Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Lombardia Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Lombardia Fri, 03 Apr 2020 10:51:50 +0200 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/1 CORONAVIRUS, ARRIVA IL VADEMECUM PER GLI ORTODONTISTI Tue, 24 Mar 2020 10:49:35 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/625712.html http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/625712.html Francy Antonioli Francy Antonioli Milano, 24 marzo 2020 – Videochiamate per valutare lo stato degli apparecchi, tutorial per provvedere alla riparazione fai-da-te e appuntamento in studio solo se necessario. Queste le direttive tracciate dalla Società Italiana di Ortodonzia (SIDO) nelle linee guida diramate agli oltre 1.500 specialisti e 3.250 odontoiatri associati presenti sul territorio. Mentre l’emergenza Coronavirus sta bloccando tutto il nostro Paese, gli ortodontisti sono determinati nel proseguire la loro opera di supporto ai pazienti, ma nel pieno rispetto delle norme di sicurezza del Ministero della Salute. Un paziente all’interno di un percorso di cura ortodontica ha infatti bisogno di controlli costanti, in quanto in nessun caso si tratta di interventi che si concludono in una sola seduta. Come conciliare la vicinanza al cittadino con i protocolli di sicurezza che ormai regolano tutte le attività?

“La verità è che il Coronavirus ha cambiato tutto, ed è necessario adeguarsi alla situazione con nuove idee” afferma il dott. Giuliano Maino, Presidente della Società Italiana di Ortodonzia (SIDO). “La nostra professione si svolge normalmente in una situazione di grande rischio: lavoriamo con il paziente a una distanza molto ravvicinata, esponendoci a una malattia che si trasmette proprio con le minuscole goccioline d’acqua che emaniamo con il fiato”. Da qui la necessità di stendere delle linee guida chiare e approfondite, che permettano di agire in maniera univoca su tutto il territorio.

“Questo vademecum ha la sua base nelle linee guida ufficiali del Ministero della Salute – prosegue il dott. Maino –, ma si concentra poi sulle peculiarità della nostra professione. La prima cosa da fare è distinguere le situazioni che richiedono la presenza fisica del paziente in studio da quelle che invece possono essere trattate a distanza. Abbiamo creato delle tabelle molto dettagliate, che prendono in esame tutti i problemi che possono insorgere durante l’utilizzo delle apparecchiature ortodontiche che forniamo ai pazienti, dagli allineatori agli apparecchi con bracket non rimovibili. Nella maggior parte dei casi, una consulenza telefonica o una videochiamata WhatsApp sono sufficienti per individuare l’eventuale problema e istruire il paziente sulle procedure più corrette per ovviarvi”.

I princìpi che guidano il vademecum sono due: da una parte limitare al minimo l’afflusso negli studi, dall’altra non fare mai mancare ai pazienti la vicinanza (anche se telematica) del proprio ortodontista. “Ci sono terapie ortodontiche che possono essere infatti interrotte senza causare un grave danno nel percorso terapeutico del paziente – rassicura il dott. Maino –. Ad esempio, un allineatore danneggiato può essere sostituito con il precedente o con il successivo, a seconda del parere del proprio specialista. Distacchi dei brackets o fastidi dovuti a sporgenze dei fili ortodontici, problemi tipici delle terapie con apparecchiature fisse, si possono risolvere invece dopo opportuna istruzione con l’utilizzo di cera o pinzette, strumenti di facile reperibilità in tutte le nostre case.

I dispositivi per la protezione individuale (DPI) giocano un ruolo fondamentale laddove invece è indispensabile chiamare in studio il paziente. “Da una parte siamo fortunati: la maggior parte degli studi possiede una fornitura abbondante di DPI, che però devono essere usati con il massimo rigore - ammonisce il dott. Maino - occhiali con visiera, guanti, sovracamice usa e getta, mascherina. Purtroppo, come tutti, siamo sprovvisti delle mascherine FFP 2 e 3, le uniche a filtrare efficacemente il virus, e i DPI mancanti sono quasi impossibili da reperire. Per ora lavoriamo con il materiale a nostra disposizione, ricordando che siamo dotati abbondantemente di mascherine certificate seppur con protezione leggermente inferiore. Pertanto, utilizzando tutti gli strumenti in nostro possesso e limitando al minimo l’afflusso di pazienti, possiamo raggiungere una ragionevole soglia di sicurezza”.

Al di là delle restrizioni, la SIDO trova l’occasione di lanciare anche messaggi positivi. “L’emergenza sta bloccando tutto e tutti, ed è inutile nascondere il fatto che dobbiamo essere pronti a cambiare il nostro modo di vivere e lavorare, forse in maniera semipermanente. Ma come SIDO vogliamo trasformare la crisi in un’occasione per creare nuove competenze e per far fruttare una volta per tutte la tecnologia che ci circonda. Ad esempio, il nostro Congresso Nazionale è stato annullato, e non sappiamo ancora se e quando potremo riproporlo. Ma non per questo ci fermiamo: ci stiamo già attrezzando per organizzare momenti di aggiornamento scientifico online. Cambia il mezzo, non la sostanza: la SIDO rimarrà sempre fedele alla vicinanza ai pazienti e al confronto scientifico”.

Il documento integrale con le linee guida è disponibile sul sito www.sido.it.

]]>
IL PAPA È CON NOI, SPECIALMENTE NELLE ORE DELLA TRISTEZZA E DELL’AMAREZZA Fri, 20 Mar 2020 20:01:36 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/625285.html http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/625285.html RedazioneSB RedazioneSB L'emergenza Coronavirus rappresenta un momento di grande dolore e di smarrimento per tutti e in particolar modo per noi bergamaschi che stiamo sopportando il peso di questa dura prova. L’esperienza che stiamo vivendo, se da una parte ci ricorda la nostra debolezza, dall’altra ci spinge a ritornare a cercare il senso della vita, non rinunciando a guardare con fede anche alla sofferenza e alla morte.

In queste ore drammatiche, molti cristiani alzano lo sguardo al Cielo e riprendono o approfondiscono il cammino di fede, perché l'insensatezza di tanto dolore si fa provocazione e invito a riaprire il cuore alla spiritualità. La figura del santo bergamasco è per tanti un sostegno e un incoraggiamento. Sono giorni bui, ma chi crede intravede sempre la luce pasquale anche laddove sembra impossibile, come scriveva Angelo Giuseppe Roncalli, in una lettera da Parigi, dove era Nunzio apostolico, al fratello Giovanni il 2 gennaio 1947: “Nella vita bisogna saper prendere tutto in buona parte, consolazioni e tristezze: non esaltarsi troppo quando le cose riescono bene; non avvilirsi nell’ora della tribolazione. Per chi vive di fede, anche il soffrire è motivo di gaudio”.

Bergamo è la terra che ha generato Giovanni XXIII, è la sorgente da cui egli ha appreso lo spirito di sacrificio, di dedizione, di generosità che contraddistinsero la sua missione. Dalla tradizione bergamasca il futuro pontefice assimilò anche quella sana caparbietà che gli permise di osare sempre, di non lasciarsi cogliere dallo sconforto o dal timore di non farcela. Bergamo è sempre stata nel cuore del Papa, e il Papa ha sempre avuto Bergamo, e Sotto il Monte, nel cuore: siamo certi che questa alleanza sia più salda che mai in queste ore di prova.

È proprio per questo che il Santuario San Giovanni XXIII, a Sotto il Monte, ha chiesto al Card. Angelo Comastri, Arciprete della Basilica papale di San Pietro in Vaticano, una speciale supplica davanti all'altare che custodisce le venerate spoglie di Papa Giovanni. Il Cardinale, nel ricordare stamane tutti i bergamaschi, ha voluto porre di fronte alle reliquie del nostro santo anche una candela accesa, segno di speranza per Bergamo, per la sua amata Sotto il Monte, e per tutti.

Il Card. Comastri ha pregato con queste parole: “Caro Papa Giovanni, a nome di Sotto il Monte, il tuo paese, la tua Parrocchia; a nome del Parroco di Sotto il Monte, a nome del Vescovo di Bergamo, la tua Diocesi; pongo questa lampada accesa davanti all’urna che custodisce le tue spoglie mortali. Ora tu sei in paradiso ma non ti sei dimenticato del tuo paese che tanto amavi, non ti sei dimenticato della tua diocesi che tanto amavi. In questo momento c’è tanta sofferenza. Prega, prega per loro, prega per il tuo paese, per la tua Parrocchia, per la tua Diocesi. [...] Noi abbiamo fiducia che la tua preghiera porterà sicuramente un grande soccorso e un grande sollievo a tutti. Mi permetto fin da ora di ringraziarti, Papa Giovanni."

Il Cardinal Comastri, per intercessione di San Giovanni XXIII, ha inoltre voluto impartire una speciale benedizione alla Parrocchia di Sotto il Monte e all’intera Diocesi di Bergamo.

Video disponibile alla pagina: https://www.facebook.com/1624267694496522/posts/2557186344537981/

Sono tantissime le richieste di preghiera e di supplica che il Santuario sta ricevendo in questi giorni. Come ha voluto ricordare lo stesso rettore del Santuario, Mons. Claudio Dolcini: “Ogni giorno noi sacerdoti affidiamo ognuno dei nostri fedeli, particolarmente quelli più provati, all’intercessione di Papa Giovanni. Lo facciamo nella messa, nel rosario, nell’adorazione, nelle speciali suppliche che stiamo trasmettendo in diretta anche attraverso i nostri canali social. Ogni giorno ci giungono, per telefono o per messaggio, richieste di preghiere e racconti di dolore: Bergamo, purtroppo, in questo momento è l’epicentro di questo dramma. Abbiamo perso amici, sacerdoti, uomini e donne devoti del Santuario.

E rivolgendosi a tutti i fedeli aggiunge: “Vogliamo chiedere ad ognuno di voi di stringerci in un unico cenacolo di preghiera per tutta quanta la nostra nazione, tanto amata da Angelo Giuseppe Roncalli. Insieme possiamo molto: uniamo la fede di tutti, esprimiamo nella nostra preghiera umile, bussiamo al cuore del Padre, attraverso l’intercessione di Maria, nostra madre, e di San Giovanni XXIII, umile fratello di questa terra, oggi così tanto minacciata.”

Proprio per venire incontro alle centinaia di richieste di supplica e per accompagnare tutti i fedeli nella preghiera quotidiana, il Santuario ha messo a disposizione un portale attraverso il quale è possibile scaricare preghiere, riflessioni e video delle principali celebrazioni. Il sito è già online www.papagiovanni.org

 

 

]]>
CORONAVIRUS, LA TESTIMONIANZA DI MICHELE, PAZIENTE GUARITO. “I MEDICI DI POLIAMBULANZA MI HANNO SALVATO” Thu, 19 Mar 2020 17:29:42 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/625080.html http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/625080.html Francy Antonioli Francy Antonioli Brescia, 19 marzo 2020 – La voce ancora stanca, ma la serenità è quella di chi ce l’ha fatta. “Mi hanno tolto l’ossigeno, sto per uscire!” – è così che esordisce il signor Michele, 41 anni, Consulente informatico forense e perito per 20 tribunali di Italia, tra cui quello di Brescia, che frequenta quotidianamente sebbene viva a Capriano del Colle.
È uno di quelli colpiti dal coronavirus – il Signor Michele – ed oggi può dire di aver vinto. Ma il merito non è suo, chiarisce – “i medici di Poliambulanza mi hanno salvato”.
È il 28 febbraio scorso quando Michele comincia la sua battaglia per la vita. Da giorni stava poco bene, 39 e mezzo di febbre e la paura di essere infetto. “Volevo fare il tampone, ma non potevo” – spiega -. Al numero verde della Lombardia dicevano che solo chi era stato nella zona rossa (Casalpusterlengo e Lodi) nei 15 giorni addietro poteva farlo”. Non si perse d’animo però. Dopo aver fatto riferimento al medico curante e aver imparato a memoria tutte le informazioni fornite dai servizi alla tv sul coronavirus, sotto casa vede 2 ambulanze. Merito dell’intervento del suo medico curante e insistenza dei suoi familiari. “Non ci potevo credere, pensavo fosse uno scherzo”. Gli operatori del 118 lo sottoposero, tempestivamente, ai controlli necessari e poi una corsa disperata, in codice rosso, verso Poliambulanza.
Al suo arrivo in Ospedale venne portato nel reparto di Terapia Intensiva, dove gli comunicarono la diagnosi “infiammazione polmonare da coronavirus”. Lo avrebbero intubato e sarebbe entrato in coma farmacologico. “Sarei potuto morire. Io 41 anni, fisico di ferro, nessuna patologia pregressa, sarei potuto morire di coronavirus”. Michele ancora non se ne fa una ragione. “Giusto il tempo di togliere le lenti a contatto, qualche telefonata per avvisare della mia condizione e poi…”. Poi l’inizio dei suoi 16 giorni di coma farmacologico. Ma nella fase di semi-coscienza una consapevolezza balza lucida: “Non mi hanno mai lasciato da solo. I medici e gli infermieri si sono presi cura di me”. Lo staff ogni mezz’ora lo teneva d’occhio, gli misurava la pressione e la temperatura. “Io li sentivo toccarmi e non avevo più paura”. “Non riuscivo a riconoscere i volti” – confessa, DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) e mascherine non gli facilitavano il compito. Ma ricorda le voci, “erano tutte donne, solo tre uomini” - spiega senza lasciare spazio al dubbio. E lo trattavano come una persona, mai come un numero “Io ero per loro Michele, un uomo con la sua storia”. “Sapevo che non sarei morto, ero in buone mani”. “Le mani di quelle che sono a loro volta persone – riconosce - con figli e famiglia e che mettono a rischio la loro vita per la nostra stessa vita”. Emozionato, Michele proprio non riesce a nascondere la gratitudine “Vorrei salutare tutto lo staff, ma non posso. Quando si saranno calmate le acque, però li andrò a trovare”.
Dopo la Terapia Intensiva - che confessa, scherzando ma neanche troppo, quasi gli dispiace aver dovuto lasciare - Michele è da 4 giorni in reparto, dove tutti si prendono cura di lui e lo tengono sotto stretto monitoraggio.
“Quando torno a casa, forse mi bevo una coca cola zero” - quella di cui ha voglia da un bel po’ e sembra gli sia apparsa anche in sogno. Poi si fa serio “Apprezzerò la vita, con la grinta e la serenità di avercela fatta”. Qualcosa questa terribile esperienza sembra avergliela data “La vita è una e non lo dimenticherò”.

]]>
CORONAVIRUS, SIIA: “NO ALLA SOSPENSIONE DELLA TERAPIA ANTIIPERTENSIVA” Fri, 13 Mar 2020 10:18:28 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/624088.html http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/624088.html Francy Antonioli Francy Antonioli Milano, 13 marzo 2020 – “I pazienti ipertesi non devono modificare o abbandonare la terapia antiipertensiva, che si è dimostrata nel corso del tempo in grado di proteggere le persone dal rischio di gravi complicanze cardiovascolari, quali l’infarto miocardico, lo scompenso cardiaco, la morte improvvisa e l’insufficienza renale”. È la raccomandazione della Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa-Lega Italiana contro l’Ipertensione Arteriosa (SIIA), in riferimento a quanto pubblicato nei media sulla presunta relazione tra assunzione della terapia farmacologica antiipertensiva (ACE-inibitori, sartani) e rischio di infezione da coronavirus, con la possibilità di sviluppare forme gravi di COVID-19. “Allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, questa relazione rappresenta solamente una ipotesi di lavoro e di ricerca, che non deve assolutamente portare il paziente iperteso a sospendere la terapia antiipertensiva – afferma il Prof. Claudio Ferri, past president SIIA e Direttore della Medicina Interna presso l’Università degli Studi dell’Aquila -. Come tutte le ipotesi, questa presunta relazione dovrà essere sottoposta al vaglio della ricerca clinica, che la SIIA sosterrà con vigore e determinazione sia nell’ambito italiano che internazionale attraverso collaborazioni, con l’obiettivo di raccogliere dati scientificamente attendibili nel più breve tempo possibile”.

]]>
CORONAVIRUS, POLIAMBULANZA E UNIVERSITA’ CATTOLICA ANTICIPANO LA LAUREA PER GLI INFERMIERI GIA’ DA DOMANI 13 NUOVE RISORSE PER FRONTEGGIARE L’EMERGENZA Wed, 11 Mar 2020 09:02:41 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/623701.html http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/623701.html Francy Antonioli Francy Antonioli Brescia, 10 marzo 2020 – Poliambulanza rimane in prima linea a combattere Covid-19, ottemperando al Decreto del Governo del 7 marzo u.s., che prevede l’assunzione immediata di 20mila figure professionali tra medici, infermieri e operatori sanitari.
Università Cattolica in collaborazione con Fondazione Poliambulanza anticipa la seduta di laurea in Infermieristica per garantire l’inserimento di 13 nuove risorse sul fronte emergenziale.

Domani, alle ore 8:30, presso la sala Convegni di Poliambulanza, avrà luogo la discussione delle tesi. La Commissione sarà collegata in video-conferenza con ognuno dei candidati. Presiederà la Commissione il Prof. Mario Taccolini, Presidente di Fondazione Poliambulanza e Prorettore dell’Università Cattolica. “Un impegno doveroso quello del nostro Istituto in un momento di grande difficoltà per la Sanità Lombarda, del tutto coerente con la mission dell'Università Cattolica e di Fondazione Poliambulanza. Scegliere di essere Infermiere significa voler svolgere una professione che ha come preminente obiettivo la tutela della salute e l’assistenza alle persone, prendersi cura soprattutto dei più fragili e più vulnerabili. Anticipare di alcune settimane la laurea in Infermieristica dei nostri studenti significa mettere a disposizione, meglio, a servizio della comunità bresciana le necessarie e aggiornate professionalità in un momento cruciale e di vera e propria emergenza quale quello che il nostro Paese sta vivendo.”

]]>
POLIS, in tre anni il nuovo centro di ricerca e cura in Poliambulanza Fri, 21 Feb 2020 13:18:21 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/621290.html http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/621290.html Francy Antonioli Francy Antonioli Brescia, 21 febbraio 2020 – Un Clinical Cancer Center riconosciuto a livello europeo per una cura personalizzata e multidisciplinare è questo l’ambizioso progetto di Poliambulanza che si svilupperà all’interno di Poliambulanza Innovation Space, POLIS. La struttura, su 5 piani per 15.000 mq complessivi, sarà realizzata in tre anni e sorgerà nell’area antistante l’ospedale. Non un semplice edificio, ma un polo di innovazione. La massima qualità della cura sarà assicurata oltre che dall’utilizzo di robot e strumentazioni iper-sofisticate, da una grande expertise multidisciplinare e internazionale che svolgerà anche attività di ricerca e didattica.  “Si configura una struttura che ruota intorno al paziente per la massima personalizzazione del trattamento diagnostico-terapeutico.Un centro in cui convergeranno tre elementi fondamentali: la cura, la ricerca e la didattica, funzionali non solo a individuare il miglior iter terapeutico per il paziente di oggi, ma anche a fare di Poliambulanza un importante centro di riferimento, dove potranno essere stilati i protocolli personalizzati per il paziente di domani” commenta Paolo Magistrelli, Direttore Scientifico di Fondazione Poliambulanza. Ampio spazio nel progetto è riservato alla didattica. L’istituto bresciano punta a diventare Training Center per l’Europa e a trasmettere, anche all’esterno, le metodiche più innovative. In particolare l’acquisizione di un centro di simulazione robotica permetterà al personale sanitario di affinare il processo di apprendimento delle tecniche di ecografia cardiaca, polmonare, addominale e ginecologica. In grande espansione anche la chirurgia robotica, con l’ingresso della piattaforma più evoluta per gli interventi di chirurgia complessa e del Robot Rosa Knee System, che affiancherà Navio per la protesica del ginocchio. “Si tratta di un progetto in cui è l’intera struttura ospedaliera ad essere coinvolta e a partecipare attivamente ed è per questo che richiede un adeguato lavoro di pianificazione” – chiarisce Paolo Magistrelli. Per ricevere la certificazione di “Clinical Cancer Center” dall’Organisation European Cancer Institute (OECI) è necessario, infatti, possedere specifici requisiti tra cui: una struttura idonea, personale dedicato, un programma di ricerca oncologico strutturato, un approccio multidisciplinare, la garanzia della presa in carico integrale del paziente, dallo screening al follow up, fino alle cure palliative. A tal fine Poliambulanza ha intrapreso un accurato lavoro di auto-valutazione per verificare l’aderenza ai requisiti internazionali richiesti. “L’alto livello di ricerca e cura raggiunto nel trattamento delle neoplasie al pancreas, fegato, vie biliari, stomaco e colon retto – conclude Magistrelli - legittimano il nostro istituto a chiedere la certificazione, in linea anche con i parametri numerici indispensabili: oltre 1.500 pazienti oncologici trattati annualmente, un team multidisciplinare con decine di superspecialisti e vari reparti dedicati e ben attrezzati per la cura del paziente oncologico”.

