

-          WebRTC leak: La Web Real-Time Communication consente essenzialmente la condivisione istantanea di video, voce e messaggi all'interno del browser.  Questo è molto utile per la comunicazione peer-to-peer, basata sul browser, ma sono state rivelate delle vulnerabilità, come l’esposizione dell’indirizzo IP e della posizione nella VPN aperte dalla WebRTC.

 

 

 

Panda Security ha elaborato alcuni semplici consigli per verificare la sicurezza delle vostre VPN durante lo smart working:

·         Verificare che il provider VPN supporti gli indirizzi IPv6 in modo che non si verifichino perdite di IP.

Per fugare eventuali dubbi scollegate la VPN è cercate il vostro indirizzo IP (digitando la richiesta anche sulla barra di ricerche di Google). Una volta trovato ripetete il processo ma connettendovi prima alla VPN: se i due IP corrispondono potreste subire perdite di dati

 

·         Verificare con il provider VPN che il servizio non consenta perdite di DNS. Se utilizzate una VPN non per lo smart working potete scegliere un server al quale agganciarvi. Se selezionate un server di un altro paese provate a visitare un sito web geo-limitato, ad esempio un servizio di streaming di contenuti per il paese selezionato. Se vi è impossibile accedere al sito avete probabilmente un DNS Leak.

 

·         Per scongiurare un WebRTC leak basterà disattivare questa funzione nelle impostazioni del browser utilizzato oppure aggiungere un’estensione per evitare leak.

 

·         Se volete evitare di effettuare procedure manuali con il pc aziendale esistono diversi tool gratuiti, scaricabili dagli store ufficiali, o siti internet che eseguono test di IP e DNS. Se avete dubbi sulla tenuta della VPN potete utilizzarli a patto di verificare sempre il produttore e l’affidabilità.

 

Se durante lo smart working rilevate o pensate di essere vittime di leak della VPN, Panda Security consiglia innanzitutto di segnalarli ai datori di lavoro e alle unità di IT della propria azienda per limitare il rischio di dispersione di dati e di proprietà intellettuali della stessa.  Se risultano perdite frequenti ad una VPN aziendale andrebbe preso in considerazione il cambio di fornitore del servizio VPN per proteggere l’attività online dei propri dipendenti.

Panda Security vi augura buon lavoro e buona navigazione tramite la VPN.

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Come e quando fare il backup del pc Wed, 01 Apr 2020 11:01:39 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/informatica/information_technology/627149.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/informatica/information_technology/627149.html Omnicom PR Group Omnicom PR Group Come e quando fare il backup del pc

Ogni anno al mondo vengono generati circa 1,8 zettabyte di file (fonte Icd Digital Universe). Questa mole di dati, personali o lavorativi, è soggetta ai rischi più comuni della sicurezza informatica: furti, virus, attacchi strutturali alla memoria fisica dove sono salvati. Con l’avvicinarsi del “World Backup Day” del 31 Marzo, Panda Security intende fare il punto su alcune procedure di backup e al contempo spronare gli utenti ad eseguire questa semplice operazione che purtroppo troppo spesso viene ignorata.

Il processo di backup è uno dei pilastri della sicurezza informatica, ed è bene chiarire che è necessario avere   più copie di dati salvate su ubicazioni diverse. La diversificazione dei salvataggi è la misura di sicurezza più efficace contro gli attacchi ransomware.

È possibile distinguere tre tipologie di backup del PC:

·         Backup dei dati su hard disk esterno

Con Windows è possibile fare una copia di backup dei dati presenti sul computer e salvarli su un’unità esterna, un hard disk portatile o una chiavetta USB. In caso di un attacco ransomware o di danneggiamento del sistema a causa di un malware, potremo reinstallare il sistema operativo e recuperare tutti i dati dalla nostra copia di backup.

