Bici “Targhe” – Iscrizioni identificative sui telai delle biciclette

09/set/2015 20:31:20 Dr. Pietro Bardoscia Contatta l'autore

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Fonte: Giornale Informazione Quotidiana

 

Soddisfazione di Colombo Clerici, Presidente di Assoedilizia che per prima ha sollevato la questione

IL CONSIGLIO REGIONALE: “TARGA” PER LE BICICLETTE

Il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici ha accolto con soddisfazione l’approvazione da parte del Consiglio Regionale di una mozione per inserire nel disegno di legge di riforma del Codice della Strada in discussione al Senato l’obbligo dei costruttori di biciclette di apporre sui telai un numero di identificazione. Una sorta di “targa” con due principali obiettivi: agevolare il recupero dei velocipedi rubati (secondo Riccardo De Corato, Fdi, ogni anno 320.000 su un totale di 4 milioni) e identificare i ciclisti che contravvengono alle norme del Codice della Strada.

“Assoedilizia – afferma Colombo Clerici – trova finalmente al suo fianco  persone (amministratori regionali, sindaci come Pisapia, politici, giornalisti e soprattutto l’opinione pubblica) impegnate in una piccola battaglia di civiltà.
“Ricordiamo quando, diversi anni or sono, abbiamo per primi avanzato la  proposta della “targa”, sia per responsabilizzare il ciclista, sia per limitare i numerosi furti delle due ruote, non certo per penalizzare i ciclisti corretti che meritano l’apprezzamento di tutti.
Fummo attaccati e sbeffeggiati soprattutto  dall’associazione dei ciclisti organizzati milanesi che si mobilitarono anche in chiassose pubbliche manifestazioni.
Ci volle addirittura la morte di una anziana, travolta sulle strisce pedonali, per determinare una svolta nell’opinione pubblica.
La stessa cosa avvenne quando criticavamo, oltre trent’anni fa, le imprese dei graffitisti selvaggi, gli  stessi a cui – sostenevamo – poco importava l’arte murale, ma importava aggredire la citta’ e le sue case. Oggi le città italiane  sono piene di muri imbrattati, meta di “artisti” provenienti da mezzo mondo.

“Ben  vengano quindi, anche a proposito degli strumenti di identificazione per le bici, queste resipiscenze che fanno giustizia delle gratuite accuse di oscurantismo che ci furono a suo tempo rivolte: quando invece il nostro obiettivo era, ed è sempre, il rispetto della legalità, l’amore per la città e la tutela dei diritti del vivere civile”.

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