]]>
POLIAMBULANZA: UNA ‘SENSORY ROOM’ PER LA RIABILITAZIONE DEI PAZIENTI CON DEFICIT NEUROLOGICI Mon, 17 Feb 2020 13:14:48 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/620559.html http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/620559.html Francy Antonioli Francy Antonioli Brescia, 17 febbraio 2020 –  Inaugurata oggi in Fondazione Poliambulanza nella nuova palestra del Dipartimento di Riabilitazione e serve per la rieducazione di chi è stato colpito da varie patologie come ictus, trauma cranico o malattie neurodegenerative.
“Scenari verosimili proiettati sulle pareti e sul pavimento invitano il paziente neurologico - che ha avuto un trauma cranico o è stato colpito da ictus o affetto da altre malattie neurodegenerative come la malattia di Parkinson - a interagire con stimoli visivi e acustici come fossero reali, per realizzare un compito, senza l’ausilio di occhiali o altri elementi estranianti – spiega Chiara Mulè, Direttore Dipartimento di Riabilitazione e Recupero Funzionale di Fondazione Poliambulanza -. Un sistema di analisi del movimento rileva il comportamento assunto e modifica le scene, per aumentarne il potere stimolante. In questo modo il percorso riabilitativo, oltre ad essere di grande efficacia, risulta personalizzato e anche molto divertente.” All’interno della palestra è stata attrezzata un’area dedicata alla valutazione dei disturbi del movimento attraverso una tecnologia che permettere interventi precisi, specifici e individualizzati.
Nel reparto è stato inoltre creato un vero e proprio ‘bilocale’ dotato di cucina e bagno, attrezzato, un vero e proprio appartamento di terapia occupazionale, in cui pazienti con esiti di ictus o altre malattie invalidanti e i familiari sono così messi nella condizione di affrontare, già in Ospedale, le difficoltà delle attività quotidiane e riacquisire autonomia grazie all’aiuto di un terapista occupazionale. Questo permette di verificare quali possono essere le soluzioni più funzionali per costruire quindi a casa un ambiente accessibile. A disposizione dei pazienti vi è anche un servizio di logopedia e neuropsicologia riabilitativa, per la diagnosi e terapia dei disturbi della comunicazione, del comportamento, della voce e della deglutizione.
“Questa iniziativa – commenta Simona Tironi, Vice Presidente della Commissione Sanità della Regione Lombardia – che ha il valore aggiunto di essere nata anche dalla generosità del nostro territorio, contribuirà a migliorare la qualità di vita dei pazienti con gravi lesioni neurologiche ed è un’occasione positiva anche in termini di sistema. Come riconfermato dal Piano sociosanitario 2019-2023 al quale stiamo lavorando, Regione Lombardia è attenta da tempo al tema della riabilitazione specialistica dopo eventi acuti cardio respiratori, neurologici e ortopedici. Sappiamo, infatti, che queste attività, specie quando effettuate precocemente, tempestivamente e nel setting assistenziale più appropriato, sono fondamentali per il più ampio recupero funzionale possibile e dunque per un reinserimento nella quotidianità che è fondamentale per i pazienti e i loro familiari.”
“I due terzi degli accessi nella nostra struttura riabilitativa – aggiunge Alessandro Triboldi, Direttore Generale di Fondazione Poliambulanza - sono correlati a deficit di tipo neuro-cognitivo, mentre la maggior parte dei pazienti ortopedici sono messi nelle condizioni di tornare nel proprio domicilio in tempi molto rapidi. Su queste basi abbiamo avviato un processo di ristrutturazione funzionale degli ambienti e di acquisizione di nuove strumentazioni, in cui è stato fondamentale il contributo dell’associazione Lapiada Bike.”

]]>
EMICRANIA CON AURA: IN ITALIA OLTRE 1 MILIONE E 700MILA PERSONE COLPITI Wed, 12 Feb 2020 12:15:41 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/619758.html http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/619758.html Francy Antonioli Francy Antonioli Emerge da un recente studio pubblicato sulla rivista Pain Research and Management

Roma, 12 febbraio 2020 – E’ una forma di mal di testa che si manifesta con forti attacchi preceduti da disturbi visivi, sensitivi e a volte da disturbi dell'eloquio e spesso accompagnarsi a nausea e talvolta vomito. Si tratta dell’emicrania con aura e interessa oltre 1 milione e 700 mila italiani d’ogni fascia d’età. Questo grave problema di salute risulta in forte crescita nel nostro Paese. “L’aura associata all’emicrania colpisce oltre il 25% dei pazienti che soffrono di cefalea ma finora ha ricevuto scarsa attenzione negli studi clinici - sottolinea il dott. Giorgio Dalla Volta, del Consiglio Direttivo Nazionale della Societa' Italiana per lo Studio delle Cefalee (SISC) e Direttore del Centro Cefalee dell'Istituto Clinico Città di Brescia (Gruppo San Donato) -. Non esistono al momento altre molecole dedicate alla possibilità di modulare e gestire questo disturbo. E’un fenomeno elettrico che coinvolge alcune aree della corteccia cerebrale e non deve essere sottovalutato. L’emicrania con aura è estremamente invalidante perché impedisce al paziente di guidare o lavorare durante la perdita della vista e spaventa il paziente che teme ogni volta che possa essere un evento ischemico, essendo i sui sintomi sovrapponibili a quelli dell’ictus. La frequenza di solito è di poche crisi all'anno ma puo' comparire anche piu' volte alla settimana e recidivare per piu' giorni consecutivi”. Uno studio italiano, recentemente pubblicato su Pain Research and Management, ha dimostrato l’efficacia di Aurastop. E’ un nutraceutico, oggetto anche di altri studi sulla prevenzione dell’emicrania, formato dagli estratti di due piante erbacee (il Partenio e la Griffonia) con l’aggiunta di magnesio, un minerale che contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso. La ricerca ha valutato gli effetti di questo prodotto naturale confrontandolo con un gruppo di pazienti trattati con solo magnesio. “Aurastop ha ridotto di oltre il 50% la durata degli episodi di attacchi di aura - prosegue Dalla Volta -. Anche la disabilità legata al disturbo è risultata dimezzata e nel 35% degli attacchi non c’è stato bisogno di assumere farmaci analgesici. Risultati ottimi e migliori rispetto a quelli ottenuti con la semplice assunzione di magnesio. Infatti nei pazienti trattati con magnesio solo il 14% ha riscontrato una diminuzione dell’aura e nella quasi totalità dei casi si è reso necessario dover prendere ulteriori medicinali antidolorifici”. Lo studio ha chiaramente evidenziato come il beneficio clinico sia attribuibile all’azione sinergica dei tre componenti rispetto alle singole molecole. “Aurastop per essere efficace deve essere assunto ai primi sintomi del disturbo visivo - aggiunge il dott. Dalla Volta -. Somministrato nella fase acuta riduce la durata e la disabilità della spiacevole esperienza dell’aura. E diminuisce anche l’evenienza dell’attacco doloroso che quasi sempre si presenta in seguito. Inoltre agisce positivamente anche sulla prevenzione dell’emicrania, sia con aura che senza aura, se viene assunto due volte al giorno per tre o più mesi. L’aura emicranica e l’emicrania sono una seria patologia che impatta fortemente sulla salute di oltre 7 milioni di cittadini solo nel nostro Paese. Si calcola che in Italia, i costi diretti e indiretti generati dal disturbo neurologico siano più di 6 miliardi di euro ogni anno. Ciò è dovuto al fatto che si manifesta soprattutto tra i 25 e i 55 anni e quindi nel periodo della vita di maggiore produttività”. “La nutraceutica rappresenta una preziosa risorsa e merita di essere maggiormente studiata e presa in considerazione per il trattamento di malattie a grande diffusione - aggiunge la dott.ssa Lidia Savi, già Direttrice del Centro Cefalee della AOU Città della Salute e della Scienza di Torino -. Nel caso delle cefalee possiamo ricorrere all’uso di nutraceutici sia per i casi più lievi, in cui in genere sono l'unica terapia di profilassi, che per le forme più gravi che necessitano di terapie prolungate, in cui vengono più facilmente associati a terapie farmacologiche potenziandone l'effetto. Non sono percepiti come veri farmaci e ciò fa sentire il paziente meno “malato”. Inoltre non presentano effetti collaterali e quindi favoriscono una corretta aderenza terapeutica”.

]]>
Tumori: in 10 anni in Italia meta’ dei pazienti vivi dopo la diagnosi Mon, 03 Feb 2020 13:05:00 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/618238.html http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/618238.html Francy Antonioli Francy Antonioli Milano, 3 febbraio 2020 – In dieci anni, in Italia, i pazienti vivi dopo la diagnosi di tumore sono aumentati del 53%. Erano 2 milioni e 250mila nel 2010, oggi sono 3 milioni e 460mila. Un risultato molto importante, che dimostra i passi in avanti realizzati nell’assistenza oncologica e che colloca il nostro Paese ai vertici in Europa e nel mondo. Ma si tratta di un risultato migliorabile, perché sono ancora troppe le differenze sul nostro territorio: dall’adesione e copertura degli screening ancora troppo basse al Sud, alla realizzazione delle reti oncologiche regionali a macchia di leopardo, alla disponibilità solo in alcune Regioni più virtuose di terapie efficaci e di test in grado di analizzare il profilo molecolare del tumore. È concreto il rischio di pericolose discrepanze a danno dei pazienti. Domani si celebra la Giornata Mondiale contro il Cancro, che ha l’obiettivo di evidenziare l’impegno di ognuno nella lotta contro la malattia (lo slogan di quest’anno è I am and I will). Un impegno che si traduce anche nel garantire a tutti le stesse opportunità di cura, eliminando le differenze territoriali. L’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) aderisce alla Giornata e, in una conferenza stampa oggi a Milano, lancia un appello alle Istituzioni perché venga seguito l’esempio delle Regioni più virtuose, a tutto vantaggio dei pazienti.
“Nel 2018 sono stati stimati, nel mondo, più di 18 milioni di nuovi casi di cancro, erano 12 milioni nel 2008 – spiega Giordano Beretta, Presidente Nazionale AIOM e Responsabile dell’Oncologia Medica all’Humanitas Gavazzeni di Bergamo -. La patologia è in costante crescita nel mondo per la diffusione di stili di vita scorretti, a cui si aggiungono anche fattori ambientali. La qualità del nostro Sistema Sanitario è testimoniata dalla sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi, che presenta tassi più alti rispetto alla media europea nei tumori più frequenti: 86% nella mammella (83% UE), 64% nel colon (60% UE), 16% polmone (15% UE) e 90% prostata (87% UE). E raggiungiamo questi risultati con minori investimenti: la spesa sanitaria pubblica in rapporto al PIL nel nostro Paese ha registrato un calo, passando dal 7% nel 2010 al 6,5% nel 2017, a fronte del 9,8% della media europea. Vi sono, però, ancora differenze regionali che devono essere superate, perché nessuno rimanga indietro e tutti possano accedere alle cure più efficaci indipendentemente dal luogo in cui vivono”.
Alcune Regioni come la Campania hanno segnato la strada. “A ottobre 2019, è stata la prima in Italia a fornire gratuitamente a tutti i pazienti colpiti da melanoma, un tumore della pelle, la combinazione di due molecole immunoterapiche, nivolumab e ipilimumab – afferma Paolo Ascierto, Direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione ‘G. Pascale’ di Napoli -. Un anno fa, la terapia era stata approvata dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), ma lasciata in fascia C, impendendone così la rimborsabilità da parte del Servizio Sanitario Nazionale. Si è creato in questo modo un grave danno per i pazienti colpiti da melanoma, soprattutto per i cittadini con metastasi cerebrali asintomatiche, circa il 40% del totale, per i quali questa combinazione ha evidenziato risultati importanti: il 70% delle persone è libero da recidiva a 2 anni, motivo per cui tale trattamento è riconosciuto come prima opzione dalle maggiori linee guida internazionali in questi pazienti. Nelle altre Regioni la terapia non è ancora rimborsata, chiediamo che le Istituzioni locali si attivino quanto prima perché i malati non possono aspettare”.
La Lombardia è stata apripista sui test genomici, stabilendone, a settembre 2019, la rimborsabilità per le donne con carcinoma della mammella in stadio iniziale (positivo ai recettori ormonali e a rischio intermedio). “È stata la prima Regione ad adottare un provvedimento di questo tipo – sottolinea Nicla La Verde, membro Direttivo nazionale AIOM e Direttore Oncologia Ospedale Sacco di Milano -. La genomica fornisce straordinarie informazioni sulla natura di alcuni tumori, in particolare nel carcinoma mammario aggiunge dati che i parametri clinici, come il diametro della massa tumorale o la sua stadiazione, non offrono. I test genomici sono in grado di predire l’aggressività della malattia in stadio iniziale e di stimare meglio il rischio di una paziente, operata di tumore al seno, di sviluppare metastasi; quindi possono aiutare a decidere se aggiungere la chemioterapia alla terapia ormonale dopo la chirurgia. Grazie al test genomico, alcune pazienti a rischio intermedio di ricaduta possono evitare la chemioterapia. Ciò può tradursi, da un lato, in un beneficio clinico per le pazienti che non vengono più esposte a un eccesso di trattamento e al relativo rischio di tossicità immediate e tardive, dall’altro in un impatto favorevole sulla spesa sanitaria, che rappresenta un elemento di importanza fondamentale con cui anche i clinici devono confrontarsi”.
Nel trattamento del tumore della mammella si stanno evidenziando preoccupanti disparità nell’accesso alle terapie. “In particolare, nelle forme che esprimono in quantità eccessiva la proteina HER2 e che rappresentano circa il 15-20% dei casi, l’ente regolatorio europeo (EMA) nel 2015 ha approvato pertuzumab, terapia a bersaglio molecolare, prima della chirurgia (trattamento neoadiuvante) – spiega Lucia Del Mastro, membro Direttivo nazionale AIOM e Responsabile Breast Unit IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova -. È dimostrato che il farmaco, somministrato insieme alla chemioterapia prima dell’intervento chirurgico, aumenta la probabilità di ottenere la risposta patologica completa, vale a dire la scomparsa del tumore invasivo sia nel seno che nei linfonodi, riducendo così le probabilità di ripresa di malattia. AIFA ha recepito l’indicazione europea, ma nel 2017 ha deciso di non rimborsare la molecola. In questo modo, si creano disuguaglianze sia rispetto agli altri Paesi europei che invece (fatta eccezione per la Francia) hanno rimborsato la molecola sia all’interno del territorio nazionale. Assistiamo a disparità inaccettabili nell’accesso alla terapia, anche all’interno di una stessa Regione, perché alcuni ospedali hanno assunto la decisione di acquistare il farmaco, invece altri, per considerazioni di budget, non l’hanno adottata. Nel momento in cui EMA approva un farmaco con una specifica indicazione, AIFA dovrebbe non solo recepire la decisione ma anche rimborsare la terapia. La situazione attuale crea difficoltà sia alle pazienti sia ai medici, che non possono seguire le linee guida internazionali che raccomandano il trattamento neoadiuvante con pertuzumab”.
Il 4 e 5 febbraio a Milano, AIOM e Fondazione AIOM organizzano un corso di formazione sulle Linee Guida destinato ai pazienti. “Le Linee Guida sono uno degli strumenti principali della medicina basata sull’evidenza – afferma Massimo Di Maio, Segretario Nazionale AIOM e Direttore dell’Oncologia dell’Ospedale Mauriziano di Torino -. Attraverso un processo sistematico e trasparente rendono possibile il trasferimento nella pratica clinica di tutte le nuove conoscenze prodotte dalla ricerca medico-scientifica. Nell’elaborazione di diverse Linee Guida AIOM hanno preso parte anche i pazienti, che oltre ai medici specialisti, sono gli ‘utilizzatori finali’ di questi documenti. Devono essere inclusi nella loro stesura, per questo organizziamo corsi di formazione per pazienti. Ma le Linee Guida non bastano. Per estendere le ‘buone pratiche’ a tutto il territorio, devono essere implementate le reti oncologiche regionali, la cui attivazione ad oggi risulta eterogenea. Le reti rappresentano il modello per garantire in tutto il nostro Paese l’accesso a diagnosi e cure appropriate e di qualità, per razionalizzare risorse, professionalità e tecnologie, e per arginare il fenomeno preoccupante delle migrazioni sanitarie”.
In Italia, nel 2019, le nuove diagnosi di cancro sono state 371mila. “Rispetto al 2018, si è registrato un calo di circa 2.000 casi, a cui ha contribuito l’efficacia dello screening del tumore del colon retto, che permette di individuare lesioni a rischio prima della loro trasformazione in neoplasia – conclude il Presidente Beretta -. L’adesione alla mammografia, nel 2017, ha raggiunto il 55% e allo screening colorettale il 41%. Vi sono notevoli differenze fra Nord e Sud che vanno ricondotte anche alla diversa copertura. Per quanto riguarda la mammografia, quest’ultima è praticamente completa nell’Italia settentrionale e centrale, al Sud invece solo 6 donne su 10 ricevono l’invito. Nello screening colorettale, al Nord e al Centro siamo vicini alla copertura completa (92% Nord, 95% Centro), il Sud invece è ancora sotto il 50%”.

]]>
SALUTE: POLIAMBULANZA, 40 NUOVE ASSUNZIONI PER L’ANNO IN CORSO Thu, 30 Jan 2020 11:47:23 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/617824.html http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/617824.html Francy Antonioli Francy Antonioli La struttura bresciana ottiene ancora una volta il prestigioso riconoscimento internazionale

 

Brescia, 30 gennaio 2020 – Rispetto alla difficile situazione dell’occupazione in Italia, Fondazione Poliambulanza risulta in controtendenza. Con 40 nuove assunzioni previste anche per l’anno 2020, il 96% del personale a tempo indeterminato, un turnover inferiore al 3%, l’ospedale bresciano è in continua espansione. Richiama talenti dall’esterno e fidelizza quelli che fanno parte del suo organico. Questo il motivo per cui il Top Employers Institute, la società globale che certifica le eccellenze nelle Human Resaurce, ha confermato l’ambito riconoscimento a Poliambulanza. La struttura infatti ha dimostrato un innalzamento degli standard rispetto all’anno precedente – requisito fondamentale per la conferma. 
Ed è l’unico ospedale certificato, insieme al Gemelli di Roma, in tutta Italia e accanto ad altre 114 note aziende operanti in altri campi. Punto di forza l’integrazione di tre elementi imprescindibili: la qualità delle risorse umane e la capacità dell’azienda di valorizzarle all’interno di progetti concreti, nei quali la tecnologia è strumentale alla loro valorizzazione. Ecco alcuni dei progetti sviluppati in questa direzione.
E’ stato introdotto nell’area della chirurgia vascolare, per essere esteso alle altre aree chirurgiche, un sistema di messaggistica istantanea che informa il parente del ricoverato sugli step dell’iter chirurgico: un sms quando il paziente entra effettivamente in sala operatoria, un sms quando termina l’intervento e uno quando il paziente esce dal blocco operatorio per tornare in reparto. Un progetto che consente così di tranquillizzare i parenti ma anche di non sottoporre il personale a una condizione di tensione emotiva sul piano relazionale e favorire così una migliore gestione del proprio lavoro.
In questo senso si inserisce anche la farmacia automatizzata. Un sistema informatizzato e robotizzato rende possibile la tracciabilità, la conservazione e il prelievo automatico di farmaci e presidi. In questo modo gli operatori sono dispensati dal ripetitivo lavoro manuale e possono adempiere a funzioni a valore aggiunto mentre il paziente può contare su un maggiore livello di sicurezza.
“La tecnologia da sola non basta. Sono le persone, le loro competenze e il loro commitment, a qualificare i percorsi di cura del paziente. Al contempo sono le attrezzature all’avanguardia, di cui Poliambulanza è dotata, a mettere i medici e tutti gli operatori sanitari nelle condizioni di crescere e garantire ottime performance - dichiara Daniela Conti, Direttore Risorse Umane di Fondazione Poliambulanza -. In tutti i settori produttivi le Risorse Umane costituiscono un fondamentale asset attorno al quale si sviluppa l’organizzazione aziendale e da essa il valore prodotto dall’azienda stessa. Nel settore sanitario questi concetti sono fortemente enfatizzati per ragioni di carattere economico, in quanto il costo del personale è il principale costo di produzione ma anche per l’attività ad elevata valenza sociale che i professionisti sanitari svolgono. Inoltre, la qualità delle cure rese ai pazienti è data dalle competenze professionali, ma anche dalle caratteristiche umane degli operatori, i quali devono essere in grado di prendersi cura della ‘persona’ e non solo di curare la malattia. Con queste finalità sono stati introdotti strumenti di People Management e di Welfare Aziendale, elementi core della Certificazione Top Employer.”
Molti infatti sono gli specialisti di grande calibro, locali e internazionali, attratti dalla realtà di Poliambulanza, a cui a loro volta hanno dato un contributo decisivo. La tecnologia non va demonizzata ma deve essere utilizzata per consentire cure innovative e sicure, e affinare il rapporto tra medico e paziente, importante plus in ciascun percorso di cura.

]]>
CHIRURGIA ESTETICA: CON PRODOTTO NATURALE -40% DI GONFIORE POST OPERAZIONE Mon, 27 Jan 2020 11:27:54 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/617103.html http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/617103.html Francy Antonioli Francy Antonioli  

 I mesi freddi sono i piu’ indicati per eseguire gli interventi

 

 

Roma, 27 gennaio 2020 – I ritocchi si fanno d’inverno. I mesi freddi sono i più adatti per rivolgersi al chirurgo plastico, anche per i minori problemi legati al gonfiore e all’esposizione ai raggi solari. “E’ questo il periodo migliore dell’anno per sottoporsi a interventi come rinoplastica, mastoplastica additiva, liposuzione blefaroplastica o lifting facciale - spiega il prof. Francesco D’Andrea, Presidente Nazionale della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica (SICPRE) -. L’ambiente e il clima risultano fondamentali soprattutto nella fase post operatoria. Il caldo, l’umidità e l’esposizione al sole non sono indicati, infatti, per una pelle che ha appena subito interventi estetici o ricostruttivi”. Tra i motivi che spingono gli specialisti a preferire i mesi freddi c’è soprattutto la gestione del gonfiore e dei lividi, una seria preoccupazione per le pazienti. Oltre a scegliere il periodo invernale, oggi c’è un’arma in più, un gel da applicare sulla parte operata che riduce del 40% il gonfiore. Lo ha dimostrato un recente studio italiano, che ha testato un rimedio a base di efficaci sostanze naturali come escina (principio attivo dei semi di ippocastano), cumarina (una leguminosa del Sud America) e Centella (una pianta asiatica), veicolati da eparina (un polisaccarinide) e da un particolare eccipiente funzionale: l’Olivoil glutinato che predispone il derma ad un maggiore assorbimento dei principi funzionali e nulla ha a che fare, a dispetto del nome, con le intolleranze al glutine. Si chiama Venoplant e ha dimostrato di ridurre significativamente il gonfiore e può essere assunto sia per via topica sotto forma di gel oppure come integratore alimentare in compresse per via orale. “Sappiamo che gli interventi su alcuni tessuti favoriscono l’accumulo di sostanze negli spazi interstiziali - aggiunge il dott. Ercole Manzi, specialista in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica -. Si creano così processi infiammatori che determinano accumuli di liquidi, dal colore violaceo, nella parte del corpo interessata dall’operazione. Questo gonfiore prende il nome di edema ed è un processo fisiologico che si verifica nella quasi totalità delle operazioni. Venoplant ha un’azione drenante e dermotrofica molto efficace e diminuisce il gonfiore e il dolore. Inoltre a differenza di altri presidi che utilizziamo solitamente, come drenaggi o borse del ghiaccio, non presenta alcuna controindicazione. Per questo risulta particolarmente apprezzato da chi ha subito un’operazione di chirurgia estetica. L’edema produce effetti più fastidiosi ed invalidanti che ritardano il ritorno dei pazienti ad una vita normale”. “Chi si rivolge a noi ha come obiettivo primario raggiungere il prima possibile uno stato di benessere - prosegue Manzi -. I nostri non sono interventi salvavita o indotti da gravi patologie da affrontare nell’immediato, perciò è fondamentale contrastare gli inestetismi post operatori grazie a prodotti sicuri e naturali. Venoplant è disponibile anche nella formulazione transdermica come cerotto (Venoplant Patch) che può essere particolarmente indicata per i nostri pazienti. La sinergia che si ottiene con l’utilizzo contemporaneo delle varie formulazioni (cremagel, compresse e patch) può determinare risultati importanti sull’edema. Sono quindi in corso nuove ricerche scientifiche per evidenziare le ulteriori potenzialità offerte. Le terapie medico-farmacologiche tradizionali anti edema svolgono un ruolo abbastanza controverso nella chirurgia plastica estetica. E’ quindi fondamentale trovare sempre nuove efficaci soluzioni”.

 

]]>
ALOPECIA AREATA RICONOSCIUTA MALATTIA AUTO-IMMUNE Mon, 25 Nov 2019 12:13:24 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/608395.html http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/608395.html Francy Antonioli Francy Antonioli Milano, 25 novembre 2019 – Capelli che cadono ma anche barba, sopracciglia e ciglia che si diradano e solo nel 40% delle persone ricrescono. Sono questi i sintomi dell’alopecia areata, una patologia autoimmune, che colpisce l’1-4% della popolazione italiana. Sebbene non sempre irreversibile, condiziona negativamente la qualità della vita con risvolti fisici e psicologici molto importanti. Tanto più se si considera che ad essere colpiti sono soprattutto i più giovani: il 60% ha meno di 30 anni. Per dare supporto pratico a tutte persone che ad oggi “brancolano nel buio”, per la prima volta SIDeMaST, Società Italiana di Dermatologia, si è fatta portavoce scientifico dell’Associazione di pazienti alopeciaareata&friends. E ha chiesto, durante un’audizione alla Commissione Politiche per la Salute dell’Emilia Romagna, il riconoscimento dell’alopecia areata come patologia cronica e agevolazioni fiscali sull’acquisto di parrucche e protesi, i cui costi sono in alcuni casi proibitivi. Diritto che viene tutelato in alcune regioni italiane solo in caso di alopecia da chemioterapia.  L’esito è stato positivo; l’Emilia Romagna è la prima regione italiana a sostenere i pazienti colpiti da perdita di capelli non per terapie oncologiche. Inoltre l’atto di indirizzo impegna l’esecutivo anche a richiedere al governo nazionale il riconoscimento dell’alopecia areata come malattia cronica e a sancire i livelli essenziali di assistenza. “E’ una patologia causata da un errore del sistema immunitario, che può essere associata ad altre malattie autoimmuni – spiega Bianca Maria Piraccini, consigliere SIDeMaST e Professore Associato in Dermatologia presso il Dipartimento di Medicina Specialistica, Diagnostica e Sperimentale dell’Università di Bologna -. Le nostre difese invece di proteggerci contro le infezioni si sbagliano, riconoscono capelli e peli come “nemici” e li fanno cadere. Nel 90% dei casi ad essere colpito è il cuoio capelluto a chiazze o nella totalità. Le altre aree pilifere, invece, possono essere interessate congiuntamente o isolatamente, con effetti funzionali in alcuni casi deleteri.  Ad esempio nelle ciglia, l’alopecia areata induce una caduta che interessa sia la palpebra superiore che quella inferiore e provoca una forte sensazione di fastidio per il paziente. Gli occhi, infatti, senza ciglia sono più esposti e non ricevono alcuna protezione dalla luce, dalla polvere e dal vento”. Sull’esordio della patologia gioca un ruolo importante la predisposizione genetica su cui intervengono fattori ambientali. “Se un genitore è affetto, cresce del 6% la probabilità per i figli di sviluppare la malattia – continua la dermatologa –. L’alopecia areata non è una malattia indotta dallo stress, come spesso si tende a dire, minimizzandone la patogenesi autoimmune. Per curare l’alopecia areata non basta, perciò, intervenire attraverso un sostegno psicologico, certamente proficuo, ma bisogna intraprendere un percorso di cura farmacologico”. Sul fronte della terapia ad oggi non esistono trattamenti in grado di guarire dall’alopecia areata: i farmaci disponibili possono indurre la ricrescita dei capelli, ma non cambiano l’evoluzione a lungo termine della malattia. “Come rappresentanti della Società Italiana di Dermatologia - chiarisce Calzavara-Pinton, Presidente SIDeMaST – è nostro dovere impegnarci attivamente nel campo della ricerca per trovare cure sempre più efficaci e ben tollerate. Ma non solo. Vogliamo porre all’attenzione di tutta la società quello che è un problema concreto e non adeguatamente riconosciuto. Se non è possibile nascondere i segni dell’alopecia, poiché la caduta di peli e capelli è sotto gli occhi di tutti, bisogna considerare che esistono cicatrici non altrettanto visibili ma non per questo meno dolorose, in grado di compromettere la quotidianità dei pazienti che ne sono affetti. Ci auguriamo che vengano adottate misure idonee per facilitarne la qualità di vita, con il pieno riconoscimento dei livelli essenziali di assistenza”.

]]>
ALOPECIA AREATA RICONOSCIUTA MALATTIA AUTO-IMMUNE Mon, 25 Nov 2019 12:13:02 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/608394.html http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/608394.html Francy Antonioli Francy Antonioli Milano, 25 novembre 2019 – Capelli che cadono ma anche barba, sopracciglia e ciglia che si diradano e solo nel 40% delle persone ricrescono. Sono questi i sintomi dell’alopecia areata, una patologia autoimmune, che colpisce l’1-4% della popolazione italiana. Sebbene non sempre irreversibile, condiziona negativamente la qualità della vita con risvolti fisici e psicologici molto importanti. Tanto più se si considera che ad essere colpiti sono soprattutto i più giovani: il 60% ha meno di 30 anni. Per dare supporto pratico a tutte persone che ad oggi “brancolano nel buio”, per la prima volta SIDeMaST, Società Italiana di Dermatologia, si è fatta portavoce scientifico dell’Associazione di pazienti alopeciaareata&friends. E ha chiesto, durante un’audizione alla Commissione Politiche per la Salute dell’Emilia Romagna, il riconoscimento dell’alopecia areata come patologia cronica e agevolazioni fiscali sull’acquisto di parrucche e protesi, i cui costi sono in alcuni casi proibitivi. Diritto che viene tutelato in alcune regioni italiane solo in caso di alopecia da chemioterapia.  L’esito è stato positivo; l’Emilia Romagna è la prima regione italiana a sostenere i pazienti colpiti da perdita di capelli non per terapie oncologiche. Inoltre l’atto di indirizzo impegna l’esecutivo anche a richiedere al governo nazionale il riconoscimento dell’alopecia areata come malattia cronica e a sancire i livelli essenziali di assistenza. “E’ una patologia causata da un errore del sistema immunitario, che può essere associata ad altre malattie autoimmuni – spiega Bianca Maria Piraccini, consigliere SIDeMaST e Professore Associato in Dermatologia presso il Dipartimento di Medicina Specialistica, Diagnostica e Sperimentale dell’Università di Bologna -. Le nostre difese invece di proteggerci contro le infezioni si sbagliano, riconoscono capelli e peli come “nemici” e li fanno cadere. Nel 90% dei casi ad essere colpito è il cuoio capelluto a chiazze o nella totalità. Le altre aree pilifere, invece, possono essere interessate congiuntamente o isolatamente, con effetti funzionali in alcuni casi deleteri.  Ad esempio nelle ciglia, l’alopecia areata induce una caduta che interessa sia la palpebra superiore che quella inferiore e provoca una forte sensazione di fastidio per il paziente. Gli occhi, infatti, senza ciglia sono più esposti e non ricevono alcuna protezione dalla luce, dalla polvere e dal vento”. Sull’esordio della patologia gioca un ruolo importante la predisposizione genetica su cui intervengono fattori ambientali. “Se un genitore è affetto, cresce del 6% la probabilità per i figli di sviluppare la malattia – continua la dermatologa –. L’alopecia areata non è una malattia indotta dallo stress, come spesso si tende a dire, minimizzandone la patogenesi autoimmune. Per curare l’alopecia areata non basta, perciò, intervenire attraverso un sostegno psicologico, certamente proficuo, ma bisogna intraprendere un percorso di cura farmacologico”. Sul fronte della terapia ad oggi non esistono trattamenti in grado di guarire dall’alopecia areata: i farmaci disponibili possono indurre la ricrescita dei capelli, ma non cambiano l’evoluzione a lungo termine della malattia. “Come rappresentanti della Società Italiana di Dermatologia - chiarisce Calzavara-Pinton, Presidente SIDeMaST – è nostro dovere impegnarci attivamente nel campo della ricerca per trovare cure sempre più efficaci e ben tollerate. Ma non solo. Vogliamo porre all’attenzione di tutta la società quello che è un problema concreto e non adeguatamente riconosciuto. Se non è possibile nascondere i segni dell’alopecia, poiché la caduta di peli e capelli è sotto gli occhi di tutti, bisogna considerare che esistono cicatrici non altrettanto visibili ma non per questo meno dolorose, in grado di compromettere la quotidianità dei pazienti che ne sono affetti. Ci auguriamo che vengano adottate misure idonee per facilitarne la qualità di vita, con il pieno riconoscimento dei livelli essenziali di assistenza”.

]]>
Wie man Edelstahlhahn wählt homelody Wed, 20 Nov 2019 09:01:26 +0100 http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/607697.html http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/607697.html homelody homelody Wie man Edelstahlhahn wählt

Verbraucher benötigen beim Kauf besondere Aufmerksamkeit. Der Kauf von Premium-Wasserhahn konzentriert sich auf die Reduzierung der Ausfällung von Schwermetallen, insbesondere bleihaltigen Materialien. Also, welche Stadt sollte einen gesünderen Wasserhahn für verschiedene Materialien auf dem Sanitärmarkt wählen?

Bleiarme Kupfer-, Reinkupfer- und Edelstahlhähne sind gesünder. Wasserhähne aus reinem Kupfer und Edelstahl sind bleifrei, aber teuer in der Herstellung und teuer.

Gegenüber dem reinen Kupfer-Hahn aus hochwertigem Edelstahl, bleifreien, Säure, Alkali, Korrosion, keine schädlichen Substanzen, schadstofffreien Eigenschaften, Edelstahl Armaturen Notwendigkeit Plattierung, Rost, hohe Härte, Zähigkeit zwei Kupferprodukte Mehr als doppelt so hoch. Die Oberfläche des Produkts ist nicht leicht zu korrodieren oder zu beschädigen, daher ist die Reinigung sehr bequem.

Das ergonomische Design des Edelstahlhahns bietet dem Benutzer nicht nur außergewöhnlichen Komfort und gesunden Wassergenuss, sondern trägt auch zum Umweltschutz bei und hat sich zu einer brandneuen Verbrauchermode entwickelt.

Vorteile von Edelstahl Küchenarmatur
1. Starke Korrosionsbeständigkeit
Die vom Material polierte Oberfläche des Edelstahls ist dichter. Wasserhähne aus Edelstahl haben wie Wasserrohre aus Edelstahl eine dünne Oberfläche und einen dichten, chromreichen Oxidfilm, wodurch Wasserhähne aus Edelstahl eine gute Korrosionsbeständigkeit aufweisen. Der neutrale Salzsprühtest aus hochwertigem CFS oder 304-Edelstahl dauert mehr als 300 Stunden.

2, leicht zu reinigen und zu pflegen
Gebürstetem Edelstahl wasserhahn bad Textur einer Oberflächenbehandlung Produkt und die zarteren transparent, einfache Befestigung Oberfläche Flecke, Reinigung und Wartung ist sehr bequem, haltbar Aussehen des Produktes gewährleistet werden kann, ohne Folgen für rostiges Aussehen der Beschichtung und Peeling.

3, Sicherheit und Gesundheit
Edelstahlmaterialien enthalten kein Blei und andere Schwermetalle, die für den menschlichen Körper schädlich sind, verursachen keine sekundäre Verschmutzung der Wasserqualität, stellen die Reinheit des Wassers sicher und können eine gesunde Küche und ein gesundes Wasserumfeld für uns schaffen.

küchenarmatur messing kaufen

4, Produktqualität ist leicht zu beurteilen
Die Oberfläche des Edelstahl mischbatterie ist poliert, und sein visuelles Erscheinungsbild kann das Erscheinungsbild des Produkts direkt beurteilen, sodass die Qualität des Produkts ohne Probleme mit der Beschichtung beurteilt werden kann.

5, gute mechanische Eigenschaften
Materialien aus rostfreiem Stahl haben gute mechanische Eigenschaften wie Zugfestigkeit und Streckgrenze. Ihre Festigkeit und Härte sind viel höher als die von Kupfer, Aluminiumlegierungen, Blei-Zink-Legierungen und anderen häufig verwendeten Materialien, wodurch sie gegen Verformung, Verschleiß und Lagerung beständig sind.

6, lange Lebensdauer
Waschtischarmatur produkte aus rostfreiem Stahl haben gute mechanische Eigenschaften und eine hohe Korrosionsbeständigkeit und sind mit hochwertigen Ventilkernen aus Keramikplatten ausgestattet. Wasserhahnprodukte aus Edelstahl können jahrzehntelang oder sogar länger verwendet werden, auch für Produktspulen, sofern sie ordnungsgemäß installiert, verwendet und gewartet werden. Wenn es beschädigt ist, tauschen Sie einfach den Ventilkegel aus und verwenden Sie ihn weiter.

Die Tropferscheinung tritt auf, nachdem der Wasserhahn geschlossen wurde, was durch Restwasser im inneren Hohlraum des Wasserhahns verursacht wird. Dies ist normal. Wenn die Zeit lang ist und das Tropfwasser zehn Minuten überschreitet, tritt Wasser aus, was darauf hinweist, dass das Produkt Qualitätsprobleme aufweist.

Aufgrund der Spuren von Karbonat im Wasser können sich leicht Ablagerungen auf der Metalloberfläche bilden und die Oberfläche des Duscharmatur angreifen, was sich auf die Reinigung und Lebensdauer des Wasserhahns auswirkt. Wischen Sie daher nach dem Gebrauch des Wasserhahns die Oberfläche des Wasserhahns mit einem weichen Baumwolltuch oder einem milden Seifenschwamm ab (Hinweis: Wischen Sie nicht mit einem ätzenden oder sauren Material ab) und trocknen Sie die Oberfläche dann mit einem weichen Tuch ab. Verwenden Sie keine Kabelbäume oder Scheuerschwämme mit harten Partikeln.

Üben Sie keine übermäßige Kraft auf den Schalterhahn aus. Auch herkömmliche Armaturen können ohne großen Aufwand angezogen werden. Verwenden Sie den Griff insbesondere nicht als Stütze oder Armlehnen. Nach dem Gebrauch des Wasserhahns sind viele Menschen daran gewöhnt, den Wasserhahn Schwarz absichtlich festzuziehen. Das ist nicht wünschenswert. Dies verhindert nicht nur das Austreten von Wasser, sondern beschädigt auch das Dichtungsventil, wodurch der Wasserhahn geschwächt wird.

https://www.homelody-shop.com/collections/black-friday-2019

https://www.homelody-shop.com/blogs/news/duschkopf-edelstahl-und-handbrause-messing

]]>
luxury vinyl flooring market Global Size, Opportunities, Industry Analysis By Top Leaders, Development Strategy and Trends by Forecast 2025 Fri, 25 Oct 2019 13:30:55 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/604664.html http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/604664.html Automotive Market Research Reports Automotive Market Research Reports Global luxury vinyl tile market is expected to witness 10.0% CAGR during the forecast period, it is expected to be valued at USD 32.0 billion by the end of the forecast period.

The Global Luxury Vinyl Tile Market is expected to witness sustainable growth during the forecast period owing to the growing construction industry and the rising standard of living of consumers. Various reforms and regulations introduced by developing nations for boosting the infrastructure and real estate industries drive the growth of the global luxury vinyl tiles market. Moreover, an increase in reconstruction and remodeling of houses, due to change in the preference of consumers add to the market growth.  However, fluctuating raw material prices and the rise in environmental concerns might hamper the market growth as it is made from hazardous consumer materials. Rising consumer demand for luxury vinyl tiles from emerging economies is an opportunity for the market players.

Key Players

The prominent players in the global luxury vinyl tiles market are Interface, Inc. (US), Tarkett (France), Gerflor (France), Shaw Industries Group, Inc., (US), Mannington Mills, Inc.  (US), Armstrong Flooring, Inc. (US), James Halstead plc (UK), Mohawk Industries (US), and Forbo Group (Switzerland).

Vinylasa (Mexico), The Dixie Group, Inc. (US), Adore Floors, Inc. (US), American Biltrite (Canada) Ltd. (Canada), Milliken & Company (US), and Responsive Industries Limited (India) are some other key players operating in the global luxury vinyl tiles market.

Request Free Sample Copy With TOC @ https://www.marketresearchfuture.com/sample_request/8263

Asia-Pacific to dominate the global luxury vinyl tiles market during the forecast period

On the basis of region, the global luxury vinyl tiles market is segmented as North America, Asia-Pacific, Europe, and the rest of the world. Asia-Pacific dominated the global market, followed by North America, primarily due to the growth in construction industry, mainly in China and India. Moreover, the increasing FDI inflow into the construction industry leading to the growth of the construction industry in Asia-Pacific is expected to drive the growth of the Asia-Pacific market. The increasing real estate investment and growing number of Special Economic Zones (SEZ) in developing countries, mainly in India, are the other major factors driving the market growth in Asia-Pacific

North America has witnessed significant growth in the construction industry, owing to the increased home improvement and renovation projects in the region. As per the US Census Bureau data, the total annual value of private construction in the US is USD 992,528 million in 2018, USD 539,800 million of which is for residential construction. The high growth in the construction industry in the North America, drives the North America luxury vinyl tiles market during the forecast period. Moreover, the US is home for the key companies operating in the market such as Mohawk Industries, Shaw Industries Group, Inc., Interface, Inc., Armstrong Flooring, Inc., and Mannington Mills, Inc.

The flexible segment is set to occupy a large share of the global luxury vinyl tiles market

The global market is segmented on the basis of type as flexible and rigid. The flexible segment is expected to witness high growth during the forecast period. Flexible luxury vinyl tiles is budget-friendly, and also having properties such as durability and flexibility, which is expected to drive the growth of this segment.

The non-residential segment is set to occupy a large share of the global luxury vinyl tiles market

The global luxury vinyl tiles market is segmented on the basis of application as residential and non-residential. The non-residential segment is poised to witness high growth rate during the forecast period. This can be attributed to the high investment inflow in the construction industry, mainly for the construction of offices, malls, hospitals, schools, and other infrastructure. 

Scope of the Report

This study provides an overview of the global luxury vinyl tiles market, tracking two market segments across four geographic regions. The report studies key players, providing a five-year annual trend analysis that highlights market size, volume, and share for North America, Europe, Asia-Pacific, and the rest of the world. The report also provides a forecast, focusing on the market opportunities for the next five years for each region. The scope of the study segments the global luxury vinyl tiles market by type, application, and region.

  • By Type
    • Rigid
    • Flexible
  • By Application
    • Residential
    • Non-Residential
  • By Region
    • North America 
    • Asia-Pacific 
    • Europe
    • Rest of the World  

Access Report Details @ https://www.marketresearchfuture.com/reports/luxury-vinyl-tiles-market-8263

 

About Market Research Future:

At Market Research Future (MRFR), we enable our customers to unravel the complexity of various industries through our Cooked Research Report (CRR), Half-Cooked Research Reports (HCRR), Raw Research Reports (3R), Continuous-Feed Research (CFR), and Market Research & Consulting Services.

MRFR team have supreme objective to provide the optimum quality market research and intelligence services to our clients. Our market research studies by Components, Application, Logistics and market players for global, regional, and country level market segments, enable our clients to see more, know more, and do more, which help to answer all their most important questions.

In order to stay updated with technology and work process of the industry, MRFR often plans & conducts meet with the industry experts and industrial visits for its research analyst members.

Contact:

Market Research Future

Office No. 528, Amanora Chambers

Magarpatta Road, Hadapsar,

Pune - 411028

Maharashtra, India

+1 646 845 9312

Email: sales@marketresearchfuture.com


Other Related Market Research Reports:

Bathroom Vanities Market

Overhead Cranes Market

]]>
Bathroom Vanities Market 2019: Global Segments, Industry Growth, Top Key Players, Size and Recent Trends by Forecast To 2025 Thu, 24 Oct 2019 13:10:46 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/604447.html http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/604447.html Automotive Market Research Reports Automotive Market Research Reports The Global  Bathroom Vanities Market  is expected to witness 4.5% CAGR during the forecast period is expected to be valued at USD 6.5 billion by the end of the forecast period.

 Market Highlights

The bathroom vanity is a piece of furniture, which is designed to store all the products in one storage space. Vanities come in different sizes and styles and serve as a wonderful decorative item in a bathroom, similar to any other furniture. The global bathroom vanities market is expected to witness sustainable growth during the forecast period owing to the growing construction industry and the rising standard of living of consumers. Growing demand for functional bathrooms may push the installation of specialized countertops, incorporated with the sinks. Moreover, increase in reconstruction and remodeling of houses, due to change in the preference of consumers are the other factors that drive the market for bathroom vanities. 

Get Sample Copy of This Report @ https://www.marketresearchfuture.com/sample_request/8260

Key Players

The prominent players in the global bathroom vanities market are

  • Wilsonart LLC. (US)
  • Virtu USA (US)
  • MasterBrand Cabinets Inc. (US)
  • DuPont de Nemours, Inc. (US)
  • Masco Corporation (US)
  • STRASSER WOODENWORKS (US)
  • American Woodmark Corporation (US)
  • Water Creation, Inc. (US)
  • Kohler Co. (US)
  • Foremost Groups, Inc. (US)

Asia-Pacific is expected to witness moderate growth in the global bathroom vanities market during the forecast period: MRFR

On the basis of region, the global bathroom vanities market has been segmented into North America, Europe, Asia-Pacific, and the rest of the world. Asia-Pacific dominated the global market, followed by North America, primarily due to increasing hygiene consciousness and growing preference for modern amenities, mainly in China and India. Moreover, the construction industry in Asia-Pacific is also growing due to the growth in the number of construction projects, which drive the bathroom vanities market in the region.

North America has witnessed significant growth in the construction industry, owing to the increased home improvement and renovation projects in the region. According to the US Census Bureau, the total annual value of private construction in the US is USD 992,528 million in 2018, USD 539,800 million of which is for residential construction. The high growth in the construction industry in the North America, drives the North America bathroom vanities market during the forecast period. Moreover, the US is home for the key companies operating in the market such as Wilsonart LLC, Virtu USA, MasterBrand Cabinets Inc., Water Creation, Inc., and Kohler Co. (US).

The wood segment is set to occupy a large share of the global bathroom vanities market: MRFR

On the basis of material, the global market has been segmented as glass, ceramic, stone, wood, and metal. The wood segment is expected to witness high growth during the forecast period. Wood are the prefered materials for bathroom vanities due to their durability and various other advantages associated with them.

On the basis of application, the global bathroom vanities market is segmented as residential and non-residential. The residential segment is expected to witness moderate growth rate during the forecast period. The growth of the construction industry and the increased home improvement and renovation projects, have raised the need for bathroom vanities during the forecast period.

Browse Full Report Details @ https://www.marketresearchfuture.com/reports/bathroom-vanities-market-8260

Scope of the Report

This study provides an overview of the global bathroom vanities market, tracking two market segments across four geographic regions. The report studies key players, providing a five-year annual trend analysis that highlights market size, volume, and share for North America, Europe, Asia-Pacific, and the rest of the world. The report also provides a forecast, focusing on the market opportunities for the next five years for each region. The scope of the study segments the global bathroom vanities market by material, application, and region.

  • By Material
    • Glass
    • Ceramic
    • Stone
    • Wood
    • Metal
  • By Application
    • Residential
    • Non-Residential 
  • By Region
    • North America 
    • Asia-Pacific 
    • Europe
    • Rest of the World  

Utopia Furniture Ltd (UK), Empire Industries Inc. (US), JSG OCEANA (US), Cabinetsmith (Canada), and Hangzhou Fame Industry CO., Ltd. (China)  are some other key players operating in the global bathroom vanities market.

About Market Research Future:

At Market Research Future (MRFR), we enable our customers to travel the complexity of various industries through our Cooked Research Report (CRR), Half-Cooked Research Reports (HCRR), Raw Research Reports (3R), Continuous-Feed Research (CFR ), and Market Research & Consulting Services.

MRFR team has the highest objective to provide optimal quality market research and intelligence services to our clients. Our market research studies by Components, Applications, Logistics and market players for global, regional, and country level market segments, enable our clients to learn more, know more, and help their most important questions.

MRFR often plans & conducts meet industry experts and industrial visits for its research analyst members.

Contact:

Market Research Future

Office No. 528, Amanora Chambers

Magarpatta Road, Hadapsar,

Pune - 411028

Maharashtra, India

+1 646 845 9312

Email: sales@marketresearchfuture.com

]]>
Boom di iscrizioni per la Scuola dell’Infanzia Sacra Famiglia Fri, 11 Oct 2019 12:22:41 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/602680.html http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/602680.html Sacra Famiglia Sacra Famiglia Le sezioni in lingua inglese e ‘primavera’ favoriscono le nuove iscrizioni

 

Voghera, 18 Settembre 2019- La Scuola dell’Infanzia “Sacra Famiglia”, con sede in Viale Montebello 25 a Voghera, ha registrato un vero boom di iscrizioni quest’anno scolastico 2019/20. Le nuove sezioni ‘Primavera’ e la sezione bilingue inglese-Italiano risultano particolarmente gradite alle famiglie.

La sezione primavera per i bimbi dai 2 anni e bilingue, con docente madrelingua inglese in collaborazione con la British School, sono state inaugurate nell’anno scolastico 2018/19 e confermano il loro successo: la sezione bilingue infatti conta ben 18 iscritti dai 3-6 anni. L’istituto offre continuità con la scuola primaria dove gli alunni verranno seguiti da un docente madrelingua inglese.

La Scuola dell’Infanzia è parte dell’Istituto Paritario Sacra Famiglia (che comprende anche la Scuola Primaria, Secondaria di I grado e il Liceo Scientifico) offre alle famiglie di Voghera e dell’Oltrepò che desiderano avviare i loro figli verso l’apprendimento della lingua inglese in tenera età una sezione dedicata dove le attività si svolgono interamente in lingua inglese.  “Abbiamo notato un progresso rapidissimo,” riferisce Sara Fraschetta, mamma che ha confermato l’iscrizione alla classe bilingue per il secondo anno consecutivo, “mia figlia a casa canta moltissime canzoncine in inglese, ma soprattutto l’abbiamo sentita parlare con dei bambini stranieri al mare. È bellissimo pensare che le stiamo dando questa opportunità di imparare giocando, senza la fatica dei compiti e lo studio a memoria che invece l’attenderebbe da più grande.”

Oltre a queste due popolarissime sezioni la scuola dispone di personale altamente professionale che accoglie i bambini in un edificio con ampio salone, 4 classi, luminosa sala mensa e un bellissimo e curato giardino esterno con giochi per i bimbi.  Le attività laboratoriali di cucina, psicomotricità, musica e teatro, giardinaggio, lingua inglese e informatica accompagnano i servizi alle famiglie che includono pre- e post- scuola, centro estivo con piscina e ampio parcheggio interno.

“Queste iniziative rispondono alle esigenze delle famiglie di oggi: da una parte abbiamo potenziato il nostro staff altamente qualificato con il servizio primavera, rivolto alle famiglie dove entrambi i genitori lavorano, dall’altra abbiamo introdotto la sezione bilingue per soddisfare le richieste di genitori che vorrebbero vedere l’educazione dei propri figli proiettata verso un futuro sempre più internazionale, ” – spiega Suor Mariella, referente per la scuola  dell’ infanzia– “nel rispetto della tradizione e tenendo sempre i bambini al centro del nostro operato, speriamo di continuare a essere un punto di riferimento per le famiglie della zona.”

