Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Letteratura Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Letteratura Sat, 18 Aug 2018 03:20:28 +0200 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/1 Cultura Libri.Comunicato stampa: Io non ho un sogno di Fabio Bacile di Castiglione Tue, 14 Aug 2018 12:19:42 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/488879.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/488879.html E. Dei E. Dei vi inoltro comunicato stampa di un libro uscito in questo mese.
L'autore è un vostro concittadino e ne "Io non ho un sogno" racconta
la sua esperienza formativa e descrive sapientemente la bellissima
terra di Puglia. Saremo felicissimi se potesse dare risalto a questa
notizia inserendola nel suo notiziario.

Grazie dell'attenzione

Emanuela Dei
ufficio stampa
Il Seme Bianco
via Isonzo 34
Roma
3285740000

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"Io non ho un sogno": un romanzo per giovani liceali Tue, 14 Aug 2018 12:18:19 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/488848.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/488848.html E. Dei E. Dei Strutturato per lo più sotto forma di dialogoIo non ho un sogno, di Fabio Bacile di Castiglione, è un romanzo «istintivamente “filosofico”»: così lo definisce il noto critico letterario Renato Minore. La trama vuole suggerire all’immaginazione del lettore il tentativo di esistenza di Diego, appena diplomatosi e in cerca della sua strada. Quasi nulla viene narrato: la storia si legge attraverso i pensieri e le parole del protagonista e degli altri personaggi.

 «Ho capito che la vita non è comprare e possedere, ma essere, donare e sorridere. Solo mi resta sempre in testa quella domanda. È un tarlo che mi divora: a cosa servo io? Perché sto al mondo? Divertirsi ci rende felici, ma perché? Perché? Siamo tante anime sole, solo l’amore può darci il desiderio che è vita. Senza Amore ci sentiamo caccole, esseri mai nati».

 Le difficoltà di comunicazione con la famiglia, l’idealizzazione del padre e la conseguente uccisione del suo mito, le amicizie sbagliate e l’angoscia per il proprio futuro porteranno il giovane a rifugiarsi nell’alcol e nella droga, rifuggendo la vita. Ma l’amore, la bellezza e l’incontro con la saggezza di un misterioso personaggio lo condurranno per un cammino iniziatico verso la rinascita.

C’è anche il tema del “destino”, ne Io non ho un sogno edito da Il Seme Biancoche preoccupa e “occupa” la mente di Diego. Ed è come un’idea fissa e quasi ossessiva che lo insegue sempre, lo accompagna come un’ombra in tutta la sua parabola, dalla “caduta” o “cadute” iniziali con le amicizie sbagliate e l’angoscia per il proprio futuro fino alla “rinascita” conclusiva, avviata attraverso occasioni e imprevisti che sono come un provvidenziale scarto rispetto al passato. O se volete un inatteso tapis roulant che, deviando, imprime alla marcia un ritmo diverso da cui l’intero percorso risulta alla fine irriconoscibile.

Questo tema affiora tra le maglie del racconto per imporsi con bella evidenza come scolpito nelle ultime parole (una pagina di diario? Un soliloquio trascritto? Una confessione ad altri?) con cui Diego fotografa il suo sentimento, mette a fuoco la sua emozione, centra il suo sempre mobile pensiero: «Voglio vivere, ma non voglio e non posso essere una storia priva di significato. Ora voglio ballare, voglio seguire la mia strada: la percepisco. Però è tutto così fragile; anche le farfalle».

Fabio Bacile di Castiglionesalentino, ha restaurato l’antico e suggestivo ipogeo Bacile di Spongano al fine di ospitare al suo interno mostre d’arte, concerti, spettacoli teatrali e presentazioni di libri. È autore dei titoli Vita (Gruppo Albatros il Filo); Grafici di borsa (Salento Books) e 7 pagine bianche (Salento Books), dal quale è stato tratto un adattamento per il teatro.

 

 

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Si vous préférez les robes courtes portez une robe courte Mon, 13 Aug 2018 03:30:11 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/488706.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/488706.html janse janse La portée de la formalité des robes de retour à la maison est plus large que les robes de bal. Il y a généralement quatre degrés: formel, semi-formel, habillé occasionnel et décontracté et quel type est requis par la partie. Suivez les exigences et achetez les robes en conséquence.
Pour le formel, les filles doivent porter des robes formelles, par exemple des robes de soirée.

Pour les semi-formels Robeme.com, les filles portent généralement des robes de cocktail ou des robes longues.
Pour les tenues décontractées, bien qu’elles soient relativement libres de choisir quoi porter, les robes sont de meilleurs choix. C'est bien de porter une jupe.
Pour les occasionnels, les filles portent généralement des vêtements de ville tels que des jeans et des t-shirts.
Cependant, bien qu'il y ait des exigences et des limites de style, la chose la plus importante à retenir dans les fêtes de retour à domicile est de rester à l'aise. Si vous préférez les robes courtes, portez une robe courte au-dessous ou au-dessus du genou si vous souhaitez porter une robe longue, puis faites-le. Les retrouvailles devraient être amusantes.
Différentes occasions portent des robes différentes, comme des robes de bal, des robes de soirée pour les soirées de retour, des robes de vacances pour certaines fêtes, etc.
Pour la plupart des gens, une robe de bal est plus spéciale, coûte plus cher et c'est une chose à laquelle vous consacrez beaucoup de temps. Une robe de retour à la maison est plus décontractée qu'une robe de bal d'étudiants, mais elle est toujours élégante et est quelque chose que vous appréciez, mais ne chérissez pas autant qu'une robe de bal d'étudiants. Les robes de retour à la maison semblent être mignonnes et de courte durée sont plus formelles et généralement de longueur au sol.

Blush offre les robes de bal les plus populaires des robes de bal et des robes de bal qui viennent jusqu'à. Nous avons plusieurs offres pour chaque article, comme les robes de bal courtes et nos robes de soirée pour vous aider à trouver la robe de vos rêves. En cas de doute, il faut toujours se montrer légèrement plus prudent que la situation. Rappelez-vous, vous pouvez toujours enlever une veste, mais vous ne pouvez pas en mettre une si vous ne pensiez pas à la prendre avec vous.

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“Sfumature al femminile” Arte, Poesia e Cultura del vino come armonia e forza rigenerante Tue, 07 Aug 2018 16:49:38 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/488316.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/488316.html Elena Elena  

Mercoledì 26 si celebreranno le donne con un evento culturale “Sfumature al Femminile” organizzato da Ristopiù Lombardia S.p.A. per il progetto Responsabilità Sociale d’Impresa “Risto Donna”.

 

L’evento i cui temi saranno: arte, poesia, cultura del vino come armonia e forza rigenerante avrà luogo presso Ristopiù Lombardia Varedo (MB) - Via Monte Tre Croci 5 - dalle 15.30 alle 18.00.

 

 

 

L’evento sarà presentato e moderato da Donatella Rampado, Direttore Risorse Umane Ristopiù Lombardia, scrittrice e promotrice culturale.

 

Tre saranno i relatori che accompagneranno i presenti in un viaggio culturale tinto di rosa, tra arte, poesia e sapere del vino.

 

 

 

Il Dott. Rodolfo Vettorello, dell'Italian Poetry Association, vincitore di 225 Primi Premi in Concorsi Letterari e di 9 Premi alla Carriera.

 

Starà a lui il compito di condurre i presenti in un viaggio che saprà di “Poesia e Vino”.

 

La Dott.ssa Elena Miano, delegata per la Lombardia dell’Associazione Nazionale “Le Donne Del Vino” accompagnerà il pubblico in un percorso alla scoperta delle “Donne nell’impresa Vitivinicola”.

 

La Dott.ssa Mara Cappelletti, presidente dell’Associazione Culturale “Stile e Storia” – collabora anche con l’Università degli Studi di Milano avrà l’onore di guidare i presenti con l’intervento dedicato ai “Gioielli di Gusto – racconti fantastici tra ornamenti golosi”, che illustra lo stretto legame tra cibo, moda e arte orafa.

 

I presenti all’evento di mercoledì 26 settembre vivranno inoltre un’esperienza enogastronomica a cura dello Chef Ruggero.

 

“Siamo lieti - afferma Donatella Rampado Direttore Risorse Umane Ristopiù Lombardia - che il nostro progetto di Responsabilità Sociale d’Impresa stia procedendo con sempre nuove sfide culturali. Ristopiù Lombardia, unitamente al suo Presiedente Giuseppe Arditi, ha sempre sostenuto l’importanza dell’integrazione della propria realtà d’impresa con il territorio circostante perché potesse prosperare una crescita intellettuale, professionale e relazionale.”

 

 

 

I posti sono ad esaurimento. Per partecipare è richiesta la prenotazione che può essere effettuata tramite e-mail, scrivendo a: elena.ronzoni@ristopiulombardia.it oppure chiamando il numero 0362 5839200 (chiedere di Anna Esposti).

      

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“Sfumature al femminile” Arte, Poesia e Cultura del vino come armonia e forza rigenerante Tue, 07 Aug 2018 16:49:27 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/488315.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/488315.html Elena Elena  

Mercoledì 26 si celebreranno le donne con un evento culturale “Sfumature al Femminile” organizzato da Ristopiù Lombardia S.p.A. per il progetto Responsabilità Sociale d’Impresa “Risto Donna”.

 

L’evento i cui temi saranno: arte, poesia, cultura del vino come armonia e forza rigenerante avrà luogo presso Ristopiù Lombardia Varedo (MB) - Via Monte Tre Croci 5 - dalle 15.30 alle 18.00.

 

 

 

L’evento sarà presentato e moderato da Donatella Rampado, Direttore Risorse Umane Ristopiù Lombardia, scrittrice e promotrice culturale.

 

Tre saranno i relatori che accompagneranno i presenti in un viaggio culturale tinto di rosa, tra arte, poesia e sapere del vino.

 

 

 

Il Dott. Rodolfo Vettorello, dell'Italian Poetry Association, vincitore di 225 Primi Premi in Concorsi Letterari e di 9 Premi alla Carriera.

 

Starà a lui il compito di condurre i presenti in un viaggio che saprà di “Poesia e Vino”.

 

La Dott.ssa Elena Miano, delegata per la Lombardia dell’Associazione Nazionale “Le Donne Del Vino” accompagnerà il pubblico in un percorso alla scoperta delle “Donne nell’impresa Vitivinicola”.

 

La Dott.ssa Mara Cappelletti, presidente dell’Associazione Culturale “Stile e Storia” – collabora anche con l’Università degli Studi di Milano avrà l’onore di guidare i presenti con l’intervento dedicato ai “Gioielli di Gusto – racconti fantastici tra ornamenti golosi”, che illustra lo stretto legame tra cibo, moda e arte orafa.

 

I presenti all’evento di mercoledì 26 settembre vivranno inoltre un’esperienza enogastronomica a cura dello Chef Ruggero.

 

“Siamo lieti - afferma Donatella Rampado Direttore Risorse Umane Ristopiù Lombardia - che il nostro progetto di Responsabilità Sociale d’Impresa stia procedendo con sempre nuove sfide culturali. Ristopiù Lombardia, unitamente al suo Presiedente Giuseppe Arditi, ha sempre sostenuto l’importanza dell’integrazione della propria realtà d’impresa con il territorio circostante perché potesse prosperare una crescita intellettuale, professionale e relazionale.”

 

 

 

I posti sono ad esaurimento. Per partecipare è richiesta la prenotazione che può essere effettuata tramite e-mail, scrivendo a: elena.ronzoni@ristopiulombardia.it oppure chiamando il numero 0362 5839200 (chiedere di Anna Esposti).

      

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La Partita a scacchi di Marostica a personaggi viventi / 7-8-9 settembre  Wed, 01 Aug 2018 16:23:51 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/487908.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/487908.html Mabi Comunicazione Mabi Comunicazione
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La Partita a scacchi di Marostica
a personaggi viventi.


La magia di una rappresentazione collettiva ambientata alla metà del Quattrocento
e immersa in uno scenario unico.
La leggenda risale al 1454 e racconta di un duello combattuto attraverso una partita al nobile gioco degli scacchi. Un’epopea d’amore senza tempo, che da oltre sessant’anni conquista spettatori da ogni parte del mondo. Il resto lo fa la naturale scenografia, una delle piazze più belle d’Italia, incorniciata da due castelli medioevali, e un recinto di mura medioevali, fra le più ammirate del Veneto.

È la Partita a Scacchi di Marostica a personaggi viventi, in scena venerdì 7, sabato 8 e  domenica 9 settembre, con spettacoli ogni sera a partire dalle 21.00 e domenica anche il pomeriggio, alle 17.00.

Nata da un libretto teatrale di Mirko Vucetich (1898 �“ 1975) e oggi diretta dal regista Maurizio Panici, la storia racconta della vicenda della figlia del Castellano di Marostica Taddeo Parisio e dei due giovani Rinaldo d’Angarano e Vieri da Vallonara che si contendono la mano della bella figlia del Castellano, Lionora. Per evitare spargimento di sangue da parte dei due giovani valenti, rifacendosi ad un editto della Serenissima, il castellano decise di concedere la mano della figlia Lionora a chi dei due contendenti avesse vinto una partita al gioco degli scacchi, offrendo invece in sposa Oldrada,  sorella del Governatore ancora giovane e bella, allo sconfitto.

La partita degli scacchi, rievocata da 600 personaggi in costume d’epoca, è un meraviglioso pretesto per una suntuosa sfilata di ambascerie, dame e cavalieri; per l’esibizione spettacolare di vessilliferi, ballerine, giocolieri, musici e commedianti, oltre che per la parata di un nutrito corpo di armati e di cavallerizzi, per la maggior parte interpretati da semplici cittadini, che ne fanno una grande rappresentazione collettiva.

Effetti scenici sempre più all’avanguardia, giochi di luce, fuochi d’artificio animano lo spettacolo che attira migliaia di spettatori da ogni parte del mondo, conquistati dalla fedeltà della ricostruzione storica, dal rigore dei costumi dell’epoca della Serenissima curati in ogni dettaglio, dalla spettacolarità della rappresentazione.

Piazza degli Scacchi può accogliere per ogni spettacolo circa 4.000 spettatori, ospitati in comode tribune, con tre spettacoli serali (venerdì, sabato e domenica) che godono nel finale dell’atteso incendio del Castello; e uno spettacolo pomeridiano (domenica) che, se non può contare sui giochi di luce, guadagna nell’umanità dei personaggi, resi più vivi della luce naturale.

La Partita a Scacchi è organizzata dall’Associazione Pro Marostica in collaborazione con la Città di Marostica, con il patrocinio di Regione del Veneto e il supporto di Fondazione Banca Popolare Volksbank, Vimar, Pedon.

 
Ph. Sergio Sartori
La Partita a scacchi di Marostica a personaggi viventi.
Venerdì 7 settembre (ore 21)
Sabato 8 settembre (ore 21)

Domenica 9 settembre (ore 17 e ore 21)
 
Prevendite 

www.vivaticket.it  e relativi punti vendita
www.ticketone.it e relativi punti vendita
Biglietteria Pro Marostica: Piazza Castello, 1 �“ Marostica
 

Informazioni:
Associazione Pro Marostica
Tel. +39. 0424.72127 �“ 0424.470995 
info@marosticascacchi.it
www.marosticascacchi.it


Ufficio Stampa Partita a Scacchi
MABI COMUNICAZIONE
Mara Bisinella - mob. +39.339.6783954 �“
info@mabicomunicazione.com
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Opera on ice / Piazza degli Scacchi - Marostica / 21 e 22 settembre  Tue, 31 Jul 2018 15:19:05 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/487780.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/487780.html Mabi Comunicazione Mabi Comunicazione
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Opera on Ice, un palcoscenico di ghiaccio
in Piazza degli Scacchi.

A Marostica, il 21 e 22 settembre, uno show unico al mondo.
Cast stellare e allestimento imponente,
con orchestra e coro dal vivo.


 

Piazza degli Scacchi a Marostica si prepara ad ospitare il 21 e 22 settembre un evento grandioso. È “Opera on Ice”, uno spettacolo senza precedenti in una cittadina storica, che vede in scena i più importanti pattinatori del mondo sulle arie più famose delle opere liriche, trasformando la celebre scacchiera di marmo in una pista di ghiaccio.
 
Organizzato da Due Punti Eventi in collaborazione con la Città di Marostica, da un’idea di Giulia Mancini, lo show, ereditato dall’Arena di Verona dove in passato ha collezionato una serie di sold out, si presenta in una veste completamente nuova e originale, pensata per lo straordinario luogo che lo ospita, una cittadina medioevale coronata da due castelli e una cinta muraria intatta, con cast stellare e orchestra, coro e solisti dal vivo.
 
Io e i più grandi campioni di pattinaggio vi aspettiamo nella storica piazza della cittadina medievale per condividere l’emozione che solo Opera on Ice sa trasmettere!” sono le parole dello Zar Evgeni Plushenko, star e icona del pattinaggio mondiale, uno dei protagonisti dello show. Il cast riunito per l’occasione infatti è da brividi non solo per gli appassionati del pattinaggio, ma anche per il grande pubblico che ama virtuosismo e spettacolo.

E sono annunciati anche il campione spagnolo Javier Fernandez;  la coppia di danza Anna Cappellini e Luca Lanotte; la coppia di artistico Nicole Della Monica e Matteo Guarise oltre ad Anna Pogorilaya, alla coppia di adagio Annette Dytrt e Yannick Bonheur, la squadra italiana di pattinaggio sincronizzato Hot Shivers  e molti altri.
 
Io e Luca non potremmo essere più felici del ruolo che ci è stato assegnato in questo spettacolo” dichiarano i Campioni del Mondo Cappellini-LanotteAbbiamo sempre fatto della nostra intesa il punto di forza delle nostre esibizioni ed è proprio nei ruoli più romantici che ci vedrete impegnati in Opera on Ice. Siamo al lavoro sulla creazione delle coreografie e le prime idee sono  elettrizzanti”.
 
Ed è già al lavoro per le partiture originali l’Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana, diretta dal Maestro Diego Basso, che accompagnerà rigorosamente dal vivo i talenti del pattinaggio, con coro e prestigiosi solisti.  Insomma uno spettacolo nello spettacolo, che prevede anche un omaggio alla Partita a scacchi a personaggi viventi, per la quale Marostica è famosa in tutto il mondo, in programma sulla stessa piazza dal 7 al 9 settembre.
 
Suntuosi costumi realizzati ad hoc per lo spettacolo ed un imponente allestimento completano lo show, per il quale è prevista la realizzazione di pista di ghiaccio centrale di circa 800 metri quadri (35.000 i litri d'acqua utilizzati, equivalenti a circa 1.600.000 cubetti di ghiaccio).
 
Sport, musica, arte e danza si fondono in questo show, unico nel suo genere, destinato ad accogliere spettatori da ogni parte d’Italia e del mondo, ospitati in comode tribune attorno alla piazza o in poltronissime nel parterre.
 
“Opera on Ice” a Marostica è organizzato da Due Punti Eventi in collaborazione con la Città di Marostica, Associazione Pro Marostica e Confcommercio Marostica
.
 

UN CAST DI PATTINATORI STELLARE
Evgeni Plushenko: campione russo, star e icona del pattinaggio mondiale, unico atleta nella storia del pattinaggio ad aver vinto quattro medaglie Olimpiche in tutte le sue quattro apparizioni, tre volte campione mondiale e sette volte campione europeo.
Javier Fernandez: primo ed unico pattinatore spagnolo ad aver mai ottenuto medaglie, bronzo Olimpico a Pyeongchang 2018, due volte campione del mondo, campione Europeo ininterrottamente dal 2013.
Anna Cappellini e Luca Lanotte: coppia di danza punta di diamante della nazionale italiana affermata ed apprezzata in tutto il Mondo, Campioni del Mondo a Saitama 2014, vincitori di cinque medaglie europee e campioni italiani in carica dal 2012 ad oggi.
Anna Pogorilaya: bellissima campionessa, atleta di punta della Nazionale russa, tre medaglie europee (due bronzi ed un argento nel 2017) e medaglia di bronzo ai Mondiali 2016.
Nicole Della Monica e Matteo Guarise: coppia di artistico punta della Nazionale italiana, campioni italiani dal 2016 e detentori del miglior risultato italiano di sempre ai Campionati del Mondo 2018.
Annette Dytrt e Yannick Bonheur: coppia di adagio professionista di enorme impatto ed energia, dal 2013 insieme prendono parte ai più famosi spettacoli sul ghiaccio a livello mondiale.
Hot Shivers: squadra di pattinaggio sincronizzato rappresentante della “Nazionale Azzurra”, campionesse italiane senza interruzioni dal 1995, hanno partecipato ad “Opera on Ice” fin dalla prima edizione del 2011.
 



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Inizio spettacoli ore 21.00.
Biglietti:
Vip pack € 175 + diritti di prevendita (comprende ingresso nelle primissime file delle poltronissime platinum, meet & greet con gli atleti e buffet a fine evento)
Poltronissime Platinum € 155 + diritti di prevendita
Tribuna Platinum € 95 + diritti di prevendita
Tribuna Gold Est e Ovest € 95 + diritti di prevendita
Tribuna Silver Sud Est e Ovest € 65+ diritti di prevendita
Tribuna Silver Nord Est e Ovest € 56+ diritti di prevendita
Curve Est e Ovest € 40 + diritti di prevendita
Ridotto under 12 € 26 + diritti di prevendita
 
Prevendite:
Biglietti online su ticketone.it, vivaticket.it e GeTicket
e nei punti vendita Ticketone, Vivaticket, GeTicket e presso le filiali abilitate e tutti gli sportelli bancomat del gruppo UniCredit
  
Informazioni e prevendite:
Due Punti Eventi - via Marco Corner 19/21 �“ Thiene (VI)
tel. 0445.360516 -
eventi@due-punti.com
 
Associazione Pro Marostica �“ Piazza Castello, 1 �“ Marostica (VI)
tel. 0424.72127 �“ 
info@marosticascacchi.it
 
Ufficio stampa Due Punti Eventi:
Mabi Comunicazione - Mara Bisinella �“ 
mara.bisinella@mabicomunicazione.com -
mob. +39.339.6783954






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Project Leucotea annuncia l’uscita in formato ebook di “Saluto all’inverno” di Sara Garzia Fri, 27 Jul 2018 11:42:38 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/487488.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/487488.html Edizioni Leucotea Edizioni Leucotea il passato volutamente sopito, ritorna con prepotenza...

 

In un piccolo paese marittimo come tanti, durante un inverno dei nostri giorni, Enrico, un attempato e talentuoso pittore incrocia, in maniera casuale Silvia, affascinante giovane donna che vive giorni dif-ficili. Apparentemente pochi sono i loro punti comuni, eppure, per uno scanzonato scherzo del destino, scopriranno di condividere molto di più di quello che sembra.

È la storia di un riscatto, di un'eredità affettiva, dell'ultima possibilità per l'anziano Enrico di riparare ad un errore commesso molti anni prima, proprio quando, in maniera inaspettata, il passato volutamente sopito, ritorna con prepotenza...

 

 

Sara Garzia di origini tosco-napoletane, da sempre Milano è la sua città. Laureata nel 2001 in Filosofia Estetica con una tesi su Enzo Paci, lettore di Thomas Mann, è tornata da poco a fare l’in-segnate, dopo aver dedicato il suo tempo al marito e ai due figli.

Tra le sue passioni dominanti , oltre all'arte e alla danza, spicca la poesia, e tra il 2015 e il 2016 ha pubblicato alcuni suoi componimenti nelle antologie di Aletti Editore.

http://www.omniabuk.com/scheda-ebook/sara-garzia/saluto-allinverno-9788899947699-554400.html]]>
"AWARE - Tutte le poesie": il libro di Gianluca Stival da Settembre 2018 Mon, 23 Jul 2018 15:43:37 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/486994.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/486994.html Gianluca Stival Gianluca Stival Il nuovo libro di Gianluca Stival si intitola AWARE – Tutte le poesie ed è disponibile da Venerdì 14 Settembre 2018.

Gianluca Stival nasce nella caotica città di Odessa nel 1996, studia lingue e sin da piccolissimo nutre un notevole interesse per le culture e le tradizioni straniere. Con numerose certificazioni linguistiche riconosciute a livello mondiale, Gianluca si è ambientato nel mondo della letteratura con pubblicazioni online e cartacee in lingua italiana, francese, inglese, spagnola e portoghese brasiliana, apprezzate e recensite da blog di poesia internazionali. Partecipa a concorsi letterari in territorio italiano e francese e viene inserito all’interno de “Enciclopedia dei Poeti Italiani Contemporanei”. Nel libro AWARE – Tutte le poesie vi sono tre sezioni: “Amore”, “Rabbia” e “Incontri”, tutte contenenti componimenti in plurime lingue fornite di note a piè di pagina con la traduzione. L’autore ha analizzato i temi più complessi e discussi di questi anni in forma poetica: i componimenti mettono infatti in evidenza sentimenti come amore, paura, angoscia, gratitudine, speranza, ottimismo e insicurezza in relazione all’esistenza umana. Il libro viene pubblicato in misura standard (12,7 x 20,3 cm) con finitura di copertina opaca e interno bianco e nero per un totale di 85 pagine.

 

Il libro, pubblicato il giorno 14 Settembre 2018, è disponibile su Amazon sia in versione cartacea che eBook ed è realizzato in tre edizioni: italiana (“AWARE – Tutte le poesie”), francese (“AWARE – Toutes les poésies”) e portoghese brasiliana (“AWARE – Todas as poesias”).

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Un maledetto carnevale di Giuseppe Giusa Mon, 23 Jul 2018 10:23:01 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/486972.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/486972.html Ben Zenner Ben Zenner

Giuseppe Giusa presenta un romanzo drammatico che parla di perdono e di vendetta, e di quanto questi sentimenti possano condizionare e perfino distruggere la vita di un uomo. Gli sfortunati protagonisti di questa tormentata vicenda, Maria e Michele, imparano presto quanto sia alto il prezzo da pagare per dimenticare, per andare avanti e costruirsi un futuro sereno. La storia è incentrata su un atto di violenza e codardia ai danni di una ragazza indifesa, un gesto che passa inosservato e impunito per anni, prima di riemergere aiutato dal destino, e di esigere una punizione esemplare. Un maledetto carnevale è un romanzo che si interroga sulla necessità del perdono, sulle conseguenze della vendetta e sulla forza dell’amore, e lo fa attraverso la storia di uomini e donne vittime di una bugia che li annienterà o, forse, li libererà.

 

Titolo: Un maledetto carnevale

Autore: Giuseppe Giusa

Genere: Drammatico

Casa Editrice: Youcanprint

Pagine: 236

Codice ISBN: 9788892665378

 

 

«[…] Ogni estate, quando vado in Sicilia, la mia permanenza non è altro che di due settimane: tanto per stare un po’ con i miei e poi scappare via da quel paese, che per me ormai è diventato come un incubo. In quelle due settimane scruto ogni tipo di ragazza, sperando di riconoscere quella che per me e per i miei amici fu un gioco capriccioso di carnevale».

