Romaeuropa: domani la trilogia contemporanea di Andrea Liberovici | Mercoledì 6 novembre ore 21.00,Auditorium Parco della Musica

05/nov/2019 14:52:37 GDG Press Contatta l'autore

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ROMAEUROPA FESTIVAL 2019

 

Trilogy in Two
Opera mosaico di Andrea Liberovici

Con Helga Davis, Schallfeld Ensemble

 

 Mercoledì 6 Novembre 2019 ore 21.00

Auditorium Parco della Musica - Teatro Studio Borgna

da € 8 a € 20

Helga Davis, Trilogy-in-Two

Una trilogia contemporanea sul tema della bellezza, suddivisa in due atti e ispirata a tre figure.

E’ Trilogy in Two, l’opera mosaico del compositore, regista e autore Andrea Liberovici, che va in scena mercoledì 6 novembre alle ore 21.00 per Romauropa Festival, al Teatro Studio Borgna dell’Auditorium Parco della Musica.

Lo spettacolo è un viaggio introspettivo nell’animo umano che indaga sul suo rapporto con l’armonia e la bellezza.

“Compositore transdisciplinare”- come egli stesso si definisce essendo al tempo stesso compositore, autore e regista delle sue opere- Liberovici in Trilogy in Two s’ispira a tre figure: il mito di Faust simbolo dell’invenzione e dell’egoismo, Florence Nightingale, l’infermiera britannica considerata la fondatrice dell’assistenza infermieristica moderna ed esempio di solidarismo, e infine Venezia, sintesi di acqua e mosaici e contraltare di nuovi razzismi, città dove l’autore cresce con la madre Margot Galante Garrone, (1941-2017, cantante e fondatrice del “Gran teatrino la fede delle femmine”)e con il musicologo Giovanni Morelli (1942-2011).

Volevo provare a rintracciare ciò che
rimane della cosiddetta “identità europea“, recuperando il canone di una bellezza in cui l’interlocutore fosse ancora l’essere umano”. Spiega Liberovici.

“Il titolo suggerisce tre possibili modelli. Anzitutto Faust, personaggio letterario che si identifica con Mefistofele, almeno nella lettura di Lukács, sempre più attuale oggi che non siamo più sociali ma “social”: per questo ho immaginato un Faust che si nutre solo di prodotti e fantasmi rinchiuso nel suo “box” (Faust’s box è il titolo di questa prima parte, già presentata nel 2016 alla Philharmonie di Parigi,
al Festival Musica di Strasburgo e al Teatro Nazionale di Genova ndr). Invece Florence Nightingale, fondatrice della moderna assistenza infermieristica, ha un’attitudine opposta, perché ha codificato un’azione: aiutare gli altri. Ho quindi pensato a un breve tableau vivant che richiama la Pietà di Michelangelo. Infine ho voluto inserire
un riferimento a Venezia come architettura dell’ascolto, in una sorta di minuscola “cantata” con recitativi e “madrigali” ispirati a compositori legati alla città: in primis Andrea Gabrieli e Giovanni Gabrieli.

In scena Helga Davis, performer americana, nota al pubblico per aver recentemente partecipato al revival di di Einstein on the beach il capolavoro di Robert Wilson e Philip Glass, e lo Schallfeld Ensemble, realtà internazionale di musica contemporanea con sede a Graz. 

Trilogy in Two è co-prodotto dal Teatro Nazionale di Genova e Fondazione I Teatri / Festival Aperto, Reggio Emilia con Schallfeld Ensemble, e con il contributo della Fondazione Nuovi Mecenati nell’ambito de La Francia in scena, la stagione artistica dell’Institut Français Italia realizzata su iniziativa dell’Ambasciata di Francia in Italia, con il sostegno dell’Institut Français, e del Ministère de la Culture.

Bio
Andrea Liberovici �“  Nato nel 1962, figlio di Sergio (1930-1991, compositore) e di Margot Galante Garrone, (1941-2017, cantante e fondatrice del “Gran teatrino la fede delle femmine”) Liberovici cresce a Venezia con la madre e con il musicologo Giovanni Morelli (1942-2011). Fin da giovanissimo inizia a studiare composizione, violino e viola nei conservatori di Venezia e Torino, e canto con Cathy Berberian. Contemporaneamente agli studi, quando aveva 14 e 16 anni, alla fine degli anni ‘70, ha composto e realizzato due dischi (‘77 e ’79) che hanno avuto un buon successo. L’esperienza nello showbiz è stata fondamentale per capire rapidamente cosa non voleva: «chiudermi nella gabbia di un genere musicale a coltivare la mia vanità. Anche perché volendo non saprei quale gabbia scegliere». A 20 anni, abbandonato quel mondo, ha continuato a studiare composizione ma questa volta con una modalità del tutto particolare: attraverso il teatro: «Il teatro è l’unica disciplina artistica che per esistere ha bisogno di guardare negli occhi almeno un’altra persona. L’approccio teatrale è un’ottima medicina per un compositore. Ti obbliga ad alzare lo sguardo dal tuo ombelico e a chiarirti cosa vuoi dire e a chi… anche perché se non hai nulla da dire, ho idea che nessun genere ti proteggerà». Così nel 1996 grazie al cruciale e fortunato incontro con Edoardo Sanguineti (librettista di Luciano Berio), fonda insieme al poeta e drammaturgo il teatrodelsuono, che si applica alla sperimentazione di nuovi motivi delle relazioni musica �“ poesia  scena e tecnologie per l’elaborazione del suono e dell’immagine. Liberovici, per la sua peculiarità e ricerca, è stato più volte definito come “compositore transdisciplinare”, (essendo compositore, autore e regista delle sue opere) definizione sicuramente impegnativa ma che ben sintetizza il suo lavoro. «Immagino che la fisionomia del compositore del futuro, sempre di più, sarà quella del compositore audio visivo esattamente in quest’ordine gerarchico: Prima la musica!»

Helga Davis �“ È un’artista interdisciplinare. Vive a New York. Collabora con compositori e coreografi. Nel 2011, David Keenan della rivista Wire l’ha descritta come una «una voce potente con una gamma quasi operistica e tutta la sensualità ferita di Jeanne Lee». Ha recentemente partecipato al revival di Einstein on the Beach, famosa opera di Robert Wilson e Philip Glass. Nell’aprile 2008 era stata una delle interpreti di The Blue Planet, con libretto di Peter Greenaway e regia di Saskia Boddeke. Nel febbraio 2008, Helga Davis ha condotto un’intervista con l’artista Kara Walker alla vigilia della retrospettiva a lei dedicata al Whitney Museum di New York. Ha scritto e interpretato un’opera multimediale, Imaginings, al Whitney Museum per la chiusura di questa retrospettiva, con la partecipazione di Lukas Ligeti, Pyrolator, e Kurt Dhlke. Nel marzo 2007, a Helga Davis è stato attribuito il premio ASCAP Deems Taylor Multimedia per avere ospitato 24:33: ventiquattr’ore e trentatré minuti dedicati a John Cage. In precedenza, ha fatto parte del cast di The temptation of St. Anthony, con la regia di Robert Wilson e libretto e musiche di Bernice Johnson Reagon del gruppo Sweet Honey in the Rock.

Schallfeld Ensemble �“ Ensemble internazionale di musica contemporanea con sede a Graz, conquista l’attenzione di critica e pubblico con il suo virtuosismo e il suo raffinato suono da camera. Le interpretazioni del gruppo prestano particolare attenzione al formato del concerto mirando a una nuova dimensione dell’ascolto, spesso attraverso progetti appositamente pensati per i luoghi che li ospitano. Fondato nel 2013 dall’incontro tra alcuni allievi del Klangforum Wien e alcuni studenti di composizione della Kunstuniversität Graz, l’ensemble è attualmente composto da musicisti di 8 nazionalità e riflette la diversità e i diversi interessi dei suoi membri. Schallfeld è regolarmente ospite in festival in Austria e all’estero ed è stato selezionato dal Ministero degli affari esteri/culturali come rappresentante del NASOM (New Austrian Sound of Music), un programma progettato per promuovere i giovani artisti austriaci a livello internazionale. L’ensemble è anche coinvolto in attività pedagogiche e progetti teatrali per bambini e adulti.

 

Crediti

Di: Andrea Liberovici
Con: Helga Davis, Schallfeld Ensemble
Direzione musicale: Sara Caneva
Musica, libretto, video, regia: Andrea Liberovici
Direttore di scena: Fabrizio De Sanctis
Luci: Davide Riccardi
Fonica: Lorenzo Pattellani
Una Co-produzione: Teatro Nazionale di Genova e Fondazione I Teatri / Festival Aperto, Reggio Emilia con Schallfeld Ensemble

 

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