Vitaldo Conte_V Volo.... e Carlo Belloli

Allegati

15/nov/2019 15:05:01 FUTURGUERRA Contatta l'autore



 
 
Vitaldo Conte:
‘V Volo’ nel bianco come aereopoesia futurista
‘Corpo-grafie’ / ‘Impronte eolivisuali’ con Carlo Belloli / Vitaldix

1.
“bianco sarà il linguaggio che ci farà volare con i bianchi uccelli del nostro cielo bianco”
Esprimo, nei primi anni Ottanta, oltre a scritture poetico-lineari, una mia corpo-grafia in eventi e in lavori verbo-visivi: attraverso le creazioni della lettera V (iniziale del mio nome) che diviene V Volo nel bianco. Ciò l’ho documentato recentemente su ‘Utsanga.it’ (29 giu. 2019).
I miei testi poetici sul bianco veicolano eventi performativi nel 1981, tra cui: L’ombra d’Icaro (Piazza S. Stefano, Bologna), in cui colloquio con il corpo di un mimo bianco, che firmo come opera-volo d’arte; Io bianco volo (Lavatoio contumaciale, Roma), in cui la parola sonora scandisce i ritmi del volo d’Icaro con il mio corpo in volo bianco.

2.
Alcuni miei lavori sulla visualità della parola diventano Impronte eolovisuali, anche in riferimento a espressioni del Futurismo: come le cinque tavole che costituiscono la mia omonima cartella (1981). Questa ha la significativa “focalizzazione” di Carlo Belloli (1922-2003), precursore della poesia concreto-visuale italiana e critico d’arte, che ne intravede uno sviluppo della stessa aeropoesia futurista. Marinetti, nel “collaudo” dei Testi-poemi murali del 1944, gli riconosce il merito di aver posto i termini di un nuovo vedere la parola: «con Belloli la poesia diventa visiva».
Questo testo introduttivo è pubblicato sulla rivista ‘Futurismo-Oggi’ (sett. ott.1981), diretta dal futurista Enzo Benedetto. Questa risulta essere l’ultima rivista e riflessione delle generazioni storiche del Futurismo dal 1969 al 1993.
La cartella e qualche altro mio V Volo grafico inedito sono presentati da Belloli in una mostra a Milano (Gall. Arte Struktura) nel dic. 1981, insieme a rare edizioni bibliofile e opere del gruppo storico degli astrattisti comaschi (C. Badiali, A. Galli, M. Radice, M. Rho).
“Ripropongo” una sintesi di questa presentazione, ritenendola un significativo documento.

Carlo Belloli: Vitaldo Conte, Impronte eolovisuali (Campanotto Ed., 1981):
le strutture tensive di vitaldo conte si sostanziano di percettibilità immediata e le parole che le concludono a supporto di integrazione fabulata non dovranno intendersi come didascalie complementari all’evento segnico.
si tratta di segni-segnali che propendono a semanticità correlata, non metaforica ma linearmente analogica. segmenti come sememi. impronte come negativi visualizzati della memoria. direttrici ottico-percettive di situazioni poietiche elementari, cristalline.
aspirazione all’ascesa come immagine permanente, univoca. quello che l’aeropoesia futurista si era dimenticata di realizzare, ancora preoccupata dal canto, pur parolibero, di eroismi civili, anche epopeici.
anche uno sviluppo del tutto casuale, non certo istigato dalla diretta assimilazione dei «poemi grafici» di pino masnata che avevo introdotto negli anni sessanta, con modalità di focalizzazione esegetica, in un volume color smeraldo indiano. vitaldo conte depassa la profezia grafosegnaletica di pino masnata che, negli ultimi anni della propria operatività poetica, aveva portato a conseguenze estreme le intuizioni degli «stati d’animo disegnati» dallo scrittore futurista giuseppe steiner raccolti in una curiosa brossura edita da f.t. marinetti, a roma negli anni trenta, per i tipi di «poesia».
questo risultato ultimo della ricerca di vitaldo conte, poeta lineare e indagatore di possibilità microvisuali del linguaggio imagato, mi interessa e interessa. oggi vitaldo conte può aspirare a buon diritto a cittadinanza culturale internazionale. nell’ambito delle tendenze più avanzate della poesia di ricerca europea, dell’integrazione parola-segno, l’operare recente di vitaldo conte si presenta del tutto autonomo e significante.
conte ci suggerisce un modo diverso di ascesa virtuale dove il volo è già protostoria tecnologica e lo spazio extraterrestre non ospita l’astronauta militarizzato ma impossibili colibrì angolati.
l’imperativo del volo di questo operatore del linguaggio re-ferente si risolve in candido dialogare di cesure fortemente minimali per un codice decifrabile in tempi visivi ultrarapidi. (…) gli angoli e i triangoli, a sintesi di aperture d’ali, che vitaldo conte propone a spazi bidimensionali mi si presentano come dislocazioni connotative del significato per l’emergenza non enfatica del significante imprevisto (…).

3.
“Noi stiamo per assistere alla nascita del Centauro e presto vedremo volare i primi Angeli” (F.T. Marinetti)
In una scheda su Italian Performance Art (2015) sintetizzo impersonalmente la mia storia in Vitaldix: «Da Vitaldo Conte nasce (nel solstizio d’estate 2009) il suo avatar Vitaldix per una esigenza di sconfinamento della teoria nell’arte-azione. Questa - pulsione idea performativa - ha il suo primo evento a Nettuno: con un volo/poema nel cielo per celebrare il centenario del Futurismo. L’impresa di esordio consiste nel portare a terra, intatta, una rosa rossa in bocca (omaggio alla Lussuria di Valentine de Saint-Point)». Nel 2019 esce il mio dvd ‘Io angelo dannato’ con due video (2009 e 2015) sui ‘V Voli’ di Vitaldix che vivono nel cielo come Trans-Futurismo. 
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl