Taglio pensioni 2019! Ancora tu ma non dovevamo non vederci più?

27/mag/2019 16:37:23 Virgilio E. Conti Contatta l'autore

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Taglio pensioni 2019!

Ancora tu ma non dovevamo non vederci più?

 

Parlo delle pensioni

onestamente guadagnate, frutto di contributi versati per trenta o quarant’anni;

dette anche retribuzioni differite in quanto ieri versate ed oggi riscosse;

quelle da due, tremila euro mensili o giù di lì, a tre zeri per capirci;

quelle “congelate” dal Governo Monti/Fornero e non più rivalutate;

quelle che perciò continuano a perdere potere di acquisto;

quelle gravate da insostenibili tasse statali e locali.

Parlo delle pensioni e penso …

ai vitalizi dei potenti di Palazzo;

a certe pensioni di Deputati, Senatori, Assessori, ecc.;

ai doppi stipendi (per legge) degli eletti consiglieri comunali, regionali e provinciali;

alle pensioni baby;

alle pensioni dei morti incassate dai vivi;

alle pensioni dei falsi poveri;

alle false pensioni di invalidità;

alle pensioni dei condannati per mafia e terrorismo.

Rifletto e allora mi vengono alla mente …

i compensi di chi occupa decine di poltrone contemporaneamente;

le remunerazioni di alti manager d’azienda ed il divario che li separa dagli stipendi dei loro collaboratori;

gli introiti di amministratori che portano le aziende alla bancarotta;

i proventi degli evasori fiscali;

le spese ed i rimborsi dei dirigenti della pubblica amministrazione;

le paghe dei commessi, stenografi e impiegati della Camera dei deputati;

gli enti inutili e doppioni, le auto blù, le opere civili incompiute o improduttive, l’esagerato numero di comuni;

il decadimento del patrimonio artistico, culturale, turistico, ambientale;

le emergenze del dissesto idrogeologico, dei rifiuti urbani, industriali, amiantiferi, tossici e nucleari, delle coste erose dall’acqua, del verde eroso dal cemento;

gli intrallazzi, la corruzione, l’incapacità di chi gestisce appalti, patrimonio immobiliare e risorse umane o finanziarie della pubblica amministrazione;

gli sprechi, gli illeciti, le ruberie, gli imbrogli che vengono ogni giorno consumati;

i vani o ingannevoli propositi della spending review.

 

Torniamo alle pensioni.

Voglio ricordare che la Consulta dichiarò il blocco della perequazione anticostituzionale (sentenza 70/2015).

Ciò non fu sufficiente a restituire giustizia ai pensionati perché il Governo Renzi, con una riprovevole, dispotica e acrobatica mossa, volle con il “Bonus Poletti” far credere nel miracolo di conciliare il doveroso diritto dei pensionati con l’altrettanto doveroso rispetto della sentenza: il risultato? Un gran pasticcio di diritti negati ai pensionati e contestuale, (preoccupante) inottemperanza di quanto stabilito dalla Corte Costituzionale.

E non è tutto; lo stesso Governo ha successivamente riproposto e rinnovato il blocco perequativo per altri due anni.

Queste disposizioni hanno perciò umiliato e scontentato i cittadini ex lavoratori e si sono rivelate irrispettose delle deliberazioni dei Giudici della Consulta, dei Tribunali del Lavoro, del pensiero di autorevoli giuslavoristi e del sempre infallibile buon senso della Gente.

 

Qualche considerazione

- vale la corrispondenza “chi ha versato i contributi ha sempre pagato le tasse”;

- le pensioni italiane sono le più tassate d’Europa: un nostro pensionato medio (1500€/lordi mese) versa ogni anno 4mila euro al fisco, uno spagnolo 1836 €, un inglese 1391 €, un francese 1005 €, e un tedesco solo 39 €;

- le generiche motivazioni addotte circa il presunto effetto positivo sui conti pubblici della deindicizzazione delle pensioni non giustificano il disconoscimento dei diritti economici dei pensionati ovvero il rigetto del pregresso dovuto e la ricusazione dei futuri aggiornamenti perequativi;

- i “sacrifici di Stato” devono coinvolgere tutti i cittadini e non soltanto la categoria dei pensionati come avviene da molti anni a questa parte;

- i quattrini necessari a sistemare i conti dello Stato vanno soprattutto ricercati nelle pieghe dello Stato stesso e nel cattivo funzionamento delle parti che lo compongono.

 

Mi chiedo, come è possibile che in questo nostro bel paese la gente per bene debba continuamente ricorrere alle carte bollate mentre malavita, corruzione, evasione fiscale, giungla retributiva, sperperi, dilagano contribuendo al degrado generale ed al prosciugamento delle casse statali? A proposito di casse poi, perché non separare le uscite INPS dei vari sussidi di sostegno, solidarietà e assistenza sociale dai pagamenti pensionistici (inclusi quelli silenti, ma questo è un altro imbroglio, pardon, un’altra storia).

 

Nonostante il deprimente scenario rappresentato voglio però manifestare fiducia e indirizzare un plauso a quella parte d’Italia onesta, competente e lavoratrice.

Una letteratura giurisprudenziale sempre più ricca di sentenze e ordinanze che si vanno trasversalmente moltiplicando e accumulando a favore dello sblocco della perequazione, una presa di coscienza generale e tanti ricorsi presentati non fanno che accrescere una fiduciosa attesa nella Giustizia con la speranza che anche la Politica, una nuova Politica, sappia e voglia fare la sua parte.

Il ripristino dell’indicizzazione e il rimborso delle trattenute sottendono l’auspicio di riconsegnare ai pensionati fin qui penalizzati denaro, diritti e dignità, favorendo il ristabilimento della legalità ed il riavvicinamento dei cittadini allo Stato.

Virgilio Conti

 

Virgilio Conti           

ex capoistruttore Addestramento tecnico & coordinatore attività di addestramento esterno per Alitalia (Direzione di Manutenzione e Ingegneria)

ex professore di impianti del velivolo in Ancifap e docente esterno di impianti elettrici di bordo presso ingegneria aeronautica di Roma

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