UN ARLECCHINO CONTEMPORANEO IN SCENA IL 9 FEBBRAIO A TUSCANIA

Chi si aspetta il classico personaggio a colori troverà qualcosa di diverso: questo Arlecchino è infatti una rivisitazione in chiave contemporanea del carattere del teatro italiano, accompagnata dalle suggestive sonorità etno-trance della musica mediterranea eseguita dal vivo da Leòn "Pantarei", leader del gruppo Pantarei (voce e percussioni) accompagnato dalle chitarre di Pasqualino Fulco.

27/gen/2007 23:30:00 Luisa Marini Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

La Compagnia Teatro ricerche il 9 febbraio prossimo (data unica) porta in scena al Teatro Rivellino di Tuscania “Arlecchino… e Madre Fame”, per la regia di Mario Gallo.

Chi si aspetta il classico personaggio a colori troverà qualcosa di diverso: questo Arlecchino è infatti una rivisitazione in chiave contemporanea del carattere del teatro italiano, accompagnata dalle suggestive sonorità etno-trance della musica mediterranea eseguita dal vivo da Leòn “Pantarei”, leader del gruppo Pantarei (voce e percussioni) accompagnato dalle chitarre di Pasqualino Fulco.

Il nuovo allestimento è nato dall’incontro tra Mario Gallo, regista e attore della compagnia, e Leòn “Pantarei”, musicista specializzato nel canto arabomoresco e nelle pulsazioni arabo-indo-mediterranee, che hanno trovato un filo artistico comune che li lega, e insieme hanno deciso di concretizzare la tradizione della Commedia dell’Arte in cui musica e improvvisazione attorale sottolineano lo stile della tradizione teatrale italiana.

Arlecchino è affamato, dunque impegnato nella ricerca senza sosta di una fonte di cibo, ma è anche a caccia di stimoli in un’esistenza che fa incontrare personaggi sfruttatori, egoisti, in mala fede, che non sanno guardare oltre la propria quotidianità, oppure visionari che non riescono a concretizzare i loro sogni. Questi incontri non sono mai del tutto negativi, anzi sono prove da sperimentare, che fanno conoscere ad Arlecchino come va la vita, e lo fanno crescere. Il personaggio mantiene una linea costante nel suo agire, ossia l’equilibrio tra spirito e materia: la sua è una fame pratica, urgente, che è anche metafora della fame di cultura e di comunicazione, umana e sociale.

Arlecchino è spirito vitale il cui sogno trasfigura la realtà: ci parla della possibilità, data a ognuno, di realizzare i propri desideri per andare oltre la realtà e migliorarla, per esorcizzarne la sofferenza. La sua sopravvivenza diventa metafora della ricerca del proprio posto nel mondo, della propria ragion d’essere, di se stessi.

Nel cast, oltre a Mario Gallo - Arlecchino, Cristiano Leopardi (romano, diplomato alla scuola di Enrico Maria Salerno, interpreta ruoli in molti lavori teatrali, oltre che in vari cortometraggi, e lavori per la televisione) e Rosalba Battaglia (attrice originaria di Palermo, diplomata alla Scharoff di Roma, lavora in varie produzioni teatrali e televisive), che hanno portato con successo lo spettacolo in tournée in Grecia nella sua precedente messa in scena, e Marzia Turcato (romana, autrice e attrice diplomata anche lei alla Scharoff di Roma, che vanta varie esperienze tra teatro, tv e radio). Insieme, i tre attori-autori hanno ottenuto premi di rilievo con due recenti lavori in varie rassegne di corti teatrali a Roma (Teatro Sette, Tordinona, Piccolo Eliseo).

Luisa Marini

Promozione e Ufficio stampa

Cell. 339 3841465 / e-mail info@teatroricerche.com

Spettacolo “Arlecchino… e Madre Fame”

Compagnia Teatro ricerche - Special guest Pantarei

Venerdì 9 febbraio 2007

Teatro Il Rivellino, Tuscania (VT)

Ore 21.00

Ingresso €. 8,00 - €. 3,00 bambini

Info e prenotazioni: 0761-443718 - 339 3841465 info@teatroricerche.com
 
 

