PENSIONI "SPREMUTE" ANCHE NEL 2014 di Virgilio Conti

05/lug/2014 15:17:34 Virgilio E. Conti Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

 

PENSIONI "SPREMUTE" ANCHE NEL 2014

Pensionati sempre più vessati e umiliati

Nell’Italia del 2014 ci sono le ormai famose pensioni e retribuzioni d’oro, più o meno meritate, gli stipendi spudoratamente gonfiati di certe caste, le rendite finanziarie illecite, i compensi plurimi di chi occupa decine di poltrone contemporaneamente, le entrate stratosferiche e immeritate di molti top manager e dirigenti, le parcelle in nero di taluni liberi professionisti, e poi, ancora, tanti allegri vitalizi e benefit dei nostri politici, le baby pensioni, le false pensioni di invalidità, le pensioni ai mafiosi…

E poi ci sono le pensioni “versate”, ad esempio quelle da reddito di lavoro dipendente, guadagnate versando i contributi per quarant’anni; alcune di queste pensioni “versate”, dignitose ma né disoneste né immorali, continuano ad essere considerate aggredibili da un po’ tutti i Governi e finanche da alcuni Sindacati. Dette pensioni, bloccate e “congelate” qualche anno fa nella loro legittima ancorchè esigua rivalutazione annua (adeguamento ISTAT al costo della vita), restano a tutt’oggi (aprile 2014) pensioni di “ghiaccio” ed escluse da qualsiasi meccanismo di rivalutazione (indicizzazione).

Le pensioni “congelate”, pur essendo frutto di tanti anni di versamenti, sono destinate a “sciogliersi”, a ridursi sempre più sia rispetto a quelle di altre categorie sia rispetto al potere di acquisto. Non basta, la voracità della macchina statale italiana è tale che i nostri tecnocrati sono sempre alla ricerca di soldi nelle più varie e fantasiose modalità che ben conosciamo: e allora la pensione resta “ghiacciata” ma tasse, sopratasse e balzelli nazionali e comunali sono sempre in ebollizione.

“Secondo alcuni studi esiste il rischio che il blocco della perequazione nei prossimi 15 anni determinerà un abbattimento del potere di acquisto delle pensioni del 40-50%, senza considerare che i pensionati già contribuiscono al fisco per un terzo delle entrate totali.”

Si chiede con forza e a gran voce al Governo, al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, alle Organizzazioni Sindacali, a tutti i rappresentanti politici se, come e quando l’impoverimento di tali pensioni cesserà ed esse torneranno ad essere agganciate al costo della vita, mettendo così fine ad un provvedimento ingiusto, illegittimo e forse anticostituzionale.

“La Sezione lavoro del Tribunale di Palermo, presieduta dal Dott. Antonio Ardito, con ordinanza del 6 novembre 2013, ha sollevato in proposito la questione di legittimità costituzionale

… la mancata rivalutazione impedisce la conservazione nel tempo del valore della pensione, menomandone l’adeguatezza;

… la mancata rivalutazione viola il principio di proporzionalità tra pensione e retribuzione goduta durante l’attività lavorativa:

… la mancata rivalutazione, violando il principio di proporzionalità tra pensione e retribuzione e quello dell’adeguatezza della prestazione previdenziale, … causa un’irrazionale discriminazione in danno della categoria dei pensionati;

… la misura adottata si configura quale prestazione patrimoniale di natura sostanzialmente tributaria.”

 

“PENSIONI SENZA DIFESA ANCHE NEL 2014 - Il Governo Letta-Saccomanni-Giovannini minaccia di bloccare a tempo indeterminato la perequazione (ovvero l'aggiornamento Istat) degli assegni mensili (superiori  ai 1.405,05 euro lordi mensili) degli ex dipendenti pubblici e privati. Questo proposito, se attuato, violerebbe la Costituzione nonché diverse sentenze e ordinanze della Corte costituzionale. E’ opportuno ricordare in proposito quanto testualmente affermato dalla Corte Costituzionale al punto 4 della sentenza n. 316/2010: ”Dev’essere segnalato che la frequente reiterazione di misure intese a paralizzare il meccanismo perequativo esporrebbe il sistema ad evidenti tensioni con gli invalicabili principi di ragionevolezza e proporzionalità (su cui, nella materia dei trattamenti di quiescenza, v. sentenze n. 372 del 1998 e n. 349 del 1985), perché le pensioni, sia pure di maggiore consistenza, potrebbero non essere sufficientemente difese in relazione ai mutamenti del potere d’acquisto della moneta”. FRANCO ABRUZZO (Difensore civico dei giornalisti): “Bisogna  creare un grande fronte di tutti i pensionati italiani per  individuare un meccanismo serio che adegui le pensioni al costo della vita,  copiando anche i modelli tedesco, francese, spagnolo e inglese. I pensionati di oggi e  di domani devono organizzarsi in movimento politico per punire quelle forze partitiche che pensano di risolvere i problemi della Nazione colpendo selvaggiamente i loro assegni e non i ladri (=evasori fiscali) che sottraggono ogni anno all’erario 300 miliardi”. - IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=12418

 

Si chiede con forza e a gran voce a dette istituzioni di revocare una scelta scellerata eliminando questo sopruso, restituendo tutto il sottratto e ristabilendo lo status quo ante.

Questo scritto è pervaso da amarezza e rabbia sia per la vicenda in sé sia per la cornice di un’epoca caratterizzata da diffusa corruzione, disonestà di non pochi amministratori della cosa pubblica, truffe e frodi senza soluzione di continuità, grandi evasioni fiscali, in poche parole l’illegalità assurta a sistema.
Al di la poi del fatto che l’auspicato sblocco delle pensioni di “ghiaccio” è cosa moralmente giusta e legittima, il reintegro dell’indicizzazione andrebbe a vantaggio della ripresa economica; in più l’INPS e lo Stato tornerebbero ad essere un po’ più affidabili e credibili agli occhi dei cittadini.

È vero però che la situazione dei conti pubblici e dell’economia italiana richiedono misure di emergenza; e allora forza con questa benedetta, coraggiosa ed energica cura da cavallo (pardon spending review) che il commissario preposto alla stessa saprà suggerire al Governo.
Intanto, a proposito di economia e di commissario, ma ne serviva uno in più? Nell’Italia dei mille commissari (magari fossero solo 1000!) non bastava incaricare dei tagli e delle misure di contenimento dei costi i Signori Ministri e, per il tramite delle usuali linee di comando, tutti i dirigenti e capistruttura?

Forza allora:      
- con l’eliminazione delle migliaia di commissari straordinari, governativi, fallimentari, ecc.
- con l’abolizione dei cosiddetti enti inutili
- con l’accorpamento di costosi doppioni: Camera e Senato, ACI e PRA, Agenzia delle entrate e Equitalia, forze dell’ordine, ENEA e CNR, sedi UE di Bruxelles e Strasburgo, ecc.
- con lo stop del finanziamento pubblico ai partiti, ai giornali, ai sindacati, ecc.
- perché poi non rivedere destinazioni d’uso e contratti di affitto di Palazzi e uffici pubblici?
- ed una riduzione di armamenti e missioni militari?
- è così difficile individuare le spese folli o solo eccessive (!) dei tanti Palazzi come Parlamento, Ministeri, Quirinale, Regioni, ecc.
- ed a quando una revisione degli organici della P.A. e della giungla retributiva di contorno?
- e l’eliminazione delle auto blu che fine ha fatto? È vero, Renzi ha messo in vendita cento auto blu! Ma il parco nazionale di auto di Stato, adibite a rappresentanza e servizio, non ammonta forse a 72000? (settantaduemila, sic!)
- ci sarebbero poi da recuperare quelle migliaia di opere abbandonate e mai ultimate, disseminate su tutto il territorio nazionale: sono dighe, strade, caserme, ospedali, aeroporti, scuole, carceri, ecc.
- e non risparmieremmo ottimizzando consumi energetici e servizi degli uffici pubblici?
- quante volte si è detto che rispettare l’ambiente fa risparmiare vite umane e quattrini? E non si è pure detto che non c’è lavoro per giovani e meno giovani? Forse basterebbe spostarlo, il lavoro, da dove abbonda senza produrre granché a dove diverrebbe seme e fonte di ricchezza e benessere: si pensi alle interminabili emergenze di dissesto idrogeologico, di acque avvelenate, di amianto disperso nell’aria, di terre inquinate da rifiuti tossici, di discariche pericolose, di aree industriali da recuperare, ecc. tutte da risanare con forza lavoro; si pensi pure agli interventi preventivi fatti di terre da rimboschire, di ambiente da bonificare e monitorare, di termovalorizzatori da costruire, ecc. anch’essi tutti da realizzare con forze lavoro da potenziare o porre in essere.
- e ancora, perché non abituare le varie amministrazioni al riuso, al recupero, al riciclo, alla riparazione, in alternativa alle costose e inquinanti rottamazioni?
- e ancora, ancora e ancora …tante possono essere le modalità di contenimento della spesa pubblica …facendo così, così e così …serve soltanto un po’ di buona volontà (politica).

Il primo taglio lo merita la pluricitata e abusata espressione: chiamiamola riscoperta del risparmio piuttosto che rivisitazione della spesa! Chissà che non appaia meno odiosa e non ci aiuti a scoprire nuove strade di economia e di gestione.
Insomma, non sembra difficile (!), al nostro Paese serve una nuova Politica, un cambiamento massiccio, valente e virtuoso; altro che cambio di passo. Ma basterà?

A ben pensarci infatti, se si vuole cambiare davvero rotta e trovare la strada per un degno avvenire, agli obiettivi di mero ordine economico ne andranno affiancati altri, quelli fondamentali, di grande civiltà, quelli di ricostruzione morale e sociale.
Fatte le indispensabili Riforme, la Politica italiana dovrà riprendere ad essere credibile e dovrà tornare ad essere di buon esempio; ma dovrà sfornare un grande piano pieno di progetti volti a difendere l’integrità del presente, finalizzati a sanare i danni del passato ed orientati a costruire un futuro diverso, nel quale non trovino posto i terreni avvelenati da rifiuti ospedalieri, i paesaggi sfigurati da “cattedrali nel deserto” e industrie criminali, i patrimoni culturali rovinati dall’incuria di amministratori corrotti, le aree metropolitane degradate da un tessuto sociale in via di disgregazione, i sistemi bancari ed economici contaminati da “prodotti finanziari infetti”.
Sarà questa la strada per riaffermare nella nostra società valori un po’ meno effimeri ed illusori degli attuali?
Chissà. Sembra difficile? Diciamo la verità, sembra impossibile!
Ma una gestione politica pulita e capace di seguire i tragitti della legalità potrebbe addirittura rivelarsi contagiosa, ma occorre far presto, molto presto e bisogna far bene, molto bene e serve che l’onestà diventi il nuovo stile.

Virgilio Conti

 

 

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl