Agriturismi

È quanto emerge dalle previsioni presentate nel corso della XIX edizione di Ecotur, il Nature Tourist Workshop che si è svolto a Chieti dal 24 al 26 ottobre 2009.

09/nov/2009 11:46:42 girogustando Contatta l'autore

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La crisi del turismo internazionale non sembra sfiorare il turismo verde. È quanto emerge dalle previsioni presentate nel corso della XIX edizione di Ecotur, il Nature Tourist Workshop che si è svolto a Chieti dal 24 al 26 ottobre 2009. Se infatti, dal 2004 in poi, l’Organizzazione Mondiale del Turismo ha registrato per il turismo a contatto con la natura una crescita tre volte superiore a quella dell’intera industria turistica, per il 2012, il Travel Weekly, prevede per il settore dell’ecoturismo un valore di circa 473 miliardi di dollari, con un peso pari al 25% dell’intera industria turistica mondiale.

L’Italia, con 24 parchi nazionali e un consistente numero di parchi regionali, aree marine, riserve statali e zone umide, può contare complessivamente su un territorio protetto superiore al 10% della sua intera superficie, cui va aggiunto il recente inserimento da parte dell’Unesco delle Dolomiti come Patrimonio Mondiale dell’Umanità. I dati provvisori relativi al 2008, presentati a Ecotur, parlano di 97.809.224 presenze negli esercizi ufficiali delle aree protette (+1,97% rispetto al 2007), mentre il fatturato è salito a 10,515 miliardi facendo registrare un incremento del 6,28%.

“E' la dimostrazione” dichiara Enzo Giammarino, Presidente di Ecotur “che sta prendendo piede in Italia un tipo di turismo non convenzionale, orientato verso nuove esperienze e capace di offrire emozioni diverse. La natura, il folclore, l'enogastronomia, la cucina regionale e le tradizioni di cui si caratterizza il nostro territorio, rappresentano un patrimonio che fortunatamente viene riscoperto e valorizzato”.

Secondo l’indagine condotta dal Centro Studi Permanente dell’Osservatorio Ecotur – il cui Comitato Tecnico Scientifico è rappresentato dall’Enit, dall’Istat, dalla Regione Abruzzo e dall’Università dell’Aquila (Facoltà di Economia) – tra i segmenti più rappresentativi che concorrono a generare la domanda organizzata in Italia figurano i “parchi-aree protette”, al 2° posto la “montagna”, seguita dall’”agriturismo” e dal “turismo rurale”.

Tra le motivazioni che muovono il turista-natura, secondo i tour operator nazionali, al primo posto figura il “vivere a contatto con la natura” (38% delle indicazioni), seguita dal “relax e tranquillità” con il 13,7%, dal “conoscere le tradizioni culturali, folcloristiche ed enogastronomiche” con il 12,6%, la possibilità di avere “prezzi più bassi rispetto alle altre tipologie” con il 10,3% e, infine, il “praticare sport e attività all’aria aperta” con il 9,9% delle indicazioni. Le attività preferite in questo caso sono: trekking, l’escursionismo, il bird-watching, il cicloturismo, l’equitazione e lo sci di fondo.

L’identikit del turista-natura tipo tracciato dall’indagine lo colloca al 54,5% nella fascia dai “31-60 anni” seguita a distanza dagli “over 60”, dai “16-30 anni” con il 19,8% e da ultimo la fascia “fino a 15 anni” con il 2,5%. Si tratta per lo più di famiglie nel 22,7% dei casi, o di studenti in gite scolastiche (20%), da coppie per il 19,9% e, infine, da single per il 10,3%.

Le scelte ricettive si orientano su alberghi e le pensioni per il 24,1% dei viaggiatori. Un dato in forte calo, mentre sale l’interesse per i B&B che raggiungono il 21,2%n e gli agriturismi con il 20,7%. In calo anche appartamenti/case private che fanno registrare l’11,6% delle preferenze. Seguono poi i “campeggi” con l’8,2% e i “camper” (6% circa). La componente ricettiva “altro”, che comprende le foresterie, i rifugi, i bivacchi, gli ostelli, le case scout, i convitti, i centri didattici, ecc, fa registrare un valore pari al 7,9%.

La durata del pernottamento varia in funzione della tipologia di parco visitato. Le visite ai parchi regionali, nel 49,3% non prevedono pernottamenti. Nei parchi nazionali invece la formula week-end è la più praticata, nel 17,6% dei casi; seguono le  visite di un giorno (17,6%), i soggiorni di una settimana (7,8%), di tre giorni  (6.9%) e di più di una settimana (6,8%).

 

http://www.girogustando.it/News-e-Magazine-Agriturismi-6112009.htm

 

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