Il solito Rehn: invece di bacchettare l'Italia metta in condizioni le PMI di creare nuovi posti di lavoro.

06/mar/2014 14:32:32 Scanderebech Contatta l'autore

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“Le nostre imprese non sono messe in condizioni favorevoli per trarre profitto in termini di competitività dalle politiche europee”

 

Dichiara l’On. Scanderebech: “ l'UE punta a promuovere la competitività dell'industria e delle imprese europee, nonché ad incentivare la creazione di posti di lavoro e la crescita economica, mediante un contesto favorevole alle imprese, in particolare piccole e medie. Le PMI europee  e soprattutto quelle italiane  necessitano di un quadro legislativo semplice ed efficiente, privo di lungaggini burocratiche e ridondanze amministrative e legislative. Per tale motivo, non si può non plaudere alla adozione del Programma di Azione comunitario per la misurazione e la riduzione degli oneri amministrativi per le imprese a patto, naturalmente, che tale programma sia implementato in modo accurato ed efficace, realizzando obiettivi concreti e dando sollievo alle PMI dalla crescente massa di oneri amministrativi e burocratici. Non solo le regole devono essere il più possibile semplici nel loro contenuto, ma anche semplici da rispettare: per questo, negli anni a venire strumenti tesi a semplificare la legislazione esistente e a migliorare la qualità della nuova legislazione adottata dai governi rivestiranno un ruolo sempre più decisivo”.

 

“E’ vero quindi che le PMI sono il cuore dell’economia europea e necessitano di regole semplici ed efficaci, che limitino gli oneri amministrativi e fiscali, e che è una delle massime priorità dell'UE e del  commissario agli affari economici Olli Rehn  ridurre ogni formalità burocratica. Inoltre, si rileva come alcuni degli strumenti di finanziamento predisposti dalla BEI abbiano difficoltà di erogazione nei confronti delle PMI, generando in tal modo un’opportunità mancata per le nostre imprese. Il motivo di tale mancata assegnazione è che, dato il livello complessivo di finanziamenti erogato dalla BEI, questa non è materialmente in grado di gestire progetti di piccole o medie dimensioni. Le politiche a sostegno delle PMI devono uniformarsi ai reali bisogni delle piccole e medie imprese e mirare a correggere fallimenti del mercato strutturali e congeniti all’economia nazionale e comunitaria, evitando di inibire l’erogazione di capitale privato e soffocare l’iniziativa imprenditoriale”, dichiara Scanderebech

 

 

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