TRENTINO ALTO ADIGE: IL TUMORE DELLA PROSTATA COLPISCE OGNI ANNO PIU' DI 600 PERSONE

21/apr/2016 17:15:05 Francy Antonioli Contatta l'autore

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Nella provincia autonoma di Trento, il 23% degli anziani eccede con l'alcol, il 46,4% è in sovrappeso oppure obeso e quasi il 6% è fumatore. Per sottolineare l'importanza di adottare abitudini corrette anche nella popolazione anziana fa tappa a Trento il 'Tour della prevenzione oncologica nella terza età', promosso dall'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) che porta gli oncologi a parlare di lotta ai tumori direttamente agli anziani nei centri ricreativi per la terza età. L'iniziativa educazionale è realizzata grazie al contributo incondizionato di Janssen, farmaceutica di Johnson & Johnson. L'incontro di Trento si è svolto al Circolo Pensionati e Anziani 'Santa Marina di Ravina'. "Un dato preoccupante è che il 79% degli anziani crede che anche modificando le abitudini scorrette in età avanzata non serva-,ha dichiarato dott. Orazio Caffo dell'Oncologia Medica all'Ospedale Santa Chiara di Trento. - Invece vari studi hanno dimostrato un'azione protettiva e antitumorale della dieta mediterranea e di una regolare attività fisica in grado di contrastare i processi degenerativi dell'invecchiamento, prevenire i disturbi cardiovascolari e metabolici e diminuire il rischio oncologico. Anche smettere di fumare in età avanzata può ridurre il rischio di invalidità e morte fino al 34%". 

Il tour è focalizzato sulla prevenzione dei tumori negli anziani, per rassicurarli che anche quando questi colpiscono si possono controllare e si può avere una vita normale. L'obiettivo di AIOM era intercettare la fascia di popolazione per la quale non esistono ad oggi programmi di informazione adeguati."Esiste un enorme vantaggio nel correggere le cattive abitudini, anche se si è in età matura -aggiunge l'oncologa Francesca Maines, Ospedale Santa Chiara di Trento. - Negli anziani, il rischio di cancro è 40 volte più elevato rispetto agli adulti più giovani di 40 anni e 4 volte maggiore rispetto a quelli di 45-65 anni. Stili di vita sani non solo hanno effetti preventivi ma, quando si è colpiti dalla malattia, aiutano a rispondere meglio alle terapie e ad abbassare il rischio di recidiva".

 

"E non è tutto. Un secondo aspetto su cui dobbiamo insistere in questa popolazione-prosegue la dottoressa-riguarda il momento della diagnosi. La maggior parte dei tumori della terza età è scoperta in fase avanzata. E spesso non tutti i pazienti accedono ai trattamenti innovativi". Tra i temi che verranno discussi nel dibattito sarà inclusa anche la gestione del tumore prostatico, il più frequente tra gli uomini di età superiore ai 65 anni. "Si tratta di una malattia subdola, perché possono passare anni prima della comparsa di sintomi evidenti-spiega l'esperta-. Tuttavia, grazie a una maggior attenzione al proprio stile di vita e a nuovi trattamenti, questo tumore può essere gestito bene anche in età molto avanzata. Nove pazienti su dieci, infatti, superano o convivono con la malattia con una buona qualità di vita. Per il tumore prostatico non esistono ancora programmi di screening efficaci come la mammografia e il sangue occulto nelle feci, rispettivamente per il cancro della mammella e del colon-retto. Per questo è importante l'informazione. Durante l'incontro -sottolinea la dottoressa Maines- abbiamo distribuito anche un opuscolo che permetterà ai malati e ai loro familiari di conoscere meglio la malattia, capire cos’è, come si riesce diagnosticarla e quali sono le terapie, e che fornirà consigli pratici su come gestire il forte impatto che la neoplasia ha sulla quotidianità della persona".

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