Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Rock Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Rock Tue, 25 Sep 2018 17:59:16 +0200 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/1 Romaeuropa: da domani 25.09 al 30.09 Sharon Eyal, Agrupación Señor Serrano, None Collective, Caroline Nguien e Omar Rajeh Mon, 24 Sep 2018 16:32:48 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/492870.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/492870.html GDG Press GDG Press

PROSEGUE IL PERCORSO TRA I MONDI DEL ROMAEUROPA FESTIVAL

DAL 25 AL 30 SETTEMBRE IN PROGRAMMA:

LA DANZA DELL’ISRAELIANA SHARON EYAL,

IL TEATRO “DOCUMENTATO” DEGLI SPAGNOLI AGRUPACI�“N SE�‘OR SERRANO,

L’INSTALLAZIONE DEGLI ITALIANI NONE COLLECTIVE,

IL TEATRO-CUCINA DELLA FRANCOVIETNAMITA CAROLINE GUIELA NGUIEN 

LA COREOGRAFIA PER DRONI, DANZATORI E MUSICISTI DEL LIBANESE OMAR RAJEH

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Dall'alto a sinistra: "Love Chapter II" di Sharon Eyal,  "#minaret" di Omar Rajeh,"Kingdom" di Agrupación Señor Serrano, 

"Genesi" di NONE COLLECTIVE e "Saigon" di Caroline Guiela Nguien

Prosegue il percorso tra i mondi che anima la 33esima edizione di Romaeuropa festival il cui titolo è, non a caso, Between Worlds.

Dopo due appuntamenti dedicati interamente all’Africa �““Kirina” di Coulibaly e il concerto dell’ambasciatrice della musica maliana Oumou Sangarè �“ il 25 e 26 settembre al Festival è in programma un grande ritorno: al Teatro Argentina arriva una delle icone della nuova danza mondiale, l’israeliana Sharon Eyal che insieme a Gai Behar, con cui guida la compagnia L-E-V, presenterà il suo seducente “Love Chapter II”, nuovo exploit sul tema dell’amore articolato come danza potente ed espressiva, capace di trasmettere un’energia dirompente e di fondere con eleganza musica elettronica, rigore coreografico e venature glamour.

Negli stessi giorni all’Auditorium Parco della Musica dopo “Birdie”, presentato al REf17, arriva il teatro “documentato” degli spagnoli Agrupación Señor Serrano che con “Kingdom” affronteranno il tema del capitalismo affiancandolo ironicamente alla figura di King Kong: un cocktail irriverente che mescola banane, consumismo, coreografie virili, pubblicità, punk rock, supermarket, multinazionali, bestialità e musica trap per suggerire l’identificazione fra il modello capitalista e patriarcale e il celebre mostro partorito da Hollywood.

Il 27 settembre, alla fine dello spettacolo, la compagnia incontra il pubblico per il ciclo Postit moderato da Renato Fontana, esperto e docente di comunicazione e linguaggi visivi.

Il 27 settembre alla Sala Santa Rita il collettivo artistico NONE che da sempre si muove sul confine tra arte, design e ricerca tecnologica con la creazione di opere immersive in ambito internazionale presenta alla Sala Santa Rita “Genesi” più che un’installazione un rito collettivo, uno stimolo alla ricerca della connessione tra l’individuo e la propria spiritualitàLe più svariate e antiche pratiche di meditazione si mescolano per creare un crescendo sonoro che insieme all’utilizzo della luce mette alla prova lo spettatore trasformandolo in un performer inconsapevole. L’opera è in mostra fino al 7 ottobre, ingresso gratuito.

Il 29 e 30 ottobre all’Auditorium Parco della Musica in collaborazione con La Francia in Scena è la volta dei việt kiều raccontati dall’acclamata regista della scena francese Caroline Guiela Nguien  che nel suo “Saigon” indaga con poesia e delicatezza l’identità post-coloniale con uno spettacolo toccante e intenso ambientato in un ristorante vietnamita, ponte d’incontro tra il Vietnam degli anni Cinquanta e la Francia di oggi. 11 attori in scena incarnano le voci di uomini e donne segnati dalla storia e dalla geografia. Ogni incontro è utile a condividere paesaggi, volti, canzoni e lingue che non esistono più da nessuna parte se non nella loro memoria e nel luogo che hanno costruito per renderla viva.

Il 29 Settembre, prima dello spettacolo, la regista incontrerà il pubblico per il ciclo di Talk di Robinson �“ La Repubblica insieme alla giornalista Katia Ippaso alle ore 19.15 in Sala Petrassi.

Sempre il 29 e 30 settembre al Teatro Argentina il Libanese Omar Rajeh in “#minaret” s’interrogherà sul nostro ruolo dinanzi a episodi di distruzione, come quello che ha raso al suolo Aleppo e la sua storia. Un atto di resistenza contro la demolizione di una delle città più antiche del mondo attraverso una coreografia per droni, danzatori e musicisti. Un incontro tra coreografia, arti visive e musica eseguita dal vivo e ispirata all’eredità sonora di Aleppo capace di trasportarci nel cuore della città e di farci riflettere sul nostro ruolo e sulla nostra posizione rispetto a questo terribile atto di barbarie.

Il 30 Settembre per i Talk di Robinson �“ La Repubblica Omar Rajeh incontra il pubblico alla fine dello spettacolo in Sala Squarzina insieme all’archeologo e accademico Paolo Matthiae. Modera la giornalista Raffaella De Santis.

A seguire il programma e le schede degli spettacoli.

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PROGRAMMA ROMAEUROPA FESTIVAL DAL 25 AL 30 SETTEMBRE

Da martedì 25* a mercoledì 26 settembre | Teatro Argentina

SHARON EYAL �“ GAI BEHAR / L-E-V

Love Chapter 2

Ore 21

Da 19 a 40 euro

*La replica del 24 settembre è stata annullata per imprevedibili difficoltà tecniche e logistiche della Compagnia

 

Da martedì 25* a mercoledì 26 settembre | Auditorium �“ Sala Petrassi

AGRUPACI�“N SE�‘OR SERRANO

Kingdom

Ore 21

Da 15 a 30 euro

*Martedì 25, a fine spettacolo, Post it con la partecipazione degli artisti e Renato Fontana.

 

Da giovedì 27 settembre a domenica 7 ottobre | Sala Santa Rita

NONE collective

Genesi

Ore 16 �“ 20 (venerdì 16 �“ 23 / sabato 11 �“ 19 / lunedì chiuso)

Ingresso gratuito

 

Da sabato 29 a domenica 30 settembre | Teatro Argentina

OMAR RAJEH �“ Maqamat

#minaret

Sabato 29 ore 18 �“ domenica 30 ore 17

Da 11 a 30 euro

Il 30 Settembre per i Talk di Robinson �“ La Repubblica Omar Rajeh incontra il pubblico alla fine dello spettacolo in Sala Squarzina insieme all’archeologo e accademico Paolo Matthiae. Modera la giornalista Raffaella De Santis.

 

Da sabato 29 a domenica 30 settembre | Auditorium Sala Petrassi

CAROLINA GUIELA NGUYEN / les Hommes Approximatifs

Saigon

Sabato 29 ore 20 �“ domenica 30 ore 17

Da 19 a 30 euro

29 Settembre, ore 19.15 in Sala Petrassi prima dello spettacolo, la regista incontrerà il pubblico per il ciclo di Talk di Robinson �“ La Repubblica insieme alla giornalista Katia Ippaso.

 

SCHEDE SPETTACOLI

SHARON EYAL | GAI BEHAR | L-E-V

Love Chapter II

Dal 25 al 26 Settembre | Teatro Argentina

Ore 21

Chi durante REf16 ha potuto vedere OCD Love ricorderà quel sensuale amalgama di musica e danza creato da Sharon Eyal, coreografa associata alla Batsheva Dance Company. Con lei, riuniti sotto il nome L-E-V (cuore, in ebraico), Gai Behar animatore della vita notturna di Tel Aviv e il musicista, padre dei techno rave israeliani, Ori Lichtik.

Oggi la compagnia torna in scena con Love Chapter II, nuovo exploit sul tema dell’amore articolato come danza potente ed espressiva, capace contemporaneamente di trasmettere un’energia dirompente e di fondere con eleganza musica elettronica, rigore coreografico e venature glamour.

Una pièce sul rapporto amoroso che, tra dolcezza e violenza, pulsa come un cuore avvolto di tenebra e frammentato in pezzi d’amore ma ancora in grado di mostrare, durante l’esplosione, tutta la sua luminosità.

Agrupación Señor Serrano

Kingdom

25-26 Settembre | Auditorium Parco della Musica �“ Sala Petrassi

Ore 21

Il 25 Settembre al Termine dello spettacolo la compagnia incontra il pubblico per Post-it, il ciclo di incontri realizzato con Rai Radio3. Modera l’incontro Renato Fontana.

Già con Birdie, presentato durante REf17, i catalani Agrupación Señor Serrano hanno dimostrato come cinema, immaginario collettivo e media siano strumenti utili a interpretare la realtà e manipolare le sue narrazioni.

Con Kingdom la compagnia composta da Àlex Serrano, Pau Palacios e Ferran Dordal porta in scena il mito di King Kong, mescola in un cocktail irriverente banane, consumismo, coreografie virili, pubblicità, punk rock, supermarket, confusione, multinazionali, bestialità e musica trap per suggerire l’identificazione fra il modello capitalista e patriarcale e il celebre mostro partorito da Hollywood. L’obiettivo è quello di esporre i meccanismi che agiscono all’interno del modello economico e sociale del mondo occidentale e che ci inducono a crisi cicliche.

Se la costruzione di questa scena, sospesa tra reale e virtuale, avviene attraverso immagini filmate e manipolate digitalmente, musiche e testi, la compagnia raddoppia le carte in tavola e sviluppa la propria ricerca drammaturgica ed estetica presentando un dispositivo più complesso capace di raccogliere oggetti, performer, musicisti e danzatori. In poche parole una moltitudine di sguardi sulla complessità e le criticità del presente.

NONE Collective

Genesi

Dal 27 settembre al 7 ottobre Sala Santa Rita

dalle h 16 alle 20
il venerdì e sabato dalle h 16 alle 23
la domenica dalle h 11 alle 19
lunedì chiuso

GENESI è un’installazione, un rito collettivo che vuole connettere lo spettatore con il proprio “io” profondo e la propria spiritualità.

NONE collective mette in scena una celebrazione e assiste da spettatore alla dialettica costante dei due stati dell’essere: la coscienza e l’incoscienza, il sapere e l’ignoranza, l’antica dicotomia tra la luce e il buio. Le più svariate e antiche tecniche di meditazione si mescolano - il mantra OM, i canti gregoriani, le campane tibetane, i canti dei Muezzin, l’ipnosi  - nel suono e nella luce, accecante e ardente, mettendo alla prova il visitatore e trasformandolo in performer inconsapevole.

Dopo essere stata presentata l’1 Gennaio 2018 a La Festa di Roma promossa dall’Assessorato alla Crescita Culturale di Roma, Genesi dialoga ora con la Sala Santa Rita. L’opera, infatti, è stata riadattata in dialogo con lo spazio.  In prossimità del suo ingresso il pubblico sarà attirato da una parete di luci accecanti (blinder), formata da 225 lampade per un totale di 75 kilowatt per ogni modulo luminoso. Lo spettatore, messo alla prova dal calore della luce, dal mantra sonoro si ritroverà involontariamente al centro dell’installazione, protagonista di un atto performativo.

Qui l’oscurità dell’incertezza, della paura e del caos in cui tutti noi viviamo, infatti, assume una nuova dimensione fisica e il buio si manifesta nella sua positività come spazio inesplorato: è il futuro ancora da esperire, in cui tutto potrà ancora accadere.

Le luci caustiche che riflettono ogni elemento architettonico della Sala Santa Rita e il mylar, materiale altamente riflettente, che ricopre l’intera superficie della chiesa sconsacrata, invitano lo spettatore ad esplorare una nuova dimensione spirituale, in cui convivono fede e materia, incertezza e speranza verso il futuro.

CAROLINE GUIENA NGUYEN | LES HOMMES APPROXIMATIFS

Saigon

29 e 30 Settembre | Auditorium Parco della Musica �“ Sala Petrassi

sabato ore 20

domenica ore 17

29 Settembre, ore 19.15 in Sala Petrassi prima dello spettacolo, la regista incontrerà il pubblico per il ciclo di Talk di Robinson �“ La Repubblica insieme alla giornalista Katia Ippaso.

Marie-Antoinette è una donna vietnamita arrivata in Francia nel 1954. Sull’insegna del suo ristorante ha scritto ‘SAIGON’. È il nome di ben 979 ristoranti nel paese ma anche quello della sua terra d’origine. Qui si viene per parlare vietnamita o per cantare canzoni che piangono amori perduti e dimenticati in patria. Nel ristorante ci sono fiori artificiali e luci al neon, l’altare per gli antenati e una raffigurazione della Vergine Maria appesa a un muro.

È in questo luogo che ci porta Caroline Guiela Nguyen, acclamata regista della scena francese insieme alla sua compagnia les Hommes Approximatifs. 11 attori in scena (francesi, francesi di origine vietnamita e vietnamiti) incarnano le voci di uomini e donne segnati dalla storia e dalla geografia. Ogni incontro è utile a condividere paesaggi, volti, canzoni e lingue che non esistono più da nessuna parte se non nella loro memoria e nel luogo che hanno costruito per renderla viva.

Perché SAIGON indaga con poesia e delicatezza l’identità post-coloniale, quando le proprie radici divengono un ricordo lontano incarnato in un ristorante etnico, sospeso tra la Francia di oggi e la Saigon degli anni ’50, e per sempre scollato dalla realtà.

Omar Rajeh | Maqamat

Kingdom

29 e 30 Settembre | Teatro Argentina

sabato ore 18

domenica ore 17

Il 30 Settembre per i Talk di Robinson �“ La Repubblica Omar Rajeh incontra il pubblico alla fine dello spettacolo in Sala Squarzina insieme all’archeologo e accademico Paolo Matthiae. Modera la giornalista Raffaella De Santis.

«Tutto si muove, cambia e si sposta attorno a noi �“ racconta Omar Rajeh �“ e possiamo sentire il tumulto creato dai conflitti non solo umani e sociali, ma anche religiosi e politici. Siamo testimoni di un malato plauso dell’estremismo, oscurantismo e fanatismo.

Può una città morire? E con essa i suoi valori, la sua storia e la sua cultura? Per quasi mille anni il minareto della Grande Moschea di Aleppo si ergeva sulla sommità della città più grande di tutta la Siria. Questo ritratto monumentale di un’intera cultura, della società, della sua storia e religione ora giace in rovina».

Il coreografo e danzatore libanese Omar Rajeh, fondatore della compagnia Maqamat Dance (Beirut, 2002) con #minaret dà vita a un atto di resistenza contro la demolizione di una delle città più antiche del mondo attraverso una coreografia per droni, danzatori e musicisti. Un incontro tra coreografia, arti visive e musica eseguita dal vivo e ispirata all’eredità sonora di Aleppo. Un’unione in grado di trasportarci nel cuore della città e di farci riflettere sul nostro ruolo e sulla nostra posizione rispetto a questo terribile atto di distruzione.

Biglietteria:

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Spring Attitude: mercoledì 26 settembre la conferenza stampa in Opificio Romaeuropa alle 11.30 Mon, 24 Sep 2018 11:42:20 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/492800.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/492800.html GDG Press GDG Press

Ciao a tutti,

Di seguito l'invito alla conferenza stampa della nona edizione di Spring Attitude, il festival internazionale di musica elettronica e cultura contemporanea che torna nella Capitale dal 4 al 6 ottobre 2018.

La conferenza si svolgerà mercoledì 26 settembre presso l'Opificio Romaeuropa (via dei Magazzini Generali 20/A) alle ore 11.30.

Vi chiediamo di confermare la vostra presenza alla mail info@gdgpress.com

Grazie mille e buon lavoro

Michela Rossetti

Gdg Press

+347 9951730


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There is a amusing pastime known as Madden NFL 19 Mon, 24 Sep 2018 03:59:15 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/492734.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/492734.html BernardSimon BernardSimon Many crazy fans have recently complained that the franchise model has largely never been touched. Very small adjustment at the end of each year with Madden 19, obviously. To find out more info in regards to nfl 19 coins take a look at the web-site. The franchise model is a major focus of the EA, while taking into account cosmetics and functional improvements to make it feel fresh.


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Pomezia Light Festival: inaugurata ieri davanti a migliaia di persone la II edizione Sat, 22 Sep 2018 14:42:18 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/492704.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/492704.html GDG Press GDG Press

DAL 21 AL 23 SETTEMBRE

Inaugurata ieri 21 settembre davanti a migliaia di persone la II edizione del

POMEZIA LIGHT FESTIVAL

 VERSO UN FUTURO PIÙ SMART E LUMINOSO

ingresso gratuito

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Torre comunale_foto di Vittoria Bozzarelli

Tilman Küntzel_Fallen Chandelier

Giochi di luce, danze, fuochi d’artificio e proiezioni spettacolari di video mapping sulla Torre comunale di Piazza Indipendenza hanno inaugurato ieri sera 21 settembre, davanti agli occhi stupiti di migliaia di adulti e bambini presenti, la seconda edizione del Pomezia Light Festival, la manifestazione di light art organizzata da Opificio in collaborazione con il Comune di Pomezia, in programma fino a domenica 23 settembre 

Il pubblico ha potuto poi ammirare in un percorso lungo un chilometro e mezzo oltre 15 opere artistiche multimediali, digitali, analogiche, interattive realizzate da più di 27 artisti nazionali e internazionali ispirate al tema di quest’anno, la Smart City, ovvero ovvero la città intelligente che già gli intellettuali del Rinascimento immaginavano fondendo insieme estetica, funzionalità e ideali.

Dal lampadario “caduto” e sonante dell’artista tedesco Tilman Küntzel, alle immagini cangianti della bicicletta autoalimentata con batterie e pannelli solari dei FanniDada, dall’installazione  con lampade led a basso consumo di Andrea Mammucari Biancamaria Centaroli, alla stampante 3D utilizzata da Faber Sorrentino per realizzare il suo trittico ispirato a Tiziano, dai  quadri luminosi fatti di tubi di neon di Marco di Napoli,  alle immagini generate dal vapore della fontana di bambù giapponese di Mediamash studio, fino ad arrivare alla scuola riempita di luci e suoni dal duo estone Nerd Team,  alle videoproiezioni sul mondo del linguaggio televisivo di  Francesco Elelino e Rakele Tombini, alle geometrie che si evolvono nel tempo e nello spazio di “NEUTRO” di Simone Sims Longo, alle immagini oniriche che creano l’illusione  di tante lucciole di Carlo Flenghi, al "FLANEUR”, di High Files, ovvero un uomo alla ricerca delle bellezze della sua città. 

Il pubblico si è divertito giocando con opere interattive come PKK” (Proiezione Kon Kinect) di HackLab: grazie all’utilizzo di un doppio sensore a raggi infrarossi, gli spettatori hanno attivamente partecipato alla realizzazione dell’opera con i movimenti del corpo proiettati su uno schermo, o come “I+I=III” del collettivo Crono: un “termometro” che registra la frequenza delle presenze degli spettatori modificando le luci in base ai partecipanti  e generando un’esplosione di colori.

In mostra non solo arte digitale ma anche lavori di pittura tradizionale come quelli di  Controllo Remoto con  opere realizzate con colori e spray acrilici mediante l’uso di stencil e proiezioni, il progetto fotografico “SEVEN MILLIONS” di Fabio Mignogna  o ancora l’opera “ALVEUS NC” di Vito Marco Morgese, alias Seed, in cui si alternano giochi di ombre e light show glitch.

Proseguono anche oggi durante il giorno gli incontri e le lecture alla Biblioteca comunale di Pomezia "Ugo Tognazzi", largo Catone: alle 16 Daniela De Angelis, docente del Liceo Artistico Roma 2,  terrà l’incontro dal titolo La scena dell’arte: l’affresco scomparso di Pomezia che racconta il ritrovamento dell’affresco di Ferruccio Ferrazza ,mentre alle 18 Roberto Renna, docente presso l'Istituto di Stato per la cinematografia e la televisione, tra i fondatori di Opificio, terrà una lecture sui i diversi linguaggi: la città nella TV italiana delle origini.

Per partecipare è necessaria  la prenotazione gratuita su www.pomezialightfestival.it

Questa sera in programma uno degli eventi più attesi del festival: il musicista e compositore Gabriele Marangoni, che arriva direttamente da Ars Electronica, il prestigioso festival austriaco, destabilizzerà il pubblico  con il live-set elettroacustico “RED NOISE”, sul tema del collasso. La performance è arricchita dai visual dell’artista Ai Di Ti (Angela Di Tommaso): nelle sue opere troviamo riferimenti a politica ed attualità, in una chiave estetica fatta di distorsioni e manipolazioni estreme del reale, senza rinunciare alla satira e all’esaltazione propria dell’era digitale.

La II° edizione del Pomezia Light Festival è realizzata grazie al contributo di E.on energia, Floranapoli, Menarini e APA - Associazione Pomezia Albergatori. Partner culturali della manifestazione sono IISS “R. Rossellini” di Roma e Alma Artis Academy. Il Festival aderisce inoltre al network Zoohanna, Urban Experience, Museo Civico Archeologico Lavinium, Sistema Museo, ToBe Srl, Ciù Ciù, Rete d’Impresa Pomezia Centro e Blooming Festival.

