Cosa probabilmente accomuna gli atti di inaudita violenza che sentiamo in TV?

09/ott/2019 21:53:36 Riforme Sociali Contatta l'autore

Roma 7 ottobre 2019. I vontari romani del CCDU si dedicano instancabilmente nella distribuzuione degli opuscoli gratuiti sugli psicofarmaci che fanno luce sugli effetti collaterali dovuti alla loro assunzione.

 

Centinaia i romani che nei giorni scorsi nella zona Bufalotta hanno potuto ricevere il prezioso opuscolo dall’attività incessante dei volontari della sezione romana del CCDU. La forte motivazione che li spinge trova risposta nei dati che seguono.

Un documentario della BBC pone la domanda: gli psicofarmaci provocano atti di violenza?

Come stanno veramente le cose? La violenza insensata non è un problema soltanto negli Stati Uniti. Quando fece deliberatamente schiantare nel sud della Francia l’aereo della Germanwings di cui era co-pilota, uccidendo tutte le 150 persone a bordo, Andreas Lubitz assumeva antidepressivi e benzodiazepine. Quando uccise nove studenti e un insegnante, per poi rivolgere l’arma contro se stesso, il finlandese Matti Saari era in cura con un antidepressivo e alprazolam. A Ikeda, in Giappone, Mamoru Takuma assumeva un antidepressivo quando s’introdusse in una scuola elementare con un coltello, uccise otto bambini e ne ferì altri 15.

Nel luglio del 2017, un documentario della BBC, intitolato A Prescription for Murder (letteralmente, una prescrizione per uccidere) ha esplorato il ruolo degli antidepressivi nel raptus omicida di James Holmes, che nel 2012 uccise 12 persone e ne ferì 70 in un cinema del Colorado; aveva iniziato a prendere un antidepressivo 17 settimane prima. Il professor David Healy ha intervistato Holmes prima del processo, nel 2015, e ha concluso: “Sono convinto che se non avesse preso la Sertralina [antidepressivo], non avrebbe ucciso nessuno”.

Secondo le stime del professor Healy, il 90% delle stragi nelle scuole degli ultimi dieci anni e più sono collegate all’uso di antidepressivi. Il nuovo rapporto del CCHR raccomanda che siano tenute delle udienze per indagare in modo approfondito sulla relazione tra trattamenti psichiatrici e violenza e suicidi.

Il Citizens Commission on Human Rights (CCHR) è un ente non a scopo di lucro per la vigilanza sulla salute mentale, responsabile di aver assistito l’emanazione di più di 150 leggi che proteggono gli individui da pratiche oltraggiose o coercitive. Il CCHR ha combattuto a lungo per ristabilire i diritti umani inalienabili e fondamentali nel campo della salute mentale, inclusi, ma non soltanto, il pieno consenso informato riguardo alla legittimità medica delle diagnosi psichiatriche, i rischi dei trattamenti psichiatrici, il diritto a tutte le cure alternative disponibili e il diritto di rifiutare qualsiasi trattamento considerato dannoso.

Il CCHR è stato co-fondato nel 1969 dalla Chiesa di Scientology e dal Professore Emerito di Psichiatria, dott. Thomas Szasz, ai tempi in cui i pazienti venivano rinchiusi in istituti e privati di tutti i loro diritti costituzionali, civili e umani.

Le funzioni del CCHR sono unicamente quelle di fungere da organo di controllo, lavorando a fianco di molti medici, incluso dottori, scienziati, infermieri e quei pochi psichiatri che hanno preso posizione contro il modello “disturbo biologico/cura farmacologica" che viene continuamente promosso sia dalla psichiatria e dall’industria farmaceutica come mezzo per vendere farmaci. Il CCHR è un’organizzazione apolitica, areligiosa e non a scopo di lucro, dedicata unicamente ad estirpare gli abusi alla salute mentale e a promulgare la protezione di pazienti e consumatori. La sezione dei Consiglieri del Citizens Commission on Human Rights, chiamati Membri del Comitato, include medici, scienziati, psicologi, avvocati, legislatori, insegnanti, liberi professionisti, artisti e rappresentanti per i diritti civili e per i diritti umani.

 

 

 

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