L’arte della lavorazione delle lamiere di acciaio

06/set/2018 15:27:11 switchup Contatta l'autore

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La lavorazione delle lamiere da costruzione consiste in tre macro fasi:

1.       la progettazione del taglio per mezzo di sistemi informatici

2.       il taglio della lamiera di acciaio secondo la tecnica di taglio selezionata

3.       la lavorazione del risultato dal taglio della lamiera, con l’obiettivo di per pulirlo, levigarlo e renderlo più resistente all’attacco di fattori esterni, tramite lavorazioni come burattatura, sabbiatura, lapidellatura.

La lavorazione della lamiera

I produttori di semilavorati o le aziende meccaniche e costruttrici ricorrono con frequenza alla lavorazione lamiera. Prima di entrare nei particolari, è giusto però ricordare che - nonostante le fasi della siano realizzate da strumenti informatici e macchine - tutto il processo viene impostato, monitorato e perfezionato in ogni sua parte da tecnici che costituiscono spesso la differenza tra un lavoro superficiale e un lavoro di alta precisione.

Solo un professionista esperto può infatti accorgersi al momento del taglio, per esempio, di una lieve differenza (a livello di composizione chimica) della lamiera di acciaio e scongiurare così spiacevoli difetti lungo lo spessore del taglio.

Tipologia di taglio

Le tipologie di taglio lamiere sono tante, noi citeremo solo le principali:

-          L’ossitaglio è un processo che impiega la fiamma ossiacetilenica e consente di tagliare lamiere con spessore che va da 8 a 150 mm.

-          Il taglio al plasma utilizza invece un gas che, innescato tramite un arco elettrico, si trasforma in plasma e permette di tagliare lamiere con spessori variabili da 2 a 22 mm e con una buona qualità del taglio e una minore deformazione termica rispetto all’ossitaglio.

-          Il taglio al laser consente tagli di precisione elevata, anche se parecchio costosi, sulla base di tre principi diversi:

o   Vaporizzazione

o   Fusione

o   Combustione

Dopo il taglio: la lavorazione dei particolari

In seguito al flusso di calore al quale vengono sottoposte le lamiere (durante il taglio al plasma e l’ossitaglio) si producono bave che vanno pulite.

-          Una prima soluzione è rappresentata dalla burattatura, che consiste nello sfregamento meccanico dei pezzi con altri pezzi molto duri all’interno del buratto, un tamburo rotante. Questo procedimento aiuta anche a rimuovere tracce di calamina dai pezzi tagliati.

-          La sabbiatura è invece una lavorazione di finitura simile alla burattatura, con la differenza che leviga i pezzi tramite l’abrasione creata da un getto sotto pressione di una graniglia o di sabbia.

-          Per concludere la lapidellatura è un procedimento usato per rifinire e lucidare le superfici di taglio in funzione delle esigenze di misura, tramite macchine comunemente dette “lapidellatrici”.

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