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Piazza Indipendenza |Ore 21.30 | Accensione delle opere | ingresso gratuito

Per partecipare agli incontri è richiesta la prenotazione gratuita su www.pomezialightfestival.it

 

CONTATTI

http://www.pomezialightfestival.it/

https://www.facebook.com/PomeziaLF/

Ufficio Stampa Pomezia Light Festival

Giulia Di Giovanni | 334 1949036 |  info@gdgpress.com

Ilenia Visalli | 329 3620879 | gdgpress@gmail.com

Ufficio Stampa Comune di Pomezia

Teresa Di Martino | 320.7584838 |ufficio.stampa@comune.pomezia.rm.it

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Esce oggi il nuovo disco di Simona Norato: “Orde di brave figlie” irrompe tra suggestioni visionarie e poetiche con Ala Bianca Fri, 21 Sep 2018 12:18:33 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/492640.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/492640.html GDG Press GDG Press

 

SIMONA NORATO

"ORDE DI BRAVE FIGLIE"

IL NUOVO DISCO IN USCITA VENERDì 21 SETTEMBRE PER ALA BIANCA

ANTEPRIMA SPECIALE DEL TOUR IL 18 OTTOBRE AL CAMPO TEATRALE DI MILANO

ASCOLTA IL DISCO SU SPOTIFY: https://open.spotify.com/album/0p0NC50nL2DXPtC5TB0KMx

 

Come una valchiria alla guida di un’orda di suggestioni musicali visionarie, sperimentali e poetiche, Simona Norato irrompe con rinnovata prepotenza nella scena cantautorale italiana. Musicalmente schiaffeggia il mainstream per cavalcare con coraggio ed eleganza territori surreali e poco esplorati. Nei testi attacca il pensiero unico e le manipolazioni del potere; si schiera a fianco delle minoranze, metaforicamente un branco di bisonti enormi e respingenti. Proprio come una valchiria guida simbolicamente un’orda di brave figlie contro l'ipocrisia borghese, inneggiando alla libertà.

Title track dell’album, "Orde di brave figlie" è il suo nuovo disco, in uscita oggi 21 settembre per Ala Bianca (https://open.spotify.com/album/0p0NC50nL2DXPtC5TB0KMxe presentato in un’anteprima speciale del tour il 18 ottobre a Campo Teatrale di Milano. Un racconto intimo e al tempo stesso collettivo, testualmente profondo e musicalmente intraprendente. Anticipato dal singolo “Scegli me tra i bisonti” e prodotto artisticamente da Cesare Basile, è il secondo lavoro solista dopo “La Fine del Mondo”, finalista al Premio Tenco nella categoria opera prima nel 2015.

Il blues più puro di Pj Harvey e la grinta rabbiosa di Loredana Bertè, la St Vincent più ispirata, la Cristina Donà più spirituale, e una Beth Gibbons in versione desertica: Simona Norato richiama all'orecchio le regine della scena musicale nazionale e internazionale, mescola sapientemente queste ispirazioni alla sua profonda attrazione per i suoni dell'Oriente e dell'Africa e li restituisce in una sua convincente e personale forma.

“Orde di brave figlie” parla di relazioni in uno stretto legame tra desiderio e consapevolezza. Relazioni politiche e sociali, pure e anche pericolose ma tutte vitali. 

“Le orde di brave figlie sono incontri e scontri da curare con la pazienza dei Santi”, spiega l'artista. Una santità laica che non ammette benedizioni ma tende semplicemente a riconciliarsi nell'essere umani e a vivere la propria realtà senza temere giudizi.  Proprio per questo Simona si mette a nudo di fronte alla propria umanità e ne esce rafforzata: una persona reale che incarna la sua libertà a discapito di una società basata sul paradosso della finzione formale.

Nove brani - di cui due strumentali - cantati in italiano, nati e incisi in presa diretta in una  comunione creativa che accresce il valore dell'opera e porta a compimento il significato di relazione artistica.

Una complessa e profonda ricerca stilistica basata anche su suoni ancestrali e su elementi compositivi del Sud Est del mondo, testimoni di un sentire politico orientato verso una migrazione opposta a quella che viene narrata dalla cronaca di tutti i giorni. Emblematico è l'amore per la terzina in due tempi, movimento caro alle visioni desertiche dell’autrice che esula dalla classica musica di matrice occidentale e ricorda a volte le atmosfere sospese tanto care a Ennio Morricone.

Un solo grande partito” è la canzone che apre il disco: un groviglio di parole tratte da 1984 di George Orwell tra ritmiche arabeggianti, flauti siciliani e udu drum africano, in un vero e proprio mosaico di culture per denunciare le manipolazioni del potere e l'inquietante omologazione di pensiero della società contemporanea. La ballata “Chirurgia del tavolo” manifesta invece la sua convinta fede nell'effetto farfalla, secondo cui ogni gesto compiuto nel micro riverbera nel macro. Il pianoforte conduce l'arrangiamento verso lande rarefatte mentre la voce risulta drammaticamente reale.

Scegli me tra i bisonti” e “Orde di Brave figlie” rappresentano un dittico che vuole analizzare ed esaltare la piccola moltitudine di umani legato da un unico tratto: l'appartenenza a una cosiddetta “minoranza” con una serie di riflessioni libere che denunciano con irriverenza l'ipocrisia borghese, inneggiando alla libertà e alla diversità.

La romantica “Avremo una casa nella prateria” è semplicemente una dichiarazione d'amore in punta di fioretto. Simona Norato la descrive così: “Chitarra preparata, organo elettrico percussivo, voce relegata al timbro più grave e poca ferraglia scelta dalla sapienza di Basile; la struttura del brano abbatte di netto la canzone all'italiana, come una riflessione libera fatta ad alta voce senza interruzioni”.

Un minaccioso cetaceo sottomarino e una piccola barchetta in legno sono i protagonisti dei due episodi strumentali del disco: “Orcaferone”, evocativo loop melodico ricco di fiati che richiama l'eterno impietoso ripetersi della storia umana e “Palastramu”, malinconico minuetto infantile eseguito al pianoforte a quattro mani.

Voce gracile e anima blues si fondono in “Ci chiederanno” e infine “Questo universo spione” chiude la narrazione musicale con un esempio di art pop dove una Simona adulta parla alla sé bambina.

La foto di copertina "Simona e Chiara" è di Guido Gaudioso, l'artwork è di Amedeo Perri.

BIOGRAFIA

Simona Norato è una musicista palermitana: autrice, cantante, chitarrista e tastierista. Inizia a farsi notare nel fertile sottobosco musicale della sua città militando nei F-male Croix, con cui incide due EP, vincendo tra gli altri Arezzo Wave Sicilia 2001 e Sonica Fest nel 2003. Nel 2008 entra nei Famelika di Antonio Di Martino con cui nel 2009 si esibisce sul palco del Concerto del Primo maggio a Roma davanti a ottocentomila persone. Il gruppo diventa un trio e cambia nome in Dimartino. La collaborazione continua fino al 2012 con la pubblicazione di “Cara maestra abbiamo perso” nel 2010 e “Sarebbe bello non lasciarsi mai” due anni dopo. In questo periodo saranno impegnati in un lungo tour con centinaia di concerti, tra cui spiccherà una memorabile performance a Ypsigrock nel 2011.

Altro sodalizio importante è quello con Serena Ganci; con lei nel 2010 forma le Iotatola, incoronate nello stesso anno come vincitrici di Musicultura. Con le Iotatola Simona pubblica l'album “Divento viola” nel 2011, seguito da numerosi live e riconoscimenti tra cui una doppia ospitata su Rai3 a ‘Parla con me’ di Serena Dandini. Nel 2013 la stesura del secondo album “Pop corner” risulterà lunga e travagliata, fino al definitivo scioglimento del progetto.

Nel 2014 partecipa alle registrazioni del disco di Cesare Basile ed entra a far parte de I Caminanti insieme a Enrico Gabrielli, Rodrigo d’Erasmo e Manuel Agnelli. Sarà proprio Basile a supportare e produrre il primo album solista della Norato. “La fine del mondo” esce nel 2015 per la piccola etichetta indipendente siciliana I Dischi Della Fionda. Intimo, eclettico e ispirato, racchiude tutte le sfumature proprie della sua scrittura, mischiando cantautorato con folk, rock e wave. A ottobre 2015 “La fine del mondo” si piazza nella rosa dei 6 dischi finalisti al Premio Tenco  per la categoria migliore opera prima.

Il 2016 prosegue con il tour de La fine del mondo in giro per la penisola e in autunno la riporta a Catania, ancora presso lo studio Zen Arcade, dove prende parte alle sessioni del nuovo lavoro di Basile - "U fujutu su nesci chi fa?" �“ alla cui produzione partecipa sia come strumentista che come interprete unica del brano ‘Fimmina trista fimmina nata’. Nello stesso periodo avvia la lavorazione del suo secondo album.

A dicembre, i toscani post punk SKOM le chiedono di produrre parte del nuovo disco “Chi odi sei”, affidandole la riscrittura in siciliano del Polifemo di Omero, ‘Nuddu ca veni’.
Nel 2017, in occasione del compimento dei vent’anni di carriera, Cristina Donà la sceglie tra le “stelle buone” per arrangiare e cantare insieme ‘Le solite cose”, uno dei brani del suo primo disco “Tregua” (1997). Il 2017 la vede ancora protagonista a fianco di Cesare Basile, in tour con i Caminanti fino al palco del Primavera Sound di Barcellona.

CREDITI ALBUM

Musica e testi di Simona Norato (Eccetto Un solo grande partito, testo liberamente ispirato al romanzo 1984 di George Orwell; Ci chiederanno, testo di Federica D’Alessandro e Palastramu, tema originale di Francesco Incandela).

Produzione artistica di Cesare Basile

Registrato e mixato a Catania c/o gli Studi di Zen Arcade da Guido Andreani

Masterizzato c/o Elettroformati (Milano) da Alessandro ‘Gengi’ Di Guglielmo

Assistente in regia: Sebastiano D’Amico

Stagisti: Davide Lo Re, Andrea Dante Privitera, Salvo Pedalino

Simona Norato �“ voce, piano, synth

Cesare Basile �“ chitarra, darbuka, bongos e voce in ‘Avremo una casa nella prateria’

Antonio Di Martino �“ basso elettrico

Giusto Correnti �“ batteria, percussioni

Francesco Incandela �“ violino, cori

Giuseppe Rizzo �“ chitarra, soundscape

Massimo Ferrarotto �“ batteria e percussioni in ‘Scegli me tra i bisonti’

Marta Caudullo �“ voce in ‘Questo universo spione’

Nicola Mogavero �“ sax in ‘Orcaferone’

Fabio Piro �“ tromba e trombone in ‘Orcaferone’

Mariachiara Sottile �“ flauto traverso e ottavino in ‘Orcaferone’

TRACK LIST

  1. Un solo grande partito
  2.  Chirurgia del tavolo
  3.  Scegli me tra i bisonti
  4. Avremo una casa nella prateria
  5. Orcaferone
  6. Ci chiederanno
  7. Orde di brave figlie
  8. Palastramu
  9. Questo universo spione

ANTEPRIMA TOUR IL 18 OTTOBRE PRESSO CAMPO TEATRALE DI MILANO
Tel 02 26 11 31 33
via Cambiasi 10 �“ Milano

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Management: è online sul canale ufficiale della band "Kate Moss", il video del primo singolo per Island Records. Thu, 20 Sep 2018 13:50:13 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/492533.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/492533.html GDG Press GDG Press

Online il video di

“KATE MOSS”

 

il nuovo singolo dei

  MANAGEMENT

GUARDA IL VIDEO SUL CANALE UFFICIALE DELLA BAND: https://www.youtube.com/watch?v=R1axeg4aXiY

ASCOLTALO QUI: https://island.lnk.to/katemoss

È online sul canale Youtube ufficiale della band il video di “Kate Moss”, il primo singolo dei MANAGEMENT di Luca Romagnoli e Marco Di Nardo per Island Records.

