DICERIE E "LEGGENDE METROPOLITANE" SULLE PENSIONI

ALCUNI CONCETTI E TUTTI I NUMERI SULLE PENSIONI ovvero DICERIE E "LEGGENDE METROPOLITANE" SUL SISTEMA PENSIONISTICO ITALIANO di Grillo parlante In 2 pagine sono riassunti i concetti salienti che tutti dovrebbero conoscere per sfatare dicerie e "leggende metropolitane" sul sistema pensionistico italiano.

Luoghi Italy, Liguria, France, Spain, Germania, Grande Região Sul
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17/feb/2015 12:25:03 Virgilio E. Conti Contatta l'autore

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ALCUNI CONCETTI E TUTTI I NUMERI SULLE PENSIONI

ovvero

DICERIE E "LEGGENDE METROPOLITANE" SUL SISTEMA PENSIONISTICO ITALIANO

di Grillo parlante

In 2 pagine sono riassunti i concetti salienti che tutti dovrebbero conoscere per sfatare dicerie e "leggende metropolitane" sul sistema pensionistico italiano. Emerge la reale situazione dei pensionati e del loro importante ruolo di "ammortizzatore sociale" nel nostro paese sopratutto in un periodo di crisi come questo.

 

16.2.2015 - Lo scopo di questo scritto è di chiarire in modo inequivocabile alcuni concetti sulle pensioni contro una serie di equivoci e “leggende metropolitane” diffuse ad arte per creare una “categoria bersaglio”. I concetti qui sviluppati sono basati su dati ufficiali (INPS, ISTAT etc.) così da avere una solida base di valutazione. Su questi dati sono state fatte elaborazioni (facilmente verificabili) e si è arrivato alle sintetiche conclusioni esposte di seguito:

A – L’indice di povertà assoluta stimato per il 2015, sfiora i 900 €/netti mese.

B - La pensione equivalente all’indice di povertà assoluta è di 1160 €/lordi mese.

C - Le pensioni che rientrano nell’indice di povertà assoluta sono 10.217.235 su

      16.699.617 cioè il 61,2% del totale

D) Il costo lordo delle pensioni è di 270 Mld € ma 66 Mld € ritornano allo Stato

      Come IRPEF per cui il costo netto delle pensioni è di soli 204 Mld €

E) La tassazione è la più alta dell’UE: una pensione di 3 volte il minimo (1500€/lorde

      mese) è tassata per 4000 € in Italia, 39 € in Germania, 1005 € in Francia, 1391 €

      in Inghilterra, 1836 in Spagna; per questo motivo (sul netto) il costo del sistema

      pensionistico italiano scende al 4° posto in EU.

Grafico1_pensioni

F) Dal 1996 a oggi: per ben 13 volte è stata decurtata l’indicizzazione ISTAT al

     costo della vita, con un effetto PERMANENTE per tutta la vita pensionistica.

     L’effetto globale di questa decurtazione ammonta a qualche 100naio di Mld €.

G) Trascurando le “pensioni di sopravvivenza” ossia quelle < 1000 € netti /mese

     Il pensionato aiuta i figli adulti in difficoltà economiche precari,disoccupati o in

     cerca di occupazione

     Il pensionato compra ai figli adulti la casa di abitazione (con i risparmi già tassati)

     Il pensionato paga il mutuo della casa dei figli.

     Il pensionato contribuisce alle spese per i nipoti (vestiario, asilo, mensa, pediatra,

     medicine etc)

     Il pensionato accoglie in casa propria e aiuta i figli separati (perdita alloggio,

     assegno al coniuge)

     LE PENSIONI SONO DIVENTATE I VERI AMMORTIZZATORI SOCIALI

 

H) Un calcolo semplice dimostra che se si fossero investiti in banca al TUS medio tutti i contributi versati all’ INPS in 40 anni di lavoro; per riottenere in 20 anni di vita pensionistica la cifra versata tenendo conto dell’ammortamento della moneta e degli interessi bancari, si dovrebbero avere pensioni rapportate all’ultima retribuzione come da tabella:

 

 

Retribuz lorda iniz/Retribuz lorda finale

Pensione lorda annua / Retribuz lorda finale

1/6

150,6 %

1/5

154,7 %

¼

160,9 %

1/3

171,2 %

½

191,8 %

 

 

Quest’ultimo calcolo smentisce nella maniera più clamorosa tutta la teoria del retributivo/contributivo.

 

I) Se invece di versare obbligatoriamente all’INPS i contributi, si stipula una polizza

     vita privata, alla morte del titolare l’intero ammontare del premio in liquidazione

     va al superstite invece che una % in funzione del reddito del superstite.

 

L) Dopo il Tribunale di Palermo (ordinanza 6/11/2013), la Corte dei Conti della Regione Liguria (ordinanza 25/7/ 2014) anche la Corte dei Conti della Regione Emilia Romagna con due ordinanze 13/5/2014 (pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale della Corte Costituzionale n° 41 dell’1/10/2014) ha sollevato “eccezione d’incostituzionalità” delle norme che, vigente il Governo Monti, hanno disposto per il biennio 2012-2013 il “blocco della rivalutazione automatica delle pensioni d’importo superiore a tre volte il trattamento minimo INPS” (art. 24, comma 25, del D.L. n° 201/2011, convertito nella legge n° 214 del 2011). Secondo i giudici rimettenti sarebbero violati i principi di uguaglianza, di proporzionalità e adeguatezza della retribuzione anche differita (pensione) nonché della garanzia previdenziale, della capacità contributiva e del concorso di tutti i cittadini alle spese pubbliche quali sanciti dalla nostra Costituzione.

Sarebbero violati anche taluni principi sanciti dalla Convenzione Europea sui Diritti dell’Uomo (diritto dell’individuo alla libertà e alla sicurezza; diritto di non discriminazione; diritto degli anziani di condurre una vita dignitosa e indipendente; diritto alla protezione della famiglia sul piano giuridico, economico e sociale; diritto di accesso alle prestazioni di sicurezza sociale e ai servizi sociali).

 

Credo che su ciascuno di questi punti ci sia molto da riflettere prima di azzardare una qualsiasi azione volta a decurtare il valore di

       QUEL BENE PREZIOSO CHE SONO LE PENSIONI ITALIANE.

 

Articolo originale su

http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=16892

 

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