Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Arti Figurative Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Arti Figurative Mon, 12 Apr 2021 17:02:59 +0200 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/1 “Digito, ergo Sum” Evento, Mostra e Catalogo d’Arte di Letizia Caiazzo a Villa Fiorentino-Sorrento (Na) Sun, 11 Apr 2021 11:28:45 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/701715.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/701715.html Letizia Caiazzo Letizia Caiazzo  

A Sorrento, dal 17 aprile al 16 maggio 2021, presso la splendida location monumentale di Villa Fiorentino si terrà “Digito, ergo Sum”, la grande mostra antologica di cyberdipinti dal 2010 al 2020 di Letizia Caiazzo, rinomata esponente della “Digital Art”, fra le più eminenti e riconosciute protagoniste, in campo internazionale, di uno specifico settore creativo che richiede altissimo estro e non comune competenza tecnica nella multimedialità.

 

L’importante evento è patrocinato dall’autorevole “Fondazione Sorrento”, che ha generosamente pubblicato un monumentale Catalogo con tutte le opere in esposizione che sarà ufficialmente presentato nel corso dell’inaugurazione, volume a cura e con saggio  introduttivo del Prof. Nuccio Mula, critico internazionale d’arte, giornalista, docente universitario di Fenomenologia delle Arti Contemporanee, Fenomenologia dell’Immagine, Teoria della Percezione e Psicologia della Forma presso l’Accademia di Belle Arti “Michelangelo” di Agrigento.

 

L'ingresso dei visitatori, sempre libero e gratuito, sarà condizionato ovviamente dalle disposizioni vigenti nel periodo della Mostra. Qualora, per eventuali disposizioni governative causa emergenza Covid, non fosse consentito l'accesso fisico al pubblico, l’evento sarà trasmesso in maniera virtuale presso il web, sui canali della Fondazione Sorrento.

 

Ove confermata dalle Istituzioni Statali e dalla Fondazione Sorrento la possibilità di accedere anche “in presenza” alla Mostra, seguirà, in tempi brevissimi, altro Comunicato esplicativo sui giorni e sugli orari di apertura dell’evento alla suddetta Villa Fiorentino.

 

 

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“Digito, ergo Sum” Evento, Mostra e Catalogo d’Arte di Letizia Caiazzo a Villa Fiorentino-Sorrento (Na) Sun, 11 Apr 2021 11:28:23 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/701714.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/701714.html Letizia Caiazzo Letizia Caiazzo A Sorrento, dal 17 aprile al 16 maggio 2021, presso la splendida location monumentale di Villa Fiorentino si terrà “Digito, ergo Sum”, la grande mostra antologica di cyberdipinti dal 2010 al 2020 di Letizia Caiazzo, rinomata esponente della “Digital Art”, fra le più eminenti e riconosciute protagoniste, in campo internazionale, di uno specifico settore creativo che richiede altissimo estro e non comune competenza tecnica nella multimedialità.

 

L’importante evento è patrocinato dall’autorevole “Fondazione Sorrento”, che ha generosamente pubblicato un monumentale Catalogo con tutte le opere in esposizione che sarà ufficialmente presentato nel corso dell’inaugurazione, volume a cura e con saggio  introduttivo del Prof. Nuccio Mula, critico internazionale d’arte, giornalista, docente universitario di Fenomenologia delle Arti Contemporanee, Fenomenologia dell’Immagine, Teoria della Percezione e Psicologia della Forma presso l’Accademia di Belle Arti “Michelangelo” di Agrigento.

 

L'ingresso dei visitatori, sempre libero e gratuito, sarà condizionato ovviamente dalle disposizioni vigenti nel periodo della Mostra. Qualora, per eventuali disposizioni governative causa emergenza Covid, non fosse consentito l'accesso fisico al pubblico, l’evento sarà trasmesso in maniera virtuale presso il web, sui canali della Fondazione Sorrento.

 

Ove confermata dalle Istituzioni Statali e dalla Fondazione Sorrento la possibilità di accedere anche “in presenza” alla Mostra, seguirà, in tempi brevissimi, altro Comunicato esplicativo sui giorni e sugli orari di apertura dell’evento alla suddetta Villa Fiorentino.

 

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Mixed Tocopherols Market to Register Stellar Compound Annual Growth Rate Through 2028 Sun, 11 Apr 2021 10:56:58 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/701708.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/701708.html Ethan Smith Ethan Smith Increasing demand for the vitamin rich source in supplements in daily diet is providing an impetus to the growth of theglobal mixed tocopherols market. The market players are majorly focusing on delivering product with natural source of vitamin E to cure the major disease such as cardiac disease, joint pain, and high blood pressure. According to Trends Market Research, the global mixed tocopherols market is expected to witness healthy growth over the forecast period, 2021-2028.

Increasing Health Awareness will boost Sales

The ongoing research by Trends Market Research suggests that the major factor which are responsible for the growth of the global mixed tocopherols market includes increasing health awareness and the increasing disposable income indicate the demand of the mixed tocopherols which thereby increase the growth of the global mixed tocopherols market. Also, growing need to cure disease such as Huntington’s chore, epilepsy, Parkinson’s disease, dementias, diabetes will boost the growth of the global mixed tocopherols market positively. Increasing demand from the different industrial sector such as pharmaceuticals, food and beverages will rev-up the growth of the marketplace. The report suggests that the global market will mark healthy growth in the coming years on the back of such factors.

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On the other hand, the excessive and improper dosage of the mixed tocopherols through food addictive might lead to side effect of drugs. Also, Blood clotting and drug interfere in platelet aggregations is another factor which restrain the growth of the global mixed tocopherols market. Moreover, the potential to boost immunity and antioxidant properties of the mixed tocopherols will led to the upsurge in demand of the global mixed tocopherols marketplace.

Regional Analysis

According to report, the global mixed tocopherols market is segmented on the basis of product type, their channel of distribution and applications. North America holds the leading share in the global mixed tocopherols market in terms of revenue generation. Moreover, Western Europe is considered as the second dominating market for the mixed tocopherols. Apart from that, Eastern Europe and Japan, China and India are also expected to register moderate growth in the coming years.

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Market Players

Companies such as Davos Life Science Pte Ltd., Archer Daniels Midlands Company, and Advance Organic Material S.A., are expected to remain active in the global mixed tocopherols market. The ongoing study recognizes that B&D Nutritional Ingredients, Inc., COFCO Tech Bio Engineering, Danisco A/S, Sigma Aldrich Co. LLC., Nutralliance, Inc., DSM N.V. and BASF S.E will remain the key players in the global mixed tocopherols market for the forecast period.

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A OCCHI APERTI! Erk14 per Palazzo Zoya - Asti Sun, 11 Apr 2021 10:01:18 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/701705.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/701705.html Raffaella Caruso Raffaella Caruso  

Lockdown, smartworking, dad, parole nuove di un'apparente nuova normalità. La realtà è che siamo chiusi: scuole chiuse, negozi chiusi, musei chiusi, teatri chiusi, noi chiusi in casa, la testa piena di preoccupazioni e il cuore indurito tra ricordi e rimpianti. In un mondo che ha dovuto improvvisamente modificare un parametro prossemico (la distanza sociale) all'artista spetta il compito di aprire e di riprogettare il mondo...

 

E così capita che Erk14 ripercorra con la levità di un linguaggio dolente e colorato la storia di questi lunghi mesi chiusi. Lo fa in maniera imprevista e irrituale, assolutamente fisica, lontana dalle derive di una virtualità cui vorrebbero abituarci. Lo fa ad Asti, a Palazzo Zoya, rendendo le sue finestre aperte veri tableau vivant. Ci invita a non rinunciare alla bellezza, a non perdere mai il coraggio di guardare a occhi aperti.

 

Chi si troverà dunque a passare per via Carducci 63 davanti a Palazzo Zoya (uno dei palazzi più antichi di Asti, nel cuore della città medievale) potrà visitare una mostra in assoluta sicurezza, senza alcuna barriera fisica tra sé e l'opera se non l'aria di questa nuova strana primavera, senza alcun brusio se non quello dei propri pensieri e il tuffo al cuore delle proprie emozioni. Qui in un pop object che mischia oggetti di archeologia quotidiana (tazze e caffettiere, sedie e finestre aperte sul niente, sole e lampadine, tavoli e specchi, forbici e fiori, pattern eleganti da tappezzerie british decor) c'è tutta la storia di un anno vissuto davanti agli schermi di tv, pc, smartphone e videogiochi, in un ansia bulimica di notizie e di cibo, nascondendo tra le tende e le coperte improvvisi tzunami emotivi che non sapevamo di possedere. E poi c'è l'armadio dei ricordi, durissimo da aprire senza la possibilità delle lacrime davanti a chi non abbiamo salutato, senza abbracci. Le spine di giorni e di giochi sbagliati e le fiamme di un dolore in gabbia. Uno story-board dal maturo sincretismo tra surrealismo, pop e metafisica, sempre sorretto però dalla speranza di un colore assolutamente onirico e innaturale e aperto al volo finale degli aquiloni.

Sta forse nascendo qualcosa di nuovo a Palazzo Zoya?

 

 

I protagonisti:

 

Palazzo Zoya è un palazzo medievale di Asti situato in via Carducci, nel Rione Cattedrale. È stato considerato erroneamente dal Gabiani come probabile sede del Comune in epoca consolare. Il palazzo nasce dall'accorpamento in periodo duecentesco di alcuni edifici medievali preesistenti. Anteriormente due edifici a base quadrata erano divisi da un'entrata che immetteva nella "corte", delimitata posteriormente da altri due edifici medievali. Alla fine del Duecento, si chiuse il varco d'entrata e l'edificio venne sopraelevato di un piano, con la costruzione di sei grandi finestre monofore, di cui tre in cotto e laterizio alternati. Il piano nobile venne ristrutturato, con l'innalzamento delle volte e la dipintura dei soffitti lignei con profili di personaggi coronati d'alloro alla moda rinascimentale. Nel 1577 l'edificio passò alla famiglia Zoya, in particolare a Bonifacio, dottore in medicina. Bonifacio intervenne sul palazzo facendo costruire prospiciente la facciata interna una bellissima loggia, a doppio ordine di arcate, sostenute da colonne che recano sui capitelli le iniziali BO-ZO del committente.
Anche la sala del piano nobile venne affrescata con grifoni e satiri in stile classico, tipico dell'epoca.

 

ERK14 nasce nel 1986 a Carmagnola (To), vive e lavora a Napoli.
Artista, art director, designer, dopo 11 anni di lavoro presso agenzie di comunicazione tra Napoli, Roma e Milano, la creazione di un proprio brand di streetwear e le collaborazioni come designer con altri marchi moda, nel 2014 intraprende la ricerca artistica stimolato dalla necessità di raccontare le dinamiche del quotidiano, spesso frutto di disagi non dichiarati. Inizia così un’ intensa ricerca iconografica e iconologica sulle simbologie degli oggetti di uso comune associati a impulsi e dinamiche accidentali del quotidiano. Senza mai fornire una visione univoca delle sue opere, ma attraverso l’indicazione delle infinite possibilità insite in esse, Erk14 lascia al pubblico la scelta di sviluppare una propria visione. Partito dall’uso rigoroso del bianco e nero, dall'apparente semplificazione semantica e dalla resa grafica e stilistica “impersonale”, senza “sbavature” nel 2020 inizia a sperimentare il colore come medium di maggiore empatia con lo spettatore.

Tra le ultime mostre ricordiamo nel 2015 Magna Contemporanea, collettiva a cura di Marco Capasso e Pietro Tatafiore, Complesso di San Domenico Maggiore, Napoli e le personali Paradossi, a cura di Franco Cipriano, Spazio 011, Torre Annunziata, e Inside, a cura di Pietro Tatafiore, 1 Opera Gallery, Napoli. Nel 2016 Black and White, personale a cura di Marco Sermoneta, Profilexpo, Roma e le collettive Network, Galleria Fidia, Roma, a cura di Serena Di Giovanni e Lo cunto del Mediterraneo, a cura di Pietro Tatafiore, Casa della Cultura, Atrani. Nel 2017 le due personali Erk14, a cura di Beppe Treccia allo spazio Killer Kiccen di Milano e CAOS experiment n.1, a cura di Bruna La Mura allo Spazio Intolab di Napoli.

È del 2018 la grande mostra di Napoli a Palazzo Fondi, con il patrocinio del Comune di Napoli e la curatela di Federica di Lorenzo, sulle simbologie del quotidiano. Del 2019 NNNN Natura Naturans, Natura Naturata, collaterale istituzionale in seno a ExpoArte, Montichiari, Brescia e TRANSITI, collettiva a cura di Raffaella A. Caruso promossa dal Consiglio Regionale del Piemonte a Palazzo Lascaris, Torino.

Nel 2020 viene inserito dal Museo Copelouzos di Atene nel 35x35 project-Italia, mostra istituzionale dedicata ad artisti italiani contemporanei.
Nel 2021 è tra gli artisti selezionati dalla Onlus Pane Quotidiano per la creazione di un murales di m 3x11 per la sala refettorio della sede di Milano. Con la galleria Eidos Immagini Contemporanee partecipa alle principali fiere di settore (ARCHEO, Artefiera Bologna IN GALLERIA digital experience e Miart 2020 digital).

 

Scheda tecnica

Artista/ ERK14

Titolo/ A OCCHI APERTI

Sede/ Palazzo Zoya - Asti – Via Carducci 63

Date/ aprile - maggio 2021

Curatore/ Raffaella A. Caruso

Biglietto no

Info in loco con QR CODE

In collaborazione con EIDOS IMMAGINI CONTEMPORANEE

galleria.eidos@gmail.com

www.galleriaeidos.com

www.erk14.com

 

 

 

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A OCCHI APERT Erk 14 per Palazzo Zoya - Asti dal 16 aprile 2021 Sun, 11 Apr 2021 09:43:31 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/701704.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/701704.html Raffaella Caruso Raffaella Caruso

Lockdown, smartworking, dad, parole nuove di un'apparente nuova normalità. La realtà è che siamo chiusi: scuole chiuse, negozi chiusi, musei chiusi, teatri chiusi, noi chiusi in casa, la testa piena di preoccupazioni e il cuore indurito tra ricordi e rimpianti. In un mondo che ha dovuto improvvisamente modificare un parametro prossemico (la distanza sociale) all'artista spetta il compito di aprire e di riprogettare il mondo...


E così capita che Erk14 ripercorra con la levità di un linguaggio dolente e colorato la storia di questi lunghi mesi chiusi. Lo fa in maniera imprevista e irrituale, assolutamente fisica, lontana dalle derive di una virtualità cui vorrebbero abituarci. Lo fa ad Asti, a Palazzo Zoya, rendendo le sue finestre aperte veri tableau vivant. Ci invita a non rinunciare alla bellezza, a non perdere mai il coraggio di guardare a occhi aperti.

Chi si troverà dunque a passare per via Carducci 63 davanti a Palazzo Zoya (uno dei palazzi più antichi di Asti, nel cuore della città medievale) potrà visitare una mostra in assoluta sicurezza, senza alcuna barriera fisica tra sé e l'opera se non l'aria di questa nuova strana primavera, senza alcun brusio se non quello dei propri pensieri e il tuffo al cuore delle proprie emozioni. Qui in un pop object che mischia oggetti di archeologia quotidiana (tazze e caffettiere, sedie e finestre aperte sul niente, sole e lampadine, tavoli e specchi, forbici e fiori, pattern eleganti da tappezzerie british decor) c'è tutta la storia di un anno vissuto davanti agli schermi di tv, pc, smartphone e videogiochi, in un ansia bulimica di notizie e di cibo, nascondendo tra le tende e le coperte improvvisi tzunami emotivi che non sapevamo di possedere. E poi c'è l'armadio dei ricordi, durissimo da aprire senza la possibilità delle lacrime davanti a chi non abbiamo salutato, senza abbracci. Le spine di giorni e di giochi sbagliati e le fiamme di un dolore in gabbia. Uno story-board dal maturo sincretismo tra surrealismo, pop e metafisica, sempre sorretto però dalla speranza di un colore assolutamente onirico e innaturale e aperto al volo finale degli aquiloni.

Sta forse nascendo qualcosa di nuovo a Palazzo Zoya?

I protagonisti:

Palazzo Zoya è un palazzo medievale di Asti situato in via Carducci, nel Rione Cattedrale. È stato considerato erroneamente dal Gabiani come probabile sede del Comune in epoca consolare. Il palazzo nasce dall'accorpamentonel 1300 di alcuni edifici medievali preesistenti. Anteriormente due edifici a base quadrata erano divisi da un'entrata che immetteva nella "corte", delimitata posteriormente da altri due edifici medievali. Alla fine del Duecento, si chiuse il varco d'entrata e l'edificio venne sopraelevato di un piano, con la costruzione di sei grandi finestre monofore, di cui tre in cotto e laterizio alternati. Il piano nobile venne ristrutturato, con l'innalzamento delle volte e la dipintura dei soffitti lignei con profili di personaggi coronati d'alloro alla moda rinascimentale. Nel 1577 l'edificio passò alla famiglia Zoya, in particolare a Bonifacio, dottore in medicina. Bonifacio intervenne sul palazzo facendo costruire prospiciente la facciata interna una bellissima loggia, a doppio ordine di arcate, sostenute da colonne che recano sui capitelli le iniziali BO-ZO del committente.

Anche la sala del piano nobile venne affrescata con grifoni e satiri in stile classico, tipico dell'epoca.


ERK14 nasce nel 1986 a Carmagnola (To), vive e lavora a Napoli.

Artista, art director, designer, dopo 11 anni di lavoro presso agenzie di comunicazione tra Napoli, Roma e Milano, la creazione di un proprio brand di streetwear e le collaborazioni come designer con altri marchi moda, nel 2014 intraprende la ricerca artistica stimolato dalla necessità di raccontare le dinamiche del quotidiano, spesso frutto di disagi non dichiarati. Inizia così un’ intensa ricerca iconografica e iconologica sulle simbologie degli oggetti di uso comune associati a impulsi e dinamiche accidentali del quotidiano. Senza mai fornire una visione univoca delle sue opere, ma attraverso l’indicazione delle infinite possibilità insite in esse, Erk14 lascia al pubblico la scelta di sviluppare una propria visione. Partito dall’uso rigoroso del bianco e nero, dall'apparente semplificazione semantica e dalla resa grafica e stilistica “impersonale”, senza “sbavature” nel 2020 inizia a sperimentare il colore come medium di maggiore empatia con lo spettatore.

Tra le ultime mostre ricordiamo nel 2015 Magna Contemporanea, collettiva a cura di Marco Capasso e Pietro Tatafiore, Complesso di San Domenico Maggiore, Napoli e le personali Paradossi, a cura di Franco Cipriano, Spazio 011, Torre Annunziata, e Inside, a cura di Pietro Tatafiore, 1 Opera Gallery, Napoli. Nel 2016 Black and White, personale a cura di Marco Sermoneta, Profilexpo, Roma e le collettive Network, Galleria Fidia, Roma, a cura di Serena Di Giovanni e Lo cunto del Mediterraneo, a cura di Pietro Tatafiore, Casa della Cultura, Atrani. Nel 2017 le due personali Erk14, a cura di Beppe Treccia allo spazio Killer Kiccen di Milano e CAOS experiment n.1, a cura di Bruna La Mura allo Spazio Intolab di Napoli.

È del 2018 la grande mostra di Napoli a Palazzo Fondi, con il patrocinio del Comune di Napoli e la curatela di Federica di Lorenzo, sulle simbologie del quotidiano. Del 2019 NNNN Natura Naturans, Natura Naturata, collaterale istituzionale in seno a ExpoArte, Montichiari, Brescia e TRANSITI, collettiva a cura di Raffaella A. Caruso promossa dal Consiglio Regionale del Piemonte a Palazzo Lascaris, Torino.

Nel 2020 viene inserito dal Museo Copelouzos di Atene nel 35x35 project-Italia, mostra istituzionale dedicata ad artisti italiani contemporanei.
Nel 2021 è tra gli artisti selezionati dalla Onlus Pane Quotidiano per la creazione di un murales di m 3x11 per la sala refettorio della sede di Milano. Con la galleria Eidos Immagini Contemporanee partecipa alle principali fiere di settore (ARCHEO, Artefiera Bologna IN GALLERIA digital experience e Miart 2020 digital).


Scheda tecnica

Artista/ ERK14

Titolo/ A OCCHI APERTI

Sede/ Palazzo Zoya - Asti �“ Via Carducci 63

Date/ aprile - maggio 2021

Curatore/ Raffaella A. Caruso

Biglietto no

Info in loco con QR CODE

In collaborazione con EIDOS IMMAGINI CONTEMPORANEE

galleria.eidos@gmail.com

www.galleriaeidos.com

www.erk14.com



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A OCCHI APERTI! Erk14 per Palazzo Zoya - Asti Sun, 11 Apr 2021 09:41:18 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/701703.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/701703.html Raffaella Caruso Raffaella Caruso  

Lockdown, smartworking, dad, parole nuove di un'apparente nuova normalità. La realtà è che siamo chiusi: scuole chiuse, negozi chiusi, musei chiusi, teatri chiusi, noi chiusi in casa, la testa piena di preoccupazioni e il cuore indurito tra ricordi e rimpianti. In un mondo che ha dovuto improvvisamente modificare un parametro prossemico (la distanza sociale) all'artista spetta il compito di aprire e di riprogettare il mondo...

 

E così capita che Erk14 ripercorra con la levità di un linguaggio dolente e colorato la storia di questi lunghi mesi chiusi. Lo fa in maniera imprevista e irrituale, assolutamente fisica, lontana dalle derive di una virtualità cui vorrebbero abituarci. Lo fa ad Asti, a Palazzo Zoya, rendendo le sue finestre aperte veri tableau vivant. Ci invita a non rinunciare alla bellezza, a non perdere mai il coraggio di guardare a occhi aperti.

 

Chi si troverà dunque a passare per via Carducci 63 davanti a Palazzo Zoya (uno dei palazzi più antichi di Asti, nel cuore della città medievale) potrà visitare una mostra in assoluta sicurezza, senza alcuna barriera fisica tra sé e l'opera se non l'aria di questa nuova strana primavera, senza alcun brusio se non quello dei propri pensieri e il tuffo al cuore delle proprie emozioni. Qui in un pop object che mischia oggetti di archeologia quotidiana (tazze e caffettiere, sedie e finestre aperte sul niente, sole e lampadine, tavoli e specchi, forbici e fiori, pattern eleganti da tappezzerie british decor) c'è tutta la storia di un anno vissuto davanti agli schermi di tv, pc, smartphone e videogiochi, in un ansia bulimica di notizie e di cibo, nascondendo tra le tende e le coperte improvvisi tzunami emotivi che non sapevamo di possedere. E poi c'è l'armadio dei ricordi, durissimo da aprire senza la possibilità delle lacrime davanti a chi non abbiamo salutato, senza abbracci. Le spine di giorni e di giochi sbagliati e le fiamme di un dolore in gabbia. Uno story-board dal maturo sincretismo tra surrealismo, pop e metafisica, sempre sorretto però dalla speranza di un colore assolutamente onirico e innaturale e aperto al volo finale degli aquiloni.

Sta forse nascendo qualcosa di nuovo a Palazzo Zoya?

 

 

I protagonisti:

 

Palazzo Zoya è un palazzo medievale di Asti situato in via Carducci, nel Rione Cattedrale. È stato considerato erroneamente dal Gabiani come probabile sede del Comune in epoca consolare. Il palazzo nasce dall'accorpamento in periodo duecentesco di alcuni edifici medievali preesistenti. Anteriormente due edifici a base quadrata erano divisi da un'entrata che immetteva nella "corte", delimitata posteriormente da altri due edifici medievali. Alla fine del Duecento, si chiuse il varco d'entrata e l'edificio venne sopraelevato di un piano, con la costruzione di sei grandi finestre monofore, di cui tre in cotto e laterizio alternati. Il piano nobile venne ristrutturato, con l'innalzamento delle volte e la dipintura dei soffitti lignei con profili di personaggi coronati d'alloro alla moda rinascimentale. Nel 1577 l'edificio passò alla famiglia Zoya, in particolare a Bonifacio, dottore in medicina. Bonifacio intervenne sul palazzo facendo costruire prospiciente la facciata interna una bellissima loggia, a doppio ordine di arcate, sostenute da colonne che recano sui capitelli le iniziali BO-ZO del committente.
Anche la sala del piano nobile venne affrescata con grifoni e satiri in stile classico, tipico dell'epoca.

 

ERK14 nasce nel 1986 a Carmagnola (To), vive e lavora a Napoli.
Artista, art director, designer, dopo 11 anni di lavoro presso agenzie di comunicazione tra Napoli, Roma e Milano, la creazione di un proprio brand di streetwear e le collaborazioni come designer con altri marchi moda, nel 2014 intraprende la ricerca artistica stimolato dalla necessità di raccontare le dinamiche del quotidiano, spesso frutto di disagi non dichiarati. Inizia così un’ intensa ricerca iconografica e iconologica sulle simbologie degli oggetti di uso comune associati a impulsi e dinamiche accidentali del quotidiano. Senza mai fornire una visione univoca delle sue opere, ma attraverso l’indicazione delle infinite possibilità insite in esse, Erk14 lascia al pubblico la scelta di sviluppare una propria visione. Partito dall’uso rigoroso del bianco e nero, dall'apparente semplificazione semantica e dalla resa grafica e stilistica “impersonale”, senza “sbavature” nel 2020 inizia a sperimentare il colore come medium di maggiore empatia con lo spettatore.

Tra le ultime mostre ricordiamo nel 2015 Magna Contemporanea, collettiva a cura di Marco Capasso e Pietro Tatafiore, Complesso di San Domenico Maggiore, Napoli e le personali Paradossi, a cura di Franco Cipriano, Spazio 011, Torre Annunziata, e Inside, a cura di Pietro Tatafiore, 1 Opera Gallery, Napoli. Nel 2016 Black and White, personale a cura di Marco Sermoneta, Profilexpo, Roma e le collettive Network, Galleria Fidia, Roma, a cura di Serena Di Giovanni e Lo cunto del Mediterraneo, a cura di Pietro Tatafiore, Casa della Cultura, Atrani. Nel 2017 le due personali Erk14, a cura di Beppe Treccia allo spazio Killer Kiccen di Milano e CAOS experiment n.1, a cura di Bruna La Mura allo Spazio Intolab di Napoli.

È del 2018 la grande mostra di Napoli a Palazzo Fondi, con il patrocinio del Comune di Napoli e la curatela di Federica di Lorenzo, sulle simbologie del quotidiano. Del 2019 NNNN Natura Naturans, Natura Naturata, collaterale istituzionale in seno a ExpoArte, Montichiari, Brescia e TRANSITI, collettiva a cura di Raffaella A. Caruso promossa dal Consiglio Regionale del Piemonte a Palazzo Lascaris, Torino.

Nel 2020 viene inserito dal Museo Copelouzos di Atene nel 35x35 project-Italia, mostra istituzionale dedicata ad artisti italiani contemporanei.
Nel 2021 è tra gli artisti selezionati dalla Onlus Pane Quotidiano per la creazione di un murales di m 3x11 per la sala refettorio della sede di Milano. Con la galleria Eidos Immagini Contemporanee partecipa alle principali fiere di settore (ARCHEO, Artefiera Bologna IN GALLERIA digital experience e Miart 2020 digital).

 

Scheda tecnica

Artista/ ERK14

Titolo/ A OCCHI APERTI

Sede/ Palazzo Zoya - Asti – Via Carducci 63

Date/ aprile - maggio 2021

Curatore/ Raffaella A. Caruso

Biglietto no

Info in loco con QR CODE

In collaborazione con EIDOS IMMAGINI CONTEMPORANEE

galleria.eidos@gmail.com

www.galleriaeidos.com

www.erk14.com

 

 

 

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A OCCHI APERTI! Erk14 per Palazzo Zoya - Asti Sun, 11 Apr 2021 09:31:00 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/701702.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/701702.html Raffaella Caruso Raffaella Caruso  

Lockdown, smartworking, dad, parole nuove di un'apparente nuova normalità. La realtà è che siamo chiusi: scuole chiuse, negozi chiusi, musei chiusi, teatri chiusi, noi chiusi in casa, la testa piena di preoccupazioni e il cuore indurito tra ricordi e rimpianti. In un mondo che ha dovuto improvvisamente modificare un parametro prossemico (la distanza sociale) all'artista spetta il compito di aprire e di riprogettare il mondo...

 

E così capita che Erk14 ripercorra con la levità di un linguaggio dolente e colorato la storia di questi lunghi mesi chiusi. Lo fa in maniera imprevista e irrituale, assolutamente fisica, lontana dalle derive di una virtualità cui vorrebbero abituarci. Lo fa ad Asti, a Palazzo Zoya, rendendo le sue finestre aperte veri tableau vivant. Ci invita a non rinunciare alla bellezza, a non perdere mai il coraggio di guardare a occhi aperti.

 

Chi si troverà dunque a passare per via Carducci 63 davanti a Palazzo Zoya (uno dei palazzi più antichi di Asti, nel cuore della città medievale) potrà visitare una mostra in assoluta sicurezza, senza alcuna barriera fisica tra sé e l'opera se non l'aria di questa nuova strana primavera, senza alcun brusio se non quello dei propri pensieri e il tuffo al cuore delle proprie emozioni. Qui in un pop object che mischia oggetti di archeologia quotidiana (tazze e caffettiere, sedie e finestre aperte sul niente, sole e lampadine, tavoli e specchi, forbici e fiori, pattern eleganti da tappezzerie british decor) c'è tutta la storia di un anno vissuto davanti agli schermi di tv, pc, smartphone e videogiochi, in un ansia bulimica di notizie e di cibo, nascondendo tra le tende e le coperte improvvisi tzunami emotivi che non sapevamo di possedere. E poi c'è l'armadio dei ricordi, durissimo da aprire senza la possibilità delle lacrime davanti a chi non abbiamo salutato, senza abbracci. Le spine di giorni e di giochi sbagliati e le fiamme di un dolore in gabbia. Uno story-board dal maturo sincretismo tra surrealismo, pop e metafisica, sempre sorretto però dalla speranza di un colore assolutamente onirico e innaturale e aperto al volo finale degli aquiloni.

Sta forse nascendo qualcosa di nuovo a Palazzo Zoya?

 

 

I protagonisti:

 

Palazzo Zoya è un palazzo medievale di Asti situato in via Carducci, nel Rione Cattedrale. È stato considerato erroneamente dal Gabiani come probabile sede del Comune in epoca consolare. Il palazzo nasce dall'accorpamento in periodo duecentesco di alcuni edifici medievali preesistenti. Anteriormente due edifici a base quadrata erano divisi da un'entrata che immetteva nella "corte", delimitata posteriormente da altri due edifici medievali. Alla fine del Duecento, si chiuse il varco d'entrata e l'edificio venne sopraelevato di un piano, con la costruzione di sei grandi finestre monofore, di cui tre in cotto e laterizio alternati. Il piano nobile venne ristrutturato, con l'innalzamento delle volte e la dipintura dei soffitti lignei con profili di personaggi coronati d'alloro alla moda rinascimentale. Nel 1577 l'edificio passò alla famiglia Zoya, in particolare a Bonifacio, dottore in medicina. Bonifacio intervenne sul palazzo facendo costruire prospiciente la facciata interna una bellissima loggia, a doppio ordine di arcate, sostenute da colonne che recano sui capitelli le iniziali BO-ZO del committente.
Anche la sala del piano nobile venne affrescata con grifoni e satiri in stile classico, tipico dell'epoca.

 

ERK14 nasce nel 1986 a Carmagnola (To), vive e lavora a Napoli.
Artista, art director, designer, dopo 11 anni di lavoro presso agenzie di comunicazione tra Napoli, Roma e Milano, la creazione di un proprio brand di streetwear e le collaborazioni come designer con altri marchi moda, nel 2014 intraprende la ricerca artistica stimolato dalla necessità di raccontare le dinamiche del quotidiano, spesso frutto di disagi non dichiarati. Inizia così un’ intensa ricerca iconografica e iconologica sulle simbologie degli oggetti di uso comune associati a impulsi e dinamiche accidentali del quotidiano. Senza mai fornire una visione univoca delle sue opere, ma attraverso l’indicazione delle infinite possibilità insite in esse, Erk14 lascia al pubblico la scelta di sviluppare una propria visione. Partito dall’uso rigoroso del bianco e nero, dall'apparente semplificazione semantica e dalla resa grafica e stilistica “impersonale”, senza “sbavature” nel 2020 inizia a sperimentare il colore come medium di maggiore empatia con lo spettatore.

Tra le ultime mostre ricordiamo nel 2015 Magna Contemporanea, collettiva a cura di Marco Capasso e Pietro Tatafiore, Complesso di San Domenico Maggiore, Napoli e le personali Paradossi, a cura di Franco Cipriano, Spazio 011, Torre Annunziata, e Inside, a cura di Pietro Tatafiore, 1 Opera Gallery, Napoli. Nel 2016 Black and White, personale a cura di Marco Sermoneta, Profilexpo, Roma e le collettive Network, Galleria Fidia, Roma, a cura di Serena Di Giovanni e Lo cunto del Mediterraneo, a cura di Pietro Tatafiore, Casa della Cultura, Atrani. Nel 2017 le due personali Erk14, a cura di Beppe Treccia allo spazio Killer Kiccen di Milano e CAOS experiment n.1, a cura di Bruna La Mura allo Spazio Intolab di Napoli.

È del 2018 la grande mostra di Napoli a Palazzo Fondi, con il patrocinio del Comune di Napoli e la curatela di Federica di Lorenzo, sulle simbologie del quotidiano. Del 2019 NNNN Natura Naturans, Natura Naturata, collaterale istituzionale in seno a ExpoArte, Montichiari, Brescia e TRANSITI, collettiva a cura di Raffaella A. Caruso promossa dal Consiglio Regionale del Piemonte a Palazzo Lascaris, Torino.

Nel 2020 viene inserito dal Museo Copelouzos di Atene nel 35x35 project-Italia, mostra istituzionale dedicata ad artisti italiani contemporanei.
Nel 2021 è tra gli artisti selezionati dalla Onlus Pane Quotidiano per la creazione di un murales di m 3x11 per la sala refettorio della sede di Milano. Con la galleria Eidos Immagini Contemporanee partecipa alle principali fiere di settore (ARCHEO, Artefiera Bologna IN GALLERIA digital experience e Miart 2020 digital).

 

Scheda tecnica

Artista/ ERK14

Titolo/ A OCCHI APERTI

Sede/ Palazzo Zoya - Asti – Via Carducci 63

Date/ aprile - maggio 2021

Curatore/ Raffaella A. Caruso

Biglietto no

Info in loco con QR CODE

In collaborazione con EIDOS IMMAGINI CONTEMPORANEE

galleria.eidos@gmail.com

www.galleriaeidos.com

www.erk14.com

 

 

 

 

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A OCCHI APERTI! Erk14 per Palazzo Zoya - Asti Sun, 11 Apr 2021 09:30:24 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/701701.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/701701.html Raffaella Caruso Raffaella Caruso Lockdown, smartworking, dad, parole nuove di un'apparente nuova normalità. La realtà è che siamo chiusi: scuole chiuse, negozi chiusi, musei chiusi, teatri chiusi, noi chiusi in casa, la testa piena di preoccupazioni e il cuore indurito tra ricordi e rimpianti. In un mondo che ha dovuto improvvisamente modificare un parametro prossemico (la distanza sociale) all'artista spetta il compito di aprire e di riprogettare il mondo...

 

E così capita che Erk14 ripercorra con la levità di un linguaggio dolente e colorato la storia di questi lunghi mesi chiusi. Lo fa in maniera imprevista e irrituale, assolutamente fisica, lontana dalle derive di una virtualità cui vorrebbero abituarci. Lo fa ad Asti, a Palazzo Zoya, rendendo le sue finestre aperte veri tableau vivant. Ci invita a non rinunciare alla bellezza, a non perdere mai il coraggio di guardare a occhi aperti.

 

Chi si troverà dunque a passare per via Carducci 63 davanti a Palazzo Zoya (uno dei palazzi più antichi di Asti, nel cuore della città medievale) potrà visitare una mostra in assoluta sicurezza, senza alcuna barriera fisica tra sé e l'opera se non l'aria di questa nuova strana primavera, senza alcun brusio se non quello dei propri pensieri e il tuffo al cuore delle proprie emozioni. Qui in un pop object che mischia oggetti di archeologia quotidiana (tazze e caffettiere, sedie e finestre aperte sul niente, sole e lampadine, tavoli e specchi, forbici e fiori, pattern eleganti da tappezzerie british decor) c'è tutta la storia di un anno vissuto davanti agli schermi di tv, pc, smartphone e videogiochi, in un ansia bulimica di notizie e di cibo, nascondendo tra le tende e le coperte improvvisi tzunami emotivi che non sapevamo di possedere. E poi c'è l'armadio dei ricordi, durissimo da aprire senza la possibilità delle lacrime davanti a chi non abbiamo salutato, senza abbracci. Le spine di giorni e di giochi sbagliati e le fiamme di un dolore in gabbia. Uno story-board dal maturo sincretismo tra surrealismo, pop e metafisica, sempre sorretto però dalla speranza di un colore assolutamente onirico e innaturale e aperto al volo finale degli aquiloni.

Sta forse nascendo qualcosa di nuovo a Palazzo Zoya?

 

 

I protagonisti:

 

Palazzo Zoya è un palazzo medievale di Asti situato in via Carducci, nel Rione Cattedrale. È stato considerato erroneamente dal Gabiani come probabile sede del Comune in epoca consolare. Il palazzo nasce dall'accorpamento in periodo duecentesco di alcuni edifici medievali preesistenti. Anteriormente due edifici a base quadrata erano divisi da un'entrata che immetteva nella "corte", delimitata posteriormente da altri due edifici medievali. Alla fine del Duecento, si chiuse il varco d'entrata e l'edificio venne sopraelevato di un piano, con la costruzione di sei grandi finestre monofore, di cui tre in cotto e laterizio alternati. Il piano nobile venne ristrutturato, con l'innalzamento delle volte e la dipintura dei soffitti lignei con profili di personaggi coronati d'alloro alla moda rinascimentale. Nel 1577 l'edificio passò alla famiglia Zoya, in particolare a Bonifacio, dottore in medicina. Bonifacio intervenne sul palazzo facendo costruire prospiciente la facciata interna una bellissima loggia, a doppio ordine di arcate, sostenute da colonne che recano sui capitelli le iniziali BO-ZO del committente.
Anche la sala del piano nobile venne affrescata con grifoni e satiri in stile classico, tipico dell'epoca.

 

ERK14 nasce nel 1986 a Carmagnola (To), vive e lavora a Napoli.
Artista, art director, designer, dopo 11 anni di lavoro presso agenzie di comunicazione tra Napoli, Roma e Milano, la creazione di un proprio brand di streetwear e le collaborazioni come designer con altri marchi moda, nel 2014 intraprende la ricerca artistica stimolato dalla necessità di raccontare le dinamiche del quotidiano, spesso frutto di disagi non dichiarati. Inizia così un’ intensa ricerca iconografica e iconologica sulle simbologie degli oggetti di uso comune associati a impulsi e dinamiche accidentali del quotidiano. Senza mai fornire una visione univoca delle sue opere, ma attraverso l’indicazione delle infinite possibilità insite in esse, Erk14 lascia al pubblico la scelta di sviluppare una propria visione. Partito dall’uso rigoroso del bianco e nero, dall'apparente semplificazione semantica e dalla resa grafica e stilistica “impersonale”, senza “sbavature” nel 2020 inizia a sperimentare il colore come medium di maggiore empatia con lo spettatore.

Tra le ultime mostre ricordiamo nel 2015 Magna Contemporanea, collettiva a cura di Marco Capasso e Pietro Tatafiore, Complesso di San Domenico Maggiore, Napoli e le personali Paradossi, a cura di Franco Cipriano, Spazio 011, Torre Annunziata, e Inside, a cura di Pietro Tatafiore, 1 Opera Gallery, Napoli. Nel 2016 Black and White, personale a cura di Marco Sermoneta, Profilexpo, Roma e le collettive Network, Galleria Fidia, Roma, a cura di Serena Di Giovanni e Lo cunto del Mediterraneo, a cura di Pietro Tatafiore, Casa della Cultura, Atrani. Nel 2017 le due personali Erk14, a cura di Beppe Treccia allo spazio Killer Kiccen di Milano e CAOS experiment n.1, a cura di Bruna La Mura allo Spazio Intolab di Napoli.

È del 2018 la grande mostra di Napoli a Palazzo Fondi, con il patrocinio del Comune di Napoli e la curatela di Federica di Lorenzo, sulle simbologie del quotidiano. Del 2019 NNNN Natura Naturans, Natura Naturata, collaterale istituzionale in seno a ExpoArte, Montichiari, Brescia e TRANSITI, collettiva a cura di Raffaella A. Caruso promossa dal Consiglio Regionale del Piemonte a Palazzo Lascaris, Torino.

Nel 2020 viene inserito dal Museo Copelouzos di Atene nel 35x35 project-Italia, mostra istituzionale dedicata ad artisti italiani contemporanei.
Nel 2021 è tra gli artisti selezionati dalla Onlus Pane Quotidiano per la creazione di un murales di m 3x11 per la sala refettorio della sede di Milano. Con la galleria Eidos Immagini Contemporanee partecipa alle principali fiere di settore (ARCHEO, Artefiera Bologna IN GALLERIA digital experience e Miart 2020 digital).

 

Scheda tecnica

Artista/ ERK14

Titolo/ A OCCHI APERTI

Sede/ Palazzo Zoya - Asti – Via Carducci 63

Date/ aprile - maggio 2021

Curatore/ Raffaella A. Caruso

Biglietto no

Info in loco con QR CODE

In collaborazione con EIDOS IMMAGINI CONTEMPORANEE

galleria.eidos@gmail.com

www.galleriaeidos.com

www.erk14.com

 

 

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A OCCHI APERTI! Erk14 per Palazzo Zoya - Asti Sun, 11 Apr 2021 09:30:02 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/701700.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/701700.html Raffaella Caruso Raffaella Caruso Lockdown, smartworking, dad, parole nuove di un'apparente nuova normalità. La realtà è che siamo chiusi: scuole chiuse, negozi chiusi, musei chiusi, teatri chiusi, noi chiusi in casa, la testa piena di preoccupazioni e il cuore indurito tra ricordi e rimpianti. In un mondo che ha dovuto improvvisamente modificare un parametro prossemico (la distanza sociale) all'artista spetta il compito di aprire e di riprogettare il mondo...

 

E così capita che Erk14 ripercorra con la levità di un linguaggio dolente e colorato la storia di questi lunghi mesi chiusi. Lo fa in maniera imprevista e irrituale, assolutamente fisica, lontana dalle derive di una virtualità cui vorrebbero abituarci. Lo fa ad Asti, a Palazzo Zoya, rendendo le sue finestre aperte veri tableau vivant. Ci invita a non rinunciare alla bellezza, a non perdere mai il coraggio di guardare a occhi aperti.

 

Chi si troverà dunque a passare per via Carducci 63 davanti a Palazzo Zoya (uno dei palazzi più antichi di Asti, nel cuore della città medievale) potrà visitare una mostra in assoluta sicurezza, senza alcuna barriera fisica tra sé e l'opera se non l'aria di questa nuova strana primavera, senza alcun brusio se non quello dei propri pensieri e il tuffo al cuore delle proprie emozioni. Qui in un pop object che mischia oggetti di archeologia quotidiana (tazze e caffettiere, sedie e finestre aperte sul niente, sole e lampadine, tavoli e specchi, forbici e fiori, pattern eleganti da tappezzerie british decor) c'è tutta la storia di un anno vissuto davanti agli schermi di tv, pc, smartphone e videogiochi, in un ansia bulimica di notizie e di cibo, nascondendo tra le tende e le coperte improvvisi tzunami emotivi che non sapevamo di possedere. E poi c'è l'armadio dei ricordi, durissimo da aprire senza la possibilità delle lacrime davanti a chi non abbiamo salutato, senza abbracci. Le spine di giorni e di giochi sbagliati e le fiamme di un dolore in gabbia. Uno story-board dal maturo sincretismo tra surrealismo, pop e metafisica, sempre sorretto però dalla speranza di un colore assolutamente onirico e innaturale e aperto al volo finale degli aquiloni.

Sta forse nascendo qualcosa di nuovo a Palazzo Zoya?

 

 

I protagonisti:

 

Palazzo Zoya è un palazzo medievale di Asti situato in via Carducci, nel Rione Cattedrale. È stato considerato erroneamente dal Gabiani come probabile sede del Comune in epoca consolare. Il palazzo nasce dall'accorpamento in periodo duecentesco di alcuni edifici medievali preesistenti. Anteriormente due edifici a base quadrata erano divisi da un'entrata che immetteva nella "corte", delimitata posteriormente da altri due edifici medievali. Alla fine del Duecento, si chiuse il varco d'entrata e l'edificio venne sopraelevato di un piano, con la costruzione di sei grandi finestre monofore, di cui tre in cotto e laterizio alternati. Il piano nobile venne ristrutturato, con l'innalzamento delle volte e la dipintura dei soffitti lignei con profili di personaggi coronati d'alloro alla moda rinascimentale. Nel 1577 l'edificio passò alla famiglia Zoya, in particolare a Bonifacio, dottore in medicina. Bonifacio intervenne sul palazzo facendo costruire prospiciente la facciata interna una bellissima loggia, a doppio ordine di arcate, sostenute da colonne che recano sui capitelli le iniziali BO-ZO del committente.
Anche la sala del piano nobile venne affrescata con grifoni e satiri in stile classico, tipico dell'epoca.

 

ERK14 nasce nel 1986 a Carmagnola (To), vive e lavora a Napoli.
Artista, art director, designer, dopo 11 anni di lavoro presso agenzie di comunicazione tra Napoli, Roma e Milano, la creazione di un proprio brand di streetwear e le collaborazioni come designer con altri marchi moda, nel 2014 intraprende la ricerca artistica stimolato dalla necessità di raccontare le dinamiche del quotidiano, spesso frutto di disagi non dichiarati. Inizia così un’ intensa ricerca iconografica e iconologica sulle simbologie degli oggetti di uso comune associati a impulsi e dinamiche accidentali del quotidiano. Senza mai fornire una visione univoca delle sue opere, ma attraverso l’indicazione delle infinite possibilità insite in esse, Erk14 lascia al pubblico la scelta di sviluppare una propria visione. Partito dall’uso rigoroso del bianco e nero, dall'apparente semplificazione semantica e dalla resa grafica e stilistica “impersonale”, senza “sbavature” nel 2020 inizia a sperimentare il colore come medium di maggiore empatia con lo spettatore.

Tra le ultime mostre ricordiamo nel 2015 Magna Contemporanea, collettiva a cura di Marco Capasso e Pietro Tatafiore, Complesso di San Domenico Maggiore, Napoli e le personali Paradossi, a cura di Franco Cipriano, Spazio 011, Torre Annunziata, e Inside, a cura di Pietro Tatafiore, 1 Opera Gallery, Napoli. Nel 2016 Black and White, personale a cura di Marco Sermoneta, Profilexpo, Roma e le collettive Network, Galleria Fidia, Roma, a cura di Serena Di Giovanni e Lo cunto del Mediterraneo, a cura di Pietro Tatafiore, Casa della Cultura, Atrani. Nel 2017 le due personali Erk14, a cura di Beppe Treccia allo spazio Killer Kiccen di Milano e CAOS experiment n.1, a cura di Bruna La Mura allo Spazio Intolab di Napoli.

È del 2018 la grande mostra di Napoli a Palazzo Fondi, con il patrocinio del Comune di Napoli e la curatela di Federica di Lorenzo, sulle simbologie del quotidiano. Del 2019 NNNN Natura Naturans, Natura Naturata, collaterale istituzionale in seno a ExpoArte, Montichiari, Brescia e TRANSITI, collettiva a cura di Raffaella A. Caruso promossa dal Consiglio Regionale del Piemonte a Palazzo Lascaris, Torino.

Nel 2020 viene inserito dal Museo Copelouzos di Atene nel 35x35 project-Italia, mostra istituzionale dedicata ad artisti italiani contemporanei.
Nel 2021 è tra gli artisti selezionati dalla Onlus Pane Quotidiano per la creazione di un murales di m 3x11 per la sala refettorio della sede di Milano. Con la galleria Eidos Immagini Contemporanee partecipa alle principali fiere di settore (ARCHEO, Artefiera Bologna IN GALLERIA digital experience e Miart 2020 digital).

 

Scheda tecnica

Artista/ ERK14

Titolo/ A OCCHI APERTI

Sede/ Palazzo Zoya - Asti – Via Carducci 63

Date/ aprile - maggio 2021

Curatore/ Raffaella A. Caruso

Biglietto no

Info in loco con QR CODE

In collaborazione con EIDOS IMMAGINI CONTEMPORANEE

galleria.eidos@gmail.com

www.galleriaeidos.com

www.erk14.com

 

 

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Verticale Terra Sat, 10 Apr 2021 13:23:28 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/701684.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/701684.html z2o Galleria - Sara Zanin z2o Galleria - Sara Zanin  

Fabrizio Prevedello / Michele Tocca

Verticale terra

a cura di Davide Ferri

 

Opening days:

venerdì 23 & sabato 24 aprile | h. 13-19

23 aprile > 5 giugno 2021

 

Verticale terra è una mostra di Fabrizio Prevedello e Michele Tocca, non una doppia personale, ma un dialogo tra due poetiche lungo il filo di un unico racconto, che coinvolge le tre sale della galleria e fa incontrare i linguaggi dei due artisti – la scultura nel caso di Prevedello, la pittura nel caso di Tocca – sulla base di prospettive e movimenti dello sguardo tracciati dalle loro opere, e alcune, pur vaghe, ricorrenze tematiche.

Il lavoro di Prevedello si sviluppa attraverso alcuni materiali d’elezione – differenti tipi di marmo, ma anche ardesia, onice e gesso ritrovati e prelevati nel paesaggio, in particolare quello delle Alpi Apuane, dove l’artista ha scelto di vivere che è da sempre fonte di sollecitazioni per il suo lavoro. Molte sue sculture nascono a partire da frammenti di luoghi conosciuti e attraversati camminando che, combinati, assemblati o isolati in strutture realizzate con materiali da costruzione come il cemento armato e il ferro (e attraverso una gestualità bassa, che include uno spettro di azioni declinabili in verbi all’infinito) danno vita a forme compostamente tridimensionali. Molto spesso i suoi lavori, pur lasciando intravedere la possibilità di un dentro, di un sotto e di un rovescio, non si discostano dal muro, e offrono allo spettatore un verso privilegiato, superfici e campiture capaci di espandere, nello spazio, il carattere di un paesaggio o indicazioni provenienti da paesaggi diversi, dispositivi in grado di riconfigurare e reinventare la visione di un luogo.

I lavori di Tocca sembrano invece nascere da visioni minime e ordinarie, di cose incontrate nel corso di passeggiate o all’interno dello spazio domestico, in zone marginali, e di cui ogni dipinto è un ritratto, la traduzione di un ‘qui e ora’ della cosa che si basa su processo di registrazione del dato visivo e atmosferico dal vivo. La pittura di Tocca può dunque coincidere con il paesaggio, un paesaggio che reca le tracce di suggestioni che vengono inevitabilmente dalla storia (in particolare dal vedutismo e da una certa pittura di viaggio), o far combaciare il quadro con l’immagine di un oggetto che, dipinto su un piano indefinito, conserva, nelle pieghe e nelle impurità di superficie, le tracce del tempo e dell’atmosfera. I soggetti dei quadri di Tocca chiamano lo spettatore a uno sguardo diretto e ravvicinato, spingendolo verso il basso o verso l’alto (verso una linea dell’orizzonte che può sfiorare il margine superiore del dipinto) e, ripetuti in serie, registrano minime variazioni di luce e atmosfera che determinano il timbro e il tono generale dei dipinti.

Verticale terra è dunque una mostra di superfici, a tratti dure e taglienti a tratti polverose e brumose, un dialogo tra campiture – la gamma di bianchi, grigi e neri dei marmi di Prevedello e la tavolozza terrosa dei dipinti di Tocca, di gialli, grigi e marroni – che può assumere le forme di un confronto o di uno spartito in cui differenti toni si attivano e rilanciano reciprocamente.

I lavori di Tocca e Prevedello vengono inoltre accostati sulla base di alcuni aspetti di natura formale: la tendenza di entrambi a costruire immagini che si articolano attorno a un primo piano molto ravvicinato, un primo piano stretto, con lievi accenni di profondità in costante equilibrio e contrasto con la tattilità di superficie.

Verticale terra è anche il racconto di un movimento che ha a che fare con l’articolazione dei lavori in mostra: dall’idea di un paesaggio che si dispiega in verticale, di salita e progressione verso l’alto, a una discesa verso il piano orizzontale (che coincide con i lavori esposti nell’ultima sala), verso il basso e la zona di terra più prossima ai piedi, approdo del dialogo tra Michele Tocca e Fabrizio Prevedello.

Davide Ferri

 

INFO:

Verticale terra
Fabrizio Prevedello / Michele Tocca
a cura di Davide Ferri
Opening days: venerdì 23 & sabato 24 aprile, dalle 13 alle 19
Durata mostra: 23 aprile > 5 giugno
Location: z2o Sara Zanin, Via della Vetrina 21, Roma
Orari di apertura della galleria: martedì-sabato, 13-19 (o su appuntamento)
Per informazioni: info@z2ogalleria.it / www.z2ogalleria.it

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Verticale Terra Sat, 10 Apr 2021 13:22:47 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/701683.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/701683.html z2o Galleria - Sara Zanin z2o Galleria - Sara Zanin  

Fabrizio Prevedello / Michele Tocca

Verticale terra

a cura di Davide Ferri

 

Opening days:

venerdì 23 & sabato 24 aprile | h. 13-19

23 aprile > 5 giugno 2021

 

Verticale terra è una mostra di Fabrizio Prevedello e Michele Tocca, non una doppia personale, ma un dialogo tra due poetiche lungo il filo di un unico racconto, che coinvolge le tre sale della galleria e fa incontrare i linguaggi dei due artisti – la scultura nel caso di Prevedello, la pittura nel caso di Tocca – sulla base di prospettive e movimenti dello sguardo tracciati dalle loro opere, e alcune, pur vaghe, ricorrenze tematiche.

Il lavoro di Prevedello si sviluppa attraverso alcuni materiali d’elezione – differenti tipi di marmo, ma anche ardesia, onice e gesso ritrovati e prelevati nel paesaggio, in particolare quello delle Alpi Apuane, dove l’artista ha scelto di vivere che è da sempre fonte di sollecitazioni per il suo lavoro. Molte sue sculture nascono a partire da frammenti di luoghi conosciuti e attraversati camminando che, combinati, assemblati o isolati in strutture realizzate con materiali da costruzione come il cemento armato e il ferro (e attraverso una gestualità bassa, che include uno spettro di azioni declinabili in verbi all’infinito) danno vita a forme compostamente tridimensionali. Molto spesso i suoi lavori, pur lasciando intravedere la possibilità di un dentro, di un sotto e di un rovescio, non si discostano dal muro, e offrono allo spettatore un verso privilegiato, superfici e campiture capaci di espandere, nello spazio, il carattere di un paesaggio o indicazioni provenienti da paesaggi diversi, dispositivi in grado di riconfigurare e reinventare la visione di un luogo.

I lavori di Tocca sembrano invece nascere da visioni minime e ordinarie, di cose incontrate nel corso di passeggiate o all’interno dello spazio domestico, in zone marginali, e di cui ogni dipinto è un ritratto, la traduzione di un ‘qui e ora’ della cosa che si basa su processo di registrazione del dato visivo e atmosferico dal vivo. La pittura di Tocca può dunque coincidere con il paesaggio, un paesaggio che reca le tracce di suggestioni che vengono inevitabilmente dalla storia (in particolare dal vedutismo e da una certa pittura di viaggio), o far combaciare il quadro con l’immagine di un oggetto che, dipinto su un piano indefinito, conserva, nelle pieghe e nelle impurità di superficie, le tracce del tempo e dell’atmosfera. I soggetti dei quadri di Tocca chiamano lo spettatore a uno sguardo diretto e ravvicinato, spingendolo verso il basso o verso l’alto (verso una linea dell’orizzonte che può sfiorare il margine superiore del dipinto) e, ripetuti in serie, registrano minime variazioni di luce e atmosfera che determinano il timbro e il tono generale dei dipinti.

Verticale terra è dunque una mostra di superfici, a tratti dure e taglienti a tratti polverose e brumose, un dialogo tra campiture – la gamma di bianchi, grigi e neri dei marmi di Prevedello e la tavolozza terrosa dei dipinti di Tocca, di gialli, grigi e marroni – che può assumere le forme di un confronto o di uno spartito in cui differenti toni si attivano e rilanciano reciprocamente.

I lavori di Tocca e Prevedello vengono inoltre accostati sulla base di alcuni aspetti di natura formale: la tendenza di entrambi a costruire immagini che si articolano attorno a un primo piano molto ravvicinato, un primo piano stretto, con lievi accenni di profondità in costante equilibrio e contrasto con la tattilità di superficie.

Verticale terra è anche il racconto di un movimento che ha a che fare con l’articolazione dei lavori in mostra: dall’idea di un paesaggio che si dispiega in verticale, di salita e progressione verso l’alto, a una discesa verso il piano orizzontale (che coincide con i lavori esposti nell’ultima sala), verso il basso e la zona di terra più prossima ai piedi, approdo del dialogo tra Michele Tocca e Fabrizio Prevedello.

Davide Ferri

 

INFO:

Verticale terra
Fabrizio Prevedello / Michele Tocca
a cura di Davide Ferri
Opening days: venerdì 23 & sabato 24 aprile, dalle 13 alle 19
Durata mostra: 23 aprile > 5 giugno
Location: z2o Sara Zanin, Via della Vetrina 21, Roma
Orari di apertura della galleria: martedì-sabato, 13-19 (o su appuntamento)
Per informazioni: info@z2ogalleria.it / www.z2ogalleria.it

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Verticale Terra Sat, 10 Apr 2021 13:17:16 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/701682.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/701682.html z2o Galleria - Sara Zanin z2o Galleria - Sara Zanin  

Fabrizio Prevedello / Michele Tocca

Verticale terra

a cura di Davide Ferri

 

Opening days:

venerdì 23 & sabato 24 aprile | h. 13-19

23 aprile > 5 giugno 2021

 

Verticale terra è una mostra di Fabrizio Prevedello e Michele Tocca, non una doppia personale, ma un dialogo tra due poetiche lungo il filo di un unico racconto, che coinvolge le tre sale della galleria e fa incontrare i linguaggi dei due artisti – la scultura nel caso di Prevedello, la pittura nel caso di Tocca – sulla base di prospettive e movimenti dello sguardo tracciati dalle loro opere, e alcune, pur vaghe, ricorrenze tematiche.

Il lavoro di Prevedello si sviluppa attraverso alcuni materiali d’elezione – differenti tipi di marmo, ma anche ardesia, onice e gesso ritrovati e prelevati nel paesaggio, in particolare quello delle Alpi Apuane, dove l’artista ha scelto di vivere che è da sempre fonte di sollecitazioni per il suo lavoro. Molte sue sculture nascono a partire da frammenti di luoghi conosciuti e attraversati camminando che, combinati, assemblati o isolati in strutture realizzate con materiali da costruzione come il cemento armato e il ferro (e attraverso una gestualità bassa, che include uno spettro di azioni declinabili in verbi all’infinito) danno vita a forme compostamente tridimensionali. Molto spesso i suoi lavori, pur lasciando intravedere la possibilità di un dentro, di un sotto e di un rovescio, non si discostano dal muro, e offrono allo spettatore un verso privilegiato, superfici e campiture capaci di espandere, nello spazio, il carattere di un paesaggio o indicazioni provenienti da paesaggi diversi, dispositivi in grado di riconfigurare e reinventare la visione di un luogo.

I lavori di Tocca sembrano invece nascere da visioni minime e ordinarie, di cose incontrate nel corso di passeggiate o all’interno dello spazio domestico, in zone marginali, e di cui ogni dipinto è un ritratto, la traduzione di un ‘qui e ora’ della cosa che si basa su processo di registrazione del dato visivo e atmosferico dal vivo. La pittura di Tocca può dunque coincidere con il paesaggio, un paesaggio che reca le tracce di suggestioni che vengono inevitabilmente dalla storia (in particolare dal vedutismo e da una certa pittura di viaggio), o far combaciare il quadro con l’immagine di un oggetto che, dipinto su un piano indefinito, conserva, nelle pieghe e nelle impurità di superficie, le tracce del tempo e dell’atmosfera. I soggetti dei quadri di Tocca chiamano lo spettatore a uno sguardo diretto e ravvicinato, spingendolo verso il basso o verso l’alto (verso una linea dell’orizzonte che può sfiorare il margine superiore del dipinto) e, ripetuti in serie, registrano minime variazioni di luce e atmosfera che determinano il timbro e il tono generale dei dipinti.

Verticale terra è dunque una mostra di superfici, a tratti dure e taglienti a tratti polverose e brumose, un dialogo tra campiture – la gamma di bianchi, grigi e neri dei marmi di Prevedello e la tavolozza terrosa dei dipinti di Tocca, di gialli, grigi e marroni – che può assumere le forme di un confronto o di uno spartito in cui differenti toni si attivano e rilanciano reciprocamente.

I lavori di Tocca e Prevedello vengono inoltre accostati sulla base di alcuni aspetti di natura formale: la tendenza di entrambi a costruire immagini che si articolano attorno a un primo piano molto ravvicinato, un primo piano stretto, con lievi accenni di profondità in costante equilibrio e contrasto con la tattilità di superficie.

Verticale terra è anche il racconto di un movimento che ha a che fare con l’articolazione dei lavori in mostra: dall’idea di un paesaggio che si dispiega in verticale, di salita e progressione verso l’alto, a una discesa verso il piano orizzontale (che coincide con i lavori esposti nell’ultima sala), verso il basso e la zona di terra più prossima ai piedi, approdo del dialogo tra Michele Tocca e Fabrizio Prevedello.

Davide Ferri

 

INFO:

Verticale terra
Fabrizio Prevedello / Michele Tocca
a cura di Davide Ferri
Opening days: venerdì 23 & sabato 24 aprile, dalle 13 alle 19
Durata mostra: 23 aprile > 5 giugno
Location: z2o Sara Zanin, Via della Vetrina 21, Roma
Orari di apertura della galleria: martedì-sabato, 13-19 (o su appuntamento)
Per informazioni: info@z2ogalleria.it / www.z2ogalleria.it

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Electronic Cigarette Market is expected to reach $58.32 billion by 2026 Thu, 08 Apr 2021 15:22:37 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/701262.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/701262.html Ethan Smith Ethan Smith
 
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Pausa pranzo con l'arte virtuale: il Neoespressionismo e la Transavanguardia Tue, 06 Apr 2021 06:48:00 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/700348.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/700348.html Art Forum Würth Capena Art Forum Würth Capena 10° Pausa pranzo con l'arte virtuale


 
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L’insostenibile leggerezza dell’essere Mon, 05 Apr 2021 20:05:46 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/700312.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/700312.html Maria Maria Il prossimo 12 aprile MA-EC Gallery presenta in esclusiva online sulla piattaforma virtuale WEPRESENTART la mostra internazionale L’insostenibile leggerezza dell’essere, a cura di Weizhen Jiang.

 

Sul sito www.wepresentart.com saranno visibili oltre 20 opere di 16 artisti internazionali che sono stati selezionati dal comitato artistico della Galleria.

In esposizione dipinti, fotografie, video e installazioni che rivelano il sentire degli artisti sul valore e il significato della leggerezza.

 

Ci sono molte cose nella vita che sembrano leggere come una piuma, ma sono insostenibili. A volte, la storia, come la vita di una persona, è troppo leggera per essere sopportata. L'esistenza inizia in ogni momento che racchiude in sé l’eternità. Negli ultimi mesi tutto il mondo sta affrontando un periodo storico senza precedenti, i valori, gli ideali che conosciamo sono stati messi in discussione. 

 

La mostra vuole porre l’attenzione su una serie di concetti quali la leggerezza, la scelta, la casualità, la sorte, l’esistenza. Già Parmenide vedeva l’universo in coppie di opposizioni, luce-buio, positivo-negativo e affermava che il leggero è positivo e il pesante negativo. Ma Kundera si chiede se davvero la pesantezza sia terribile e la leggerezza meravigliosa.

 

Tutto cambia, in una incessante mutazione e ogni scelta crea sempre una incertezza. Ogni cambiamento può significare una possibilità di trasformazione, un mutamento, che non è solo una fine ma può rivelarsi anche un inizio di opportunità.

 

 

 

 

 

Artisti

 

Ruth Baza

Andrea Bevere

Maria Silvia Da Re

Jinjin Dong

Iris Liu

Wu Liu

Ziwei Liu

Riccardo Monachesi

Cristina Navarro

Gianni Otr

Maria Clara Prat Roig

Coca Rodriguez Coelho

Maria del Carmen Sánchez Cánovas

Paula Swinburn

Fei Wang

Zheng Zheng

 

 

 

 

 

Coordinate mostra online:

 

Titolo: L’insostenibile leggerezza dell’essere

            Mostra collettiva online a cura di Weizhen Jiang

 

 

Dal 12 aprile al 12 maggio 2021

solo online su www.wepresentart.com

 

Info:  info.milanart@gmail.com;  staff@wepresentart.com

* per una visione ottimale, si consiglia l'utilizzo del computer

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Precision Farming Market is expected to reach $14.09 billion by 2026 Mon, 05 Apr 2021 12:15:34 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/700127.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/700127.html Ethan Smith Ethan Smith
 
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Accademia Della Fotografia Julia Margaret Cameron: la narrazione fotografica, progettazione ed editing di un racconto fotografico Sat, 03 Apr 2021 16:31:01 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/699916.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/699916.html STEFANO PENSOTTI STEFANO PENSOTTI workshop e viaggi fotografici NUOVE PROPOSTE 2018 - 2019
Clicca qui per leggere questa newsletter.
Bagan - Myanmar
 

Buongiorno, come state?
Vi presento oggi una mia nuova collaborazione con
 
L’Accademia Della Fotografia Julia Margaret Cameron
 
istituzione destinata allo studio e all’approfondimento delle conoscenze di più alto livello nel campo delle scienze, della filosofia e delle belle arti. Nata nel 2011 a Benevento, si esprime attraverso un’Associazione Culturale dove la “mission” è quella di divulgare la cultura della fotografia sul territorio. Lo scopo è avvicinare il pubblico al linguaggio fotografico con i mezzi più attuali e con la competenza delle persone che ne fanno parte.

MASTERONE E-LEARNING
La Formazione a distanza dell’Accademia, si avvale della collaborazione di docenti di Fotografia Provenienti da tutta Italia, dal mondo dall’Università e del lavoro e si basa sull’interattività, coinvolgimento, modularità e presenza flessibile sul territorio “in classrooms” regionali. Per organizzazione, qualità dei corsi e professionalità dei docenti L’Accademia Della Fotografia Julia Margaret Cameron è riconosciuta come una delle migliori scuole di fotografia in Italia. I corsi e-learning dell’Accademia sono riconosciuti e per tutti i percorsi al loro termine sarà rilasciano un certificato o un attestato che certifica le competenze ottenute.

Sul portale dell’Accademia Julia Margaret Cameron è proposto un workshop in e-learning con mia docenza ed avente come argomenti di apprendimento la narrazione fotografica, la progettazione e l'editing di un racconto fotografico
 
ACCADEMIA DELLA FOTOGRAFIA JULIA MARGARET CAMERON
IMMAGINI DI PAROLE, STORIE DI FOTOGRAFIE

la narrazione fotografica, progettazione ed editing di un racconto fotografico
docenza Stefano PENSOTTI
3 sessioni di corso
1° dal 24 al 27 Marzo 2021 - orario 18:30 �“ 21:00
2° dal 19 al 22 Aprile 2021 �“ orario 09:30 �“ 12:00
3° dal 14 al 17 Giugno - orario 09:30 �“ 12:004

4 lezioni on-line - quinta lezione pratica in presenza
con sede, data ed orario da concordare.
 
Per informazioni ed iscrizioni 
 
 
CORSI WORKSHOP PHOTOTOUR
 
Per chi di voi ami la fotografia e voglia approfondire la sua passione con attività formative pratiche & teoriche, con il fine di implementare la propria creatività, migliorare le capacità di leggere la realtà ed esprimersi con il linguaggio fotografico, e per arrivare ad uno stile personale, propongo una serie di attività on line oltre che una serie di proposte fotografiche, per le quali potete comunicarmi vostre preadesioni senza alcuna necessità di versare acconti, pronti a partire appena le condizioni sanitarie lo consentiranno
 
Ulteriori informazioni e programmi dei workshop sulla mia pagina web www.stefanopensotti.com
 
 
STAY TUNED
 
 
 
STEFANO PENSOTTI FOTOGRAFO
VIA GAMBATE 84 / A 23854 OLGINATE - ITALY
+39 3388117138    -    spensotti@alice.it    -    stefanopensotti@gmail.com
 
 
Nome Società 9, Rue Bleue 75009 PARIS contact@company.com
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Buona Pasqua | Happy Easter | Menhir Arte Fri, 02 Apr 2021 14:59:34 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/699745.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/699745.html Menhir Arte Contemporanea Menhir Arte Contemporanea


Buona Pasqua | Happy Easter

 
Menhir Arte è lieta di inviare ai propri amici e sostenitori un caloroso augurio di buona Pasqua.
La galleria rimarrà chiusa da sabato 3 aprile 2021 a lunedì 5 aprile 2021 compresi. Riaprirà regolarmente martedì 6 aprile 2021.


Menhir Arte is pleased to send its friends and supporters a warm Easter greeting.
The gallery will be closed from Saturday,  April 3rd 2021 to Monday, April 5th  2021 inclusive. It will reopen as usual on Tuesday 6 April 2021.

 

Immagine: PLESSI, 13 settembre �“ 13 novembre 2019 | veduta dell'installazione della mostra presso Menhir Arte Contemporanea, Milano. Per scoprire di più riguardo le opere di Fabrizio Plessi visitate il nostro sito.


Image: PLESSI, September 13th �“ November 13th 2019 | exhibition installation view at Menhir Arte Contemporanea, Milan. To find out more about the works of Fabrizio Plessi, visit our website.
 

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Auguri! Fri, 02 Apr 2021 10:59:49 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/699682.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/699682.html Museo Magi'900 Museo Magi'900
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Marc Chagall, mosaico realizzato dalla Cooperativa Mosaicisti di Ravenna.
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Andrea Manzitti "Isole, mappe e portolani" Thu, 01 Apr 2021 11:06:45 +0200 http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/699393.html http://content.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/699393.html De Angelis Press De Angelis Press Il viaggio come atto del pensiero che conduce alla conoscenza, l’arte come inclinazione della mente che permette un ampliamento dei propri orizzonti.

C’è tutto questo nelle opere di Andrea Manzitti che compongono la mostra “Isole, mappe e portolani”, a cura di Elisabetta Longari e aperta al pubblico dal 4 al 25 maggio allo Spazio d’Arte Scoglio di Quarto di Milano, a pochi passi dalla Darsena.

 

L’intera vicenda artistica di Andrea Manzitti, nato a Santa Margherita Ligure nel 1944 e che nel 2018 ha deciso di reinventare la propria vita iscrivendosi all’Accademia di Brera, ha nel viaggio il punto di snodo della propria espressività pittorica, così come suggerisce lo stesso titolo della mostra, che richiama alla reinterpretazione da parte dell’autore delle carte geografiche, delle mappe e dei portolani di una volta.

Sottolinea Elisabetta Longari nel suo testo critico: “La pittura di Andrea Manzitti rappresenta un viaggio nel colore, nei segni e nelle traiettorie secondo un codice cartografico sui generis”.

 

Ciò che colpisce da subito nelle 22 opere esposte, tra tele carte e libri, è come la materia pittorica sembra solo apparentemente sfuggire al controllo dell’artista, per poi ricomporsi grazie al tracciamento di rotte di navigazione e traiettorie che collegano uno all’altro territori immaginari.

In particolare, tele carte e libri presentano un dominatore comune, la polvere di pomice grezza, che gioca un doppio ruolo fondamentale, nella lavorazione della materia pittorica così come nella stessa espressione poetica: da una parte assimilando bene i colori e risultando, una volta seccata, sufficientemente morbida e “plasmabile” attraverso un lento e paziente lavoro di levigatura della superficie; dall’altra, grazie anche a una capacità straordinaria di  assorbimento e riflessione della luce, offrendo effetti materici sabbiosi particolarmente avvincenti, a richiamare le asperità di terre indefinite, forse di origine vulcanica, che affiorano sulla superficie come lava rappresa.

Precisa Elisabetta Longari: “La polvere di pomice grezza, mescolata con del colore, applicata e grattata crea meravigliosi effetti scabri che trattengono una strana memoria del colore che però sembra essersi annullato nella luce. Una materia che si pone a metà strada tra il ricordo della consistenza lunare di certe superfici di Turcato e quella più terrestre di Burri”.

 

Tuttavia, se le tele sono prima preparate con uno sfondo a olio e poi coperte di polvere di pomice, le carte di cotone dai bordi irregolari - realizzate a mano e scoperte dall’artista in un’antica cartiera di Amalfi - vengono direttamente “aggredite” con la pomice a colpi di spatola, poi colorata con pastelli ad olio e infine forgiata con gli stessi polpastrelli delle dita per distribuire in maniera più omogenea le tinte.    

In questa interpretazione dell’atto artistico, le bande di colore che invadono lo spazio materico, acquistano forza e vitalità dando un senso alla trama e divenendo parte inseparabile di quelle terre che paiono osservate dall’alto, prive di descrizioni cartografiche e pronte da un momento all’altro a svanire tra le nuvole.

A volte completano il racconto su tela alcuni portolani incollati dall’artista, simboli planimetrici di possibili elementi naturali.

 

I libri, invece, sono tutti realizzati con carta Arches di cotone puro 640 grammi, esemplari unici firmati dall’artista, formati da dieci fogli rilegati a mano, dipinti con pomice naturale grezza e colori ad olio, con in copertina ideogrammi giapponesi.

Diari di viaggio che racchiudono carte geografiche immaginarie con rotte, tratteggiate, altrettanto immaginarie. Un invito a imparare a viaggiare in noi stessi, nel nostro essere più profondo e ineffabile, al di là del giudizio della mente.

 

 

Orari di apertura

Da martedì a venerdì dalle 17 alle 19 con obbligo di prenotazione

sabato e domenica solo su appuntamento

e-mail info@galleriascogliodiquarto.com oppure sms 348-5630381

 

Inaugurazione mostra

Martedì 4 maggio dalle 17 alle 20

 

con obbligo di prenotazione inviando una mail a info@galleriascogliodiquarto.com 


Ufficio stampa mostra

De Angelis Press, Milano

t. 345 7190941 | info@deangelispress.com 

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