"VESEVUS CAMORRA PULP" DI GENNARO FRANCIONE AL COPERNICO DI POMEZIA - REGIA MARTUCCIO - TIRDI

14/mag/2015 07:55:23 Andrej Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

L’Istituto di Istruzione Superiore “Via Copernico” di Pomezia, in collaborazione con l’istituto d’Arte di Pomezia presenta il 29 maggio 2015 h. 10,00  presso la sede dell’Istituto,  lo spettacolo teatrale “VESEVUS CAMORRA PULP” di Gennaro Francione, a conclusione di un percorso progettuale sull’Educazione alla legalità il cui tema specifico è quello della lotta alle mafie.

La messa in scena, nel libero adattamento degli allievi artisti,  sarà realizzata  in chiave grottesca da alcuni alunni dell’Istituto “Via Copernico”,  mettendo in risalto soprattutto le cause dei comportamenti mafiosi: MISERIA e IGNORANZA.

Lo spettacolo sarà articolato e composito in quanto alla recitazione si alterneranno video-immagini, canzoni dal vivo e balletti. Il tutto curato e diretto dalle docenti Nicoletta Martuccio e Carla Tirdi, anche referenti del progetto.

Perché affrontare un tema così delicato e tragico? Perché la scuola nel suo insieme è LEGALITA, è il luogo dove per la prima volta ci si confronta con gli altri, dove si formano i cittadini del domani e per vivere nella legalità è necessario che tutti i cittadini siano educati a rispettare le regole e a convivere nel rispetto di se stessi e degli altri. Per queste ragioni  “l’Istituzione scuola” deve essere protagonista nella diffusione della cultura della legalità e della democrazia per una migliore convivenza tra adolescenti, soprattutto nel rispetto della legalità intesa non solo come insieme di regole formali ma soprattutto come VALORE INTERIORE DELLA PERSONA.

Breve sinossi:

VESEVUS CAMORRA PULP di Gennaro Francione

 

      In chiave pulp si rappresentano due situazioni catastrofiche di Napoli: la camorra  e il Vesuvio.

La camorra attecchisce in mezzo a un popolo affamato e senza lavoro, con uno stato latitante e incapace finanche di liberarlo dall'immondizia. Qui si sviluppa la storia di quattro camorristi costruiti con le maschere fisse delle Atellane: Maccus (lo sciocco), Pappus (il vecchio avaro), Bucco (il ghiottone vanaglorioso e maleducato) e Dossennus (il gobbo astuto). A queste maschere antropomorfe se ne aggiungeva un'altra: Kikirrus, una maschera teriomorfa a forma di gallina, con inevitabile ricordo della maschera di Pulcinella, tanto più che la fidanzata è Colombina tratta dalla Commedia dell'Arte.

Tra il drammatico e il grottesco si sviluppa la vicenda con l'esito finale tragico surclassato dall'ira del Vulcano. Ed è così che il precario piroclastico prende il sopravvento sul provvisorio del malaffare umano.

 

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl