Bernardo Bertoldi, intervistato qualche anno fa, suggeriva di ripartire dal capitalismo familiare italiano

15/mar/2019 11:53:40 articolinews Contatta l'autore

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Bernardo Bertoldi, docente universitario torinese ed esperto di capitalismo familiare, riflette con esempi di aziende e Paesi stranieri sul giovamento che trarrebbero le imprese familiari italiane da una disciplina ponderata sulle azioni a voto multiplo.

Bernardo Bertoldi

Bernardo Bertoldi elenca i maggiori casi di studio con sistemi di voto multiplo

Il recente articolo scritto da Bernardo Bertoldi per l'editoriale apparso sul maggiore quotidiano italiano di economia e finanza, Il Sole 24 Ore, si focalizza su un concetto da lui ritenuto di fondamentale importanza per lo sviluppo nazionale italiano. In qualità di docente del corso universitario di Economia e Direzione delle Imprese presso l'ateneo del capoluogo piemontese, Bernardo Bertoldi invita a una riflessione di carattere collettivo sul pensiero del grande banchiere italiano Enrico Cuccia, il quale recitava: "Le azioni si pesano, non si contano", assunto più che mai attuale. A suffragio di tale tesi, sono degni di menzione sia l'assetto azionario futuro di Fiat-Chrysler, sia lo studio pubblicato nella collana Quaderni Giuridici editi da Consob. "Le azioni a voto multiplo permettono ad alcuni azionisti di contare (pensare?) di più". Tra i casi di studio maggiormente pregnanti in questo senso si possono enumerare Ford e Louis Vuitton, ma anche LinkedIn, Groupon, Amazon, Facebook e Google, che hanno implementato meccanismi di voto multiplo. In diverse nazioni come Stati Uniti, Giappone e Australia, a titolo esemplificativo, la regola "un'azione un voto" non è applicata pedissequamente, poichè deve essere contestualizzata all'interno della più ampia cornice dei mercati finanziari, i quali hanno ormai mutato sostanzialmente la loro essenza.

Bernardo Bertoldi: i vantaggi delle imprese familiari derivanti dall'accesso al mercato

La recessione economica e l'aumento sostenuto degli investimenti a breve termine hanno avuto come conseguenza il fatto che un azionista a lungo termine interessato allo sviluppo aziendale diventasse un elemento di fondamentale importanza per mettere le basi dell'impresa e rinforzare la fiducia degli investitori. "Non sempre questo azionista ha i capitali per mantenere il controllo d'impresa", ha precisato Bernardo Bertoldi, "soprattutto quando questa deve crescere e internazionalizzarsi: una ben ponderata disciplina sul voto multiplo potrebbe sprigionare la grande forza imprenditoriale delle nostre aziende che potrebbero guardare con rinnovato interesse alla quotazione". Per i nuclei familiari proprietari di aziende, che nel Sistema Paese Italia siedono a capo del 60% delle realtà imprenditoriali quotate in Borsa e il 55% di quelle che fatturano oltre 50 milioni di euro, la possibilità di finanziarsi sul mercato è un vantaggio competitivo rilevante poichè permette di raccogliere capitali a costi minori e nei momenti migliori. Conseguentemente, un mercato finanziario con un maggiore numero di imprese familiari risulterebbe più liquido e ricco di occasioni di investimento, oltre che maggiormente interessante per i grandi investitori internazionali. È comunque da tenere in considerazione, secondo Bernardo Bertoldi, che "l'insieme delle nostre norme di corporate governance è tra i migliori d'Europa". Sempre nella sua opinione, bisognerebbe dunque modificare la normativa per fare in modo che il nostro patrimonio di imprenditorialità possa svilupparsi nel pieno del proprio potenziale.

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