OLTRE LA SIAE

Pensa semplicemente, qui c'è un piccolo quadrato di blu, qui c'è una forma oblunga di rosa, qui una striscia di giallo, e dipingila esattamente come ti appare, esattamente quel colore e quella forma, finchè non ti offre la tua impressione innocente della scena davanti a te".

11/ott/2005 00:09:32 comitato per la salvaguardia della cultura europea Contatta l'autore

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OLTRE LA SIAE

Per il Rinascimento. diceva Leon Battista Alberti, l'uomo universale è a suo agio con il cosmo intero, nulla gli è alieno in tutto il creato; egli è interiormente disponibile a qualsiasi esperienza, pronto a mettersi in sintonia con qualsiasi situazione, senza prevenzioni o pregiudizi. E' universale perchè, grazie alla sua disponibilità, senza lasciarsi chiudere dai ruoli, dalla sua storia,dal suo credo, ha accesso a ogni possibile esperienza e riconosce in sè ogni aspetto, maschile o femminile, razionale o irrazionale, di luce o di ombra. E' universale perchè nella sua disponibilità a soffrire e gioire con tutti gli esseri viventi è la sua più alta affermazione di umanità. Più ancora che un ideale del Rinascimento, questo è l'essere umano del futuro che potrà nascere da una nuova civiltà globale, oltre la barriere fra le persone e fra i popoli. Aggiungiamo noi: E, SOPRATTUTTO, OLTRE LA SIAE.

COSA C'E' OLTRE LA SIAE ?

Per Keats, il Poeta non ha identità, è continuamente intento a riempire qualche altro corpo: il sole, la luna, il mare, gli uomini e le donne....

Lo scopo del Poeta, diceva il cileno Pablo Neruda, è di incarnare speranza per la gente, di essere un'altra foglia che fa parte del grande albero dell'umanità.

In una lettera Van Gogh si domanda quale sia la ricetta per divenire mediocri. E si risponde:
" Facendo compromessi e concessioni, oggi per una ragione, domani per l'altra, secondo le imposizioni del mondo, non contraddicendo mai il mondo, sempre seguendo l'opinione pubblica....

Flaubert ci tramanda la sua idea di artista, che deve essere soprattutto se stesso. " Un pensatore non deve avere nè religione nè patria, e neppure alcuna convinzione sociale... Far parte di chicchessia, entrare in qualsiasi entità, in qualsiasi confraternita o bottega, perfino prendere un qualsivoglia titolo, è disonorarsi, è avvilirsi...Mescolàti aal vita, la si vede male, ne si soffre, se ne gode troppo. L'artista, secondo me, è una mostruosità, qualcosa al di fuori della natura."

Gauguin trovò l'ispirazione più vera solo dopo aver lasciato la sua terra ed essere andato a vivere a Tahiti. Leggiamo nei suoi appunti: " Tra me e il cielo niente altro che il gran tetto leggero e diafano della foglie di pandano dove vivono le lucertole. In sogno posso immaginare il libero spazio sulla mia testa, la grande via celeste, le stelle. Sono lontano, molto lontano, da quelle prigioni che sono le case europee... A poco a poco la civiltà mi abbandona. Comincio a pensare con semplicità .... vivo una vita libera.... Sfuggo all'artificio, mi identifico con la natura sapendo che domani sarà simile a oggi, altrettanto libero e bello. La pace si sta impossessando di me.

Diceva Leonardo: " Se il pittore vuol vedere bellezze che lo affascinano, è in suo potere crearle, e se desidera vedere mostruosità spaventevoli, buffe, o ridicole, o pietose, può essere il signore e il creatore di queste cose; e se desidera produrre regioni disabitate o deserti, o luoghi scuri e freschi dal calore, o caldi durante il tempo freddo.

Tesla, uno dei più grandi inventori di tutti i tempi, quando verso i diciassette anni cominciò ad elaborare invenzioni,usava questo metodo. " Prima di fare uno schizzo su carta, elaboro mentalmente l'idea.Nella mente cambio la costruzione,apporto migliorie, e perfino faccio funzionare il dispositivo. Senza mai aver disegnato la macchina, ne posso dare tutte le misure ai lavoranti, e quando saranno completate queste parti si adatteranno tra loro, con la stessa certezza che se avessi fatto dei veri e propri disegni. Per me è lo stesso se faccio andare la macchina nella mia mente o se la provo nel mio laboratorio.

A un amico Monet disse che avrebbe voluto nascere cieco per poi riacquistare la vista improvvisamente, così da poter dipingere senza sapere che cosa stesse dipingendo: " Quando vai fuori a dipingere, prova a dimenticare gli oggetti che hai di fronte a te, un albero, una casa, un campo, o checchessia. Pensa semplicemente, qui c'è un piccolo quadrato di blu, qui c'è una forma oblunga di rosa, qui una striscia di giallo, e dipingila esattamente come ti appare, esattamente quel colore e quella forma, finchè non ti offre la tua impressione innocente della scena davanti a te."

Raccontava Jonesco:" Certe volte mi sveglio, divento cosciente, mi rendo conto che sono circondato da cose e da persone, e se guardo con attenzione il cielo o un muro o la terra o la mano che scrive, ho l'impressione di vedere tutto quanto come per la prima volta. Allora, come se fosse la prima volta, mi meraviglio e mi chiedo"Che cos'è quello?" Mi guardo tutt'intorno e domando" Che cosa sono tutte queste cose? Dove mi trovo? Chi sono? Che significano queste domande?" E allora talvolta una luce improvvisa, una grande luce accecante inonda tutto, cancella tutti i significati, tutte le preoccupazioni, tutte le ombre, cioè tutti quei muri che ci costringono a immaginare limiti, distinzioni, separazioni, significati.

Per Giovanni Pascoli "Poesia è vedere una cosa che tutti guardano senza aver veduto mai, sicchè quando il Poeta la segnala par che la scopra e la gente può dire:
Sì, ma intanto non l'avevi veduta!"

Baudelaire suggeriva che " Bisogna essere ubriachi. E' tutto qui, è la sola chiave del problema. Per non sentire il fardello del tempo che vi grava sulle spalle sino ad opprimervi, dovete ubriacarvi senza tregua. Ma di che? Di vino, di poesia, o di virtù, a vostra scelta. ma ubriacatevi...per non essere schiavi, martiri del tempo, ubriacatevi senza ritegno!

Rothenberg, uno studioso americano dell'università di Yale, ha condotto un'indagine ( pubblicata sul libro "The Emerging Goddes " ) basata su più di mille interviste con artisti e scienziati creativi. Una delle sue conclusioni è che l'elemento cardine della creatività è il " pensiero gianusiano ( da Giano, il dio dell'antica Roma, con due facce rivolte in direzioni opposte )" Molti capolavori dell'arte contengono queste contraddizioni ( La gioconda, Guernica,ecc. ) Un bell'esempio di atteggiamento gianusiano ci viene da Mozart, invitato una sera da alcuni amici a Lipsia a scrivere alcune note in ricordo del loro incontro. Mozart in pochi minuti sfornò due canoni a tre voci, uno scherzoso e spumeggiante, l'altro caratterizzato dalla tristezza struggente dell'addio. Un capolavoro tra i capolavori di quest'immenso musicista. All'epoca tutto ciò era possibile: Arte e Cultura non avevano ancora i vincoli di oggi.


Potremmo portare ancora innumerevoli esempi di uomini ed artisti il cui motore portante era costituito dal piacere di creare. UOMINI ED ARTISTI CHE HANNO FATTO AVANZARE L'UMANITA' IN TUTTI I CAMPI DELLA CONOSCENZA , ROMPENDO TUTTI GLI SCHEMI ED ANDANDO OLTRE.
MOLTO OLTRE LA SIAE.

Comitato per la salvaguardia della Cultura Europea






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