Dopo l’ultimo album “Un Incubo Stupendo” (La Tempesta, 2017) la band abruzzese (ex Management del Dolore Post Operatorio) inaugura una nuova fase 2.0 con un taglio al nome e un nuovo singolo prodotto da Antonio Filippelli, più elettronico rispetto alle canzoni precedenti.

LINK AL VIDEO:  https://www.youtube.com/watch?v=R1axeg4aXiY

LINK ASCOLTO: https://island.lnk.to/katemoss

Il video della canzone ha uno stile anglosassone: un vero quadro in movimento prodotto da Basement e diretto da Giulia Achenza, regista di fashion film e pubblicità di moda.

Un ambiente asettico in cui due donne dai canoni estetici diversissimi - alla ricerca della tanto agognata perfezione fisica - si muovono con gesti onirici e surreali intorno a Luca Romagnoli e Marco Di Nardo, indifferenti e disinteressati a tanti sforzi.

Se Albert Einstein oggi pubblicasse la teoria della relatività su Facebook, prenderebbe 12 Like. Una bella foto di un bel paio di gambe all'olio solare fritto sotto al sole e via, migliaia di followers, di Cuori e di Like, hai vinto. 
La giornata comincia bene e procede bene. Ogni tanto andiamo a sbirciare l'aumentare dei nostri discepoli, soddisfatti. Chi non ha un bel culo ha un gatto, chi non ha il gatto ha il cane, chi è allergico agli animali ha una vecchia e dolce nonnina pronta a sacrificarsi per le scemenze dei nipoti.  Il gioco è questo, inutile stare a criticare, inutile perdere fiato. Non ti piace? Clicca su "disconnetti". Eppure siamo tutti lì. Ma ci piace giocare e noi giochiamo, e tu?
Sei dentro o sei fuori?

È facile. Se non sei dentro non esisti, non ti si caga nessuno, allora anche a te non resta che entrare in questa giungla di tette e di facce truccate e filtrate con la bocca "a culo di gallina", che poi non è neanche male, diciamoci la verità. 

L'immagine di copertina del singolo ritrae un fotoritocco del volto di Kate Moss, musa ispiratrice e icona per eccellenza della moda, per l'occasione photoshoppata all’inverosimile fino a diventare una figura mostruosa e surreale. Sono gli effetti della manipolazione nella società dell’immagine e dell’esasperazione estetica. Un'epoca social-dipendente, dove il maggior numero di followers detta legge e “un bel culo può avere più seguaci di Confucio” o “dove non sempre è bello ciò che bello, ma molto spesso è bello solo quello che è bellissimo”.

Sul perché del nome abbreviato la band risponde: E’ una scelta di “Management”, siamo sempre stati contraddittori e incoerenti. Questa è la nostra forma di coerenza. Quando sei incoerente SEMPRE, diventi coerente.

Il singolo anticipa l'uscita del nuovo album prevista per il 2019.


 

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Promotion Manager Island Records

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Giulia Di Giovanni  - GDG Press �“ info@gdgpress.com

 

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Romaeuropa: Oumou Sangaré, l'ambasciatrice della musica africana nel mondo il 22 settembre all'Auditorium Parco della Musica Thu, 20 Sep 2018 11:30:33 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/492505.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/492505.html GDG Press GDG Press

ROMAEUROPA FESTIVAL PRESENTA

OUMOU SANGARÉ

L’AMBASCIATRICE DELLA MUSICA AFRICANA NEL MONDO

LIVE CON L’ULTIMO ALBUM MOGOYA

SABATO 22 SETTEMBRE 2018

AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA
SALA SINOPOLI,
H 21

Guarda il video di"Yere faga" feat Tony Allen: https://www.youtube.com/watch?v=Sg1JqUA5ck4

Credits: Benoit Peverelli

«One of the great queens of malian music» �“ ROLLING STONE MAGAZINE
«An object lesson in how to update the West African Sound» �“ 
FINANCIAL TIMES
«Mogoya se situe parmi les grands disques de la musique africaine» �“ 
MAGIC
«La plus grande des chanteuses africaines» �“ 
LES INROCKS

Cantautrice del Mali, stella di prima grandezza della scena internazionale, premiata con un Grammy nel 2010, Oumou Sangaré presenta sabato 22 settembre il suo ultimo album Mogoya (Sala Sinopoli, Auditorium Parco della Musica ore 21.00) per la 33esima edizione del Romaeuropa Festival.

Ambasciatrice della musica africana nel mondo, insignita nel 2001 dell’International Music Council/Unesco Music Prize per il suo contributo “all’arricchimento e allo sviluppo della musica, della pace, della comprensione tra popoli e della cooperazione internazionale”, dal 2003 è anche Ambasciatrice di buona volontà della FAO. Oumou è molto più di una semplice cantante: esponente della lotta per i diritti delle donne, da sempre schierata contro i matrimoni combinati e la poligamia, portavoce della sua generazione, è un vero e proprio fenomeno sociale, per i valori che incarna e per i quali si batte. Una donna africana che dice sempre ciò che pensa senza mai tirarsi indietro.

In Africa, nelle nostre città, quello che hai da dire quando canti è considerato molto importante. - Racconta - così io uso la musica per tradurre le mie opinioni su alcuni temi che mi stanno molto a cuore. Ogni volta che scrivo una nuova canzone la gente aspetta principalmente di sentire cosa ho da dire. Questo mondo è malato e c’è molto lavoro da fare per guarirlo. Io cerco di aiutarlo per quello che posso e con quello che so fare meglio”.

Firmato insieme al team di produzione A.l.b.e.r.t (già collaboratore dei Franz Ferdinand), Mogoya vede la collaborazione di Tony Allen e segna un cambio di direzione nella carriera dell’artista: Sangaré si rivolge a un pubblico di ragazzi e ragazze pronti ad ascoltare le sue storie e i suoi consigli di vita .

Mogoya è il risultato di molti anni di carriera e di duro lavoro. Durante questi anni, collaborando con tantissima gente diversa, sono stata capace di osservare e di apprendere molto sulla mentalità delle persone. Qui, in Mali o più generalmente in Africa, l’onestà sta perdendo il suo valore. Le persone non sono più sincere come erano un tempo. Ma la sincerità è molto importante. Devi essere sincero nella vita, devi essere onesto! Ho cantato e canto di tutto questo perché, nella mia patria, noi musicisti siamo visti come degli educatori. Educhiamo, ad esempio, attraverso le nostre parole. Quando nella tua società vedi qualcosa che si sta rompendo e sgretolando, devi parlarne. Dobbiamo prenderci cura della nostra dignità, delle nostre parole, e avere rispetto per le parole che scegliamo”.

Nata a Bamako nel 1968 da genitori emigrati dalla regione a sud del fiume Niger conosciuta come Wassoulou, nel 1986 viene invitata ad unirsi al gruppo di percussioni tradizionali Djoliba per un tour europeo. Dopo questa breve esperienza Oumou decide di formare un proprio gruppo e forgiare un proprio sound basato sugli stili della sua terra d’origine, Wassoulou, nato dal connubio tra l’antica tradizione dei rituali di caccia e i canti devozionali, la preghiera e il raccolto, con melodie costruite su scala pentatonica. Quando pubblica nel 1989 Moussolou, il disco vende oltre 200.000 copie, facendo impazzire il pubblico e i fabbricanti di cassette pirata. All’età di 21 anni, Oumou è già una stella. Ma è solo grazie all’interessamento del leggendario chitarrista Ali Farka Toure che comincia a varcare con forza i confini africani. Nel 1991 l’etichetta inglese World Circuit acquista i diritti internazionali dell’album e comincia a far conoscere la sua musica in tutto il mondo. Tra le sue collaborazioni, il contribuito alla colonna sonora di “Amatissima”, adattamento cinematografico del libro del Premio Nobel Toni Morrison, e la partecipazione da protagonista all’album di cover “The Imagine Project” di Herbie Hancock, vincitore nel 2011 del Grammy Award. Fino ad oggi �“ a sette anni dal precedente “Seya” �“ con la pubblicazione a maggio 2017 del nuovo “Mogoya”, il primo sull’etichetta francese Nø Format.

A Roma, promette, “Voglio portare un pezzo di Africa in Italia, voglio comunicare con il mio pubblico attraverso la musica e invitarlo a danzare, portare un messaggio di unità”.

INFO:

Sabato 22 settembre | Auditorium Parco della Musica �“ Sala Sinopoli

OUMOU SANGARÈ

Mogoya

Ore 21

Da 15 a 30 euro

INFO: 06 45553050

www.romaeuropa.net

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Ufficio Stampa Romaeuropa Festival 2018 

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Frammenti di giardini segreti: la ricerca dell'Eden di Jesús Herrera dal 22 settembre alla White Noise Gallery Wed, 19 Sep 2018 17:00:26 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/492399.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/492399.html GDG Press GDG Press

White Noise Gallery

presenta

JESÚS HERRERA MARTÍNEZ

TAKING CARE OF THE GARDEN OF EDEN

22 settembre �“ 3 novembre 2018

a cura di Eleonora Aloise e Carlo Maria Lolli Ghetti

via della Seggiola 9 | Roma

Opening 22 settembre ore 18.30

Evento: https://www.facebook.com/events/698954170472359/

SCARICA LE FOTO: 

https://www.dropbox.com/sh/jhvd02vjzs4m424/AABrR86Pd4pptnsA2r1leNbua?dl=0

Un tentativo, per definizione irrealizzabile, di racchiudere in un solo ambiente la totalità della natura. La ricerca di una sintesi della diversità e della complessità degli uomini in un unico luogo di coesione.

Dal 22 settembre al 3 novembre il pittore spagnolo Jesús Herrera torna con la sua seconda personale alla White Noise Gallery.

Taking Care of the Garden of Eden” è un ciclo inedito di opere dove, lavorando sulla rappresentazione della natura, Jesús s’interroga sulla paradossale impossibilità per l’artista di fornire rappresentazioni oggettive e distaccate di un tema.

Ciascuno dei pezzi del ciclo è concepito come un frammento di un giardino segreto, una linea di un disegno assoluto, pensato per essere custodito e portato con sé. Come nel caso degli Have, veri e propri polittici richiudibili creati per essere indossati come zaini e riaperti all’occorrenza, come finestre mobili sul giardino perfetto. Allo stesso modo gli esagoni, minuziosamente dipinti con i temi della vegetazione tropicale, sono pronti per trasformare ogni superficie in una porzione di boscaglia; anche in questo caso sarà il collezionista a decidere come disporli definendo così il suo, unico e personale, giardino dell’Eden.

Nelle opere di Herrera si ritrova lo spirito delle Wunderkammer, dove al rigore scientifico spesso si sostituiva il puro gusto per la fascinazione. È nei dipinti di pittori seicenteschi come Albert Eckhout che va ricercato il seme di questa ricerca, nei loro ritratti di realtà esotiche, provenienti dalle coste del Brasile, rappresentate come nature morte dal sapore totalmente mitteleuropeo.

La pittura che Jesús Herrera ha elaborato per questo ciclo supera i limiti del quadro e si lancia alla scoperta della terza dimensione invadendo i supporti fino a trasformarsi in un mantello mimetico, avida di coprire/scoprire tutto con la rappresentazione del giardino perfetto. La squisitezza pittorica che caratterizza i lavori non è mai il loro fine ultimo ma anzi si fa mezzo a servizio del significato; nei lavori in mostra la prima protagonista è la natura, non la tecnica. Tutto nella rappresentazione di Jesús è coperto dalla pittura ad eccezione di cinque sculture di ceramica, solidi platonici immacolati, allegoria di una scienza assoluta e lontana che non è parte di questo giardino ideale ma piuttosto ne è l’unità di misura; il metro perfetto di giudizio a cui l’artista cerca di arrivare senza mai avere successo

La mostra è stata realizzata con il patrocinio della Reale Accademia di Spagna a Roma

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Pomezia Light Festival - verso un futuro più smart e luminoso: al via da venerdì la manifestazione internazionale di light art Wed, 19 Sep 2018 12:18:18 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/492363.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/492363.html GDG Press GDG Press

DAL 21 AL 23 SETTEMBRE

POMEZIA LIGHT FESTIVAL

II EDIZIONE

 VERSO UN FUTURO PIÙ SMART E LUMINOSO

ingresso gratuito

“La sollecitazione percettiva martellante e continua ci ha abituato alla convivenza con più schermi, con sovrapposte informazioni, frammentate e generate da diverse fonti, all’oscillazione continua tra elementi di realtà e virtualità. Si manifesta un’esigenza di uscire dallo schermo per forzare i suoi limiti, distribuirsi nello spazio, integrarsi con una teatralità ambientale e performativa”.

A. Balzola, P. Rosa, L’arte fuori di sé

Thosognataunanotteintera_Fabrizio Cicero_Pomezia Light Festival 2017

Trasmutazioni urbane_Mopstudio_Pomezia Light Festival 2017

La città come non l’avete mai vista: giochi di luce che interagiscono con il pubblico, palazzi abbandonati che rivivono con nuovi colori, proiezioni che catapultano lo spettatore in dimensioni diverse spingendolo a guardare quello che lo circonda con occhi nuovi. E’ Pomezia Light festival, la manifestazione di light art, organizzata da Opificio in collaborazione con il Comune di Pomezia, che torna per la sua seconda edizione dal 21 al 23 settembre. Un festival fortemente legato al suo territorio che punta sulla necessità di riappropriarsi della relazione con lo spazio cittadino.

27 artisti di cui 8 internazionali, oltre 15 interventi artistici, 1 chilometro e mezzo di percorso per oltre 1000 metri quadrati di luce, una sezione dedicata agli artisti under 35 finanziata dal bando Siae SILLUMINA, più di 50 universitari e liceali al lavoro: tre giorni in cui Pomezia sarà invasa da opere artistiche multimediali, digitali, luminose, selezionate tra una rosa di artisti che hanno risposto alla Call for Artist indetta lo scorso novembre.

Tema di questa edizione è la Smart City, ovvero la città intelligente e ideale che già gli intellettuali e architetti del Rinascimento immaginavano, ipotizzando un luogo in cui l’armonia e la bellezza dell’architettura si sposassero con la lungimiranza del governo politico e la vita associata della comunità civica, fondendo insieme estetica, funzionalità e ideali. Pomezia Light Festival aspira a tutto questo esplorando l’argomento attraverso l’arte e la cultura. Le opere del festival ridisegneranno le strade della città, neutralizzando ogni distanza tra artista e fruitore, entrambi attori protagonisti sul terreno comune dello spazio urbano. L’obiettivo è produrre arte sul territorio, per il territorio, con la cittadinanza, arrivando a generare un intervento di rigenerazione urbana, ovvero azioni di recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio preesistente. L’effimero che diventa permanente.

Il Light Festival torna ad illuminare Pomezia �“ dichiara il Sindaco Adriano Zuccalà �“ Dopo il successo dello scorso anno rilanciamo con artisti italiani e internazionali che trasformeranno la Città in un moderno museo a cielo aperto, con opere, performance, installazioni digitali e luminose. Coniugare cultura, arte, turismo e nuove tecnologie è una sfida che Pomezia può vincere: è per questo che siamo orgogliosi di organizzare e ospitare un festival delle luci dal sapore europeo. Un evento che vogliamo diventi un appuntamento annuale per il nostro territorio e che crediamo possa coinvolgere sempre di più cittadini, turisti, attività commerciali e strutture ricettive”.

Oltre 20mila presenze, 4 masterclass, 30 artisti con 14 operazioni artistiche diffuse sul territorio. Questi i numeri della scorsa edizione del festival che quest’anno ha voglia di crescere ancora anche attraverso la conquista di un pubblico internazionale. Pomezia �“ è la convinzione degli organizzatori �“ lo consente: è una città moderna ma con una storia importante; è uno snodo viario fondamentale per gli spostamenti nella Regione; è il polo industriale più importante del Lazio, settimo comune come popolazione; è una sede universitaria e ha strutture urbanistiche che si prestano efficacemente alla realizzazione di interventi estetici luminosi.

Pomezia Light Festival si articola in tre sezioni: AroundTheCity, dedicata a interventi sulla città quali digital performance, live media performance, video teatro, video installazioni, installazioni luminose, light art, light design, digital art; EyesUpTower, tesa a raccogliere esclusivamente proposte di video mapping o live mapping sulla Torre Civica, fiore all’occhiello di Pomezia; e FunAtBeach, sezione dedicata alle live performance, con un occhio di riguardo per AV performance, live cinema, VJing.

Tra le novità più attese di questa edizione il musicista e compositore Gabriele Marangoni, direttamente da Ars Electronica, il prestigioso festival e laboratorio di sperimentazione permanente su arte, tecnologia e società con sede a Linz, in Austria, che destabilizzerà il pubblico del Pomezia Light Festival con il live-set elettroacustico “RED NOISE”, sul tema del collasso. La performance è arricchita dai visual dell’artista Ai Di Ti (Angela Di Tommaso): nei suoi lavori ama mixare vari elementi tecnologici in una continua ricerca volta all’abbattimento dei limiti estetici nell’opera d’arte digitale. Nelle sue opere troviamo riferimenti a politica ed attualità, in una chiave estetica fatta di distorsioni e manipolazioni estreme del reale, senza rinunciare alla satira e all’esaltazione propria dell’era digitale.

Sempre sul tema del collasso, inteso come “possibile cedimento” della città ideale, è il progetto “COLLAPSE” realizzato in collaborazione con Alma Artis Academy, l’Accademia della Belle Arti di Pisa. Verrà allestito uno spazio e un laboratorio che elabori questo tema, attraverso gli strumenti performativi audiovisivi, nella convinzione della necessità di formare figure professionali non più riconducibili alla categoria tradizionale dell’artista ma specialisti chiamati a interagire con un nuovo universo tecnologico e scientifico, consapevoli delle conseguenze culturali e sociali del loro agire in quanto progettisti multimediali.

Pronta per stupire è l’installazione “FALLEN CHANDELIER” dell’artista tedesco Tilman Küntzel, un’opera ricca di suoni e immagini che ricreano, tramite un lampadario caduto, un’atmosfera inebriante e molto luminosa. Riprendendo il Kintsugi, usanza giapponese per cui un oggetto rotto viene riparato con l’oro, l’opera è un gioco di luci melodico che, attraverso i suoni, dà vita ad uno spettacolo unico nel suo genere. 

Il pubblico sarà poi messo alla prova con “PKK” (Proiezione Kon Kinect), realizzata dall’Associazione HackLab Terni. Grazie all’utilizzo di un doppio sensore a raggi infrarossi, gli spettatori possono partecipare attivamente alla realizzazione di un’opera attraverso i soli movimenti del corpo. Altro progetto interattivo è “I+I=III” del collettivo Crono (Federico Cecchi e Andrea Daly): un “termometro” che registrando la frequenza delle presenze degli spettatori modifica le luci in base ai partecipanti generando un’esplosione di colori.

Per vedere con occhi diversi una città, ecco il tour virtuale della “SCATOLA DEL VENTO” realizzato dal duo FanniDada (Fanni Iseppon e Davide Giaccone): un viaggio a tappe in cui le immagini si modificano grazie a una bicicletta autoalimentata con batterie e pannelli solari. 

Luoghi della città come non li avete mai visti grazie a “SPACE DISLOCATION” di Nerd Team, duo estone composto da Jari Matsi e Judith Parts. Insieme ridanno vita a edifici scolastici inanimati e spogli, riempiendo di colore e luce il grigio delle pareti e il vuoto delle finestre, aggiudicandosi il titolo di “Frankenstein del Pomezia Light Festival”. Vita diversa anche per la Torre civica della città, trasformata dall’abilità di Vj Alis, alias Alice Felloni: suoni sperimentali e colori futuristici si fondono in un viaggio attraverso il tempo, la mente e la prospettiva di “Prospectiva Mentis”. 

Per riflettere sulla percezione del tempo e la continua ricerca di equilibrio, ecco “SHISHI ODOSHI” di MEDIAMASH STUDIO (Luca Mauceri e Jacopo Rachlik); mentre “#intervalli@plf.mov” di Francesco Elelino e Rakele Tombini esplora attraverso videoproiezioni il mondo del linguaggio televisivo.  “NEUTRO” di Simone Sims Longo affronta il concetto di non appartenenza. Attraverso geometrie che si evolvono nel tempo e nello spazio, l’artista traduce questa la classica riflessione shakespeariana (“Essere o non essere”?) in immagini e suoni utilizzando diverse tecniche video. 

Già ospite della prima edizione, Tommaso Rinaldi aka High Files presenta “FLANEUR”, ovvero un uomo alla ricerca delle bellezze della sua città. Con uno sguardo al futuro, come un eroe decadente dei romanzi del D’Annunzio, Rinaldi si lancia all’incessante ricerca del bello, di strutture e spazi che suscitino emozioni positive. Ritornano per questa nuova edizione anche Marco Di Napoli con “ART&NEON”, grazie all’ausilio della stampa digitale e di tubi neon sagomati riproduce quadri luminosi e il duo formato da Andrea Mammucari e Biancamaria Centaroli, con “LUMEN-CODE: BIANCO”, ispirati dal tema della Smart City realizzano un’istallazione e uno spazio con lampade led a basso consumo. L’artista Faber Sorrentino per la sua opera s’ ispira idealmente all’artista Tiziano concependo “TRITTICO”: tre rilievi che raffigurano un vecchio, un uomo adulto e un ragazzo che rappresentano rispettivamente il passato, il presente e il futuro.  “L’EVOCAZIONE” dell’artista Carlo Flenghi richiama immagini oniriche non solo per il titolo ma anche per il suo allestimento: tentacoli illuminati, luci mobili, pendenti, spilli da cucito bianchi che creano l’illusione di tante piccole lucciole.  L’opera, è ispirata ai capolavori dello scrittore statunitense Howard Philips Lovecraft e pone l’attenzione sul critico problema dell’inquinamento marittimo.

Non solo arte digitale ma anche pittura tradizionale con il progetto artistico Controllo Remoto. Le opere che verranno presentate sono realizzate con colori e spray acrilici mediante l’uso di stencil e proiezioni e sono il risultato di una fase progettuale in cui le immagini vengono elaborate con programmi informatici. Infine il progetto fotografico “SEVEN MILLIONS” di Fabio Mignogna e l’opera “ALVEUS NC” di Vito Marco Morgese, alias Seed, in cui si alternano giochi di ombre e light show glitch.

Un festival che vive di notte ma che non rinuncia alle ore diurne, dedicando ampio spazio a incontri, workshop e masterclass suddivisi in modo da coprire tutte le fasce d’età, con il coinvolgimento di esperti, studiosi e artisti. Fulcro delle attività lo smart village, la struttura che ospita gli incontri e allo stesso tempo una piazza in cui scambiare conoscenze ed esperienze. I relatori degli incontri sono: Stefano Lentini, affermato musicista impegnato in colonne sonore per cinema e televisione, l'unico compositore italiano insieme ad Ennio Morricone ad essere rappresentato negli Usa da "The Gorfaine/Schwartz Agency";  Anna Maria Monteverdi,  una delle più grandi esperte di digital performance e video teatro in Italia;  Carlo Infante, changemaker, docente freelance di Performing Media, progettista culturale, fondatore di Urban Experience e scenarista per la resilienza futura; Daniela De Angelis, docente presso il Liceo Artistico Roma 2, svolge attività di ricerca e studio nel settore dell’arte contemporanea, ambito nel quale ha pubblicato scritti e cataloghi, in particolare sul Novecento; Roberto Renna docente presso l'Istituto di Stato per la cinematografia e la televisione, ha lavorato in Rai occupandosi di repertorio di spettacolo leggero ed è stato è stato redattore della rivista Poliscritture. Ha fondato con altri Opificio.

Gli organizzatori: chi c’è dietro Pomezia Light Festival

Opificio nasce in una scuola. Forse non in una scuola qualunque ma una scuola, l’Istituto di Stato per la cinematografia e la televisione Roberto Rossellini. Tutto è iniziato con un laboratorio sulla creatività dal nome Officina, ancora attivo. La convinzione è stata fin da subito quella di produrre comunicazione al di fuori dei circuiti consueti e con risultati che, già allora, potevano misurarsi col mondo delle professioni.  Opificio è un collettivo che esplora linguaggi, tecniche, teorie, pratiche produttive, con l’avidità di chi vuole conoscere e capire ma con la barra fissa su un punto: non scostarsi mai da un’etica che è condizione indispensabile per la creazione dell’opera d’arte contemporanea. Perché ciò sia possibile due sono le vie: lo studio (Opificio arriva da una scuola) e il lavoro (si va verso il mondo). L’obiettivo è l’indipendenza, artistica, filosofica ed economica.

La II° edizione del Pomezia Light Festival è realizzata grazie al contributo di E.on energia, Floranapoli, Menarini e APA - Associazione Pomezia Albergatori. Partner culturali della manifestazione sono IISS “R. Rossellini” di Roma e Alma Artis Academy. Il Festival aderisce inoltre al network Zoohanna, Urban Experience, Museo Civico Archeologico Lavinium, Sistema Museo, ToBe Srl, Ciù Ciù, Rete d’Impresa Pomezia Centro e Blooming Festival.

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GUARDA IL VIDEO DELLA I EDIZIONE DEL FESTIVAL

https://youtu.be/bd4q60872z0

GUARDA IL VIDEO TRAILER DELL’EDIZIONE 2018

https://www.youtube.com/watch?v=4bcH1IaP_p0&feature=youtu.be

 

Piazza Indipendenza |Ore 21.30 | Accensione delle opere | ingresso gratuito

Per partecipare agli incontri è richiesta la prenotazione gratuita su www.pomezialightfestival.it

 

CONTATTI

Pomezia Light Festival sito

http://www.pomezialightfestival.it/

 

Pomezia Light Festival pagina Facebook

https://www.facebook.com/PomeziaLF/

www.pomezialightfestival.it

Ufficio Stampa Pomezia Light Festival

Giulia Di Giovanni | 334 1949036 |  info@gdgpress.com

Ilenia Visalli | 329 3620879 | gdgpress@gmail.com

Ufficio Stampa Comune di Pomezia

Teresa Di Martino | 320.7584838 |ufficio.stampa@comune.pomezia.rm.it

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Bonnie Psyco: il mistero di una voce rock. Wed, 19 Sep 2018 12:02:34 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/492318.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/492318.html Music Universe Music Universe  

A breve la pubblicazione di “Tu sei strana”, il nuovo singolo di Bonnie Psyco.
Bonnie, un personaggio misterioso, magico ed affascinante, si divide tra le sue attivitò di cantante e di modella. Fisico statuario, sguardo magnetico, voce dura e accattivante fanno di lei un emblema della Donna forte e sicura del mondo attuale. Nella sua interpretazione traspare a tratti anche qualche nota di dolcezza e schietta femminilità.
La cantante, nota soprattutto nell' ambiente milanese, si appresta a promuovere il singolo nelle migliori emittenti radiotelevisive italiane ed estere tramite interviste e partecipazioni a programmi in video oltre che ed eventi live.
“Tu sei strana”, brano arrangiato da Andrea De Paoli (conosciutissimo tastierista rock a livello internazionale ), è una song sicuramente rock, piacevole all' ascolto per le sue sonorita' e per il suo orecchiabile refrain.
E' imminente la produzione del primo album di
Bonnie Psyco dove si prevede l' intervento di un notissimo rapper italiano (per ora tutto è top secret).
Una cosa è certa: della cantante se ne sentirà parlare molto per varie situazioni artistiche e non ( per ora non anticipiamo niente ).
Bonnie afferma “ Vi stupirò ! Ve ne faro' ascoltare e “vedere” delle belle !!!”.

 

 

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Bonnie Psyco: il mistero di una voce rock. Wed, 19 Sep 2018 12:02:15 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/492317.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/492317.html Music Universe Music Universe A breve la pubblicazione di “Tu sei strana”, il nuovo singolo di Bonnie Psyco.
Bonnie, un personaggio misterioso, magico ed affascinante, si divide tra le sue attivitò di cantante e di modella. Fisico statuario, sguardo magnetico, voce dura e accattivante fanno di lei un emblema della Donna forte e sicura del mondo attuale. Nella sua interpretazione traspare a tratti anche qualche nota di dolcezza e schietta femminilità.
La cantante, nota soprattutto nell' ambiente milanese, si appresta a promuovere il singolo nelle migliori emittenti radiotelevisive italiane ed estere tramite interviste e partecipazioni a programmi in video oltre che ed eventi live.
“Tu sei strana”, brano arrangiato da Andrea De Paoli (conosciutissimo tastierista rock a livello internazionale ), è una song sicuramente rock, piacevole all' ascolto per le sue sonorita' e per il suo orecchiabile refrain.
E' imminente la produzione del primo album di
Bonnie Psyco dove si prevede l' intervento di un notissimo rapper italiano (per ora tutto è top secret).
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FIFA19 will be on sale in September 28th Wed, 19 Sep 2018 11:19:32 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/492311.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/492311.html aman aman FIFA 19 is a football sports game produced and distributed by EA. It is an Orthodox sequel to the popular FIFA series.In case you liked this information along with you would want to get details with regards to FIFA 19 Coins i implore you to pay a visit to our own web-page. The awesome football experience is deeply loved by players. Interested players should not miss it.

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Infine non abbiate paura degli abiti couture MNM Wed, 19 Sep 2018 04:11:44 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/492261.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/492261.html fikpl fikpl
Rispetto al vestito lungo, che molte donne trovano difficile da indossare e gestire i movimenti del corpo, soprattutto con il coordinamento con le scarpe, l'abito corto offre più spazio per gambe e piedi anche con i tacchi alti. In secondo luogo, l'abito corto è perfetto per tutte le taglie tranne le ragazze molto alte. Inoltre, sono disponibili diversi stili per abiti corti. Di seguito sono riportati alcuni esempi: abito corto a vita impero, questo stile di abbigliamento presenta una vita alta ricca che renderà le tue gambe più lunghe del tuo corpetto. Abito corto al ginocchio senza spalline: questo può essere considerato tra l'abito lungo e il corto; È medio lungo e appena sotto il ginocchio. È un vestito unico per sfoggiare elegantemente le tue gambe. Questo sarebbe perfetto per le ragazze medie e alte. Bubble Short Ball Gown: questo stile di abito gonna rosa è presentato come un abito formale con un'immagine casual. Puoi sembrare un po 'più giovane Abiti da sera lunghi, perché il design a bolle crea più di una pura immaginazione da ragazza.
Puoi trovare molti diversi tipi di abiti lunghi e corti nel mercato offline o online. Lo scopo principale di un abito e il motivo della scelta potrebbero essere uguali o leggermente diversi. Sia che scegliate un abito lungo o un abito corto, sarebbe perfettamente accettabile, ma tenete presente che un abito da sera dovrebbe essere la vostra intenzione di presentarvi completamente al ballo.
Dress Shopping è una cosa molto felice nel tuo ultimo anno. Non c'è motivo di provare a comprare un vestito adatto se si è perseguiti per un periodo limitato, quindi iniziare a fare acquisti prima. Infine, non abbiate paura degli abiti couture MNM che comprano un vestito del vostro solito stile. Se vedi un vestito fantastico che ti farà apparire bellissima, provalo! Non te ne pentirai! 
Sì. Su molti siti web puoi anche scegliere veli Buyabiti, diademi, accessori e scarpe per completare il vestito senza costi aggiuntivi. 
Qualunque cosa e tutto, affittare un vestito non ha senso, ma non sarebbe giusto per chiunque nel settore nuziale non dimenticare di comprare altri metodi e di salvare un vestito.

Con siti come eBay e Craig List, sarai in grado di ottenere un bel vestito da sposa in modo da non seguire nulla. Ci sono molte spose che vogliono liquidare i loro vestiti rapidamente ed economicamente (specialmente se non ce l'hanno fatta). 
Infine, se stai cercando un particolare abito da damigella colorato, partecipando a un evento di cravatta nera, o acquistando un abito da madrina della sposa (che di solito viene indossato una volta), funziona.




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Live Cinema Festival: dal 20 al 23 settembre a Palazzo delle Esposizioni le migliori performance audio visual internazionali Tue, 18 Sep 2018 13:21:08 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/492226.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/492226.html GDG Press GDG Press  

 

                                                                           

LIVE CINEMA FESTIVAL 2018

"Vedi i suoni, ascolta le immagini”

20 - 23 settembre 2018

Palazzo delle Esposizioni - Roma

Anteprima: SCREENING dal 1 agosto al 19 settembre

Bookstore - Palazzo delle Esposizioni

INGRESSO GRATUITO

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/321185015090911/

Scarica le foto degli artisti: https://www.dropbox.com/sh/wvq4za3tucvhrk7/AABvuTbBzeC-K9zU3gaCnvZJa?dl=0

Quattro giorni dove macchine, arte e tecnologia si uniscono per diffondere nuovi messaggi, nuovi immaginari e nuove prospettive, in una manifestazione internazionale completamente gratuita che porta nella Capitale le più innovative performance live di spettacoli audio visual.

Dal 20 al 23 settembre torna la V° edizione del Live Cinema Festival: 11 nazioni coinvolte, 8 live cinema performance inedite o presentate per la prima volta in Italia e realizzate in real-time, screenings, workshop e un cast di artisti di rilievo internazionale per un'esperienza sinestetica e ipersensoriale unica.

Ospitato quest'anno per la prima volta nello splendido Palazzo delle Esposizioni, “Live Cinema Festival 2018”, la cui direzione artistica è affidata a Claudio Guerrieri, è parte del programma dell'Estate Romana promossa da Roma Capitale �“ Assessorato alla Crescita culturale e realizzata in collaborazione con SIAE ed è una delle iniziative dell'Anno europeo del patrimonio culturale 2018.

Ad anticipare la kermesse ci sarà “SCREENINGS”, una preview di proiezioni dall'1 agosto al 19 settembre nel bookstore del Palaexpo durante l'orario di apertura del museo che mira a preparare il pubblico alle performance del festival. La sezione SCREENINGS continua durante i giorni del festival nell'Auditorium del Palaexpo con la selezione di documentari, making of, interviste agli artisti delle passate edizioni del festival e con la proiezione speciale di "FEST", il nuovo short film sperimentale dell'artista russo di base in Germania Nikita Diakur dove animazione 3D, schermate di software, errori e simulazioni real-life si fondono in uno stile unico e anticonvenzionale.

Quella del "Live Cinema" è una tecnica narrativa sperimentale applicata al video performativo che dà vita alla creazione simultanea di suoni e immagini in tempo reale, in cui i parametri tradizionali del cinema narrativo, rappresentati dalla soggettività fotografata dalla camera, si espandono in una concezione più ampia.

In un’epoca storica in cui la tecnologia ha invaso ogni aspetto della vita, Live Cinema Festival vuole abbattere le frontiere tra il mezzo e il contenuto, manipolando immagini e utilizzando diverse tecniche al fine di creare un contenuto finale frutto dell'improvvisazione e dell'abilità degli artisti.

L'edizione 2018 si prospetta ricca di sorprese esclusive: tutti gli artisti invitati si presenteranno eccezionalmente con première delle loro performance, Live AV mai visti oppure presentati per la prima volta in Italia.

Ogni giorno, la Sala 9 di Palazzo delle Esposizioni ospiterà due performance di live cinema.

Si inaugura giovedì 20 settembre con uno tra gli ospiti più attesi, il collettivo inglese The Light Surgeons formato da pionieri dell' Audiovisual performing arts, portati per la prima volta a Roma dal festival Dissonanze e che stavolta presenta “Atemporal 2.0”, un saggio audiovisivo incentrato sui temi della memoria, del tempo e dello spazio, risultato della fusione di materiali visivi, musica elettronica e alcune registrazioni del poeta, pittore e scrittore John Berger.

Domenica 23 settembre la kermesse chiude con un altro imperdibile spettacolo: "The Infinite Now", performance dell'artista olandese Armand Dijcks presentata per la prima volta live e concepita insieme alla direzione artistica del festival. Un seducente viaggio nell'eternità dei mari accompagnato dalla sognante colonna sonora di Andre Heuvelman curata dal tecnico del suono Frans de Rond e dalle splendide immagini delle onde dell'oceano immortalate da Ray Collins.

Gli altri nomi in cartellone sono sempre di altissima qualità. Ad esempio la band Mïus X Attaray, progetto audiovisual dell'artista ungherese Gergely Álmos e Andrea Sztojanovits della Sonar Kollektiv, l’etichetta tedesca fondata dai Jazzanova, che sabato 22 settembre dà origine a un viaggio audiovisivo senza tempo con la première "The Digital Tale of Geometric Shapes." Giovedì 20 settembre i promettenti austriaci Apnoa invece presentano la première "Amnis”, ultimo lavoro di un trittico audiovisuale delineato sul concetto di dromologia, mentre venerdì 21 i francesi Texture Droite rievocano gli universi di Jon Hopkins e di Rival Consoles mescolando suoni malinconici e delicati a ritmi potenti e grezzi.

Gli artisti ospiti il 22 settembre vengono invece dalla Repubblica Ceca: Citty & Aeldryn

con i loro sintetizzatori modulari e l'immaginario visivo si esibiscono in “Infinity Insight”, una performance AV tra analogico e digitale. E ancora, domenica 23 arrivano dalla Polonia i visuals onirici di Ari Dykier coadiuvati dal flauto della musicista Ewa Liebchen prendono forma nella première "Vento".

Venerdì 21 viene inoltre presentata la prima co-produzione di LCF con il team Ipologica e Flxer con la première "Onn Frame", una performance AV in costante evoluzione e frutto della ricerca e interazione tra suono, immagine e tecnologia.

Come gli scorsi anni il 19 settembre, giorno prima dell'inizio del festival, nell'Auditorium del Palazzo delle Esposizioni si terrà la conferenza sull'Audience Development in cui organizzazioni e istituzioni di Roma individueranno le migliori strategie per aiutare artisti e professionisti europei a raggiungere il più vasto pubblico possibile in tutta Europa.

Ad arricchire ulteriormente la programmazione del Festival, il 20 settembre parte anche il workshop gratuito della durata di 4 giorni per 8 ore complessive sul Digital Storytelling. Incentrato su questa nuova tecnica nel contesto artistico-performativo, il workshop mira a dare gli strumenti sia di conoscenza che di tecniche e tecnologie per la realizzazione di una performance Audio Video di Live Cinema. Per parteciparvi è necessaria la prenotazione inviando una mail a workshops@livecinemafestival.com : verrà rilasciato un attestato di frequenza al termine.

Nelle precedenti edizioni Live Cinema Festival è stato ospitato da: Teatro Quarticciolo nel 2014, Piazza dell'Immacolata a San Lorenzo nel 2015, Macro via Nizza nel 2016 e 2017.

Affermati ed emergenti artisti internazionali hanno offerto al pubblico una panoramica delle diverse modalità di interpretare il Live Cinema, attraverso performance di artisti/gruppi provenienti da: Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca, Turchia, Regno Unito, Belgio, Spagna, Grecia, Austria, Bielorussia, Olanda, Ungheria.

Dalla prima edizione Live Cinema Festival gode del contributo di Roma Capitale nell'ambito dell' "Estate Romana".

Live Cinema Festival è prodotto e organizzato da Flyer srl impresa sociale (flyer.it), Linux Club (linux-club.org) e FlxEr.net (flxer.net), grazie alla cooperazione di importanti partner internazionali.

Live Cinema Festival aderisce inoltre al network PAC (Performing Arts Contemporanee) formatosi in seguito a collaborazioni tra diversi soggetti culturali operanti nel territorio della città di Roma da diversi anni, e attivi nella progettazione e esecuzione di attività nell’ambito sia dell’Estate Romana sia in altri contesti/eventi/ festival romani, nazionali e internazionali. Gli intenti sono quelli di condividere le proposte per attuare un meccanismo sinergico e virtuoso. In particolare l’obiettivo è attivare un dispositivo di promozione e comunicazione, condiviso e coordinato, e di pianificazione delle attività in un calendario sostenibile di cui l’intera comunità cittadina potrà beneficiare. 

Un ringraziamento speciale per il supporto va al Forum di Cultura Austriaco, l'Istituto Polacco di Roma, il Centro Ceco di Milano e l'Accademia di Ungheria.

LIVE CINEMA FESTIVAL 2018

20 - 23 settembre

Palazzo delle Esposizioni - Roma

Auditorium e Sala 9 (ingresso da via Milano)

INGRESSO GRATUITO

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/321185015090911/

Programma

Bookstore: dal 1 agosto al 19 settembre durante l'orario di apertura del museo

SCREENINGS > Preview/Anteprima (Documentari visualizzati su una TV all’interno del bookstore)

Auditorium: Mercoledì 19 settembre ore 17:00

AUDIENCE DEVELOPMENT > Conferenza

Auditorium: dal 20 al 23 settembre dalle 17:00 alle 19:00

Workshop: Digital Storytelling

Auditorium: dal 20 al 23 settembre dalle 20:00 alle 22:00

Screenings:

  • ABOUT LIVE CINEMA

LCF 2014-2017 Report

The Light Surgeons - In Profile Dies_ - Materia Sonica

Addictive TV - Orchestra of Samples by AV artists Showreel Klaus Obermaier - audiovisual performance

Ernesto Sarasa (Fonosträbico) - Ente

Francis Ford Coppola - Coppola aposta em cinema ao vivo como futuro para a sétima arte

  • FEST by NIKITA DIAKUR | Experimental short film - italian première

Sala 9: Giovedì 20 settembre

dalle 22:00 alle 22:45 > AMIS | live cinema performance | APNOA [AT] - première

dalle 23:00 alle 23:45 > ATEMPORAL | live cinema performance | THE LIGHT SURGEONS [UK] - italian première

Sala 9: Venerdì 21 settembre

dalle 22:00 alle 22:45 > ONN FRAME | live cinema performance | IPOLOGICA + FLXER [IT] - première

dalle 23:00 alle 23:45 > TEXTURE DROITE | live cinema performance | TEXTURE DROITE [FR] - italian première

Sala 9: Sabato 22 settembre

dalle 22:00 alle 22:45 > INFINITY INSIGHT | live cinema performance | CITTY & AELDRYN  [CZ] - italian première

dalle 23:00 alle 23:45 > THE DIGITAL TALE OF GEOMETRIC SHAPES | live cinema performance | MÏUS X ATTARAY VISUAL [HU] - première

Sala 9: Domenica 23 settembre

dalle 22:00 alle 22:45 > VENTO | live cinema performance | ARI DYKIER + EWA LIEBCHEN [PL] - première

dalle 23:00 alle 23:45 > INFINITE NOW | live cinema performance | ARMAND DIJCKS & RAY COLLINS feat. ANDRÉ HEUVELMAN + FRANS DE ROND [NL/AU] - première

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but again it was able to run Battlefield 2 and World of Warcraft smoothly on low med settings according to the clips I watched (Also again preformance also depends on your Ram and CPU not just your graphics card). Since its an onboard card I believe it doesn't run quite as well as an external version of the card would but it still should do nicely.

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Use False Eyelashes Mascara To Your Benefit Tue, 18 Sep 2018 09:02:08 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/492146.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/492146.html anna anna In previous years, false eyelashes were usually just used by people in the entertainment business, as well as the people who would like to achieve a sleeker look. However, back then, the look was a bit weird and imperfect, and so it was somewhat obvious when a person was using false eyelashes. Understanding this, beauty enterprises then improved their false eyelash offerings and made it more natural. Now, they were so natural that they truly look real.

Lots of women truly want eyelashes that look natural yet are classy and unique. To achieve this natural look, many women resort to trimming their false eyelashes with scissors to look in sync with their natural lash line. Some favor the appropriate color of mascara that complements their eyes, as well. Usually, dark brown is used in order to make their eyes pop and become more noticeable.

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Spring Attitude Festival: Invito Conferenza Stampa 26 settembre | ore 11.30 | Opificio Romaeuropa Mon, 17 Sep 2018 16:50:26 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/492103.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/492103.html GDG Press GDG Press

Cari tutti,

di seguito l'invito alla conferenza stampa della nona edizione di Spring Attitude, il festival internazionale di musica elettronica e cultura contemporanea che torna nella Capitale dal 4 al 6 ottobre 2018.

La conferenza si svolgerà mercoledì 26 settembre presso l'Opificio Romaeuropa (via dei Magazzini Generali 20/A) alle ore 11.30.

Vi chiediamo di confermare la vostra presenza alla mail info@gdgpress.com

Grazie mille e buon lavoro

Michela Rossetti

Gdg Press

info@gdgpress.com

+347 9951730


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Romaeuropa: al via dal 19 settembre al 25 novembre con la prima italiana di “Kirina”, l'opera africana di Serge-Aimé Coulibaly Mon, 17 Sep 2018 14:12:27 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/492088.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/musica/rock/492088.html GDG Press GDG Press Cari tutti,

si è svolta oggi la conferenza stampa inaugurale del Romaeuropa Festival 2018 con la presentazione dello spettacolo di apertura del Festival Kirina, alla presenza del coreografo Serge-Aimé Coulibaly. In conferenza stampa sono intervenuti Monique Veaute, Presidente Fondazione Romaeuropa, e Fabrizio Grifasi Direttore generale e artistico Fondazione Romaeuropa.

A seguire il comunicato stampa di "Kirina" e i link per scaricare i materiali stampa.

Grazie,

Buona giornata 

Giulia Di Giovanni

SCARICA IL COMUNICATO DI "KIRINA"

SCARICA IL COMUNICATO GENERALE DEL FESTIVAL

SCARICA LE FOTO DI "KIRINA": https://www.dropbox.com/sh/tpefmgpn65un7bk/AADhydqCy7wM3tpMGLDeb182a?dl=0

SCARICA LE FOTO DI "OUMOU SANGARÈ'": https://www.dropbox.com/sh/p6kuoycap4zpqj1/AAD7tL4WG8LoZL3GF5HKcLnQa?dl=0

SCARICA TUTTE LE FOTO DEL FESTIVAL:  https://www.dropbox.com/sh/y11l7i7rsrre6no/AADG_vX7iXivCpoSnko5HRKla?dl=0

INAUGURAZIONE ROMAEUROPA FESTIVAL 2018

prima italiana

 

Serge-Aimé Coulibaly �“ Rokia Traoré �“ Felwine Sarr

Kirina

Opera africana

Teatro Argentina | 19 �“ 22 settembre 2018 | ore 21

(sabato 22 ore 19)

GUARDA IL TRAILER DI "KIRINA"

in foto: Kirina (c) Philippe Magoni

Inaugurazione all’insegna dell’incontro tra due continenti quella del trentatreesimo Romaeuropa Festival. È infatti la prima italiana di Kirina, lo spettacolo firmato dal coreografo burkinabé Serge-Aimé Coulibaly, la cantate maliana, icona della musica mondiale, Rokia Traoré e lo studioso e scrittore Felwine Sarr ad aprire, il 19 Settembre al Teatro Argentina (in replica fino al 22), il percorso tra i mondi che anima questa edizione del festival il cui titolo è, non a caso, Between Worlds.

«Kirina ci introduce ai temi e ai percorsi che saranno affrontati durante Romaeuropa Festival 2018» afferma Fabrizio Grifasi, direttore generale e artistico della Fondazione Romaeuropa, presieduta da Monique Veaute, «un Festival Mondo che fisicamente intercetta e convoglia pensieri e progetti, incrocia temi e questioni al cuore del nostro vivere come modalità di libero sviluppo della ricerca artistica, sovrapponendo le generazioni ed eleggendo le contraddizioni e le diversità al cuore del proprio operare come pratica di racconto del presente attraverso le opere degli artisti che riteniamo significativi. L’essenza stessa della nostra missione si colloca in questo spazio “in between”, luogo di mediazioni e riconciliazioni tra opposti, ambito di riflessioni e accoglienza»

Ed è in quest’ottica che il festival proseguirà nel mese di settembre all’Auditorium Parco della musica con il live della maliana Oumou Sangarè, altra icona della world music che presenterà il suo ultimo album Mogoya (22 settembre); con il teatro “documentato” degli spagnoli Agrupación Señor Serrano che con Kingdom affronteranno il tema del capitalismo affiancandolo ironicamente alla figura di King Kong e alla storia delle banane (25 e 26 settembre) e con i việt kiều raccontati della giovane Caroline Guiela Nguien nel suo Saigon, spettacolo toccante e intenso interamente ambientato in un ristorante vietnamita, ponte d’incontro tra il Vietnam degli anni Cinquanta e la Francia di oggi (29 e 30 settembre). Al Teatro Argentina l’israeliana Sharon Eyal insieme a Gai Behar, con cui guida la compagnia L-E-V, presenterà il suo seducente Love Chapter II (il 25 e il 26 settembre) mentre il libanese Omar Rajeh in #minaret s’interrogherà sul nostro ruolo dinanzi ad atti di distruzione - come quello che ha raso al suolo Aleppo e la sua storia - in una coreografia per corpi, droni e suoni (29 e 30 settembre). Passaggio di testimone tra Short Theatre e il REf18 è invece la performance The Quiet Volume di Ant Hampton e Tim Etchells nella Biblioteca Enzo Tortora (dal 20 al 29 settembre).

Talk di approfondimento e momenti di confronto il 18 Settembre in Opificio Romaeuropa alle 18.30 con Felwine Sarr in dialogo con Aboubakar Soumahoro e Francesca Caferri, il 27 Settembre (sempre in Opificio alle 18.30) con Omar Rajeh e Paolo Matthiae e, il 29 settembre, con la franco-vietnamita Caroline Guiela Nguyen. Discussione post spettacolo il 25 Settembre con Agrupación Señor Serrano per il ciclo Post It.

KIRINA

Nasce dall’energia di una crew d’eccezione composta da Serge-Aimé Coulibaly, Rokia Traoré e Felwine Sarr, Kirina, opera africana per 9 danzatori, 1 attore, 4 musicisti, 2 cantanti e 40 figuranti (selezionati, per le repliche romane, tra gli studenti dell’Accademia Nazionale di Danza). Definito dal New York Time come uno spettacolo «sbalorditivo» capace di fondere sulla scena «danze ritualistiche, estatiche e sudate, musica propulsiva e una narrazione incantatoria in lingua francese» e di dar vita a «un’arte fresca ed elettrizzante», Kirina nasce nel segno dell’incontro tra mitologia africana e cultura occidentale. Fonte d’ispirazione per i tre creatori è, infatti, la mitologia mandinga e in particolare l’epopea di Soundjata Keita, il poema epico che racconta della fondazione dell’Impero del Mali nel tredicesimo secolo. Il titolo dello spettacolo è il nome della località situata nell’odierna Guinea dove si è svolta l’ultima battaglia da cui è nato l’impero mandingo. Un momento storico in cui si potrebbe individuare l’origine di una storia africana radicata nel rispetto della dignità umana e caratterizzata da un lungo periodo di pace e prosperità. Trasmessa dalla tradizione orale in molte versioni e diverse lingue, l’epopea ha occupato e continua a occupare un posto molto importante nella cultura dell’Africa Occidentale fungendo da fonte d’ispirazione per molti artisti. Ma questo bagaglio culturale è per Serge-Aimé Coulibaly solo un modo per far risuonare il presente, restituire un’immagine dell’Africa lontana dagli stereotipi con cui è raccontata dai media occidentali, rintracciare i punti di contatto tra la storia di due continenti e visualizzare la marcia eterna del mondo. In scena cumuli di abiti, danza tradizionale e contemporanea, musiche energiche e coinvolgenti disegnano la marcia di un popolo in continuo movimento e trasformazione a sua volta narrata dallo slam-rock di un griot (poeta e cantore della tradizione africana) ricontestualizzato nel presente ma capace di attraversare la Storia. Ieri come oggi: esili, spostamenti, lotte, ricchezze e povertà e incontri spingono l’uomo verso il futuro.

SERGE-AIMÉ COULIBALY | Nato nel 1972 a Bodo-Dioulasso, la capitale economica del Burkina Faso, Serge-Aimé Coulibaly lavora come danzatore e coreografo prima in Africa dove nel 1998 firma le coreografie per la cerimonia di apertura dell’Africa Cup of Nations e poi in Europa dove, trasferitosi nel 2001, danza in alcune delle più importanti opere de les ballets C de la B di Alain Platel e di Sidi Larbi Cherkaoui, prima di formare la sua compagnia Faso Danse Théâtre.

ROKIA TRAORÉ | Tra le regine della nuova musica africana e tra le musiciste e cantanti più richieste in Europa e nel mondo, Rokia Traoré mescola musica tradizionale e influssi moderni che vanno dal blues all’elettronica, dal rock-n-roll al jazz. La riscoperta delle proprie tradizioni ha portato la musicista e cantante alla fama internazionale. Oggi Rokia è impegnata nella riscoperta della tradizione mandinga e in particolare dei canti dei griot, cantori custodi della genealogia del proprio popolo.

FELWINE SARR | Considerato uno dei più importanti economisti e studiosi africani, Felwine Sarr ha rivoluzionato il modo in cui guardiamo il continente africano con il suo Afrotopia, un libro in cui unisce al suo acuto sguardo da economista, arte, cultura e letteratura. La sua visione del mondo africano incrocia in maniera inedita l’occidente, individuando il modo in cui l’Africa ha contribuito allo sviluppo della musica, della danza, del teatro e dell’immaginario nel mondo odierno. Lo studioso rivendica una lettura autonoma e lontana dall’immagine stereotipata del continente per fuggire la retorica del modello di sviluppo occidentale.

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SCARICA TUTTE LE FOTO DEL FESTIVAL:  https://www.dropbox.com/sh/y11l7i7rsrre6no/AADG_vX7iXivCpoSnko5HRKla?dl=0

Info e biglietteria

Tel. 06 45 55 30 50/51, email promozione@romaeuropa.net

Ufficio Stampa Romaeuropa Festival 2018 

Tel. 06-455305014 | email: m.pasquini@romaeuropa.net; m.antonaci@romaeuropa.net; gdgpress@gmail.com

 Richiesta Accrediti (disponibilità limitata):  ufficiostampa@romaeuropa.net

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