Tra pensioni d’oro e pensioni di ghiaccio, alla ricerca del risparmio

26/mar/2014 18:07:09 Virgilio E. Conti Contatta l'autore

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Italia, 2014
Tra pensioni d’oro
e pensioni di ghiaccio,
alla ricerca del risparmio

Ci sono in Italia le ormai famose pensioni e retribuzioni d’oro, più o meno meritate, le pensioni e gli stipendi spudoratamente gonfiati di certe caste, le rendite finanziarie illecite, i compensi plurimi di chi occupa decine di poltrone contemporaneamente, le competenze tanto stratosferiche quanto immeritate di molti top manager e dirigenti, le parcelle in nero di taluni liberi professionisti, e poi ancora tanti allegri vitalizi e benefit dei nostri politici, le baby pensioni, le false pensioni di invalidità, le pensioni ai mafiosi, ..
E poi ci sono le pensioni “versate”, quelle da reddito di lavoro dipendente, guadagnate versando i contributi; tra queste, quelle comprese nella fascia tra i 2000 e i 6000 euro lordi, dignitose ma non d’oro, sono sempre più considerate aggredibili da un po’ tutti i Governi e finanche da alcuni Sindacati, e queste pensioni, bloccate e “congelate” qualche anno fa nella loro legittima ancorchè esigua rivalutazione annua (adeguamento ISTAT al costo della vita), restano a tutt’oggi (marzo 2014) di “ghiaccio” e dimenticate rispetto all’inflazione.
Queste pensioni “congelate”, pur essendo frutto di tanti anni di versamenti, sono destinate a “sciogliersi”, a ridursi sempre più sia rispetto a quelle di altre categorie sia rispetto al potere di acquisto. Non basta, la voracità della macchina statale italiana è tale che i nostri tecnocrati sono sempre alla ricerca di soldi nelle più varie e fantasiose modalità che ben conosciamo: e allora la pensione resta “ghiacciata” ma tasse, sopratasse e balzelli nazionali e comunali sono sempre in ebollizione.

Si chiede con forza e a gran voce al Governo, al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, ai Sindacati, a tutti i rappresentanti politici quando l’impoverimento delle citate pensioni si arresterà ed esse torneranno ad essere agganciate al costo della vita, mettendo così fine ad un provvedimento ingiusto, illegittimo e forse anticostituzionale.

Si chiede con forza e a gran voce a dette istituzioni di revocare una scelta scellerata eliminando questo sopruso, restituendo tutto il sottratto e ristabilendo lo status quo ante.

