Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Manifestazioni Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Manifestazioni Wed, 22 Jan 2020 03:06:50 +0100 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/1 Intervista al Segretario Generale della Fondazione Italia USA Corrado Maria Daclon Mon, 20 Jan 2020 19:55:02 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/616354.html http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/616354.html BIZCOMIT.IT BIZCOMIT.IT
Corrado Maria Daclon

Professore, ho letto che Lei qualche anno fa ha dichiarato: “Dispiace notare come le battaglie per la qualità italiana in settori come le scarpe vengano combattute con fermezza e determinazione, ma che lo stesso non accada per altre risorse più strategiche come l’università e la ricerca.” Oggi a che punto siamo, è un po’ migliorata la situazione e se sì come?

In parte è migliorata, ed è anche mutata. Oggi per esempio vi è una più forte attenzione verso l’agroalimentare, attenzione non presente in passato. Ciò è dovuto alle crescenti contraffazioni soprattutto dal mercato cinese, che portano sul palcoscenico mondiale falsi prodotti che un consumatore non attento potrebbe scambiare per gli originali italiani. Questo avviene molto per esempio proprio negli USA. Oggi, a vent’anni di distanza, direi che le battaglie per la qualità italiana vengono combattute, più che per le scarpe, per il parmigiano e l’olio di oliva. Battaglie sacrosante, beninteso. Ma la stessa attenzione dovrebbe essere destinata all’università e in generale alla formazione, e duole constatare che purtroppo in questo ambito abbiamo ancora molta strada da fare, e molta distanza ci separa dai modelli vincenti di altri Paesi.

Sostenibilità e clima. Come vede impegnata la Fondazione Italia USA (italiausa.org) di fronte le ultime annose vicende che hanno coinvolto la foresta Amazzonica, i ghiacciai dell’Artico, le manifestazioni del FFF (Fridays For Future) e il recente summit di New York? In questo senso la Fondazione è in prima linea per la sensibilizzazione di un rinnovamento?

Pur consapevoli di queste forti problematiche, la Fondazione da statuto ha come missione unicamente ed esclusivamente far conoscere l’America agli italiani. Non ci occupiamo di tematiche sociali o globali, che allargherebbero il quadro ad un approccio planetario troppo ampio.

I flussi migratori stanno diventando sempre più numerosi e complessi da capire e da gestire. Quelli che riguardano l’Italia in particolare provengono per la maggior parte dalla vasta area nordafricana. Personalmente non mi piace molto sentir parlare di ‘ricette’ di fronte a fenomeni così delicati e in continua evoluzione. Piuttosto, lei pensa che in un futuro prossimo governato principalmente dalla tecnologia si attueranno per lo più politiche di condivisione e aggregazione soprattutto da parte dell’Unione Europea? La Fondazione Italia USA si farà promotrice?

Per quello che le dicevo prima, la Fondazione non si occupa, né da statuto può occuparsi, di temi che non afferiscano direttamente e nello specifico alla promozione della cultura americana in Italia. Non è il nostro compito. A titolo personale però posso dirle, dal profilo geopolitico, che i problemi maggiori verranno nei prossimi decenni non tanto dall’immigrazione ma dalla profonda conversione della società e del mondo del lavoro. Il problema del futuro non sarà dato dal fatto che molte persone delle società industrializzate avranno difficoltà a trovare un posto di lavoro. Il problema sarà piuttosto che il lavoro stesso non esisterà più, buona parte dei posti di lavoro come li intendiamo oggi semplicemente non esisteranno più. Per fare un esempio, entro 5 o al massimo 10 anni scompariranno le banche tradizionali. Lo stesso accadrà con le assicurazioni. Ma anche chi si occupa di pubblicità. Cosa farà tutto l’enorme mercato collegato alla pubblicità se già ora con Google veniamo profilati e ci vengono proposti prodotti e servizi su misura? In futuro la pubblicità sarà semplicemente un algoritmo di Google che offre e colloca i prodotti. E potremmo continuare a lungo, per esempio nell’ambito dell’automazione in medicina o in agricoltura. E poi postini, le cassiere dei supermercati, le agenzie di viaggi, tutte professioni a rapidissima e annunciata estinzione. I conflitti armati che ancora sopravviveranno, saranno gestiti da un tecnico dietro a un desktop in Virginia, che controllerà droni e apparati offensivi tecnologici a 8000 chilometri di distanza, non certo più con eserciti sul campo e tanto di approvvigionamenti logistici, trasporti di truppe, tutte cose del passato che già adesso stanno scomparendo. La robotica e l’intelligenza artificiale cambieranno il mondo nel giro di un paio di decenni e i governi dovranno farsi sempre più carico di masse enormi di persone non utilizzabili e non impiegabili in quelle che saranno le pochissime, sofisticate ed elitarie posizioni professionali. Centinaia di milioni di persone inoccupate e anche inoccupabili. Questa sarà la vera crisi sociale globale, la vera esplosione geopolitica da gestire da qui a qualche decennio, al confronto della quale l’immigrazione è un fenomeno assolutamente inconsistente.

Siamo quasi alla fine del decennio e da qualche mese leggo da fonti americane che si sta paventando all’orizzonte una nuova possibile recessione economica. Se ciò dovesse accadere per l’Italia non sarà facile affrontare un tale evento dopo quello occorso dieci anni fa. La Fondazione Italia USA, godendo di un rapporto importante con gli USA, ha qualche informazione generale da dare in merito o prezioso suggerimento?

Purtroppo, nonostante il nostro rapporto con gli USA sia solido e consolidato, non disponiamo di informazioni diverse da quelle reperibili pubblicamente e tramite l’informazione. Molte volte analisi analoghe si sono rivelate inefficaci, o comunque non ben inquadrate temporalmente. L’auspicio è che anche questa volta il pessimismo possa lasciare strada ad una stabilità dell’economia. I mercati hanno regole così complesse e fragili che è davvero difficile, anche per i più grandi economisti, fare delle previsioni precise.

È stato da poco consegnato il Premio America 2019 a dieci personalità che si sono contraddistinte ognuna nel loro campo per avere favorito con le loro opere i rapporti fra Unione Europea e Stati Uniti d’America. Rispetto il passato le relazioni stanno aumentando, si stanno diversificando e si stanno facendo sempre più solide? In proposito, può fare anche un esempio di nuovo tipo di relazione creatasi e che prima non c’era? Esempio, le Startup.

Le relazioni sono sempre state molto solide, certamente nel tempo si differenziano. Vi è oggi più osmosi tra le due coste dell’Atlantico in tanti settori come il giornalismo, la cultura, ma anche le imprese. Se fosse ancora vivo certamente Sergio Marchionne meriterebbe il Premio America per la fusione tra Fiat e Chrysler, impensabile fino a pochi anni or sono per quello che rappresentavano i due colossi automobilistici. Anche questo è un paradigma dei cambiamenti e della crescita dei legami di collaborazione.

Oltre il Premio America e il Master, quali sono le più importanti e prossime iniziative della Fondazione Italia USA?

Le iniziative sono sempre molte: incontri bilaterali, visite di studio, seminari di approfondimento e tanto altro. Diciamo che, riguardo il Master, cerchiamo di assicurarci la continuità nell’attribuire ogni anno le nostre 1000 borse di studio ai migliori studenti italiani meritevoli. È per noi un grande sforzo in termini di risorse umane ed economiche, che continua da cinque anni. Ma vediamo gli ottimi risultati. Moltissimi dei nostri studenti ora sono all’estero e lavorano in importanti realtà, altri ci scrivono che sono riusciti a realizzare progetti ed iniziative professionali o hanno trovato una collocazione in importanti imprese. Ecco, questa per noi è la soddisfazione più significativa, la prova che abbiamo scommesso sul talento e sulla passione dei giovani e abbiamo vinto. Continueremo ad impegnarci per i giovani, perché è da loro che passa il futuro.

Da mundilive.com/fondazione-italia-usa-i-giovani-sono-il-nostro-futuro/

]]>
Grande successo di presenze alla presentazione del lancio ufficiale di ‘Sbullit Action’ la prima App per smartphone che combatte il bullismo e il cyberbullismo progettata da Fondazione Vento Mon, 20 Jan 2020 18:07:19 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/616355.html http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/616355.html BIZCOMIT.IT BIZCOMIT.IT Si è svolta a Pesaro presso la Sede di Intesa San Paolo il 16 gennaio u.s. la conferenza per il lancio ufficiale del progetto “Sbullit Action”. Molte le presenze registrate sia di politici che di pubblico incuriositi dalla possibilità di scoprire le caratteristiche dell’applicazione e come poterla utilizzare. L’App, perché di app si parla, ha come obiettivo quello di combattere il bullismo e il cyberbullismo e potrà essere utilizzata dai ragazzi, ma anche dai docenti e dai genitori.

Molti gli interventi che si sono susseguiti durante la conferenza stampa del 16 gennaio u.s. di Fondazione Vento presso la Sede Intesa San Paolo a Pesaro per la presentazione ed il lancio ufficiale del progetto Sbullit Action.

Ad aprire il dibattito Mario Zamboni Presidente della Fondazione Vento, ideatore e promotore del progetto: “La storia del progetto è una storia lunga, ma abbastanza semplice. Noi da molti anni lavoravamo nel campo della disabilità, soprattutto con soggetti che avevano subito dei traumi. Da questa nostra esperienza è emerso che il problema non era solo risolvibile tramite una riabilitazione, ma che necessitava di una reale integrazione tramite un lavoro. Il lavoro risultava quindi essere la miglior terapia, anche perché lavorando i ragazzi potevano rendersi indipendenti. Da questa esperienza è emerso che il disabile è anche spesso vittima del bullo, perché lo vede diverso, si muove in modo diverso o semplicemente perché è realmente più debole. Abbiamo quindi iniziato a pensare cosa potevamo fare per migliorare questa situazione. La prima cosa che abbiamo fatto è stata quella di analizzare il fenomeno del “bullismo”: è quindi emerso che l’80% dei bulli o dei bullizzati provengono da situazioni familiari particolari, in particolare le famiglie di separati. Partendo da una constatazione evidente: i ragazzi e le ragazze non ascoltano e non accettano consigli da nessuno (siano essi familiari o insegnanti). Sono però disposti a seguire le indicazioni date da persone che loro considerano un loro leader. Diventava quindi fondamentale trovare un leader con sani principi e in grado di creare un gruppo dal comportamento etico. Con questo punto di partenza abbiamo deciso di lavorare sulla creazione di gruppi con a capo leader che evidenziassero caratteristiche in grado di portare i ragazzi fuori da una situazione di difficoltà (sia bulli che bullizzati). E’ stata quindi creata l’App Sbullit Action che tra poco sarà disponibile nella realtà aumentata. L’App ha due obiettivi molto importanti: il primo è quello di educare i ragazzi all’uso dello smartphone e di dare un senso etico a quello che stanno facendo utilizzando il telefonino; il secondo è invece quello di dare un’autostima ai ragazzi e che li porti ad avere un rapporto con i loro coetanei più corretto. Per raggiungere questi obiettivi abbiamo sviluppato una collaborazione di rete con alcune società che seguono lo sport, la musica e in poche parole tutte le cose che piacciono ai giovani. All’interno dell’App saranno infatti disponibili delle aree dove i ragazzi, sia che si conoscono ma anche che non si conoscono, possano confrontarsi sugli argomenti di loro interesse. Grazie allo stimolo, alle attività e alle opportunità che si vengono a creare utilizzando l’App siamo convinti che i ragazzi potranno avere una maggior autostima di sè stessi e un comportamento etico nei confronti dei loro coetanei.” –  conclude il Presidente della Fondazione Vento.

Giulio Mancino, socio di Digital Ideators, agenzia che si è occupata della realizzazione della’App per smarthphone Sbullit Action, racconta: “L’applicazione Sbullit Action è lo strumento che abbiamo realizzato per dare una reale fattibilità al progetto esposto da Mario Zamboni. Un progetto di larga scala che vuole tramite l’App di fatto indirizzare i giovani ad un uso controllato e corretto del proprio cellulare. L’applicazione è scaricabile dai sistemi operativi più usati Android e Ios e non è una semplice applicazione ma un luogo virtuale ‘privilegiato’ e ‘protetto’ dove i ragazzi possono incontrarsi, integrarsi e mettersi alla prova in ‘modo sano’ fra loro giocando o singolarmente o a gruppi. Uno strumento per giocare in modo diverso ma anche utile, isolato rispetto al mondo attuale dei social, per ritrovarsi e conoscersi, per fare rete ma anche per segnalare casi di disagio o atti subiti dai bulli, a scuola e in qualunque altro ambito. All’interno infatti è inserita una sezione SOS Aiuto dove compaiono dei numeri utili per trovare assistenza, supporto o anche solo una voce amica. Per chiunque sia vittima di episodi di bullismo anche sui social, l’applicazione prevede quindi un reale contatto con un gruppo di psicologi o esperti della Fondazione Vento: a seguito della chiamata e del suo motivo, saranno poi i coordinatori della Fondazione, dopo una verifica, a segnalare il tutto alle forze dell’ordine. Da sottolineare che la segnalazione potrà essere passata anche in modo anonimo: questo è infatti possibile grazie al sistema operativo dell’App che è protetto e tutelato.”

Attualmente l’applicazione è attiva e utilizzata in fase di test presso un Istituto Scolastico del Pesarese ma l’obiettivo è ricevere quanto prima le indicazioni del Miur per poi contattare il Provveditorato e i singoli Istituti al fine di diffonderlo il più velocemente possibile inizialmente nell’area Pesaro-Fano-Urbino e per poi allargarsi prima a livello regionale e a seguire in tutta Italia.

Molte le collaborazioni che si stanno definendo sia con enti nazionali che con associazioni locali che hanno anche supportato la Fondazione Vento per la realizzazione dell’intero progetto. E’ stata tra l’altro costituita una associazione di rete alla quale prendono parte:

  • Giulio Mancino, Andrea Sozzi e Lorenzo Forcellini, titolari della Digital Ideators.
    La Digital Ideators è un’agenzia radicata nel pesarese ma operante in ambito nazionale e internazionale, sempre più affermata nello sviluppo software che conta al suo interno un team in grado di sviluppare siti web, app e sistemi gestionali con tutti i principali linguaggi di programmazione attualmente utilizzati.
  • Escudo volley, che da anni si occupa dello sport giovanile coinvolgendo le scuole del territorio.
  • Marche Music College, Creativity è uno spazio dell’App che serve a mettere in contatto i tantissimi ragazzi interessati alla musica, alla fotografia, al cinema, alla scrittura, ai fumetti, alla pittura, all’elaborazione.grafica.o.3D.
  • Quando io Valgo tu Vali, progetto studiato da Erika Morri il cui obbiettivo è contribuire alla crescita dei ragazzi e delle ragazze lavorando sulle diverse sensibilità ed attitudini che vanno esprimendosi nel mondo sportivo ed artistico, creando un’occasione di confronto all’interno delle classi.
  • Emanuele Villani, Developer che realizza giochi educativi tramite App. per smartphone.

Le idee che queste persone hanno avuto coinvolgono varie attività tra cui lo sport, la musica e la creatività in genere e mirano a mettere in contatto i ragazzi o le classi intere facendole lavorare a progetti condivisi, aumentando la loro autostima e ad assumere un comportamento etico nei confronti dei loro coetanei.

Molti i patrocini ricevuti fino ad oggi tra cui: Ministero della Difesa, Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia Romagna, Università di Parma, Comitato Italiano Paralimpico, Coni, Gazzetta dello Sport, Regione Marche, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Parma, Comune di Fano, Commissione per le Pari Opportunità tra uomo e donna, Ombudsman delle Marche, Club 107 Frecce Tricolori.

Alla Conferenza sono intervenuti in ordine:

Apertura di Fabrizio Giua, referente della Provincia di Pesaro-Urbino di Intesa San Paolo per il mondo no profit e a seguire

  • Mario Zamboni Presidente Fondazione Vento, ideatore e promotore del progetto
  • Erika Morri fondatrice del progetto “Quanto io valg, tu vali”
  • Andrea Evangelisti Delegato Provinciale Comitato Provinciale Italiano Paralimpico
  • Samuele Garofoli Presidente Marche Music Collage
  • Francesco Troiani Presidente Escudo Volley
  • Giulio Mancino socio dell’agenzia Digital Ideators

Per ulteriori informazioni:
Digital PR a cura di Blu Wom Milano
www.bluwom-milano.com
p.fabretti@bluwom-milano.com

]]>
Beko presenta #unanuovastoria #promessamantenuta #1milione2019 e #ilnostro2020 Mon, 20 Jan 2020 13:47:14 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/616357.html http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/616357.html BIZCOMIT.IT BIZCOMIT.IT Il fatturato 2019 di Beko Italia cresce dell’11%, si posiziona al quarto posto sul totale comparto MDA6 grandi elettrodomestici (in fortissima crescita nel built in e al secondo posto nel free standing) e migliora anche il suo price index di due punti.

Milano, 16 gennaio 2020 – presso Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci

Consuntivo 2019, nuovi prodotti e progetti per il 2020 sono stati i principali argomenti trattati durante l’evento organizzato da Beko Italia a Milano al Museo della Scienza e della Tecnologia.

L’appuntamento ha riunito tutte le principali forze commerciali aziendali, i principali clienti free-standing e i giornalisti del settore trade e ha registrato un’intensa partecipazione.

L’anno appena concluso è stato pieno di soddisfazioni e si è caratterizzato di importanti traguardi. La marca infatti si è posizionata al quarto posto assoluto sul totale MDA6, stabilmente tra le prime due marche nel FS, con quota intorno al 10%. Ha inoltre registrato una fortissima crescita nel Bi, fatto dell’aria condizionata un pilastro fondamentale della sua crescita, e ha messo le basi per uno sviluppo sostenibile nel piccolo elettrodomestico. Una ricetta vincente che concretamente si è realizzata con il record storico di vendite di 1 milione di pezzi nel 2019.

Beko ha scelto il Museo della Scienze e tecnologia perché rappresenta il luogo dello studio e della ricerca scientifica e la sua applicazione. Una esperienza per vivere il lancio della nuova lavatrice a vapore Steamcure TM di Beko.

Lavatrice dotata, prima del lavaggio, di programmi specifici come l’antimacchia e di igienizzazione profonda (programma HYGIENE+ Baby Protect) e di funzione dopo lavaggio che vede programmi per il REFRESH e l’ammorbimento dei tessuti duri: è la macchina che si prende cura dei capi pensando al benessere dei consumatori.

Durante l’evento l’AD Francesco Misurelli ha ringraziato tutti i presenti per il lavoro svolto sottolineando che: “Quest’ultimo anno ci ha permesso di raggiungere il milione di pezzi venduti, grazie anche agli importanti riconoscimenti internazionali ottenuti dalle associazioni dei consumatori. Per il 2020 miriamo ad un’ulteriore crescita a due cifre: il nostro obiettivo è quello di diventare la prima marca nel comparto free standing, la terza nel built in e di migliorare ulteriormente il nostro posizionamento verso l’alto del price index. Visti gli ottimi risultati, anche per quest’anno il marketing mix su cui lavoreremo non cambierà: punteremo su prodotti di qualità competitivi, su investimenti in comunicazione, su una politica di distribuzione efficace e sul mettere il cliente/consumatore sempre al primo posto.”

Per quanto riguarda le novità di prodotto, la Direttrice Marketing e Comunicazione Michela Lucchesini racconta:” Quest’anno presenteremo prodotti evolutivi e strategici. Per quanto riguarda le lavatrici e le asciugatrici sarà inserita la tecnologia a vapore, una innovazione che pensa al benessere della persona e che prende la propria forza dalla natura. Novità anche nell’Autodose che da quest’anno oltre che per le lavastoviglie sarà disponibile anche per le lavatrici. Smart control e connettività permetteranno inoltre di avere una gestione più dinamica e tempestiva sugli elettrodomestici. Tra le novità 2020, ci sarà anche la presentazione di prodotti “slim” perfetti per chi ha poco spazio, ma desidera performance eccellenti. La nostra strategia sarà quella di continuare a comunicare come un ecosistema equilibrato, sostenibile consolidato ed efficace. A supportarci in questo piano anche lo chef Alessandro Borghese che quest’anno festeggia con noi il sesto anno di collaborazione, un rapporto che negli anni si è consolidato e che ha portato a grandi soddisfazioni.”

Per ulteriori informazioni:
Digital PR a cura di Blu Wom Milano
www.bluwom-milano.com
p.fabretti@bluwom-milano.com

]]>
Intervista di Alessia Mocci a Gianfranco Cambosu: vi presentiamo Il paese delle croci Sun, 19 Jan 2020 18:03:52 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/616358.html http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/616358.html BIZCOMIT.IT BIZCOMIT.IT

Nuoro è una città strana. Silenziosa e priva di stimoli in apparenza, eppure capace di catalizzare ingegni e forti personalità. Oltre a Grazia Deledda, una donna che ha saputo ritagliarsi uno spazio importante in Italia e nel Mondo, è inevitabile citare Sebastiano e Salvatore Satta, oppure Antonio Ballero e Francesco Ciusa. Scrittori e artisti insomma, accomunati da una ineluttabile appartenenza al territorio, ma in grado di proiettarsi in un panorama nazionale e internazionale.– Gianfranco Cambosu

Il paese delle croci” è stato pubblicato nel 2019 dalla casa editrice romana Emersioni diretta da Michele Caccamo, forte di tre premi letterari conferiti quando il romanzo era ancora inedito. L’autore, Gianfranco Cambosu è nato a Nuoro nel 1966 e con “Il paese delle croci” firma la sua quinta pubblicazione.

Di professione insegnante di lettere presso il liceo di Dorgali, Gianfranco non colloca i suoi romanzi nel genere giallo e noir benché ci siano omicidi ed indagini ma, piuttosto, ritiene che nei suoi scritti ci sia una storia su cui riflettere, ed è per questo che il lettore incontra un percorso irto di ombre che conducono alla luce.

Ambientato nel paesino di Sas Ruches, “Il paese delle croci” è un romanzo dedito al dettaglio sia per le minuziose descrizioni dei personaggi e paesaggi sia per le dettagliate conversazioni che rendono la lettura agevole e tutto sommato veloce.

Per conoscere maggiormente l’opera narrativa si è pensato di porre qualche domanda al suo creatore Gianfranco Cambosu.

A.M.: Salve Gianfranco, “Il paese delle croci” è il suo quinto romanzo di genere giallo e noir. Dal primo a quest’ultimo libro ha notato una crescita di carattere stilistico e/o narrativo?

Gianfranco Cambosu: Ciao, Alessia! “Il paese delle croci” è stato pubblicato a distanza di cinque anni da quello precedente. È un giallo “indisciplinato”, nel senso che non si piega rigidamente alle regole del genere. Si parla dell’omicidio di un ufficiale dei Carabinieri, ma a indagare non è un carabiniere o un poliziotto. Le indagini infatti vengono condotte in modo personale da Ercole Cassandra, figlio della vittima, ma insegnante di Lettere di professione. Credo, in tutta onestà, di aver raggiunto una maturazione stilistica che mi ha permesso di affrontare temi che in passato ho solo accennato o comunque trattato in modo marginale. Una componente che ho curato attentamente, senza però eccedere, è l’introspezione. Ho dedicato molto tempo alla stesura di questa storia e ancor di più al labor limae. Ho anche voluto suggerire una possibile componente autobiografica, mentendo. Pure io sono un prof. di Lettere, ma non è di me che si parla.

A.M.: “Il paese delle croci” segna un’importante connessione a triangolo che ha come base il racconto pubblicato nel 2016 “Sas Ruches” ed il romanzo del 2008 “Pentamerone barbaricino”. La congiunzione è il paesino del nuorese “Sas Ruches” segnato da faide e da odio che dura da generazioni. “Ruches” (traduciamo per chi non conosce il significato) significa precisamente “croci” ed è il più usato dei giuramenti nuoresi: una sola croce (pollice sovrapposto all’indice della destra), dieci croci (mano destra traverso la sinistra), cento croci (incrociando le braccia sul petto). Un insegnante di lettere di sicuro non ha sottovalutato il potere di questa parola scelta come teatro di narrazione. L’abuso del giuramento ha portato alla “maledizione” degli abitanti?

Gianfranco Cambosu: Confermo la complessa e articolata simbologia nella quale si colloca il termine “ruches” per quanto concerne la cultura barbaricina. Così come è fuor di dubbio che l’anello di congiunzione fra le tre opere citate è il paesino di “Sas Ruches”, ovvero “Le croci”. Nell’elaborare la trama de “Il paese delle croci”, tuttavia, ho riflettuto su aspetti di più immediata comprensione. Le croci sono quelle del cimitero sempre più esteso di un paesino che gradualmente sembra svuotarsi a causa dei morti ammazzati. Certamente, senza svelare troppo dell’intreccio, il giuramento ha una funzione determinante. Sin dai primi capitoli lascio intendere che dietro all’omicidio di Francesco Ladu (personaggio che compare solo attraverso le parole degli altri) c’è un mistero. Il mistero di un omicidio a Sas Ruches suggerisce l’idea di una vendetta e questa, a sua volta, si collega a un possibile giuramento. Ma questi passaggi sono più impliciti che scoperti, almeno fino a un certo punto. Per non deviare troppo dalla tua domanda a proposito di una possibile maledizione degli abitanti, devo aggiungere che tra le mie fonti di ispirazione al momento del concepimento della storia c’era stata la riflessione sulle 39 lettere di papa Gregorio I in cui si parla di due Sardegne: una cristianizzata e romana e una interna abitata da popolazioni idolatre e pagane. Solo nel 594 il dux Ospitone, che governava nella parte interna, aveva potuto convertire i Barbaricini al cristianesimo. Però c’era voluto un patto tra quelli e i Bizantini. Insomma ho lasciato al lettore altre eventuali interpretazioni. Una potrebbe essere la violazione di quel patto alcuni secoli dopo (la vicenda è ambientata all’inizio degli anni Settanta del secolo scorso).

A.M.: Nel classico giuramento narrato la donna soleva anche accompagnare con la formula: “In cussenzia de s’anima” (“in coscienza d’anima”). Qual è il ruolo della donna in questo romanzo pregno di omicidi, persone scomparse e commerci illeciti? 

Gianfranco Cambosu: Se c’è una componente volutamente ambigua all’interno della mia storia è il ruolo della donna. Placida, gioviale, remissiva in apparenza, è in effetti risoluta e decisionista. Senza voler scomodare il matriarcato in alcuni centri della Barbagia, che è qualcosa di più complesso e profondo, ho voluto tratteggiare in senso introspettivo alcune donne che hanno subìto ma hanno scelto di non piegare il capo.

A.M.: La citazione inserita in apertura “Se vostro figlio vuole fare lo scrittore o il poeta, sconsigliatelo fermamente. Se continua, minacciatelo di diseredarlo. Oltre queste prove, se resiste, cominciate a ringraziare Dio di avervi dato un figlio ispirato, diverso dagli altri” è, a mio parere, una delle più belle frasi di Grazia Deledda che, in poche parole, è riuscita a sintetizzare le difficoltà e le gioie di un figlio poeta. Quanto ha inciso nella sua scrittura il condividere Nuoro come città di nascita?

Gianfranco Cambosu: Nuoro è una città strana. Silenziosa e priva di stimoli in apparenza, eppure capace di catalizzare ingegni e forti personalità. Oltre a Grazia Deledda, una donna che ha saputo ritagliarsi uno spazio importante in Italia e nel Mondo, è inevitabile citare Sebastiano e Salvatore Satta, oppure Antonio Ballero e Francesco Ciusa. Scrittori e artisti insomma, accomunati da una ineluttabile appartenenza al territorio, ma in grado di proiettarsi in un panorama nazionale e internazionale. Per rendere completa la mia premessa, devo ricordare un fatto che mi ha sempre incuriosito e inorgoglito: la madre di Grazia Deledda portava il mio cognome, Cambosu, lo stesso ramo da cui discende la mia famiglia. Perciò la risposta più immediata alla tua domanda potrebbe essere che a un certo punto ho avvertito il peso di un’eredità che non può prescindere dal luogo di appartenenza. Ma sarebbe troppo semplicistico e forse una risposta definitiva non sono ancora in grado di fornirla.

A.M.: Nel ventesimo capitolo si legge: “«Dai, professore… si scherzava, ecco tutto» prova a recuperare il direttore. «E poi, guardi, appropriarsi di bronzetti o di altri oggetti provenienti da un nuraghe o da altri edifici storici o preistorici è un reato. Ti schiaffano dentro con la chiave di cioccolata». Ride ancora e la sua risata si fa sguaiata, inconcludente.” È innegabile che negli ultimi quindici anni in Sardegna si sia verificato un crescente interesse verso l’archeologia, soprattutto perché i sardi si sentono carenti di storia riguardo i millenni trascorsi. Ed anche i più giovani conoscono, anche e solo per sentito dire, dei casi di trafugamenti di reperti per vendite illegali oppure i celebri falsi che, ancora, per taluni sono dei ritrovamenti incompresi. Personalmente, come interpreta questa ricerca di verità storica prendendo in considerazione la rabbia degli “appassionati” nei confronti degli “archeologi” indicati talvolta come disonesti perché non si racconta di uno straordinario popolo sardo che ha solcato i mari e le terre emerse di tutta Europa?

Gianfranco Cambosu: Premesso che non ritengo affatto che i Sardi si sentano “carenti di storia”, ma che anzi si considerino al centro di una lunghissima avventura che parte almeno dal Neolitico Antico, interpreto la ricerca di verità storica come un’esigenza di inversione di rotta rispetto a quella voluta da una certa cultura italiana. C’è stato un periodo in cui ogni espressione culturale isolana veniva sminuita o relegata all’ombra di civiltà predominanti. Si pensi, per fare un esempio, che anni fa i nuraghi erano stati catalogati come una sorta di imitazione delle torri micenee e altrettanto si era fatto per le domus de janas rispetto agli ipogei etruschi. Insomma la nostra storia è costellata di condivisibili forme di ribellione verso il pressapochismo e la sottovalutazione. Sembrava quasi che il nanismo delle specie faunistiche tipico delle isole si dovesse estendere in qualche modo al grado di civiltà di un popolo, il nostro per l’appunto. Oggi mi pare che siano di meno i detrattori dei Sardi o comunque coloro che intendano metterne sotto silenzio la straordinarietà del passato. Essa non si è certo estinta nel presente.

A.M.: La scelta dell’uso del linguaggio sardo per alcuni dialoghi tra i personaggi è un eccesso di realismo oppure la volontà di far conoscere anche al di fuori dell’isola la musicalità del sardo barbaricino?

Gianfranco Cambosu: Il romanzo è stato concepito per un pubblico nazionale. L’uso del Sardo barbaricino in alcune parti della storia (piuttosto limitato nel complesso) risponde alla necessità di dare credibilità a personaggi che, se proposti in modo differente, avrebbero perso di concretezza. Di questa deve essere convinto prima di tutto l’autore. C’è naturalmente anche un discorso di musicalità o di ritmo che cerco di imprimere sia nelle descrizioni che nei dialoghi. Mi pare che l’uso del Sardo, in tal senso, contribuisca bene.

A.M.: “Il paese delle croci” è risultato finalista alla 38esima edizione del prestigioso Premio Alberto Tedeschi, dedicato alla memoria dello storico direttore de Il Giallo Mondadori. Ci sono stati altri riconoscimenti?

Gianfranco Cambosu: In effetti dopo il Premio Tedeschi ce ne sono stati altri due: il Premio Giallo Luna Nero Notte e il Premio Licanias. Nonostante il primo resti il più importante, non posso che essere soddisfatto pure per gli altri due. Devo informare che in tutti e tre i casi il romanzo era ancora inedito.

A.M.: Sono in programma presentazioni del romanzo nei prossimi mesi?

Gianfranco Cambosu: Dopo aver già effettuato quattro presentazioni nei mesi di novembre e dicembre, ho in programma una serie di appuntamenti, alcuni definiti, altri da definire bene. Comincio perciò dai primi: il 26 gennaio sarò ad Abbasanta (a cura dell’Associazione Culturale CartaBianca) alle ore 16,45, presso l’aula magna di Piazza della Vittoria; il 9 febbraio sarò ospite ad Arbatax presso il Caffè Letterario da Lollo ed il 13 a Macomer. Per entrambi gli appuntamenti l’orario di inizio è previsto intorno alle 18,30. Riguardo alle date da definire, ma con accordi già presi, le tappe previste sono le seguenti: Libreria Emmepi Ubik (febbraio); Dorgali, Sala Consiliare (febbraio); Cagliari, presso l’Associazione Culturale CartaBianca (marzo), Siniscola, Biblioteca Comunale (marzo-aprile), Olbia, Libreria Mondadori (aprile). Ulteriori date in questo momento è difficile indicarle, nonostante siano già previste. Voglio informare inoltre che potrete ascoltare un estratto del mio romanzo “Il paese delle croci” sulla web radio Quarta Radio, a cura dell’attore e regista Gaetano Marino.

A.M.: Salutiamoci con una citazione…

Gianfranco Cambosu: Me ne viene in mente una abbastanza nota di Marco Tullio Cicerone: “Sine libris cella, sine anima corpus est”.

A.M.: Gianfranco la ringrazio per il tempo dedicato all’intervista. Chiudo con una curiosità che unisce noi sardi alla Puglia, e più precisamente al Salento, riguardo le nostre janas e le loro jànare. Ci sono due ipotesi riguardo l’etimologia jànara, una che prende in considerazione il latino ianua (porta della casa privata, così da indicare la jànara come colei che insidia le porte) e l’altra derivante da dianara, seguace di Diana. Saluto, infine, con Lucio Anneo Seneca: “Fa una scelta di buoni autori e contentati di essi per nutrirti del loro genio se vuoi ricavarne insegnamenti che ti rimangano. Voler essere dappertutto e come essere in nessun luogo. Non potendo quindi leggere tutti i libri che puoi avere, contentati di avere quelli che puoi leggere.

Written by Alessia Mocci

Info
Facebook Gianfranco Cambosu https://www.facebook.com/gianfranco.cambosu
Ascolta estratto – Quarta Radio – Gaetano Marino
https://quartaradio.it/podcast/tre-o-quasi-tre-cronaca-di-un-racconto-dal-paese-delle-croci/
Il paese delle croci
http://www.emersioni.it/prodotto/il-paese-delle-croci/

Fonte
http://oubliettemagazine.com/2020/01/17/intervista-di-alessia-mocci-a-gianfranco-cambosu-vi-presentiamo-il-paese-delle-croci/

]]>
Time lapse ed edilizia: il valore del tempo che scorre Sat, 18 Jan 2020 17:01:08 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/616359.html http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/616359.html BIZCOMIT.IT BIZCOMIT.IT Il time lapse può portare a ottimi risultati nella promozione di costruzioni che giocoforza hanno un tempo di realizzazione medio lungo.

Al di là della evidente possibilità di tenere monitorato il cantiere, poter mostrare costantemente lo stato dei lavori diventa un interessante strumento per l’attività di vendita, diretta o indiretta

Il principale punto di forza della fotografia in time lapse e dei video realizzati in time lapse è – ovviamente – quello di poter riprodurre in pochi minuti, ciò che si verifica in giorni, settimane a volte mesi e persino anni. Il mostrare gli effetti del tempo porta valore al progetto in corso d’opera, perchè racconta efficacemente quello che si verifica fra l’inizio di un cantiere e la sua conclusione. Ne è un’ esempio quanto fatto da un’ industria che opera nel settore plastico. Questo articolo racconta l’uso del time-lapse per promuovere la costruzione di un nuova area del proprio stabilimento,: un timelapse che dura da più di un anno.

E non c’è dubbio che sia proprio il tempo il vero protagonista del time lapse. Certo, non parliamo di quelle dilatazioni del tempo che spesso sono provocate in maniera artificiosa in molti cantieri pubblici. Ma parliamo del tempo come fattore di cambiamento e trasformazione dell’esistente. Questo articolo mostra il time lapse come un valore: il tempo diventa un potente alleato, uno strumento di marketing da usare per la promozione di quanto avviene nel cantiere per tutta la sua durata. Non solo nel settore dell’edilizia, ma anche in quello degli impianti

Quali strumenti sono necessari per realizzare un video in time lapse?

Per la realizzazione di video in time lapse è fondamentale essere dotati di attrezzature che possono restare fisse, quini ben stabili, ben ancorate, sul nuovo del cantiere in costruzione. Allo stesso tempo bisogna essere in grado di controllare da remoto quelle stesse tecnologie. E la tecnologia diventa il miglior alleato per intervenire in immediatamente su fattori tecnici che riguardano l’esposizione, la luce, il posizionamento delle camere e l’eventuale alimentazione stessa dei dispositivi utilizzati.
E’ opportuno avere più camere per poter cogliere più punti di vista che potranno essere sfruttati successivamente in sede di montaggio.

Quanti fotogrammi occorre scattare?

In realtà non c’è un numero di scatti ideale. Si potranno scattare pochi fotogrammi al giorno fino a numeri più significativi. Molto dipende da ciò che si sta riprendendo.

Per fare degli esempi: si scatta un’immagine al secondo, con un’ apertura del diaframma molto ampia, per riprendere fenomeni o situazioni soggette a cambiamento molto rapido. Il classico caso è quello del traffico presente su un asse viario o il numero di velivoli in decollo e atterraggio da un aeroporto.

Mentre per catturare il cambiamento determinato da fenomeni atmosferici come il passare delle nuvole, è consigliabile effettuare uno scatto in periodi compresi fra 1 e 5 secondi.

Sono invece più adatti scatti tra i 15 e i 30 secondi, per immortalare in time lapse tutto ciò che ruota attorno alle stelle.

Per realizzare fotografie di questo tipo basterà avere una buona macchina fotografica, preferibilmente mirrorless. Servirà un intervallometro e uno slider motorizzato in sincrono.

Sempre per rimanere nel bagaglio di strumenti e accessori, saranno necessarie una coppia di schede di alta capacità per rendere più semplice la memorizzazione delle immagini raccolte.

Per non avere problemi di alimentazione è consigliabile utilizzare batterie aggiuntive se la camera ha l’alloggiamento o più economici battery pack.

time lapse-cantieri
ph. ricardo-gomez-angel-unsplash

Quanto dura un Time lapse?

Il tempo dipende dalla durata delle attività che vengono riprese. A volte dipende direttamente da chi crea il video che può stabilire a priori per quanto tempo riprendere una determinata attività. Altre volte, nella quasi totalità dei cantieri edili, si è legati alla conclusione di un’attività.
Rispetto a tutto questo, è chiaro che il tempo rappresenta una criticità sia per l’alimentazione sia per lo stoccaggio delle immagini.

La gran parte dei cantieri di costruzioni, sono ripresi con intervalli tra gli scatti compresi fra i 3 e i 5 minuti. Anche se questa durata può costituire un problema per la fluidità delle immagini. Sarebbe opportuno non lesinare sul numero degli scatti. Più frequenti saranno gli scatti, più fluidi risulteranno i movimenti e ci sarà una maggiore autonomia in post produzione.
È chiaro che avere un numero alto di scatti però, comporta la necessità di avere strumenti di archiviazione dei dati sufficientemente capienti.
Se ci si registrasse su uno scatto ogni 30 secondi, si potrebbero raggiungere circa 1000 scatti al giorno, riprendendo solo fino a sera, a camera. Da raddoppiare ovviamente se le camere fossero due.
Sempre per parlare di numeri e per avere una previsione degli spazi necessari per raccogliere gli scatti di è possibile impiegare questo calcolatore di time lapse. Qui basterà inserire alcuni parametri di base come il numero di scatti, la grandezza delle immagini nonché la lunghezza delle riprese, per avere lo spazio di cui si avrà bisogno per archiviare le immagini.

Di quante camere hai bisogno per il time lapse?

Per ottenere dei risultati soddisfacenti, in particolar modo se si effettuano riprese in time lapse sul lungo periodo, è consigliabile, se non addirittura necessario, avere più fotocamere.
Disporre di più punti di ripresa, consentirà di gestire le riprese in maniera più produttiva in fase di montaggio. Anche nel caso in cui sorgessero problemi legati alla momentanea indisponibilità di un punto di vista. Ad esempio, perchè un animale vi ha fatto il nido davanti.

Un ostacolo in fase di allestimento del sistema timelapse nel cantiere è essere rappresentato dal corretto posizionamento delle camere. Sarà infatti necessario concordarlo con i responsabili del cantiere e soprattutto coi progettisti dell’opera, per poter stabilire a priori l’evoluzione della costruzione e capire in anticipo eventuali cambiamenti che possano intralciare il corretto svolgimento delle riprese.
Un aspetto delicato è proprio il posizionamento delle camere.
Chi si occupa di produzione video in cantieri sa bene che si tratta della decisione più importante da prendere perchè va immaginato in anticipo quale sarà l’orientamento dell’edificio e soprattutto come saranno gli ingombri per studiare quale sia il punto di ripresa migliore e avere la sicurezza di mantenere l’oggetto nell’inquadratura.

Post produzione e time lapse: flickering e motion graphic

Terminate le riprese, ha inizio una fase delicata: quella della post produzione.
Una delle principali criticità che si presente in fase di montaggio è rappresentata dal flickering, cioè il tremolio delle aree sottili dell’ immagine. E’ dovuto ai repentini cambi di luce. Per risolvere questo difetto è possibile fare ricorso a degli appositi plug in. Sul mercato sono disponibili numerose soluzioni. Tutte utili a rendere omogenea la curva di luminosità presente nelle foto.

TLTools e LRTimelapse, ad esempio, lavorano in maniera più efficace su riprese più brevi, perché operano sui file Raw. Altri, invece, come GBDeflicker o SapphireDeflicker, sono più indicati in fase di post produzione perchè integrati nei programmi di compositing

Sempre in fase di post produzione è possibile sfruttare contributi realizzati in motion graphic. Si tratta, in sostanza, di inserire grafiche dinamiche, sincronizzate con le immagini, in modo tale da poter fornire informazioni molto utili, quali risorse impiegate, distanze e misure solo per fare degli esempi. Un’integrazione di linguaggi che potenzierà ulteriormente il già elevato impatto del timelapse.

Giuseppe Galliano Studio
C.so Cavallotti 24
28100 NOVARA ITALY
www.giuseppegalliano.it

]]>
Carmelo Di Bartolo e il Centro Ricerche IED, Mercoledì 22 gennaio Milano Fri, 17 Jan 2020 18:26:55 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/616360.html http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/616360.html BIZCOMIT.IT BIZCOMIT.IT “Bionica e Design. Carmelo Di Bartolo e il Centro Ricerche IED. Esperienze memorabili da 30 protagonisti”, l’omaggio di 30 affermati designer e accademici

Mercoledì 22 gennaio alle 18, a Milano, presso la sede dell’Istituto di via Pietrasanta, 14

Analizzare le forme, le geometrie e i modelli della natura ricavandone principi e regole per una progettazione umana, consapevole e innovativa. Tutto questo è Bionica e Design, un mondo in cui da 40 anni si muove la ricerca di Carmelo Di Bartolo, pioniere del settore e a cui 30 protagonisti Designer e Accademici di oggi rendono omaggio con personali contributi all’interno del libro “Bionica e Design. Carmelo Di Bartolo e il Centro Ricerche IED. Esperienze memorabili da 30 protagonisti”.

Un volume dettagliato che verrà presentato mercoledì 22 gennaio, alle ore 18, allo IED di Milano di via Pietrasanta 14, in un momento celebrativo moderato dal Professor Amilton Arruda, Professore all’Università di Pernambuco, Brasile, direttore di LAB Biodesign ed Editor del libro.

Il volume racconta il valore dell’incrocio tra Bionica e Design, la scienza che partendo dall’osservazione della natura mira ad analizzare e costruire modelli analogici, trasferibili nel progetto.
Con questa metodologia sono nati nel tempo importanti progetti. Dal concept di Fiat Multipla, alle Ricerche sulla Mobilità Urbana per Centro Ricerche Fiat. La struttura delle fragole è stata invece trasferita nei Pavimenti di sicurezza per la Metropolitana di Milano, sviluppato con Unione Italiana Ciechi, ATM di Milano e Pirelli Artigo. La respirazione del dromedario analizzata per creare un packaging capace di mantenere freschi gli alimenti; imballaggi di “lunga vita” premiati dall’Istituto Italiano dell’Imballaggio. Oppure studiando le radici delle piante con il progetto di contenimento dei pendii autostradali per Italcementi.

Questi sono solo alcuni esempi di bionica applicata ai processi di design.
Carmelo Di Bartolo, all’inizio degli anni ’70, è infatti stato uno dei primi alumni IED, in cui ha vestito anche i panni di docente e Direttore; inoltre nel 1982 ha fondato il CRIED – Centro Ricerche Istituto Europeo Design, dal quale sono passate generazioni di allievi e collaboratori dello stesso designer, e nel 1986 ha istituito il Master Internazionale in Bionica e Design.

“La Bionica applicata al Design, lo studio delle strutture naturali attraverso modelli analogici, ci ha permesso di vivere momenti di fertilizzazione incrociata, un modo nuovo di relazionarsi al progetto, di creare una grammatica comune, trasversale alle discipline, determinato una vera ‘scuola’ nel modo di approcciare il progetto e affrontarne i passaggi in modo credibile e sostenibile. La mia formazione non convenzionale, mi ha permesso di iniziare percorsi non ortodossi, dando la priorità all’approccio intuitivo e sperimentale – commenta Di Bartolo stesso -. Devo ringraziare i molti collaboratori e colleghi di prima istanza che hanno avuto la determinazione, costanza e capacità di mettere in ordine le tante ‘schegge’, tentando la sistematicità e il metodo”.

Di Bartolo è un grande visionario che ha insegnato a tutti noi studenti a guardare il mondo nelle sue più naturali manifestazioni per capire il funzionamento vero delle cose – afferma nella prefazione al libro Emanuele Soldini, Direttore IED Italia e allievo in prima persona di Di Bartolo -. Questo libro rende omaggio a una persona, un ricercatore, un designer che ha dato tanto alla nostra Istituzione contribuendo alla formazione di intere generazioni di designer innamorati del proprio mestiere”.

Fonte: Centro Ricerche IED

]]>
Come affrontare in azienda la gestione dell’ambiente Thu, 16 Jan 2020 17:48:16 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/616361.html http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/616361.html BIZCOMIT.IT BIZCOMIT.IT Due corsi tra febbraio e marzo 2020 forniscono strumenti di lettura nella gestione delle complesse problematiche ambientali in azienda e informazioni necessarie per guidare l’azienda verso l’ottenimento della certificazione ambientale.

In questi ultimi decenni è notevolmente aumentata la sensibilità relativa alla salvaguardia dell’ambiente anche in relazione agli effetti più o meno significativi sull’ambiente che possono avere le attività di imprese, enti, organizzazioni. Ed è sempre più necessario che ogni azienda abbia una gestione corretta degli aspetti ambientali correlati alla propria attività, anche con l’obiettivo di uno sviluppo sostenibile delle risorse, uno sviluppo che diventi un equilibrio dinamico tra qualità ambientale, sviluppo economico ed equità sociale.

Se per la gestione degli “impatti ambientali” non ci si accontenta della conformità alla normativa è possibile poi dotarsi di un sistema di gestione ambientale completo, ad esempio con riferimento alla norma UNI EN ISO 14001, un sistema di gestione che può offrire vari vantaggi, anche in termini di riduzione dei costi aziendali e di aumento della competitività aziendale.

I corsi organizzati in materia di gestione e certificazione ambientale

Proprio partendo da queste considerazioni l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) ha organizzato a Brescia nel mese di febbraio due diversi corsi destinati a vari soggetti operanti in azienda: dai responsabili ed addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione ai consulenti e formatori in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro ed in materia ambientale, dai responsabili HSE  ai professionisti, impiegati nell’area HSE, che intendono riqualificarsi ed aggiornare le proprie competenze nel settore della gestione delle problematiche ambientali.

Questi i due corsi organizzati dall’Associazione AiFOS:

  • il 6 e 7 febbraio 2020 si terrà un corso di 16 ore dal titolo “La gestione dell’ambiente in azienda. L’evoluzione da RSPP a HSE Manager”: il corso si propone di fornire strumenti e chiavi di lettura operative nella gestione delle complesse problematiche ambientali in azienda;
  • il 6 marzo 2020 si terrà un corso di 8 ore dal titolo “Sistemi di certificazione ambientale”: il corso si propone di fornire ai partecipanti informazioni necessarie per guidare l’azienda verso l’ottenimento della certificazione ambientale da parte di un Ente di terza parte.

La gestione dell’ambiente in azienda

Il primo corso, di 16 ore in presenza e dal titolo “La gestione dell’ambiente in azienda. L’evoluzione da RSPP a HSE Manager”, risponderà in particolare alle seguenti domande:
– Quali sono le problematiche ambientali più ricorrenti in azienda?
– Quali sono le responsabilità?
– Quali sono le conseguenze dal punto di vista amministrativo e penale?
– Come risolvere i problemi che, nel corso dell’attività produttiva, possono presentarsi? Ma soprattutto, come prevenirli?
– Come, in definitiva, gestire il rischio ambientale?

Attraverso una sintesi ragionata, corredata da case studies, delle principali normative in campo ambientale, il corso intende fornire una mappa all’interno della quale i partecipanti, anche attraverso alcune esercitazioni pratiche, siano in grado di orientarsi nei meandri della gestione ambientale e siano in grado, di conseguenza, di aiutare l’alta direzione a prendere le decisioni ottimali per agire in modo ambientalmente sostenibile e di individuare opportunità di business.

Questi gli argomenti trattati:

  • La gestione dell’ambiente in azienda (inquadramento generale volto ad evidenzia complessità della gestione ambientale in azienda)
  • Le problematiche ambientali:
    • Il sistema di controlli e autocontrolli (metodi, sistemi, misurazioni, …)
    • La conformità (normativa; quella richiesta dai fornitori e/o partners commerciali; quella imposta dalle PP.AA.; quella derivante dall’adozione di un sistema di gestione ambientale)
    • Le responsabilità e il sistema sanzionatorio (casi di studio)
    • La delega di funzioni ambientali (casi di studio)
    • La pianificazione e il sistema delle scadenze (una tantum; ad evento; ricorrenti)
    • La gestione dei rapporti con la PP.AA. e la comunicazione ambientale (cenni)
  • La gestione delle crisi: il problem solving. Competenze e attitudini dell’HSE manager
  • La gestione del rischio ambientale: l’implementazione di un sistema di gestione ambientale (casi di studio ed esercitazioni pratiche, con riferimento particolare al settore dei rifiuti)
  • Gli audit interni come strumento per individuare punti deboli, per garantire il miglioramento continuo delle performances ambientali e, di conseguenza, anche quelle economiche (business continuity)
  • La multidisciplinarietà dell’HSE manager: prospettive future

Il corso si terrà il 6 e 7 febbraio 2020 (9.00/13.00 – 14.00/18.00) presso Aifos Service, Via Branze, 45. E la partecipazione al corso vale come 12 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP e Coordinatori alla sicurezza e 6 ore di aggiornamento per formatori qualificati prima e 6 ore seconda area tematica. Il corso è valido anche ai fini della formazione specifica prevista per il Manager HSE (UNI 11720:2018 – area organizzativa e gestionale) e ai fini della formazione necessaria per l’iscrizione al Registro Consulenti AiFOS (Legge 4/2013).

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi-qualificati/ambiente/ambiente/la_gestione_dell_ambiente_in_azienda

Sistemi di certificazione ambientale

Il secondo corso, di 8 ore in presenza e dal titolo “Sistemi di certificazione ambientale”, offre un approfondimento normativo, tecnico e pratico sugli schemi di certificazione in materia ambientale con particolare attenzione alle recenti novità normative introdotte, sottolineando inoltre i vantaggi per le aziende che decidono di intraprendere questo percorso.

Il corso permette di acquisire conoscenze utili all’iscrizione al registro Consulenti AiFOS area Ambiente.

Questi gli argomenti trattati:

  • Patto d’aula e presentazioni docenti-discenti
  • La gestione dell’ambiente in azienda (inquadramento generale volto ad evidenziare la complessità della gestione ambientale in azienda)
  • Percorso per l’ottenimento della certificazione ambientale
  • Principali schemi di certificazioni e norme di riferimento (ISO 14001:2015 – EM Ecolabel, ecc.)
  • Quali vantaggi per le aziende certificate
  • Casi pratici ed esercitazioni applicative di gruppo
  • Test di verifica finale di apprendimento e questionario di gradimento

Il corso si terrà il 6 marzo 2020 (9.00/13.00 – 14.00/18.00) presso Aifos Service, Via Branze, 45. E la partecipazione al corso vale come 6 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP e Coordinatori alla sicurezza e 3 ore di aggiornamento per formatori qualificati prima e 3 ore seconda area tematica. Il corso è valido anche ai fini della formazione specifica prevista per il Manager HSE (UNI 11720:2018 – area organizzativa e gestionale) e ai fini della formazione necessaria per l’iscrizione al Registro Consulenti AiFOS (Legge 4/2013).

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi-qualificati/ambiente/ambiente/sistemi_di_certificazione_ambientale

Per informazioni:

Sede nazionale  AiFOS: via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595031 – fax 030.6595040 info@aifos.it  – formarsi@aifos.it

16 gennaio 2020
Ufficio Stampa di AiFOS
ufficiostampa@aifos.it

]]>
Api & Prati Thu, 16 Jan 2020 09:59:46 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/615686.html http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/615686.html Veneto a Tavola Veneto a Tavola La manifestazione si svolgerà domenica 8 Marzo 2020 in Prato della Valle a Padova, e sarà dedicata al miele, prodotto naturale delle api, nonché alle erbe aromatiche, officinali e spontanee del nostro territorio. L'evento è organizzato dall'Associazione Apicoltori Patavini A.P.A. PAD. e Veneto a Tavola, in collaborazione con gli assessorati al Commercio e Ambiente del Comune di Padova.

Il programma dell'evento prevede una mostra di oltre 100 erbe aromatiche, con relative schede descrittive, una serie di pannelli - guida sulla straordinaria vita delle api, laboratori per bambini, degustazioni di mieli locali e altri monovarietali da piante aromatiche, incontri con esperti e produttori locali. Non ultimo, un ricco mercatino con la presenza degli apicoltori padovani, che proporranno mieli e prodotti derivati, ed altri operatori con prodotti alimentari, erboristi e salutistici, come creme corpo, saponi, oli essenziali, tisane ed infusi, salse, formaggi, dolci e molto altro ancora, con le erbe sempre protagoniste.

Per l’intera giornata sarà a disposizione del pubblico Nicola Dall’Ora, esperto degustatore dell'Associazione Nazionale Ambasciatori del Miele. Infine, presso lo stand dell’A.p.a. Pad., sarà donato ad ogni bambino presente una bustina di semi di fiori e piante mellifere, per sostenere la vita delle api ovunque, nel loro e nostro interesse!

La manifestazione ha lo scopo di far conoscere ed apprezzare sempre più il valore del miele e l’importanza delle api, anche nel nostro territorio, oltre a promuovere l'uso in cucina di erbe aromatiche e spontanee, che tanto interesse stanno riscuotendo in ambito gastronomico.

Orari della manifestazione : dalle ore 9,30 alle ore 19,00.

 

Info: A.P.A. Pad. segreteria@apapadpadova.it tel. 049 8685762

 

Veneto a Tavola www.venetoatavola.it info@venetoatavola.it tel. 335.6033639 Facebook Venetoatavola

]]>
Enio Drovandi: insieme con noi della Web Tv Studios alla festa della vita… con Amadeus a Casa Sanremo Wed, 15 Jan 2020 19:01:09 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/615625.html http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/615625.html WEBTVSTUDIOS WEBTVSTUDIOS L’attore Enio Drovandi sarà a Sanremo presenterà un programma scritto per il digitale terrestre e il trailer del docufilm di Nuti al Palafiori

Enio Drovandi: insieme con noi della Web Tv Studios alla festa della vita… con Amadeus a Casa Sanremo

Due anni fa Enio presentò, a Casa Sanremo, il suo progetto di omaggio su Francesco Nuti, del quale ha curato la scrittura e la regia. Il docufilm , nel quale si narra una storia che prende spunto dai film di Nuti, adesso è in fase di montaggio finale ed è prevista una prossima uscita, presso le maggiori rassegne nazionali e internazionali, e successivamente in televisione.

Durante la 70° edizione del Festival e sempre presso Casa Sanremo, Drovandi presenterà il trailer, alla presenza di amici e colleghi del grande artista toscano, colpito alcuni anni fa da problemi di salute. La produzione è della FilmTuscany di Firenze. Inoltre durante la settimana sanremese, Enio sarà anche impegnato, come autore, di un format televisivo per il digitale terrestre, per nuovi artisti emergenti, nelle arti del canto, ballo, moda, recitazione. La produzione è dalla –Vetrina dei Talenti 

hashtag#webtvstudios hashtag#sanremo hashtag#festadellavita hashtag#cinema hashtag#ripresevideo hashtag#editingvideo

Con le Riprese Video della #webtvstudios di Roma #ROMAVIDEOEVENTI

SOSTIENI L’ INFORMAZIONE DELLA #WEBTVSTUDIOS DI ROMA, DIVENTA IL NOSTRO EDITORE. AIUTACI CON UNA PICCOLA OFFERTA

Tutti i diritti sono riservati ©Copyright All Right Reserved
http://www.webtvstudios.it

Vi aspettiamo sulla pagina Facebook!

► Facebook : https://www.facebook.com/webtvstudios
► Instagram: https://www.instagram.com/webtvstudios
► Twitter: https://twitter.com/webtvstudios
► Sito: http://www.webtvstudios.it

]]>
Enio Drovandi: insieme con noi della Web Tv Studios alla festa della vita… con Amadeus a Casa Sanremo Wed, 15 Jan 2020 19:00:47 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/615624.html http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/615624.html WEBTVSTUDIOS WEBTVSTUDIOS L’attore Enio Drovandi sarà a Sanremo presenterà un programma scritto per il digitale terrestre e il trailer del docufilm di Nuti al Palafiori

Enio Drovandi: insieme con noi della Web Tv Studios alla festa della vita… con Amadeus a Casa Sanremo

Due anni fa Enio presentò, a Casa Sanremo, il suo progetto di omaggio su Francesco Nuti, del quale ha curato la scrittura e la regia. Il docufilm , nel quale si narra una storia che prende spunto dai film di Nuti, adesso è in fase di montaggio finale ed è prevista una prossima uscita, presso le maggiori rassegne nazionali e internazionali, e successivamente in televisione.

Durante la 70° edizione del Festival e sempre presso Casa Sanremo, Drovandi presenterà il trailer, alla presenza di amici e colleghi del grande artista toscano, colpito alcuni anni fa da problemi di salute. La produzione è della FilmTuscany di Firenze. Inoltre durante la settimana sanremese, Enio sarà anche impegnato, come autore, di un format televisivo per il digitale terrestre, per nuovi artisti emergenti, nelle arti del canto, ballo, moda, recitazione. La produzione è dalla –Vetrina dei Talenti 

hashtag#webtvstudios hashtag#sanremo hashtag#festadellavita hashtag#cinema hashtag#ripresevideo hashtag#editingvideo

Con le Riprese Video della #webtvstudios di Roma #ROMAVIDEOEVENTI

SOSTIENI L’ INFORMAZIONE DELLA #WEBTVSTUDIOS DI ROMA, DIVENTA IL NOSTRO EDITORE. AIUTACI CON UNA PICCOLA OFFERTA

Tutti i diritti sono riservati ©Copyright All Right Reserved
http://www.webtvstudios.it

Vi aspettiamo sulla pagina Facebook!

► Facebook : https://www.facebook.com/webtvstudios
► Instagram: https://www.instagram.com/webtvstudios
► Twitter: https://twitter.com/webtvstudios
► Sito: http://www.webtvstudios.it

]]>
Il futuro dell’acquisizione dati a Embedded World 2020 con Analog Devices Wed, 15 Jan 2020 16:21:58 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/616362.html http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/616362.html BIZCOMIT.IT BIZCOMIT.IT Pad. 4A, Stand 240 – In occasione di Embedded World 2020 i visitatori dello stand di Analog Devices (ADI) avranno la possibilità di assistere a un’ampia gamma di dimostrazioni che illustreranno le proposte per l’embedded dell’azienda. Le presentazioni dell’edizione 2020 si focalizzeranno sulla tecnologia che integra in modo ottimale catene di segnale complete in una soluzione a semiconduttori “More-than-Moore”, oltre a una gamma di soluzioni per semplificare la progettazione e l’implementazione dei sistemi di misura ad alte prestazioni. Analog Devices darà ulteriore prova della sua profonda competenza nell’ambito della connessione tra il mondo fisico e digitale, attraverso una serie di interventi su vari argomenti in occasione della Conferenza della fiera e degli Exhibitor Forum.

Sistemi di misura in pochi clic

Una delle dimostrazioni di spicco che si terrà presso lo stand ADI riguarderà le funzionalità che MeasureWare può offrire. MeasureWare semplifica notevolmente il processo di configurazione e permette di ottimizzare rapidamente le prestazioni di un sistema di misura. Con questa dimostrazione verrà illustrato come specialisti nei loro campi di competenza, non necessariamente esperti nella progettazione di strumentazione, possono realizzare misure di precisione complesse in pochi minuti, senza alcuno sviluppo del firmware. Verrà dimostrato inoltre come i moduli hardware flessibili, insieme al software intuitivo, lavorano con i sensori di ADI e dei suoi partner per eseguire rapidamente una misura, dall’idea alla realizzazione.

Simulazione analogica e di conversione dei dati

LTspice di Analog Devices è da tempo riconosciuto come un punto di riferimento nella simulazione di precisione nello spazio analogico e nell’interfaccia tra il dominio del segnale analogico e quello digitale. Il software sarà presentato attraverso una dimostrazione, con particolare attenzione su come il simulatore e la relativa demo del calcolatore Error Budget possono fornire un’elevata precisione utilizzando i modelli del convertitore di precisione LTspice.

Rilevamento e collegamento in rete per scaffali intelligenti

Due dimostrazioni correlate riveleranno come l’ampia gamma di tecnologie presenti nel portfolio ADI possa fornire soluzioni complete ad aree applicative specifiche. Nei punti vendita al dettaglio o nei magazzini, grazie a scaffali attrezzati, si possono rilevare la quantità di prodotti in base al peso, analizzare l'”etichettatura intelligente” per rintracciare i singoli articoli e mettere in rete i dati raccolti, il tutto utilizzando le tecnologie messe a disposizione da ADI.

L’etichettatura elettronica degli scaffali offre sia per la vendita al dettaglio che per il magazzino la possibilità di riconfigurare a piacimento i prezzi o lo stoccaggio. Tra le caratteristiche di questo tipo di sistema vi sono il funzionamento a basso consumo energetico combinato con la capacità di gestire un gran numero di etichette elettroniche. Questa demo mostrerà come Analog Devices è in grado di soddisfare tutte queste esigenze e presenterà il suo protocollo wireless Rapid Net che può gestire e aggiornare in modo affidabile più di 10.000 nodi. Saranno inoltre evidenziate le funzionalità di rilevamento ottico ADI come mezzo per aggiornare il display sull’etichetta elettronica.

La via più veloce verso una catena di segnale funzionale

ADI ospiterà anche il lancio del Kit SEMADUC, offerto dal suo partner SEMITRON.  Destinato a un’ampia gamma di applicazioni in ambito industriale, strumentazione, medicale e dei trasporti, il kit offre una piattaforma flessibile per la valutazione di qualsiasi tipo di requisito della catena del segnale utilizzando MikroE Click Boards™. Il sistema a fattore di forma ridotto impiega schede aggiuntive compatibili e fornisce un’esperienza out-of-box unica e nessuna configurazione hardware grazie al MikroE SDK (firmware, applicazioni e demo). L’hardware supporta una gamma di circuiti integrati ADI per la gestione del segnale e la conversione dei dati.

Riconoscimento vocale in condizioni variabili

L’interfaccia utente vocale (VUI) continua ad acquisire una quota sempre maggiore di funzioni di interfaccia uomo-macchina (HMI) negli ambiti consumer, automotive e industriale. Il partner di ADI voice INTER connect ha sviluppato vicDIVA, una soluzione professionale per un’efficace acquisizione vocale in condizioni ambientali variabili. La piattaforma mostrerà l’efficienza degli algoritmi di beamforming e beam steering di voice INTER connect, utilizzando una gamma di configurazioni di array di microfoni, che assicurano un’eccellente qualità della voce, isolando un singolo altoparlante a distanza, anche in presenza di rumore ambientale. Le capacità di elaborazione audio in tempo reale e a bassa latenza sono abilitate dal portafoglio scalabile SHARC DSP di ADI e diventano essenziali in questo settore.

Imparare dagli esperti

Non solo demo presso lo stand, durante Embedded World 2020 gli esperti di ADI terranno degli interventi, di seguito i dettagli sugli appuntamenti.

Conferenza Embedded World 2020

Martedì 25 febbraio, alle 10.30, Michael Hennessy, Marketing Manager for Signal Chain µModules, terrà una presentazione intitolata “Changing the Precision Conversion Playing Field with Heterogeneous Integration (HI)” durante la quale illustrerà come Analog Devices sta integrando le diverse tecnologie dei semiconduttori su substrati ad alta densità per cambiare il Precision Conversion Playing Field. I visitatori potranno assistere a una relativa demo presso lo stand ADI. Mercoledì 26 febbraio alle ore 12:00, Richard Anslow, Systems Applications Engineer, Connected Motion and Robotics, terrà un intervento dedicato a “MEMs Based Wired Condition Monitoring Solution for Industry 4.0”. Questa presentazione analizzerà il nuovo schema di comunicazione per il porting dell’uscita SPI degli accelerometri MEMs su lunga distanza per il monitoraggio condition-based (CbM).

Embedded World exhibitor forum

Mercoledì 26 febbraio, alle ore 11:30 (Padiglione Forum 3A, Stand 3A-730), Liam Riordan, System Applications Manager di MeasureWare, presenterà “MeasureWare – Un nuovo approccio alla misura di precisione”, illustrando questa nuova iniziativa mirata a semplificare la complessità delle misure di precisione.

Embedded World 2020 si svolgerà presso il quartiere fieristico di Norimberga, in Germania, dal 25 al 27 febbraio.

Per maggiori dettagli visitare https://www.embedded-world.de/en.

Analog Devices

Analog Devices (NASDAQ: ADI) è un leader mondiale nella tecnologia analogica ad alte prestazioni ed è impegnata nella soluzione delle sfide tecniche più complesse. I prodotti Analog Devices danno la possibilità di interpretare il mondo che ci circonda, creando una connessione tra fisico e digitale per mezzo di tecnologie d’avanguardia che rilevano, misurano, alimentano, collegano e interpretano le grandezze del mondo reale. Visita il sito http://www.analog.com

Segui @ADI_News su Twitter

Iscriviti qui ad Analog Dialogue, la rivista tecnica mensile di ADIDrive360 è un marchio registrato di proprietà di Analog Devices, Inc. Tutti gli altri marchi sono di proprietà dei rispettivi titolari.

]]>
Proteggersi dalle recessioni con i leading economic indicators (Davide Buccheri) Tue, 14 Jan 2020 19:37:35 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/616363.html http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/616363.html BIZCOMIT.IT BIZCOMIT.IT si riporta questo studio integrale di Davide Buccheri

Introduzione

I mercati azionari costituiscono certamente una parte fondamentale dell’economia moderna. Per un investitore interessato a far crescere il proprio capitale, storicamente, i listini azionari sono da sempre stati un’importante componente dei loro portafogli, combinando elevate possibilità di crescita del capitale con pagamenti di dividendi spesso a livelli assai attraenti. Queste caratteristiche hanno reso le azioni ancora più interessanti negli ultimi anni, in considerazione delle cedole praticamente inesistenti nei mercati obbligazionari, con rendimenti alla scadenza nulli, o addirittura negativi.

Alla luce di ciò, un investitore che voglia raggiungere i propri obiettivi di investimento dovrà senza dubbio impiegare una parte considerevole del proprio capitale in questi mercati. Esiste, però, un problema di non poco conto legato agli investimenti azionari: la loro volatilità.

Dal 2000, vi sono già stati infatti almeno due eventi catastrofici per i mercati azionari: la cosiddetta dotcom bubble, scoppiata nel 2001 e la crisi finanziaria del 2007. Questi due eventi mettono facilmente in luce le caratteristiche più attraenti e più preoccupanti di questo mercato.

Tutte le analisi in questo testo si focalizzeranno sull’S&P 500, in quanto si tratta di un indice per cui è disponibile un’enormità di dati, facilmente reperibile anche da investitori privati, e per cui è relativamente facile trovare prodotti d’investimento, quali ETFs e futures.

Osservando il grafico è estremamente chiaro come alcuni investitori abbiano ottenuto profitti notevoli in questi periodi, cavalcando l’onda di esuberanza che ha poi portato allo scoppio delle due bolle. E’ anche però vero che una proporzione sostanziale di investitori si è trovata sorpresa dallo scoppio della bolla, andando quindi a registrare perdite notevoli, che hanno in entrambi i casi superato il 45% in meno di un anno.

L’obiettivo di questo testo è aiutare l’investitore ad identificare le maggiori forme di rischio di un investimento in un listino azionario come l’S&P 500 e capire come anticipare questi rischi. Un approccio solido in questo campo può certamente portare a risultati molto positivi, permettendo agli investitori di beneficiare della maggior parte dei movimenti positivi del mercato, evitando invece le maggiori correzioni.

Nella prima parte del testo andremo a capire meglio come identificare un cambiamento delle condizioni economiche. Nella seconda parte andremo invece ad applicare i metodi descritti precedentemente alla crisi finanziaria del 2007, mostrando come questi sarebbero stati utili per prevedere un probabile crollo del mercato.

L’economia e le azioni

In genere, il valore di un listino azionario sarà legato al valore dell’economia. Questo è dovuto semplicemente al fatto che la remunerazione per chi detiene azioni è fondamentalmente data dai profitti dell’attività d’impresa e questi profitti entrano a far parte del PIL, ovvero dell’economia. Se i mercati azionari crescessero all’infinito ad un tasso superiore al PIL, ci andremmo a trovare in una situazione in cui l’interezza del PIL sarebbe determinata dai profitti delle imprese: i consumatori non sarebbero quindi in grado di consumare una tale ricchezza, portando ad un ridimensionamento del PIL nel futuro. D’altro canto, se le azioni crescessero ad un passo inferiore al PIL, le aziende perderebbero sempre più importanza, andando a scomparire.

Storicamente, esiste una relazione molto forte tra l’S&P 500 e il PIL americano.

E’ infatti chiaro come i due abbiano una traiettoria molto simile e ogni volta che l’S&P 500 cresce più rapidamente del PIL per un periodo protratto, tenderemo ad avere correzioni significative nell’indice.

Questo generalmente tende ad avvenire durante le fasi recessive. Per esempio, il grafico sotto mostra tutti i trimestri in cui l’S&P 500 ha avuto una correzione del 10%, 15%, 20% o 25%.

E’ chiaro come una proporzione sostanziale di queste correzioni si trovi all’interno di periodi recessivi per l’economia americana. Se andiamo poi anche ad aggiungere una misura più globale di salute economica, quale le recessioni dell’Unione Europea, troviamo che quasi tutte le correzioni dell’S&P 500 sono spiegate da questi eventi.

Vi sono poi eventi che cadono al di fuori di tali considerazioni economiche, come il Black Monday del 1987. Questi permangono purtroppo possibili e imprevedibili, e sono principalmente legati all’utilizzo sempre maggiore di algoritmi automatizzati per operare sui mercati globali.

In generale, più dell’80% di tutte le correzioni dell’S&P 500 maggiori del 10% in un trimestre sono accadute per via di periodi recessivi o negli Stati Uniti, o in Europa. Un investitore con appropriate capacità di analisi macroeconomica sarebbe quindi in grado di anticipare una proporzione sostanziale di tali correzioni e i propri rendimenti ne beneficeranno significativamente.

Per assurdo, il grafico sottostante confronta il rendimento di un investitore che è sempre rimasto investito nel mercato dal 1990 ad oggi, con quello di un investitore che ha evitato con successo tutti i periodi recessivi americani.

E’ ancora più chiaro da questo grafico quanto sia importante essere in grado di prevedere sviluppi negativi dell’economia. Ed è proprio questo che andiamo ad affrontare nel capitolo successivo.

I Leading Economic Indicators

I Leading Economic Indicators (o LEI, in breve) sono una serie di indicatori economici che hanno la tendenza a muoversi in direzione negativa, prima che l’economia entri in una vera e propria fase di recessione.

In questo paragrafo, esploreremo una serie di LEI, attinenti a diversi settori economici. La diversità settoriale è un elemento fondamentale da considerare quando si vuole prevedere una recessione. Infatti, è difficile sapere a priori in quale particolare settore si stia sviluppando una situazione d’esuberanza, ed è quindi necessario avere una buona visione d’insieme dell’economia nella sua interezza.

Per ottenere ciò, esamineremo LEI relativi al mercato del lavoro, prodotti durevoli, mercato immobiliare e mercato del credito. Tutti gli indicatori descritti in questo capitolo sono disponibili online o derivabili gratuitamente.

Il mercato del lavoro

Una variabile spesso utilizzata per cercare di prevedere la salute dell’economia è il tasso di disoccupazione. Quando andiamo però a confrontare questa variabile con le recessioni passate notiamo presto come non sia stata molto utile nel prevederle.

Questo è legato alla definizione di disoccupazione. Infatti, il tasso di disoccupazione, viene definito come la proporzione della popolazione in età lavorativa che sta cercando un’occupazione, ma correntemente non ne ha. Il problema con questa definizione è che va ad escludere tutti coloro che non stanno più cercando un’occupazione, spesso per mancanza di speranza.

Ovviamente, quando una crisi economica si avvicina, il numero di persone dentro quest’ultimo gruppo andrà ad aumentare sostanzialmente. Questo porterà il tasso di disoccupazione a diminuire. D’altro canto, i maggiori esuberi per via del rallentamento economico spingeranno il tasso di disoccupazione verso l’alto. Il risultato è che questa variabile non è attendibile nel giudicare lo stato di salute di un’economia, in quanto un suo movimento, in entrambe le direzioni, potrebbe essere sia un segnale positivo che negativo.

Una misura che ritengo sostanzialmente superiore per prevedere le recessioni è la percentuale di popolazione inattiva. Questa è calcolata partendo dal tasso di partecipazione, ovvero la popolazione in età lavorativa che è o occupata, o disoccupata. Sottraendo a questa variabile il tasso di disoccupazione andiamo quindi a trovare la percentuale di solo coloro che hanno un’occupazione. La differenza tra la popolazione in età lavorativa e la popolazione occupata ci lascia con tutti coloro che non sono occupati: la popolazione inattiva.

Popolazione Inattiva = 100% – (tasso di partecipazione (100% – tasso di disoccupazione))

Questa variabile include i disoccupati, ma anche coloro per non hanno un’occupazione per un qualsiasi motivo.

Quando andiamo a verificare l’efficacia di questa metrica, scopriamo immediatamente quanto sia utile: infatti, ha dato un segnale di recessione in tutte le occasioni, con un preavviso di circa 6 mesi, ad esclusione del 1973, quando ha dato il segnale in concomitanza all’inizio della recessione.

E’ pure importante notare come i dati per calcolare questa variabile siano rilasciati su base mensile, permettendo quindi di poter valutare la situazione con una certa rapidità.

Prodotti durevoli

I prodotti durevoli sono prodotti che il consumatore può utilizzare ripetutamente, come elettrodomestici, o autoveicoli.

L’importanza di questi prodotti sta nel fatto che il loro acquisto è principalmente una decisione discrezionale. Ovvero, il consumatore non ha un bisogno assoluto di effettuare l’acquisto in un determinato periodo. Ad esempio, un soggetto che voglia acquistare una nuova autovettura aspetterà a farlo, se pensa che le condizioni economiche attuali non siano ottimali, preferendo la liquidità al bene durevole.

Ciò comporta che i beni durevoli tendano ad anticipare il ciclo economico, ammorbidendosi appena l’economia inizia a rallentare. Un mercato molto facile da monitorare in questo campo è il mercato degli autoveicoli.

E’ chiaro come le vendite di autoveicoli inizino a scendere prima di ogni recessione. Questo declino, in genere, inizia ad avvenire circa un anno prima dell’effettivo inizio della recessione. Per via di ciò, quest’indicatore è assai importante, in quanto è uno dei primi ad indicare la presenza di problemi nell’economia.

Inoltre, i dati sulle vendite di autoveicoli sono facilmente reperibili su base mensile, permettendo il loro confronto rapido con gli altri LEI.

Un altro indicatore potenzialmente interessante nel campo dei beni durevoli sono gli ordini manifatturieri. Anche questi sono rilasciati su base mensile, permettendone quindi un controllo rapido.

Quest’indicatore è stato però meno efficace nel prevedere le recessioni. Nel campione di dati disponibile, infatti, vi sono state solo due recessioni.

Quest’indicatore ha correttamente previsto la prima delle due, iniziando a calare ben sei mesi prima che la recessione si materializzasse. E’ stato però totalmente inefficace nel prevedere la crisi del 2007, iniziando a scendere solo in concomitanza della fase recessiva.

Esistono anche altri indicatori in questo campo, come ad esempio la percentuale di reddito che i consumatori destinano ai beni durevoli. Ad ogni modo, non sembra che questi siano in grado di prevedere correttamente le recessioni.

Una possibile spiegazione di ciò sta nel fatto che una parte sostanziale di beni durevoli ha un valore relativamente ridotto, richiedendo quindi minore considerazione da parte dei consumatori. Essendo gli autoveicoli il bene durevole di valore probabilmente più elevato, gli effetti delle decisioni di consumo sulle vendite di autoveicoli sono amplificate e rendono questa categoria di beni perfetta per le nostre analisi.

Il mercato immobiliare

Storicamente, il mercato immobiliare americano è sempre stato molto forte. I prezzi mediani delle case non erano infatti mai entrate in una seria fase di discesa prima della crisi finanziaria del 2007.

Il mercato immobiliare è importante per una miriade di motivi nella valutazione della salute di un’economia.

Prima di tutto, anche le case sono un tipo di bene durevole. Come tale, i consumatori hanno l’opportunità di dilazionare le proprie decisioni di acquisto, qualora non credano che le condizioni economiche siano ottimali.

In secondo luogo, il mercato immobiliare ha anche un impatto diretto sui mercati finanziari, attraverso la performance dei mutui, che vanno ad influenzare sia gli investitori in prodotti cartolarizzati, sia le banche commerciali.

Infine, il mercato immobiliare è anche fondamentale per il settore delle costruzioni, che impiega un numero importante di persone.

Ad ogni modo, il prezzo mediano di vendita delle case non è un buon indicatore per prevedere le recessioni. Come detto, infatti, questo valore ha sempre teso ad aumentare, anche durante le recessioni passate. Inoltre, è stato in discesa dalla fine del 2017 e, ad oggi, oltre un anno dopo, l’economia americana è ancora relativamente solida.

Esistono però una serie di altri indicatori che sono molto efficaci a tale riguardo. Uno dei primi da considerare sono gli Housing Starts, ovvero le costruzioni di nuovi immobili.

Questi sono stati estremamente efficaci ad anticipare tutte le recessioni passate, con un preavviso di quasi un anno. Anche quest’indicatore, come quelli presentati precedentemente, è distribuito su base mensile, consentendone quindi una rapida consultazione.

Un altro indicatore utile in questo campo è l’offerta di abitazioni sul mercato, definita come il rapporto di unità in vendita per ogni immobile acquistato.

Seppure questa variabile abbia avuto un certo successo nel prevedere le recessioni passate, tendo a sconsigliarne l’utilizzo in isolamento, in quanto tende ad essere assai volatile, anche in periodi di calma relativa. E’ comunque un indicatore utile per capire se il mercato sia in fase di rafforzamento o indebolimento, e può essere utilizzata efficacemente in congiunzione con il numero di nuove costruzioni per capire meglio lo stato dell’economia.

L’ultimo indicatore che consiglio nel campo del mercato immobiliare è la vendita di nuove case indipendenti. Per via delle caratteristiche del mercato immobiliare americano, queste tendono ad essere una parte sostanziale delle vendite totali e possono quindi essere analizzate per ottenere una migliore visione della situazione economica.

In generale, quest’indicatore ha avuto un ottimo livello di successo nel prevedere le recessioni ed è quindi uno dei più importanti da analizzare quando si va a prendere una decisione sullo stato dell’economia. Come tutti gli indicatori analizzati finora, anche questo è pubblicato su base mensile.

Come ultima nota sul mercato immobiliare, vorrei anche far notare come i due indicatori migliori discussi sopra, ovvero le nuove costruzioni e le vendite di case indipendenti, siano anche disponibili per le diverse regioni del censo americano. Queste sono: Nord-Est, Midwest, Sud e Ovest. In generale, i dati a livello regionale non sono molto utili per prevedere una recessione. Possono però essere utilizzati per prevedere come il trend nazionale si andrà a sviluppare nel futuro e per meglio comprendere quali parti del paese siano sotto pressione in ogni determinato momento.

Il mercato del credito

L’ultimo settore economico da analizzare è il mercato del credito. In un certo senso, questo mercato è il cuore pulsante di tutto quello che abbiamo discusso finora.

Infatti, un indebolimento del mercato del lavoro porterà generalmente a maggiori default, per via della difficoltà che la gente avrà a ripagare i propri debiti.

Allo stesso modo, un calo dei prezzi delle autovetture o degli immobili avrà conseguenze sulla performance dei prestiti sulle automobili e mutui immobiliari, rispettivamente.

La metrica di maggior interesse in questo campo sono le delinquenze, ovvero la proporzione di debitori che sono in ritardo con i pagamenti. Il concetto di base in questo campo è assai semplice: se la gente non paga, vuol dire che le risorse stanno diminuendo, rispetto a quello che ci attendevamo, quindi una recessione è probabilmente dietro l’angolo.

Per raggiungere i nostri obiettivi, possiamo dividere il mercato in: mutui ipotecari, carte di credito e credito al consumo. Questi sono i settori principali di emissione e sono poi i tipi di prestiti che vanno ad entrare nei prodotti cartolarizzati. Una debolezza in questi settori, quindi, comporta non solo probabili problemi nell’economia reale, ma anche in quella finanziaria: una ragione in più per tenerne d’occhio l’andamento.

Il grafico sotto riporta le delinquenze per ciascuno di questi mercati.

In generale, queste variabili hanno un buon valore predittivo, aumentando prima di ogni recessione.

E’ necessario, però, osservarle con sguardo critico e non farsi trasportare dall’entusiasmo. Le variazioni nelle delinquenze, infatti, possono essere dovute sia ad un deterioramento dell’economia, sia ad un deterioramento degli standard di prestito.

Ciò vuol dire che, spesso, in fase espansiva le banche rilassano i propri standard, permettendo a debitori con un maggior livello di rischio di accedere al mercato. Un’altra possibilità è che le banche offrano prodotti con scadenze più lunghe. Questi trend tendono entrambi a portare ad un aumento delle delinquenze, anche se la situazione economica è in realtà immutata.

Per questa ragione, è assai importante valutare queste metriche nell’ottica della situazione mostrata dagli altri mercati: un aumento delle delinquenze sui prestiti per auto, in congiunzione con un calo delle vendite di vetture è certamente un segnale preoccupante. Un leggero aumento delle delinquenze sui mutui, quando sia le nuove costruzioni che la domanda appaiono forti, probabilmente no.

E’ infine importante notare come queste variabili siano rilasciate su base trimestrale, a differenza degli altri LEI elencati sopra. Ciò vuol dire che saranno più lenti nel dare un segnale e questa è certamente una ragione in più per cui non dovrebbero essere utilizzati in isolamento, ma bensì insieme agli altri indicatori, a scopo di corroborarli.

Un caso reale: la crisi finanziaria del 2007

In quest’ultima parte del testo andremo indietro nel tempo, al 1 Dicembre 2007, quando gli Stati Uniti entrarono nel periodo recessionario che fu poi chiamato la “great financial crisis”.

Guarderemo qui agli indicatori discussi nel capitolo precedente e li utilizzeremo per decidere se rimanere investiti nel mercato, o disinvestire.

A questo punto, il mercato appare ancora relativamente forte, dopo 5 anni di ascesa meteorica, nonostante una recente correzione, che l’ha riportato attorno ai livelli di luglio.

Cosa dicono, però, i nostri LEI?

Popolazione inattiva

La popolazione inattiva ha raggiunto un chiaro minimo a Gennaio 2007. E’ poi salita per gli ultimi 12 mesi, e non mostra nessun segnale di ripresa. Questo è il livello più elevato registrato da Novembre 2005, indicando un chiaro deterioramento delle condizioni economiche nel mercato del lavoro.

Questo primo segnale punta chiaramente verso un’imminente recessione.

Vendita di autovetture

Questo segnale è sicuramente meno forte. E’ chiaro però, come da Agosto 2005 vi sia stato un cambiamento di trend.

Da quel momento, infatti, le vendite di autoveicoli sono passate da una situazione di leggero aumento, ad una situazione di leggera discesa.

Non è comunque un segnale forte e dovrà essere interpretato insieme agli altri indicatori.

Nuove costruzioni

Quest’indicatore mostra una situazione estremamente chiara. Vi è stato infatti un crollo nelle nuove costruzioni a partire da Gennaio 2006, quasi due anni fa.

Questo declino è già stato notevolmente superiore al rallentamento che vi era stato durante la dotcom bubble del 2001, indicando problemi significativi in questo settore.

E’ il secondo indicatore a dare un segnale chiaramente negativo.

Vendita di abitazioni indipendenti

Quest’indicatore mostra una situazione ancora più preoccupante della precedente, con la vendita di abitazioni indipendenti in crollo da metà del 2005.

Da questi due indicatori sembrerebbe quindi che vi sia stato inizialmente un rallentamento della domanda di nuove abitazioni a partire da metà del 2005, che ha poi avuto come conseguenza un crollo delle nuove costruzioni, circa 6 mesi dopo.

Offerta di immobili

Come spiegato prima, quest’indicatore dovrebbe essere utilizzato prevalentemente in congiunzione ai due precedenti, per via della sua volatilità.

Vista la situazione preoccupante mostrata da quei indicatori, però, appare opportuno controllare lo stato d’equilibrio del mercato immobiliare.

Anche in questo spazio è chiaro come vi siano pressioni sul mercato immobiliare, con un forte aumento dell’offerta di immobili a partire da metà 2005.

Indipendentemente da quello che mostreranno gli altri indicatori, è già chiaro a questo punto come vi siano sostanziali problemi all’interno del settore immobiliare. Come spiegato nel capitolo precedente, questo settore è fondamentale per il corretto funzionamento dell’economia reale e la sua debolezza potrebbe già essere una ragione sufficiente per decidere di uscire dal mercato.

Quest’idea è ulteriormente rafforzata dal mercato del lavoro, che mostra segnali di debolezza. Mettendo assieme l’indebolimento del mercato del lavoro e il crollo del mercato immobiliare, non è difficile ipotizzare come le delinquenze stiano performando.

Delinquenze sui mutui

Vista la debolezza sia del settore immobiliare, sia del mercato del lavoro, dovremmo aspettarci un sostanziale aumento delle delinquenze sui mutui.

Come atteso, le delinquenze sono state in forte aumento dall’inizio del 2005. Questo è in linea con quello che abbiamo osservato negli altri mercati e dovrebbe quindi essere considerato come un segnale molto serio.

Delinquenze carte di credito

Anche in questo campo, le delinquenze appaiono essere in aumento. E’ interessante notare come le delinquenze siano aumentate a partire dalla fine, anzichè l’inizio, del 2005 come invece osservato per i mutui. Questa è una peculiarità, in quanto generalmente, ci aspetteremmo che il mutuo sia l’ultimo debito sui quali i debitori farebbero default, per paura di perdere la propria abitazione.

Questo è un ulteriore segnale di come l’origine del problema in questo caso si trovi probabilmente all’interno del mercato immobiliare, che chiaramente mostra un’estrema debolezza.

Indipendentemente dalla spiegazione, sta di fatto che le delinquenze sulle carte di credito sono anch’esse in sostanziale ascesa.

Delinquenze prestiti al consumo

Queste delinquenze mostrano una dinamica molto simile a quella che abbiamo precedentemente osservato per le carte di credito, con un aumento a partire dalla fine del 2005.

Anch’esse mostrano quindi una certa debolezza nell’economia e puntano verso una recessione imminente.

Analisi

Avendo visionato i nostri indicatori, possiamo quindi valutare la situazione economica che mostrano.

Indicatore Direzione
Popolazione Inattiva
Vendita di Autovetture
Nuove Costruzioni
Vendita Abitazioni Indipendenti
Offerta di Immobili
Delinquenze sui Mutui
Delinquenze sulle Carte di Credito
Delinquenze sui Prestiti al Consumo

E’ chiaro come non vi sia nessun indicatore positivo. L’indicatore con il segnale più debole tra quelli che abbiamo scelto è la vendita di autovetture, che mostra anch’esso una situazione in deterioramento.

Alla luce di ciò, la nostra decisione sarebbe quindi ovvia: uscire dal mercato al più presto.

Considerando i dat

]]>
Beko Italia affida a Blu Wom Milano l’Ufficio Stampa e le PR Tue, 14 Jan 2020 18:12:25 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/616364.html http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/616364.html BIZCOMIT.IT BIZCOMIT.IT Da gennaio 2020 Blu Wom Milano, agenzia di comunicazione integrata gestita da Patrizia Fabretti, si occuperà delle attività di ufficio stampa e relazioni pubbliche di Beko Italia sia per la parte istituzionale che di prodotto (grandi elettrodomestici, piccoli elettrodomestici e condizionatori).

Beko, marchio internazionale dell’azienda turca Arcelik, vanta un’esperienza di oltre 60 anni ed è oggi presente in più di 145 Paesi al mondo. Nel mercato europeo è attualmente il marchio di elettrodomestici che registra la crescita più importante. In Italia il risultato ottenuto nel 2019 è di più di 1 milione di pezzi venduti e comprende sia il freestanding che il built in. Il Brand ha ottenuto negli ultimi anni un aumento continuo sia della brand awareness che della brand identity: da una recente ricerca commissionata da Beko Italia è infatti emerso un ottimo risultato ad oggi sia di reputazione che di fedeltà verso il brand.

“Sono molto felice di questa nuova collaborazione con Beko Italia. Da molti anni come agenzia seguiamo multinazionali operanti nel settore arredamento e del bianco e bruno” – commenta Patrizia Fabretti, CEO di Blu Wom Milano – “Sono molto fiduciosa e positiva in merito al contributo che la nostra agenzia potrà portare a Beko Italia. Nell’agenda 2020 di Beko ci sono tante novità che andremo a comunicare e questo ci stimola molto. Con il team interno abbiamo fin da subito instaurato un ottimo rapporto, situazione fondamentale per garantire in questa prima fase una corretta gestione del flusso informativo. Il nostro obiettivo è quello di creare la giusta sinergia per garantire all’azienda i massimi risultati di visibilità.”

“Il nostro impegno è sempre stato quello di offrire al mercato soluzioni intelligenti e prodotti innovativi e funzionali. Nel 2019 abbiamo presentato modelli all’avanguardia come la lavastoviglie free-standing con tecnologia Autodose e i dryer slim che asciugano fino a 7 kg in soli 46 cm di profondità – commenta Francesco Misurelli, General Manager di Beko Italia – “Gli ottimi risultati ottenuti nel mercato italiano ci inorgogliscono e premiano l’impegno della nostra squadra che giorno dopo giorno lavora per ottenere questi successi. Oltre al nostro team interno, diventa fondamentale anche trovare collaboratori esterni che siano in grado di supportarci in modo tempestivo e proattivo. Il ruolo dell’ufficio stampa è quindi per noi strategico e indispensabile per veicolare contenuti sia istituzionali che di prodotto. Dare una costante e corretta informazione relativamente ai nostri prodotti è un obiettivo per noi sempre più importante, perché per Beko le esigenze emergenti del consumatore sono al centro di ogni nostro processo di sviluppo.”

Per ulteriori informazioni:
Digital PR a cura di Blu Wom Milano
www.bluwom-milano.com
p.fabretti@bluwom-milano.com

]]>
Polizia di Stato: consegna doni ai bambini ricoverati presso i reparti pediatrici del Policlinico Gemelli Universitario A. Gemelli IRCCS Wed, 08 Jan 2020 23:06:40 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/614514.html http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/614514.html WEBTVSTUDIOS WEBTVSTUDIOS La befana è arrivata al Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS di Roma. Poliziotti delle volanti, del reparto mobile, della polizia postale e della polizia stradale di Roma, hanno consegnato doni e giocattoli ai bambini ricoverati presso i reparti pediatrici dell’ospedale della capitale. Video

la befana polizia di stato

 

È stata una mattinata ricca di emozioni e di sorprese per i piccoli pazienti che hanno incontrato Milli Carlucci, Mara Venier, Maria de Filippi, Barbara D’Urso e Raffella Carrà magistralmente imitati da Emanuela Aureli trascorrendo alcune ore tra sorrisi e spensieratezza.

Inedita la partecipazione di un poliziotto della stradale che si è improvvisato prestigiatore e con le sue magie ha incantato i bambini ai quali è stato inoltre conferito il diploma di sentinella del Web

L’iniziativa, ripetuta in numerose province italiane, si inserisce nel progetto che vede le donne e gli uomini della Polizia di Stato vicini a chi ha bisogno di maggiori attenzioni e che è racchiuso nel claim #lamiciziaèunacosaseria #webtvstudios #romavideoeventi

Tutti i diritti sono riservati ©Copyright All Right Reserved
http://www.webtvstudios.it

Vi aspettiamo sulla pagina Facebook!

► Facebook : https://www.facebook.com/webtvstudios
► Instagram: https://www.instagram.com/webtvstudios
► Twitter: https://twitter.com/webtvstudios
► Sito: http://www.webtvstudios.it

]]>
Arriva la Befana con Monica Russo Voce Incanto Wed, 08 Jan 2020 18:56:41 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/614498.html http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/614498.html WEBTVSTUDIOS WEBTVSTUDIOS La storia della befana inizia nella notte dei tempi e discende da tradizioni magiche precristiane. Il termine “Befana” deriva dal greco “Epifania”, ovvero “apparizione” o “manifestazione”. La Befana si festeggia, quindi, nel giorno dell’Epifania, che solitamente chiude il periodo di vacanze natalizie  Video della Befana 

Arriva la Befana con Monica Russo Voce Incanto

 

La Befana è rappresentata, nell’immaginario collettivo, da una vecchietta con il naso lungo e il mento aguzzo, che viaggiando su di una scopa in lungo e in largo, porta doni a tutti i bambini. Nella notte tra il 5 e il 6 di gennaio, infatti, sotto il peso di un sacco stracolmo di giocattoli, cioccolatini e caramelle (sul cui fondo non manca mai anche una buona dose di cenere e carbone), la Befana vola sui tetti e, calandosi dai camini, riempie le calze lasciate appese dai bambini.

Questi, da parte loro, preparano per la buona vecchina, in un piatto, un mandarino o un’arancia e un bicchiere di vino. Il mattino successivo, oltre ai regali e al carbone per chi è stato un po’ più cattivello, i bambini troveranno il pasto consumato e l’impronta della mano della Befana sulla cenere sparsa nel piatto.

Come dice la famosa filastrocca “La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte col cappello alla romana viva viva la Befana!”, la Befana indossa un gonnellone scuro ed ampio, un grembiule con le tasche, uno scialle, un fazzoletto o un cappellaccio in testa, il tutto vivacizzato da numerose toppe colorate.

Originariamente la Befana era simbolo dell’anno appena passato, un anno ormai vecchio proprio come lo è la Befana stessa. I doni che la vecchietta portava, erano dei simboli di buon auspicio per l’anno che sarebbe iniziato.

Nella tradizione cristiana, la storia della befana è strettamente legata a quella dei Re Magi. La leggenda narra che in una freddissima notte d’inverno Baldassare, Gasparre e Melchiorre, nel lungo viaggio per arrivare a Betlemme da Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni ad una vecchietta che indicò loro il cammino. I Re Magi, allora, invitarono la donna ad unirsi a loro, ma, nonostante le insistenze la vecchina rifiutò. Una volta che i Re Magi se ne furono andati, essa si pentì di non averli seguiti e allora preparò un sacco pieno di dolci e si mise a cercarli, ma senza successo. La vecchietta, quindi, iniziò a bussare ad ogni porta, regalando ad ogni bambino che incontrava dei dolcetti, nella speranza che uno di loro fosse proprio Gesù Bambino.

Zitti, zitti bimbi buoni,
presto, presto giù a dormire:
la Befana è per venire
col suo sacco pien di doni.

La Befana è una vecchina
che discende dalla luna
sulla scopa di saggina
non appena il ciclo imbruna.

E si accosta pian pianino
alle calze e alle scarpette
messe in fila sul camino
e, ridendo, mette e mette…

Fuori soffia tramontana
e vien giù la neve bianca,
ma pei bimbi la Befana
non ha freddo e non si stanca

Tutti i diritti sono riservati ©Copyright All Right Reserved
http://www.webtvstudios.it

Vi aspettiamo sulla pagina Facebook!

► Facebook : https://www.facebook.com/webtvstudios
► Instagram: https://www.instagram.com/webtvstudios
► Twitter: https://twitter.com/webtvstudios
► Sito: http://www.webtvstudios.it

]]>
POLEMICHE SUI SOCIAL PER IL WEEKEND DOVE SI IMPARA A CORTEGGIARE Mon, 23 Dec 2019 00:10:06 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/612607.html http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/612607.html ArzAdv ArzAdv Arriva a Rimini direttamente dalla Spagna, il weekend per single che ha già scandalizzato centinaia di italiani sui social network , le famose  “Escapadas para solteros, la vacationes correctas con entretenimiento, el fin de semana para despedida de soltera e soltero” , li chiamano così in nei Paesi Baschi al Nord della Spagna, questa volta però l’importazione Basca approda in Romagna, proprio nella patria italiana del divertimento , dicono che sarà un fine settimana, dal venerdi pomeriggio alla domenica pomeriggio, dove si riaccenderebbero le scappatelle extraconiugali, dove faran riaffiorare, dopo anni, il nostro macho italiano, conosciuto in tutto il mondo, il suddetto provolone, tipico delle spiagge della riviera romagnola degli anni 70, dove la donna “preda” si sentirà più coccolata e sicura di sè grazie anche alle lusinghe ingannevoli del “cuccadores” il tutto per arrivare ad aver un’uscita con la malcapitata, e questi corsi dove insegnano a far continui dolci e falsi apprezzamenti al proprio partner solo per ottenere qualcosa in cambio e tanto altro che adesso vi raccontiamo nel nostro articolo. 


Su internet gira già la voce che tra qualche settimana inizieranno questi “corsi” o come li chiamano gli organizzatori “stage per essere più sicuri di se stessi di fronte al partner desiderato” un weekend con 50 donne e 50 uomini in un hotel a Rimini; noi ci siamo incuriositi , documentati e abbiamo intervistato chi ha creato questo “pacchetto vacanza”.

c’è scritto che sarà un weekend con animazione per Single e non, un week dove imparerebbero a “conquistare” la donna o l’uomo che hanno sempre sognato , che prima non si sarebbero mai sognati (scusate il gioco di parole), addirittura nemmeno avvicinarsi o per terrore di far la prima mossa sbagliata o perché gli mancherebbe il coraggio, o per l’insicurezza del proprio aspetto fisico. 


Siamo un attimo andati a sbirciare sui vari social e abbiamo notato davvero tanti commenti polemici riguardo l’evento, ad esempio si legge che questo “weekend” sia inutile in quanto “ci sarà mica bisogno di uno STAGE per imparare a RIMORCHIARE” .

Qui di seguito alcuni dei commenti più gettonati , più apprezzati e condivisi dalla gente:

 “ma fate ste cose per rovinare le famiglie” , “li farete ACCOPPIARE ma non son mica bestie” qualcuno indispettito “ma ste donne  non riescono a trovarsi un fidanzato normalmente o in un agenzia matrimoniale al massimo” qualcun’altro dubbioso “come farete a eliminare la timidezza in una persona solo in un weekend” altri più ironici  menzionando dei film “stile una notte da leoni per gli addii al celibato e nubilato.. eheh quel che succede a Rimini rimane a Rimini” qualcun’altro citando formule matematiche avendocela con chi è fidanzato e domanderebbe di partecipare “maggiore è la distanza e minore saranno i sensi di colpa e poi come farà un uomo di 40anni a GIOCARE come dite voi con una ragazzetta di 20anni” ed altri ancora che non stiamo qui a citarvi ed ad annoiarvi.


Replicano gli organizzatori: forse proprio in quest’era dei social, un’iniziativa simile potrebbe far riaffiorare l’arte del “RIMORCHIO” con del vero rapporto umano con l’altro sesso, che con questi social abbiamo un’attimo perso, stando dietro ad uno schermo di un pc o ad uno smartphone quel che sia!

Non organizziamo questo weekend, come dicono, per rovinare le famiglie, non è proprio il nostro intento, anzi se vedete dalle recensioni, tante coppie , che si son conosciute nel nostro weekend, ancora ci scrivono per ringraziarci e il bello sapete qual’è, per chi non ha amici che gli fanno da “spalla” , perchè non potrebbero venire per via dei fidanzati gelosi -consigliano gli organizzatori- potrete venire anche da soli , perchè i nuovi amici ve li facciamo fare noi, quindi consigliamo anche di venire soli soletti senza problemi, anzi è anche meglio;  

- dicono: li facciamo “ACCOPPIARE” come bestie, ma abbiamo usato questo termine scherzando,  perché sarà una mente robotica a creare le coppie per ogni gioco che faremo, “accoppiamenti” in base alle preferenze che avranno dato dopo ogni giochino.

Come abbiamo sempre detto - ricordano gli organizzatori, rispondendo alla nostra intervista- non siamo un’agenzia matrimoniale, collaboriamo si, con tante di loro, ma proprio non crediamo , nelle applicazioni per cellulare per incontrare l’anima gemella, perché siamo ancora all’antica, come i nostri nonni, riguardo l’approccio con l’altro sesso, ed è questo che vogliamo inculcare alla gente , quelli che sperano di incontrare la donna o l’uomo della loro vita dietro dei profili fake, pagati dai creatori delle app per farvi credere che state chattando con una persona di vostro gradimento e invece è solo la nonna del creatore dell’app!


Sappiamo bene -rispondendo alle polemiche-  che in un solo weekend non possiamo eliminare totalmente la timidezza in ognuno di loro, ma abbiamo visto negli anni, che tanti di loro hanno acquistato più fiducia in se stessi , grazie sempre ai nostri “corsi di abbordaggio” simpaticissimi, fatti a  mo di cabaret da villaggio turistico, perché dovete sapere, che siamo tutti animatori e “addestrati” per farvi divertire, dal vostro arrivo, fino ai saluti alla vostra partenza, abbiamo avuto una buona scuola riguardante il turismo e Loisirs fidatevi.


A proposito di Addii al Celibato e Nubilato -  replicano gli organizzatori - non faremo pagare il soggiorno in hotel sia ai promessi prossimi sposini e sia a chi festeggia il compleanno quei giorni e faremo degli ulteriori “sconti sul pacchetto” a chi porta amici, pacchetto già scontato che prevede hotel a pensione completa con tutti i pranzi animati + ingresso con drink in discoteca + PigiamaParty + tutti i giochi con l’animazione;


Aggiungono - se poi viene gente sposata o chi è già fidanzato, noi non lo possiamo mica sapere, proprio perché tutti i dati, di chi farà la vacanza, sono trattati con massima riservatezza , non per proteggere chi tradisce, ma perché diamo libero sfogo a chi si vuol divertire, perché dovete sapere, che facciamo solo ma solo quello durante il weekend , cioè farvi morir dal ridere e non istighiamo o obblighiamo nessuno, a fare cose o giochi, che non vorrebbero fare spontaneamente.


A proposito di giochi - ribadisce la direttrice marketing- li divideremo , appena arrivano, in fasce d’età dai 18 ai 25 anni, dai 26 ai 35 anni e dai 35 ai 50 anni, proprio per creare già l’ambiente giusto e non sentirsi a disagio, anzi invitiamo, anche chi non è single, a partecipare , anche perché è una giusta occasione, per farsi nuove amicizie in tutt’Italia, perché la gente davvero arriva da tutt’Italia, dalla Sicilia alla Liguria, dalla Puglia al Trentino.


A noi della redazione sembra una bella trovata, sentendo il programma delle giornate e dei giochi che faranno, qualcuno di questi, siamo sinceri, non li avevamo mai sentiti e ci incuriosisce parecchio questo weekend per single , tanto da domandare agli organizzatori se ci sono ancora posti liberi per partecipare , visto che ci sarà anche un premio finale , ci dicono una SPA per 2 persone, al single o alla single più divertente del weekend.


Vedremo un po’ come andrà questa prima edizione , prima di una lunga serie ci confidano, in strutture sempre diverse, in Italia nella capitale del divertimento il 24-25-26 gennaio 2020 

 

Per qualsiasi informazione potrete dare un occhiata al loro sito www.singlestage.it ben strutturato e con tanti consigli sia per lei che per lui riguardanti l’amore a 360 gradi oltre a poter fare un test divertente per vincere gratis questo soggiorno.


]]>
Partnership Eni-CNR: assieme per lo sviluppo sostenibile Sun, 22 Dec 2019 17:33:24 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/612596.html http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/612596.html BIZCOMIT.IT BIZCOMIT.IT Quattro centri di ricerca congiunti nel Sud Italia ed un programma che coinvolge giovani ricercatrici e ricercatori per un investimento complessivo da 22mln di euro: è la partnership Eni-CNR votata all’innovazione

Eni e CNR insieme per l’innovazione su quattro sfide globali_480


Ricerca scientifica, trasferimento tecnologico ed innovazione, in sinergia con le risorse del Mezzogiorno: queste le ambizioni del sodalizio tra Eni ed il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). La partnership che lega il colosso energetico italiano con il più importante ente pubblico di ricerca del Paese, ha permesso la creazione di quattro centri di ricerca congiunti in cui Eni e CNR lavorano fianco a fianco su quattro aree strategiche fondamentali per il futuro del Pianeta: energia, acqua, agricoltura e cambiamenti climatici. Le attività si svolgeranno in strutture operative già esistenti, tutte localizzate nel Sud Italia.

L’iter dell’accordo tra Eni e CNR
La collaborazione comincia nel Maggio 2018, quando Eni e CNR firmano un Memorandum of Understandings (MoU) che stabilisce le prime linee guida dell’intesa tra le due parti. Il Joint Research Agreement (JRA) siglato a fine Marzo 2019 alla presenza del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ha poi dettagliato ulteriormente tempi e termini del piano. Le aree di ricerca interessate sono la decarbonizzazione della produzione di energia, lo sviluppo di economia circolare e bioeconomia, la messa a punto di tecniche di agricoltura sostenibile e sistemi idrici innovativi e lo studio dei cambiamenti climatici. All’interno di ciascun centro i ricercatori si occuperanno di un singolo macro-tema, lavorando su diversi progetti definiti e concordati da CNR ed Eni. Le sedi dei centri di ricerca congiunti sono state individuate in Lecce, Portici, Gela e Metaponto.

Lecce: Artico e cambiamenti climatici
L’estensione minima del ghiaccio artico è calata mediamente del 12.8% a decennio sul periodo 1980-2020 . La destabilizzazione della criosfera artica, da un lato stravolge gli ecosistemi locali e dall’altro esercita effetti negativi su tutto il globo tramite feedback climatici piuttosto complessi, che accelerano ulteriormente il riscaldamento del Pianeta (i cosiddetti amplifying feedback). La Climatologia considera il ghiaccio Artico uno dei riferimenti principali per stimare gli impatti del climate change: il suo monitoraggio restituisce riscontri continui sullo stato di salute del Pianeta. Eni e Cnr porteranno all’Istituto Nanotec di Lecce lo studio integrato della criosfera e del permafrost artico, attraverso osservazioni satellitari, modelli numerici e misure in campo. Le attività si concentreranno sulla quantificazione degli impatti diretti dello scongelamento della criosfera e sui processi climatici ad esso legati.

Portici: agricoltura a basse emissioni di CO2
Il territorio costituisce un altro efficace termometro per misurare il benessere del Globo. Il 23% delle emissioni di gas serra antropiche origina dal settore dell’agricoltura e sempre l’agricoltura influenza gran parte della sicurezza alimentare del mondo: il 60% della popolazione globale da essa dipende per il suo sostentamento. Lo studio e la messa a punto di tecniche sempre più efficienti e sostenibili potrebbero rivoluzionare gran parte dei processi agricoli, oggi ancora estremamente energivori. Eni e CNR concentreranno l’attività su questi ambiti nel polo di ricerca agrario di Portici. Il lavoro verterà in particolare sulla decarbonizzazione del settore e sull’impiego della biomassa come materia prima nella produzione di energia attraverso la sintesi e l’utilizzo dei biocarburanti. Lo studio interesserà anche le varie strategie di agricoltura sostenibile che vedono in prima linea la diversificazione delle culture e la bioeconomy, allineate con i findings degll’ultimo Special Report “Climate Change and Land” – dell’Intergovermental Panel on Climate Change (IPCC).

Gela: fusione magnetica a confinamento magnetico
I consumi di energia primaria sono destinati ad aumentare secondo i più recenti report del settore; l’International Energy Outlook 2019 (IEO19) della Energy Information Administration (EIA)  stima un aumento dei consumi globali di energia primaria del 50% entro il 2050, trainato dalla crescita economica dirompente dell’area asiatica non-OECD (Cina ed India in particolare). Questa enorme domanda di energia dovrà essere soddisfatta nel modo più sostenibile possibile. La fusione magnetica potrebbe in un futuro venturo diventare dirimente per la soluzione del problema dell’approvvigionamento energetico. Il centro Eni-CNR “Ettore Maiorana” a Gela, in sinergia con i centri di competenza nazionale, si occuperà di ricerca d’avanguardia sulle tecnologie necessarie alla fusione magnetica; oggetto degli studi saranno modelli avanzati per il comportamento del plasma ed i magneti superconduttori per il suo confinamento, materiali innovativi per ambiente estremi. Il polo gelese si occuperà anche di trasporto e stoccaggio di potenza elettrica, coordinandosi con altre sedi CNR che già operano nel campo in Sicilia.

Metaponto: sostenibilità nella gestione del ciclo dell’acqua
E’ stato inaugurato lo scorso 26 novembre a Metaponto il centro di ricerca congiunto Eni – CNR dedicato alla promozione di soluzioni e tecnologie innovative per l’efficienza e l’ottimizzazione della gestione delle acque volte ad una corretta valorizzazione delle risorse idriche. In linea con questo obiettivo, i ricercatori Eni e CNR lavoreranno insieme in quello che è destinato a diventare un centro di riferimento per il Mediterraneo per quanto riguarda la ricerca nell’ambito dell’economia circolare, impegnato in particolare nella promozione di soluzioni e tecnologie innovative in grado di aumentare la produttività e l’efficienza dell’uso dell’acqua nel comparto agricolo e di mitigare gli impatti crescenti della siccità nel Mediterraneo. Nel dettaglio, le attività si svilupperanno su tre direttrici progettuali: l’ottimizzazione dell’uso dell’acqua in agricoltura, tecnologie avanzate di riutilizzo di acque urbane e industriali e gestione ottimale delle acque sotterranee costiere e dei rischi di salinizzazione, per un investimento economico di oltre 7 milioni di euro in 5 anni (2019 -2024). Il centro di ricerca congiunto disporrà di laboratori dotati di strumentazioni tecnologiche d’eccellenza e di 2 serre sperimentali e nella fase iniziale prevede l’impegno di 13 ricercatori e tre assegnatari di borse di dottorato dell’Università della Basilicata.

Rinnovabili.it
Redazione
www.rinnovabili.it

Fonte: Rinnovabili.it

]]>
Maggioli Aziende Servizi backup in cloud: Proteggi i dati della tua azienda Fri, 20 Dec 2019 21:29:08 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/612597.html http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/612597.html BIZCOMIT.IT BIZCOMIT.IT Per gestire i dati sensibili nel modo più sicuro ed efficiente tantissime aziende italiane hanno già scelto la soluzione Backup in Cloud di Maggioli, società specializzata in software gestionali e soluzioni web per grandi aziende e PMI con esperienza pluriennale.

Soluzioni di Backup in cloud scopri la proposta di Maggioli per la tua azienda

Nella realtà delle aziende italiane le operazioni di backup dei dati sono incredibilmente importanti ma molto spesso sottovalutate. Queste operazioni sono di vitale importanza non solo in caso di perdita dei dati accidentale – rottura del disco, smarrimento del pc o dello smartphone – ma anche causata da hacker, che sempre più spesso richiedono onerosi riscatti monetari per lo sblocco dei dati sensibili. Senza contare poi il discorso relativo al GDPR e alla conservazione dei dati, che impone alle aziende di dotarsi delle necessarie misure di sicurezza per le informazioni personali relative a clienti, dipendenti e fornitori.

Per gestire i dati sensibili nel modo più sicuro ed efficiente tantissime aziende italiane hanno già scelto la soluzione Backup in Cloud di Maggioli, società specializzata in software gestionali e soluzioni web per grandi aziende e PMI con esperienza pluriennale.

Il cloud backup è una procedura di archiviazione dei dati volta a prevenire la perdita degli stessi ma anche a gestirli in maniera efficace, prevenendo i problemi prima che si verifichino. Il backup su cloud inoltre permette di ridurre i costi di gestione e il tempo dedicato a monitorare i dati.

Come funziona concretamente? Il Backup in Cloud che Maggioli propone è solitamente impostato con una cadenza fissa giornaliera, che può anche essere personalizzata, ed è declinabile in base agli obiettivi della tua azienda. Ciò significa che il servizio di backup è totalmente scalabile, flessibile e di facile accesso per tutti i collaboratori, e rappresenta il modo più rapido ed economico per avere un controllo completo dei dati in totale sicurezza. I dati sono criptati, al contrario di quanto accade con i backup effettuati internamente alle aziende, e sono al sicuro da guasti, rotture, attacchi malware o emergenze naturali.

Ma la vera differenza è rappresentata dal servizio di supporto offerto dal Gruppo Maggioli: l’azienda dispone di un team dedicato al supporto tecnico professionale che aiuta ogni cliente a valutare insieme i requisiti idonei all’implementazione del servizio.

Scopri i vantaggi della soluzione Backup in Cloud di Maggioli e richiedi una consulenza gratuita con un membro del team di supporto tecnico per valutare le tue esigenze.

Fonte: marketinginformatico.it

]]>
Balance Care Application. La telemedicina per prevenire cadute e perdite di equilibrio nei soggetti anziani Fri, 20 Dec 2019 18:07:37 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/612598.html http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/612598.html BIZCOMIT.IT BIZCOMIT.IT Una nuova applicazione aiuta le persone anziane a evitate cadute o perdite di equilibrio.

Balance Care Application è un progetto di Ricerca & Sviluppo di telemedicina, premiato all’interno del Bando Creatività 2020 della Regione Lazio, che può realmente essere d’aiuto alle persone anziane, riducendo la possibilità di cadute, e quindi impattando molto favorevolmente sul processo virtuoso di riduzione delle spese sanitarie per singolo cittadino.

Il progetto è sviluppato da Teleskill con il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, Elettronica e Telecomunicazioni dell’Università di Roma La Sapienza e ITER lab di Chelidon. Balance Care Application utilizza un sistema di controllo della postura basato su una tecnologia collegata a smartphone o smartwatch della persona da monitorare in grado di creare un feedback uditivo e propiocettivo (vibrazione) preventivo, in caso di immediato rischio di debolezza muscolare, durante la quotidiana locomozione della persona.

Attraverso l’App del dispositivo indossato dalla persona, il sistema acquisisce in modo continuo i dati inerziali rilevati dagli accelerometri triassiali e dal sistema giroscopico presenti al suo interno. Per l’analisi dei dati si utilizzano tecniche di “machine learning” basate su intelligent signal processing, reti neurali e logica fuzzy, le quali permettono di raggiungere l’obiettivo prefissato attraverso un modello “black-box”.

Ma Balance Care Application è molto più di un’App. Il progetto, infatti, si fonda su una community rivolta ai pazienti oggetto del pilot in cui scambiare e fruire di contenuti formativi e informativi. Un sistema di teleassistenza sincrona e tele-monitoraggio, che utilizzando l’esperienza di Teleskill nella videocomunicazione interattiva sul web, sarà il punto di contatto con le strutture sanitarie dedicate.

]]>
Come valutare l’efficacia e l’impatto della formazione Thu, 19 Dec 2019 15:49:26 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/612599.html http://content.comunicati.net/comunicati/turismo/manifestazioni/612599.html BIZCOMIT.IT BIZCOMIT.IT Un corso a Brescia il 21 gennaio 2020 fornirà le conoscenze per valutare l’efficacia della formazione analizzando il raggiungimento degli obiettivi individuati in fase di analisi dei bisogni.

In ogni realtà lavorativa la formazione alla sicurezza, un elemento fondamentale di ogni strategia di prevenzione, deve essere “effettiva” ed “efficace”.

L’efficacia della formazione si concretizza nel trasferimento al lavoro di quanto appreso durante il percorso formativo e nell’uso delle conoscenze e delle capacità in maniera coerente con gli obiettivi dell’organizzazione. In questo senso la formazione assume, dunque, un’importanza strategica per la valorizzazione delle potenzialità di un’organizzazione aziendale assicurando capacità competitiva e dunque adattabilità ai cambiamenti tecnologici e organizzativi.

Come verificare quanto la formazione alla sicurezza è stata efficace? Come capire se sono migliorate le competenze e i comportamenti sicuri dei lavoratori? Come valutare il miglioramento del livello di performance dell’organizzazione aziendale grazie all’iniziativa formativa?

Il nuovo corso sulla valutazione dell’efficacia della formazione

Per permettere nelle aziende un’adeguata valutazione dell’efficacia della formazione e dei miglioramenti organizzativi l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza per il 21 gennaio 2020 a Brescia un corso di 8 ore in presenza dal titolo “La formazione efficace: dall’analisi del fabbisogno alla valutazione dell’impatto organizzativo”.

Il corso si pone l’obiettivo di:

  • fornire le conoscenze per valutare l’efficacia della formazione analizzando il raggiungimento degli obiettivi individuati in fase di analisi dei bisogni;
  • suggerire strumenti utili alla valutazione dell’efficacia della formazione erogata;
  • sperimentare quanto l’utilizzo di indicatori possa risultare strategico per monitorare e valutare la formazione.

Il percorso formativo – rivolto a formatori, RSPP/ASPP, coordinatori, HSE manager e consulenti in materia di sicurezza – rappresenta un’occasione per riflettere sul vero significato della formazione e costituisce un esempio di cosa può restituire l’attività formativa se pianificata, progettata ed erogata sulle reali necessità aziendali e non quale mero adempimento amministrativo o burocratico.

Il processo di valutazione e le aree indagate

Il corso si sofferma, dunque, sul processo di valutazione che deve essere centrato sugli obiettivi di apprendimento.

Questa valutazione costituisce una sorta di “prova del 9” in quanto è la fase durante la quale, attraverso la verifica degli indicatori (quantitativi e qualitativi) definiti nella fase di progettazione, vengono rilevati il raggiungimento degli obiettivi prefissati e quindi dei risultati attesi.

In questa fase vengono che restituite utili informazioni sulle eventuali modifiche da apportare sia nella fase di rilevazione dei bisogni che di progettazione ed erogazione del corso sia sulle competenze del docente in quanto formatore.

Ricordiamo le aree comunemente indagate nella fase di valutazione:

  1. l’apprendimento;
  2. il comportamento;
  3. i risultati;
  4. il gradimento.

Gli argomenti del corso e le informazioni per iscriversi

Il corso “La formazione efficace: dall’analisi del fabbisogno alla valutazione dell’impatto organizzativo”, organizzato dall’Associazione AiFOS, si terrà il 21 gennaio 2020 – dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 14.00 alle ore 18.00 – a Brescia presso Aifos Service in via Branze n. 45.

Durante la giornata saranno affrontati i seguenti argomenti:

  • Briefing: le fasi del processo formativo: analisi dei bisogni, progettazione, erogazione, valutazione
  • Costruire un piano formativo aziendale
  • Valutare la formazione: i livelli di analisi (apprendimento, gradimento, impatto organizzativo)
  • Focus su “l’impatto organizzativo” in termini di competenze, effetti sull’organizzazione aziendale, performance delle risorse coinvolte
  • Possibili strumenti utili: check list per il monitoraggio e valutazione della formazione

Con gli strumenti forniti nel corso sarà possibile:

  • implementare le strategie di comunicazione promuovendo la formazione come attività integrata nella pratica lavorativa e strumento di miglioramento della qualità del lavoro;
  • puntare sulla motivazione dei collaboratori;
  • definire obiettivi sempre più appropriati e performanti tenendo sempre conto degli effetti della formazione anche sull’organizzazione e sulla soddisfazione del cliente esterno;
  • migliorare il livello di coinvolgimento dei lavoratori nella vita aziendale.

La partecipazione al corso vale come 6 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP e Coordinatori alla sicurezza e 6 ore di aggiornamento per formatori qualificati terza area tematica. Il corso è valido anche ai fini della formazione specifica prevista per il Manager HSE (UNI 11720:2018 – area organizzativa e gestionale) e ai fini della formazione necessaria per l’iscrizione al Registro Consulenti AiFOS (Legge 4/2013).

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi-qualificati/formatori-comunicazione/formatori-comunicazione/la_formazione_efficace_dall_analisi_del_fabbisogno_alla_valutazione_dell_impatto_organizzativo

Per informazioni e iscrizioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595035 – fax 030.6595040 info@aifos.itformarsi@aifos.it

19 dicembre 2019
Ufficio Stampa di AiFOS

]]>