Il principale limite di questa soluzione è la lentezza del trasferimento dati, per cui fare il backup periodico diventa poco pratico per chi ha molti GB di dati. Inoltre, è necessario un’unità esterna che è soggetta ad un logoramento o può essere smarrita, soprattutto nel caso delle chiavette USB.

·         Backup nel cloud

Oltre a salvare una copia di sicurezza su un’unità esterna, Panda Security consiglia di utilizzare un servizio di backup in cloud. In aggiunta ad una velocità di trasferimento notevole, il principale vantaggio è che i dati vengono frammentati e salvati su una rete di server sparsi per il mondo. In questo modo per un hacker è molto più difficile accedervi e la ridondanza dei dati è significativamente maggiore rispetto a quella ottenuta creando copie di backup su unità esterne.

Un passaggio preliminare di fondamentale importanza, per ognuna di queste modalità, è la scansione antivirus completa del sistema o dei file copiati. Se si copia un sistema infetto questo potrebbe risultare inutilizzabile o portatore del virus su altri dispositivi. 

·         Clone del sistema

In aggiunta ai due metodi precedenti, è possibile usufruire di software che permettono di clonare il sistema. Il clone, a differenza della copia di backup, conterrà anche il sistema operativo e le relative impostazioni, richiedendo un tempo molto lungo ed uno spazio di archiviazione molto ampio.

Un metodo alternativo è la creazione di un punto di ripristino di Windows, ovvero un’immagine del sistema con le informazioni contenute nel computer in un momento dato. È un procedimento meno sicuro perché il punto di ripristino viene salvato sullo stesso hard disk interno del sistema operativo, per cui se il computer è danneggiato perde anche l’immagine di sistema creata.

Panda Security consiglia di non affidarsi ad un’unica procedura ma di utilizzare sia il backup periodico in cloud, sia su unità esterna. L’obiettivo di aumentare la ridondanza dei dati è percorribile tramite il contemporaneo utilizzo di un servizio cloud che non richieda alcuna gestione da parte dell’utente -  il programma crea ed aggiorna una copia dei dati che si vuole preservare -  e di una copia su un supporto esterno. In questo modo l’utente avrà a disposizione tre copie dei dati (originale + cloud + memoria esterna).

Inoltre, Panda Security suggerisce di tenere periodicamente aggiornati entrambi i backup: per un uso soprattutto personale del computer è auspicabile impostare la sincronizzazione dati del cloud almeno una volta alla settimana.  Per le copie di sicurezza su unità esterne il processo è sicuramente più lungo e si scontra con la possibile pigrizia degli utenti. Il consiglio più importante è quello di non procrastinare molto la copia dei file: essendo più difficile da attaccare, si può ridurre la frequenza di salvataggio ad una ogni due settimane massimo su un supporto esterno, ma resta necessario per avere sempre copie aggiornate per ripristinare il computer in caso di attacchi informatici o guasti.  

Buona sincronizzazione del backup da Panda Security!

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SEAGATE LANCIA LA PRIMA UNITÀ SSD PCIE AL MONDO REALIZZATA PER SISTEMI NAS AZIENDALI Wed, 01 Apr 2020 10:56:12 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/informatica/varie/627148.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/informatica/varie/627148.html Omnicom PR Group Omnicom PR Group  

SEAGATE LANCIA LA PRIMA UNITÀ SSD PCIE AL MONDO REALIZZATA PER SISTEMI NAS AZIENDALI

 

La nuova unità IronWolf 510 SSD PCIe Gen3, M.2 NVMe offre prestazioni ad alta resistenza per lo storage e il caching in funzione 24×7.

 

 

Cupertino, Ca – Marzo 2020 –  Seagate Technology plc (NASDAQ): STX leader mondiale nelle soluzioni per i dati, ha annunciato oggi le ultime novità in campo di soluzioni ad alte prestazioni per ambienti NAS multiutente, che si aggiungono alla pluripremiata linea di prodotti IronWolf® SSD. IronWolf 510 di Seagate è un'unità SSD M.2 NVMe con velocità di caching massime di 3 GBps per sistemi compatibili con interfaccia NVMe ed è ideale per i sistemi NAS di professionisti creativi e aziende che necessitano di un sistema di memorizzazione multiutente in funzione 24×7 compatibile con la memorizzazione nella cache.

 

L'unità IronWolf 510 SSD soddisfa i principali requisiti dei migliori produttori di sistemi NAS che richiedono la scrittura di un'unità al giorno (DWPD), consentendo agli ambienti NAS con più utenti di ottimizzare i propri dati e di poter contare su prestazioni durature. L'unità IronWolf 510 SSD è affidabile, offre un valore MTBF di 1,8 milioni di ore in formato PCIe, due anni di Rescue Data Recovery Services e una garanzia di cinque anni. IronWolf Health Management aiuta contribuisce ad analizzare lo stato delle unità e sarà presto disponibile sui sistemi NAS compatibili.

 

“Siamo i primi a fornire una soluzione NVMe M.2 appositamente progettata per sistemi NAS che non solo supera le metriche delle prestazioni SATA, ma fornisce anche una resistenza di 3 volte superiore rispetto a quella della concorrenza. Questo soddisfa le specifiche di resistenza richieste per un DWPD che i nostri partner NAS si aspettano dai loro clienti,” afferma Matt Rutledge, Senior Vice President della divisione dispositivi di Seagate. “Grazie a questi elevati livelli di resistenza così elevata, i nostri clienti ottengono un'unità SSD robusta per i sistemi NAS destinati a piccole imprese e professionisti creativi".

 

Meiji Chang, General manager di QNAP Systems, Inc., ha commentato: "Siamo entusiasti di vedere nuove versioni nella linea di unità a stato solido di Seagate per NAS che soddisfano specificamente i requisiti sulle SSD nel segmento di memorizzazione di rete, oltre a migliorarne le prestazioni e la resistenza. Ciò consente a QNAP di realizzare sistemi e applicazioni più affidabili e orientati alle prestazioni, compresa la gamma con memoria flash, su cui i nostri utenti possono fare affidamento".

L’unità IronWolf 510 SSD PCIe Gen3 x4, NVMe 1.3 è disponibile con capacità di 240 GB, 480 GB, 960 GB e 1,92 TB. Essendo, compatibile con i principali fornitori di sistemi NAS, è in grado di fornire una soluzione di memorizzazione su server a PMI e professionisti creativi che utilizzano i sistemi NAS.

 

Combinando le unità disco rigido IronWolf con le unità IronWolf SSD si può usufruire di elevate prestazioni di capacità e di resistenza oltre alla memorizzazione nella cache ad alta velocità.

 

L’unità IronWolf 510 SSD di Seagate viene venduta è disponibile ai seguenti prezzi:

240GB: €114.00

480GB: €159.00

960GB: €319.00

1.92TB: €519.00

 

 

Informazioni su Seagate

Seagate crea la data sfera, contribuendo a massimizzare il potenziale con soluzioni di gestione dei dati innovative, del massimo livello e progettate con precisione, con un focus particolare sulle collaborazioni sostenibili. Per ulteriori informazioni su Seagate, è possibile visitare https://www.seagate.com/it o seguirci su Twitter, Facebook, LinkedIn e YouTube e iscriversi al nostro blog

 

 

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SEAGATE LANCIA LA PRIMA UNITÀ SSD PCIE AL MONDO REALIZZATA PER SISTEMI NAS AZIENDALI Wed, 01 Apr 2020 10:53:11 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/informatica/varie/627146.html http://content.comunicati.net/comunicati/aziende/informatica/varie/627146.html Omnicom PR Group Omnicom PR Group  

SEAGATE LANCIA LA PRIMA UNITÀ SSD PCIE AL MONDO REALIZZATA PER SISTEMI NAS AZIENDALI

 

La nuova unità IronWolf 510 SSD PCIe Gen3, M.2 NVMe offre prestazioni ad alta resistenza per lo storage e il caching in funzione 24×7.

 

 

Cupertino, Ca – Marzo 2020 –  Seagate Technology plc (NASDAQ): STX leader mondiale nelle soluzioni per i dati, ha annunciato oggi le ultime novità in campo di soluzioni ad alte prestazioni per ambienti NAS multiutente, che si aggiungono alla pluripremiata linea di prodotti IronWolf® SSD. IronWolf 510 di Seagate è un'unità SSD M.2 NVMe con velocità di caching massime di 3 GBps per sistemi compatibili con interfaccia NVMe ed è ideale per i sistemi NAS di professionisti creativi e aziende che necessitano di un sistema di memorizzazione multiutente in funzione 24×7 compatibile con la memorizzazione nella cache.

 

L'unità IronWolf 510 SSD soddisfa i principali requisiti dei migliori produttori di sistemi NAS che richiedono la scrittura di un'unità al giorno (DWPD), consentendo agli ambienti NAS con più utenti di ottimizzare i propri dati e di poter contare su prestazioni durature. L'unità IronWolf 510 SSD è affidabile, offre un valore MTBF di 1,8 milioni di ore in formato PCIe, due anni di Rescue Data Recovery Services e una garanzia di cinque anni. IronWolf Health Management aiuta contribuisce ad analizzare lo stato delle unità e sarà presto disponibile sui sistemi NAS compatibili.

 

“Siamo i primi a fornire una soluzione NVMe M.2 appositamente progettata per sistemi NAS che non solo supera le metriche delle prestazioni SATA, ma fornisce anche una resistenza di 3 volte superiore rispetto a quella della concorrenza. Questo soddisfa le specifiche di resistenza richieste per un DWPD che i nostri partner NAS si aspettano dai loro clienti,” afferma Matt Rutledge, Senior Vice President della divisione dispositivi di Seagate. “Grazie a questi elevati livelli di resistenza così elevata, i nostri clienti ottengono un'unità SSD robusta per i sistemi NAS destinati a piccole imprese e professionisti creativi".

 

Meiji Chang, General manager di QNAP Systems, Inc., ha commentato: "Siamo entusiasti di vedere nuove versioni nella linea di unità a stato solido di Seagate per NAS che soddisfano specificamente i requisiti sulle SSD nel segmento di memorizzazione di rete, oltre a migliorarne le prestazioni e la resistenza. Ciò consente a QNAP di realizzare sistemi e applicazioni più affidabili e orientati alle prestazioni, compresa la gamma con memoria flash, su cui i nostri utenti possono fare affidamento".

L’unità IronWolf 510 SSD PCIe Gen3 x4, NVMe 1.3 è disponibile con capacità di 240 GB, 480 GB, 960 GB e 1,92 TB. Essendo, compatibile con i principali fornitori di sistemi NAS, è in grado di fornire una soluzione di memorizzazione su server a PMI e professionisti creativi che utilizzano i sistemi NAS.

 

Combinando le unità disco rigido IronWolf con le unità IronWolf SSD si può usufruire di elevate prestazioni di capacità e di resistenza oltre alla memorizzazione nella cache ad alta velocità.

 

L’unità IronWolf 510 SSD di Seagate viene venduta è disponibile ai seguenti prezzi:

240GB: €114.00

480GB: €159.00

960GB: €319.00

1.92TB: €519.00

 

 

Informazioni su Seagate

Seagate crea la data sfera, contribuendo a massimizzare il potenziale con soluzioni di gestione dei dati innovative, del massimo livello e progettate con precisione, con un focus particolare sulle collaborazioni sostenibili. Per ulteriori informazioni su Seagate, è possibile visitare https://www.seagate.com/it o seguirci su Twitter, Facebook, LinkedIn e YouTube e iscriversi al nostro blog

 

 

 

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