Mario Gallo, attore, autore e regista teatrale nato a Genova, è Presidente del Teatro ricerche, fondato fin dal '92. Si forma a Urbino presso l'Istituto di Scienze dello Spettacolo e Sociologia della Comunicazione della Facoltà di Magistero e al Cantiere Internazionale d'Arte di Montepulciano. In seguito, si perfeziona al Centro di Pedagogia Teatrale “E. G. Craig” di Firenze. Tra i suoi maestri considera fondamentali Jan Ferslev dell'Odin Teatret, Sosta Palmizi, Marcel Marceau, Hal Yamanouchi, Philip Radice (scuola J. Lecoq di Parigi), Franco di Francescantonio, Enzo Scala, Kassim Bayatly. Nel 1993 è co-fondatore della Compagnia Stabile del Teatro Popolare d’Arte di Firenze, con cui rimane fino al 1999.

Possiede una profonda esperienza pedagogica attraverso il teatro, acquisita in oltre 15 anni di progetti sviluppati per la scuola e la Pubblica Amministrazione. Ha insegnato Commedia dell'Arte presso la Libera Accademia del Teatro del Sogno di Roma.

Oggi affianca all'attività di autore, attore e regista l'insegnamento in vari laboratori e workshop in Italia e all'estero. E' Direttore artistico di un progetto Leader della UE per la Regione Calabria, e Direttore didattico della Libera Accademia Internazionale per la Formazione dell'Attore.

Di prossima apertura il Teatro della Rocca, nel cuore del centro storico di Tuscania, spazio di spettacolo, formazione ed eventi per il teatro e il cinema, che sarà dotato anche di una biblioteca dedicata alle arti.

www.teatroricerche.com

 

Leòn “Pantarei” (al sec. Leonardo Vulpitta), è un multipercussionista, cantante, compositore che, alla consueta formazione "latinoamericana" ha aggiunto, nel corso della sua evoluzione stilistica, una composita specializzazione mediorientale ed indopakistana: allievo di Nanà Vasconcelos per le pulsazioni amazzoniche, di Shalil Al Shankàr per le tàblas pakistane, e di molti altri maestri illustri di tablàh egiziane, congas e bongos, Leon ha infatti orientato la propria specializzazione secondo le direttrici di un "crossover" stilistico-espressivo di tipo latino-mediterraneo, con forti riferimenti orientali.

Le sue molteplici collaborazioni ed esperienze si sono quindi realizzate con il presupposto del richiamo al canto ancestrale, alla pulsazione neotribale, al gusto psichedelico della percussività, quali richiami ad una sorta di Futuro Antico del suono del mondo. Particolare importanza acquista, in tal senso, l'aspetto vocale dell'arte di Leon Pantarei, che ha sviluppato un modo di cantare del tutto personale, da alcuni definito “Islamabhangra”, che si ispira ai linguaggi del canto arabomoresco, fondendoli con le forme del Bhangra, ma anche con il ragga e l’hip-hop.

Pantarei, progetto musicale nato dalla collaborazione con Fabrizio Cesare “Allah” (tastierista, arrangiatore e compositore), nasce nel 1995 e rappresenta una delle migliori espressioni dell’ “Altra” Musica italiana.

Il gruppo ha all’attivo tre album (Regalentu, CNI ’96; Tremalaterra, M. Pagani/Il Manifesto 2002; RadioBudda, Venus 2004), due piazze d’onore al Premio Tenco (’96 e ’98), numerose partecipazioni a compilations (tra cui Canti Sudati CNI/Il Manifesto 1996) e vari dischi singoli e remix. Vanta inoltre prestigiose collaborazioni con artisti del calibro di Mango, Teresa Desio, Mariella Nava, Max Gazzè e altri.

Il suono di Pantarei è stato definito dalla critica come etnotranceclub. In esso le pulsazioni ipnotiche dub confluiscono in linee melodiche dichiaratamente mediterranee e nella profondità di una scrittura poetica in lingua calabro-siciliana che da certa critica è stata definita come neopitagorica. L’ipnosi di parola, il suono magico, evocativo e dance, la profondità poetica dei testi e della voce sciamanica di Leon, realizzano, nelle esibizioni live, un clima magico dove interagiscono la leggerezza liberatoria del ballo e la profondità dei piani sonori. Il tutto secondo un equilibrio modernissimo fra tradizione, tecnologia e catarsi dance.

www.pantareionline.it

 

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl