Sul Rifugio Parrelli continua ad infuriare una battaglia politica

04/apr/2014 13:35:02 comitato per la salvaguardia della cultura europea Contatta l'autore

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SUL RIFUGIO PARRELLI CONTINUA AD INFURIARE UNA BATTAGLIA POLITICA


Giorno dopo giorno sempre più sta venendo a galla il complotto politico organizzato per il controllo del Rifugio Parrelli di Roma che da cinquant'anni ricovera e cura gli animali abbandonati senza prendere contributi pubblici divenendo un esempio da eliminare per tutte le associazioni animaliste che sugli animali abbandonati speculano ricavandone milioni di euro annui e consenso politico da riversare sui loro protettori.


Tratto da " Il Tempo " del 4 aprile 2014


E’ finita che le stesse associazioni che hanno denunciato maltrattamenti e malessere degli animali ora gestiscono il canile. «Come da copione - si sfoga Pina Parrelli, proprietaria dell’unica struttura privata sulla Prenestina che non ha mai incassato fondi pubblici - volevano mettere le mani su questo posto e ci sono riusciti, chi mi ha fatto sequestrare il rifugio agisce da padrone qui dentro, c’è però un problema: loro mi stanno svuotando il canile, ma io non sono mai stata condannata, non c’è stata ancora nessuna causa, è legge questa?».

Attorno al canile Parrelli si sta giocando una partita che intreccia molti interessi, anche quelli delle associazioni animaliste "ostili" che ormai dal 1994 si rivolgono alla Procura segnalando ogni genere di anomalia, nei fatti però mai riscontrata nel corso dei ripetuti sopralluoghi di ministero, carabinieri ed Asl Roma B, competente per territorio, che anzi continua ad attestare il buono stato di salute degli animali. Le ultime denunce della Lav (Lega antivivisezione "antagonista" della Lai fondata invece dal marito defunto della Parrelli) sono comunque andate a segno: lo scorso 9 ottobre il Nirda ha dato seguito al sequestro preventivo del rifugio disposto dal gip Anna Maria Fattori. Nel decreto, tra gli altri aspetti, si motivava che «si è rilevata la detenzione di circa 500 cani e gatti di varie razze ed età», troppi rispetto alle potenzialità della struttura, e poi c’era il capitolo sulle presunte sevizie, cani e gatti sottoposti «a comportamenti e fatiche insopportabili, rinchiusi in gabbie fatiscenti e di dimensioni inidonee». Come detto, blitz successivi delle autorità sanitarie hanno «smontato» l’impianto accusatorio, in ogni caso il sequestro ha dato il via a un effetto domino che sta conducendo, come la signora Pina temeva, allo «svuotamento» del canile. Il tribunale ha infatti stabilito, a differenza di quanto proposto dal Comune di Roma in qualità di custode degli animali del Parrelli, che «le associazioni Lav, Alfa e Avcpp a titolo gratuito - si legge nel provvedimento del sostituto procuratore Claudia Alberti - potranno fare accesso all’interno del canile Parrelli per favorire l’adozione degli animali presenti». In pratica «sono qui ogni giorno dalle 9 alle 14 - spiega la signora Pina, che il mese scorso ha compiuto 90 anni - girano per il canile e alle volte portano via tanti animali in blocco». Vero, come nel caso dei gatti, in totale 11, dissequestrati pochi giorni fa ed affidati, per procedere alle adozioni, alla onlus Azalea del Forlanini, struttura convenzionata col Comune di Roma che percepisce in media 4 euro al giorno per ogni animale: attualmente al Forlanini risultano ospitati una settantina di gatti, come previsto nell’accordo con l’amministrazione, dunque perché «fare numero» anziché concentrarsi sulle proprie di adozioni? Stesso discorso per Avcpp, tra le prime associazioni che, immediatamente dopo il sequestro, si era proposta di gestire il rifugio Parrelli. Il Comune di Roma ha frenato ma il via libera, come anticipato, è arrivato poi dal tribunale, che a metà gennaio ha acconsentito all’inserimento dei volontari anche di Alfa e Lav, e infatti sul sito internet di Avcpp è stata inaugurata la sezione "open Parrelli": «Per conoscere i cani e i gatti ospiti del rifugio Parrelli di Roma - informano online - è per ora possibile recarsi presso il canile il giovedì di ogni settimana, troverete ad accogliervi le persone dell’ufficio adozioni Avcpp che, a titolo di volontariato insieme ai volontari Alfa ed Avcpp, vi condurranno all’interno della struttura». Risultato: al Parrelli sono rimasti circa 240 cani (rispetto ai 350 di ottobre) e 85 gatti (prima erano 150). «Io non firmo più nulla - conclude la signora Pina - non so dove li portano, tempo fa sono usciti con due cestone cariche di gatti, improvvisamente vogliono tutti adottarli?». Il sequestro continua e Pina paga, circa 5mila euro al mese per lo più proventi di donazioni: il Comune di Roma contribuisce per quel che può, sacchi di croccantini e carne, l’Asl provvede alla cura ed alle sterilizzazioni degli animali ma è evidente che, nel lungo termine, il sistema non è sostenibile.

Eri. Del

 
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