 

 

Un maledetto carnevale di Giuseppe Giusa narra una storia che non si dimentica facilmente. Purtroppo attuale in un momento storico in cui la violenza sulle donne è all’ordine del giorno, il romanzo racconta di uno stupro insensato, di un crudele gioco tra ragazzini che distrugge la vita di una giovane innocente. È il 1965, sono anni in cui prevale l’omertà, specialmente in un piccolo paese siciliano, e la violenza non viene denunciata per paura della macchia incancellabile sulla reputazione della sfortunata ragazza. La storia procede raccontando i dieci anni seguenti nella vita di due dei protagonisti della brutale vicenda. Michele e Maria sono scappati lontano, chi dalle proprie colpe e chi dal proprio inestinguibile dolore. Il ricordo di quel maledetto carnevale non li abbandona, non dà tregua alle loro notti insonni, specialmente a Maria, che da quell’episodio ha dovuto anche far nascere una vita, una vita che ora adora più della sua. Giuseppe Giusa intreccia una storia in cui il destino ci mette più dello zampino, in cui ogni verità è costretta a svelarsi, tassello dopo tassello. Michele sa che la resa dei conti è vicina, l’ha sempre saputo, non solo per sé stesso ma anche per i suoi vecchi amici. La figura di Maria è quella che emoziona di più: tredicenne costretta a crescere troppo in fretta, e poi giovane donna spezzata ma ancora capace di perdonare, di amare e vivere. Il perdono è infatti il nodo centrale di Un maledetto carnevale, un atto doloroso ma necessario, che solo un’anima pura può scegliere. La vendetta è invece per i codardi, e in questo romanzo verrà scelta da molti a scapito dell’amore, di quella forza positiva condannata a soccombere in partenza, perché l’ombra della violenza ha offuscato il suo potere salvifico. E allora qual è il limite che non si deve superare, fino a che punto si deve rispetto alla vita umana, anche a quella più infima? Uno dei personaggi, Antonio, dice: “Ma se alla gente onesta non è permesso di vivere in pace, mi domando che valore ha questo mondo”. Ed è ciò che si domanda anche il lettore, alla fine di questo doloroso romanzo.

 

 

TRAMA. Maria è una tredicenne piena di vita, ma il destino le riserva una brutta sorpresa. Durante un gioioso carnevale viene violentata da quattro quindicenni mascherati. Le conseguenze di questa efferatezza sono molteplici: al dolore per la violenza subita si aggiunge la nascita di una figlia, che deve imparare ad amare nonostante sia legata a un penoso ricordo. Dieci anni dopo Maria conosce Michele, un ragazzo per bene, e per la prima volta in vita sua il suo cuore comincia a palpitare. Tra i due nasce una bella storia d’amore e decidono di sposarsi, ma il passato è in agguato. Il destino di Maria e Michele si è infatti intrecciato molti anni prima. Alla fine ci sarà chi perdonerà, e chi in preda alla follia esigerà una vendetta egoistica, spinta dall’insensata necessità di cancellare un passato che non può e non deve essere dimenticato.  

 

BIOGRAFIA. Giuseppe Giusa è nato in Sicilia ma vive e lavora in Germania. Appassionato di arte antica e della natura, scrive le proprie storie lasciandosi ispirare da lunghe passeggiate e dall’osservazione di persone semplici, e del loro agire nel mondo.


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Nella clessidra del cuore di Giovanna Fracassi: uno scenario di candido equilibrio Sat, 21 Jul 2018 11:43:34 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/486871.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/486871.html Alessia Mocci Alessia Mocci Una villa antica nascosta nella vegetazione del giardino racconta del tempo passato. Rallento il passo fino a fermarmi e m’incanto ad osservare quel groviglio di vecchie piante, di alberi dai tronchi contorti di cespugli di specie ormai introvabili, di resti di aiuole dove i fiori, piantati chissà quanto tempo fa, fioriscono in una piacevole e totale anarchia. Vi sono piante di glicine, cariche di una moltitudine di fiori, che si abbarbicano ai terrazzini colonnati, all’interno di uno dei quali, vi è il portone d’ingresso.‒ “Vecchio giardino”

Il poeta, sensibile alla bellezza e destato in quel tumultuoso impulso chiamato curiosità, si addentra nel vecchio giardino per arricchire il suo sguardo di quei colori antichi sciolti dalle catene dell’ordine umano.

In opposizione alla strada, gravida di persone dal volto pallido, quel portone appare la salvezza, l’ingresso nella memoria custodita da alberi e fiori che, senza alcun bisogno di decretare con un numero il periodo dell’anno, seguitano un’interminabile vita.

Negli occhi del viandante si prospetta uno scenario di candido equilibrio di esigenze diverse ed una domanda rimbalza nella mente:

Chi più raccoglierà nel cestino i frutti dolci e sugosi, nello scorrere interminabile delle stagioni?

Il racconto breve “Vecchio giardino” apre l’ultima pubblicazione di Giovanna Fracassi intitolata “Nella clessidra del cuore” edito per Rupe Mutevole Edizioni. Si presenta chiara la tematica di questo nuovo scrigno dischiuso: il tempo ed il rapporto dell’uomo con l’inesorabile incedere.

Conosciuta per raccolte poetiche come “Arabesques” (2012), “Opalescenze” (2013), “La cenere del tempo” (2014), “Emma, alle porte della solitudine” (2015), “In esilio da me” (2016), e la partecipazione in svariate antologie, enciclopedie e riviste nelle quali sono state inserite altre sue liriche, Giovanna Fracassi si cimenta nella prosa principiando “Nella clessidra del cuore” con 14 racconti brevi seguiti da 117 liriche che chiudono l’opera.

È singolare la scelta della prosa dopo sei anni di intimismo e di ricerca continua nell’Io profondo. L’autrice si è incamminata in un sentiero che ha mostrato la vita di altri personaggi che hanno esternato la loro esistenza in nomi come Alfred e sua sorella Ruth, Sara, Jim e Tom, Adam ed il suo allontanarsi da tutti a bordo di un veliero, Peter ed Alexandra/Alicia, ed in voci narranti che hanno celato il proprio appellativo.

 Il diavolo seduto sul letto/ il fuoco nello stomaco/ sulla mensola/ la Bibbia e l’enciclopedia// il mio silenzio ribelle/ la grata tra me e il mio cuore/ tra il mio broncio e il tuo sorriso/ la speranza intrecciata.// Vuoi venire a casa/ bimba mia?// […] “Sei anni”

La seconda parte de “Nella clessidra del cuore” si apre con la lirica “Sei anni”, una sorta di manifesto poetico che espone l’intento che dal seme spingeva per germogliare. È vero che talune volte ci si scopre intinti di versi in età adulta ma nella maggioranza dei casi sin da piccoli si ha la facoltà di udire storie e di iniziare a raccontarle con parole.

L’infante è immerso in un mondo di immagini che trasmuta in parole, ed è così che inizia una ricerca di descrizione perfetta, nel senso di “finito/concluso”, una rappresentazione che a livello soggettivo non lascia margini.

Concetto e musicalità tendono all’armonia ed è una sorta di rifugio dal mondo fisico che si manifesta in terrore ed in costrizione per regole imposte e talvolta vetuste.

[…] il pennino stretto/ fra le dita incerte/ come i primi passi nel mondo/ un velo nero/ fra me e la felicità.// […] Chi non mi ascolta/ chi non ascolta/ la piccola anima mia ribelle?// […]” “Sei anni”

Domande a cui seguono insistenti risposte che mirano al punto in cui si afferma ciò che si è capito dell’Io profondo, di quella voce che simultaneamente tace e pulsa modellando un territorio magmatico nel quale perdersi è la prassi, non riconoscersi è necessario. L’approdo è l’affermazione, il divenire uno dell’Io del mondo fisico con l’Io inconscio.

Lo pretendo/ quello squarcio nello spazio/ quel posto vuoto/ è mio.// La esigo/ quella pagina bianca/ da scrivere/ con la penna nera.// C’è il mio pensiero/ appeso/ a quell’attaccapanni/ nell’ingresso della mia vita.//” “Affermo”

Giovanna Fracassi, in questo suo nuovo capitolo poetico, dialoga con il ricordo come se fosse davanti ad uno specchio, si osserva da bambina, si osserva da ragazza con il rossetto acceso ed il rimmel nero, si osserva da donna che freme davanti allo spettacolo della Natura.

È conscia che la mutevolezza che ha riscontrato in sé è la stessa di un fiore che da bocciolo mostra i suoi petali colorati per espandere un profumo inebriante. È conscia che la ricerca è la conoscenza intima di ciò che si è nel presente, di ciò che si vuole e di ciò che si ha facoltà di fare.

Il rossetto acceso/ denso e lucido/ sulle labbra morbide// il velo impalpabile/ della cipria/ sul viso// il rimmel nero/ ripassato sulle ciglia/ sguardo scuro// il profumo dolce/ spruzzato/ sulla pelle accaldata// il trucco/ per essere/ me stessa// e giocare/ con gli specchi/ tirati a lucido […] Ammicco ora scherzosa/ dal bordo/ del mio tempo andato// tante me/ nello stesso specchio/ si sfogliano// come pagine di vita/ senza cronologia/ ma con un briciolo di follia.” “Me”

 

Written by Alessia Mocci

 

Info

Facebook Giovanna Fracassi

https://www.facebook.com/giovanna.fracassi

Acquista “Nella clessidra del cuore”

https://www.ibs.it/nella-clessidra-del-cuore-libro-giovanna-fracassi/e/9788865915851?inventoryId=94824590

 

Fonte

http://oubliettemagazine.com/2018/07/12/nella-clessidra-del-cuore-di-giovanna-fracassi-uno-scenario-di-candido-equilibrio/

 

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Project Leucotea annuncia l’uscita in formato ebook di “E adesso dove andiamo?” di Riccardo Fornasiero Fri, 20 Jul 2018 10:05:17 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/486799.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/486799.html Edizioni Leucotea Edizioni Leucotea Cosa sarà successo di così grave per mollare tutto mentre il mondo intero si prepara a far festa?             

 

È la sera dell'ultimo giorno dell'anno quando Eugenio invita il figlio Gabriele a darsi una mossa perché bisogna partire. Cosa sarà successo di così grave per mollare tutto mentre il mondo intero si prepara a far festa?

Se Elisa, moglie di Eugenio e madre di Gabriele, è scappata di casa e ha inviato solo qualche generico SMS per tranquillizzare la famiglia, vuol dire che una buona ragione c'è. E magari anche più di una. Ma forse ha lasciato una traccia, e a questa ci si deve affidare.

Il primo vero viaggio con il figlio adolescente dovrà servire a Eugenio a tante cose: fare i conti con se stesso e con i suoi conflitti irrisolti, risolvere la crisi con Elisa, trovare la chiave per entrare nel mondo inesplorato di Gabriele.

Ma soprattutto provare a raccontare al ragazzo una storia finora rimasta segreta.

 

Riccardo Fornasiero, classe 1965, si occupa di grafica e comunicazione in ambito medico-scientifico.

Dopo la laurea in Lettere ha conseguito un master in fotografia, uno in comunicazione aziendale e due in scrittura creativa e narrazione.

Scrive e fotografa da sempre

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Sofferenza e condizione umana. Per una sociologia del negativo nella società globalizzata di Giudo Giarelli Mon, 16 Jul 2018 10:33:49 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/486261.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/486261.html Ben Zenner Ben Zenner

Si può vivere senza sofferenza? È possibile ricondurla nell'ambito di un discorso scientifico a partire dalla consapevolezza della comune “condizione umana” che la globalizzazione induce? Sono le domande a cui cerca di rispondere il saggio del sociologo e antropologo Guido Giarelli Sofferenza e condizione umana. Per una sociologia del negativo nella società globalizzata.

 

Titolo: Sofferenza e condizione umana. Per una sociologia del negativo nella società globalizzata

Autore: Guido Giarelli

Genere: Società e scienze sociali, Sociologia

Casa Editrice: Rubbettino Editore

Collana: #sociologie

Pagine: 624

Codice ISBN: 9788849853360

 

«[…] La nostra tesi è che la sofferenza abbia posto in questo periodo un problema nuovo per le società occidentali, che è quello della sua inaccettabilità: il rifiuto della sofferenza, la sua non accettazione, è nata da un’illusione che si è andata sempre più diffondendo, che ha considerato la sofferenza come un’esperienza eccezionale, qualcosa che in quanto tale non apparteneva costitutivamente alla condizione umana. Mentre in passato tutte le religioni e le filosofie hanno considerato, come abbiamo visto, quello della sofferenza un problema fondamentale cui offrire qualche tipo di risposta di senso, nelle società moderne prima e contemporanee poi, la sofferenza è divenuta un tabù, così come la vecchiaia, la malattia e la morte».

Viviamo in un tempo di grande sofferenza: non le sofferenze atroci prodotte dalle grandi tragedie del ’900, ma un malessere sociale diffuso che si esprime sotto forma di sofferenza talora esplicita e mediatizzata, talora impalpabile, silenziosa e occultata dai mass media. L'esodato ultracinquantenne espulso dal mercato del lavoro, il giovane disoccupato o inoccupato che ha già perso ogni speranza di trovare un impiego, il lavoratore sfruttato e ridotto a “fattore produttivo”, i migranti sottoposti ai lavori più umilianti e alle condizioni di vita più degradanti, gli anziani che sempre più vedono sfumare la possibilità di una vecchiaia sicura e di una pensione adeguata a causa del deterioramento costante dei sistemi di protezione sociale pubblica. «Nonostante tutte queste sofferenze, abbiamo perso la capacità di spiegarle e quindi di cercare di affrontarle per poterle eliminare, per quanto possibile. E l’abbiamo persa �“ spiega Giarelli �“  perché, al pari della malattia, della disabilità, della vecchiaia e della morte, abbiamo considerato la sofferenza qualcosa di sconveniente, impresentabile, inaccettabile, “pornografica” in qualche modo, in una società sempre più salutista e performativa nella quale la bellezza, la salute, la necessità di essere sempre prestanti e all’altezza delle situazioni è diventato un dovere, un obbligo sociale se si vuole essere “in”, per non rischiare di diventare “out”. È così che la sofferenza è divenuta un tabù, rispetto al quale non sappiamo più parlare, spiegare e agire: questo libro cerca di ridarci la parola, di superare l’afasia che caratterizza la nostra società su questo tema». Elaborando una tipologia fenomenologica della sofferenza analizzata sulla base di un modello connessionista, il volume esplora quindi il contributo che tre studiosi classici (Karl Marx, Emile Durkheim e Max Weber) e tre contemporanei (Hans Jonas, Irving K. Zola e Margaret Archer) possono offrire attraverso i concetti di alienazione, anomia, razionalizzazione, limite, vulnerabilità e riflessività fratturata per una comprensione delle cause profonde della sofferenza umana. Ad emergere è così quella “dimensione del negativo” che, spesso interpretata dalle diverse mitologie, filosofie e teodicee religiose come prova dell’esistenza del “male”, rappresenta in realtà una componente intrinseca della condizione umana che una “sociologia del negativo” critica e riflessiva può consentire di analizzare sulla base di nuove piste di ricerca ormai ineludibili nella società globalizzata. «Vivere senza sofferenza è stata la grande illusione della società occidentale contemporanea, figlia della nostra idea di progresso lineare, indefinito, senza limiti: è così che si arriva all’illusione dell’ospedale senza dolore, del mondo senza sofferenza. Oggi stiamo scoprendo che la realtà ha dei limiti, e lo stiamo facendo a nostre spese: cambiamenti climatici, disastri ambientali, effetto serra, ma anche l’illusione delle pratiche anti-invecchiamento, di un’eterna giovinezza, di usare la criogenesi per sconfiggere la morte. Lo sapevano bene le società precedenti: un tempo il limite era inscritto nell’impotenza tecnologica dell’uomo di fronte all’onnipotenza incontrollabile della natura. Oggi, la mutata natura dell’agire umano consiste proprio nelle nuove e crescenti conquiste tecnologiche che la nostra società ha saputo mettere in campo, ma che rischiano di rivoltarsi contro di noi. Dobbiamo allora ritrovare quel limite autoimponendocelo secondo quel “principio di responsabilità” di cui parla Hans Jonas, per cui non tutto ciò che si può fare si deve fare, se vogliamo evitare di creare aspettative irrealistiche che non ci portano da nessuna altra parte se non alla nostra autodistruzione. Ciò che dobbiamo riscoprire è una nuova “cultura del limite” adeguata alla tarda modernità in crisi che stiamo vivendo, senza alcuna deviazione luddista e anti-tecnologica (fondamentalmente reazionaria), ma che sappia però tener conto dell’esistenza di limiti biologici, psicologici, esistenziali, sociali ed ecologici con i quali ci confrontiamo quotidianamente: è ciò che chiamo la dimensione del “negativo”, che racchiude tutti questi limiti, e rappresenta una dimensione fondamentale e ineliminabile della condizione umana quanto quella del positivo, con la quale dobbiamo tornare a familiarizzare, nella piena consapevolezza di questa ambivalenza della condizione umana, per cui non c’è positivo senza negativo, felicità senza sofferenza, gioia senza dolore. Perché, come afferma Salvatore Natoli “Il negativo colpisce il positivo, ma il positivo lo precede e ne è la sua ineliminabile condizione”».     

TRAMA. Un libro che si rivolge non soltanto agli specialisti, ma anche a chi voglia cercare di comprendere le cause dei diversi tipi di sofferenza, cercando per quanto possibile di eliminare le sofferenze inutili, specie quelle causate dall’uomo, come le sofferenze sociali che originano dal mancato rispetto della dignità umana; senza per questo illudersi di eliminarle completamente, dal momento che esse rappresentano una componente costitutiva della condizione umana, una forma di adattamento all’ambiente in cui ci è dato vivere.  

BIOGRAFIA. Guido Giarelli, Ph.D. alla University College London, è professore associato di Sociologia generale presso la Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università “Magna Græcia” di Catanzaro. Presso la medesima università è stato direttore del Centro di Ricerca Interdipartimentale sui Sistemi sanitari e le Politiche di welfare (C.R.I.S.P.) dal 2006 al 2010 e del Master di II livello in “Management integrato dei servizi sociali e sanitari”; è attualmente direttore del Master di II livello in “Medicina integrata”.  È stato research associate dell’Institute of African Studies dell’Università di Nairobi, adjunct associate professor della School of Health Sciences della Oakland University di Rochester (Michigan), visiting scholar alla New York Academy of Medicine e alla Harvard Medical School di Boston, visiting professor all’Università di Oviedo (Spagna), all'Escola de Saúde Pública do Ceará di Fortaleza (Brasile) e al Centre for Sociological Theory and Research on Health Division and Population Health della University College London. Fondatore e primo presidente della Società Italiana di Sociologia della Salute (SISS) dal 2002 al 2005, segretario e poi membro del Consiglio scientifico della Sezione di Sociologia della salute e della medicina dell’Associazione Italiana di Sociologia (AIS) dal 2005 al 2011, presidente della European Society for Health and Medical Sociology (ESHMS) per il mandato 2006-2010, è attualmente vice-Presidente del Consiglio direttivo del Research Committee 15 (Sociology of Health) dell’International Sociological Association (ISA). Dal 2004 è membro dell’Osservatorio sulle Medicine Non Convenzionali della Regione Emilia-Romagna.

 

 

 

 

                                                                                               

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ALESSANDRINI GIURATO DEL PREMIO BIBLIOTECHE DI ROMA 2018 Sat, 14 Jul 2018 23:30:47 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/486181.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/486181.html Roberto Alessandrini Roberto Alessandrini
Lo scrittore Roberto Alessandrini, anche per il 2018, è Giurato del prestigioso Premio Letterario Biblioteche di Roma, che nella capitale vanta ormai una lunga storia ed una organizzazione composta da nomi eccellenti della cultura italiana. Fonte: http://www.robertoalessandrini.it/


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Tomorrow’s Jazz, il Premio per i giovani talenti del jazz italiano / Teatro La Fenice - Venezia - 18 e 19 luglio Sat, 14 Jul 2018 10:29:24 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/486158.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/486158.html Mabi Comunicazione Mabi Comunicazione
COMUNICATO STAMPA 
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Tomorrow’s Jazz, alla Fenice il Premio
 per i giovani talenti del jazz italiano


Il 18 luglio le audizioni e un concerto del pianista Livio Minafra.
Il 19 luglio la cerimonia di premiazione.

Il presidente di Veneto Jazz Giuseppe Mormile: “un'importante opportunità per i musicisti”.

Un Premio per i giovani del jazz italiano. È “Tomorrow’s Jazz”, il progetto di Veneto Jazz realizzato nell’ambito del Bando Jazz 2017, finanziato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Ad essere giudicati, una trentina di giovani musicisti italiani under 30, selezionati in questi mesi dall’Osservatorio di Veneto Jazz, che ha messo in campo la ricca rete di conservatori italiani e workshop. Il 18 luglio, quindi, musicisti, band ed ensemble si esibiranno, a porte aperte, alle Sale Apollinee del Teatro La Fenice (dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00) per assicurarsi una borsa di studio che permetterà di venire ospitati in importanti festival nazionali ed internazionali. La giuria è composta da Giuseppe Mormile (presidente e direttore artistico di Veneto Jazz ), Gabriele Vianelli (direttore Summer Jazz Workshop), Enrico Merlin (musicologo e collaboratore della testata “Jazzit”), Stefano Senni (musicista).
 
Da sempre Veneto Jazz si occupa della promozione dei giovani talenti, attraverso seminari,  festival e rapporti con istituzioni italiane e straniere” spiega il presidente di Veneto Jazz Giuseppe Mormile “Questo progetto, grazie al bando, ci ha offerto la possibilità di strutturare un Premio che sarà una importante opportunità per i partecipanti, ovvero quella di confrontarsi con realtà internazionali, inseriti in cartelloni ufficiali. La rosa dei candidati è davvero eccellente. Ritengo che ci siano già le promesse del futuro”.
 
A New York al Jazz at Lincoln Center, a Londra al Ronnie Scott’s Jazz Club, a Riga (in Lettonia) al Rigas Ritmi Festival, ad Instanbul al Nardis Jazz Club, oltre ad altri festival del circuito italiano dell’associazione “I-Jazz” e naturalmente al Venezia Jazz Festival. Questi i riconoscimenti in palio per i giovani musicisti.
La cerimonia di premiazione si terrà il 19 luglio, alle ore 17.00.
 
Il 18 luglio, al termine delle audizioni del Premio, la Sale Apollinee ospiteranno anche un concerto. Alle 20.00, con ingresso gratuito, si esibisce Livio Minafra, performance di piano solo ed electronics, mix di musica classica, etnica e improvvisazione. Anche Livio Minafra è un giovane talento. Quattro lauree (Pianoforte, Musica Jazz, Strumentazione per Banda, Composizione), è compositore e pianista vincitore del prestigioso premio Top Jazz (nel 2005, 2008 e 2011). Suona soprattutto in piano solo ed ha al suo attivo numerose e importanti partecipazioni come pianista, compositore, arrangiatore e fisarmonicista (MinAfric Orchestra, Kocani Orkestar, Canto General, Radiodervish per citarne alcune). In piano solo ha pubblicato La dolcezza del Grido (Leo Records, Uk), La fiamma e il cristallo (Enja Records �“ De) e Sole Luna (Incipit Records �“ It) e come leader del Livio Minafra 4etSurprise!!! (Enja Records �“ De). Ha scritto le musiche del film Ameluk di Mimmo Mancini e di Essere Gigione di Valerio Vestoso. Questo concerto viene realizzato con il sostegno del MiBACT e di SIAE, nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina �“ Copia privata per i giovani, per la cultura”.
 
L’altro concerto, inserito nella programmazione di “Tomorrow’s Jazz”, è quello del pluripremiato sassofonista Claudio Jr De Rosa, vera promessa del jazz italiano, in quartetto al Laguna Libre Jazz Club (24 luglio, ore 20.00).
 
“Tomorrow’s Jazz” è organizzato da Veneto Jazz nell’ambito di Venezia Jazz Festival 2018 con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e in collaborazione con Teatro La Fenice di Venezia, Regione del Veneto, Città di Venezia. Media partner: Jazzit. 

Informazioni:

Veneto Jazz - jazz@venetojazz.com - mob. (+39) 366.2700299 �“ www.venetojazz.com

Ufficio stampa Veneto Jazz:
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Project Leucotea annuncia l’uscita in formato ebook del libro “La corda e l’artiglio” di Davide Cariola. Fri, 13 Jul 2018 11:38:22 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/486101.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/486101.html Edizioni Leucotea Edizioni Leucotea Chi può ancora avercela con la famiglia Soffici?

 

Sembra che qualcuno voglia proprio lasciare un messaggio tramite una scia di sangue che colpisce le persone legate all’ispettore Massimiliano Soffici. Per questo scoprire il responsabile è per lui di vitale importanza, tanto da spingerlo a chiedere aiuto a Carlo Pannaggi, suo fratello e assassino del loro padre, che si trova ancora in carcere.

All’oscuro del loro legame di parentela Carlo fornisce un aiuto per scoprire chi può ancora avercela con la famiglia Soffici...

In realtà un vincolo altrettanto forte nasce quando Carlo e Massimiliano, ancora bambini, strinsero un patto suggellato da un braccialetto realizzato con un artiglio di lupo rinvenuto nel bosco.

Seguito di “Una finissima barca a vela” narra le vicende dei protagonisti alle prese con una nuova indagine colma di risvolti inaspettati.

 

 

Davide Cariola nasce il 26 febbraio 1987 alla Spezia. Laureato in Scienze della comunicazione e Storia dell’arte presso l’Università degli Studi di Parma, ha lavorato in ambito museali per più di due anni e attualmente ha un impiego presso il Duomo di Milano.

Nel 2016 ha pubblicato il primo romanzo Una finissima barca a vela presso la casa editrice Battei di Parma.

Il volume La corda e l’artiglio si pone proprio come seguito di tale scritto in quanto narra le vicende dei medesimi personaggi ad alcuni anni di distanza.

http://www.omniabuk.com/scheda-ebook/davide-cariola/la-corda-e-lartiglio-9788899947606-542895.html
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Leucotea Edizioni annuncia la sua 250esima pubblicazione con l’uscita del libro “Ellisse” dell’autore sanremese Daniele Siri Tue, 10 Jul 2018 11:02:19 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/485702.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/485702.html Edizioni Leucotea Edizioni Leucotea Il destino farà traballare il castello di carte costruito attorno a ognuno di noi..

 

Walter Foeller è una cellula anonima del tessuto urbano di Sarcari, barricato nel castello di carte della routine che si è costruito attorno. Finora, “casa e lavoro” lo hanno protetto dagli aliti di vento… ma cosa accadrebbe se, un giorno, il destino sfilasse un asso di cuori da quelle mura traballanti?

Logorato dall’insonnia causata dai problemi di lavoro, Walter sta deragliando fuori dalla realtà, in bilico sul confine di un’angoscia dimenticata da tempo. A catalizzare la crisi un libro ritrovato sull’autobus, la modesta pubblicazione di un autore locale: “Storie di un mondo fuori fuoco”. Cinque racconti che, uno dopo l’altro, condurranno Foeller all’inevitabile resa dei conti.

 

 

Daniele Siri è un autore sanremasco, classe '77, macchinista navale di professione. Appassionato di fortificazioni militari, ha collaborato alle guide "Le strade dei cannoni" e "Le strade dei forti" (M.Boglione, Blu Edizioni). Sul web cura il sito "vallodiponente.altervista.org" dedicato ai sistemi difensivi del Ponente ligure. Scrittore per passione, produce due suoi romanzi: "Anime nella pietra" (2012) e la prima edizione di "Ellisse" (2013). Dal 2015 scrive racconti brevi per la rivista fotografica "Eyesopen!Magazine", poi raccolti nell’antologia “Una cornice di parole” (2017). Nello stesso anno pubblica un romanzo con Leucotea, “Il sorriso del salice”.

http://www.edizionileucotea.it/it/home.php?s=0,1,2&dfa=do25&pg=&diditem=3417]]>
Intervista di Alessia Mocci a Lidia Beduschi: vi presentiamo il progetto 11 Odori Suoni Colori Mon, 09 Jul 2018 17:39:32 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/485633.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/485633.html Alessia Mocci Alessia Mocci Io sono Nero. Come il mio fratello gemello Bianco, sono spesso chiamato un “non colore”, perché né io né lui siamo visibili nell’arcobaleno. Bianco prende molto male questa faccenda. Io no! Dicono che mi mangio tutti i colori, che sono ingordo, che metto paura come il Babau. Che dicano! Hanno ragione; se vogliono spaventarsi davanti a me, li accontento volentieri.” ‒ “11 Odori Suoni Colori – la storia di Nero”

“11 Odori Suoni Colori” è un kit cartonato pubblicato nel 2009 dalla casa editrice mantovana Negretto Editore. L’ideatrice è la docente universitaria Lidia Beduschi che, partendo da una felice intuizione supportata dal filosofo John Locke, ha realizzato con il supporto di un gruppo di non vedenti un vero e proprio kit contenente undici fogli uno per ogni colore, più altri undici fogli contenenti gli stessi colori ma pretagliati in tessere rettangolari che al tatto rilasciano una fragranza realizzata ad hoc grazie alla mescolanza di svariati profumi.

“11 Odori Suoni Colori” è stato concepito in modo tale da esser supportato da un sito web che oltre alla spiegazione del progetto mantiene un rapporto privilegiato con coloro che possiedono fisicamente il kit a casa. All’interno del sito, infatti, è possibile “giocare” con i colori ed i suoni supportati da pagine interattive che aiutano a fissare il ricordo dell’odore percepito con le note ascoltate e con le “favole” create per ogni colore.

Gli undici colori sono stati scelti seguendo gli studi di due antropologi americani Brent Berlin e Paul Kay che nel saggio “Basic Color Terms” mentre la scelta della miscela delle fragranze è opera di Lida Beduschi. Dunque abbiamo il colore nero (liquirizia, carbone, incenso), il bianco (giglio bianco, latte, polpa di cocco), il rosso (ciliegia, anguria, olio solare), il giallo (limone, zafferano, ananas), il verde (erba tagliata, the verde, kiwi), il blu (brezza marina, lavanda, tiglio), il marrone (cioccolato, legno, tabacco), il grigio (fumo, chanel n°5, timo), il rosa (rosa, orchidea, pesca), il viola (violetta, lavanda, sandalo), e l’arancione (arancio, albicocca, patchouly).

Lidia Beduschi si è mostrata molto disponibile nell’accettare questa intervista per spiegarci meglio il progetto “11 Odori Suoni Colori”.

 

A.M.: Ciao Lidia, sono lieta di poter dialogare del progetto Odori Suoni Colori, un kit con un titolo parlante che richiama esplicitamente il suo contenuto: odore, suono e colore. Vorrei iniziare chiedendoti della sua genesi e delle tempistiche di realizzazione dalla primogenita idea.

Lidia Beduschi: L’idea di “avvicinare” i ciechi ai colori, mi accompagna sin dall’infanzia. Perché? Non lo so. Il casus invece si manifestò quando intorno al 2002, 2003 parlando di una mostra di modellini per i ciechi, che di lì a poco il Museo Egizio avrebbe portato a Reggio Emilia, la dottoressa D’Amicone, allora Direttrice del Museo, al telefono mi disse: “peccato che non si possano far vedere in qualche modo i colori”. Mi misi al lavoro subito, e subito per me l’approccio corretto non poteva essere che quello semiotico: costruire cioè un codice, che non poteva essere che multisensoriale. Il tatto, tradizionalmente per primo, ma poi il suono, e terzo l’odore. Ne parlai con la dottoressa Consuelo Battistelli, allora neolaureata, cieca secondaria: insieme cominciammo a costruire con materiali poverissimi (cartoncino, carta, colla, pennarelli) un primo casalingo e importantissimo prototipo, per discutere e mettere a punto l’idea. In un secondo momento conobbi il dottor Claudio Signorini, cieco primario e tiflologo. Si aggiunse a progetto già avanzato, e fu importantissimo, il contributo di Daniela Floriduz, cieca dalla nascita, che con il colore ha un rapporto personale vivissimo (attraverso la fotografia). Lavorammo insieme per più di un anno, in incontri serrati e decisivi. Nel 2004 il kit 11 era pronto: fu anzi il tema del mio corso di Etnoscienza dell’anno accademico 2004/05 alla specialistica ACEL (Antropologia Culturale, Etnologia, Etnolinguistica) della Laurea magistrale interateneo di “Ca’ Foscari”, Venezia, dove insegnavo appunto Etnoscienza. Quanto agli 11 colori sono stati sempre per me una scelta obbligata: lo studio della percezione culturale del colore è un tema centrale dell’Etnoscienza, e 11 sono i colori individuati dalla ricerca di Brent Berlin e Paul Kay del 1969, come appartenenti al maggior numero di culture del mondo.

 

A.M.: Il kit nasce come progetto per i non vedenti ma può essere usato anche per cure di riabilitazione per il recupero di soggetti con altre forme di disabilità od affetti da tossicodipendenza?

Lidia Beduschi: Il kit multisensoriale, in particolare la sua versione cartonata pubblicata dall’Editore Negretto nel 2008, che offre la possibilità di manipolazione materiale delle tessere colorate e profumate, può prestarsi a una grande varietà di usi in ambito sia educativo sia riabilitativo, questo per l’impatto emozionale, oltre che cognitivo, che la multisensorialità può offrire. Comunque il kit è destinato prevalentemente a ciechi primari, secondari, ipovedenti e acromati.

 

A.M.: I colori sono identificati con una puntinatura di tipo Braille, per ogni colore dunque corrisponde un insieme di puntini. Hai voluto utilizzare il linguaggio in uso del Braille oppure la puntinatura è stata creata ex novo per il kit?

Lidia Beduschi: Il Braille era il punto di partenza e di arrivo per la percezione tattile dei ciechi: ad oggi niente lo ha di fatto superato. La costruzione del codice tattile non poteva quindi che prendere l’avvio da lì. Il “disegno” dei simboli invece è stato il frutto di una mediazione tra me e i non vedenti insieme ai quali sono stati costruiti. Chiaramente dovevamo “trovare” dei simboli, poiché la semplice trascrizione alfabetica in Braille del “nome” del colore avrebbe fatto “saltare” la possibilità di costruzione di un codice multisensoriale, per farci ricadere nel verbalismo asemiotico: non mi e ci interessava “denominare” i colori, ma far sì che attraverso un codice condiviso (come è ad esempio quello delle notazioni musicali), i ciechi ed i vedenti fossero certi di riferirsi allo stesso referente (colore, in questo caso), quando dicono, parlano, usano, leggono, nominano, il bianco, o il rosso, o il viola, ecc.

 

A.M.: Oltre a te come ideatrice del progetto, ci sono stati altri collaboratori che ti hanno sostenuto e supportata?

Lidia Beduschi: Come ho detto in apertura, l’ideazione del codice è stata mia: d’altra parte ero io che avevo ed ho la preparazione scientifica di carattere semiotico, semantico, linguistico ed etnolinguistico per “costruire mentalmente” il progetto. Certo senza i collaboratori da sola non ce l’avrei fatta a renderlo “oggetto”. I primi, che sono “comprimari” più che collaboratori, sono stati Consuelo Battistelli e, decisivo, Claudio Signorini.  Gli altri che hai nominato, tutti preziosi e indispensabili per la realizzazione del codice: Isabella Tondi e Luca Modena hanno di fatto costruito il simbolo sonoro di ciascun colore, quello che cantavano i ciechi dell’UICI di Torino, dove andai a tenere una lezione sul kit, poco dopo la sua pubblicazione. Senza la professionalità della Druckfarben s.r.l di Albino (Bergamo), non avremmo potuto costruire il “sinbolo” dell’odore di ciascun colore. Chiara Prezzavento ha fatto sì che odorisuonicolori.it varcasse i confini italiani, predisponendo la versione inglese della piattaforma. Mario Varini ha realizzato il sito, che è qualcosa di più, perché volevo, e ci siamo in gran parte riusciti, che funzionasse cole uno strumento online, un tool: quello che di fatto ancora rimane.

 

A.M.: 11 colori: qual è il tuo preferito?

Lidia Beduschi: Il mio preferito… Io “vivo” nei colori, i colori entrano di forza in ogni momento della mia giornata, ne fanno il tono, modellano il mio umore, i sentimenti il mood… Non c’è un colore preferito, per me.

 

A.M.: 11 suoni: perché la scelta del pianoforte e non un altro strumento?

Lidia Beduschi: Kandinskij diceva che “il rosso è uno squillo di tromba” (non abbiamo parlato della sinestesia, ho preferito riferirmi alla multisensorialità, che non è la stessa cosa, ma il discorso ci avrebbe portato troppo lontano e in “territori” di confine iperspecialisici). Qualcuno dei miei collaboratori non era del tutto d’accordo, ad esempio qualcuno mi disse che preferiva associare il rosso con l’oboe: il pianoforte è stato scelto perché è lo strumento di base, quello in grado di raccogliere e realizzare tutti i simboli sonori che ci occorrevano.

 

A.M.: 11 odori: com’è stata selezionata la campionatura dei profumi?

Lidia Beduschi: I profumi, meglio gli odori sono stati costruiti combinando quattro “profumazioni” che nella nostra cultura in qualche modo possono essere associate al colore che designano. Per comprendere come sono stati costruiti (materialmente, come ho detto dalla Druckfarben) è fondamentale partire da “Storia di 11”.

 

A.M.: Quale può essere l’uso del kit per i docenti di sostegno nelle scuole “normali”?  Ritieni che i giochi da te ideati ed elaborati siano sufficienti, e siano anche da seguire con una certa rigidità? Pensi che, in ogni caso, sia compito del docente scegliere quelli più adeguati al contesto ed ai tempi propri della scuola?

Lidia Beduschi: L’uso del kit nella scuola può davvero giocare un ruolo di grande rilievo: può consentire ai docenti e agli allievi, ciechi, “normali”, stranieri, di rapportarsi tra loro attraverso la mediazione del colore. Ecco hai toccato un argomento molto importante: l’utilizzo corretto del kit può essere fatto autonomamente seguendo il percorso indicato. Certo sono possibili e auspicabili vie e “giochi” anche diversi, ma questo richiederebbe una preparazione specifica e contestualizzata dei docenti.

 

A.M.: “11 OdoriSuoniColori” ha ricevuto la Menzione Speciale Alberto Manzi per la comunicazione educativa nell’anno di uscita del kit. Ti aspettavi questo riconoscimento?

Lidia Beduschi: Ah no! È stata una bellissima sorpresa quella Menzione Speciale. E proprio perché legata al nome del maestro Alberto Manzi: il maestro di tutti della favolosa “Non è mai troppo tardi”, andata in onda alla RAI dal 1960 al 1968, rifatta all’estero da 72 Paesi. Riuscì a portare un milione e mezzo di italiani alla licenza elementare. Pensate qual era allora la qualità del servizio televisivo!

 

A.M.: A distanza di 9 anni dalla pubblicazione vorresti cambiare qualcosa del kit? Innovare con qualche gioco in più? Oppure modificare la sequenza dei colori? Gli odori?

Lidia Beduschi: La sequenza dei colori non è modificabile. Il kit 11 va bene ancora oggi così com’è. Certo sto lavorando ad un ampliamento della gamma dei colori, ma sempre sullo stesso percorso, che, come ho detto, non è frutto di improvvisazione, di mode, di circostanze legate al momento, ma di una ricerca scientifica tuttora fondamentalmente valida.

 

A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Negretto Editore? La consiglieresti?

Lidia Beduschi: Ho lavorato e lavoro con molte case editrici. Negretto Editore ha avuto il coraggio di credere nell’idea del Kit 11. Da un punto di vista di mercato, credo che il prodotto non abbia ancora espresso tutte le sue potenzialità. Dobbiamo forse ancora attendere il momentum. La casa editrice è cresciuta in questi anni, e credo si sia a ragione conquistata un suo posto nella piccola editoria italiana.

 

A.M.: Salutaci con una citazione…

Lidia Beduschi: Dolce color d’oriental zaffìro/che s’accoglieva nel sereno aspetto/del mezzo, puro infino al primo giro,/ a li occhi miei ricominciò il diletto,/tosto ch’io uscì’ fuor de l’aura morta/ che m’avea contristati li occhi e’ l petto. Dante, Purgatorio, Canto I

Quanto colore nella Commedia!

 

A.M.: Lidia ti ringrazio per la tua disponibilità e per il tuo impegno in questo progetto. Ti saluto con le parole di Johann Wolfgang von Goethe: “Da tutto ciò sembra risultare che in natura giallo e azzurro sono divisi da una certa frattura, che mediante incrocio e mescolanza può essere atomisticamente colmata e superata nel verde, ma risulta anche che, propriamente, l’autentica mediazione tra il giallo e l’azzurro è svolta solo dal rosso.

 

Written by Alessia Mocci

Responsabile dell’Ufficio Stampa Negretto Editore

 

https://www.youtube.com/watch?v=bZRr6lLabUk

 

Info

Sito Odori Suoni Colori

http://www.odorisuonicolori.it/

Facebook 11 odori Suoni Colori

https://www.facebook.com/odorisuonicolori/

Sito Negretto Editore

https://www.negrettoeditore.it/

Facebook Negretto Editore

https://www.facebook.com/negrettoeditoremantova/

Facebook Lidia Beduschi

https://www.facebook.com/lidia.beduschi.58

 

Fonte

http://oubliettemagazine.com/2018/06/22/intervista-di-alessia-mocci-a-lidia-beduschi-vi-presentiamo-il-progetto-11-odori-suoni-colori/

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Presentazione di Donne Perse(phone) Sat, 07 Jul 2018 09:38:25 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/485516.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/485516.html Cinzia Cinzia  

Giovedì 12 luglio 2018, alle ore 18,

a Roma, presso il Giardino dei Merangoli,

(Santa Maria dell’Orto - via Anicia, 10 - Trastevere)

 

Sarà presentato il libro

Donne Perse(phone)

 

di Annalisa Venditti

(dei Merangoli)

 

Presenta Mariolina Palumbo, psicologa e psicoterapeuta.

 

Intervengono:

 

Vanessa Foglia, stilista e creatrice di Abitart

Paola Sarcina, regista

Annalisa Venditti, l’autrice

Le interpreti dello spettacolo  Donne Perse(phone) con brevi performance tratte dallo spettacolo.

 

Un libro per raccontare la violenza di genere e il femminicidio attraverso un mito antico, quello della dea greca Demetra e di sua figlia Persefone. La deiMerangoli presenta un testo teatrale che è già diventato uno spettacolo, portato in scena da donne socialmente impegnate contro la violenza sulle donne.

 

Donne Perse(phone) è un dramma moderno che trae spunto dalle cronache dei nostri giorni, dalle storie vere di ragazze e donne uccise o abusate da un marito, un fidanzato o un compagno violento. Vite perdute e spezzate per mano di uomini aggressivi e quindi inadeguati a gestire un rapporto di coppia. Gli antichi greci ricorrevano al mito di Demetra, dea delle messi, e di sua figlia Persefone, rapita da Ade, per spiegare l’alternarsi delle stagioni.  Il volume, impreziosito dalla prefazione del prof. Willy Pasini, sessuologo e scrittore, è una tragedia che dà voce alle vittime. Le figlie ritornano e lo fanno per raccontare alla madre gli ultimi momenti della loro vita e per ricucire quello strappo che - nonostante tutto - non potrà mai recidere un legame tanto forte e profondo.

 

Annalisa Venditti è giornalista professionista, scrittrice e autore televisivo. E’ laureata in archeologia e storia dell’arte greca e romana. Si occupa da anni di cronaca nera, giudiziaria e di omicidi irrisolti. Attualmente lavora nel programma di Rai 3 “Chi l’ha visto?”

 

Donne Perse(phone)

di Annalisa Venditti,

dei Merangoli,

collana Giardini

112 pagine

Euro 12.00

www.deimerangoli.it

 

Ufficio stampa:  Praxilla 328.9110434

mail: stampa.praxilla@tiscali.it

 

 

 

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“COME FRAMMENTI DI STELLE" (di Antonella Tamiano) presentazione libro a Valenzano (BA). Sat, 07 Jul 2018 08:56:00 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/485511.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/485511.html APULIA SET (spin-off by Filcantieri) APULIA SET (spin-off by Filcantieri) “COME FRAMMENTI DI STELLE” è il titolo del romanzo scritto da Antonella TAMIANO, edito daElison Publishing, che sarà presentato il giorno Venerdì 27 luglio, alle ore 20:00, presso la Sede sociale dell'Associazione Turistica UNPLI-ProLoco Valenzano, sita in Largo Plebiscito aValenzano (BA)Ingresso libero. 
Come frammenti di stelle è tra i sei finalisti del Concorso Letterario Nazionale promosso dalla stessa casa editrice Elison Publishing. 
La copertina è un dipinto della stessa Autrice (riproduzione della famosa “Madonna” del pittore espressionista norvegese Edvard Munch). 
Il libro sarà presentato da Giuseppe TRAVERSA (direttore editoriale di “Nero su Bianco”), che dialogherà con Antonella TAMIANO (pittrice, scrittrice, poetessa) e con i saluti degli organizzatori dell’evento letterario: Leonardo DE SARIO (presidente UNPLI-ProLoco Valenzano) e Michele FILIPPONIO (titolare/fondatore di Filcantieri e Apuliaset). 
In tale occasione Antonella Tamiano porrà il suo autografo sul secondo “casco da cantiere” a sostegno della realizzazione del “VILLAGGIO DELL'ACCOGLIENZA TRENTA ORE PER LA VITA” per ospitare le Famiglie dei Bambini del Reparto Oncologico del Policlinico di Bari. Il progetto sociale è stato ideato dall’Associazione A.Ge.B.E.O. e Amici di Vincenzo onlus, che vuole realizzare, gestire ed ospitare le famiglie dei bambini, provenienti dall’Italia e dall’estero, colpiti da tumori e leucemie infantili. 

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