Romaeuropa Invito preview stampa: 25 settembre ore 11 Mattatoio_ P. Marthine Tayou e H. Op de Beeck presentano le loro opere

20/set/2019 13:28:09 GDG Press Contatta l'autore

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Cari tutti,

siamo lieti di invitarvi mercoledì 25 settembre alle ore 11 al Mattatoio (Piazza Orazio Giustiniani, 4).

L'artista Pascale Marthin Tayou presenterà Big Jump, il grande murale che realizzerà a Piazza Orazio Giustiani insieme alle installazioni Arbre de vie e Open Wall, mentre l'artista visivo e regista Hans Op de Beeck presenterà il suo film Staging silence  e la sua opera di teatro musicale The Valley 

Vi preghiamo di confermare la vostra presenza alla mail gdgpress@gmail.com 

Bio Pascale Marthin Tayou

Fin dagli inizi degli anni ’90 e poi con la sua partecipazione a Documenta 11 (2002) a Kassel e alla Biennale di Venezia (2005 e 2009) Pascale Marthine Tayou ha conquistato il pubblico internazionale. Il suo lavoro si caratterizza per una fortissima versatilità. I temi trattati dal suo lavoro sono dei più vari. Sin dall’inizio della sua carriera, Pascale Marthine Tayou ha aggiunto una “e” al suo primo e secondo nome per declinarli al femminile, allontanandosi così ironicamente dall’importanza della paternità artistica e delle attribuzioni maschili / femminili. Ugualmente ha cercato di contrastare ogni possibile identificazione di provenienza geografica o culturale. Le sue opere, proprio per questo, mediano tra differenti culture o mettono in confronto uomo e natura, costruzioni sociali, culturali o politiche. Il suo lavoro è volutamente mobile, elusivo di schemi prestabiliti, eterogeneo. Gli oggetti, le sculture, le installazioni, i disegni e i video prodotti da Tayou hanno una caratteristica ricorrente in comune: si soffermano su un individuo che si muove attraverso il mondo ed esplora la questione del villaggio globale. Ed è in questo contesto che Tayou negozia le sue origini africane e le relative aspettative.

Bio Hans Op de Beeck

Artista visivo belga, Hans Op de Beeck produce grandi installazioni, sculture, film, disegni, dipinti, fotografie e testi. Il suo lavoro si articola come una riflessione sulla complessità della società contemporanea tentando di affrontare domande universali come il significato della vita e della mortalità. Op de Beeck considera l’uomo come un essere che mette in scena il mondo che lo circonda in modo tragicomico e al contempo l’artista come un dio demiurgo o un prestigiatore in grado di stimolare i sensi degli spettatori e invitarli a sperimentare la natura dell’immagine, tra meraviglia, silenzio e introspezione.

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