 

Per maggiori informazioni contattare:

Suor Mariella: 371 4589692

]]>
Parte il progetto “FNM Plastic FREE” Tue, 08 Oct 2019 16:07:32 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/602114.html http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/602114.html FNM FNM  

Sostituzione di bicchieri e palette, 2 tonnellate in meno di prodotto monouso

Borracce in Tritan e caraffe di vetro nelle sale riunioni al posto delle bottiglie

 

Milano, 08 ottobre 2019 - Prende il via il progetto “FNM Plastic FREE”, l’iniziativa volta a ridurre il consumo di plastica monouso all’interno delle sedi e degli uffici del Gruppo FNM grazie a buone pratiche che coinvolgono la vita quotidiana dei dipendenti. 

LA PRIMA FASE  La prima fase dell’iniziativa prevede – in tutte le sedi e gli uffici delle società del Gruppo FNM[1] - la sostituzione di bicchieri e palette di plastica nei distributori automatici di bevande con bicchieri di carta e palette bio. Verranno in questo modo eliminati in un anno più di 1 milione di prodotti di plastica monouso, pari a circa 2 tonnellate. Inoltre, tutti i dipendenti di FNM S.p.A. riceveranno una borraccia personalizzata in Tritan (nuovo materiale polimerico riciclabile e privo di componenti dannose come i bisfenoli) e nelle sale riunioni le bottiglie di plastica saranno sostituite da caraffe in vetro.

 

LA PROSECUZIONE - Il progetto proseguirà l’anno prossimo con l’installazione di erogatori di acqua filtrata collegati alla rete idrica di Milano cui si aggiungerà la sostituzione delle cialde di caffè tradizionali con quelle compostabili e l’eliminazione delle bottigliette di plastica nei distributori automatici.

 

LA SOSTENIBILITÀ DI FNM – Il progetto “FNM Plastic FREE” si inserisce nell’ambito dell’impegno del Gruppo FNM per la sostenibilità, considerata come un fattore centrale per lo sviluppo del business. Lo dimostrano varie iniziative. Tra le ultime e più importanti, il rinnovamento delle flotte dei mezzi e l’efficientamento energetico delle strutture nel corso del 2018. La firma degli accordi quadro e dei contratti applicativi con Hitachi Rail Italy Spa - per la fornitura dei treni ad Alta capacità - e con Stadler - per la fornitura dei treni diesel elettrici permetterà di rinnovare il parco rotabile con mezzi che garantiscono una riduzione del 30% dei consumi di energia elettrica e di carburante utilizzando materiali innovativi con elevati tassi di riutilizzo (più del 93%).

 

RIDUZIONE EMISSIONI E CONSUMI - Il servizio di car sharing ecologico di E-Vai, che consente il risparmio di CO2 grazie all’utilizzo di vetture elettriche, è stato potenziato con l’acquisto di 134 nuove auto iniziato a fine 2018 e che verrà concluso nel 2019. L’utilizzo di bus più ecologici nella flotta di FNM Autoservizi ha permesso di ridurre del 26% le emissioni di particolato e del 17% di ossidi di azoto. Sul fronte dell’efficientamento energetico, il Gruppo ha ridotto del 19,5% i consumi di gasolio per il riscaldamento di impianti e di uffici mentre è calato del 2,6% il consumo dell’energia elettrica nello stabile di Cadorna.

 

 


[1] Cadorna, Saronno Diaz, Saronno Stazione, Saronno Milano, Canzo Stazione, Como Stazione, Varese Stazione, Busto Arsizio, Tradate, Solbiate, Seveso Mazzini, Saronno Luini, Saronno Gorizia, Novate Spadolini, Novate Stazione, Laveno Stazione, Bovisa Alfieri, Bovisa Mariani, Milano Affori, Iseo via Roma, Garbagnate M.se, Novara Stazione, Camnago Lentate, Cadorna (E-Vai e biglietteria piano terra).

 

 

 

FNM è il principale Gruppo integrato nel trasporto e nella mobilità in Lombardia. Rappresenta il più importante investitore non statale italiano del settore. FNM S.p.A. è una società per azioni quotata in Borsa dal 1926. L'azionista di maggioranza è Regione Lombardia, che detiene il 57,57% del pacchetto azionario. FNM S.p.A. svolge funzioni di direzione e coordinamento strategico-operativo per tutte le società controllate. Opera nell'ambito del trasporto pubblico locale su ferro attraverso FERROVIENORD (controllata al 100%), NORD_ING (FNM 20%, FERROVIENORD 80%) e Trenord (50%); nel trasporto pubblico su gomma attraverso FNM Autoservizi (100%), Omnibus Partecipazioni (50%), ATV (50%) e La Linea (51%); nel trasporto merci su ferro con DB Cargo Italia (40%), FuoriMuro (49%), Locoitalia (51%) e Malpensa Intermodale (100%); nella mobilità sostenibile con il car sharing elettrico E-Vai (100%); nell'ICT con NordCom (58%); nel settore energia con Nord Energia (60%).  

]]>
GLI ONCOLOGI: SERVE UN PROGETTO NAZIONALE PER SOSTENERE LA RICERCA Wed, 11 Sep 2019 10:50:47 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/596375.html http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/596375.html Francy Antonioli Francy Antonioli Milano, 11 settembre 2019 – "Chiediamo di condividere idee e programmi per la ricerca oncologica italiana e che vengano definite linee di indirizzo e realizzate le infrastrutture necessarie. La ricerca dovrebbe essere sempre più rappresentata e considerata nelle strategie di sviluppo del nostro Paese, di cui costituisce un’importante risorsa. Chiediamo alle Istituzioni attenzione e sostegno”. È l’appello contenuto nella lettera firmata dal prof. Carmine Pinto, presidente della Federation of Italian Cooperative Oncology Group (FICOG), e inviata oggi all’onorevole Roberto Speranza (Ministro della Salute), all’onorevole Lorenzo Fioramonti (Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), al prof. Luca Li Bassi (Direttore Generale Agenzia Italiana del Farmaco, AIFA), al prof. Silvio Brusaferro (Commissario Straordinario Istituto Superiore di Sanità, ISS), e al prof. Francesco Bevere (Direttore Generale AGENAS). “Dei 564 studi clinici autorizzati da AIFA nel 2017, ben 238 (42,2%) hanno riguardato l’Oncologia – afferma il prof. Pinto nella lettera -. La ricerca oncologica italiana ha presentato costantemente negli anni elevati e qualificati livelli di produzione e di pubblicazioni scientifiche, nonostante la frammentarietà, le scarse risorse disponibili (tra le più basse del mondo occidentale), i limiti infrastrutturali e la precarietà del personale coinvolto”. FICOG offre piena disponibilità alle Istituzioni a collaborare per definire le norme attuative del Decreto Legge relativo al riassetto e alla riforma della sperimentazione clinica dei medicinali ad uso umano (Decreto Legge n. 52 del 14 maggio 2019). “Questo provvedimento – sottolinea il prof. Pinto nella lettera – può rappresentare un importante punto di partenza di un progetto strutturale e condiviso per la ricerca italiana. Il Decreto affronta punti rilevanti per lo sviluppo della ricerca, che i gruppi cooperativi si trovano a gestire quotidianamente, quali l’utilizzo a scopo di ricerca di materiale biologico o clinico residuo da precedenti sperimentazioni, la formazione del personale coinvolto nella ricerca, i requisiti per l’autorizzazione dei centri per la conduzione di sperimentazioni cliniche dalle fasi I alle fasi IV, l’indipendenza della sperimentazione ed i conflitti di interesse, l’identificazione degli studi no-profit e le relative facilitazioni, gli studi osservazionali, fino alla cessione dei dati dei risultati della sperimentazione no profit ai fini registrativi. Abbiamo, quindi, una grande occasione perché il nostro Paese possa realizzare e strutturare la rete per la ricerca oncologica e rispondere con un balzo in avanti alle richieste dei nostri pazienti, in una grande e reale sfida per l’innovazione. La ricerca è possibilità di ‘vita’ per i malati di cancro ed è un dovere istituzionale”.

FICOG è stata costituita nell’aprile 2015, sotto l’egida dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), dai 15 gruppi cooperativi oncologici italiani che hanno negli anni sviluppato la ricerca oncologica nel nostro Paese.

 

]]>
Università di Bergamo contro le discriminazioni: al via un ciclo di incontri per promuovere una cultura della diversità / del rispetto Tue, 10 Sep 2019 16:56:46 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/596222.html http://content.comunicati.net/comunicati/istituzioni/regioni/lombardia/596222.html RedazioneSB RedazioneSB Prenderà il via venerdì 20 settembre il primo appuntamento del ciclo di incontri “In rete contro le discriminazioni: diffondere le buone pratiche per promuovere una cultura della diversità / del rispetto” promosso dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Bergamo.

L’incontro dal titolo “Nuovi strumenti per tutelare le persone sul lavoro”, si terrà alle ore 17.00 presso l’Auditorium Centro Civico Culturale (Largo Marinai d'Italia, Treviglio, BG) ed è il primo di tre appuntamenti (prossime date: 30 ottobre e 22 novembre) focalizzati sulla discriminazione di genere nel mondo del lavoro. 

 

Numerosi i relatori e gli esperti in materia che – nel corso della manifestazione – dimostreranno come le discriminazioni basate sul genere sono ancora molto frequenti e trovano incerte risposte sul piano giudiziario, sebbene vi sia una normativa ormai consolidata. 

 

Interverranno tra gli altri, Gianni Rosas, Direttore Generale Italia di ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro) in videoconferenza, Elena Bigotti, Consigliera di Fiducia dell’Ateneo, Isabel Perletti, Consigliera di parità della provincia di Bergamo, Monica Bertoncini, Giudice Coordinatore del Tribunale di Bergamo sez. Lavoro e la Prof.ssa Gina Rosamarì Simoncini dell’Università di Bergamo. Introdurrà la Prof.ssa Elena Signorini, responsabile del progetto.

 

Scopo degli incontri è valorizzare conoscenze e opportunità di sviluppo sociale e culturale, creando anche una rete fra istituzioni e territorio, con particolare attenzione alla Convenzione sulla violenza e sulle molestie nel mondo del lavoro (n.190 – 2019) e alla sua relativa raccomandazione (n.206 -2019). 

 

Il ciclo di incontri infatti, patrocinato da ILO, è realizzato in collaborazione con enti, istituzioni e Università nazionali ed internazionali come Consigliera di Parità della Provincia di Bergamo, Provincia di Bergamo, Confcooperative Bergamo, Facoltà di Scienze del Lavoro Università di Murcia, Gruppo di Innovazione Docente, Università di Murcia, Comune di Treviglio, Comune di Bergamo, CGIL e CISL.

 

La partecipazione al convegno è gratuita, previa registrazione obbligatoria inviando una mail all'indirizzo marina.margheron@unibg.it. 

Per informazioni su questo appuntamento e sui successivi incontri: www.unibg.it.

]]>