Questa mozione è pervasa da amarezza e rabbia sia per la vicenda in se sia per la cornice di un’epoca caratterizzata da diffusa corruzione, disonestà di non pochi amministratori della cosa pubblica, truffe e frodi senza soluzione di continuità, grandi evasioni fiscali, in poche parole l’illegalità assurta a sistema.
Al di la poi del fatto che l’auspicato sblocco delle pensioni di “ghiaccio” è cosa moralmente onesta e legittima, sussistono altre considerazioni; il reintegro dell’indicizzazione andrebbe a vantaggio dell’economia generale; inoltre lo Stato e la sua organizzazione previdenziale tornerebbero ad essere un po’ più affidabili e credibili agli occhi dei cittadini.
È ovvio che, a fronte delle ragioni qui esposte, i “manovratori” alla guida del Paese obietteranno: la situazione dei conti pubblici e dell’economia italiana richiedono misure di emergenza; e allora, dico io, forza con una coraggiosa ed energica cura da cavallo (pardon spending review ) che il commissario preposto alla stessa saprà mettere in atto
 - intanto, a proposito di economia e di commissario, ma ne serviva ancora uno? Nell’Italia dei mille commissari straordinari, governativi, fallimentari, ecc. (magari fossero solo 1000!) non bastava incaricare dei tagli e delle misure di contenimento dei costi i Signori Ministri e, per il tramite delle usuali linee di comando, tutti i dirigenti di settore?
E allora, come risparmiare?
 - con l’abolizione dei cosiddetti enti inutili che è cosa giusta ed è ancora lì che aspetta (è un’idea!)
 - forse con lo stop del finanziamento pubblico ai partiti, ai giornali ed a chissà quanti altri enti?
 - perché magari non rivedere destinazioni d’uso e contratti di affitto di Palazzi e uffici pubblici?
 - e non è cosa giusta che l’Italia si adoperi per ridurre le spese “europee” (a cominciare dalla doppia sede di Bruxelles e Strasburgo) e quelle nazionali per gli armamenti e le missioni militari?
 - ed a quando una revisione degli organici della P.A. e della giungla retributiva di contorno?
 - e l’eliminazione delle auto blu che fine ha fatto? È vero, Renzi ha messo in vendita cento auto blu! Ma il parco nazionale di auto, barche e velivoli di Stato, adibiti a rappresentanza e servizio, non ammonta forse a 72000? (settantaduemila, sic!) 
 - ci sarebbero poi quelle migliaia di opere abbandonate e mai ultimate, disseminate su tutto il territorio nazionale: sono dighe, strade, caserme, ospedali, aeroporti, scuole, carceri, ecc.
 - e non risparmieremmo ottimizzando i consumi energetici degli innumerevoli uffici pubblici? Non solo però rifacendo exnovo gli impianti ma anche semplicemente responsabilizzando il personale preposto alla loro economia ed effettuando le manutenzioni.
 - quante volte si è detto che rispettare l'ambiente fa risparmiare vite umane e quattrini? E non si è pure detto che non c’è lavoro per giovani e meno giovani? Forse basterebbe spostarlo, il lavoro, da dove abbonda senza produrre granché a dove diverrebbe seme e fonte di ricchezza e benessere: si pensi alle interminabili emergenze di dissesto idrogeologico, di acque avvelenate, di amianto disperso nell’aria, di terre inquinate da rifiuti tossici, di discariche pericolose, di aree industriali da recuperare, ecc. tutte da risanare con forza lavoro; si pensi pure agli interventi preventivi fatti di terre da rimboschire, di ambiente da bonificare e monitorare, di termovalorizzatori da costruire, ecc. anch’essi tutti da realizzare con forze lavoro da potenziare o porre in essere.
 - e ancora, perché non informare e formare tutti (pubblico e privato) su riuso, recupero, riciclo, riparazione, in alternativa alle solite, costose e inquinanti rottamazioni?

E ancora, ancora e tanto ancora …così, così e ancora così …
Tanti, tantissimi, innumerevoli possono essere i tagli di spesa fattibili, le voci di recupero di beni e servizi, i risparmi, le opportunità di lavoro che manca, ad esempio il lavoro che serve a pulire, restaurare, riorganizzare, ricostruire, abbellire, risistemare, riformare, per vivere tutti un po’ meglio.
Il primo taglio lo meriterebbe la pluricitata e abusata espressione: chiamiamola riscoperta del risparmio piuttosto che rivisitazione della spesa! Chissà che non divenga meno odiosa e non ci aiuti a scoprire nuove strade di economia e di spesa.

Ma, a ben pensarci, se si vuole cambiare davvero e trovare la strada per un futuro migliore non bastano nemmeno soldi e lavoro.
La Politica oltre a reperire risorse economiche e creare lavoro, dovrà riprendere ad essere credibile e di esempio, e dovrà indicare una rotta, un grande piano non fatto di opere faraoniche ma di adeguati progetti di ripresa affinché
- il nostro territorio non si trasformi in un ambiente avvelenato,
- il nostro paesaggio non si tramuti in un habitat sfigurato,
- il nostro patrimonio culturale non diventi uno scenario deteriorato,
al fine di tutelare il presente ed edificare il futuro e per riaffermare nella nostra società dei valori un po’ meno effimeri ed illusori degli attuali.
Però occorre far presto, molto presto e bisogna far bene, molto bene e serve onestà, tanta, tanta onestà.
Virgilio E. Conti

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