Anche Verdone solidale con i nostri temi

Come si sa, il Fondo Unico finanzia sia la musica che la lirica, sia il cinema che la prosa, sia il balletto che il circo; in ciascun settore, una parte dei soldi erogati dallo Stato non si sa dove vada a finire.

16/feb/2005 19:27:20 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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ANCHE CARLO VERDONE, OLTRE A ZEFFIRELLI,CRIVELLI,VALDENGO E LA FRACCI, SOLIDALE CON I NOSTRI TEMI.
Il Ministro Urbani ha promesso, ha garantito di risolvere i problemi dello Spettacolo, ma non ha fatto niente; non ha mantenuto la parola, quindi è un buffone.

Il 21 febbraio artisti e lavoratori dello Spettacolo scenderanno in piazza per manifestare contro i tagli ai finanziamenti del settore, decisi dal governo. Il sindacato degli artisti lirici, invitato a partecipare, non ha aderito ritenendo fuorviante il tema della manifestazione, nel senso che nasconde i veri problemi dello Spettacolo.
Come si sa, il Fondo Unico finanzia sia la musica che la lirica, sia il cinema che la prosa, sia il balletto che il circo; in ciascun settore, una parte dei soldi erogati dallo Stato non si sa dove vada a finire. Per esempio: nella lirica avvengono cose dissennate e scorrette, come scenografie miliardarie accantonate e poi distrutte dopo poche recite; cachet altissimi, che non vanno nelle tasche dei cantanti bensì dei loro agenti, i quali dividono con certi dirigenti disonesti. Il baritono Renato Bruson lo ha dichiarato esplicitamente e coraggiosamente in un'intervista al "Corriere della sera". Perciò noi riteniamo che il vero problema non sia tanto la carenza di fondi quanto la carenza di legalità. Se prima non si moralizza la situazione di ruberie, speculazioni, ingiusti profitti e clientelismo, neppure una valanga di miliardi risveglierà lo Spettacolo dal coma.
Sullo stesso gionale dell'11/2/05, l'attore e regista Carlo Verdone si dichiara molto vicino al nostro pensiero.
Disapprovo i tagli finanziari -dice Verdone - ma anche l'industria cinematografica italiana ha le sue colpe. Si imbastiscono filmetti, che non vengono neppure terminati; altri sono così scadenti che non entrano neppure nel circuito nazionale; non si punta sulla qualità, ma sulla quantità per ottenere una pioggia di sovvenzioni...che disseti un po' tutti senza alcun vantaggio per la cultura né per la pura e semplice cassetta. Dal 1990 a oggi i film prodotti in Italia non coprono che il 20% del mercato, perché non richiamano il pubblico. Lo stesso si può dire della produzione lirico-teatrale.
Il Ministro dei Beni Culturali, Giuliano Urbani, aveva detto che si sarebbe dimesso se il governo avesso tolto anche un solo euro allo Spettacolo. I tagli sono stati fatti, e pesanti, ma Urbani non si è dimesso. Perciò siamo legittimati a pensare che il ministro non sia una persona di parola, non abbia né coerenza né serietà e quindi è un buffone. Figuriamoci se si preoccuperà del livello di legalità e di trasparenza nella gestione dello Spettacolo.
Così i miliardi stanziati continueranno a essere spesi male, per produrre cose inutili, o mediocri, se non addirittura anti-culturali.
"L'incultura costa più della cultura", perché non ha conseguenze positive. Lo dice Verdone citando Garcia Lorca. Ci fa piacere che, dopo Zeffirelli, Crivelli, Valdengo e la Fracci, anche Verdone condivida i temi per i quali ci battiamo da una vita.

Giuseppe Zecchillo - Segretario Sindacato Nazionale Autonomo Artisti Lirici
baritonozecchillo@email.it


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