La signora Iervolino non dovrebbe parlare di Pace!

La signora Iervolino non dovrebbe parlare di Pace!

02/gen/2006 13:25:16 comitato per la salvaguardia della cultura europea Contatta l'autore

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La signora Iervolino non dovrebbe parlare di Pace!

Marcella Boccia ed Alessandro Sommella contestano il sindaco di Napoli



Ieri pomeriggio, alle 18.30, la Comunità di S. Egidio di Napoli,
unendosi a molte città del mondo, ha celebrato la Giornata Mondiale della
Pace, “Pace in tutte le terre”. C’è stato un corteo, partito da piazza
Dante e terminato nella chiesa di S. Lorenzo Maggiore. I due artisti
Marcella Boccia e Alessandro Sommella, nonostante la poca energia dovuta
allo sciopero della fame che in questi giorni li vede protagonisti per la
protesta contro la privatizzazione dell’acqua a Napoli ed in 136 comuni
napoletani e casertani, erano presenti all’appuntamento di piazza Dante. La
pioggia aveva già bagnato tutti i presenti, le fiaccole non volevano proprio
restare accese, e gli ombrelli creavano qualche difficoltà visiva. Se non si
era in prima fila, non si riusciva a vedere in faccia gli oratori, ma una
voce inconfondibile ha preso la parola in conclusione, prima che il corteo
si avviasse: il sindaco Rosa Russo Iervolino, il politico che, primo fra
tutti, d’accordo con il governatore della Regione Campania, Antonio
Bassolino, l'ex-sindaco della "rinascita" napoletana, ha deciso che l’acqua
di Napoli, quel liquido imbevibile, che dal rubinetto scorre ogni giorno di
un colore diverso, con una concentrazione di nitrati fino a 4 volte
superiore al limite massimo ammesso (Rapporto ecosistema urbano 2004 di
Legambiente), i cittadini dovranno pagarlo oro, perché dei privati si
arricchiscano. La signora Iervolino ha ripetuto la parola “pace” decine di
volte durante il suo “comizio” di piazza Dante. Pace, pace, pace. Marcella
Boccia ed Alessandro Sommella hanno deciso, così, di abbandonare il corteo,
per protesta.

“Io stimo molto la Comunità di Sant’Egidio - dichiara la poetessa Marcella
Boccia -. Avevo accettato con piacere l’invito a prender parte alla
manifestazione pacifista di Capodanno, ma l’intervento del sindaco Iervolino
mi ha dimostrato quanta ipocrisia vi sia nelle parole dei politici che non
fanno altro che pubblicizzare sé stessi anche quando parlano di pace. “La
pace”, “la pace”, continuava a ripetere, pronunciandola “pasce”, ed io
osservavo, sotto la pioggia, i cartelli con le scritte “Palestina”, e, più
in là, “Israele”. Pace, pace. D’ora in poi darei una multa di un milione di
euro ai politici che usano a sproposito la parola “pace”, come quando al
nostro governo si usa la definizione di “costruttori di pace” perché non si
vuol chiamare i guerrafondai col loro nome. Guerrafondai! E’ così semplice!
Guerrafondai. Punto e basta! Perché stuprare le parole? La parola è magia,
va usata in modo corretto. Il sindaco di Napoli sa benissimo che in questi
giorni ci sono cittadini che si privano del cibo per protestare contro la
sua decisione, antidemocratica e malavitosa, di privatizzare l’acqua. Lo sa
perché riceve i nostri comunicati stampa. Prima di parlare di pace nel
mondo, si occupi di lasciare in pace i cittadini che governa!”.

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